Verga

Report
Seconda metà dell’800
• Quadro storico
• In ambito filosofico: Positivismo
• In ambito letterario:
Realismo-Naturalismo- Verismo
Principi della poetica verista
(teorico L. Capuana)
• OBIETTIVITÀ: compito dello scrittore è riprodurre le vicende umane
dal vero, per cui la pagina letteraria diventa «documento»;
• IMPERSONALITÀ: lo scrittore non deve far trasparire la sua presenza
e quindi deve astenersi da commenti, lasciare che «il fatto parli da
solo»;
• SCIENTIFICITÀ: il vero va ricostruito con metodo scientifico nelle
componenti costitutive che lo determinano (ambiente socialeereditarietà- motivi economici)
• LINGUAGGIO NUOVO : riprodurre il lessico e le cadenze dei
personaggi rappresentati (discorso indiretto libero)
Rispetto al Naturalismo francese si differenzia per:
• Il carattere regionalistico
• Il tono pessimistico
Giovanni Verga (1840-1922)
la formazione
L’arco della sua esistenza attraversa importanti passaggi
storici (il Risorgimento, Unità Nazionale e realtà
postunitaria) e letterari (Romanticismo- Scapiglitura –
Verismo)
• Nasce a Catania da famiglia medio borghese e
frequente la scuola privata di don Antonino Abate;
• 1860 si arruola nella Guardia Nazionale
• 1862- 72 è a Firenze
• 1872- 93 è a Milano
• Rientra definitivamente in Sicilia
Le fasi poetiche
Tardoromantica
Scapigliata
Verista
• I romanzi giovanili
• I romanzi pre-veristi
scritti per lo più a Milano
• Da Nedda in poi
I romanzi giovanili
Amore e patria (1857)
I carbonari della
montagna (1862)
Sulle lagune (1863)
• Di ispirazione romantica
e patriottica
• Scarso valore dal punto
di vista letterario
• Forte autobiografismo
• Stile retorico
I romanzi preveristi
• Testimoniano la sua adesione al gusto
tardo- romantico e scapigliato
Una peccatrice (1866)
• Ambientati nel mondo brillante e
corrotto della mondanità cittadina
Storia di una capinera
• Si caratterizzano per: la predilezione
(1871)
del tema della passione travolgente e
fatale; la presenza di donne fatali; la
Eva (1873)
degradazione morale e materiale dei
personaggi condannati alla morte
Eros (1875)
• Autobiografismo dell’artista sradicato
soggetto-oggetto di amori travolgenti
Tigre reale (1875)
• I protagonisti sono già tutti «vinti» e
c’è una forte polemica contro la
società borghese
La svolta: dichiarazioni di poetica
• 1874 Introduzione a Nedda
• Lettera a Paolo Verdura 21 aprile 1878
(annuncia la scrittura di un ciclo di romanzi: «una specie di
fantasmagoria della lotta per la vita…dal cenciaiuolo al ministro
e all’artista […] sotto il titolo complessivo di Marea»)
• 1878 Fantasticheria
• 1880 Prefazione a L’amante di Gramigna
• 1881 Prefazione a I Malavoglia
NEDDA (1874)
• «Bozzetto siciliano» e rusticano (mutano gli
ambienti, ma i toni melodrammatici rimandano
ancora ai primi romanzi)
• narra la vicenda attraverso il ricordo (tecnica
cinematografica della dissolvenza)
• Protagonista è un’umile contadina
• La narrazione dei fatti sostituisce l’analisi
psicologica e il dramma interiore
• La voce narrante è interna al mondo descritto,
domina il dialogo diretto
Fantasticheria (1878)
Narra la visita ad Aci Trezza di Verga e di una sua amica, una nobildonna
attratta inizialmente da folklore del paese ma incapace di cogliere i
meccanismi e le regole di quel mondo marinaro.
• Riflessione sulla fatale necessità che lega i pescatori al proprio
mondo e destino (ideale dell’ostrica) e loro «caparbietà…
eroica» (paragone delle formiche);
• Anticipazione di alcuni personaggi de I Malavoglia;
Accanto ad elementi della vecchia maniera (presenza dell’autore;
polemica verso il mondo borghese) vi sono elementi di novità:
• Scrittura in prima persona e interazione fra personaggi «veristi»
e «mondani»
• Processo di immedesimazione (abbandono della coscienza di
superiorità della dama e passaggio dal «noi» al «io»): per poter
comprendere «dobbiamo farci piccini anche noi».
L’amante di Gramigna (1880)
• Riportare sulla pagina un DOCUMENTO UMANO
ricostruendo lo sviluppo delle passioni non con
scrupolo scientifico ma «mimetico» per cogliere il
senso del mistero
• L’opera d’arte sembrerà essersi fatta da sé: eclissi
dell’autore e spersonalizzazione: l’identificazione
distaccata con l’ambiente e con l’oggetto; analisi
introspettiva
• Consonanza tra stile e materia del racconto
La nuova produzione
NOVELLE
• Vita dei campi (1880)
ROMANZI
• I Malavoglia (1881)
• Novelle rusticane (1883)
• Per le vie
• I ricordi del capitano d’Arce
(1891)
• Don Calogero e c.
• Mastro Don Gesualdo (1889)
• La duchessa di Leyra
OPERE TEATRALI
Di notevole fortuna tratte dalle novelle, famoso il caso di
Cavalleria rusticana
Poetica e visione del mondo
Visione pessimistica e conservatrice della vita che lo porta
a ritenere:
• la struttura sociale immobile
• la vita un’impari lotta contro il destino (darwinismo
sociale): la lotta per la sopravvivenza coinvolge tutte le
classi sociali, dagli ambienti plebei alle classi più alte,
ed ha come unica conclusione la sconfitta di chi tenta
di mutare il proprio stato
• trasformazione economica e sociale, momento
inevitabile del progresso umano, come dissoluzione e
morte del mondo contadino
Perché il mondo degli umili e dei vinti:
• La loro miseria consente di rappresentare
meglio il meccanismo della lotta per la
sopravvivenza
• La genuinità del loro mondo morale e dei
valori esprime la condizione universale
dell’uomo e del suo destino di sconfitta
Le novelle
Vita dei campi
• Pubblicate a Milano nel 1880
• Esaminano la contadinità più che i
contadini: il loro mondo nei
significati più profondi e simbolici
(ambiente mitico, arcaico
dominato da passioni violente e
primitive);
• conflitto tra l’individuo «diverso»
ed il contesto sociale che lo rifiuta
• Tema dominante è l’amore
• Mimesi del linguaggio popolare
• Tecnica narrativa
dell’impersonalità
Novelle rusticane
• Personaggi e ambienti della
campagna siciliana in una
prospettiva più amara e
pessimistica; fallimento degli
ideali risorgimentali
• Emergono scene di massa
• Dominio esclusivo dei fattori
economici che soffocano ogni
sentimento
• Tecnica narrativa del monologo
indiretto libero; descrizione
grottesca e dialogo di tipo
teatrale
I Malavoglia (1881): struttura bipolare ed antitetica
INTRECCIO
• Filone narrativo di ‘Ntoni
• Filone narrativo della famiglia
PERSONAGGI
(Barberi Squarotti)
• I paesani: mossi dalla logia dell’interesse economico e
dell’egoismo (truffa, raggioro, pettegolezzi)
• I Malavoglia seguono i valori dell’onore e della laboriosità; due
gruppi interni: gli Eneadi seguono la religione della casa e della
famiglia , si muovono nell’ambito di un conflitto col destino
(Padron ‘Ntoni, Mena e Alessi); gli Ulissidi sono insofferenti del
limite imposto dalla tradizione della famiglia si muovo
nell’ambito del tragico della coscienza (‘Ntoni e Lia)
TEMPO
(Luperini)
• dimensione ciclica (circolare) del ritmo delle stagioni, della pesca
e delle feste religiose
• tempo storico dal 1863 al 1878 (rettilineo)
SPAZIO
• interno, chiuso e immobile del villaggio
• esterno, indeterminato e minacciso
NARRATORE e
PUNTO DI VISTA
• INTERNO
• Tecnica dello straniamento (i valori ideali proposti dai Malavoglia
sono visti dal coro paesano a cui appaiono deformati, ne deriva
una visione anti-idillica del mondo arcaico e rurale)
I Malavoglia: l’intreccio
AMBIENTE ESTERNO
filone narrativo di ‘Ntoni
(personaggio inquieto e dinamico)
• Articolato in tre momenti
1) Servizio militare ;
2) ritorno al paese,
contrabbando ed arresto;
3) ritorno e definitivo
allonantanametno
• segue un percorso rettilineo
dall’interno del paese verso
l’esterno
AMBIENTE CHIUSO ed
IMMOBILE DEL VILLAGGIO
filone narrativo della famiglia
• Articolato in tre momenti
1) Rottura dell’equilibrio (da
pescatori a commercianti);
2) le sventure (perdita
economica, della casa e della
barca; degli affetti: morte di
Bastianazzo etc.);
3) ricomposizione parziale
dell’equilibrio
• Segue un percorso circolare
I Malavoglia: la lingua
• Il linguaggio è popolareggiante, punteggiato di
modi di dire, paragoni, proverbi
• la sintassi è semplice ed elementare in cui
traspare la struttura dialettale siciliana
• Lessico italiano no dialetto
MASTRO DON GESUALDO (1889)
• Protagonista assoluto è Gesualdo Motta: self made man, individuo epico
ed eccezionale che si stacca nettamente dallo sfondo popolato di figure
• La narrazione è focalizzata sul protagonista: il punto di osservazione dei
fatti coincide con la sua visione
• il livello dell’ambiente si è elevato (il mondo borghese ed aristocratico)
anche il narratore si innalza (no effetti corali e di straniamento).
• strumento narrativo è il discorso indiretto libero mantenendo fedeltà al
principio dell’impersonalità
• La bipolarità e conflittualità è tutta interiore, interna al protagonista: al
bisogno di relazioni umane autentiche e ai valori tradizionali (la famiglia, il
rispetto, l’onore, la generosità ) si oppongono l’interesse economico, il
calcolo cinico, il culto e la religione della «roba»
• Il pessimismo è assoluto: unico modello di comportamento è la logica
dell’interesse economico («tensione «faustiana»: dà l’ «anima al diavolo»
pur di avere la «roba» )
• Sconfitta esistenziale di Gesualdo

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