N°29 del 04/08/2016

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Anno XVII
n° 29 del 04 agosto 2016
Parco Cilento Diano Alburni
La forza della bellezza
Pellegrino ancora solo. Il direttivo, nominato ma non insediato,
e della poesia
dovrà scegliere il direttore. Tra i 14 in gara De Vita e Nicoletti
R
BARTOLO SCANDIZZO
T
ommaso Pellegrino, dopo un lungo
tira e molla, si è insediato alla presidenza del Parco Nazionale del Cilento
Diano e Alburni il 3 maggio del corrente
anno. In quell'occasione, accompagnato dal
direttore dell’ente, Angelo De Vita, e alla presenza di un ristretto gruppo di rappresentanti
del territorio ha riassunto il suo progetto di
parco che ha in mente e che ha rappresentato
anche in sede istituzionale quando si è presentato al cospetto delle commissioni ambiente di Camera dei deputati e del senato che
gli hanno dato il via libera al ministro Gianluca Galletti per la firma del decreto. In quella
occasione ha tenuto a precisare che era giunta
l’ora di cambiare registro su come è stato gestito il “parco” definendolo un territorio delimitato da una linea che non avrebbe senso
se non sarà possibile riempirla di contenuti.
SEGUE A PAGINA 3
Angelo De Vita
Tommaso Pellegrino
Domanico Nicoletti
SEGUE A PAGINA 11
Estate 2016
Tutti gli eventi
Sagre - sì o no
L
a zona del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni offre
infinite alternative, eventi culturali,
sagre e feste.
Per tutta l’estate e anche oltre si può godere
di ciò che ha in serbo la natura: non solo i nutrimenti, paesaggi suggestivi vi attendono alle
porte di un Parco da scoprire.
MARIO MORICHINI
I
TRATTO DALL’HUFFINGTON POST
SEGUE A PAGINA 8 e 9
ipropongo, qui di seguito, alcune riflessioni che ho già fatto in altre occasioni e che in una breve vacanza
cilentana, rivisitando con occhi d’amore i
paesi della mia infanzia, riscopro attualissime.
Le Langhe, che trasmigrano da Cuneo ad
Alba e fino ad Asti, sono colline a ricamo di
villaggi con case a corona di chiese e campanili agili a dominio di declivi, dove è festa di
vigneti. Qui si materializza la storia nobile
del Monferrato ed è passata la grande letteratura di Flaiano e di Pavese. Qui è ambientato un bel romanzo di Nico Orengo "Di viole
e liquirizia", una storia delicata e struggente,
fatta di solitudini che s'incontrano e di sapori
che sanno di antico, con gli affettati di sapiente lavorazione, il pane che odora di forno
a legna e la corposità profumata del Barolo,
del Barbaresco e del Nebbiolo.
IL SONDAGGIO
I 10 motivi per venire
nel Cilento
l Cilento, terra di acque cristalline, villaggi arroccati e borghi di pescatori,
preziose testimonianze storiche, alture,
castagni, ulivi, eccellenze gastronomiche
ed una delle cucine più buone e sane d’Italia, è inevitabilmente destinato alla fama
internazionale. Ma fortunatamente, per il
momento, la maggior parte dei viaggiatori
stranieri continua ad arenarsi nella Costiera Amalfitana lasciando questa bellissima sub-regione della Campania agli
intenditori
delle vacanze
dove l’essere è
anteposto all’apparire.
GIUSEPPE LIUCCIO
SEGUE A PAGINA 17
AVVISO
Nei mesi estivi c’è un proliferare di eventi e sagre. Ogni paese
si organizza per proporre specialità, a volte tipiche, a volte di
uso quotidiano. Sei favorevole alle sagre o contrario?
Favorevole
Contrario
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01/09/2016.
Buon estate a tutti i nostri lettori!
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2
TERZA ETÀ
n° 29 04/08/2016
Dossier tra le storie e i suoni di un microcosmo
Voci dalla Casa Albergo Giovanni Paolo II
MONICA ACITO
L’
afa umida e selvatica del
primo giorno di agosto, il
cielo che respira a fatica e
l’aperta campagna che si difende timidamente con le sue fronde leggere:
il centro abitato è lontano, tanto lontano, le sue voci giungono ovattate e
rimbombano in quest’isola incastonata nell’aperta campagna. Un’isola
che fissa le proprie leggi, i propri
orari, dove tutto è scandito dalla lentezza e dal respiro sincopato, dove
ogni cosa galleggia e fluttua in una
dimensione quasi alienata, un microcosmo che riaffiora dal tessuto del
borgo e si pone al di là di esso.
L’orizzonte della casa albergo per anziani Giovanni Paolo II di Felitto è
inciso sul volto rustico degli ultimi
scampoli della campagna felittese
che muore, è un microcosmo che
funziona quasi come una cittadella
che raccoglie le vite di chi ha un peso
sullo stomaco, una ruga sulle mani o
una storia da raccontare. Percorriamo
la salita ed entriamo nella struttura:
Letizia, Presidente della Cooperativa
Auxilium, legata da quattro anni alla
casa di riposo di Felitto, ci accoglie,
ci sorride in modo materno e sicuro
di sé e chiarisce ogni nostro dubbio,
permettendoci di saperne di più.
Come ogni cooperativa, vi è una impostazione di tipo gerarchico: vi sono
i soci ovviamente, operatori socioassistenziali, infermieri, addetti alle pulizie, cuochi, stagisti. Le finalità che
la casa albergo si propone di realizzare nel tessuto del paese? Naturalmente, come ci fa capire Letizia,
quella di erogare un servizio per il
paese, nonché incrementare le ricadute occupazionali. Le operatrici socioassistenziali vengono scelte in
base ai curricula e alle esperienze
maturate, nell’ultimo periodo vi sono
anche delle stagiste, come ad esempio Angela Bove, una ragazza di Felitto che da un mesetto si occupa di
aiutare la direzione negli ambiti della
contabilità e dell’amministrazione, in
un’ottica di flessibilità generale:
come se si trattasse di una grande famiglia. Le stagiste sono ospiti della
cooperativa Auxilium e si riallacciano al progetto “Garanzia Giovani”
svolgendo attività di
tirocinio presso la
casa albergo. In qualità di presidente
della cooperativa,
chiediamo a Letizia
di tracciare un bilancio di questi ultimi
quattro anni: ci parla
di un racconto prevalentemente positivo,
malgrado le difficoltà e i momenti
tortuosi, come quelli
dati dai rapporti dalle
utenze esterne, l’Asl
in primis, o quelli
costituiti dalle difficoltà geriatriche,
in quanto scarseggiano medici specializzati nel territorio, ma in ogni
caso gli utenti sono comunque seguiti
da un medico di base. Non bisogna
ignorare neppure le difficoltà scaturite dal fatto che la cooperativa è autofinanziata.
Il tramonto è vicino, le chiazze violacee tingono il cielo con guizzi impressionistici, entriamo e c’è l’odore
della cena: tra poco gli anziani utenti
mangeranno, un’atmosfera di quieta
malinconia ci avvolge nelle sue spire
dolci e amare. No, non è quella malinconia violenta che sa di disperazione, è la malinconia tenera che sa
di tranquillità, gli anziani ci sorridono e sembra di scorgere sulle loro
labbra rugose la beatitudine dei fanciulli, dei bambini e di chi vive nel
proprio candore onirico, al riparo
dagli affanni e dalle pene del mondo
al di là del cancello. Ogni tiepida
emozione, sorriso, risata o sensazione è sperimentata entro il confine
rassicurante del cancello, che non è
filo spinato, ma è piuttosto come la
siepe di Leopardi, racchiude un universo con i suoi colori, le sue tinte e
i suoi suoni: Letizia ci rassicura e capiamo che il cliché che vuole gli
utenti delle case di riposo depressi,
nevrotici e maltrattati è uno stereotipo che non si confà a questa situazione. Ci spiega, (e abbiamo anche
modo di appurarlo, percorrendo la
struttura, osservando le camere e assistendo al momento conviviale) che
i 24 utenti, la maggior parte ultraot-
tantenni, agricoltori e provenienti da
Felitto o da paesi limitrofi, hanno
creato tra loro una miscela ben amalgamata, una mini rete sociale di simpatie, affiatamento, amori platonici,
e ciò demolisce il luogo comune che
li vorrebbe incollati ad un letto in attesa degli ultimi rintocchi prima della
morte, o intenti a segnare sul calendario gli ultimi giorni che li separano
dalla fine.
SEGUE A PAGINA 7
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PARCO CILENTO DIANO ALBURNI
n° 29 04/08/2016
3
I primi cento resistibili giorni di Tommaso Pellegrino
I riconoscimenti internazionali “Non sono solo medagliette”
SEGUE DALLA PRIMA
BARTOLO SCANDIZZO
N
on mancò di elogiare gli 86 sindaci su 89 che dopo circa 4 anni
dalla scomparsa di Angelo Vassallo erano stati capaci (incredibile ma
vero) di nominare il presidente della
Comunità del Parco (per la cronaca Salvatore Iannuzzi, sindaco di Valle dell’Angelo). Allo stesso tempo, ha chiesto
ai suoi colleghi sindaci (lui stesso è sindaco di Sassano) di diventare protagonisti del futuro dell’area parco.
Come non ha potuto fare a meno di annunciare la determinazione a “riempire
di contenuti le tante medagliette appuntate sul <<petto>> del parco da organismi internazionali”.
Ovviamente, per farlo i riconoscimenti
si “dovranno tradurre in occasioni di
crescita. I processi messi in atto dovranno essere misurabili e misurati …”
Ha anche indicato la strada su cui incamminarsi: “il nostro modello dovranno essere la reggia di Caserta e
l’area archeologica di Pompei” (dimenticandosi che anche Paestum è stata inserita nei 20 siti destinatari di
un’attenzione particolare con la nomina
di direttori selezionati tramite un bando
internazionale e che sia Il Parco sia
Velia e la Certosa di Padula, come Pompei e la Reggia di Caserta hanno appuntata sul "petto" la medaglietta
dell'UNESCO!).
Al contrario, nel suo proclama all'atto
dell’insediamento, ha proprio individuato della scelta “autarchica” la strada
del riscatto di quanto non fatto finora:
“saremo noi sindaci a caricarci sulle
spalle la responsabilità del cambiamento di strategia”.
Pellegrino ha anche individuato alcuni
punti su cui concentrarsi. Il primo fra
tutti di “beni del parco”. Si tratta di decine di strutture e aree di proprietà
dell’ente per un valore di oltre cento milioni che giacciono “dormienti” in attesa che qualche “principe verde” li
svegli dal letargo a cui sono state condannate, in molti casi, proprio dai suoi
colleghi sindaci che ne hanno preteso la
realizzazione e poi non si sono fatti carico della loro messa a reddito.
Molti esempi sono stati fatti proprio dal
neo presidente come Villa Materazzi a
S. Maria di Castell’Abate, i centri CEA
di Sapri ed oltre, ed latri ancora. Il nostro giornale, a più riprese, ha segnalato
il borgo di Pietra Cupa a Roccadaspide,
l’Archeodromo di Vallicelli a Monte S.
Giacomo, Il palazzo ducale ed il convento di Sant’Antonio a Laurino, il
borgo di Pietracupa a Roccadaspide, la
chiesa di Cannalonga, il palazzo Marone di Monte San Giacomo, S. Maria
a Teggiano...
Per non parlare del fatto che molte di
questa strutture sono “disseminate”
lungo la «Via Istmica», ovvero lo storico itinerario Paestum-Sibari. Di questo itinerario restano “scolpite” sui
cartelli indicatori di gente che cammina
solo la bella dicitura
…
Altra carta messa sul
tavolo da Pellegrino è
stata la volontà di
coinvolgere le università della Campania,
italiane e straniere per
dare un senso al centro per la biodiversità
di via Montisanti, utilizzato fino a questa estate come sede
provvisoria dell’ente in attesa del completamento dei lavori di ristrutturazione
di palazzo Mainenti al centro di Vallo
della Lucania. Ma anche su questo, bisogna riconoscere che all'ente parco
non si sono risparmiati nel coinvolgere
le sedi accademiche per immaginare
progetti e ottenere finanziamenti: ultimo il progetto Fagus Natura sui boschi
del parco che ha visto protagonisti il
parco stesso e l'università di Roma.
Oggi siamo a cento giorni dall'insediamento di Tommaso Pellegrino a palazzo Mainenti. Ancora, però, non si è
visto molto dei suoi proclami. Nemmeno i direttivo è ancora operativo e al
completo! Infatti, pur avendo individuati i componenti ministeriali (Vincenzo Inverso, Natalino Barbato,
sindaco di Stio, Fernando Della Rocca
(Club Alpino Italiano) e Maria Cristina
Giovagnoli, della commissione area
marina protetta.), ancora non è stato
emanato il decreto di nomina.
Pertanto, dovremo aspettare che sbolli-
Alcuni progetti del Parco
Il Piano d’Azione Nazionale per la conservazione del lupo (Canis lupus italicus) contiene una serie di
raccomandazioni, e tra questa un tema
fondamentale è rappresentato dal monitoraggio della diffusione e della consistenza delle popolazioni di lupo nel
territorio nazionale. In questo contesto
assume un ruolo importante conoscere
lo status della specie sull’Appennino.
Sebbene esista una buona conoscenza
dello status della specie in molte aree
protette, questa condizione non è purtroppo comune all’intero sistema di parchi appenninici e in quelli meridionali
le carenze sono anche maggiori. Carenze e limiti che riguardano anche gran
parte della Rete ecologica nazionale
(aree protette, siti della rete Natura
2000, corridoi ecologici, etc…) oltre
che le aree pre-appenniniche o comunque quelle in relazione con esso. Punto
fondamentale di questo progetto è il
ruolo che assumono le aree protette per
realizzare e condividere approcci gestionali uniformi e omogenei, dopo aver
attuato metodi di monitoraggio standardizzati tra le diverse aree protette valutandone efficienza ed efficacia. Allo
stato attuale delle conoscenze, inoltre, è
risultato indispensabile un approfondimento circa la distribuzione, la consistenza e le dinamiche delle popolazioni
di lupo, l’impatto esercitato sulle attività
dell’uomo e l’efficacia delle misure di
prevenzione, attraverso una comune de-
finizione dei metodi di indagine, delle
priorità di azione e modalità di intervento tra i diversi Parchi. In seguito alla
Direttiva Ministeriale, i Parchi nazionali
hanno creato dei partenariati con 9
azioni di sistema per i 4 ambiti ecoregionali e una serie di azioni di sistema
trasversali a diversi ambiti ecoregionali.
Il progetto “Convivere con il Lupo, conoscere per preservare: misure coordinate per la protezione del Lupo” è
un’azione di sistema trasversale in ambiti ecoregionali differenti che coinvolge i Parchi nazionali del Pollino,
Cilento, Aspromonte, Appennino Lucano– Val d’Agri — Lagonegrese, Gargano.
sca il caldo estivo per vedere l’organo
di governo insediarsi e agire nella pienezza delle sue funzioni. Anche se nessuno impedisce loro di vedersi,
confrontarsi, studiare i problemi e immaginare soluzioni più coerenti con i
proclami che i sindaci non ci risparmiano dall'epoca della presidenza del
compianto Vincenzo La Valva.
Oggi, però, la vera novità sta nel fatto
che la maggioranza dei consiglieri è ben
salda nelle mani dei “sindaci” (6 su
nove sono sindaci) visto che lo stesso
Pellegrino e Barbato appartengono alla
categoria dei primi cittadini (Beniamino
Curcio, ex sindaco di Buonabitacolo e
primo eletto; Cono D’Elia, sindaco di
Morigerati; Rosario Carione, sindaco di
Trentinara ed Emanuele Giancarlo Malatesta, sindaco di Omignano.).
Vale la pena ricordare che uno dei primi
compiti del nuovo direttivo sarà quello
di individuare la terna da sottoporre al
ministro Galletti per la nomina del direttore dell'ente. Attualmente, Angelo
De Vita che ha chiesto la riconferma,
agisce in regime di proroga. Insieme a
lui si sono candidati altri tredici professionisti iscritti nell'elenco dei direttori
di parto. tra tutti spicca la figura di Domenico Nicoletti, attualmente direttore
del parco del Gran Sasso, che, evidentemente, vorrebbe rientrare a Vallo della
Lucania. La scelta non sarà facile né indolore e sarà il primo banco di prova
per Pellegrino e il nuovo gruppo dirigente. I nove saranno sottoposti a pressioni esterne molto forti. solo con una
scelta univoca potranno dimostrare di
essere al servizio degli interessi generali
e non mandatari di fazioni in lotta tra
loro.
Mai come ora, gli amministratori locali
hanno avuto in mano il loro, il nostro
destino e, soprattutto, quello delle
nuove generazioni. Speriamo che se la
“cavino”.
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n° 29 04/08/2016
DICONO DI NOI
«BCC AQUARA BANCA AFFIDABILE»
L’imprenditore Giuseppe Senese plaude ai dati del bilancio semestrale: «Gestione oculata»
«I dati del bilancio semestrale della Bcc Aquara
rappresentano al meglio la gestione oculata effettuata dagli amministratori e dal direttore generale Antonio Marino. E confermano come
questa banca effettivamente eroghi credito a famiglie ed imprese presenti sul territorio». Così
l’imprenditore agricolo Giuseppe Senese, amministratore della OrtoRomi di Bellizzi, si
esprime sulla Bcc Aquara e aggiunge: «Personalmente posso sottolineare che l’impegno, la
passione e la professionalità del personale tutto
sono quotidiani e non hanno eguali. Per questo
motivo ho consigliato e consiglierò a molti altri
di rivolgersi alle tante filiali della Bcc Aquara presenti sul territorio per qualsiasi
genere di evenienza. Un affiancamento concreto che garantisce lo sviluppo del
territorio».
L’INTERVENTO
Banche di comunità? Agenzie di sviluppo
I conti della semestrale della Bcc di
Aquara confermano e valorizzano la dinamica in atto nel movimento del credito
cooperativo a livello regionale. I numeri
degli impieghi evidenziano lo stretto legame tra la raccolta locale e la “conseguente” attivazione di finanziamenti sui
territorio di competenza. Sembra una
“banalità”, ma in tempi nei quali anche le
risorse derivanti dal recupero virtuoso dei
crediti deteriorati del Banco di Napoli
(quello antecedente all’attuale assetto
proprietario) appaiono destinate a “migrare” a sostegno di istituti bancari non
certamente allocati nel Mezzogiorno, diventa, invece, il punto di forza della
“rete” delle Bcc in Campania come nel
resto del Paese. Manca ancora, però, dal
nostro punto di vista, uno “scatto” operativo e gestionale che potrebbe fare la differenza nell’attuale complesso panorama
dell’economia meridionale.
Proprio per continuare ad essere banche
di comunità - sebbene inserite in una logica sistemica più strutturata a livello
centrale (al di là delle differenti visioni
della riforma in fase di start up) - le Bcc
non possono eludere un ruolo più strategico, maggiormente collegato ad una “visione” dei processi di sviluppo locale. In
altri termini: occorre irrobustire le azioni
più direttamente legate all’incentivazione
della crescita delle imprese (micro e piccole in primo luogo), entrando nelle vesti
di vere e proprie Micro Agenzie di Sviluppo Locale tra di esse collegate in
reti/network in grado di aggregare numeri
consistenti.
Perché nel prossimo biennio sarà determinante attivare liquidità sui territori favorendo
forme
di
partnership
pubblico/private incentrate su progettualità aggreganti, inclusive, coesive. I problemi di scarso dimensionamento delle
imprese e le relative difficoltà dal punto
di vista della contrattazione del merito del
credito e della capacità di espansione sui
mercati esteri possono essere avviati a soluzione attraverso la ricerca di un percorso che abbia ben chiare le opportunità
da cogliere, piuttosto che le criticità di cui
lamentarsi. Quali opportunità? Gli ultimi
dati Svimez confermano la centralità di
agricoltura/agroalimentare e turismo per
fare ripartire l’economia del Sud. Se si ha
la capacità di sostenere la realizzazione
di filiere asimmetriche (copyright Censis)
che mettono insieme comparto primario,
segmento della trasformazione e varie tipologie di turismi, si arriva alla creazione
di nuovi ambiti produttivi e professionali
con ricadute non secondarie sia in termini
di creazione di valore che di occupazione.
La sfida delle Bcc – dalle più piccole alle
più grandi – resta, quindi, una sola: dotarsi di mezzi e professionalità per implementare strutturalmente la propria
vocazione ad essere Agenti di Sviluppo
Locale. Chi non entra in questo ordine di
idee molto probabilmente combatterà una
battaglia di retroguardia che consegnerà
anche storie di credito gloriose ad un
ruolo marginale.
ERNESTO PAPPALARDO
Direttore del blog di informazione
economica www.salernoeconomy.it
ROCCADASPIDE
Mission tutela della tradizione
La tutela della tradizione in agricoltura e la guerra del grano, contro la
speculazione che ha fatto crollare i
prezzi, oggetto del dibattito in occasione dell’inaugurazione della Festa
della trebbiatura e del pane svoltasi a
Carretiello di Roccadaspide. Notevole la partecipazione al dibattito cui
hanno relazionato Antonio Marino e
Luigi Scorziello, rispettivamente direttore e presidente di Bcc Aquara, il
presidente e il direttore di Coldiretti
Salerno, Vittorio Sangiorgio e Vincenzo Tropiano, e gli organizzatori
della kermesse svoltasi dal 29 luglio
al 2 agosto.
ALBANELLA
Di Cataldo in concerto per S. Anna
Sono terminati con il concerto di Massimo Di Cataldo i festeggiamenti in onore
di S.Anna organizzati dalla parrocchia di San Gennaro a Matinella con il supporto della Bcc di Aquara. Dieci giorni di iniziative che hanno visto quali protagonisti anche i bambini e che hanno registrato una notevole presenza di
persone provenienti non solo dalla Piana del Sele.
AQUARA
Festa per S. Lucido e teatro al Castello
La
Bcc
A q u a r a
anche quest’anno ha
contribuito in
maniera determinante
per mantenere in vita la
tradizione
della festa
patronale di
San Lucido ad Aquara a cui lo scorso
28 luglio ha partecipato il vescovo
Antonio De Luca che ha celebrato il
rito religioso.
Il Cortile del
Castello di
Aquara
in
piazza Indipendenza ha
ospitato la
rappresentazione “Eros
& Tanathos
A Spon Riveer” per la
regia
di
Maria Sole Nigro, la scenografia di
Annarita Gargano ed i costumi di
Paola Giuliano. Iniziativa culturale
sostenuta dalla Bcc Aquara sempre
pronta ad accompagnare momenti di
aggregazione.
VALLO DI DIANO
n° 29 04/08/2016
IN FARMACIA
Scorci di Padula VII edizione
Gli angoli più belli ritratti in 18 tele
ANTONELLA CITRO
L
o scorso fine settimana, si
sono spenti i riflettori sulla
settima edizione del concorso nazionale di pittura estemporanea denominato “Scorci di
Padula”, organizzato anche
quest’anno dallo storico Circolo
sociale “Carlo Alberto” 1886 presieduto da Felice Tierno. L’evento
che è ricaduto nel 130esimo anniversario della fondazione del Circolo, si è avvalso della preziosa
sinergia con la Banca Monte
Pruno, l’azienda Tubifor e del patrocinio con il Comune di Padula
guidato dal sindaco Paolo Imparato. La finalità del concorso è
stata volta alla scoperta degli angoli più suggestivi della cittadina
attraverso l’interpretazione pittorica dei partecipanti. Promozione
e divulgazione dell’arte della pittura hanno richiamato a Padula
tanti artisti per ritrarre dal vivo gli
“scorci” del paese, per far rivivere la memoria storica all’interno delle sue tradizioni e
mettere in risalto le bellezze paesaggistiche. La Certosa di S. Lorenzo, patrimonio dell’Unesco, il
Battistero Paleocristiano di S.
Giovanni in Fonte, la
Casa-Museo di Joe Petrosino, il Sacrario dei Trecento, il trecentesco
Convento di S. Francesco
sono tra i luoghi più noti,
punti di riferimento indiscusso per chiunque conosce o vuole visitare il
piccolo centro del Vallo
di Diano che diventa così
tappa obbligata. Ma tutta la cittadina caratterizzata da angoli bellissimi
e
avvenenti
che
conservano antichi splendori del
passato e restituiscono nuove
emozione, è stata al centro dell’attenzione dei partecipanti che,
anche in questa occasione, non
hanno voluto far mancare il loro
personale punto di vista. Ogni
opera è stata qualitativamente
unica perché interpretata dagli
occhi di chi l’ha eseguita. Giunti
da diverse regioni d’Italia, i diciotto artisti in gara, si sono cimentati in opere che hanno
puntato a particolari storici, artistici e ambientali del territorio. E
allora in serata di domenica 31 luglio, ha avuto luogo la premiazione: con una veduta dall’alto di
Ad Ascea tra le “Colline di Zenone”
“Ulivi e poesia” con Peppino Liuccio
GINA CHIACCHIARO
U
na serata intensa di cultura ed emozioni, in compagnia del grande poeta
cilentano Giuseppe Liuccio, in
una cornice di antichi sapori e
odori. L'azienda agricola, Tenuta
Colline di Zenone, di Ascea, nella
persona di Maria Rosaria Trama,
ha organizzato una piacevole serata culturale: “Tra Ulivi e Versi”
ove, protagonista, è stato soprattutto il “ricordo” nel racconto antico di Liuccio. La padrona di
casa ha saputo tessere con maestria le trame della tela intercalando l'intervista all'autore con la
lettura di poesie e il racconto
dello stesso di aneddoti noti e inediti. L’editore, Giuseppe Galzerano, ha presentato l’ospite con
un pizzico di orgoglio perché, ha
ricordato, che in passato ha saputo cogliere nella poesia cilentana il messaggio profondo della
nostra gente da tramandare e,
quando nessuno si sarebbe sognato di pubblicarne, lui ha pubblicato la prima raccolta di poesie
in dialetto cilentano di Peppino
Liuccio: “Chesta è la terra mia”.
L’autore delle poesie, con lo
sguardo compiaciuto, ha assaporato il piacere di ascoltare alcune
delle sue poesie declamate da veri
ammiratori, intervenendo con
racconti di vita passata e qualche
battuta “saporita” sempre in dialetto cilentano. Il pubblico presente, tra il fresco degli ulivi
penetrati dai razzi del sole al tramonto, si è dimostrato molto partecipe ed interessato ed ha gradito
il “sapere” condito con i “sapori”
5
LA FITOTERAPIA CONTRO
LA STANCHEZZA
PSICOFISICA
ALBERTO DI MURIA
i ritiene che circa la
metà dei pazienti si lamentino con il proprio
medico di stanchezza o astenia, cioè mancanza di forza.
Sintomi comuni dell’astenia sono la mancanza di
appetito, l’insonnia, un affaticamento muscolare
ed intellettuale, con difficoltà di concentrazione
e scarsa memoria, calo della libido. Le cause di
questo stato possono essere molteplici. In questi
casi può essere utile la fitoterapia, grazie all’uso
di piante dotate di azione adattogena, in grado,
cioè, di innalzare la resistenza fisica nei confronti
dello stress ambientale e di aumentare l’efficienza in situazioni di carico straordinario.
Ad esempio, alla radice di Rhodiola rosea (rodiola o radice d’oro) sono riconosciute proprietà
adattogene ed anche antidepressive. La pianta risulta efficace pertanto nel migliorare le funzioni
cognitive in caso di stress ed affaticamento. A livello muscolare ha azione anabolica con conseguente aumento della capacità di resistenza allo
sforzo fisico.
L’Eleutherococcus senticosus (eleuterococco o
ginseng siberiano) è consigliato come tonico per
contrastare debolezza e fatica, per aumentare la
capacità di lavoro e di concentrazione e come ricostituente durante gli stati di convalescenza. Ha
anche azione immunostimolante. Usato per
troppo tempo può dare cefalea, ipertensione ed
insonnia. L’uso è controindicato in caso di ipertensione e diabete.
Il Panax ginseng (ginseng asiatico) è riconosciuto, anche dall’OMS, utile per tonificare l’organismo delle persone affaticate o asteniche, per
ristabilire la concentrazione e in convalescenza
per recuperare le forze. Si consiglia di assumerlo
al mattino. Anche il ginseng può dare ipertensione. Inoltre il ginseng può interagire con gli
anticoagulanti, gli antipsicotici, gli ipoglicemizzanti e gli stimolanti del SNC.
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S
Padula, il primo premio è stato
assegnato a Saverio Santandrea,
calabrese di Castrovillari; Pierluigi Lo Monte, Antonio Suriano
e Vincenzo Giordano si sono posizionati al secondo, terzo e
quarto posto. L’amministrazione
comunale è stata coinvolta per
l’assegnazione di uno dei tre
premi speciali che poi è stato consegnato a Francesca D’Anza, apprezzata dal pubblico. La “Banca
Monte Pruno” ha assegnato invece il premio al miglior quadro
con al centro la Certosa di San
Lorenzo e la “Tubifor” lo ha assegnato a opere aventi tema libero. Un’ennesima soddisfazione
per il Presidente Felice Tierno e i
soci tutti che credono e investono
molto nella cultura e nella valorizzazione di Padula.
originali. Infatti, l’azienda agricola ha messo in “bocca” dei presenti anche un assaggio di
genuina e semplice fetta di pane
e olio accompagnata dalla “signora” mozzarella alla mortella
del caseificio Chirico. Per finire
un gelato artigianale al latte di bufala all'olio d’oliva innaffiato con
acqua fresca aromatizzata al limone.
Punto vendita – degustazione
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6
MONTESANO SULLA MARCELLANA
n° 29 04/08/2016
Sul treno 48 posti a sedere
L’ex stazione diventa un ristorante
MASSIMILIANO DE PAOLA
I
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l tema del trasporto nel Vallo di
Diano, ma anche nel Cilento e soprattutto sugli Alburni, è tra i temi
più discussi e mai risolti. Possedere
un’auto da queste parti aiuta a sentirsi
meno soli e soprattutto liberi, liberi di
viaggiare e di muoversi. Non averla
equivale a sentirsi stretti nella morsa
di una sorta di prigione.
Quando ci hanno tolto la ferrovia è
come se ci avessero tolto pure un po’
di libertà. Cercandoli, i collegamenti
si trovano pure, ma non è la stessa
cosa. Da quando ci hanno tolto la
linea ferrata ci sentiamo un pochino
defraudati. Comunque non ci dobbiamo lamentare perché c’è sempre
chi sta peggio, ma questo non può bastare a consolarci. Del resto col tempo
ci siamo dovuti abituare e adeguare,
per forza!
Al netto di tutto questo ragionamento,
c’è chi è stato capace di trasformare
una grave perdita in una meravigliosa
e rigogliosa risorsa. A Montesano
sulla Marcellana, grazie ad una geniale intuizione, una locomotiva della
Linea C della Metropolitana di Roma,
diventerà “sala ristorante” presso l’ex
stazione ferroviaria di MontesanoBuonabitacolo.
Il progetto è nato da un’idea dei coniugi Giovanni Monaco e Olga Di
Carlo che da tre anni gestiscono il
Bar/Pizzeria/Rosticceria dell’ex stazione ferroviaria di Montesano Scalo
e l’apertura è prevista per i primi
giorni di settembre.
Ubicato sui binari ormai dismessi
della linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro, nel vagone ristorante “Il
treno” potranno trovare posto 48 persone, in un ambiente particolarmente
suggestivo, provvisto di
tutti i comfort, rappresentando sicuramente
una caratteristica unica
nel suo genere. Tra il
Bar della Stazione e la
“sala ristorante” allestita all’interno della locomotiva, sarà, inoltre,
realizzata una “sala
d’attesa” con piano bar.
Il fatto mi ha incuriosito
e mi ha spinto a fare
delle ricerche, grazie
alle quali ho scoperto
che ci sono tantissime
esperienze riuscite di rigenerazione di
stazioni impresenziate in Italia e all’estero. La mia ricerca è partita dalla
seguente domanda che mi sono fatto,
“Come si fa a rigenerare un patrimonio in disuso?”
E così ho scoperto in Italia tantissimi
esempi riusciti di riuso sociale del patrimonio ferroviario non utilizzato. Ve
ne elenco solo qualcuno, sperando di
suscitare il vostro interesse e la vostra
curiosità.
“L’antica stazione si fa ostello”: Da
turisti zaino in spalla a richiedenti
asilo politico; da artisti in servizio civile europeo a persone in condizione
di emergenza abitativa. Diversità che
convivono nello scalo convertito a
struttura ricettiva promuovendo
nuove forme di coabitazione.
“In treno nella Valle dei Templi”:
Dalla stazione partono convogli speciali che attraversano il sito archeologico, mentre gli appassionati di
Ferrovie Kaos allestiscono un museo
ferroviario nel principale scalo ottocentesco dell’isola ora chiuso al traffico regolare.
“L’ecostazione della Valle del Sacco”:
Centro di documentazione ambientale, sala riunioni e laboratorio didattico sono i servizi offerti
dall’associazione Tolerus che collabora con il presidio locale di Libera.
E ha favorito la riapertura del bar
della stazione, dove lavorano quattro
giovani.
“La stazione diventa “porta del
Parco””: Il primo sportello di turismo
responsabile del Lazio ha preso il
posto dell’ex ufficio del capostazione.
Offre informazioni sull’area protetta
[email protected]
di Bracciano e Martignano, una presenza che dissuade dagli atti vandalici.
“Un infopoint per il turismo enogastronomico”: Il centro d’informazione
multimediale realizzato dal Comune
nella stazione ottocentesca, si inserisce nel programma di rilancio dell’economia agricola tradizionale
dell’Oltrepò Pavese.
“Con il riuso delle stazioni arriva il
treno del turismo”: I centri d’accoglienza turistica dell’ente Parco Cinque Terre sono stati realizzati in ex
fabbricati viaggiatori ed ex magazzini
merci lungo la linea ferroviaria, creando un’alleanza tra ambiente e sviluppo sostenibile.
“Il giardino segreto delle sementi
rare”: In un orto accanto alla stazione
sono stati piantati frutti e fiori tradizionali. Il parco, creato con un contributo europeo dal consorzio di pro
loco Lago d’Orta, attrae scuole, turisti
e appassionati di piante antiche.
“Con il treno, in viaggio nella storia”:
Dagli anni ‘30, quando il luogo della
storica contesa fu scoperto da un casellante, il sito archeologico lungo la
linea Barletta-Spinazzola, è indissolubilmente legato alla ferrovia, che
oggi promuove un turismo sostenibile.
“Un parco per Salvatore Quasimodo”:
Nella stazione dove il premio Nobel
figlio di ferroviere trascorse l’infanzia, è stato allestito il suo studio milanese e un museo a lui dedicato, dove
alcuni cittadini appassionati accolgono studenti e ricercatori internazionali.
“Una fermata per Marco Pantani”:
L’ex magazzino merci della stazione
nella città d’origine del ciclista, è
stato trasformato in un museo a lui dedicato. Attrae 20mila visitatori all’anno e finanzia attività di
beneficenza in Italia e Croazia.
Questi sono solo alcuni esempi legati
ai settori “Ambiente, Turismo e Archeologia”. Ma ne ho scoperti altri altrettanto importanti nell’ambito dei
settori “Solidarietà, distribuzione di
cibo e abiti” – “Cultura e aggregazione giovanile” – “Protezione Civile
e assistenza”.
Sono tutte idee di progetti sostenibili
realizzati. Spero che possano anche
dare lo spunto da cui partire a qualche
gruppo di giovani munito di grande
ingegno e buona volontà!
[email protected]
TERZA ETÀ
n° 29 04/08/2016
7
Dossier tra le storie e i suoni di un microcosmo
Voci dalla Casa Albergo Giovanni Paolo II
SEGUE DA PAGINA 2
MONICA ACITO
I
n effetti questo luogo comune è
così radicato nell’immaginario
collettivo che anche noi siamo entrati con molte, moltissime riserve,
ma soltanto le persone poco intelligenti rimangono ancorate agli stereotipi che non tengono conto del volto
multiforme della realtà.
Le chiediamo di illustrarci la routine
della struttura, per completare un po’
questa visita che trascende l’intervista e si riallaccia più ai toni del dossier: la mattina vi è la colazione
comunitaria e l’infermiera somministra il farmaco a chi ne ha bisogno,
durante la metà della mattinata gli
utenti possono impiegare il loro
tempo come meglio ritengono opportuno: c’è chi ama passeggiare respirando gli umori della campagna, c’è
chi è più autonomo e riesce anche a
prendere il pullman per recarsi a Roccadaspide, c’è chi gioca a carte,
guarda la televisione o si diletta a modellare la pasta per i fusilli o a realizzare piccole opere con ago e filo.
Il pranzo e la cena sono le ultime due
tappe della giornata prima di recarsi
a letto, generalmente dopo le prime
luci del tramonto. Ci colpisce una signora che passeggia fuori da sola
mentre gli altri utenti cenano, quasi
come se vagasse nel suo mondo: si
chiama Teresa.
Ci avviciniamo a lei perché la vediamo impaziente di raccontarsi o di
sputare sulla carta scritta qualcosa
che le appartiene. Teresa ha un vestito
a fiori. E’ di Sant’Angelo a Fasanella
e ci narra la sua storia, rabbuiandosi
in volto come un bosco d’inverno. Mi
tiene la mano mentre trema e i suoi
occhi iniziano a stillare perle di lacrime, confondendosi tra le ciglia e i
fiori gialli del suo vestito.
Teresa è epilettica, è arrivata presso
la casa albergo in una condizione di
abbandono, ci racconta di essere stata
vittima di un’educazione maschilista
e repressiva e di essere nullatenente
perché sua madre non l’ha mai davvero accettata, dando ogni avere ai
suoi fratelli.
Ci narra del distacco dall’uomo che
ha amato per vent’anni, che ora si è
rifatto una vita a Roma e non le risponde più al telefono perché ha
un’altra donna e non ricorda più gli
occhi di Teresa.
Fa una pausa, come se si stesse preparando a mormorare l’ultimo atto
della sua personale tragedia: Teresa
ha tentato il suicidio. Era febbraio del
2015, il cielo era terso, Teresa si era
recata sulla tomba di suo padre per
parlargli, aveva urlato contro quella
lapide di marmo incapace di ascoltarla, aveva invocato il cielo ma
aveva scelto di arrendersi, trascinandosi verso una pianta di gelso in cam-
pagna.
Aveva affidato ai rami le sue lacrime
e la sua fine. Aveva appeso una fune,
e si era preparata a stringerla attorno
al suo collo, ma suo padre in quel momento decise di risponderle, accarezzandole l’anima e dicendole che
avrebbe dovuto riemergere da quell’apnea. Teresa sciolse la fune e
chiese aiuto, si fece indirizzare alla
casa albergo ed ora è qui.
Viveva in uno stato di indigenza
estrema, sembrava una barbona di
cent’anni ed ora indossa un vestito a
fiori.
Teresa si commuove parlandoci di
Letizia, dell’infermiera Chiara, e di
tutta la gente che le ha fatto del bene
e che ogni giorno l’aiuta a colorare
sempre di più la sua primavera, ora
che è al riparo dalla notte e dai singhiozzi.
“Io me ne andrò da qui soltanto
morta”. Teresa non è più un bosco
scuro, porta i fiori nei vestiti e nell’anima.
Un ultimo sguardo alla struttura e salutiamo la casa albergo di Felitto,
portando anche noi tra le mani un
fiore di umanità.
8
n° 29 04/08/2016
PARCO CILENTO DIANO ALBURNI
10 buoni motivi per un tour nel Cilento
Paestum, Maida, Ortega, Cala Infreschi e molto di più
SEGUE DALLA PRIMA
MARIO MORICHINI
Q
ui, nell’antica Magna Grecia,
i ritmi sono “slow” per fiera
scelta di vita e la disastrosa
viabilità un valore aggiunto che aiuta
a preservare spazi e luoghi. Naturalmente chi opera nel settore turistico
vorrebbe infrastrutture adeguate e
politiche valorizzanti, ma in fondo,
come ci hanno spiegato molti addetti
ai lavori, il Cilento è speciale anche
perché impervio, poco sviluppato e
fedele alle sue tradizioni. Per scoprirlo senza fretta (parola che in queste latitudini non è parte del
vocabolario), visti anche tempi di
percorrenza piuttosto lunghi nonostante le distanze siano relativamente
brevi, considerate almeno quattro
giorni in quanto da Paestum a Marina
di Camerota passando per Agropoli,
Pioppi e l’entroterra, le gemme da vivere, vedere e assaporare sono davvero tante. E le persone - di una
cortesia e gentilezza fuori dal comune – hanno spesso segreti da condividere con il viandante.
1. Templi greci di Paestum
Argonauti, templi e bufale – Il Parco
Nazionale del Cilento e Diano comincia a Capaccio ma l’iniziazione
spirituale-gustativa avviene a Paestum tra monumentali templi greci,
aziende agricole gioiello con prodotti
di straordinaria bontà. La foce del
fiume Sele, punto d’approdo della
mitica nave degli Argonauti, rappresenta l’incipit di un itinerario lungo
le orme del passato, antiche credenze
popolari e luoghi di culto. Dopo una
visita al Tempio di Nettuno nel Parco
Archeologico di Paestum, la tappa da
non perdere è il Caseificio Vannulo.
L’unico modo per assaggiare ed acquistare le straordinarie mozzarelle
(dolci più che sapide, consistenti al
morso, profumate di latte e completamente diverse da quelle casertane
ndr) - data la scelta di non esportare
il proprio prodotto neanche a Salerno
- è recarsi nella splendida tenuta
composta da stalle, palazzo aristocratico, prati verdi e bougainvillae, e
pranzare nel nuovo spazio degustazioni per poi concludere l’esperienza
con un gelato al latte di bufala.
2. Cilento
Cilento Manhattan solo andata – Le
migliori verdure sott’olio del mondo
sono a cura di Maida; una piccola
azienda biologica a conduzione famigliare nei pressi di Capaccio e fornitore delle più sofisticate (e costose)
gastronomie del mondo tra cui
Dean&DeLuca di New York. Le primizie includono marmellate bio, passata di pomodori gialli, carciofini
piccoli, broccolo friarello napoletano
e cipollotto nocerino grigliato. Altra
perla da non perdere è Santomiele
che all’interno di un’insospettabile
casa nel cuore di Prignano arredata in
stile minimal-industriale, propone
fichi bianchi del Cilento lavorati a
mano e declinati in varie forme e
creazioni tra cui una straordinaria
melassa.
3. Opera di Ortega
La Casa di Ortega – Detestava Francisco Franco, ripudiava il fascismo in
tutte le sue forme ed esprimeva il
proprio dissenso attraverso l’arte. Allievo di Picasso e anima colta e tormentata, Josè Ortega si trasferì a
Bosco – paesino famoso anche per la
maioliche che raffigurano i moti risorgimentali del 1828 – nel 1980. La
sua villa dalle atmosfere moresche e
la Casa Museo a lui dedicata ripercorrono il pensiero artistico e filosofico dell’artista e scultore spagnolo,
che del Cilento e i suoi abitanti disse:
"Sto bene con voi, perche qui ho trovato un’angoscia e una miseria che
sono quelle della mia gente. Sono rimasto perche la pelle dei braccianti è
scusa e secca, come quella dei contadini spagnoli".
4. Il Vecchio Casale a Vatolla
Locande e Agriturismi – Affascinanti
rifugi per dormire il sonno dei giusti
avvolti da storia, bellezza e tradizioni. Oppure dimore del diciannovesimo secolo tra ulivi e macchia
mediterranea con vista montagne e
Tirreno. A Paestum, nell’Agriturismo
Seliano della Famiglia Bellelli – i cui
avi sono ritratti in un quadro di
Degas esposto al Musèe d’Orsay di
Parigi- le nostalgiche foto alle pareti
raccontano dello sbarco americano
del 1944 e le confortevoli camere,
una diversa dall’altra, sono arredate
con mobili d’epoca. Ettore Bellelli,
che gestisce la struttura con garbo e
attenzione, ha anche un allevamento
di circa mille bufale – uno dei pochi
della regione con ampi laghetti artificiali dove gli animali trascorrono
intere giornate – davvero molto interessante da visitare. Altrettanto speciale è il soggiorno all’Agriturismo
Vecchio Casale a Vatolla di Perdifumo. La cucina della signora Anna
è strepitosa sia per l’esecuzione che
per la qualità delle materie prime.
L’ambiente è informale, curato e rilassante, la piscina è incorniciata da
prati verdi ed ulivi mentre il panorama dalle stanze rustico chic include
Capri, Salerno e la Costiera Amalfitana con tramonti come dipinti dalle
finestre. Ed al mattino, l’abbondante
colazione con prodotti locali e vista
del Cilento con la luce di taglio è il
perfetto connubio di relax, bontà e
poesia.
5. La Grotta Azzurra di Palinuro
Grotta azzurra a zero emissioni - Sedotto e abbandonato dal Club Med,
Palinuro – il luogo dove il vento gira
- è una delle località balneari più famose del Cilento. In questo tratto di
costa, molto temuto dai greci per l’intensità delle correnti, Virgilio ambientò un episodio dell’Eneide ed il
promontorio di roccia calcarea scavato dall’acqua alterna insenature,
spiagge e grotte. La più famosa è la
Grotta Azzurra illuminata dalla luce
naturale del sole attraverso un tunnel
sottomarino ed il modo più ecologico
per visitarla è la barca di Alessandro
spinta, all’occorrenza, da un motore
elettrico in modo da non contaminare
le bellezze naturistiche con i gas di
scarico. Il tour parte dal Lido da
Alessandro ed oltre alla grotta si circumnaviga il promontorio con soste
all’arco naturale e la baia del Buon-
dormire.
6. Angoli del Marulivo
L’eleganza di Pisciotta – Man mano
che si prosegue verso sud, il Cilento
diventa più scenografico e selvaggio.
Superata la lunga spiaggia di dune a
Marina di Ascea e la famosa punta
del telegrafo, una strada dissestata –
formalmente interrotta ma percorribile – conduce al magico paese di Pisciotta; vicoli labirintici, gatti paffuti,
panni stesi, palazzi nobiliari, dimore
storiche ed una vegetazione che dirada dolcemente verso il mare. La
vista sul sole che scompare nel blu,
l’atmosfera rilassante e raffinata e gli
eleganti arredi in stile tradizionale
con un tocco di contemporaneità
sono alcuni degli elementi caratterizzanti del sofisticato Hotel Marulivo –
considerato da molti Le Sirenuse del
Cilento ma con prezzi di almeno cinque volte più bassi – che ha contribuito a rendere Pisciotta una
destinazione internazionale ma ancora – e speriamo per molto altro
tempo - esente da folle e negozietti di
souvenir in avvilente sequenza.
7. Cala degli Infreschi
Cala degli Infreschi – Pulita, scintillante, fresca e trasparente. L’acqua
più bella di tutta la costa tirrenica è
probabilmente a Cala degli Infreschi.
Un golfo protetto dalle correnti con
vista Calabria e Basilicata che può
essere raggiunto a piedi in circa
un’ora di cammino oppure con i
gozzi rossi e bianchi della Cooperativa Cilento Mare che salpano dal
porto di Marina di Camerota. Il consiglio è di arrivare il più presto possibile in quanto la spiaggia è piccina
ed orientata a sud-est e quindi alle
cinque del pomeriggio è già tempo di
ombra.
8. Scialatielli alla Cilentana
La filosofia “slow” di Vito Puglia Volete conoscere aneddoti e origini
della cultura gastronomica del Cilento? O magari scoprire quando e
come sono nati i Presidi Slow Food
campani quali la colatura di alici di
SEGUE A PAGINA 9
PARCO CILENTO DIANO ALBURNI
n° 29 04/08/2016
9
10 buoni motivi per un tour nel Cilento
Paestum, Maida, Ortega, Cala Infreschi e molto di più
SEGUE DA PAGINA 8
MARIO MORICHINI
Cetara, il carciofo violetto di
Castellamare e capire come
vengono pescate e lavorate le
costose (e squisite) Alici di
Menaica? Se la risposta è affermativa prenotate un tavolo da
Perbacco. Vito Puglia vi accoglierà con un bicchiere di vino
biologico e tutto il suo savoirefaire all’interno del rigoglioso
giardino con vista mare dove
l’anima si rasserena e ci si
sente pervasi da un senso di
leggerezza e felicità. Vito, precursore del movimento “Slow
Food” a cui non dedica più
anima e corpo per divergenze
di visioni e opinioni, è un sopraffino oratore e custode di
molte storie e pratiche tradizionali. Non che erudito proprietario di uno degli indirizzi più
rinomati di tutta la Campania.
Uno degli aspetti più memorabili della cena sono le luci dei
piccoli pescherecci – impegnati nella pesca di alici - come
tante stelle nella baia.
9. Dieta Mediterranea
Pioppi e la Dieta Mediterranea
– Nei suoi giorni a Pioppi, il
nutrizionista Ansel Keys scoprì
una correlazione tra la longevità degli abitanti e un’alimentazione basata su frutta e
verdure di stagione, pesce azzurro, legumi e poca carne. Se
fino a circa quarant’anni fa il
rispetto dei cicli naturali della
terra era l’unica forma di nutrizione possibile, l’avvento delle
multinazionali ha compromesso la salute di molti attraverso l’introduzione di pratiche
velenose, sovra-produzione a
tavolino e l’escalation di cibi
precotti e confezionati. Il Cilento, innamorato della sua storia ed ancorato nelle sue
abitudini, si rifiuta di adottare
il modello “grande distribuzione” continuando a produrre
cibi biologici e mangiare secondo la naturale disponibilità
degli ingredienti. Per questo
motivo, ristoranti come Perbacco e Angiolina a Pisciotta,
il Vecchio Casale di Perdifumo
e Lu Vottaro a Trentinara sono
patrimoni dell’umanità da supportare e salvaguardare.
10. Agropoli
Borghi e Villaggi – Se il film “Benvenuti al Sud” ha consegnato le luci
della ribalta a Castellabate, tutto il
Cilento è costellato di borghi e villaggi da non perdere. Arrivando da
nord, la prima tappa è Agropoli; castello panoramico e viuzze con vista
Tirreno colorate da piante e fiori.
Proseguendo lungo la costa si arriva
ad Acciaroli; una delle mete più ambite del Parco Nazionale che in al-
cuni punti, per architettura e cromie,
ricorda un po’ la Provenza. Se passate accanto alla Parrocchia di Santa
Annunziata, non perdetevi i fantastici
“cuoppi” con fritto di paranza. Splendido e sofisticato anche il borgo di
Torchiara, famoso per i palazzi baronali e borbonici e la Chiesa del Santissimo Salvatore. Altro villaggio
stupendo per posizione e planimetria
è Trentinara situato all’estremità settentrionale del parco. Qui, tra quiete
atmosfere medioevali si ammirano
tramonti sul mare e si parte per escursioni a piedi nella zona di protezione
speciale del Monte Vesole.
10 n° 29 04/08/2016
BANCA DI CUCINA COOPERATIVA
Un’estate targata
BCC di Capaccio Paestum
A Giungano, a Matinella e
a Trentinara
L
a BCC di Capaccio Paestum, come ogni altra Banca del Credito
Cooperativo, non è solo un’impresa finanziaria, ma ha anche una
“responsabilità sociale”: è legata alle comunità locali e si impegna
per promuovere lo sviluppo del territorio. In quest’ottica stiamo lavorando
per costruire una nuova immagine di Banca, moderna ma nello stesso
tempo legata alle tradizioni e partecipe alle iniziative promosse sul territorio.
E allora eccoci pizzaioli a Giungano, in occasione della
XII edizione della Festa dell’Antica Pizza Cilentana.
E’ organizzata dall’Associazione Cilentum Pizza con il coordinamento di
Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola. Dal 6 all’11 agosto il centro storico del paesino si animerà di canti, balli e soprattutto delizie enogastronomiche da gustare in allegria.
Festa del Pane e della Civiltà Contadina
Non bisogna dimenticare chi può avere esigenze particolari, quindi ecco
il Forno BCC Capaccio Paestum Gluten Free alla Festa del Pane e della
Civiltà Contadina che si terrà a Trentinara dal 16 al 20 agosto. La Pro
Loco Trentinara promuove una 5 giorni di musica, tradizioni, buon cibo,
laboratori di danze popolari, forni didattici, spettacoli itineranti nel borgo
antico con vista sullo splendido panorama della Piana del Sele.
Tre occasioni imperdibili per conoscere la BCC di Capaccio Paestum
nella sua veste di Banca di Cucina Cooperativa!
Festa della bontà di bufala
Non poteva mancare il prodotto di eccellenza del nostro territorio: la mozzarella di bufala, che sarà protagonista, insieme ad altre specialità tipiche,
dall’8 al 14 agosto a Matinella. L’Associazione MatinelProm, con il patrocinio del Comune di Albanella, presenta la 18° Festa delle Bontà di
Bufala, pensata per promuovere non solo la Mozzarella di Bufala Cam-
pana DOP, offerta da caseifici della zona, ma anche la carne di bufala e
ad altri prodotti locali. Le serate di banchetto saranno allietate da musica
e danze.
PARCO CILENTO DIANO ALBURNI
n° 29 04/08/2016
11
Cilento: le nostre langhe sulle colline luminose aperte al mare
La forza della bellezza e della poesia
SEGUE DALLA PRIMA
GIUSEPPE LIUCCIO
E
d il racconto coglie le ferite che
la vita incide negli uomini e nei
luoghi. E le Langhe diventano
"cult", più di quanto non lo siano già,
per un turismo di nicchia, che fa della
campagna coltivata un santuario da pellegrinaggio e del lavoro un'epopea da
condividere e cantare nella calda e contagiosa ospitalità dell'accoglienza. E,
qualche anno fa, è arrivata la “santificazione” laica dell’Unesco che dichiara
il territorio “patrimonio dell’umanità”,
il cinquantesimo per l’Italia che batte il
primato nel settore. Legittimo l’orgoglio di identità e di appartenenza di
Marco Revelli che ne esalta “il mosaico
di colline di geometrie perfette, con i filari delle vigne a disegnare con le loro
linee parallele trine fitte e regolari come
la costruzione di un geniale architetto.
Qui ci si incanta di fronte alla natura
umanizzata dal lavoro dell’uomo, o per
quel lavoro fattosi, nel tempo, natura,
memoria accumulata da generazioni,
Cultura scolpita nella terra!”.
I territori della "kora" pestana” potrebbero essere le nostre Langhe con identica cultura scolpita nella terra, nel
cuore antico dei paesi. Ne ho scritto a
più riprese, ma torno volentieri sul
tema. Dal "Varco Cilentano" i ricchi
mercanti della potente Poseidonia scalavano la collina di Eredita ed approdavano al passo di Finocchito per
scendere speditamente al corso dell'Alento e su zattere veloci raggiungere
i Porti Velini. Fu la strada del commercio antico e ne restano tracce, purtroppo
sconosciute ai più, nel "castrum" di
Convignenti. Potrebbe essere una passeggiata sulle orme della storia e a scoperta, tra l'altro, di transito di monaci
italo/greci, come testimonia la bella
chiesa di San Nazario, a carezza di
venti saturi di profumi di campagna e
spalancata sulla vallata, come, d'altronde, quella di San Nicola a Monte
Auguri agli sposi!
L
o scorso 22 luglio Luigi e Marilena hanno coronato il loro
sogno sposandosi. Tantissimi
auguroni e altri cento di questi giorni
da tutti noi parenti.
Stefano
Cicerale, che vanta, tra l'altro, palazzi
gentilizi nel centro storico compatto.
Cicerale ostenta gloria dei Carafa a dominio di feudo. E Corbella rievoca potenza
di
"castrum"
a
postazione/presidio di strada di penetrazione verso Monteforte, che fu gastaldato longobardo lungo l'Alento
interno.
Il Solofrone riannoda il mare a Giungano fino alla gola di Tremonti con l'acqua che dirupa nell'abisso dall'ocra
delle rocce a catapulta e riecheggia
l'urlo di Spartaco all'ultima battaglia.
Trentinara aperta ai venti e al mare dissetò i pestani con un lungo acquedotto
di cui restano tracce all'ombra dei castagneti e nelle campagne assolate. Capaccio porta nel toponimo ricchezza di
sorgenti, che non ha. Però fu sede di
diocesi influente e di feudo potente e di
nobilato litigioso: Un bel campo di ricerca per studenti a caccia di scoperte.
La pianura disseminata di masserie e
palazzi baronali è miniera tutta da scoprire, nei gioielli di architettura rurale,
di storia di agricoltura e latifondo.
Salendo dal mare di Agropoli e Castellabate verso l’interno a conquista di
paesi, dappertutto le campagne narrano
storia di lavoro con vigneti di geometrica fattura che gonfiano umori al sole,
con le "passolare" ad inzuccherare
"moscioni", con i castagneti che esplodono nell'uovo rasposo del riccio a fuoriuscita, nella stagione giusta, di
marroni lustri, pulcini pezzati a fuga
dalla cova, con i ricchi sapori di una cucina antica, con i rigagnoli d'oro fuso
dei frantoi, con la prismaticità estrosa
dei maestri artigiani, con le statue lignee che, a più riprese, nel corso dell'anno caracollano tra strade e vicoli
nella danza dei portatori alla rifrangenza delle luminarie tra esplosioni festose di granate a ricamo di cielo.
Anche questo nostro territorio fu “santificato” patrimonio dell’umanità”
dall’Unesco e per ben due volte, come
area protetta, prima, e come dieta mediterranea, dopo. Poteva e doveva essere immesso nel mercato virtuoso
della fruizione turistica. Ma è stata una
occasione non opportunamente colta e,
in parte, sciupata per pigrizia mentale e
totale mancanza di intraprendenza e di
cultura politico/gestionale di chi ha amministrato il territorio (Parco, Comunità
Montane, Amministrazioni Comunali,
Fondazioni, Consorzi, Gal e chi più ne
ha più ne metta). E’ stata colpa di omissione di quanti hanno portato a spasso
la carica, con o senza fascia tricolore,
più per la vanità dell’apparire che per
la concretezza e l’eticità dell’essere. Invece si poteva ipotizzare una progettualità di fecondo sviluppo. Si può ancora
fare, sempre che ci si convinca di fare
rete e sistema, collegandosi al flusso turistico che popola Paestum, che è e
resta straordinario punto di approdo per
i tanti appassionati dell'archeologia e
della grande storia, da un lato, e del
mare dei miti e della seduzione delle sirene, dall'altro. Il patrimonio dei paesi
della "kora" è una risorsa in più che può
contribuire a qualificare, diversificare e
destagionalizzare l'offerta turistica. Nel
segno della CULTURA E' una battaglia
da fare e da vincere a condizione che i
sindaci dei paesi delle colline si scrollino di dosso indolenza, pigrizia mentale e qualche residuo di sciocca
gelosia, guardino al di là del proprio
campanile e si abituino a pensare e programmare insieme e alla grande. Il rinnovo della governance del Parco
potrebbe essere l’occasione da sfruttare
al meglio puntando, tutti insieme, sul
nome credibile ed affidabile, così pare
del nuovo Presidente e, più ancor sul
Governatore della Campania, che crede
sulle enormi possibilità di sviluppo del
Cilento.
Gli operatori più avveduti lo hanno capito da tempo ed investono in questa direzione. A questo pensavo qualche
giorno fa incantandomi ad ettari ed ettari di vigneti di geometrica fattura che
fruttificano nelle assolate colline incontro al sole di Convignenti e di Cannito,
dove Maffini, da un lato, e Peppino Pagano, dall'altro, hanno creato il miracolo di aziende competitive sui mercati.
Lo stesso dicasi per De Conciliis e Rotolo sui petti di Prignano e Rutino.
E' uno spettacolo straordinariamente
bello che non ha nulla da invidiare ai
paesaggi provenzali, anzi con qualche
pregio in più: la monumentalità della
Magna Grecia ad un tiro di schioppo e
l'orizzonte sconfinato del mare a conflagrazione di luce da toccare con
mano. E non è cosa di poco conto. Cominciano a capirlo anche gli operatori
dell’accoglienza che puntano sull’enogastronomia come settore strategico
per la promozione del turismo di qualità, anche se c’è il rischio della banalizzazione della dieta mediterranea con
il pressappochismo e l’improvvisazione di presunti esperti. Mi piacerebbe, appunto che su certi temi non si
banalizzasse e si conservasse, invece,
la consapevolezza della sacralità e della
riservatezza che noi quotidianamente
andiamo a tavola con gli dei, quella
stessa dei nostri Patri Contadini, che
seppero creare e gustare piatti poveri
ma strepitosi come la ciambotta, i cavatielli. li fusiddi, l’acquasale gustati
senza clamori sull’aia di campagna o
sotto il pergolato di casa. E nel silenzio
rotto solo dall’ultimo concerto dei grilli
o con il sottofondo della nenia della risacca alla battigia. Vorrei che nessuno
dimenticasse la Bellezza della Poesia
della mia terra anfibia, profanandone il
silenzio nell’incanto/culto religioso,
nella consapevolezza che “non c’è
niente di più bello di una vigna ben
zappata, ben legata, con le foglie giuste
e quell’odore della terra cotta dal sole
d’agosto” come scriveva un langarolo
dello spessore letterario di Cesare Pavese, che conosceva il calore umido
che sale dalle pietre del muricciolo su
cui troneggia la vite. E fu lui anche a
scrivere in “Lavorare stanca”. “Qualche nostro antenato dev’essere stato
ben solo/un grande uomo tra idioti o un
povero folle/per insegnare ai suoi tanto
silenzio”. Io quel silenzio l’ho vissuto
nell’alito delle foglie nella sera con mio
nonno e mio padre, da cui ho appreso
una bella lezione di vita, quella stessa
che appresero in riva al mare dagli avi
pescatori i miei coetani della costa. E
sì, perché la mia, la nostra, è una terra
anfibia, e ne ho spiegato il perché in un
mio libro, che è stato scelto e premiato
tra i finalisti del Premio Internazionale
“Città di Castello”. Per ora io e quelli
che, come me, si sentono e di fatto sono
eredi di contadini e pescatori, anzi di
marinai di montagna e contadini di
mare con le facce cotte di sole, noi
chiediamo rispetto sacro per questa memoria, che è scritta nelle scanalature
delle rughe che sanno di lavoro, nelle
mani le venature di salmenti, se di
montagna, le incrostazioni di remi, se
di mare, e tutti, comunque, portano nel
corpo le stimmate di eternità della bellezza della poesia del lavoro. E siamo
in buona compagnia con Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Nuto Revelli,
Giovanni Arpino, Nico Orengo onorati
nella loro terra che ha per fortuna il
Culto della Cultura e, quindi, della Bellezza. Da noi un po’ meno. Purtroppo.
Qui da noi impera la vanità dell’apparire e non la sacralità della concretezza
dell’Essere. Ma c ‘è sempre tempo per
invertire la tendenza. Io ho fiducia e per
questo continuo a cantare la BELLEZZA con la forza della POESIA.
[email protected]
12 n° 29 04/08/2016
CASAL VELINO
“Incontri d’Autore”
Con Arianna Nese, Alberto Sant’Elia,
Giuseppe Liuccio, Toni Capuozzo e Simona Lo Iacono
ILARIA LONGO
N
ell’estate cilentana
sono protagoniste indiscusse le feste di
paese e le sagre che attirano,
nei comuni cilentani, numerosi turisti curiosi di confrontarsi con la cucina e le
tradizioni nostrane. Sicuramente un grande merito di
queste manifestazioni è quello
di far conoscere e amare il territorio dal punto di vista paesaggistico e culinario, ma
vanno salutati con entusiasmo
anche quegli eventi che cercano di dare visibilità al nostro territorio attraverso la
cultura. Per questo è importante evidenziare la rassegna
culturale “Incontri d’Autore.
Serate letterarie a Casal Velino” - quest’anno giunta alla
quinta edizione - che si svolgerà nelle serate del 17-20-2528 e 29 agosto nel Comune di
Casal Velino.
L’amministrazione comunale
del sindaco Silvia Pisapia, in
collaborazione con la dott.ssa
Ester Papa di Reginé Edizioni, organizza dal 2012 questo evento cercando di portare
nel Cilento nomi illustri del
panorama culturale italiano.
L’edizione 2016 di “Incontri
d’Autore” si pone come
obiettivo quello di sondare
l’animo degli autori per comprendere il loro rapporto con
le radici della scrittura e, infatti, il sottotitolo della rassegna è: “Alle radici della
scrittura”. Ogni sera, alle ore
20.30 - la suggestiva location
della Piazzetta del Molo Sopraflutto di Casal Velino ospiterà un autore. I protagonisti saranno Arianna Nese,
Alberto Sant’Elia, Giuseppe
Liuccio, Toni Capuozzo e Simona Lo Iacono, cinque autori che nonostante abbiano
stili diversi e affrontino tematiche diverse – grazie alla
giornalista Silvana Romano sveleranno la radice da cui
nasce e si alimenta la passione
per la scrittura. Ad inaugurare
la rassegna, il 17 agosto, sarà
una giovanissima autrice di
Salento: Arianna Nese. La
scrittrice, attraverso “L’angelo
che diventò diavolo”, un libro
edito da Book Sprint Edizioni
e presentato a Casa Sanremo
e al Salone Internazionale del
Libro di Torino, racconterà la
storia di due giovani che si conoscono attraverso Facebook
e scoprono – anche in modo
drammatico - la sottile, ma
inevitabile linea, che traccia il
diverso modo di concepire le
relazioni
dal vivo
e sui
social.
Il 20
agosto
sarà il coreografo napoletano
Alberto Sant’Elia a parlare
delle radici della scrittura con
“Gli uni e gli altri” (Reginé
Edizioni). Servendosi di una
Napoli inconsueta, spettatrice
delle vicissitudini di Vittorio,
Eddy e Susanna, lo scrittore
racconta tre solitudini destinate a incontrarsi-scontrarsimescolarsi. La terza serata
della rassegna ospiterà un
altro autore cilentano, noto a
tutti per la sua attività di giornalista e scrittore: Giuseppe
Liuccio che il 25 agosto parlerà di “Ienestre, cerasa e
vasi” (Galzerano Editore).
Liuccio attraverso poesie e
canzoni cilentane illustrerà le
bellezze del Cilento, questa
terra profumata, appunto, “re
fiuri re ienestre”. Domenica
28 agosto il noto giornalista
televisivo Toni Capuozzo presenterà il suo ultimo libro che,
come si evince dal titolo, tratta
di un argomento ancora molto
attuale e scottante nel panorama italiano: “Il segreto dei
Marò” (Edizioni Mursia).
La serata conclusiva della rassegna, il 29 agosto, è affidata
al magistrato siracusano Simona Lo Iacono che condurrà
il pubblico in Sicilia con il romanzo candidato al Premio
Strega 2016 “Le streghe di
Lenzavacche” (e/o edizioni),
un’affascinante narrazione
che dal ‘600 giunge agli anni
del Fascismo per raccontare la
storia di persone che decidono
di andare al di là delle apparenze e di scommettere sul valore della pietà umana. Se
l’estate è intesa come il momento in cui riposarsi e pensare a ciò che ci circonda,
sicuramente questa rassegna
offre numerosi spunti di riflessione. La cultura, fortunatamente, non va in vacanza e
“Incontri d’Autore” ne è la dimostrazione.
Per ulteriori informazioni: [email protected]
mail.com oppure la pagina
Facebook “Incontri d’Autore.
Serate letterarie a Casal Velino”.
n° 29 04/08/2016
13
CA
LAURINO
“Il salto del Cilento”, l’emozione di abbracciare la natura
Corrado Matera primo a volare tra le gole dell’Alto Calore
VERONICA GATTA
S
abato 30 luglio è stato
inaugurato “Vola Laurino – Il salto nel Cilento”, un vero e proprio
salto nel vuoto che dà la
possibilità, ai visitatori più
coraggiosi, di ammirare
dall’alto il centro storico di
Laurino volando tra le montagne del Parco Nazionale
del Cilento, Vallo di Diano
e Alburni.
I temerari visitatori “prendono il volo” dal declivio
del monte Cervati e, legati
in tutta sicurezza da un’apposita imbracatura e agganciati ad un cavo d’acciaio,
raggiungono il centro del
paese grazie ad un cavo
d’acciaio lungo 600 metri,
ad un’altezza di 700 metri
dal suolo, sopra le gole del
fiume Calore. Il volo ha la
durata di un minuto di emozioni e adrenalina pura.
Il primo a volare è stato
l’assessore regionale al Turismo, Corrado Matera, il
quale, appena “atterrato” ha
dichiarato: «È stato come
abbracciare il paesaggio
sottostante, un’emozione
incredibile».
Il “Volo dell’angelo” è un
potente attrattore turistico
perché permette un’innovativa fruizione del territorio
rispondendo ad un nuovo
modo di intendere il tempo
libero e lo svago, teso sempre più a vivere esperienze
ricche di emozioni. È
un’avventura a contatto con
la natura che offre lo spettacolo di un panorama mozzafiato.
Per Laurino, il progetto è
stato avviato nel 2012 e finanziato dall’Accelerazione
della spesa, ed è costato 2,3
milioni di euro.
I lavori sono stati eseguiti
da una società di Belluno
cha ha all’attivo altre realizzazioni del genere.
Il progetto della Zip Line
nasce dal recupero della
piazza del paese: da qui è
possibile raggiungere il
punto di partenza di lancio
sul Monte “La Guardia” attraverso un viaggio panoramico in monorotaia e poi,
una volta arrivati in vetta, i
più coraggiosi potranno
lanciarsi in un’avventura
ricca di adrenalina.
«Sono particolarmente soddisfatto per la realizzazione
di un progetto che portiamo
avanti da due anni – ha dichiarato il sindaco di Laurino, Romano Gregorio –
Vogliamo creare un circuito
turistico importante, un’attrazione forte per i visitatori
che, da Laurino, potranno
muoversi sul territorio alla
scoperta delle bellezze di
posti straordinari come Roscigno e il monte Cervati».
«Di tutto rispetto è anche il
percorso sulla monorotaia –
spiega ancora il Sindaco –
un viaggio da percorrere da
km0 fino in vetta, 700 metri
sul libello del mare circa. Il
nostro obiettivo è valorizzare il territorio e portare i
turisti nel Cilento interno.
Solo così salveremo i nostri
comuni dallo spopolamento».
14 n° 29 04/08/2016
CULTURA
“Attraverso Paesi” di Alfonso
Mangone
Domenica 7 agosto 2016 dalle ore 11 in poi tra le vie di Altavilla Silentina (SA), il Maestro Alfonso Mangone realizzerà una serie di murales facendosi aiutare dai passanti.
Saranno coinvolte pertanto gli abitanti di Altavilla Silentina e tutti i passanti che, guidati dal Maestro Alfonso
Mangone, realizzeranno diverse opere d'arte sui muri delle case di Altavilla Silentina.
La manifestazione è patrocinata dal Comune di Altavilla Silentina e vede come suoi partners BCC Capaccio Paestum, Associazione Culturale Altavilla Viva.
La manifestazione è a cura di Fornace Falcone.
BIOGRAFIA ALFONSO MANGONE
A
lfonso Mangone nasce ad
Altavilla Silentina il 1
marzo 1958. Nel 1976 si
trasferisce a Catanzaro per seguire
gli studi presso l’Accademia di
Belle Arti, dove segue il corso di
pittura del Prof Gianni Pisani. Prosegue gli studi dal 1977, per poi
completarli nel 1980, presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze ,
seguendo il corso di pittura del professore Gustavo Giulietti. La ricerca pittorica di Mangone inizia
proprio in questi anni e grazie ad
essa l’autore, appena ventenne, si
mantiene agli studi ed instaura rapporti di collaborazione ed amicizia
con numerosi artisti, intellettuali e
critici d’arte, fra i quali Aldo Braibanti, Antonio di Palma, Gianni
Pozzi, Carlo Sain, Gino Tarantino,
Corso Italia, 39
Tel. e Fax 0828.723253
Capaccio Scalo (SA)
email: deslinelibero.it
Alvaro Bracaloni ed altri. Quegli
anni, ricchi di frequentazioni, lo
portano a contatto con diversi artisti
stranieri come Kcrista Von Baum e
Felicitas Pallat. Negli stessi anni
Mangone avvia una intensa attività
espositiva in gallerie e spazi pubblici italiani. I numerosi viaggi che
Mangone compie in questi anni lo
portano a frequentare gli ambienti
artistici ed intellettuali di Berlino.
Nel 1990 si trasferisce in Olanda,
partecipando a diverse mostre nelle
maggiori città olandesi: Amsterdam, l’ Aia, Groningen, etc. attirando l’ interesse del mondo
culturale olandese. Realizza una
serie di mostre presso l’ Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam, presentate da Aldo Braibanti, Alfonso
Pecoraro Scanio e Barbara Tosi.
Oltre ad opere pittoriche, in Olanda,
realizza murales in spazi pubblici
come: Metropolitane, teatri, discoteche, parchi; murales commissionati
da
“Stad-Kunst”,
“Greenpeace”, “Amnesty International”, nonchè performance con
gruppi rock ed installazioni di materiali. Mangone interrompe questa
frenetica attività nel 1995, trasferendosi inizialmente a Berlino e ritornando successivamente in Italia.
È qui che instaura un rapporto di lavoro con il gruppo multinazionale
Heineken Italia, realizzando una
serie limitata di bicchieri per Stella
Artois ed una collezione di olii ed
acrilici su tela, inseriti nei locali
“Heineken gree stage”, sparsi su
tutto il territorio italiano.
CULTURA
n° 29 04/08/2016
15
Architettura e Gioielli. Il buon gusto dell’architettura di qualità di Giovanni Montella per le opere di Iolanda Apostolico
BIOGRAFIA GIOVANNI MONTELLA
N
asce a Battipaglia il 23 maggio del 1967 e si laurea alla
Facoltà di Architettura di Napoli. Dopo alcuni anni di lavoro in
studi napoletani, nel 2000 ritorna a
Battipaglia e apre il suo studio professionale.
Da sempre appassionato di Arte e Design, ha partecipato anche ad alcune
mostre con l’Associazione dei Giovani Architetti Salernitani. Assertore
convinto del riuso urbano e del recupero architettonico, ha collaborato ad
importanti lavori per la Soprintendenza. Fin dai primi anni di attività si
indirizza principalmente verso il retail
design, nell’intento di definire nuove
forme di relazione tra i prodotti ed il
consumatore attraverso, ovviamente,
la ridefinizione dei luoghi commerciali. Numerosi sono, quindi, gli interventi di nuovi spazi dedicati allo
shopping e al consumo: hotel – bar –
ristoranti; importanti sono le sue collaborazioni con la Mondadori franchising (libreria Mondadori – stazione di
Mergellina e di Fuorigrotta – Napoli).
Il suo lavoro risente della grande passione per la comunicazione visiva, per
l’allestimento e la museografia.
I numerosi lavori di progettazione di
interni, relativamente all’abitare, sono
caratterizzati da spazi fluidi e semplici, definiti da linee pure, in cui il
gioco spaziale e l’uso di trame costituite da materiali tradizionali a forte
componente bio qualificano ambienti
da vivere.
AGENZIA DI PAESTUM
VIALE DELLA REPPUBLICA,18
84047 - CAPACCIO (SA)
Tel: 0828 723268 - Fax: 0828 725886
e-mail:[email protected]
BIOGRAFIA IOLANDA APOSTOLICO
N
asco a Salerno il 22 settembre 1977.
Dopo il diploma al Liceo classico di
Eboli, mi iscrivo alla Facoltà di Architettura di Napoli, dove, oltre ai
corsi fondamentali, frequento Workshop e seminari di storia dell'arte e
arredamento.
Cresce , così, sempre di più la mia
passione per il bello artistico e la
cura del particolare.
Parallelamente, grazie ad incontri
fortunati con artigiani orafi napoletani, mi appassiono al mondo del
gioiello, delle pietre semipreziose e
delle perle.
Studio i gioielli per capire come
sono fatti, sperando di essere in
grado di realizzarne di ugualmente
belli.
All'età di 25 anni creare gioielli sembrava semplicemente un hobby, sperimentando tecniche e materiali
prevalentemente da autodidatta.
Decido molti anni dopo di dedicarmi
al mestiere artigiano, in particolare
per i gioielli.
Complice la crisi economica, focalizzo tutti i miei impegni in questo
mestiere, credendo fortemente che la
creatività sia la mia strada.
Dal 2012 collaboro con alcuni negozi di oreficeria e di abbigliamento,
decidendo solo nel 2015 di investire
tutto su me stessa.
" GEA BOTTEGA CREATIVA "
prende spunto dal mito greco, che
racconta che dal CAOS apparve
Gea, la madre Terra, principio di vita
e madre degli uomini e della stirpe
divina.
Il mio progetto nasce dai tanti sogni
e dal mio grande desiderio di esprimere tutta la mia creatività.
Il lavoro in bottega parte dalla ricercatezza dei materiali.
Seguendo le tendenze, cerco di
creare un equilibrio tra un design
semplice e al tempo stesso
raffinato,realizzando gioielli che riescano a valorizzare la figura della
donna.
Amo il contatto diretto con i clienti,
che amano l'artigianato e amano possedere un oggetto unico.
Sicuramente continuerà la mia formazione , perchè continuerò a credere nella mia creatività, per
abbinare al mondo del gioiello altri
prodotti artigianali.
EVENTI
16 n° 29 04/08/2016
TarantaMed: dal 12 al 14 agosto
Cardile centro del Mediterraneo
ILARIA LONGO
Dopo due edizioni di “TarantaSud”, Cardile – grazie all’ACS “Martiri Riccio –
è pronto a fare un passo importante e a
lanciarsi nella tradizione musicale mediterranea con “TarantaMed”. Nelle serate
del 12-13-14 agosto, infatti, il centro cilentano si trasformerà in un piccolo microcosmo pronto ad accogliere le realtà
musicali e non solo dei tre continenti che
si affacciano sul Mar Mediterraneo: Europa, Africa e Asia. Cardile si trasformerà nel cuore pulsante del
Mediterraneo, poiché nel corso delle tre
serate sarà possibile ascoltare musica e
ballare grazie a gruppi musicali che con
le loro melodie immergeranno il pubblico nella tradizione etnico-musicale
delle loro terre di appartenenza: Calabria, Puglia, Campania, Basilicata e
Medio Oriente. Il 12 agosto, giorno di
apertura della manifestazione, alla presenza del sindaco di Gioi e dei sindaci
dei paesi del Sud Italia gemellati con
Cardile in merito alle vicende storiche
sui moti risorgimentali (Montepaone,
Orsara di Puglia, Avigliano e San Filippo
del Mela), si svolgerà la cerimonia di
scoprimento della macina - presente nel
bosco di Campora – che fu “testimone”
dell’assassinio di Alessandro Riccio. Seguirà l’inaugurazione della manifestazione con la rappresentazione della
“Tarantata” (morso della taranta) e della
danza della Carmagnola sotto l’albero
della libertà.
Nel corso delle tre serate si esibiranno “I
Tammuriarè”, “Antonio ‘O Lione e la
Paranza”, “I Kiepò”, “I Rotumbè”, “I
Trillanti” e “I Tamburellisti di Torrepaduli”.
Per immergersi ulteriormente in quest’atmosfera di musiche e spettacoli legati al bacino del Mediterraneo sarà
possibile partecipare a laboratori di
danza del ventre (13 agosto, ore 17.00)
e di pizzica e tamburello (14 agosto, ore
17.00). Per approfondire la conoscenza
della pizzica – altra protagonista della
manifestazione grazie ai gruppi pugliesi
– sarà allestita una mostra a cura della
dott.ssa Gabriella Spiotta.
Musica oltre le barriere
Padula Mob Festival
ADRIANA CORALLUZZO
O
ltre i #limiti che delineano le nostre giornate.
Oltre lo spazio minimo
vitale nel quale le nostre #barriere ci confinano
Oltre i #pregiudizi alle scelte.
Giornata dedicata interamente
alla tematica dell'#integrazione
attraverso la #musica come
mezzo di #coesione #sociale e
strumento di #valoriuniversali
Vi presento il Padula MOB Festival. Se qualcuno si trova in
vacanza nel Cilento e vuole passare una serata diversa, in perfetto stile Hippy può farlo a
Padula giorno 5 agosto Piazza
Umberto I , dalle 18:00 all’ 1:00
si susseguono band emergenti,
krikka reggae, l’erba sotto
l’asfalto, dj set. All’interno del
contest ci saranno esposizioni,
dibattiti e street food, l’ingresso
è gratuito e per info si può contattare: [email protected]
Con il patrocinio del comune di
Padula e numerosi sponsor per
essere la prima edizione. Si
aspetta di vedere quanta affluenza e se questo festival può
essere una notte dell’aspide bis.
Si può partire di buon ora alla
volta di Morigerati per visitare
l’Oasi del WWF nelle Grotte
del Bussento, pranzare in una
delle tante osterie di cucina cilentana e proseguire alla volta di
Padula per ammirare la splendida Certosa e passare una super
serata al MOB Festival. La ricetta per la felicità è servita,
manca solo un pizzico di mare
ma per chi
viene in vacanza nel
Cilento sa
che il mare
è solo la
punta di un
iceberg ancora da scoprire.
Irrinunciabili, nel corso della tre giorni
cardilese, gli ottimi piatti della tradizione
enogastronomica cilentana. Passeggiando per i suggestivi vicoli del centro
storico di Cardile, infatti, sarà possibile
degustare numerosi piatti tipici come fusilli o funghi e patate (solo per citarne alcuni), mentre le note della musica
mediterranea allieteranno il soggiorno
dei visitatori in questo incantevole
borgo.
Per
ulteriori
informazioni:
http://www.tarantamed.it/
oppure
3493223893
IL SONDAGGIO DELLA
SCORSA SETTIMANA
Lavorare in montagna
Il 94% dei votanti è favorevole
L’Unione Europea ha accettato che l’economia di
montagna (agro-silvo-pastorale) possa avere aiuti
di Stato per contrastare lo
spopolamento, l’abbandono dei terreni e l’erosione ambientale delle
montagne a condizione
che gli operatori economici si impegnino ad utilizzare procedure che
aiutino a mantenere viva
la montagna e a proteggerne l'ambiente. Sei favorevole
o
non
favorevole?
Favorevole: 94% - 15
voti.
Non favorevole: 6% - 1
voti.
Voti totali: 16.
Favorevole
Non favorevole
CALENDARIO EVENTI ESTATE 2016
n° 29 04/08/2016
17
dal 22 Lug
al 22 Ago
Suoni dal Castello
Camerota
9-10 Ago
Festa dei fiori di zucca
San Rufo
14 Ago
La luna e i falò
Agropoli
24-28 Ago
dal 25 Lug
al 14 Ago
Segreti d’Autore
Serramezzana
9-11 Ago
Sagra dei sapori Cilentani
Massicelle di Montano Antilia
14 Ago
Fario del duca
Laurino
25 Ago
Incontri d’Autore
Casal Velino Marina
dal 31 Lug
al 6 Ago
Sagra del cavatiello maglianese
Magliano Nuovo
9-12 Ago
Cilento Wine Festival
Cicerale
14 Ago
Sagra della ciuparedda (ciambotta)
Tortorella
25-27 Ago
Fico Bianco Festival
Ortodonico
3-4 Ago
Notti di mezza estate
Padula Scalo
9-12 Ago
Festa del Borgo
San Giovanni di Stella Cilento
14-15 Ago
Festa della Cipolla
San Pietro al Tanagro
26-28 Ago
Sagra del fico bianco del Cilento
Giungano
3-6 Ago
Sorgenti in festa
Montesano sulla Marcellana
10-12 Ago
Sagra del Prosciutto e sapori del Borgo
San Severino di Centola
14-18 Ago
Sagra della parmigiana
Castelnuovo Cilento
27 Ago
Festa di PostoSalvo
Ascea Marina
4-8 Ago
Botteghe d’Autore
Albanella
10-12 Ago
Festa dei Rioni
Santa Barbara di Ceraso
15-17 Ago
Sagra Montestella
Omignano Capoluogo
27-28 Ago
Festa del pane
San Biase di Ceraso
5 Ago
Un sacco di versi
Sacco
10-15 Ago
Vasci Portuni e Pertose
Ostigliano
15-20 Ago
Festa del pane
Trentinara
28-29 Ago
Incontri d’Autore
Casal Velino Marina
5-7 Ago
Mojoca: festival internazionale degli artisti
di strada Moio della Civitella
11-12 Ago
Federico II e la congiura di Capaccio
Capaccio Capoluogo
16-19 Ago
Festa della collina
Montesano sulla Marcellana
28-30 Ago
Festa delle prelibatezze Eleatiche
Velia di Ascea
5-7 Ago
Montantico
Montecicerale
11-13 Ago
Strasapori
Pattano
16-19 Ago
Festa della pasta
Prignano Cilento (Oasi Diga Alento)
5-7 Ago
Festa del lago
Gioi
11-13 Ago
Sua Maestà il Fusillo
Gioi
5-7 Ago
Vicoli in Viino
Castellabate
11-13 Ago
5-8 Ago
Sagra del cinghiale e strangolaprievati
Santa Lucia
5-8 Ago
Ago*
Re panuozzo, pizza, cuoppo e fantasia
Montesano sulla Marcellana
Rappresentazione storica del passaggio
di Federico II Roccadaspide
17 Ago
Incontri d’Autore
Casal Velino Marina
Ago-Set*
Alla tavola della principessa Costanza
Teggiano
17-18 Ago
Festa della montagna
Ceraso
2-4 Set
Festival degli antichi suoni
Novi Velia
11-13 Ago
Cucina Clandestina
Valle dell’Angelo
17-19 Ago
Cillisi - sagra dei prodotti tipici cellesi
Celle di Bulgheria
2-6 Set
Ficoscia
Orria
Sagra dei Fiuriddi e Ruspitieddi
Montano Antilia
11-14 Ago
Festa del Borgo
Stella Cilento
17-21 Ago
Festa ra pummarola
Capaccio
3-6 Set
Settembre ai fichi
San Mauro Cilento
6-7 Ago
Festa di S. Gaetano e Sagra della Salsiccia
San Nicola di Centola
12-13 Ago
Festa dell’emigrante
Montano Antilia
17-23 Ago
Ciccimmaretati
Stio
4-5 Set
Jazz in Palinuro
Palinuro
6-7 Ago
Festa Country
Polla Loc. Cappuccini
12-13 Ago
Di portone in portone
Torchiara
18-19 Ago
La notte del Barone
Torchiara
7-11 Set
Fiera della Frecagnola
Cannalonga
6-9 Ago
Rotunnella Fest
Albanella
12-13 Ago
I Chiani in festa, serata cilentana
Giungatelle di Montecorice
18-19 Ago
Festa del cavatiello
Roscigno
16-18 Set
Mediterraneo Film Festival
Ascea Paese
6-9 Ago
Festa nel giardino degli ulivi
Ascea Paese
12-13 Ago
Sagra della Paddoccola
Alfano
18-20 Ago
Festa degli antichi sapori
Mandia di Ascea
Set*
Premio Leucosia
Santa Maria di Castellabate
6-10 Ago
Jazz in Laurino
Laurino
12-14 Ago
Palio del ciuccio
Cuccaro Vetere
18-20 Ago
Al banchetto della sposa
Piaggine
1-2 Ott
6-11 Ago
Festa dell’antica pizza cilentana
Giungano
12-14 Ago
TarantaMed
Cardile
19-21 Ago
Gustando
Massa di Vallo della Lucania
6-13 Ago
Festa nel bosco
Perito
12-14 Ago
Festival dell’Aspide
Roccadaspide
7-8 Ago
Festa della cipolla
Vatolla
12-14 Ago
Sagra ru Sfriuonzolo
San Mango Cilento di Sessa Cilento
7-9 Ago
Festa del fiume Palistro
Ceraso
12-15 Ago
Festa dell’arcobaleno
Montesano sulla Marcellana
8 Ago
Festa del mare
Lago di Castellabate
13 Ago
20 Ago
Incontri d’Autore
Casal Velino Marina
20-21 Ago
Festa della Cipolla
Vatolla di Perdifumo
21 Ago
MyLand Cilento Music Festival
Ascea Marina
Luonghi e Suttili - Festa dei sapori e delle
tradizioni Postiglione
21-23 Ago
Sagra della campagnola
Valle di Sessa Cilento
8-10 Ago
Viandando
Centola
13-14 Ago
Mangiamo con i contadini
Auletta
21-23 Ago
Festa dei ceci
Cicerale
8-12 Ago
Festa della carne alla brace
Campora
13-14 Ago
Sagra del fagiolo
Casalbuono
22-23 Ago
Sapere e sapori del Cilento
Camerota
8-14 Ago
Sagra del Melone e della pizza altavillese
Altavilla Silentina
13-14 Ago
Sagra della patata
Foria di Centola
22-25 Ago
Il piatto del barone
Baronia di Ascea
8-14 Ago
Sagra del Melone e della pizza altavillese
Altavilla Silentina
13-24 Ago
Sagra del Fusillo Felittese
Felitto
8-14 Ago
Festa della bontà di bufala
Albanella
14 Ago
Palio storico de “La Stuzza”
Santa Maria di Castellabate
23 Ago
24-26 Ago
Banchettando alla corte dei San Severino
San Severino di Centola
Festa della pizza
Sessa Cilento
* data da destinarsi
Festival internazional del folclore e
delle ciaramelle Polla
Regata Velica
Palinuro
18 n° 29 04/08/2016
LA STAZIONE DEL MARINAIO
di Sergio Vecchio
Visita di notabili nell’area archeologica di Paestum, primo Ottocento. Autore della foto anonimo
(Copyright Archivio Laboratorio di Paestum)
GASTRONOMIA
a cura di Diodato Buonora http://diodatobuonora.blog.tiscali.it
A “La Dispensa di San Salvatore”,
prodotti nostrani e di qualità
vare in questo
posto, molto apprezzato e gradito sin dalla
sua apertura. È
il luogo ideale
per la prima colazione mattutina. Oltre a un
buon caffè si
possono gustare
i dolci fatti in
loco con prodotti selezionati.
Nella foto: La Dispensa di San Salvatore
Della San Salvatore, si posa circa 2 mesi è aperta a Paestum sulla S.S. 18 (località Ca- sono acquistare tutte le tipologie di
fasso) “La Dispensa” di San vino (prodotti con le uve di vitigni loSalvatore, azienda agricola molto nota cali dei vigneti aziendali in un’area che
soprattutto per i suoi vini. Molti si va da Giungano a Stio) e l’olio extrasono chiesti che cosa è. Qualcuno ha vergine d’oliva. Prodotti segnalati e
pensato a un bar, a un ristorante o a un premiati da tutte le guide del settore.
caseificio. Difatti, La Dispensa ha un In più troviamo prodotti cilentani
concept particolare. Si potrebbe defi- come i ceci di Cicerale, il miele, i fanire, per quello che propone, come la gioli di Gorga, confetture e altro. TroRAI: di tutto di più. Ma, la cosa più viamo la mozzarella di bufala,
importante è che ha come obiettivo prodotta a vista con il latte dell’allevaprincipale la qualità totale, valoriz- mento dell’azienda a Giungano. Ideale
zando soprattutto il Cilento, i suoi pro- per una pausa rilassante per gustare lo
dotti e le sue tradizioni. Il titolare, yogurt prodotto con latte di bufala, un
come in tanti sanno, è Peppino Pa- gelato o una granita. Il tutto preparato
gano, che tra l’altro, oltre all’Azienda in azienda, unicamente con prodotti
Agricola San Salvatore, è proprietario freschi di stagione. Poi, ci sono le veranche del Savoy Beach Hotel e dell’- dure del loro orto biologico che si posHotel Esplanade, entrambi a Paestum. sono acquistare. Oltre a tutto questo si
Cercherò di spiegarvi cosa potete tro- può sostare per una pausa pranzo con
D
Le Sagre di agosto proposte da
“Capaccio Porta del Cilento”
S
ono stato alla terza edizione di
“Capaccio Porta del Cilento”,
evento che si è tenuto a Capaccio Scalo, l’ultimo venerdì, sabato e
domenica di luglio. Oltre a tanta musica e a specialità gastronomiche,
c’erano degli stand che promuovevano le sagre che si svolgeranno nelle
nostre zone. Sapendo di fare cosa gradita, ne propongo alcune di quelle
proposte in questa occasione e che si
terranno nel mese di agosto:
- Inizio con la 12ª edizione della
“Festa dell’Antica Pizza Cilentana”
che si terrà a Giungano dal 6 all’11
agosto. Tra le vie del centro storico
giunganese ci saranno diversi forni
che prepareranno le pizze tradizionali
del territorio. Quotidianamente ci sarà
un gruppo musicale ad
allietare le serate.
- La pro-loco di Albanella, dal 6 al 9 agosto,
propone il “Rotunnella
Fest”. Musica, stand
enogastronomici e area
camping.
- Invece, dal 6 al 10 agosto, a Capodifiume, nel
comune di Capaccio
Paestum si svolgerà la 10ª edizione
della “Festa dei prodotti bufalini”. Si
degusteranno mozzarella, ricotta, caciocavallo, cavatielli con mozzarella,
carne bufalina (braciola, spezzatino,
soffritto) e dessert. Naturalmente,
sempre con musica e divertimento.
- Ad Aquara, il 10 e 11 agosto, si terrà
il “Radici Festival – Il seme della speranza”. Concerti gratuiti, aera camping e stand gastronomici.
- Dal 12 al 14 agosto a Roccadaspide
ci sarà il “Festival dell’Aspide”. Tre
serate di musica, arte, cultura ed enogastronomia.
- A Felitto si terrà, sia a pranzo che a
cena, dal 13 al 23 agosto, la 41ª
“Sagra del Fusillo Felittese”. Arte e
cultura, gastronomia, natura e tanta
una ricca scelta di cose buone. Noi ci
siamo stati in due a pranzo (la cucina
della Dispensa è chiusa a cena) in una
calda giornata di questo fine luglio.
L’ambiente è molto bello anche dal
punto di vista architettonico. Dall’esterno sembra piccola, ma gli spazi
sono stati ben studiati sin nei minimi
particolari. Tra le cose interessanti
all’esterno notiamo: il viale degli
odori, l’orto didattico, il viale degli
agrumi e dei melograni, il giardino
degli ulivi e il pergolato di kiwi, oltre
ad ampi spazi dove ci sono anche giochi per bambini. Ci siamo accomodati
nella sala esterna, coperta da cannucce
e ventilata naturalmente da una bella
brezza, che ci ha fatto dimenticare il
caldo afoso della giornata. La scelta
delle portate è ampia, invitante ed è
utile sapere che (a parte i salumi) non
ci sono portate di carne. Noi per provare più cose ci siamo divisi le portate:
dopo che ci hanno offerto le frittelle ai
fiori di zucca con i grissini fatti in casa,
abbiamo iniziato con “Menaica” (crostoni di grano duro con burro di bufala
e alici di menaica), “Mozzarella in carrozza”, “La Dispensa” (grande piatto
con mozzarella, ricotta, caciocavallo,
capicollo cilentano, frittatine alle verdure e pizzetta), “Tozzetti con fiori di
zucca e ricotta” (era il primo del
giorno), “Polpette di melanzane in
umido”, patate fresche del loro orto tagliate a mano e fritte, “Tiramisù” e
“Gelato fragola e pistacchio”. Come
vino, anche qui per assaggiare più
cose, lo abbiamo preso a “calice”. La
nostra scelta è caduta sul Joy, Palinuro
e Calpazio. Nell’insieme abbiamo
musica.
- Continuo con la 22ª edizione della
“Festa del Vino” che si terrà dal 16 al
18 agosto, a Castel San Lorenzo.
Spettacoli musicali e specialità gastronomiche locali.
- Bella e ben organizzata è anche la
“Festa del Pane e della civiltà contadina” che si terrà, dal 16 al 20 agosto,
a Trentinara. Anche nella terrazza più
bella del Cilento ci saranno stand enogastronomici, forni didattici, spettacoli itineranti e tanta musica.
- Dal 17 al 20 agosto, a Sant’Angelo
a Fasanella, la 2ª edizione della “Sagra
del vitello alburnino e dell’olio
d’oliva”. Musica e stand enogastronomici.
Se ci andate e volete raccontarmi la
vostra esperienza, positiva o negativa,
scrivetemi a [email protected]
Buone vacanze a tutti.
Dibbì
n° 29 04/08/2016
19
molto apprezzato la grande qualità
della materia prima. Non avevamo
dubbi sapendo che i latticini, i formaggi, il pane, i vini, l’olio, le verdure,
lo yoghurt, i dolci e i gelati sono tutti
prodotti aziendali dove nulla è stato lasciato al caso. Se non ci siete già stati
e vi piace la qualità, la “Dispensa” merita una visita.
La Dispensa San Salvatore, S.S.18 Località Cafasso – 84047 Capaccio-Paestum (SA). Tel. 0828.199 88 88.
www.ladispensa1988.it
La ricetta
Torta con pane
casereccio e
mozzarella di
bufala pestana
Ingredienti per 4 persone: 10 fette di
pane tipo casereccio tagliate non
troppo spesse, 200 g di mozzarella di
bufala pestana, ½ litro di passata di
pomodoro, 1 spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva del Cilento, 20
grammi di burro di bufala, 2 uova, 20
g di caciocavallo salernitano stagionato grattugiato, qualche foglia di basilico, sale e pepe.
Preparazione: preparate la salsa al pomodoro, soffriggendo uno spicchio
d’aglio tritato con un filo d’olio d’oliva
per qualche istante. Aggiungete la passata, 2 foglioline di basilico spezzettate, salate e cuocete per circa 15
minuti. Tagliate la mozzarella a fette e
lasciatela sgocciolare. Foderate il
fondo di una teglia circolare di 18 cm
con 3 fette di pane cercando di non lasciare spazi vuoti. Formate un primo
strato con metà della mozzarella di bufala e metà del sugo di pomodoro ben
distribuito. Ricoprite con altre 3 fette
di pane e continuate con un secondo
strato per esaurire gli ingredienti. Terminate con il pane facendolo aderire
bene ai bordi della teglia. In una ciotola
sbattete le uova insieme al sale, al pepe
e al caciocavallo grattugiato. Distribuite il composto ottenuto sulla torta di
pane in modo uniforme e completate
con qualche pezzetto di burro di bufala. Cuocete la torta di pane e mozzarella in forno già caldo a 180° per circa
45 minuti, fino a quando non si sarà
formata la crosticina dorata.
Vino consigliato: Corleto 2014, Aglianico Paestum Igp (senza solfiti aggiunti), San Salvatore

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