DOMENICA la DI QUARESIMA / A Gesù viene tentato. La

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DOMENICA la DI QUARESIMA / A
la santità è fatta anche di alcuni "no"
Gn 2,7-9; 3,1-7; Rm 5,12-19; Mt 4,1-11
Gesù viene tentato. La tentazione è una prova e fa parte della vita; è
conseguenza della nostra libertà. Vivere, infatti, significa prendere
decisioni: è così per tutti, anche per Gesù. In questa esigenza di prendere
decisioni si inserisce la tentazione del demonio, verniciata abilmente di
ragionevolezza. Sì, la tentazione del demonio.
È fin troppo evidente la sua esistenza. Il Vangelo ne parla con certezza, ma
molti non ci credono. Peggio per loro!
Noi ci chiediamo: quali sono le piste preferite dal demonio? Il racconto
delle tentazioni è una chiara risposta a questa domanda.
Prima tentazione: il demonio propone di cambiare le pietre in pani.
Perché? Egli parte dal presupposto che una volta assicurato il pane, tutto
è assicurato. Esattamente come pensa tanta gente!
E la mentalità materialista secondo la quale, se ci si riempie lo stomaco, "tutto
l'uomo" è sazio. Quale inganno! Quale stravolgimento!
Purtroppo è la mentalità diffusa, è la visione di vita attorno alla quale si
muove la nostra moderna società: e produce prostituzione, droga, sballo,
disgusto.
Cristo risponde: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni
parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4,4). Grazie, Signore!
Con questa risposta Tu ci hai ricordato che lo scopo della vita non possono
essere i soldi e non può essere il benessere; ci hai ricordato che i figli non si
educano moltiplicando le soddisfazioni e i divertimenti, ma andando alla
radice dell'inquietudine umana. È stolto, allora, chi riempie i figli di cose
e non di valori: a lungo andare questa strada produrrà ribellione e
crudeltà. Gesù ci ha preavvisato.
Grazie, Signore! Tu ci hai ricordato che saremo eternamente stanchi,
eternamente scontenti e agitati fino a quando non avremo trovato l'Infinito.
Quando manca la gioia, dipende solo dal fatto che abbiamo scacciato Dio.
Certo, guardandoci attorno, non possiamo non riconoscere che il demonio ci
ha condotto oggi in un materialismo di dimensioni finora sconosciute. È
urgente che ci interroghiamo e ci lasciamo giudicare dalla Parola e ci
lasciamo correggere dalla Parola!
Seconda tentazione: "Allora il diavolo lo (Gesù) condusse con sé e lo depose
sul pinnacolo del tempio e gli disse: 'Se sei figlio di Dio, gettati giù, perché
sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno
con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede'" (Mt
4,5-6).
Che senso ha questa proposta? Cosa si nasconde dietro questo invito?
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È la tentazione della fretta, della impazienza che ama risultati spettacolari, grandiosi, immediati; è la tentazione di chi vorrebbe risolvere i
problemi senza soffrirci e cambiare il mondo senza fatica. La fretta,
certamente, non è la strada del bene.
Per questo un giorno Gesù dirà: "Il regno dei cieli assomiglia ad un
granellino di senapa, il più piccolo dei semi..." (Mt 13,31).
La fretta è una tentazione anche per noi: noi vorremmo che il mondo
cambiasse in pochi giorni; che il nostro lavoro avesse risultati subito; che
i nostri sacrifici producessero frutti immediati. Invece no: bisogna
attendere!
E l'attesa richiede pazienza, la pazienza richiede sacrificio, il sacrificio
richiede fede. Questa è la strada di Dio: la strada del piccolo seme!
Terza tentazione. È la proposta del potere come primo valore della
vita: un valore messo prima anche di Dio!
È una tentazione assurda, ma l'orgoglio umano si muove spesso nell'assurdo.
In ogni modo questa tentazione è l'ultimo tentativo del demonio, è l'arma più
sottile che egli possiede.
Non meraviglia la sua proposta: "Tutte queste cose io ti darò se, prostrandoti,
mi adorerai" (Mt 4,9).
Che cosa non si è capaci di fare per orgoglio! A volte per orgoglio si
sacrificano le cose più care; si è disposti a sacrificare anche la gioia,
piuttosto che sacrificare l'orgoglio.
La risposta di Gesù è immediata e anche sdegnata: "Vattene, satana! Sta
scritto: 'Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto'" (v. 10).
Dio non è un padrone, ma è un padre; pertanto adorando Dio non si diventa
servi, ma figli.
Un giorno Cristo si inginocchierà..., ma per lavare i piedi nell'umile
atteggiamento del servo. A Satana e ai seguaci di Satana, con questo gesto
Cristo ricorda che la grandezza, davanti a Dio, si misura soltanto in termini di
amore e di dono e di servizio! Se Satana capisse questo, non sarebbe più
Satana! E se lo capissimo anche noi, saremmo al sicuro di fronte alle subdole
tentazioni di Satana!
"È dal momento che i cristiani hanno cessato di pensare molto all'altro
mondo, che sono diventati così inefficienti in questo". S. C. LEWIS
"La nostra vita in questo pellegrinaggio non può essere esente da prove e il
nostro progresso si compie attraverso la tentazione. Nessuno può conoscere
se stesso, se non è tentato, né può essere coronato senza aver vinto, né può
vincere senza combattere. Il Signore volle prefigurare noi, che siamo il suo
corpo mistico, nelle vicende del suo corpo reale, nel quale egli morì, risuscitò
e salì al cielo. In tal modo anche le membra possono sperare di giungere là
dove il Capo le ha precedute". SANT'AGOSTINO
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