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Promozione della cultura umanistica e sostegno alla creatività
Atto del Governo 382
Dossier n° 150 - Elementi di valutazione sulla qualità del testo
8 marzo 2017
Informazioni sugli atti di riferimento
Atto del Governo:
382
Titolo:
Promozione della cultura umanistica e sostegno alla creatività
Norma di delega:
articolo 1, commi 180, 181 lettera g), e 182, L. 13 luglio 2015, n. 107
Numero di articoli:
17
Date:
presentazione:
16 gennaio 2017
assegnazione:
16 gennaio 2017
termine per l'espressione del parere: 17 marzo 2017
Commissioni competenti:
VII Cultura, V Bilancio
Disposizioni di delega
Lo schema di decreto legislativo - deliberato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 14 gennaio 2017
- è volto al recepimento della delega conferita dall'articolo 1, commi 180, 181 lettera g), e 182, della legge 13
luglio 2015, n. 107, in materia di promozione della cultura umanistica, di valorizzazione del patrimonio e delle
produzioni culturali e di sostegno della creatività. In particolare, il comma 180 ha previsto l'adozione di diversi
decreti legislativi entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, dunque entro il 16 gennaio 2017; il
comma 182 ha previsto che i decreti legislativi siano adottati su proposta del Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione
e con il Ministro dell'economia e delle finanze, nonché con gli altri Ministri competenti, previo parere della
Conferenza unificata. Gli schemi dei decreti sono trasmessi alle Camere per l'espressione del parere da
parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si esprimono nel
termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti possono comunque essere
adottati. Se il termine previsto per l'espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari scade
nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l'esercizio della delega, o successivamente,
quest'ultimo è prorogato di novanta giorni. Il comma 184 dispone che, entro due anni dalla data di entrata in
vigore di ciascuno dei decreti legislativi, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e con la procedura previsti
dai commi 181 e 182, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive dei medesimi.
Contenuto
Lo schema di decreto legislativo si compone di 17 articoli, suddivisi in 4 capi.
Il capo I (Princìpi fondamentali) è costituito dagli articoli da 1 a 3; l'articolo 1 reca i princìpi e le finalità del
decreto e stabilisce che il sapere artistico sia garantito agli alunni e agli studenti come espressione della
cultura umanistica, fondata sul riconoscimento della dignità e dei diritti umani, e che le istituzioni scolastiche
promuovano l'acquisizione delle competenze relative alla conoscenza del patrimonio culturale e del valore
del made in Italy; l'articolo 2 prevede che le istituzioni scolastiche inseriscano nel Piano triennale dell'offerta
formativa attività teoriche e pratiche, mediante iniziative e percorsi curricolari ed extra-curricolari; l'articolo 3
dispone che la progettazione delle istituzioni scolastiche si avvalga della sinergia tra i linguaggi artistici e le
nuove tecnologie e si realizzi nell'ambito dei "temi della creatività".
Il capo II (Organizzazione per la promozione della cultura umanistica, del patrimonio artistico e della
creatività) si compone degli articoli da 4 a 8; l'articolo 4 promuove la realizzazione di un sistema coordinato
di progettazione per la promozione dei "temi della creatività" nel sistema nazionale di istruzione e
formazione; l'articolo 5 definisce il Piano delle Arti, ovvero l'insieme di interventi che agevolino lo sviluppo
dei temi della creatività da parte delle istituzioni scolastiche, da adottare con DPCM, su proposta del Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del
turismo; l'articolo 6 prevede una specifica collaborazione tra il MIUR e l'Istituto nazionale di
documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE), per la formazione ed il supporto ai docenti sui
temi della creatività, l'attivazione di laboratori di didattica dell'espressione creativa e la diffusione di pratiche
didattiche per progetti e lavori di gruppo; l'articolo 7 descrive le attività che possono essere svolte dalle
istituzioni scolastiche che si costituiscono in rete, quali accordi e partenariati con soggetti terzi impegnati nei
temi della creatività e lo sviluppo di tecnologie innovative applicate all'arte; l'articolo 8 specifica che la
formazione in servizio dei docenti deve coinvolgere in primo luogo quelli impegnati nei temi della creatività,
secondo il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).
Il capo III (Promozione dell'arte nel primo ciclo) è costituito dagli articoli da 9 a 12; l'articolo 9 promuove
lo svolgimento di attività legate ai temi della creatività nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, in
particolare della pratica musicale, anche tramite docenti di altro grado scolastico, in possesso dei requisiti
professionali e dei titoli che saranno determinati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della
ricerca; l'articolo 10 dispone che nelle scuole secondarie di primo grado siano potenziati l'insegnamento
della musica e la sua pratica, tramite i docenti di cui al contingente determinato all'articolo 17, comma 3;
l'articolo 11 specifica i requisiti che le istituzioni scolastiche del primo ciclo devono possedere al fine di
costituirsi in Poli ad orientamento artistico e performativo, previo riconoscimento da parte dell'Ufficio
scolastico regionale; un decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministero
dei beni e attività culturali e del turismo, definirà i criteri per la costituzione dei Poli, per le finalità formative e
per i modelli organizzativi; l'articolo 12 dispone il potenziamento e il riequilibrio territoriale delle scuole
secondarie di primo grado ad indirizzo musicale, da attuarsi mediante un decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca.
Il capo IV (Promozione dell'arte nel secondo ciclo ed armonizzazione dei percorsi formativi della filiera
artistico-musicale) comprende gli articoli da 13 a 17; l'articolo 13 prevede che nelle scuole secondarie di
secondo grado siano organizzate attività di teoria e pratica delle arti mediante il potenziamento di uno o più
temi della creatività, in orario curricolare o extra-curricolare, all'interno del Piano triennale dell'offerta
formativa, tramite i docenti facenti parte del contingente di cui all'articolo 17, comma 3 e grazie a specifiche
misure finanziarie previste dal Piano delle Arti di cui all'articolo 5; l'articolo 14 determina il potenziamento dei
licei musicali e coreutici, prevedendo che questi possano rimodulare il monte orario complessivo del secondo
biennio e dell'ultimo anno, ferme restando le dotazioni organiche; ogni corso di liceo musicale garantirà
almeno otto cattedre di specialità strumentali diverse e non più di tre cattedre del medesimo strumento;
l'articolo 15 stabilisce che gli Istituti superiori di studi musicali e coreutici organizzino corsi propedeutici alla
preparazione delle prove di accesso ai corsi di studio accademici di primo livello; con decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca si definiranno i requisiti di accesso, le modalità di attivazione, la
durata massima, la certificazione finale ed ogni altro utile dettaglio; l'articolo 16 dispone l'abrogazione
espressa delle fonti primarie incompatibili con le norme del decreto e la cessazione dell'efficacia delle
disposizioni regolamentari incompatibili; infine, l'articolo 17 contiene le clausole di invarianza finanziaria e
prevede la copertura finanziaria degli oneri derivanti dal decreto legislativo.
Tipologia del provvedimento
Lo schema di decreto legislativo è sottoposto all'esame del Comitato a norma dell'articolo 96-ter, comma 3
del regolamento, su richiesta di almeno un quinto dei componenti delle Commissioni Cultura e Bilancio,
competenti per il parere.
Lo schema è corredato sia dalla relazione sull'analisi tecnico-normativa (ATN) che dalla relazione
sull'analisi di impatto della regolamentazione (AIR).
Omogeneità delle disposizioni
Lo schema di decreto legislativo presenta un contenuto omogeneo.
Coordinamento con la legislazione vigente e semplificazione
In qualche caso, lo schema di decreto ribadisce l'applicazione di disposizioni già vigenti. Per esempio,
l'articolo 7, comma 1 stabilisce che "le istituzioni scolastiche possono costituire reti di scuole" – come già
previsto dall'articolo 1, comma 70, della legge n. 107 del 2015, in effetti richiamato – al fine di realizzare le
finalità del provvedimento, anch'esse già ricordate in altri articoli (la relazione tecnica specifica, con
riferimento all'articolo 7, che la norma non comporta oneri essendo tale modello organizzativo già previsto
dalla normativa vigente);
All'articolo 2, i commi 1 e 2 richiamano genericamente il "Piano triennale dell'offerta formativa", non citato
in precedenza, senza alcuna indicazione del relativo riferimento normativo (articolo 3 del decreto del
Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, recante "Regolamento recante norme in materia di
autonomia delle istituzioni scolastiche).
L'articolo 15, comma 5 si riferisce agli studenti già iscritti ai "corsi di formazione musicale e coreutica di
base o pre-accademici, di cui all'articolo 2, comma 8, lettera d) della legge n. 508 del 1999"; la disposizione
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citata si limita a indicare i "corsi di formazione musicale o coreutica di base".
Chiarezza e proprietà della formulazione del testo
Decreto del presidente del Consiglio dei ministri
L'articolo 5, comma 1 demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) su
proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dei beni e delle
attività culturali e del turismo, sentiti i soggetti di cui all'articolo 4, comma 1, l'adozione con cadenza triennale
del "Piano delle Arti"; in tal modo, si deroga implicitamente alla legge n. 400 del 1988 (che non prevede in
via generale l'adozione di DPCM su proposta di ministri); in proposito, si ricorda che, per costante indirizzo
del Comitato per la legislazione, tale circostanza non appare coerente con le esigenze di un appropriato
utilizzo delle fonti normative, in quanto si demanda ad un atto atipico la definizione di una disciplina che
dovrebbe essere oggetto di una fonte secondaria del diritto e, segnatamente, di un regolamento emanato a
norma dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
Altri adempimenti
L'articolo 5, comma 2 dispone che "il Ministero dell'istruzione" - attraverso l'INVALSI – "definisce
indicatori" per la valutazione dei processi organizzativi, delle pratiche didattiche e degli obiettivi raggiunti per
l'attuazione dei temi della creatività, nell'ambito del procedimento di valutazione delle istituzioni scolastiche
previsto dall'articolo 6 del regolamento di cui al DPR 28 marzo 2013, n. 80, il quale prevede invece che gli
indicatori di efficienza ed efficacia siano "previamente definiti dall'Invalsi medesimo".
Lo schema non sempre indica i termini per i provvedimenti di cui prevede l'adozione. A titolo
esemplificativo, all'articolo 14:
il comma 2 stabilisce che al fine di pervenire ad un'adeguata distribuzione delle specificità strumentali nei
licei musicali e coreutici è "progressivamente" prevista la presenza di almeno otto cattedre di specialità
strumentali diverse, senza alcuna indicazione di una scansione temporale nell'adozione delle misure;
il comma 3, al fine di garantire un'adeguata qualità dell'offerta formativa in alcune lezioni di discipline
coreutiche, prevede la compresenza del docente di Tecniche di accompagnamento alla Danza "fino al
prossimo riordino delle classi di concorso".
Formulazione del testo
Talune previsioni non sembrano presentare un contenuto innovativo dell'ordinamento, limitandosi a
richiamare la disciplina già vigente, ad annunciare un suo eventuale aggiornamento ovvero ad esplicitare le
finalità perseguite. Altre appaiono scritte in uno stile discorsivo più che precettivo. A titolo esemplificativo:
l'articolo 3, comma 1, alinea recita: "La progettazione delle istituzioni scolastiche si avvale della sinergia
tra i linguaggi artistici e le nuove tecnologie, valorizzando le esperienze di ricerca e innovazione"
(formulazione peraltro meramente ripetitiva del criterio di delega di cui al numero 6) della lettera g));
l'articolo 1 indica principi e finalità dello schema; altri articoli contengono preamboli che dichiarano la
finalità perseguita dalla specifica norma (per esempio: articoli 12, comma 1 e 14, commi 2 e 3);
l'articolo 15, comma 5 mantiene ferma "la possibilità di svolgere in autonomia e in base alle risorse
disponibili attività non curricolari nell'ambito della formazione ricorrente e permanente".
Clausole di invarianza finanziaria
Le clausole di invarianza finanziaria sono ripetute più volte e con diverse formulazioni (articoli 1, comma 4,
4, comma 1, 5, comma 1, 6 comma 1, 11, comma 5, 13, comma 2, 14, comma 1, 15, comma 4, nonché
l'articolo 17). Conseguentemente, non appare chiaro quale sia l'arco temporale entro il quale le disposizioni
del provvedimento potranno pervenire a pieno regime, essendo l'assolvimento degli interventi proposti
circoscritto, anche per un futuro indefinito, "nell'ambito degli assetti ordinamentali, delle risorse finanziarie e
strumentali
nonché delle consistenze organiche disponibili a legislazione vigente". Tale modalità
redazionale, per effetto della quale, si trova collocata, nel contesto di una medesima partizione del testo, sia
la disposizione sostanziale sia la rituale clausola di neutralità finanziaria, si discosta altresì dalle
raccomandazioni contenute nella Circolare congiunta dei Presidenti di Camera e Senato e del Presidente del
Consiglio del 20 aprile 2001, in base alle quali, qualora l'atto legislativo contenga una disciplina organica di
una determinata materia, le disposizioni concernenti la copertura finanziaria vanno distinte da quelle
sostanziali e sono preferibilmente accorpate in un unico articolo.
Tra l'altro, l'articolo 5, comma 1 prevede che l'adozione con cadenza triennale del "Piano delle Arti"
avvenga nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente "incluse
quelle recate dal presente decreto", senza richiamare espressamente l'articolo 17, comma 2, che istituisce
nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione un apposito "Fondo per la promozione della cultura
umanistica, del patrimonio artistico e della creatività", finalizzato proprio all'attuazione del Piano delle Arti.
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Cl150
Servizio Studi
Osservatorio sulla legislazione
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