N°31 del 08/09/2016

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Editore: Calore s. r. l. Sede Legale: Via S. Giovanni, 86 - Villa Littorio - Laurino (Sa); Sede Redazionale:Viale della Repubblica, 177
Capaccio Paestum (Sa) - “Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1,
comma 1, Aut: 952/ATSUD/SA - Dir. Com. Business Salerno - Abb. annuale 25, 00€
Agropoli
Scoglio di Francesco
Anno XVII
n° 31 del 08 settembre 2016
Ospedali 300 posti in meno
Sindacati e stakeholder ricorrono al TAR
GIUSEPPE LIUCCIO
C
i sono per tutti e per ognuno luoghi
che marchiano l’anima, nel profondo.
E, spesso, riemergono dal carsismo
della memoria come polle di risorgiva, scintillanti nella gloria della luce. E basta un nonnulla per azionare la moviola dei ricordi. Per
me Agropoli è uno di questi. Fu la sede dei
primi esami di ammissione, come si chiamavano allora. Vi ritornai, per imprevisti ed imprevedibili destini della storia, docente di
latino e greco al locale Liceo Classico, negli
anni ’70.
Oggi, 3 settembre, alle prime ore del giorno,
ho ultimato la gradevole lettura dell’interessante pubblicazione “Una tradizione che
continua”, curata a quattro mani da due carissimi amici, che stimo molto, Antonio Capano, storico rigoroso del territorio cilentano
e non solo, e Germano Rizzo, presidente attivo e determinato dell’Associazione “Spirito Francescano”, che, insieme ad un gruppo
di altri amici, mettono cuore, anima ed intelligenza nel Progetto teso a valorizzare la
“Presenza” di frate Francesco di Assisi ad
Agropoli nel 1222: Spalanco il balcone sul
terrazzo della mia casa romana e mi abbaglia
e traluce negli occhi e riscalda il cuore un
sole festoso e fastoso di fine estate. Il tempo
di un istintivo stropiccio e conseguente battito di ciglia ed un transfert di nostalgia
d’amore mi materializza sotto un altro cielo,
a margine di mare luminescente a conflagrazione di cielo. Sono ad Agropoli e scendo giù
dal Moio, a passi lenti, a conquista di Via
San Francesco. Lattiginosa l’alba tremula
che schiara e s’inargenta alle mie spalle nel
fiordo del Vallone! Pizzica le narici iodio e
sale con il vento a trasmigrazione d’onda.
Zaffate di maggese
fresco gocciolano
afrori umidicci a
bacio di rugiada
sulle colline di
Tresino, a trionfo
di lavoro/vita di
autunno che batte
alle porte.
SEGUE A PAGINA 11
ORESTE MOTTOLA
M
Agropoli
Sapri
Polla
Roccadaspide
Vallo della Lucania
eno trecento posti letto negli
ospedali a sud di Salerno, cinquanta di questi nella sola Roccadaspide. Tolta la "filosofia", del nuovo
piano ospedaliero questo resta. E poi a cascata meno tutto: primari, medici, infermieri e meno pil da spesa sanitaria su paesi
che di questo ormai campano. Il "pallino"
è in mano al commissario governativo Polimeni, ma De Luca può continuare a dire
la sua. Ai sindacati e agli stakeholder del
settore altro non è restato che "mettersi in
porta di ferro" attraverso il ricorso al Tar.
La pronuncia del Tribunale Amministrativo può anche rivelarsi disastrosa se riconosce la correttezza del Piano, delle
procedure e delle decisioni regionali. Puoi
fare sette e mezzo o sballare in una sola
manche della partita.
Cilento
CIAO e vivi cent’anni
NICLA PANCIERA
Montepruno-Fisciano
Parla Albanese
BARTOLO SCANDIZZO
C
on i suoi oltre trecento ultracentenari,
il Cilento è una terra di longevità e di
salute. In un piccolo paesino di poche
migliaia di persone, Acciaroli, la densità di
individui che superano il secolo di vita è
maggiore di quella raggiunta dalla studiatissima isola giapponese di Okinawa.
SEGUE A PAGINA 13
L’
SEGUE A PAGINA 7
Avalanche, un’operazione
che ci liberò dalla dittatura
annunciata fusione della
Bcc Monte Pruno di Roscigno e Laurino con la Bcc di
Fisciano è arrivata come un fulmine
a ciel sereno. Se non conoscessi il Direttore Albanese, potrei affermare
che la stessa è giunta inaspettata
anche a te …
SEGUE A PAGINA 2
IL SONDAGGIO DI SETTEMBRE
L
o sbarco a Salerno (nome in codice operazione Avalanche),
fu un'operazione militare di sbarco anfibio messa in atto
dagli Alleati lungo le coste del golfo dell'omonima città di
Salerno il 9 settembre 1943, nel corso della campagna d'Italia della
seconda guerra mondiale. Con questa operazione, gli alti comandi
Alleati intendevano costituire una importante testa di ponte nel
territorio dell'Italia continentale, con l'obiettivo di creare un trampolino di lancio per la conquista di Napoli e il suo
SEGUE A PAGINA 12
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n° 31 08/09/2016
RIFORMA BCC
Albanese: “Si chiamerà Banca Monte Pruno - Credito Cooperativo Fisciano-Roscigno-Laurino
Monte Pruno e Fisciano si fondono
SEGUE DALLA PRIMA
BARTOLO SCANDIZZO
L
a decisione di effettuare una fusione, anche a noi, è arrivata
come un fulmine, ma sicuramente non a ciel sereno. Il credito
cooperativo vive un momento molto
delicato della sua storia dove, operazioni della specie possono essere comunque all'ordine del giorno. Posso
essenzialmente dire che è necessario
farsi trovare sempre pronti di fronte a
situazioni del genere perché il nostro
mondo ha bisogno di tendere, con
estrema velocità, al cambiamento ed
il tempo per farlo è davvero risicato.
Nella fattispecie della fusione con la
BCC di Fisciano, suggerita dall'Organo di Vigilanza, è stato chiesto proprio di agire in tempi molto rapidi e
di dare una risposta in pochissimi
giorni. Chi si farà sorprendere dall'arrivo dei fulmini e non si troverà preparato,
organizzativamente
e
mentalmente, sarà in serie difficoltà e,
quindi, verrà travolto dagli eventi.
Da anni la Banca Monte Pruno è
proiettata verso l’area territoriale
del Potentino e nulla faceva immaginare una virata così improvvisa.
Cosa ha indotto il cambio di strategia?
Non si tratta assolutamente di un
cambio di strategia, anzi, abbiamo
sempre dichiarato di essere aperti e
disponibili verso tutti i discorsi. Guai
se una Banca come la nostra alzasse
le barriere per tutelare le sue posizioni
senza guardare a ciò che accade fuori.
Il processo di riforma del credito cooperativo ci impone di aprire gli orizzonti ed è indispensabile adeguarsi.
Quella con la consorella di Fisciano
sarà una bella opportunità di mercato,
colta con grande entusiasmo e volontà
di chiudere, come già detto, positivamente per entrambe le aziende, l'operazione di fusione nel minor tempo
possibile, senza però dimenticare che
il nostro interesse per l'attuale zona di
competenza, compresa quindi l'Area
Lucana, continuerà ad essere forte ed
intenso.
Quali sono i numeri che andrete a
gestire dopo la fusione?
Le due aziende daranno vita ad un
soggetto economico con una raccolta
totale di circa 700 milioni di euro, impieghi che superano i 450 milioni di
euro, un montante di 1,15 miliardi di
euro.
La nuova struttura avrà competenza
territoriale su centri come Salerno e
Potenza, una zona di competenza
comprensiva di ben 77 Comuni, che
comprende anche una parte della Provincia di Avellino, una clientela potenziale di 550 mila abitanti, 16 filiali
operative sul territorio, 120 dipendenti.
Come si chiamerà la nuova banca?
Il percorso di fusione darà vita alla
Banca Monte Pruno – Credito Cooperativo di Fisciano, Roscigno e Laurino, denominazione rispettosa della
storia dei diversi territori d'origine,
che non verrà mai cancellata.
Tutti sappiamo che l’approvazione
della riforma delle Bcc ha sconvolto
molti piani nel mondo del credito
cooperativo. La vostra scelta, come
altre che verranno, modificheranno
anche gli equilibri nella federazione
regionale. Cosa prevedi?
La riforma del Credito Cooperativo
ha sconvolto più di 130 anni di storia.
Il nostro sistema con il nuovo assetto
modificherà completamente il funzionamento complessivo del sistema. Per
rispondere a questa domanda prendo
in prestito le dichiarazioni del Governatore Ignazio Visco sull'argomento e
contenute nelle considerazioni finali
della relazione annuale della Banca
d'Italia: "Nel definire l’assetto di
gruppo e i rapporti tra le varie componenti, occorre seguire logiche strettamente industriali, mediante un patto
di coesione che dia effettivi poteri di
governo alla capogruppo, e perseguire
con determinazione razionalizzazioni
e guadagni di efficienza. La componente associativa può mantenere un
ruolo di rappresentanza a livello nazionale e territoriale, senza indebite
interferenze sulla pianificazione strategica, sulla gestione operativa e sulle
funzioni di controllo del gruppo.”.In
breve, il Governatore della Banca
d'Italia, in riferimento alla riforma
della Bcc, ha affermato chiaramente
che il futuro ruolo delle federazioni
(nazionale e regionali) non potrà che
essere di pura rappresentanza ed, inoltre, che non saranno ammesse interferenze delle stesse nell’attività di
direzione e coordinamento che la capogruppo eserciterà sulle BCC.
Mentre a livello nazionale
ancora c’è incertezza sulle
soluzioni che si stanno approntando in vista della
costituzione di un gruppo
in grado di fare massa critica con oltre un miliardo
di Euro di capitale sociale,
si sta propendendo per la
costituzione di un solo
soggetto o si concretizzerà
la soluzione a due teste?
Dal mio punto di vista mi
auguro che ci siano due
gruppi bancari. La posizione della nostra azienda è
chiara da quasi due anni
ormai. Riteniamo che
l'orientamento di Cassa
Centrale sia maggiormente
in linea con le nostre idee, i
nostri obiettivi, le nostre strategie.
Avere due gruppi bancari significa sicuramente avere maggiore democrazia, maggiore concorrenza, maggiori
opportunità per i territori e la clientela. Viviamo questa fase con la massima tranquillità, perchè sicuri di
essere in buone mani e di aver avviato, anche con la BCC di Aquara,
un buon lavoro insieme a diverse banche operative su tutto il territorio italiano con il quale condividiamo,
soprattutto, i valori che ispirano
l'azione di Banche di Credito Cooperativo o meglio di artigiani del credito
e che tendono a valorizzare le banche
virtuose chiedendo, per queste ultime,
maggiore autonomia, necessaria per
meglio assistere il territorio.
Nel secondo caso, dove si collocherà
la nuova Bcc che avrà un’ampia
area di riferimento provinciale?
E' chiaro che al momento si sta pensando esclusivamente ad affrontare i
problemi macro e non certo quelli territoriali. La costruzione di un gruppo
bancario comporta numerose implicazioni di carattere non solo operativo,
ma anche e soprattutto, strutturali ed
organizzative. La declinazione delle
nostre aziende sul territorio non dovrà
cambiare ma, bensì, dovrà essere ispirata a logiche caratterizzate da vedute
molto più ampie e meno campanilistiche rispetto ad oggi. La grandezza di
una Banca, come dice sempre il collega Antonio Marino, non si deve misurare in chilometri quadrati, ma in
base alla capacità di saper stare sul
territorio e sulla forza di imporre il
modello di Banca di Credito Cooperativo.
Alla luce di questo fatto, svanisce il
progetto sempre annunciato e mai
realizzato di fusione con la Bcc di
Aquara …
Come abbiamo sempre dichiarato sia
noi che la consorella di Aquara, considerato il positivo stato di salute delle
due aziende, quando si vorrà la fusione la si potrà concretizzare con velocità e naturalezza. Mi preme
sottolineare come con l'operazione
che ci apprestiamo a realizzare non sia
cambiato assolutamente nulla rispetto
a prima, anzi nel momento in cui
anche la BCC di Aquara apra il discorso ad operazioni di fusione con
altre consorelle, si potrebbe ambire
alla costituzione di un vero e proprio
colosso bancario nel Mezzogiorno
d’Italia. Per fare questo però ognuno
deve allargare maggiormente gli orizzonti, facendo, laddove necessario,
anche dei passi indietro necessari per
trovare i giusti equilibri. Per gente
come noi che ha dato la vita al credito
cooperativo non è facile riuscire ad incamminarsi su tale percorso ma, ad un
certo punto, ci si accorge di come sia
indispensabile, nell'interesse delle nostre Banche, abbandonare i campanilismi ed osservare il mondo da un
orizzonte molto diverso e, se necessario, mettersi da parte.
SEGUE A PAGINA 3
PARCO CILENTO DIANO ALBURNI
n° 31 08/09/2016
3
“Quale stile di vita per invertire la tendenza dell’abbandono delle aree interne”
Col tempo ho imparato cos’è la “Resilienza”
MASSIMILIANO DE PAOLA
N
el corso dei mesi di luglio e agosto, i laboratori del GAL I Sentieri del Buon Vivere, mi hanno consentito di comprendere
e percepire in profondità il significato del termine
“Resilienza”.
Ad ogni laboratorio mi son soffermato sulla bellezza e sulla fragilità dei luoghi che abbiamo visitato. Luoghi incantevoli dal punto di vista
ambientale e paesaggistico, ma fragili e vulnerabili al tempo stesso sotto altri aspetti. In questi
piccoli borghi, immersi in un verde incontaminato, bellezza e fragilità rappresentano due facce
della stessa medaglia, convivono assieme e non
possiamo separarle. Chi vive in questi luoghi, per
restarci deve imparare ad amarli così come sono.
Solo in questo modo ogni individuo potrà trovare
la sua naturale collocazione dal lato umano, sociale e professionale. Bisogna avere grande pazienza e soprattutto grande capacità di
adattamento. Tutto questo è “Resilienza”. E’ come
innamorarsi di una donna bella e fragile. Chi s’innamora della donna bella, col tempo riesce ad innamorarsi anche della sua fragilità, anzi quella sua
fragilità la rende ancora più bella e speciale per-
ché bisognosa di cure e tenerezze tutti i giorni. Ci
vuole un lungo periodo di corteggiamento prima
di ricevere in cambio l’amore incondizionato.
Vivere in questi luoghi vuol dire abbracciare un
preciso stile di vita, che non è mai a ribasso se ami
quello che fai e il posto in cui vivi. E’ tutta una
questione culturale! Ricordo l’intervento scelto
dal Sindaco di Caggiano che aveva come titolo
“Quale stile di vita per invertire la tendenza dell’abbandono delle aree interne”. Lo avevo sollecitato io, insieme ad altri sindaci locali, a
partecipare ad un evento da me organizzato ad Auletta il primo maggio scorso, che aveva l’obiettivo
di mettere in rete gli attori locali. Fù svolto in occasione della festa del Carciofo Bianco, appunto
ad Auletta.
Non dobbiamo mai dimenticare le nostre origini.
Per poter capire chi siamo e dove vogliamo andare, dobbiamo prima capire da dove veniamo.
Alimentazione e stile di vita sono alla base della
Dieta Mediterranea, che è nata proprio in questi
luoghi, dove ancora vivono diversi centenari,
come centenario fù, a sua volta, Ancel Keys, scopritore e fondatore della Dieta Mediterranea.
Ancel Keys, fisiologo di fama internazionale, è
BCC Monte Pruno e Fisciano si fondono
SEGUE DA PAGINA 2
BARTOLO SCANDIZZO
I
mmagino, visti i rapporti di una vita, che comunque Antonio Marino (direttore della Bcc
di Aquara) è stato informato per tempo.
Come l’ha presa?
Premettendo, molto sinceramente, che non capisco
il perché di questa domanda che vede coinvolto il
collega Marino in questa vicenda, cercherò, comunque, di dare una risposta. Sicuramente c'è stato uno
scambio di idee con il collega Marino, così come lo
facciamo in altre e diverse occasioni. Discutere significa anche avere visioni diverse circa la valutazione e la fattibilità delle operazioni da porre in
essere e per le quali, ognuno, ha fatto delle scelte
sulla scorta di come vede il futuro della propria
azienda. È fondamentale ricordare però che le due
BCC in questioni non siano né Michele Albanese
né Antonio Marino. Le decisioni vengono prese nei
rispettivi Consigli di Amministrazione delle stesse,
indipendentemente da quelli che sono i rapporti di
una vita. Difatti, anche in passato, ci siamo trovati
con la BCC di Aquara, a ruoli invertiti, di fronte a
situazioni simili, dove ognuno ha agito autonomamente nell'interesse della propria azienda. È chiaro
che la vicinanza e la comunanza di idee non possono presupporre che le valutazioni e le opportunità
di compiere delle operazioni diventino una questione personale tra noi due. Noi continuiamo a di-
scutere e confrontarci, ma è
normale che due professionisti possono avere visioni differenti ed eventualmente
propendere per scelte diverse.
A tuo parere, come si evolverà il risiko tra le Bcc in
ambito regionale?
Come più volte ribadito
dalla Banca d'Italia, il numero delle Banche in Italia dovrà ridursi, non superando le 150 unità. Va da sé che anche in Campania
l'effetto di questo orientamento si sentirà. Più che
parlare di risiko io mi concentrerei su quello che accadrà ai territori, in quanto, le conseguenze di ciò
che accadrà da questo punto di vista si potrebbero
riverberare sull'economia locale. Parlare di poltrone
o di fusioni serve a ben poco, è utile, invece, capire
come cambierà e se cambierà l'azione delle BCC all'interno del territorio. Questa è la mia vera preoccupazione, unita ai posti di lavoro dell'intero
comparto sui quali vanno fatte serie ed importanti
riflessioni. Anche per questo, come affermato,
prima in riferimento alla Riforma, non ci sarà più
la "classica" Cassa Rurale o BCC e che, quindi, bisognerà ragionare in un'ottica industriale, mettendo
da parte i campanilismi ed abbandonando la logica
del posto fino alla morte.
stato uno degli scienziati più importanti della nostra epoca, soprattutto per i suoi studi sull’alimentazione umana e sui rapporti tra questa e la salute.
Stile di vita vuol dire anche questo, ma non solo.
Ora, tornando sui concetti espressi nei laboratori
vissuti sul territorio, ricordo che il Prof. Quaranta,
consulente scientifico del GAL, ad ogni inizio di
laboratorio ci ha ripetuto fino allo sfinimento il significato del termine “Resilienza” che, sia ben
chiaro, non vuol dire “Resistenza”. In psicologia,
la resilienza è la capacità di far fronte in maniera
positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà,
di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità
positive che la vita offre, senza alienare la propria
identità. Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante
tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo
slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti. Si può concepire la resilienza come una funzione psichica, che si
modifica nel tempo in rapporto all'esperienza, al
vissuto e, soprattutto, al modificarsi dei processi
mentali che ad essa sottendono.
I fattori identitari, la coesione sociale, la comunità
di intenti e di valori costituiscono il fondamento
essenziale della "comunità resiliente". Come le
piante sono resilienti in quanto si adattano ai cambiamenti climatici, così anche noi che viviamo in
questi luoghi meravigliosi, tra gli Alburni, il Cilento e il Vallo di Diano, dobbiamo imparare ad
essere sempre più resilienti e più predisposti alle
trasformazioni e ai cambiamenti. Solo così diventeremo una comunità forte in grado di sapersi rigenerare e sviluppare e con grande spirito di
adattamento.
[email protected]
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n° 31 08/09/2016
SOLIDARIETA’
LA BCC AQUARA PER I TERREMOTATI
Stanziati fondi per le popolazioni e con l’Associazione Giovani promossa una raccolta di sangue
CAMPAGNA VILLAGE
Confronto con giovani imprenditori e clienti
La solidarietà ancora una volta mission della Bcc Aquara che ha destinato non
solo cinquemila euro a favore delle aree e delle popolazioni colpite dal terremoto nelle Marche e in Lazio come stabilito dal consiglio di amministrazione
presieduto da Luigi Scorziello riunitosi nell’immediatezza del sisma. Infatti
sabato 3 settembre, con la collaborazione dell’Associazione Giovani Soci Bcc
Aquara e Bcc Lab Giovani Soci Bcc Capaccio Paestum, ha organizzato insieme
all’Avis Comunale di Agropoli un centro di raccolta sangue a Capaccio per
l’emergenza del terremoto in Centro Italia. Iniziativa, fortemente voluta dal direttore generale della Bcc Aquara, Antonio Marino, che ancora una volta ha
confermato i valori del credito cooperativo.
Anche quest’anno la Bcc di Aquara di cui è presidente Luigi Scorziello ha confermato il suo ruolo di partner ufficiale nell’ambito della quarta edizione del
Campagna Village svoltasi a Quadrivio dal 26 al 28 agosto e che ha registrato
una notevole partecipazione da parte del pubblico. La banca, rappresentata da
Maurizio Caronna, presidente del Collegio Sindacale della Bcc Aquara, ha incontrato giovani imprenditori che non hanno perso l’occasione per porgere domande e chiedere informazioni sulle iniziative di credito offerte dall’Istituto.
PONTECAGNANO
Bancomat utile al Centro Maximall
L’INTERVENTO
Non mortificare le piccole imprese...
L’altro ieri un amico mi chiamò per presentarmi una piccola impresa che aveva bisogno di un servizio bancario. Io, incuriosito da questa “chiamata” mi adoperai per
incontrare entrambi.
Questo Signore. piccola impresa di noleggio, aveva bisogno di una seconda referenza bancaria per partecipare alla gara per l’assegnazione del servizio di trasporto
alunni in un Comune di 3.000 abitanti. Importo dell’appalto non superava i centomila euro.
“Mi serve una seconda lettera di referenza bancaria, mi disse, uguale a questa che
mi ha fatto la mia banca”. “Va bene, la possiamo fare anche meglio” Gli risposi.
“Hai pagato una commissione per avere questa referenza?”. “Si, ho pagato 80 euro”
“Non ti preoccupare, gli risposi, la nostra Banca ti farà la seconda lettera di referenza bancaria e non ti farà pagare nessuna commissione perché da noi le referenze
sono sempre gratis”.
Inutile dire che questo bravo signore mi ringraziò tantissimo ed è diventato affezionato cliente della nostra Banca. A questo punto io ho fatto questa riflessione.
Ma come si può essere piccola impresa nel nostro territorio? Se per un piccolo appalto un Comune chiede due referenze (per un appalto di un milione ce ne vorranno
almeno 4) ed una banca per rilasciare un foglio di carta “senza responsabilità né
garanzia” si prende 80 euro, come vogliamo aiutare la piccola impresa? E se non
si aiuta l’impresa come può crescere l’occupazione?
Forse la questione meridionale siamo noi stessi o quella parte di noi che ancora
non ha capito queste cose elementari.
Infatti, tutte le cose e gli enti che da noi non funzionano è solo perché li gestiamo
noi non certo quelli del Nord... ergo, la questione meridionale siamo noi.
ANTONIO MARINO
Direttore generale Bcc Aquara
Ritenuto utile ed efficiente il servizio di bancomat offerto dalla Bcc di Aquara
ai clienti del Maximall con sede a Pontecagnano. All’interno della struttura in
centinaia ne usufruiscono riuscendo a prelevare danaro contante o a verificare
la capienza del proprio conto corrente. Ed in molti chiedono che la Bcc Aquara,
di cui è presidente Luigi Scorziello, apra una filiale all’interno del centro commerciale frequentato quotidianamente da migliaia di famiglie.
PER IL TERRITORIO
Cooperazione nel segno del confronto
La comunicazione e lo
sviluppo del confronto
sulle principali tematiche, anche per promuovere il territorio e
le attività su di esso effettuate dalle comunità
locali, rappresentano
una delle mission della
Bcc Aquara che unitamente alle trasmissioni sulle principali
emittenti telefoniche e
radiofoniche è presente sui quotidiani sia nazionali che regionali e provinciali oltre che su settimanali, mensili e periodici dell’area salernitana.
PREVENZIONE TERREMOTI
ANTONELLA CITRO
“L’
Osservatorio europeo del paesaggio
ritiene che sia prioritario nell’agenda politica parlare
di terremoto. Siamo nel territorio
S12, prima fascia di altissimo rischio sismico, e come si fa a non
pensare al terremoto vedendo ciò
che è successo ad Amatrice e altrove?”, sono le parole di Angelo
Paladino, Presidente dell’Unione
Giuristi Cattolici Italiani sezione
di Sala Consilina, che ha voluto
convocare una conferenza stampa
a Sala Consilina, sulle iniziative
da intraprendere a difesa del paesaggio e dei centri abitati nelle
zone ad alto rischio sismico come
il Vallo di Diano in prospettiva
delle prossime decisioni del governo. L’evento è scaturito a seguito del terribile sisma che ha
colpito il centro Italia lo scorso 24
agosto. “Dobbiamo guardare non
solo a quello che è successo ma
prepararci perché i terremoti ritornano e lo abbiamo visto – continua
Paladino – abbiamo avuto l’ultimo
terremoto disastroso nel 1980 ma
anche un altro di magnitudo superiore nel 1857 con migliaia di
morti a Polla, ad Atena e in tutto il
Vallo di Diano e zona della Lucania. Non possiamo stare con le
mani in mano e oggi possiamo
fare qualcosa. Sulla scorta dell’esperienza passata, dobbiamo
cercare di difendere il paesaggio
fatto di montagne, fiumi, fabbricati, centri storici e borghi e dobbiamo salvare la vita dei cittadini”.
Paladino invita a fare una verifica
delle strutture pubbliche per vedere in che condizioni si trovano
le scuole, tribunali, caserme e i
municipi. Poi suggerisce una verifica di tutti gli abitati per avere una
mappa completa di queste zone ad
alto rischio sismico, di come
stanno i fabbricati, se sono adeguati o meno. “Nel 1980 abbiamo
fatto la scheda A e B dei fabbricati
danneggiati ma il 60% dei fabbricati non è stato toccato dal terremoto – afferma ancora Paladino –
bisogna conoscere il territorio dal
punto di vista idrogeologico, fare
un’analisi del terreno e una veri-
fica delle strutture perché Renzi
sta predisponendo il Piano Casa
Italia per la messa in sicurezza dei
fabbricati nelle zone sismiche e
non possiamo farci trovare impreparati. E faccio appello ai sindaci
per mettere tutti in sicurezza”. È
chiaro il richiamo al rilancio dell’economia e ai bonus fiscali per
ristrutturare la propria casa e renderla antisismica. Alla conferenza,
era presente pure il sindaco di
Atena Lucana, Pasquale Iuzzolino: “I terremoti non sono un
evento straordinario – ha detto –
sappiamo che periodicamente accadono, noi ricadiamo nella fascia
ad alto rischio e dobbiamo organizzarci. Ogni comune deve fare
un fascicolo delle abitazioni presenti sul territorio così sappiamo
dove intervenire. Ad Atena, in pri-
5
IN FARMACIA
“Subito una mappatura delle zone più a rischio”
La richiesta di Angelo Paladino - Ugci
n° 31 08/09/2016
LA PEDICULOSI
ALBERTO DI MURIA
pidocchi sono minuscoli
insetti che vivono sul
cuoio capelluto e possono
essere diffusi attraverso lo
stretto contatto con altre persone. I pidocchi vivono nei capelli e, solo occasionalmente, su ciglia e sopracciglia.
I pidocchi sono causa di intenso prurito, ma non
comportano gravi problemi medici perché, a differenza dei pidocchi del corpo, i pidocchi della
testa non portano mai alla diffusione di altre malattie.
Il ciclo vitale del pidocchio è di circa 1 mese e
si sviluppa in 3 fasi: la fase delle uova o lendini,
la fase delle ninfe ed infine la fase adulta.
Quando viene riscontrata la presenza dei pidocchi e/o delle lendini deve essere subito intrapresa una terapia adeguata. In Italia la maggior
parte dei prodotti antipediculosi sono commercializzati come preparazioni parafarmaceutiche
o da banco (OTC), quindi senza obbligo di prescrizione. Per prima cosa sarebbe sempre bene
scegliere con oculatezza il prodotto da usare,
magari facendosi consigliare dal farmacista; tra
le preparazioni ad uso topico sono da preferire
creme, gel o schiume, anziché le lozioni che potrebbero risultare molto irritanti in special modo
per i bambini. Poi il solo uso dello shampoo non
è consigliabile in quanto il tempo di contatto con
il cuoio capelluto è molto breve e poi perché il
principio attivo si diluisce con l’acqua rendendolo meno efficace.
Una parte importante del trattamento è la rimozione delle lendini dopo l’applicazione del prodotto, cosa che si ottiene con un pettine fitto. La
rimozione delle uova può impedire il ritorno dei
pidocchi se il farmaco non riesce a ucciderli
tutti. E’ bene lavare tutti i vestiti e la biancheria
da letto in acqua calda con del detergente. Questo aiuta a prevenire la diffusione dei pidocchi
anche alle altre persone durante il breve periodo
in cui pidocchi possono sopravvivere al di fuori
del corpo umano.
[email protected]
I
mis, abbiamo adeguato le scuole
con scale antincendio e vie di fuga
e abbiamo individuato le aree di
raduno. Tuttavia è chiaro che a
tutto questo va data una copertura
finanziaria”. La proposta è di convocare altri incontri e fare un censimento nei centri storici.
Pannelli con tecnologia Qrcode nel
Parco Archeologico di Paestum
N
ell'area
archeologica di
Paestum, da
domenica 4 settembre
e fino a sabato 10 settembre, durante il regolare orario di
apertura dell'area archeologica, saranno
installati dei totem
multimediali ossia
pannelli esplicativi con tecnologia Qrcode che racconteranno ai turisti
in visita la storia del tempio di Hera, c.d. Basilica, il più antico dei tre
grandi edifici, appartenente alla prima generazione dei grandi templi
in pietra, iniziato intorno al 560 a.C. e del tempio di Nettuno, il più
grande tempio di Paestum e quello meglio conservato, realizzato verso
la metà del V sec. a.C., che rappresenta la declinazione classica dell’architettura templare greca. L'iniziativa si colloca all'interno di un
progetto "DIGITERETE", ideato dalla “Office Assistance Point",
azienda di Pozzuoli, da sempre impegnata nel settore turistico a coniugare la tecnologia e le risorse culturali del territorio in un connubio
vincente in cui, grazie all'utilizzo dei nuovi linguaggi multimediali, si
possono meglio conoscere e quindi apprezzare le ricchezze immense
del patrimonio artistico culturale del nostro paese.
I risultati della sperimentazione del progetto saranno presentati ufficialmente alla fiera del LUBEC, fiera delle tecnologie informatiche rivolte alla promozione del territorio.
Biglietto di ingresso al Parco: dalle ore 8:30 alle ore 19:30 € 9,00; ridotto € 4,50 per età compresa tra 18 e 25 anni; gratuito fino a 18 anni;
oppure si può scegliere di acquistare l'Abbonamento annuale PAESTUM MIA (€ 15,00) che consente l'accesso al Museo e all'area archeologica per un intero anno (si attiva al primo ingresso) e a tutte le
iniziative che rientrano nel biglietto ordinario.
Punto vendita – degustazione
Formaggi
Gela con lae di CAPRA
Ortaggi
Visita agli Animali
Via Strena Scorzello
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6
PIAGGINE
n° 31 08/09/2016
Con Pellegrino, Vairo e la “granita del Parco”
Nel paese delle piazze e delle “spose”
BARTOLO SCANDIZZO
A
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S. S 18, Km 89, 700 Capaccio
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passeggio per
Piaggine con
Tommaso Pellegrino, presidente del
Parco Nazionale de Cilento, Diano e Alburni.
In occasione della terza
serata de "Il banchetto
della sposa" in contrada
Ponte, il borgo storico
del paese.
Convocati, insieme al
presidente della Comunità montana Calore Salernitano,
Angelo
Rizzo, Maurizio Caronna, giornalisti, cittadini ... dal sindaco
Guglielmo Vairo per discutere di spopolamento demografico nei borghi interni del territorio
del parco.
Per mancanza di pubblico, l'incontro è stato tradotto in un confronto
informale su argomenti vari, quelli
più adatti da trattare davanti alla
granita di fragoline di bosco, presso
il bar “Al Cavallino”, battezzata sul
campo "Granita del parco" da Pellegrino.
In questa occasione ho avuto modo
di interloquire col presidente rimasto sorpreso e un po' contrariato del
mio ultimo articolo pubblicato su
Unico num 29 dal titolo "I primi
cento resistibili giorni di Tommaso
Pellegrino".
Mi ha promesso l'invio di una missiva con tutto ciò che ha fatto finora da presidente “solo” al
comando.
Mi ha confermato che entro settembre avrà al suo fianco il consiglio al
suo fianco e potrà così partire il suo
mandato definendo, con l'organo di
governo al completo, le linee
d'azione del suo quinquennio.
Altri argomenti di discussione sono
stati la necessità di informare e formare le giovani generazioni nate
nell'area parco, rendendo pregnante
il rapporto con le scuole. Inoltre,
sarà necessario potenziare la comunicazione rivolta all'interno dell'area
protetta.
Pellegrino,
accompagnato da Cono D'Elia, sindaco di Morigerati e componente
eletto in consiglio tra i quattro sindaci, ha fatto visita al centro di accoglienza per i giovani immigrati
impiantato presso la struttura "I
Sentieri nella roccia" complimentandosi con la gestione. La piazza,
una grande risorsa dei nostri paesi,
a Piaggine si fa luogo principe di
attrazione e accoglienza. I due bar
che dilatano i loro spazi fino a rendere i loro esercizi un tutt'uno con
l'ambiente festoso, ma non chiassoso, che tutto tiene nel suo abbraccio a forma ovale. Essa dà l'idea di
come i nostri borghi sanno prestarsi
al mondo esterno senza riserve e,
pertanto, facendosi corpo con chi vi
entra tentandolo fino al punto di volerne fare parte. A questo risorsa
identitaria punta Pellegrino quando
esclama: “quando le città scoppieranno per la pro aridità di rapporti
umani, i nostri borghi dovranno
farsi trovare pronti ad accogliere
chi cerca relazioni vere in un ambiente sano, con servizi adeguati ai
tempi!”
Il tempo stringe, l'accoppiata del
parco deve andare a presidiare altri
palcoscenici estivi. A chi resta, il
piacere di un "Banchetto" quella
della “sposa” che esce dagli schemi
del “mangiare” a tutti costi e ci riporta dove il cuore di questi luoghi
ha veramente battuto più forte che
mai almeno il giorno delle festa
nuziale. La sfilata in abiti da sposa
e da cerimonia che dal Palazzo
Tommasino si snoda fino al ponte
[email protected]
sull’arido fiume Calore deprivato
della sua acqua è tocco inusuale nel
piccolo borgo storico abbarbicato
sulle rocce emergenti a destra e a
sinistra della cascata.
L’abbraccio del pubblico che assiepato lungo la gradinata sembra sfiorare le belle e brave ragazze
prestate ad essere altre da sé in una
serata magica.
Tel 0828. 1992339
Fax 0828. 1991331
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Direttore Responsabile Bartolo Scandizzo
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Grafica ed Impaginazione Veronica Gatta
Testata realizzata da Pietro Lista
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Il N° 31 di Unico è stato
chiuso in redazione il 06/09/2016
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presso il CPO di Salerno
PARCO CILENTO DIANO ALBURNI
n° 31 08/09/2016
7
Presentati a Pollica i risultati dello studio sui «super anziani»
CIAO e campi cent’anni. Il segreto è la microcircolazione
SEGUE DALLA PRIMA
NICLA PANCIERA
A
lla ricerca del segreto per vivere sani e a lungo, un team
internazionale di scienziati ha
analizzato la popolazione cilentana
nell’ambito di uno studio pilota intitolato CIAO (Cilento on Aging Outcomes
Study)
condotto
dall’Università La Sapienza di Roma
e dall’Università di San Diego in California.
I primi risultati, presentati oggi a Pollica durante il congresso «Alla ricerca
dell’invecchiamento in buona salute:
il futuro della medicina?», indicano
che ai fattori importanti per invecchiare bene individuati fin qui dagli
scienziati andrebbe aggiunto anche il
microcircolo, cioè la circolazione del
sangue nei vasi più sottili. Infatti, nonostante il fisiologico deterioramento
dovuto all’invecchiamento, la perfusione degli organi dei centenari studiati dal team è paragonabile a quella
dei soggetti di trent’anni più giovani.
Gli scienziati, guidati dal professor
Salvatore Di Somma del Dipartimento di Scienze Medico-Chirurgi-
CAPACCIO
che e di Medicina Traslazionale de La Sapienza,
hanno analizzato due
gruppi di cilentani anziani: 29 «super-anziani»
con un’età media di 92
anni e 52 parenti più giovani (età media di 60
anni), che condividono
con i super anziani lo
stesso background genetico, ambientale e stili di
vita e per questo i ricercatori ipotizzano possano
avere una simile aspettativa di vita.
Oltre alle abitudini e alle
condizioni di salute raccolte con dei questionari,
i ricercatori hanno prelevato dei campioni di sangue per eseguire l’analisi
di alcuni biomarcatori legati a disfunzioni cardiache e renali. I risultati Giuseppe Pipolo (19 marzo 1910) e il piccolo Luca
sono stati quindi confrontati con quelli di una cooltre otto anni perché già arruolati nel
orte di 194 soggetti sani con un’età « Malmö Preventive Project» delmedia di 63,9 anni, monitorati per l’Università di Lund in Svezia.
Negli ultracentenari i ricercatori
hanno scoperto bassi livelli ematici di
un ormone ad azione ipotensiva, la
adrenomedullina (ADM), regolatore
della pressione sanguigna e della perfusione degli organi. Studi precedenti
a noi una sfida appassionante, ma da
hanno mostrato che bassi livelli della
quando abbiamo assistito alle code che
forma bioattiva dell’ADM predicono
si sono create ben prima degli orari di
e forniscono una diagnosi precoce di
apertura per potersi garantire l’iscridisturbi circolatori. «Concentrazioni
zione da parte di tantissimi appassiomolto basse di questo biomarcatore
nati abbiamo avuto la certezza che il
indicano un sistema endoteliale e del
nostro compito è ben più ampio”,
microcircolo ben funzionante in
commentano i responsabili dell’ATI
grado di consentire una buona perfuAfrodite e della Kerres SCS, mandasione sanguigna degli organi e dei
taria e capofila dell’Associazione
muscoli», conclude il coordinatore
Temporanea d’Imprese che vede
anche il Movimento Sportivo Popoprofessor Di Somma.
lare Italia, Elysium SSD ed il glorioso
Più al riparo dalla minaccia delle maCircolo Nautico Posillipo impegnati in
lattie cardiovascolari, neurodegeneraun’avventura di sport e cultura. La pitive e oncologiche, gli abitanti di
scina va ad aggiungere un tassello imAcciaroli seguono una dieta mediterportante nel mosaico sportivo che si
ranea, ricca di piante aromatiche
sta formando a Capaccio Scalo. È in
come il rosmarino e la posizione
procinto la realizzazione dell’erba sinmontuosa del villaggio favorisce l’attetica nel campo Mario Vecchio, la patività fisica. L’età media è di 92 anni
lestra comunale Olimpia è stata
per le donne e 85 per gli uomini conassegnata alle molte società sportive
tro una media italiana rispettivamente
operanti e la palestrina della scuola
di 85 e 80. Indagare non soltanto le
Corinto si è impreziosita del campetto
cause della longevità ma anche quali
polivalente. Imparare a nuotare è imfattori contribuiscano maggiormente
portante perché i pesci non chiudono
ad un invecchiamento sano è l’obietmai gli occhi.
tivo di un numero crescente di studi
scientifici. Il gruppo del professor Di
Somma sta cercando ora di capire in
che modo la dieta mediterranea seguita da questi ultracentenari influisce sui livelli di questo biomarcatore.
L’intenzione è anche quella di trasferire in Cilento individui con bassi livelli di ADM per osservarne
eventuali variazioni dovute all’ambiente.
Articolo tratto da “La Stampa” a
firma di Nicla Panciera
Piscina Poseidonia boom di iscrizioni
ADRIANA CORALLUZZO
I
scrizioni aperte dal 1 settembre
presso la piscina Poseidone, l’inizio a.s. 2016/17 previsto per il 1 ottobre. Nuova offerta sportiva in quel
di Capaccio Scalo, Viale della Repubblica: la piscina Poseidone inaugurata
il 28 maggio 2016. Dalla prossima settimana sul sito di Unico troverete gli
orari e le tariffe ma a tal proposito
sulla pagina facebook della struttura si
legge un commento-critica, ancor
prima di cominciare: “mi sembrano tariffe un po' care per essere una piscina
comunale. E poi, il risparmio degli abbonamenti è praticamente nullo”. I detrattori sono comunque in inferiorità
numerica rispetto al marasma che è accorso: a soli quattro giorni dall’apertura delle iscrizioni sono diverse
centinaia i cittadini che hanno affollato
la struttura per ottenere informazioni e
iscriversi a uno o più dei moltissimi
corsi attivati per l’anno sportivo
2016/2017 . Adulti, ragazzi e bambini
hanno mostrato di gradire la ricchissima offerta della piscina comunale: scuola
nuoto e nuoto libero,
acquaticità neonatale,
acquafit, acquagym e
acquabike, pallanuoto
e attività correttive e/o
dedicate ai diversamente abili, piuttosto
che salvamento, apnea
e nuoto pinnato o idrokinesiterapia. “Sapevamo di avere di fronte
PROVINCIA DI SALERNO
Dopo il devastante sisma che ha colpito alcuni comuni del centro Italia,
dove sono crollate anche scuole di
recente costruzione, si accendono i
riflettori sullo stato di salute degli
istituti scolastici del Salernitano con
la Provincia che avvia una nuova
mappatura sullo stato di salute sugli
immobili di competenza dell’ente.
Lo rende noto il presidente della
Provincia, Giuseppe Canfora che,
già all’indomani del suo insediamento ha acceso i riflettori sulla necessità di reperire finanziamenti per
la manutenzione delle scuole. Canfora però ammonisce: «Non è solo
quando capitano simili tragedie che
dobbiamo ricordarcene».
AGROPOLI
Con l’arrivo del mese di settembre e con il conseguente snellimento del traffico sono pressoché
azzerati i disagi nei pressi della
nuova area mercatale di via Pertini. Ieri mattina, infatti, si è
svolto il quarto test per la nuova
area e il traffico era abbastanza
scorrevole in prossimità dell’ingresso dello stesso. Restano le
code per i veicoli provenienti
dalla Provinciale 45 e da Agropoli, lato Madonna del Carmine.
Le code si sono registrate anche
sull’ex Statale 267 dei veicoli
provenienti da Acciaroli-Pollica e
Castellabate e anche per i veicoli
in uscita dalla Cilentana, allo
svincolo Agropoli sud e diretti
sulla Provinciale 45.
LAURITO
Le forze dell’ordine, alla richiesta
di aiuto di alcuni passanti, sono intervenuti in via Del Carmine, proprio mentre M.J., 34 anni, cercava
di portare via un motore d’avviamento e altre attrezzature. I militari
lo hanno bloccato e lo hanno arrestato con l’accusa di furto aggravato. La merce rubata è stata
restituita al legittimo proprietario.
L’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma dei
carabinieri di Sapri, in attesa del rito
direttissimo disposto dall’autorità
giudiziaria di Vallo della Lucania.
8
ALTAVILLA SILENTINA
n° 31 08/09/2016
“Non è il mio! Però io ci voglio credere”
Qual è il paese più importante della Piana del Sele?
ORESTE MOTTOLA
P
arliamoci chiaro, a me dispiace,
e anche molto. Sì, il paese più
importante della Piana del Sele
non è il mio: Altavilla Silentina. Intanto
perché c’è scritto “città” sul gonfalone
e sugli atti ufficiali. Rimaniamo un
paese – comunità, e questo ci piace
anche. Sì i numeri, le economie, le conurbazioni urbane portano altrove.
Eboli, Battipaglia e Capaccio, tanto per
fare dei nomi. La città ci arriva ad abbracciare. Restando relativamente lontana. A difenderci c’è Persano: militari,
un palazzo reale, strutture di archeologia storica e poi alcune unità tra le più
moderne e operative della difesa italiana ma usate anche dalla Nato. Anche
il fiume Sele sta lì a difenderci dalla
città che preme alle nostre porte. Le
guardiamo dall’alto di “quota 424” le
cittadine che sognano di conquistarci.
Noi però possiamo volgere lo sguardo
anche all’indietro verso quella Valle del
Calore e degli Alburni che s’infrange
verso monte Cervati, poco meno di
duemila metri di altitudine, la vetta
della Campania. Sì, Altavilla ha una varietà di genti, panorami e storie. A una
prima visita qualcosa si percepisce ma
occorre un ritorno e gli accompagnatori
– narratori giusti. Il mezzo più giusto
per muoversi al suo interno è proprio la
bicicletta. Ve l’assicuro, le scoperte che
potrete fare sono spiazzanti! Occorre
cambiare angolazione, scegliendo
quella del cuore e delle passioni, della
storia collettiva e individuale, dei briganti e dei baroni di una volta , della
gente che lavora e vive con poco, artisti
e musicisti, mi dispiace per voi, o miei
vicini o altezzosi ebolitani, ma il paese
più significativo trae origine da quelle
case addossate sulla collina piena di
ulivi che poi discende per altre collinette, il fiume e la pianura. Sì, proprio
Altavilla Silentina. Il paese degli inventori e degli sportivi. Qui si tenne una
delle battaglie più importanti (questa
no, potendo ne avremmo fatto a meno)
della Seconda Guerra Mondiale. A me
poi – pur tendendo al prendermela con
calma - piacciono quegli spiritelli pieni
d’iniziativa che sotto ai tuoi occhi, e
senza far rumore, s’inventano una
banca, un’azienda che strappa a Battipaglia il marchio delle mozzarelle più
buone. E quegli altri che sono venuti da
più lontano a costruire altre aziende, dinasty professionali e tanto altro. E
come un vero altavillese è abituato a
fare: pedala, lavora, semina e aspetta il
suo premio. E non se la prende se non
sente gli hurrà e gli applausi. Un vecchio e arguto tabaccaio ci fece conoscere le vera poesia, quella che sgorga
dal cuore! Di questi “faber” ne ho due
di loro davanti ai miei occhi: Vincenzo
Mordente che con tanta energia e inventiva, si è inventato questo giro ciclistico della Piana del Sele, che –
meraviglia delle meraviglie – ha supe-
rato l’edizione numero venti e si pone
l’obiettivo di doppiarsi, vista anche il
“motorino” che lo alimenta. Poi c’è il
sindaco, quell’Antonio Marra, che in
un decennio sta rivoluzionando uno dei
paesi più conservatori del circondario.
I suoi comizi sono seguitissimi perché
poi le cose che dice le farà, nessuna politica politicante. Poi ci sono le associazioni dei volontari, si va dalla
Protezione Civile, agli anziani e agli ex
carabinieri. Sorprendono un gruppo di
giovani ragazzi che costruiscono spettacoli che attingono dal repertorio del
teatro classico reso attuale. Veniteci allora, in questa nostra Altavilla!
Se passate per l’autostrada e dopo Pontecagnano e vi vien voglia dei kolossal
dell’architettura di una volta, i templi,
o di mozzarelle. Non cercate subito la
risposta più ovvia, Paestum o Battipaglia. Vi arriverete comunque ma, ma
dalla Statale 18, cercate la rotatoria più
grande, Santa Cecilia, e presa la direzione Eboli, dopo qualche chilometro,
quando vedete le inconfondibili forme
delle fabbriche degli anni Trenta, scegliete di dirigervi verso Altavilla Silentina. Un’altra rotatoria, assai più
piccola, e siccome non avrete il “pass”
per inoltrarvi nella zona militare, per il
momento dovrete rinunciare al piccolo,
ma non tanto “Palazzo Reale” vanvitelliano di Persano con l’immersione in
una piccola cittadina dal chiaro sapore
settecentesco con gli orologi pubblici
che sono delle meridiane solari. Oltrepassata Borgo Carillia, mezzo secolo di
storia agroindustriale vivacissima, il
primo tempio (l’oggetto della nostra ricerca), è interamente dedicato alla
mozzarella. Grandi mura in cemento lo
separano dalla strada, l’ingresso è ben
segnalato, e una cartellonistica degna
del più accorsato centro commerciale,
già vi ha avvertito su come si chiama:
“A muzzarella doc La Contadina”. Se
chiedete a qualcuno, ma nessuno lo fa
più nell’era dei navigatori satellitari,
chiedete più o meno così “Addò don
Alfonso Di Masi”, è il nome dell’ideatore di questa cittadella della mozzarella, ma anche dell’architetto che ha
progettato la struttura. E dal cognome
Di Masi sono legate le origini di tutti
gli altri caseifici locali e l’influenza si
estende anche alla vicina Serre. Che
dire del nuovo complesso alberghiero
“l’Araba Fenice” che dà punti finanche
al più blasonato Savoy, dal punto di
vista dell’abbondanza dei volumi costruiti e delle forme. Visti i templi dedicati alla mozzarella – con acquisti di
grandi quantità a prezzi abbordabili e
genuinità garantita - e all’architettura
del moderno neoclassicismo con vista
sul più grande allevamento di bufale all’aperto d’Italia, ovvero l’intera Altavilla Silentina – in stanze da sogno e
ottimo rapporto qualità – prezzo, dirigetevi verso la vicina Matinella e poi
Paestum, off course. Archiviata questione templi, passiamo al resto. Mettiamo che siete due amanti più o meno
clandestini o solo in cerca di tranquillità
e privacy, Altavilla è proprio ciò che fa
al caso vostro. Tra agriturismi e b&b
dispersi in quasi 60 chilometri quadrati
di territorio non c’è localizzatore satellitare che tenga! Anche qui i prezzi
sono abbordabili e la cucina molto casalinga con gli ingredienti a chilometro
zero! Bello anche il parco pubblico
(ma nascosto ai più) della Foresta, dove
di atmosfere romantiche ne troverete a
profusione. Se avete interessi cultural
religiosi presso la chiesa di San Biagio
c’è una reliquia, nelle altre chiese ci
sono finanche affreschi di Solimena e
di Nicola Peccheneda e nel Sali e tabacchi ora dei Di Sarli è stato scritto il
più famoso libro su Altavilla. Non sono
mai riuscito a determinare dove fosse
“la Coria”, un tunnel che porterebbe diritto all’inferno. Di ciò – pur trovandosi
traccia nella letteratura storica altavillese – io non ne sono convinto… perché più vado avanti con l’età e più mi
convinco che il mio paese, nonostante
tutto, è quanto di più vicino al paradiso
ci sia… Altavilla, è il paese più importante della Piana del Sele. Vittoria acquisita sul campo!
L'articolo è stato scritto da Oreste Mottola, su sollecitazione di Vincenzo Mordente, per l'occasione dell'edizione
2016 del GIRO CICLISTICO DELLA
PIANA DEL SELE. -21^ medaglia
d'oro CITTA DI ALTAVILLA SILENTINA - 5° trofeo SPAZIOAUTO - 10°
MEMORIAL GIOVANNI SAPONARA.
n° 31 08/09/2016
9
CA
CAPACCIO PAESTUM
Riserva naturale Sele Tanagro
Una pineta da gustare, basta farla rivivere
CILENTO BASKET AGROPOLI
GINA CHIACCHIARO
L
a fascia costiera pinetale che
parte da Salerno e arriva fino
ad Agropoli è una riserva naturale e questo vuol dire che dovrebbe
essere protetta, salvaguardata, curata... Ma ciò avviene? Perché sta morendo e nessuno, dico nessuno, ha
fatto un progetto di recupero e di tagli
colturali. Qualche tempo fa sono stata
in Toscana in Maremma, sulla fascia
costiera in provincia di Grosseto e
precisamente a San Vincenzo, in un
villaggio turistico che si trovava a ridosso della pineta e dal quale si accedeva al mare proprio attraverso la
pineta. Ebbene, la pineta maremmana,
che è molto simile alla nostra e probabilmente è stata piantata nello
stesso periodo e per lo stesso motivo,
a differenza della nostra è curata, protetta, salvaguardata... valorizzata!
Perché lì è stato possibile e qui da noi
no? Me lo chiedo e non ho risposta allora la domanda la rivolgo alle istituzioni pubbliche, agli Enti di
competenza, … probabilmente si fa
ancora in tempo a restituire dignità ad
un bene prezioso ambientale oltre che
storico.
Arrivare a mare zona Laura di Paestum a ridosso della pineta, parcheg-
giare l'auto e cominciare a camminare
il breve tratto di pista ciclabile che costeggia la pineta dà già una sensazione
di benessere perché, appena scendi
dall'auto, il profumo acre di resina dei
pini penetra nelle narici. Percorrere,
poi, il sentiero all'interno della pineta
è il completamento del benessere che
avevi già assaggiato. Tutto intorno silenzio, solo il rumore delle tue ciabatte da mare che sembrano scandire
il tempo è, di tanto in tanto, il cinguettio di qualche uccellino. Comunque,
c'è da dire che non sono la sola ad
Petizione a Italo Voza
Quattro anni di richieste e zero risposte
FRANCESCO VITALE
G
entile direttore, sono un residente estivo della zona Laura
di Paestum, e le scrivo sperando che questa mia lettera, resa pubblica, possa essere di aiuto per la
risoluzione di una nostra piccola ma
annosa vicenda. Uso il plurale perché,
nell’estate del 2013 protocollammo
una petizione firmata da diversi altri
residenti del nostro viale Giovanni
Paolo I, alla cortese attenzione del (allora neoeletto) Sindaco dottor Italo
Voza per chiedere l’allestimento di un
camminamento di circa 30 metri nella
pineta che consentisse, a noi villeggianti estivi, di bypassare quell’incrocio pericoloso causato da quel
restringimento improvviso che tutti
conoscono su via Laura Mare, angolo
via Poseidonia … E così passò, velocemente, l’estate 2013, con un nulla di
fatto. Poi ritornammo alla carica nell’estate 2014, ricordo ci fu un sopralluogo da parte di un tecnico, se non
vado errato, su impulso del vice-sindaco, tale Nicola Ragni. Ma, in sostanza, niente di fatto nemmeno allora;
così come anche – ahimè – nel 2015.
Sta ormai passando tristemente anche
l’estate 2016 e nemmeno questa volta
– nonostante ogni nostra reiterata insistenza (direttamente, personalmente,
sul Sindaco ed anche sul consigliere
comunale della Laura, tale Pasquale
Mazza), è stato fatto questo piccolo
camminamento che ci potrebbe consentire una discesa al mare in condizioni di sicurezza … Ecco, come vede
le abbiamo davvero provate tutte; e
adesso, con questa mia lunga lettera,
faccio un nuovo, ennesimo e spero ultimo, appello al Sindaco … “La Laura
ha perso l’aura”, titolava felicemente
un articolo del suo giornale, come ho
letto qualche settimana fa … mi limito
solo a dire che se si vuole si può recuperare agevolmente il tempo perduto.
Basta volerlo. A partire dalle piccole
cose, piccole come la nostra “discesa
al mare” …
La lettera integrale su
www.unicosettimanale.it
aver scoperto questo salutare ambiente perché c’è altra gente che raggiungo mentre , chi ha più fretta, mi
sorpassa. Purtroppo, poi si approda
alla fine della pineta, sulla strada che
costeggia il mare e un parcheggio di
auto infinito ci attende … La magia è
sospesa mentre il sole guida e offre
colore e calore in attesa della tanto sospirata spiaggia e un bel tuffo nell'acqua blu...
Che cos’è e a cosa serve la pineta di
Paestum? È una bella domanda che
merita tante risposte...
Prima di tutto, secondo me, a rigenerare il corpo e la mente per la salutare
passeggiata di 1 km circa prima e
dopo l'andata sulla spiaggia. Ci permette di scaricare la tensione all'andata e di dare un po’ di tono al corpo.
Ci permette di godere di una natura
che ci avvolge di colore e ci inebria di
profumo. Ci permette di isolarsi con i
propri pensieri e di sognare.
La pineta è stata piantata negli anni
'30 con la funzione di proteggere la
piana del Sele dalla salsedine e di permettere la fruttifera coltivazione di ortaggi e non solo che sono la nostra più
importante ricchezza produttiva.
La pineta è ristoro, zona picnic, sosta
pranzo, pausa riposo... E allora io mi
chiedo perché offenderla, violentarla,
deturparla, sporcarla, abbandonando
in essa qualsiasi rifiuto?
Rispetto! È la parola chiave per noi
umanità civile ... Rispetto è ciò che
dovremmo alla natura... Rispetto alla
madre terra che ci ospita... Rispetto
per i nostri figli che altrimenti ne potranno godere... Rispetto per chi in
passato ha fatto la storia...
È facile sporcare, lanciare dal finestrino della propria auto il sacchetto
di rifiuti, abbandonare gli avanzi di
cibo in angoli nascosti, scaricare con
disinvoltura tutto ciò che ci è servito
e che non ci serve più...
Io mi chiedo e lo chiedo a tutti gli
altri, anche agli incivili: è così difficile
tener pulito il nostro spazio, la nostra
casa, il nostro mondo? Anche perché,
e ne sono sicura, a nessuno di noi
piace mangiare in un piatto sporco!
Il Cuore Napoli Basket, l’ex Cilento Basket Agropoli che il presidente Ciro Ruggiero ha
trasferito a Napoli per disputare
il campionato di B. La squadra e
lo staff, con coach Ciccio Ponticiello sulla tolda di comando, effettuerà una doppia seduta alle 10
e alle 18, bissando poi martedì.
Successivamente la squadra (che
è ancora in costruzione, l’ultimo
arrivo è quello di Barsanti, ex Senigallia) partirà per un breve ritiro in Cilento,prima di tornare al
Palabarbuto, dove verrà effettuata
la seconda parte del percorso
atletico e tecnico finalizzato ad
essere pronti per la prima giornata di campionato che la vedrà
impegnata contro Maddaloni il 2
ottobre.
SAPRI
Partono finalmente a Sapri i lavori di svuotamento dai detriti e
dalla sporcizia accumulati nel
corso degli ultimi anni, dei canali
di Santa Domenica, Ischitello e
Scarpilla che attraversano il centro abitato. L’opera rientra nel
progetto di sistemazione idraulica
relativo alle opere di mitigazione
del rischio. Si spera, così, di risolvere un problema che nel centro più popoloso del Golfo di
Policastro, in caso di piogge abbondanti, assume le caratteristiche di una vera e propria
emergenza, in quanto nel giro di
pochi minuti rende inagibili le
principali strade cittadine mandando un’intera comunità in tilt e
mettendo in ginocchio le attività
commerciali.
COSTA CILENTANA
Sei nidificazioni di tartarughe
Caretta Caretta. È stata un'estate
record per il Cilento che è scelta
come meta dalle tartarughe per
deporre le loro uova. Lo rende
noto Legambiente: «Sulla spiaggia di Camerota - spiega Michele
Buonomo, presidente Legambiente Campania - nuove tartarughine hanno raggiunto il mare.
10 n° 31 08/09/2016
CULTURA
FINISTERRAE 03/E
Sabato 10 Settembre 2016 ore 19.00 presso il Castello dell’Abate – Castellabate (SA), rassegna per le arti e lo spettacolo contemporaneo - interventi di Costabile Spinelli, Luisa Maiuri, Pasquale Capano, Antonio Capano, Costabile
Guariglia, Gianni Grattacaso e Valerio Falcone.
F
inisterrae è una rassegna progressiva nata per la divulgazione
delle
arti
contemporanee e dello spettacolo
giunta alla 3 edizione; la prima edizione a cura di Antonello Tolve, la
seconda a cura di Alfonso Amendola. Questa terza rassegna contiene
al suo interno due mostre: la prima
Blu a cura di Costabile Guariglia, la
seconda Mediterraneo con la curatela di Photoartcommunity, nomi
scelti per il doppio evento espositivo tra arte contemporanea e fotografia, evento collocato sui due
livelli del Castrum Abbatis di Castellabate. Al pipano superiore la
mostra Blu, per il progetto promosso dall’associazione Aequamente (eventi arte contemporanea);
al piano centrale la mostra fotografica Mediterraneo, per il progetto
promosso dall’associazione PhotoArtComunity con catalogo edito da
Terra Miti.
I due eventi, Blu e Mediterraneo,
Corso Italia, 39
Tel. e Fax 0828.723253
Capaccio Scalo (SA)
email: deslinelibero.it
confrontano slittamenti cognitivi e
percettivi di culture e suggestioni
diverse, raccontando il reale attraverso slanci, visioni e piccole storie.
Questo è ciò che si propongono di
evidenziare con il loro lavoro gli artisti provenienti da e dislocati in variegati luoghi e paesaggi iconici,
eletti a terreno di scambio e a teatro
per installazioni. Tutto il corpo
delle opere vuole abbracciare e rappresentare l’insieme dei linguaggi
dell’arte contemporanea: pittura,
scultura, fotografia, video art, installazioni e performance.
Dare vita all’opera d’arte, nel senso
più nobile del suo significato, comprende qualsiasi attività che, mescolando e fondendo lo studio con
l’esperienza, necessariamente sconfina in quelle forme creative del divenire estetica. Ne viene fuori per
mano degli artisti un modo di narrare il paesaggio fatto di sentimenti;
esso è percepito attraverso le emozioni di ogni essere artista e non
viene disperso come cenere al mare
e gli viene conferito il riconoscimento nell’attimo in cui l’opera
d’arte si innalza a nuova vita dove
le dimensioni temporali e percettive
si fondono. Il progetto nel suo complesso rappresenta un modo unico
del fare arte in un territorio spaccato
ma unito dai molteplici linguaggi di
una società multiculturale.
La mostra è visitabile tutti i giorni
orario estivo: 9,00/13,00 –
16,30/23,00 – orario invernale:
10,00/12,00 – 16,00/19,30. Si effettuano visite guidate su prenotazione
al numero 3339872478
Un progetto realizzato e promosso
dall’associazione aequamente arte
contemporanea in collaborazione
con l’associazione photoartcommunity, con il patrocinio morale del
comune di Castellabate.
Partner tecnici: Fornace Falcone,
Montecorvino Rovella – Spazio
Nea, Napoli – Corpo6 Galery, Berlino.
I VIAGGI DEL POETA
n° 31 08/09/2016
11
Lo scoglio fa di Agropoli
una città di Francesco
SEGUE DALLA PRIMA
GIUSEPPE LIUCCIO
B
arche capovolte, turgide
poppe di sirene all’ancora/agguato di Trentova, ariosa, anfibia, complice di tenerezze ai
bagnanti settembrini a primo sole.
Beve mare la terra radici/macchia ardita a fecondare. Giù il mare a carezza di falesie scarnificate del
massiccio del borgo Antico che dirupa si gonfia in peana di vittoria di
saraceni predoni “Allarmi! Allarmi!
La campana sona…” a ritmare fughe
di paura di pescatori indifesi. Madonna pellegrina placa razzie a cuori
di infedeli. Nella rada del porto le
vele bianche all’ancora sono parata di
spose anelanti a salpare verso l’ignoto
della felicità. Alla mia sinistra la
croce che si staglia sull’infinito del
mare e lo domina; e lo scoglio che
neppure gli schiaffi fragorosi delle libecciate furenti sono riusciti mai a coprire si trasforma in pulpito
improvvisato del Poverello d’Assisi,
che predica ai pesci, accorsi a branchi
a popolare la minuscola rada, quasi a
sostituire gli uomini traviati al seguito
di predoni saraceni infedeli che governano, truci il potente “ribat”. Respiro aria di sacralità, la sacralità di
Francesco, grande Santo, straordinario Poeta, irripetibile ed inimitabile
Maestro di vita. È il suo miracolo,
che da 800 anni appassiona il dibattito
di storici rigorosi e accende devozione nel cuore dei fedeli che credono
nel Suo passaggio e conseguente
sosta ad Agropoli. Io non sono uno
storico, categoria di cui rispetto ed
apprezzo il lavoro. Faccio, da sempre,
il mestiere di giornalista e mi sforzo
di farlo al meglio registrando eventi,
stati d’animo, speranze, attese, desideri utopie della gente della mia terra.
A volte mi feconda cuore anima e
pensieri la scrittura creativa che si fa
parola poetica. Anche per questo ricorro ai versi del sommo Dante, che
nell’XI canto del Paradiso tesse l’elogio di Francesco e ne registra ed
esalta la nascita in quel di Assisi con
questi versi “Di questa costa, là dov’ella frange/più sua rattezza, nacque
al mondo un sole/come fa questo talvolta di Gance,/Però chi d’esso loco
fa parole,/non dica Ascesi (Assisi)
che direbbe corto, ma Oriente, se proprio dir vole”. Trovo la metafora
Francesco/sole bella ed efficace. E seguendo l’insegnamento del mio
Amico e Maesro, Salvatore Quasimodo, ne cito qui di seguito il pensiero sul ruolo della poesia, che
condivido senza riserve “La posizione del poeta non può essere passiva nella società: egli “modifica” il
mondo. Le sue immagini forti, quelle
create, battono sul cuore dell’uomo
più della filosofia e della storia” (Discorso sulla poesia 1956). Questo non
significa che io non apprezzi il lavoro
degli storici. Anzi. Ho apprezzato, infatti, e molto, le ricerche di Antonio
Capano, di Giuseppe Gargano e Salvatore Amato, storici amici, che conosco da tempo e di cui apprezzo il
rigore della ricerca. Interessanti le testimonianze del prof. Germano Bonora. Ho riletto e (ri)apprezzato la
cultura di Don Armando Borrelli, di
cui ho radicato nel profondo il ricordo
di una sincera e salda amicizia, come,
d’altronde, di quella con un vescovo
di straordinaria umanità e di grande
levatura intellettuale, Mons. Giuseppe Casale, di laici dotti (Ambrogio
Maria Piazzoni, collaboratore della
Treccani). Vanno nella direzione giusta i contributi di monaci e sacerdoti
colti (Bruno Lancuba, Emanuele Bochicchio, Franco Pecoraro), di politici, che esaltano ed onorano il loro
ruolo di amministratori del territorio
(Franco Alfieri, Adamo Coppola, Sabrina Capozzolo, Paolo Vuillemier,
Enza Cobalto), di uomini e donne
della società civile (Giuseppina
D’Aiuto, Paolo Caputo) che hanno
avuto il privilegio di conoscere ed apprezzare il magistero di monaci che
hanno lasciato eredità di opere e di
valori di profonda eticità, (padre Sinforiano e padre Selvi), di artisti che
hanno messo a servizio di un progetto
nobile il frutto della loro creatività (il
Maestro mons. Marco Frisina, i pitori
Gerardo Prota, Maria Rosaria, Verrone, Nadia Miglino), il lavoro di
grande professionalità di giovani e
bravi colleghi del mondo della comunicazione (Gianni Petrizzo e Raffaella
Giaccio) di imprenditori lungimiranti
AGENZIA DI PAESTUM
VIALE DELLA REPPUBLICA,18
84047 - CAPACCIO (SA)
Tel: 0828 723268 - Fax: 0828 725886
e-mail:[email protected]
(Paris Ruocco). Si tratta di una galleria di ritratti che fanno ressa alle porte
del cuore e della mente e che l’ottimo
ed impareggiabile Germano Rizzo ha
elencato con scrupolo quasi notarile
che profuma, però, non di polvere di
archivio ma d’amore esalante di presente a proiezione di futuro. Tutti meriterebbero ampio spazio. E forse lo
faccia nel futuro. Per il momento mi
limito ad alcune considerazioni che si
innestano sulle radici del passato,
esaltano il presente e costruiscono il
futuro, appunto. È questo, d’altronde,
lo spirito di ogni progetto che ha
l’ambizione di incidere sul territorio
e modificarne in positivo storia e sviluppo. Vanno sottolineate, in conclusione, alcune realtà belle nel nome di
Francesco, di cui Agropoli può menar
vanto: 1) il gemellaggio di Agropoli
con Amalfi e Ravello nel segno culturale/religioso comune delle due
coste (Amalfitana e Cilentana) orgogliose di conventi fondati da Santo
d’Assisi; 2) La deliberazione ufficiale
della giunta Comunale di Agropoli di
“vedere riconosciuto lo scoglio di San
Francesco con la croce come bene di
notevole interesse pubblico”. E chi,
come me, conosce la determinazione
del sindaco Franco Alfieri può tranquillamente giurare che a breve la
proposta avrà tutti i crismi della ufficialità; 3) La ripresa del sogno del
frate francescano Padre Sinforiano
Basile riprende quota, perché sarà un
punto di forza del progetto “Agropoli
Città Francescana” in quanto tutta la
vasta area circostante dove la monumentale statua svetta con le braccia
aperte e ben visibile a distanza diverrà
un grande prato verde con accesso a
mezzo funivia in partenza dalla base
della collina di San Marco; 4) L’interesse di Papa Francesco testimoniato
già visibilmente nella “Cerimonia del
Baciamano” di mercoledì 4 giugno
2014, nell’udienza concessa alla de-
legazione dell’associazione “Spirito
Francescano” di Agropoli guidata dal
Sindaco Alfieri, cosa che avrebbe
avuto un seguito: secondo alcuni il
papa di ritorno dalla sua visita in Calabria avrebbe sorvolato in elicottero,
Agropoli per osservare da distanza
ravvicinata croce e Scoglio del Poverrello di Assisi a bassa quota. 5) Gli
storici continueranno la ricerca rigorosa per ufficializzare con documenti
inoppugnabili la presenza ad Agropoli di Francesco nel 1222. In attesa
a tal proposito, faccio mie le riflessioni di Padre Bochicchio “Quei racconti veri leggendari hanno creato
una devozione, hanno reato creato
una coscienza religiosa ed una fede.
Questa tradizione, questa mentalità,
questa fede, questa cultura è il fatto
storico che ci interessa, come patrimonio di identità e radice della comunità di Agropoli che vogliamo far
rivivere e rilanciare”. 6) Ma il sindaco
Alfieri, inguaribile ottimista è già
proiettato al 2022 per la grande festa
degli 800 anni della tradizione/storia
della presenza di Francesco ad Agropoli. “Inviteremo i grandi della terra
a parlare nella nostra città sui grandi
temi del mondo: pace, ambiente, natura, gli ultimi, gli umili, la povertà…
7) In attesa io continuerò a “costruire”
fiori di carta con la parola poetica per
amore della mia terra sull’esempio di
Salvatore Quasimodo grande poeta
laico “la poesia si trasforma in etica,
proprio per la sua resa di bellezza” e
di Francesco d’Assisi Grande Santo e
straordinario poeta, i cui versi del
“Cantico delle creature Papa Francesco ha fatto propri nell’enciclica
“Laudato sii” la difesa dell’ambiente
e della terra. “Laudato sii, mio Signore, per sora nostra madre terra, la
quale ne sustenta e governa e produce
diversi frutti con coloriri fiori ed
herba”.
[email protected]
12 n° 31 08/09/2016
LA STORIA
Il 9 settembre del ’43 la 5^ armata sbarcò a Paestum
Avalanche, un’operazione che ci liberò dalla dittatura
SEGUE DALLA PRIMA
fondamentale porto, per rifornire le
truppe alleate schierate nel sud Italia. Le forze statunitense della 5ª Armata statunitense del generale Mark
Clark impegnate nello sbarco, si sarebbero inoltre ricongiunte con le
forze dell'8ª Armata di Bernard
Montgomery provenienti da sud,
con i quali avrebbero poi attaccato
le postazioni difensive tedesche nell'Italia centrale.
Le truppe del generale Clark vennero violentemente contrattaccate
dalle forze tedesche che il feldmaresciallo Albert Kesselring era riuscito
a concentrare sulle alture dominanti
il golfo di Salerno; gli anglo-americani si trovarono in grande difficoltà
e il generale Clark temette un disastro. Attaccando lungo il corridoio
del fiume Sele, che rappresentava
uno spartiacque naturale tra i due
corpi d'armata sbarcati nel golfo di
Salerno, i tedeschi arrivarono molto
vicini allo sfondamento, ma la tenace resistenza anglo-americana e il
supporto dell'artiglieria alleata scongiurarono il disastro.
Dopo dieci giorni di aspri scontri,
gli alleati, che avevano subito perdite molto più elevate dei tedeschi,
riuscirono a uscire dalla testa di
ponte e riorganizzarsi in vista dell'avanzata verso Napoli, che venne
conquistata il 1º ottobre 1943. I tedeschi al contempo preferirono ripiegare ordinatamente verso nord in
direzione della linea fortificata, denominata linea del Volturno, arroccata
nell'impervio
territorio
appenninico a nord del capoluogo
campano, dove si prepararono ad affrontare gli alleati in avanzata
Durante la terza conferenza interalleata di Washington, nel maggio
1943, gli Alleati decisero di comune
accordo la continuazione della campagna di bombardamento contro la
Germania e l'incremento delle operazioni nel Pacifico, ma lasciarono
la pianificazione dei dettagli della
strategia nel Mediterraneo al comandante in capo di quel teatro,
Dwight Eisenhower, il quale
avrebbe dovuto decidere come proseguire la campagna d'Italia dopo
l'operazione Husky. Gli americani,
che tenevano decisamente
di più alla programmata
invasione
dell'Europa
nordoccidentale, e nel
contempo consideravano
le esigenze nel Pacifico
più impellenti, erano consapevoli del costo che il
secondo teatro d'operazioni in Italia comportava
in termini di impegno bellico ed economico e di
come questo condizionava e procrastinava le questioni da loro ritenute
più importanti. Mentre la campagna
di Sicilia si avviava alla sua inevitabile conclusione, iniziarono molti
dibattiti su dove si sarebbe dovuto
attaccare nella fase successiva.
Un'opzione che fu presa seriamente
in considerazione fu l'invasione
della Sardegna, caldeggiata da Eisenhower e dall'ammiraglio Andrew
Cunningham, ma non da Winston
Churchill, il quale propendeva per
un attacco nei Balcani. Secondo lui
una campagna in quel settore
avrebbe impedito ai tedeschi di utilizzare significative materie prime,
minacciando nel contempo le linee
di comunicazione dell'Asse col
fronte russo. A Washington non ne
erano convinti, ma nessuno propose
delle alternative, l'unica cosa di cui
erano certi gli americani era che non
dovevano esserci nuove campagne
che intaccassero le risorse già destinate al secondo fronte o che minassero la campagna di guerra contro il
Giappone.
Il 24 luglio, dopo il drammatico
bombardamento di Roma, il dittatore italiano Benito Mussolini ricevette il voto di sfiducia del Gran
consiglio del fascismo, e l'autorità
politica e governativa tornò nelle
mani del re Vittorio Emanuele III.
Da quel momento partirono le trattative segrete con gli Alleati, che il
3 settembre portarono alla firma dell'armistizio, che venne annunciato
alla nazione da Pietro Badoglio l'8
settembre 1943. Nel contempo Albert Kesselring convinse Adolf Hitler che vi erano serie motivazioni
per tentare una difesa della penisola
a sud di Roma; in primo luogo a
causa dell'impossibilità di evacuare
le forze tedesche non senza dover rinunciare ad un grande quantitativo
di uomini e materiali, e in secondo
luogo, considerando l'importanza
strategica del complesso di aeroporti
nei dintorni di Foggia. Questa decisione fece scattare i preparativi tedeschi di mobilitazione dei reparti
che sarebbero stati destinati alla difesa della penisola, e quando l'armistizio entrò in vigore, prese il via
l'operazione Achse, ossia il piano
elaborato già nel maggio 1943 dall'Oberkommando der Wehrmacht
(OKW) per controbattere un'eventuale uscita dell'Italia dalla guerra,
neutralizzare le sue forze armate
schierate nei vari teatri bellici del
Mediterraneo ed occupare militarmente la penisola.
Il 14 agosto Churchill e Roosevelt si
incontrarono a Québec, con i loro
stati maggiori e i loro consiglieri. La
conferenza confermò il 1º maggio
1944 come data dell'invasione della
Normandia, e fu deciso che tutte le
operazioni in Europa dovessero essere subordinate a questo scopo. Eisenhower ricevette l'ordine di
accettare solo una resa incondizionata dell'Italia, conquistare la Sardegna e la Corsica e continuare a
premere contro i tedeschi. In questo
contesto, i comandi riuniti a Québec
diedero l'assenso all'operazione
«Avalanche», ossia il piano d'invasione dell'Italia continentale elaborato da Eisenhower e dallo staff
della 5ª Armata statunitense. Gli Alleati erano pronti a rischiare nove
divisioni per tenere l'Italia e permettere quindi alle forze aeree di schierarsi, ma né gli americani né i
britannici consideravano Avalanche
come il preludio per la conquista
dell'intero paese.
SANITA’
n° 31 08/09/2016
13
De Luca mette tutto in gioco e va a “caterpillar”
300 posti in meno. Sindacati e stakeholder ricorrono al TAR
SEGUE DALLA PRIMA
ORESTE MOTTOLA
L
a sentenza del Tar si applica e
non si contratta. Sarà facile
scontentare che scegliere chi
non scontentare. I conti, alla fine della
fiera, dovranno avere il segno meno.
E poi le partite rimaste insolute: Agropoli su tutte. E il ridimensionamento
più o meno pesante per Roccadaspide.
IL POSSIBILISTA ANTONIO
GIORDANO
Su un'altra trincea se ne sta l'ebolitano
Antonio Giordano appena ricevuto il
mandato dal presidente De Luca di direttore generale dell'Asl salernitana
dichiara: ”Siamo qui per servire i cittadini e non per garantire i conti. Ho
il mandato chiaro di migliorare i Lea
garantendoli in modo qualitativo e
quantitativo. Girerò per gli ospedali e
parlerò con ognuno di voi”, ha concluso il manager che conterà su Maria
Vittoria Montemurro, direttore sanitario, e Antonella Tropeano che darà attenzione ai conti da direttore
amministrativo. Giordano, da esperto
navigatore dei mari locali, sa che a
qualcuno dovrà dare e a qualche convincere a rinunciare a un reparto, un
primariato e qualche distretto. Agropoli non può essere cancellata definitivamente dalla geografia sanitaria
provinciale. Giordano si appella ai
Lea: i Livelli essenziali di assistenza
(LEA) sono le prestazioni e i servizi
che il Servizio sanitario nazionale è
tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una
quota di partecipazione (ticket). E noi
comuni cittadini non li potremo misurare attraverso il numero delle ambulanze del 118, i posti letto, i medici e
gli infermieri in servizio in una zona.
I dati poi non sono comparabili: ci diranno e ci dovremo fidare.
LA MOBILITAZIONE DELLA
VALLE DEL CALORE
Una prospettiva, che su un'altra riva,
forse la più piccola ma certamente la
più combattiva, quella della Valle del
Calore, vedono da sempre con il sospetto di chi sa che il conto potrà essere chiamato a pagarlo in proprio. Il
primo annuncio fu da choc, con una
riduzione da 70 a 20 posti letto dell'ospedale locale. Ed è qui che scatta
la prima mossa: il "doroteo" Auric-
chio, non figura nella cabina di regia
del comitato di lotta dove ha alzato la
gigantografia dell'uomo che urla più
di tutti, lo spauracchio di molti, quell'incrocio tra Ernesto Che Guevara e
Renato Curcio: Giovanni Francione,
rivoluzionario in s.p.e. La mossa fu
di qualche mese fa ora il primo cittadino in carica di Roccadaspide, l'avvocato Gabriele Iuliano, comincia a
pensare che forse con Franco Alfieri,
ancora dominus di Agropoli, bisognerà andarci a trattare di persona,
mettersi d'accordo, e non continuare a
guardarsi in cagnesco come ha continua a fare - e senza risparmio di polemiche spesso anche extrasanitarie - il
Francione.
L'IMPERATIVO E' ORA DI ALLEARSI CON AGROPOLI E FRANCO
ALFIERI
Chi ragiona sa che il rischio è quello
di fare la manzoniana fine dei capponi
di Renzo Tramaglino. E quindi occorre buttare acqua sul fuoco. Fare
peggio è solo sparire dal campo della
discussione. L'operatività del Comitato non ha brillato, tanto che tranne
qualche assemblea nei comuni vicini,
per altro mai troppo affollate, niente
di significativo si è visto. Certo Francione ha fatto da spalla ai "5 Stelle"
per ottenere un'audizione presso la
Regione fin dal 26 maggio scorso. La
situazione si è ulteriormente intorbidita e l'appiattirsi sulla figura politica
del consigliere regionale Michele
Cammarano nulla di buono promette
all'orizzonte di un Auricchio - Iuliano
usi a trattare con l'uomo forte del momento. Francione però reagisce a
modo suo. Una campagna pubblicitaria, affidata al grafico Biagio Di Stefano, altavillese ma residente a Castel
San Lorenzo, ricorderà che la vita non
è misurabile con i soldi da spendere, i
Lea e altre diavolerie simili, mentre le
nostre disastrate strade consumano
tempo indispensabile al soccorso. Le
motivazioni "ad oppnendum" sono
note e nello scorso numero di questo
giornale ha ben illustrate la collega
Gina Chiacchiaro e, per spazi e sintesi, qui si omettono. Interessante è
vedere invece il riordino dell'intero sistema sanità del Cilento così come si
evice dal piano Polimeni, già all'esame del Ministero della Salute.
AGROPOLI
L’ospedale di Agropoli, già Centro ambulatoriale ad indirizzo
Oncologico e struttura residenziale per cure palliative (hospice)
e attività territoriali, vedrà riaprire il suo pronto soccorso. Il
presidio agropolese, da potenziare “attesa la collocazione in
zona turistica e difficilmente raggiungibile” avrà il pronto soccorso e 20 posti letto di
Medicina; ospiterà un centro sovraaziendale territoriale per i disturbi del
comportamento alimentare.
VALLO DELLA LUCANIA
Il Presidio Ospedaliero di Vallo della
Lucania al servizio della vasta area
sud della provincia, punto spoke nella
rete dell’Ictus, hub di I° livello nella
rete cardiologica, spoke II rete emergenze pediatriche, oltre che CTZ nella
rete traumatologica, spoke emergenze
gastroenteriche, spoke nella rete del
dolore. Vengono attribuite le discipline di Neurologia e Gastroenterologia,
Neonatologia,
Psichiatria,
Riabilitazione.
POLLA
Conferma il suo ruolo di presidio di
pronto soccorso della rete dell’emergenza ed è identificato quale spoke
nella rete per l’Ictus cerebrale e spoke
per l’emergenza cardiologica, nonché
PST nella rete Trauma e spoke I emergenze pediatriche. È programmato un
Servizio di Oncologia in regime ambulatoriale. Il plesso di S. Arsenio diventa struttura territoriale ed ospita un
Ospedale di Comunità e l’UCCP.
SAPRI
Sede di pronto soccorso, costituisce
spoke nella rete cardiologica, PST rete
Trauma, spoke I emergenze pediatriche. L’ospedale manterrà i punti parto.
ROCCADASPIDE
Per la posizione logistica è configurato come punto di accesso in deroga
in zona particolarmente disagiata, dotato di 20 posti letto.
Cambia anche la centrale operativa
del 118: sarà unica per l’intera provincia di Salerno. Agropoli, Roccadaspide, Sapri e Vallo della Lucania
saranno considerate elisuperfici occasionali per l’eliambulanza.
Fin qui le previsioni del nuovo Piano
Sanitario con annessa l'infasta pre-
vione di un difficile arretramento di
De Luca da un'immaginaria linea Maginot che poco o niente vuole sottrarre
agli altri centri sanitari della vicina
Piana del Sele. Al P.O. di Eboli, individuato come p.o. sede di pronto soccorso, sono stati assegnati 166 pl.; Al
P.O. di Battipaglia individuato come
p.o. sede di pronto soccorso, sono stati
assegnati 138 pl.; Al P.O. di Oliveto
Citra, individuato come p.o. sede di
pronto soccorso, sono stati assegnati
92 pl..
Le conclusioni le tira lo stesso Girolamo Auricchio, nel suo "Contropiano": "in definitiva, nel raggio di
soli 30 Km., perfettamente e rapidamente raggiungibili tra loro in brevissimo tempo (pochi minuti), data la
presenza della rete autostradale e di
numerose altre arterie statali e provinciali a scorrimento veloce che li collega, sono state previsti tre P.O. sede
di pronto soccorso, con ben tre chirurgie, tre ortopedie, tre medicine generali, oltre alle strutture convenzionate
di Campolongo Hospital, con 300 p.l.,
alla clinica Salus di Battipaglia, con
130 p.l., per un totale complessivo di
ben 834 p.l., tra pubblico e privato, a
fronte di un bacino di utenza di soli
250.254". Quello che si paventa, ma
non si arriva a scriverlo, è lo svuotamento delle potenzialità economiche
e politiche del sistema sanitario costruito intorno a Roccadaspide, mattone su mattone reparto su reparto,
dallo stesso Girolamo Auricchio. Un
ospedale sempre più piccolo va a ridimensionare non tanto il servizio salute, fors'anche potenziato sull'area
vasta, ma quegli interessi - a cominciare dai valori immobiliari - che
"quotano" una classe dirigente rispetto ai suoi utenti che non sono solo
elettori del momento.
14 n° 31 08/09/2016
LA STAZIONE DEL MARINAIO
di Sergio Vecchio
GASTRONOMIA
a cura di Diodato Buonora http://diodatobuonora.blog.tiscali.it
n° 31 08/09/2016
15
Grande successo per
“Agropoli International Street Food”
L
eggendo le notizie sui siti locali, come faccio spesso, un
evento attira la mia attenzione, l’“Agropoli International
Street Food”, festival internazionale
dello street food ad ingresso gratuito, organizzato da “Buongiorno
Italia” con il patrocinio del Comune
di Agropoli. Tra le altre cose si leggeva che saranno presenti i migliori
street food italiani e stranieri divisi
in tre zone: zona truck food, zona
italiana e zona internazionale. Sarà
presente anche una zona beverage
con birrifici artigianali, dove non
mancheranno i migliori birrifici artigianali del territorio. Nel reparto
internazionale si parlava di specialità di vari paesi del mondo tra le
quali quelle arabe e asiatiche. Il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri,
aveva dichiarato che erano pronti ad
ospitare un importante evento gastronomico legato, nello specifico,
allo street food. Un settore che ha
avuto negli ultimi anni un grande
sviluppo e che sta garantendo la riscoperta e la valorizzazione di prodotti e piatti caratterizzanti la cultura
e la migliore tradizione culinaria italiana ed internazionale. Anche se lo
street food, letteralmente cibo da
strada, non è mai stato il mio forte,
la manifestazione ha attirato la mia
curiosità. A prima vista, il tutto non
era proprio come era stato descritto,
ma sappiamo bene che i giornalisti
spesso esagerano. Comunque, nell’area dell’ex mercato e palazzetto
dello sport di piazza Mediterranea,
luogo dell’evento, c’era una grande
affluenza di pubblico. Prontamente
ho pensato che saranno “contenti” i
ristoratori che, dopo le innumerevoli
sagre organizzate questa estate, si
vedono arrivare questa nuova moda.
Per prima cosa faccio un giro per vedere cosa viene offerto. Gli stand, o
postazioni, sono poco più di dieci disposti a “U”. Al centro c’erano dei
tavoli, come quelli usati nelle sagre
dove si poteva consumare quello che
era stato scelto. Vedo che i tavoli
erano tutti occupati e in ogni stand
c’erano delle file lunghissime. Per
poter prendere qualcosa bisognava
attendere non meno di dieci minuti.
Ero indeciso se restare o andare in
qualche ristorante del posto. Pensando che era sabato, e i locali
“buoni” sicuramente saranno stati
affollati, mi sono avvicinato all’unico stand
di “beverage” che di
buono offriva la “Landshuter”, una birra artigianale tedesca, a 4
euro a bicchiere, che
francamente è stata gradita e mi ha introdotto
piacevolmente nell’atmosfera della serata.
Per iniziare e per se-
guire un ordine, più o meno corretto,
sono andato allo stand “Antica
Cuopperia Amalfitana dal 1926” e
mi sono messo in fila. Qui, in due,
dal menu esposto nel reparto “Vuò
Magnà” abbiamo scelto 1 cuoppo
amalfitano (calamari, gamberi e frittelle d’alghe) a 5 euro e 1 cuoppo di
calamari a 7 euro. Con tutta schiettezza devo ammettere che il cibo è
stato buono, si vedeva che il fritto
era fresco e fragrante e l’olio usato
per friggere era stato messo da poco
nella friggitrice. Tra le altre cose la
Cuopperia amalfitana offriva cuoppi
con alici di Cetara e con baccalà (o
arrosticini di calamari) e patate. A
seguire ci siamo avvicinati “Da
Bizzi con l’arrosticino … ti sfizi”.
Gli arrosticini sono degli spiedini
sottilissimi di carne di pecora (i cubetti di carne erano di circa 1 cm) e
sono tipici della cucina abruzzese.
Ogni pezzo si vendeva a 1 euro, noi
in due ne abbiamo presi 5. Definirli
in poche parole potrei dire: caldi,
gustosi e saporiti. Ci sono piaciuti.
Per concludere siamo passati allo
stand “American Barbecue” che era
super affollato. Delle 6 proposte che
venivano offerte, su 3 c’era la scritta
“sold out”, cioè che erano finite. Tra
quelle disponibili abbiamo preferito
prendere, a 8 euro, il “Bacon Cheese
Burger XXL”, panino con hamburger di manzo da 225 grammi, bacon
grigliato, formaggio fuso, insalata e
salsa a scelta tra maionese e ketchup. Anche se buono, questa specialità non mi ha particolarmente
entusiasmato. All’“American Barbecue” erano ancora disponibili: il
“Carolina pulled pork sandwich &
coleslaw” (panino morbido con teneri straccetti di maiale affumicato a
lungo con insalata di cavolo) e il
“Barbecue ribs Kansal City stile”
(Tenerissime costine di maiale affumicate a lungo, lievemente speziate
e laccate con salsa barbecue dolce).
Invece, non erano più disponibili,
perché già terminate, il “Texas brisket sandwich”, le costine di maiale
alla griglia e le salamelle affumicate.
Tra gli altri stand interessanti segnalo quello spagnolo dove proponevano la paella (piatto tradizionale
della cucina valenciana a base di
riso, zafferano, frutti di mare o
carne) e la sangria (bevanda alcolica
a base di vino, spezie e frutta); il
Antica cuopperia amalfitana
“Churrascaria Rio’s”, ristorante brasiliano, con un’immensa griglia
dove arrostivano pollo, salsiccia, picanha, costine, lonza e vitello che
proponevano con insalata, pomodoro, patatine, peperoni e cipolla; e
infine era interessante anche “A’
Vucciria”, stand dove venivano proposte un’infinità di specialità siciliane a partire da dolci di pasta di
mandorle, ai cannoli siciliani, agli
arancini, alle braciole messinesi, il
pane cunzato, il pane “ca’ meusa”
(milza) e una birra artigianale che ha
come nome singolare “Minchia”,
commercializzata nelle versioni
bionda, rossa o tosta (doppio malto).
Se si ripeterà, l’evento sicuramente
crescerà. Il pubblico ha gradito ed ha
apprezzato. Mentre facevo la fila
all’“American Barbecue”, ho incontrato una persona di quelle che,
anche se non la conosci, chiacchierano tanto. Raccontava che era già
stato, con la moglie, all’evento la
sera precedente ed aveva provato il
ristorante brasiliano. Avendo gradito, questa sera si gustava le specialità americane e l’indomani sarebbe
venuto per quelle spagnole. Tutto
sommato, dopo aver bevuto un’altra
birra artigianale tedesca e avendo
speso circa 25 euro a testa, siamo
andati via soddisfatti.
La ricetta
Scaloppine di maiale
all’uva bianca e nera
Ingredienti per 4 persone: 8 fettine
di maiale tagliate sottili, 150 g di uva
bianca, 150 g di uva nera, 1 spichio
d’aglio, 1 bicchiere di vino bianco,
olio extravergine d’oliva, farina e
sale.
Preparazione: Lavate l'uva, tagliate
gli acini a metà ed eliminate i semini.
Infarinate le fettine di maiale. In una
padella mettete 1 filo d’olio, lo spicchio d’aglio e successivamente le
fettine di maiale. Lasciate rosolare
qualche minuto e sfumate con il vino
bianco. Aggiungete l’uva, coprite e
fate cuocere una decina di minuti, rigirando la carne un paio di volte.
Vino consigliato: Collepietro 2015,
Pecorino dei Colli Aprutini Igt, Faraone.

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