Il paesaggio montano1

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Il paesaggio montano
.
Cos’è una montagna?
• La montagna o rilievo è una parte della superficie
terrestre che si eleva al di sopra di un fondovalle o di
una pianura con un dislivello di almeno 500 metri
rispetto al livello del mare.
• Una serie di rilievi ravvicinati costituisce una catena
montuosa (es. Alpi)
• Un insieme di montagne costituente un gruppo isolato
rispetto agli altri si chiama massiccio (es. M.te
Bianco).
• Un rilievo la cui parte più elevata si presenta
largamente pianeggiante viene detto altopiano (es.
Asiago).
Elementi che costituiscono la
montagna
• Valico o passo: punto della montagna che
permette di passare facilmente da un versante
all’altro (simbolo ][).
• Versante o fianco: ciascuno dei due pendii che si
estendono dalla vetta alla base della montagna.
• Vetta o cima: il punto più elevato di una
montagna (simbolo ∆).
• Crinale: linea immaginaria che passa tra i punti
più alti del rilievo e separa i due versanti.
• Valle: area racchiusa tra due versanti montuosi; la
parte più bassa viene detta fondovalle.
Crinale
Orogenesi europea
Montagne più antiche
• Sono quelle formatesi durante l’orogenesi caledoniana ed
ercinica; interessano la parte settentrionale e centrale
dell’Europa.
• Alpi Scandinave; Monti Grampiani, Pennini e Cambrici nelle
Isole Britanniche (Orogenesi Caledoniana 600-250 milioni di
anni fa)
• Monti Cantabrici, Sistema Centrale, Sierra Morena (Penisola
Iberica); Massiccio Centrale e Armoricano, Catena dei Vosgi e
del Giura, Ardenne, Selva Nera, Massiccio Renano, Selva
Boema, Sudeti, Monti Metalliferi (Regione FrancoGermanica); Urali (Orogenesi Ercinica 260-200 milioni di anni
fa).
• Queste montagne non superano quasi mai i 2.000 metri di
altitudine le loro cime sono arrotondate a causa dell’erosione.
Montagne più giovani
• Sono quelle nate dall’Orogenesi Alpina (70-1,8
milioni di anni fa). Si concentrano nell’Europa
meridionale e formano una sorta di semicerchio
intorno al Mar Mediterraneo:
Pirenei, Alpi, Carpazi, Balcani, Caucaso
Appennini e Alpi Dinariche.
• Sono montagne caratterizzate da cime elevate
oltre i 2.000 metri e appuntite.
• In queste Catene si trovano le vette più alte
d’Europa: Monte Elbrus nel Caucaso (5642 mt) e
Monte Bianco (4810 mt) nelle Alpi.
Schema montagne europee


OROGENESI CALEDONIANA
OROGENESI ERCINICA
OROGENESI ALPINA
(da Caledonia=Scozia)
600-250 milioni di anni fa
(da Selva Ercina, tra Reno e Danubio)
260-200 milioni di anni fa
(da Alpi)
70-18 milioni di anni fa
ha dato origine
ha dato origine
ha dato origine
CATENE MONTUOSE EUROPA
SETTENTIORNALE
ALPI SCANDINAVE
MONTI GRAMPIANI, PENNINI E
CAMBRICI
MASSICCI EUROPA CENTRALE

MONTI CANTABRICI e SIERRE in Spagna

CATENE MONTUOSE EUROPA
MERIODIONALE
PIRENEI

MASSICCIO CENTRALE e ARMORICANO
in Francia
MASSICCIO RENANO, VOSGI, GIURA

ALPI
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CARPAZI
SELVA BOEMA, SUDETI, MONTI
METALLIFERI
MONTI URALI

BALCANI

CAUCASO

APPENNINI e ALPI DINARICHE



Forme arrotondate
Forme arrotondate
Non superano i 2000 metri
Non superano i 2000 metri
Vette più elevate e cime aguzze
Le montagne italiane
• La Penisola Italiana è coperta per più di 2/3 da
montagne e colline. Le montagne appartengono alle
catene delle Alpi e degli Appennini.
• Le Alpi chiudono a nord la penisola formando un arco
di 1.200 km nel versante esterno e 750 km in quello
interno. Le vette più elevate si trovano ad ovest.
• Le Alpi vengono divise in tre settori: Occidentali,
Centrali e Orientali
• Tra le Alpi e la pianura si estendono rilievi di minore
altitudine chiamati Prealpi (Lombarde, Venete,
Carniche e Giulie). I Monti Lessini appartengono alle
Prealpi Venete.
Ma Con Gran Pena Le ReCa Giu
Profilo altimetrico delle Alpi
Ma Con Gran Pena Le Reca Giu
Gli Appennini
• Si estendono lungo tutta la penisola italiana fino
alla Sicilia, per circa 1200 km.
• Non costituiscono un’unica catena ma una
successione di massicci, rilievi e piccole catene.
• Hanno altitudini inferiori alle Alpi (max Gran
Sasso).
• Si suddividono in tre parti: Settentrionale (Ligure,
Tosco-Emiliano), Centrale (Umbro-Marchigiano e
Abruzzese), Meridionale (Campano, Lucano e
Calabro e Siculo).
Profilo altimetrico degli Appennini
IL CARSISMO
• E’ un fenomeno di erosione e di modellamento
del paesaggio.
• Prende il nome dal Carso, una regione al confine
tra Italia e Slovenia in cui esso è particolarmente
evidente, ma è presente in molte altre aree
d’Italia (es. Lessinia, Appennino UmbroMarchigiano, Puglia).
• Questo fenomeno interessa zone dove sono
presenti rocce calcaree, un tipo di roccia
costituita da carbonato di calcio.
• Il carbonato di calcio, a contatto con l’acqua, si
trasforma, diventando solubile.
• L’ acqua quindi erode la roccia calcarea e modella
il paesaggio:
– In superficie si formano depressioni chiamate doline.
Spesso sul fondo della dolina si forma un inghiottitoio
attraverso il quale le acque della pioggia confluiscono
all’interno della roccia.
– Nel sottosuolo, l’acqua, penetrata attraverso
inghiottitoi e fessure, forma grotte, gallerie e pozzi.
– Nelle grotte, l’acqua, gocciolando, rilascia il calcare in
essa contenuto formando stalattiti (crescono dall’alto
verso il basso) e stalagmiti (dal basso verso l’alto).
Esse, incontrandosi, formano colonne.
Stalattiti e stalagmiti
Postumija, ma anche Roverè 1.000
.
IL CARSISMO IN LESSINIA
• Il paesaggio della Lessinia osservato
dall'esterno si presenta con vistosi fenomeni
carsici di superficie: doline, conche,
inghiottitoi, monoliti, città di roccia come la
Valle delle Sfingi.
• Sotto questo paesaggio esiste un altro
carsismo di profondità: grotte, cunicoli e
caverne.
• Alcuni siti sono famosi come il Ponte di Veja e
la Spluga della Preta.
• I fenomeni superficiali più conosciuti sono le
doline e le città di roccia: le prime sono delle
depressioni a forma di imbuto o scodella,
sempre in relazione a cunicoli, cavità o grotte.
• I monoliti che danno origine alla città di roccia
sono invece il risultato dell'erosione dell'acqua
meteorica sullo strato superficiale di Biancone
e di successiva penetrazione nelle fessure
esistenti nel Rosso Ammonitico.
Lessinia
Esempi di carsismo in Lessinia
I caratteristici “funghi”
calcarei dei Monti
Lessini, tipico esempio di
carsismo nel Rosso
ammonitico
Esempio di dolina,
piccola depressione
circolare a forma di
imbuto, con un diametro
che può arrivare a 1 km
Ponte di Veja (lato occidentale)
Il Ponte di Veja
• L'arco naturale del Ponte di Veja è situato a 600 metri di
quota a Sant’Anna d’Alfaedo, nei monti Lessini.
• Esso costituisce l'enorme architrave residuale di una grande
caverna aperta sul versante destro del Vajo della Marciora
la
cui
volta
risulta
parzialmente
crollata.
L'imponenza e la suggestività del ponte ne fanno uno dei
più spettacolari esempi tra le morfologie carsiche di tutto il
Veneto.
• Le formazioni calcaree in cui risulta scavato risalgono a circa
150 milioni di anni fa e le dimensioni sono ragguardevoli:
25 metri di altezza e 50 di larghezza. Dalla grande
depressione di crollo si sviluppano alcune grotte di notevole
estensione e importanza: la Grotta dell'Orso, la Grotta
dell'Acqua, la Grotta Superiore, la Grotta B e la Cava d'Ocra.
Ponte di Veja (lato orientale)
Ponte di Veja – Grotta dell’orso
La Spluga della Preta
• La Spluga della Preta è uno dei più famosi
abissi carsici del mondo. E’ un vuoto
profondissimo all’interno del Corno d’Aquilio,
sotto i pascoli dei Monti Lessini veronesi, nel
comune di Sant’Anna d’Alfaedo (1438 mt
s.l.m.). Dal 1925, anno in cui sono iniziate le
esplorazioni, fino al 1953 è stato considerato
l’abisso il più profondo del mondo.
• La profondità finora esplorata è di 877 metri.
Spluga della Preta
Quando a Bolca c’era il mare
• Bolca è una località dei Monti Lessini (comune di
Vestenanova, provincia di Verona) adagiata nell'alta Val
d'Alpone, nota fin dalla metà del XVI secolo per gli
straordinari fossili di pesci e piante provenienti dalle
località della Pesciara e del Monte Postale.
• 50 milioni di anni fa, l’area di Bolca e della Lessinia era
occupata da lagune tropicali, con un fondale basso di
pochi metri. Più tardi (40 milioni di anni fa), l'area
compresa tra la Valle dell'Alpone e del Chiampo fu
interessata da un abbassamento del fondale marino e
da una attività vulcanica che formò delle colate di lava
sottomarine.
I fossili di Bolca
• Sono i più importanti al mondo per estensione, per quantità delle
specie faunistiche ritrovate, ma soprattutto per il perfetto grado di
conservazione delle specie animali e vegetali. Tra i vari fossili si
possono ricordare alcuni crostacei, dei rettili, qualche piuma
d'uccello, varie specie di insetti, ma soprattutto numerosi pesci,
oltre 150 specie, tra cui anche squali, che conservano oltre al
tessuto osseo anche parte dei tessuti organici, proprio per il
particolarissimo processo di fossilizzazione verificatosi in questa
zona costiera nel corso di circa 50 milioni di anni. La perfezione di
questo processo di fossilizzazione è dimostrata dal rinvenimento di
alcune meduse, il cui corpo, costituito principalmente da acqua, è
estremamente difficile da conservare. Le specie vegetali ritrovate,
oltre 270, comprendono piante tropicali, alghe e palme.
• I fossili di Bolca furono studiati già nel 1500 e sono presenti nei
principali musei del mondo e in ricche collezioni private. La famiglia
Cerato scava da quasi 200 anni nella Pesciara che è di sua proprietà.
Bolca
Altre scogliere coralline: le Dolomiti
• Le Dolomiti sono un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali,
comprese tra le province di Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone.
• Le Dolomiti prendono il nome dal naturalista francese Déodat de
Dolomieu (1750-1801) che per primo studiò il particolare tipo di roccia
predominante nella regione, battezzata in suo onore dolomia, costituita da
carbonato di calcio e magnesio.
• La genesi di questo tipo di roccia carbonatica inizia attraverso accumuli di
conchiglie, coralli e alghe calcaree in ambiente marino e tropicale (simile
all'attuale barriera corallina delle Bahamas, e dell'Australia orientale), i
quali ebbero luogo circa 250 milioni di anni fa. Sul fondo di questi mari si
accumularono centinaia di metri di sedimento che, sotto il loro stesso
peso e perdendo i fluidi interni, si trasformarono in roccia.
Successivamente, lo scontro tra la placca europea e la placca africana
(orogenesi alpina) fece emergere queste rocce innalzandole oltre 3000 m
sopra il livello del mare.
• L’origine marina di queste montagne è testimoniata dalle numerose
conchiglie fossili conservate nelle rocce dolomitiche (ammoniti).
Dolomiti
La dolomia, pur essendo
più resistente delle rocce
calcaree, subisce
ugualmente l’erosione
delle forze esogene. La
costante azione di queste
forze ha modellato e
continua a modellare le
Dolomiti che hanno
assunto le forme che noi
ammiriamo.

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