terre_e_rocce_da_scavo_Arpal_Fanutza

Report
La disciplina in materia di gestione
delle terre e rocce da scavo
Applicazione dell’art. 41bis DL 69/2013 e della DGR 1423/2013:
approfondimenti relativi alla dichiarazione da presentare ad ARPAL
Daniela Fanutza
Confindustria Genova, 10 dicembre 2014
MOD-PRCF-09-AR rev02 del 13/08/13
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Terre e rocce da scavo – ex art. 41bis
Art. 41bis del D.L. n. 69 del 21/06/2013
“Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”
(c.d. “Decreto del fare”),
convertito in L. n. 98 del 09/08/2013
entrato in vigore dal 21/08/2013
Definisce la procedura per la gestione dei materiali da scavo derivanti da
attività od opere non soggette a VIA o AIA, non rientranti nel campo di
applicazione del DM 161/2012 e utilizzati in siti diversi da quelli di
produzione
DGR n. 1423 del 15/11/2013
(pubblicata sul BURL n. 50 del 11/12/2013)
«Aggiornamento degli indirizzi operativi per la gestione delle terre e
rocce di scavo ai sensi del DM 161/2012 e del D.L. 69/2013
convertito in L. 9/08/2013 n. 98»
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Art. 185 D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii.
Utilizzo in sito
delle terre e rocce da scavo è regolamentato da
Art. 185 c. 1 lettera c)
“Non rientrano nel campo di applicazione della parte IV del
decreto (Gestione dei rifiuti) ….
c) Il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale
escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che
esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e
nello stesso sito in cui è stato escavato”
NON DEVE ESSERE PRESENTATA ALCUNA COMUNICAZIONE,
SALVO IL CASO IN CUI I MATERIALI SIANO DEPOSITATI
ALL’ESTERNO DEL SITO
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Definizione dei materiali da scavo
Art. 41bis del D.L. 69/2013
definizione materiali da scavo
art. 1, comma 1, lettera b) del DM 161/2012
«il suolo o sottosuolo, con eventuali presenze di riporto, derivanti dalla realizzazione di
un'opera quali, a titolo esemplificativo:
•
•
•
•
•
scavi in genere (sbancamento, fondazioni, trincee, ecc.);
perforazione, trivellazione, palificazione, consolidamento, ecc.;
opere infrastrutturali in generale (galleria, diga, strada, ecc.);
rimozione e livellamento di opere in terra;
materiali litoidi in genere e comunque tutte le altre plausibili frazioni granulometriche provenienti da
escavazioni effettuate negli alvei, sia dei corpi idrici superficiali che del reticolo idrico scolante, in zone
golenali dei corsi d'acqua, spiagge, fondali lacustri e marini;
• residui di lavorazione di materiali lapidei (marmi, graniti, pietre, ecc.) anche non connessi alla realizzazione
di un'opera e non contenenti sostanze pericolose (quali ad esempio flocculanti con acrilamide o
poliacrilamide)»
I materiali da costruzione e demolizione non rientrano in questa definizione
e devono essere gestiti come rifiuti ai sensi della Parte IV del D.Lgs 152/2006
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Comma 1 - Art. 41bis D.L. 69/2013
I materiali da scavo sono sottoposti al regime dei sottoprodotti
di cui all’art. 184bis del D.Lgs 152/2006 (e non dei rifiuti) se il
produttore dimostra che:
 la destinazione all’utilizzo sia certa, direttamente presso uno o più siti o



cicli produttivi determinati;
in caso di recuperi, ripristini, rimodellamenti ecc., siano rispettate le
concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) con riferimento alla
destinazione d’uso del sito di destinazione e i materiali non costituiscano
fonte di contaminazione diretta o indiretta per le acque sotterranee, fatti
salvi i valori di fondo naturale;
in caso di destinazione ad un successivo ciclo di produzione, l'utilizzo non
comporti rischi per la salute o variazioni quali-quantitative delle emissioni
rispetto al normale utilizzo delle materie prime;
i materiali da scavo non siano sottoposti a preventivi trattamenti, fatta
eccezione per la normale pratica industriale e di cantiere
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Comma 2 - Art. 41bis D.L. 69/2013
Il proponente/produttore attesta il rispetto delle condizioni
dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà
ai sensi del DPR 445/2000
da presentare all'Arpa territorialmente competente
ALLEGATO 2 alla DGR 1423/2013
Modulistica per la presentazione della
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’
La modulistica per la dichiarazione è scaricabile dal sito ARPAL
http://www.arpal.gov.it/
sotto la tematica ‘RIFIUTI’ alla voce ‘Terre e rocce da scavo’
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Presentazione dichiarazione
La dichiarazione firmata
con allegata fotocopia del documento d’identità
del soggetto dichiarante
→ presentata al Dipartimento ARPAL territorialmente competente
rispetto al sito di produzione dei materiali di scavo
→ presentata al Comune del luogo di produzione dei materiali
(DGR 1423/2013)
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Presentazione dichiarazione
In ARPAL la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà
dovrà essere:
• trasmessa preferibilmente via PEC al seguente indirizzo:
[email protected]
• trasmessa con raccomandata A/R al Dipartimento
provinciale di competenza
• consegnata a mano direttamente all’Ufficio Protocollo del
singolo Dipartimento provinciale.
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Modulistica dichiarazione
Il modulo si compone di sei sezioni
le informazioni necessarie a permettere la verifica del
rispetto delle condizioni sopra esposte, indispensabili per
poter assoggettare il materiale da scavo al regime dei
sottoprodotti (e non a quello dei RIFIUTI)
SEZIONE A: dati del proponente/produttore
SEZIONE B: dati del sito di produzione
SEZIONE C: dati dell’eventuale sito di deposito intermedio
SEZIONE D: dati del sito di destinazione
SEZIONE E: tempi previsti per l’utilizzo
SEZIONE F: qualità dei materiali da scavo
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE A: dati del proponente/produttore
Sono richieste le informazioni relative al soggetto che presenta la dichiarazione
(nel caso in cui sia il produttore sono richieste informazioni anche relative al
proponente).
Secondo l’art. 41bis, il rispetto delle condizioni può essere
attestato dal proponente o dal produttore.
Criticità! → la norma non specifica cosa si intenda per
proponente e produttore
Per produttore si ritiene il produttore delle terre e rocce da scavo, quindi la
ditta che procederà ad effettuare gli scavi in sito; non è invece chiaro cosa si
intenda per proponente, se ci si riferisca esclusivamente al proponente l’opera
di produzione che quindi corrisponderebbe a colui che detiene il permesso a
scavare
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE B: dati del sito di produzione
→ indirizzo del sito da cui originano i materiali da scavo
→ tipologia di intervento da cui originano i materiali da scavo (opera: per
es. scavo/sbancamento per realizzazione box, fabbricato, strada, sistemazione
d’area,…)
→ riferimenti catastali, per individuare precisamente il sito di produzione
→ destinazione urbanistica del sito (verde pubblico o
industriale/commerciale) informazione necessaria per capire se il sito di origine
può essere critico o meno in relazione:
• al rischio di produrre materiali contaminati
• alla destinazione urbanistica del sito di destinazione che riceverà i materiali
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE B: dati del sito di produzione
→ riferimenti autorizzativi relativi all’opera che origina i materiali:
• autorità che ha autorizzato l’opera (Comune, Provincia,…)
• estremi dell’atto autorizzativo (P.C., DIA, SCIA,…. con protocollo e
data)
ATTENZIONE: non sono accettate dichiarazioni relative ad opere non
autorizzate formalmente (per es. opere in attesa di autorizzazione)
→ dimensione dell’area interessata dagli scavi
→ quantità totale di materiali da scavo prodotti (mc in banco o in cumulo)
→ se il sito è o è stato interessato da un procedimento di bonifica ai sensi
dell’art. 242 del D.Lgs 152/2006
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE C: dati dell’eventuale sito di deposito intermedio
Va indicato se è previsto un deposito intermedio prima del conferimento
dei materiali da scavo al sito di utilizzo.
→ presso il sito di produzione
→ presso un sito di «deposito intermedio»
In questo caso vanno fornite informazioni relative a:
•indirizzo del sito
•proprietario dell’area
•(eventuale) soggetto gestore dell’area
•periodo di deposito (max un anno dalla data di produzione, salvo il caso in cui
l’opera di destinazione del materiale preveda un termine di esecuzione
superiore)
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE D: dati del sito di destinazione
(compilare una sezione D per ciascun sito di destinazione)
I materiali da scavo possono essere destinati a:
1. recuperi, ripristini, rimodellamenti, riempimenti ambientali o altri
utilizzi sul suolo
2. avviati ad un ciclo produttivo
ATTENZIONE
la destinazione del materiale da scavo deve essere
CERTA e l’attività di utilizzo deve essere autorizzata in conformità alla
vigente disciplina urbanistica e igienico-sanitaria
Le dichiarazioni devono riportare precisamente il sito di
destinazione e l’atto autorizzativo che consente al sito di
destinazione di effettuare l’attività di riutilizzo.
NB. Alcuni siti di destinazione sono anche impianti di recupero rifiuti: la
dichiarazione deve fare riferimento al fatto che il materiale verrà conferito a tale
sito in quanto autorizzato a riutilizzare terre e rocce e non rifiuti.
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE D: dati del sito di destinazione
1. recuperi, ripristini, rimodellamenti, riempimenti ambientali o altri
utilizzi sul suolo
→ quantità di materiali da scavo destinati al riutilizzo (mc in banco o in
cumulo)
ATTENZIONE
il quantitativo indicato in questa sezione (o la somma dei quantitativi, nel caso di più siti
di destinazione) deve corrispondere al quantitativo indicato alla Sezione B alla voce
‘Quantità prodotta’, a meno dei quantitativi destinati al riutilizzo in sito ai sensi dell’art.
185 comma 1, lett. c) del D.Lgs 152/2006.
→ riferimenti autorizzativi relativi all’opera di utilizzo dei materiali:
•autorità che ha autorizzato l’opera (Comune, Provincia,…)
•estremi dell’atto autorizzativo (DGR, P.C.,… con protocollo e data)
• informazioni relative al soggetto intestatario dell’autorizzazione
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE D: dati del sito di destinazione
1. recuperi, ripristini, rimodellamenti, riempimenti ambientali o
altri utilizzi sul suolo
→ indirizzo del sito di destinazione dei materiali
→ tipo di attività cui sono destinati i materiali (riempimento, ripristino argini
torrente, recupero ambientale in cava, ripascimenti,…)
→ riferimenti catastali del sito di destinazione dei materiali
→ destinazione urbanistica del sito di destinazione (verde pubblico o
industriale/commerciale) informazione necessaria per capire se il sito di
produzione e di destinazione sono compatibili
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE D: dati del sito di destinazione
2. avviati ad un ciclo produttivo
→ quantità di materiali da scavo destinati al riutilizzo (mc in banco o in
cumulo)
→ ragione sociale ditta cui sono destinati i materiali
→ indirizzo del sito di destinazione dei materiali
→ descrizione sintetica del processo produttivo
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE E: tempi previsti per l’utilizzo
Sono richieste le tempistiche previste:
→ di inizio e ultimazione attività di scavo
→ di inizio e ultimazione attività di riutilizzo
ATTENZIONE:
La data di inizio attività di scavo DEVE essere successiva alla data di
presentazione della dichiarazione all’ARPAL e chiaramente alla data di firma in
calce alla dichiarazione
La data di ultimazione attività di riutilizzo non può essere superiore ad un
anno dalla data di ultimazione attività di scavo (il materiale scavato può
rimanere in deposito al massimo per un tempo pari ad un anno dalla data della
sua produzione), salvo il caso in cui l’opera di destinazione del materiale
preveda un termine di esecuzione superiore.
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE F: qualità dei materiali da scavo
Richiede gli elementi atti a garantire il
rispetto dei requisiti qualitativi dei materiali da scavo
Art. 41bis D.L. 69/2013
I materiali da scavo destinati a recuperi, ripristini, rimodellamenti,
riempimenti ambientali devono rispettare le concentrazioni soglia di
contaminazione (CSC) di cui alle Col. A e B della Tabella 1, All. 5 alla
Parte IV del D.Lgs 152/2006, con riferimento alle caratteristiche delle
matrici ambientali e alla destinazione d’uso urbanistica del sito di
destinazione e i materiali non devono costituire fonte di contaminazione
diretta o indiretta per le acque sotterranee, fatti salvi i valori di fondo
naturale
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CSC – Tabella 1, All.5, Parte IV, D.Lgs 152/2006
Estratto Tabella 1 - Concentrazione soglia di contaminazione nel suolo e nel sottosuolo,
riferiti alla specifica destinazione d'uso dei siti da bonificare
A
B
Siti ad uso Verde
pubblico, privato e
residenziale (mg kg1 espressi come ss)
Siti ad uso
Commerciale e
Industriale (mg kg1 espressi come ss)
Composti inorganici
1
Antimonio
10
30
2
Arsenico
20
50
3
Berillio
2
10
4
Cadmio
2
15
5
Cobalto
20
250
6
Cromo totale
150
800
7
Cromo VI
2
15
8
Mercurio
1
5
9
Nichel
120
500
10
Piombo
100
1000
11
Rame
120
600
12
Selenio
3
15
13
Stagno
1
350
14
Tallio
1
10
15
Vanadio
90
250
16
Zinco
150
1500
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE F: qualità dei materiali da scavo
L’art. 41bis stabilisce che il produttore deve
DIMOSTRARE il rispetto delle concentrazioni soglia di
contaminazione (CSC) di cui alle Col. A e B della Tabella 1
Criticità!
→ a livello nazionale vi è disomogeneità di comportamenti:
secondo alcune interpretazioni solo l’analisi e quindi il
rapporto di prova può garantire il rispetto di tale condizione
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE F: qualità dei materiali da scavo
In Liguria (DGR 1423/2013)
Al fine di dimostrare il rispetto delle CSC (Col. A o B) è normalmente
richiesta la dimostrazione tramite analisi.
Nel caso sussistano TUTTE le condizioni sotto indicate, è possibile NON
ricorrere al campionamento e all’analisi dei materiali nel caso di:
 sito mai interessato da attività o eventi potenzialmente contaminanti
 sito che ricade in area residenziale e/o agricola (ad eccezione di aree ad agricoltura
intensiva), ovvero in area in cui, pur avendo gli strumenti urbanistici definito un
cambio di destinazione d’uso ad aree commerciali e/o industriali, l’attività
commerciale e/o industriale non è mai stata svolta
 sito non ricompreso nella fascia limitrofa a strade di grande comunicazione
 sito non ricompreso nelle zone di cui alla carta delle “pietre verdi” (DGR 859/2008)
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE F: qualità dei materiali da scavo
Nel caso in cui sussistano le condizioni di cui sopra
occorrerà barrare nella Sezione F la casella
corrispondente al punto 1
→ IN CASO DI CONTROLLO il soggetto deve essere in grado di
dimostrare attraverso idonea documentazione la veridicità di quanto
dichiarato.
(a titolo di esempio: stralcio cartografico con zonizzazione degli strumenti urbanistici,
atto a rappresentare la destinazione d’uso attuale e pregressa dell’area, nonché
l’evidenziazione delle strade di grande comunicazione e la relativa distanza dal sito,
e le eventuali aree di cui alla carta delle “pietre verdi”).
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE F: qualità dei materiali da scavo
Nel caso in cui venga svolto un piano di
accertamento per la verifica del rispetto delle CSC
occorrerà barrare la casella corrispondente al
punto 2 e inserire le informazioni richieste
Nel caso in cui sia stato svolto un piano di indagini
sulla base delle Linee Guida ARPAL, volto a
dimostrare che il superamento delle CSC è
risultato attribuibile a cause naturali occorrerà
barrare la casella corrispondente al punto 3 e
inserire le informazioni richieste
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE F: qualità dei materiali da scavo
Punto 3 – Superamento CSC attribuibile a cause naturali
 Il piano di indagini va svolto con riferimento sia al sito di
produzione che al sito di destinazione
 Il sito di destinazione dovrà essere nel medesimo ambito
territoriale (da intendersi come sito caratterizzato da analoghe
condizioni geochimiche) di quello di produzione per il quale è
stato verificato che il superamento è dovuto a cause naturali
DGR 1423/2013 → il piano di indagini e i risultati vanno
presentati almeno 30 gg prima dell’inizio delle operazioni di
scavo
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE F: qualità dei materiali da scavo
ATTENZIONE!!!
 Le analisi per verificare il rispetto delle CSC vanno effettuate ai
sensi del D.Lgs 152/2006, Parte IV Titolo V (Bonifica di siti
contaminati) e non ai sensi della normativa sui rifiuti!
Campione setacciato a 2 cm in campo, analisi effettuata sulla frazione inferiore a 2
mm e concentrazione determinata riferendosi alla totalità dei materiali secchi –
Allegato 2, Titolo V
 Ai fini della gestione dei materiali scavati il rispetto delle CSC va
verificato in riferimento alla destinazione urbanistica del sito di
destinazione (Col. A o Col. B), ma è importante verificare anche il
rispetto delle CSC con riferimento al sito di produzione → in caso di
superamento va attivato iter di bonifica ai sensi dell’art. 242 e 245 del
D.Lgs 152/2006
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE F: qualità dei materiali da scavo
ATTENZIONE!!!
 Test di cessione: la normativa per quanto riguarda il riutilizzo del
materiale scavato come sottoprodotto in un sito diverso rispetto a
quello di produzione non prevede esplicitamente l’esecuzione del
test di cessione.
Art. 41bis D.L. 69/2013
‘I materiali non costituiscono fonte di contaminazione diretta o
indiretta per le acque sotterranee’
Nel caso in cui il materiale venga utilizzato per attività di riempimento,
in condizioni di falda affiorante o subaffiorante, al fine di
salvaguardare le acque sotterranee può essere opportuno effettuare il
test di cessione
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Modulistica dichiarazione
SEZIONE F: qualità dei materiali da scavo
ATTENZIONE!!!
 Materiale destinato a lavorazioni in cava (per es.
frantumazione)
DGR n. 1346 del 31/10/2013 «Criteri, indirizzi, e procedure per
l’esercizio dell’attività di riutilizzo in cava di materiali di provenienza
esterna, in attuazione dell’art.17 della L.R. 5/04/2012, n. 12 e s.m.i.»
per la lavorazione in cava dei materiali da scavo
come sottoprodotti impone il rispetto dei
limiti di Col. A e l’assenza di amianto
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Modifiche dichiarazione
ART. 41bis D.L. 69/2013:
la modifica dei requisiti e delle condizioni indicate nella dichiarazione
deve essere comunicata entro 30 giorni al Comune del luogo di
produzione
DGR 1423/2013:
la comunicazione di modifica deve essere trasmessa anche all’Arpa
territorialmente competente
(la comunicazione della variazione all’Arpa, sebbene non prevista
dall’art.41bis, risulta necessaria al fine dell’aggiornamento dei dati relativi
alla specifica situazione)
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Fase di transizione
Nel caso in cui il titolo edilizio sia stato rilasciato prima
dell’entrata in vigore del D.L. 69/2013…..
ART. 41bis D.L. 69/2013
Non stabilisce nulla a riguardo
DGR 1423/2013
Nel caso in cui il soggetto proponente abbia deciso, dopo il rilascio
del titolo edilizio, di trattare i materiali di scavo in conformità alla
procedura di cui al D.L. 69/2013, prima di presentare la dichiarazione
ad ARPAL, deve fare richiesta di variazione all’ente competente
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Comunicazione di fine utilizzo
Comma 3, Art. 41bis, D.L. 69/2013
Il completo utilizzo dei materiali da scavo secondo quanto dichiarato
deve essere comunicato all’ARPA territorialmente competente con
riferimento al luogo di produzione e di utilizzo
DGR 1423/2013
Stabilisce che la comunicazione sia trasmessa:
 entro 30 giorni dall’ultimazione delle attività di riutilizzo
 anche al Comune territorialmente competente con riferimento al
luogo di produzione e di utilizzo
CRITICITA’!
Secondo alcune interpretazioni in mancanza della comunicazione di fine
utilizzo, il materiale non può essere assimilato al regime “favorevole” del
sottoprodotto e quindi rientra nella disciplina dei rifiuti
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Trasporto dei materiali da scavo
Comma 4, Art. 41bis D.L. 69/2013
L’utilizzo dei materiali da scavo come sottoprodotto resta
assoggettato al regime proprio dei beni e dei prodotti
Il trasporto di tali materiali è accompagnato, qualora previsto, dal
documento di trasporto o da copia del contratto di trasporto
ai sensi della normativa vigente (non dal formulario di
accompagnamento dei rifiuti)
Si consiglia di accompagnare il documento di trasporto con copia
della dichiarazione trasmessa ad ARPAL, a tutela del
trasportatore
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Attività svolta da ARPAL
Trattandosi di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà,
ARPAL non rilascia un nullaosta o un parere sulle dichiarazioni
pervenute.
ARPAL effettua:
 la verifica della correttezza formale e della completezza
di tutte le dichiarazioni pervenute, entro il termine di 30
giorni dalla loro ricezione
ATTENZIONE!!!
Il proponente ha facoltà di iniziare i lavori anche il giorno successivo
alla presentazione della dichiarazione, consapevole che, in caso di
irregolarità o carenze formali, potrà essere richiesta un’integrazione
della dichiarazione o, nel caso di irregolarità non sanabili, il
procedimento può essere interrotto e i materiali scavati diventano
RIFIUTI
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Attività svolta da ARPAL
qualora vengano riscontrate irregolarità od omissioni, ARPAL
procede a richiedere integrazioni al soggetto dichiarante
art. 71 comma 3 del DPR 445/2000: «qualora le dichiarazioni di cui agli
articoli 46 e 47 presentino delle irregolarità o delle omissioni rilevabili d'ufficio, non
costituenti falsità, il funzionario competente a ricevere la documentazione dà notizia
all'interessato di tale irregolarità. Questi è tenuto alla regolarizzazione o al
completamento della dichiarazione; in mancanza il procedimento non ha seguito»
Nel caso in cui il soggetto non provvede a regolarizzare la
dichiarazione con le integrazioni richieste i materiali da scavo
sono da ritenersi RIFIUTI e come tali dovranno essere gestiti
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Attività svolta da ARPAL
 controlli a campione sulle dichiarazioni pervenute ai fini di
verificare la veridicità di quanto dichiarato (l’Agenzia ha in corso
l’approvazione di un decreto che regolamenta lo svolgimento di
tale attività).
art. 71 comma 1 del DPR 445/2000: «le amministrazioni procedenti sono
tenute ad effettuare idonei controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono
fondati dubbi, sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47»
 controlli d’ufficio in tutte le situazioni che, già dall’analisi della
dichiarazione, facciano presumere l’esistenza di criticità
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Attività svolta da ARPAL
Informazioni relative al periodo tra settembre 2013 e novembre 2014
n. dichiarazioni
pervenute
n. richieste integrazioni
n. sopralluoghi svolti
TOTALE
GE
IM
SP
SV
452
210
93
59
90
154
101
1*
6
46
7
2
0
2
3
*le anomalie riscontrate sono state risolte per le vie brevi, la maggior parte delle richieste sono state
preventivamente visionate dall'ufficio ricevente prima della consegna formale
I sopralluoghi indicati in tabella sono stati svolti a seguito di criticità evidenziate
nella dichiarazione presentata, non sanabili con una richiesta di integrazione.
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Attività svolta da ARPAL
Irregolarità maggiormente riscontrate
 incongruenza nelle date di inizio scavo e inizio riutilizzo indicate (date di
inizio scavo e inizio riutilizzo precedenti alla data di presentazione della
dichiarazione ad ARPAL);
 assenza destinazione urbanistica d'uso sito di produzione e sito di destino;
 assenza dei riferimenti autorizzativi relativi all'opera di produzione e di
destino;
 mancanza del documento d’identità;
 caratterizzazione delle terre e rocce svolta con le modalità previste per i
rifiuti (analisi sul tal quale) invece che con le modalità di cui al D.Lgs
152/2006 Parte IV Titolo V parte Bonifiche (analisi sulla frazione <2 mm e
riportata allo scheletro);
 rapporti di prova allegati alla dichiarazione con evidenza di superi di
metalli non motivati (mancato rilievo di fondi naturali).
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