2 nm

Report
Acidi nucleici - 1
presentazione del prof. Ciro Formica
Ripercorrere le tappe che hanno portato a
identificare nel DNA il materiale genetico;
• gli esperimenti di Griffith
• di Avery-McLeod
• di Hershey e Chase.
Prima degli anni ‘20
2
Erano già stati eseguiti:
-gli esperimenti di Mendel nell’800 sui piselli
-gli esperimenti di Sutton sull’appaiamento dei
cromosomi omologhi
-i primi esperimenti di Morgan sulla Drosophila
-l’estrazione della nucleina da parte di Miescher
Del DNA si conosceva solo che era formato da composti
a base di fosfati, ma nulla si sapeva della doppia elica,
né che fosse il materiale della trasmissione ereditaria.
Gli scienziati erano invece convinti che fossero le
proteine a trasmettere l’informazione genetica
Immagini e testi tratti da:
wikipedia.it, unimi.it, genome.wellcome.ac.uk
I primi studi di genetica: Mendel
3
Gregor Mendel (1822-1884) fu un
abate di origine ceca studioso di
matematica e botanica. Oggi è
conosciuto come il "padre della
genetica moderna”. Per i suoi
esperimenti coltivò e analizzò
durante 7 anni circa 28.000 piante
di piselli. Nei 2 anni successivi
elaborò i suoi dati e giunse a 3
formulazioni, che poi diventarono
famose come leggi
dell’ereditarietà.
I caratteri di Mendel della pianta di pisello
4
Scoperta della nucleina: Miescher
5
Friedrich Miescher, biologo svizzero
(1844 -1895) scoprì nel 1869 la
NUCLEINA, una sostanza ricca di
fosfato nel nucleo dei globuli bianchi.
Fu uno dei primi passi verso la
futura scoperta del DNA.
Trattando le cellule del pus con la
pepsina ottenne dei nucleiche poi
trattava con soluzioni debolmente
alcaline. Poi neutralizzò con
soluzioni acide ottenendo un
precipitato insolubile in acqua e in
soluzioni saline.
La nucleina di Miescher
6
La sostanza che aveva isolato non poteva
essere nessuna delle proteine conosciute e fu
denominata NUCLEINA. In seguito Altmann
eliminò le proteine dalla nucleina. Fu il primo
ad usare l’espressione ACIDO NUCLEICO
Laboratorio di Miescher
Scoperte successive collegate a questa:
Kossel  basi azotate
Levene  deossiribosio e tetranucleotide (dati sperimentali errati: credeva
che il peso molecolare medio del DNA fosse di circa 1500 dalton compatibile
con 4 x 330 dalton, peso medio dei singoli nucleotidi).
il DNA come macromolecola – P. Levene
7
Phebus Levene biochimico lituano/USA
(18691940) scoprì che il DNA era composto da
nucleotidi ognuno formato da base azotata,
fosfato e zuccheri, che isolò per primo.
Erroneamente ritenne però che il DNA fosse
composto solo da tetranucleotidi A – T –G –C
in proporzioni equimolari: (ATGC)n, ed
escluse che fosse sede del materiale genetico.
Non pensò inoltre che con 4 nucleotidi si
possono formare numerose combinazioni (es.
ATGC ATCG AGTC AGCT ACGT ACTG )
oltre a quelle con basi ripetute.
Si dovette attendere gli anni ‘40 per l’analisi
cromatografica del DNA con cui si scoprirono
i veri rapporti percentuali tra le basi
Cromosomi omologhi e geni: Sutton
8
Walter Sutton, biologo USA (1877-1916)
scoprì nel 1902 insieme a Boveri che
durante la meiosi e la mitosi i cromosomi
omologhi si appaiano. Ma il suo più
importante contributo alla biologia fu la
teoria cromosomica dell’ereditarietà: i
cromosomi sono costituiti da unità
portatrici dell’informazione ereditaria che
vennero definite geni.
“EVERY student of elementary genetics
learns of Walter Sutton. He was the first
to point out that chromosomes obey
Mendel's rules—the first clear argument
for the chromosome theory of heredity.”
Le mutazioni: De Vries
9
Hugo de Vries , biologo olandese (18481935) introdusse la teoria della mutazione
(1903). Riscoprì Mendel e si interessò a
Darwin, ma scoprì nelle piante delle
variazioni discontinue, e al contrario di
Darwin le attribuì alla comparsa
di una nuova specie. Definì il processo
come una mutazione..”
Trasmissione caratteri cromosoma X: emofilia
10
Gli studi sulla Drosophila: Morgan
11
Thomas H. Morgan, biologo USA
(1866-1945) eseguì, a partire dal 1910,
fondamentali ricerche sul moscerino
della frutta. Grazie ad esse dimostrò
localizzazione e ordinamento lineare
dei geni sui cromosomi, dopo averne
individuato numerosi sui 4 cromosomi
di Drosophila. Dimostrò l’esistenza
delle mutazioni a conferma della
teoria cromosomica dell'ereditarietà
A partire dagli anni ‘20
12
Alcuni scienziati, soprattutto in USA e Gran Bretagna,
cominciarono a studiare i batteri.
Le motivazioni:
-sono diffusi in ogni ambiente,
-crescono rapidamente (in media una divisione ogni
30-60 minuti,
-sono invisibili singolarmente, ma si rendono visibili
quando si sviluppano le colonie
-hanno una struttura apparentemente semplice e
agevole da studiare.
Dimensioni e crescita delle cellule procarioti
13
La crescita batterica è
esponenziale: dopo n generazioni ci
saranno 2n batteri.
Esempio in 20 generazioni (circa 3
giorni)  220 = 1.048.576 batteri
Bacilli
Frederick Griffith, UK, 1879-1941
14
Medico britannico, lavorando con lo pneumococco (vedi figura)
scoprì il principio della trasformazione batterica.
Fu una tappa fondamentale nella storia della genetica, in quanto ha
fornito le basi biologiche per stabilire che il DNA è il depositario
dell’informazione genetica.
15
Usò 2 ceppi batterici di Streptococcus pneumoniae (ex
Diplococcus pneumoniae), noto come diplococco, batterio sferico
che provoca la polmonite:
-tipo capsulato, con una capsula polisaccaridica che circonda la
parete batterica: coltivato su capsula di Petri forma colonie lisce
di tipo S (smooth, liscio). È il ceppo più patogeno perché la
capsula protegge il batterio dall’attacco del sistema immunitario.
-tipo non-capsulato, cioè privo della capsula, forma colonie
rugose di tipo R (rough, rugoso). L’assenza della capsula rende lo
pneumococco aggredibile dalle difese immunitarie.
16
17
Ceppo S
Ceppo R
Esperimento di Griffith, 1928
18
19
Dal sito unive.it
20
21
Oswald Avery, Canada, 1877-1955
22
Medico canadese, visse a lungo negli USA
(morì a Nashville, Tennessee, dove negli anni
‘60 si svolse un famoso raduno rock). Nel 1944
si sapeva che nei cromosomi c’era il materiale
genetico e che erano formati da
nucleoproteine, ovvero molecole contenenti
proteine e DNA.
All'epoca si credeva che la componente fondamentale del
materiale genetico, responsabile della trasmissione dei
caratteri ereditari, era costituita dalle proteine poiché i 20
amminoacidi erano un linguaggio più efficace per spiegare la
grande variabilità genetica degli esseri viventi rispetto ai soli 4
nucleotidi.
Colin Mc Leod, 1909 -1972;
Mclyn McCarthy, 1911 - 2005
23
Mclyn McCarthy, genetista USA.
Colin McLeod. Genetista canadese.
Esperimento di Avery-Mc Leod-McCarthy 1944
24
Dagli pneumococchi S virulenti uccisi con il calore furono estratte proteine, lipidi,
polisaccaridi e acidi nucleici. Si cercò di capire quale fosse in grado di trasmettere
i caratteri ereditari.
Per dimostrare che il DNA era effettivamente il principio trasformante furono
eseguiti numerosi test biochimici per separare le varie componenti chimiche al
fine di testarle separatamente e comprendere quali fossero in grado di
trasformare i batteri R non virulenti in batteri S virulenti. Ogni componente
veniva aggiunta ai batteri R non virulenti che venivano poi iniettata nella cavia.
1- Proteine – sopravvivenza
2- Lipidi – sopravvivenza
3- Polisaccaridi – sopravvivenza
4- Acidi nucleici – NON sopravvivenza. Ciò significava che erano queste molecole,
e quindi il DNA, erano in grado di trasformare i batteri R non virulenti in batteri
S virulenti. I batteri estratti dalla cavia erano, a loro volta, in grado di causare la
morte di altri topolini.
Esperimento di Avery-Mc Leod-McCarthy 1944
25
Avery-Mc Leod-McCarthy
26
Ceppi R e ceppi S
Trasformazione genetica di una cellula
batterica di tipo R mediante acquisizione
e ricombinazione di un frammento di
cromosoma contenente il gene S
Animazione:
ceppi R non patogeni, ceppi S patogeni
http://www.dnaftb.org/17/problem.html
27
trattamenti con gli enzimi RNasi e DNasi
28
Alfred Hershey, USA, 1908-1997
29
Genetista statunitense, premio Nobel per la medicina nel 1969,
insieme a Salvador Luria e Max Delbrück, per la scoperta della
replicazione dei virus e della loro struttura genica.
Insieme a Marta Chase scoprì di che natura era il “principio
trasformante” individuato da Griffith.
30
Marta Chase, USA, 1927-2003
31
Insieme ad Avery condusse due esperimenti.
1) Preparazione di una coltura di fagi marcati con 35S
(zolfo radioattivo). Lo zolfo è presente solo nel
rivestimento proteico ma non nel DNA.
2) altra coltura di fagi marcati con 32P (fosforo
radioattivo), che si trova solo nei nucleotidi del DNA ma
non nel rivestimento proteico.
Con le due colture di fagi vennero infettate due diverse
colonie batteriche di Escherichia coli, cresciute senza
sostanze radioattive nel terreno. Il principio
trasformante si sarebbe trovato all'interno delle cellule
del batterio, dato che il virus le sfrutta per riprodursi.
Agitando fortemente le cellule infettate si staccano le
teste virali dalle cellule batteriche. Poi la centrifugazione
faceva andare sul fondo le teste col DNA e nel
sopranatante le proteine.
Esperimento di Hershey e Chase, 1952
32
Marcatura radioattiva con
32P
e
35P
Hershey e Chase incorporarono il 32P nel DNA e il 35S nelle proteine in colture
separate di fagi. Usarono le diverse colture per infettare indipendentemente
colture batteriche. Dopo il tempo sufficiente perché avvenisse l’infezione essi
centrifugarono per separare le cellule batteriche dal materiale fagico rimasto
fuori delle cellule (“ghost”) e quindi misurarono la radioattività nelle due
frazioni.
Nei fagi marcati con 32P la gran parte della radioattività si trovava all’interno
delle cellule batteriche  il DNA del fago era entrato nella cellula; 32P veniva
anche trovato nella progenie fagica.
Nei fagi marcati con 35S, gran parte della radioattività si trovava nei ghost  le
proteine fagiche non erano entrate nelle cellule batteriche.
Conclusione: il DNA è il materiale ereditario, mentre le proteine
sono semplicemente veicoli strutturali che vengono scartati dopo
che il DNA virale è stato inserito nella cellula batterica.
33
Il fosforo (P) dei nucleotidi
34
Lo zolfo (S) negli amminoacidi: metionina e cisteina
35
Fago T2: struttura e ciclo
36
37
La radioattività da 32P fu trovata sulle cellule del fondo, mentre quella da 35S fu
trovata nel soprananante e non era entrata nella cellula. era la prova definitiva che il
DNA è il vero materiale genetico della cellula.
38
Una galoppata verso la double helix
http://www.ipbz.it/imagesupload/area/9/materiali_didattici/brescia
08/presentazione_bonolis.pdf
Acidi nucleici - 2
presentazione del prof. Ciro Formica
Conoscenza dei dati sperimentali forniti da R. Franklin, M.
Wilkins, E. Chargaff che hanno contribuito a scoprire la
struttura del DNA
Il modello a doppia elica di Watson e Crick
Le funzioni del DNA dipendono dalla sua struttura.
Erwin Chargaff, Austria, 1905-2002
40
Biochimico austro-statunitense (Impero austro-ungarico, nacque
a Czernowitz, che oggi si trova in Ucraina). Emigrò negli USA
durante il nazismo e divenne cittadino USA nel ‘40.
Mediante la cromatografia su carta riuscì a separare la molecola
del DNA nelle sue basi costituenti a determinare
la loro abbondanza relativa. Quindi
purine e pirimidine hanno
la stessa percentuale, cioè %A+G = % T+C
Le ricerche furono fondamentali per
conoscere la struttura del DNA.
Ricerche di Chargaff, 1948
41
Regole di Chargaff :
1- c’è un rapporto 1:1 tra le purine (A+G) e le pirimidine (T+C)
contenute nel DNA di una cellula. Il rapporto è costante in tutte le
specie, ma per specie diverse le % delle varie basi saranno
anch'esse diverse, a causa della diversità delle specie.
Vale per ogni genoma, tranne che per quello di mitocondri,
cloroplasti e DNA virale a singolo filamento.
2- in una molecola di DNA a doppio filamento:
%A = %T, %C = %G
%A +G = %C+T
%G+C è costante per una stessa specie, ma varia da specie a specie.
dati di Chargaff
42
Percentuale di basi azotate nel DNA di varie specie
A
G
C
T
A/T
G/C
A+G/C+
T
%G+C
Uomo
31,0
19,1
18,4
31,5
0,98
1,04
1,00
37,5
Topo
28,6
21,4
21,7
28,4
1,01
0,99
1,00
43,1
Drosophila
27,3
22,5
22,5
27,6
0,99
1,00
0,99
45,0
Mais
25,6
24,5
24,6
25,3
1,01
1,00
1,00
49,9
E. coli
26,0
24,9
25,2
23,9
1,09
0,99
1,04
50,1
Rosalind Franklin, UK, 1920-1958
43
Chimica e fisica britannica, terminò gli studi
universitari nel 1941 ma a quell'epoca
l'università di Cambridge non rilasciava la
laurea alle donne.
Studiò dapprima le fibre di carbonio, poi alla
fine della Seconda Guerra Mondiale lavorò a
Parigi dove si specializzò nella diffrazione dei
raggi X, una tecnica che permette di analizzare
la struttura di molecole di grandi dimensioni.
Riuscì ad ottenere notevoli risultati in questo
campo e, proprio per questo, nel 1951 venne
invitata a lavorare nel laboratorio di Biofisica
del dottor John Ransall, al King's College di
Londra, diretto da un altro grande scienziato,
Maurice Wilkins.
44
Allora non si conosceva ancora la
struttura molecolare del DNA, ma
grazie ai suoi studi di diffrazione dei
raggi X, fu la prima ricercatrice ad
ottenere un’eccellente fotografia della
doppia elica, passata alla storia come
foto 51. Fotografare molecole
complesse all'epoca era molto difficile
e rischioso: poteva richiedere anche
100 ore di esposizione alle radiazioni.
A causa della piccola lunghezza d’onda
dei raggi X i cristalli funzionano da
reticolo di diffrazione.
45
La Franklin ottenne un brillante risultato, nonostante
l'ambiente difficile nel quale operò e i rapporti difficili con
Maurice Wilkins, che la considerò sempre come una sua
assistente e non una scienziata capace.
Fu proprio Wilkins a mostrare a Watson la foto 51, senza il
permesso della Franklin. Basandosi su questa immagine
Francis Crick e James Watson formularono il modello a
doppia elica del DNA che noi tutti conosciamo.
Il 25 Aprile del 1953, su Nature apparve un articolo dei due
ricercatori che mostrava, per la prima volta al mondo, la
struttura dell'acido desossiribonucleico; i due scienziati non
fecero neppure un accenno alla donna che aveva reso
possibile la realizzazione di quel modello
46
Morì giovanissima a 38 anni per cancro alle ovaie causato
probabilmente dalla notevole esposizione ai raggi X con scarsi
dispositivi di protezione e non seppe mai quale importante
contributo avesse dato alla doppia elica: “According to her
biographer, she never knew of the crucial role that her photograph
51 had played in the discovery of the double helix”
Wilkins, Crick e Watson ricevettero il Nobel nel 1962 ma
neanche in quella occasione, 4 anni dopo la morte di Rosalind,
fu menzionato l'importante contributo della scienziata alla
comprensione della struttura molecolare del DNA.
Purtroppo il Nobel può essere assegnato solo a scienziati
viventi.
Maurice Wilkins, UK, 1916-2004
47
Biofisico britannico (nato in
N.Zelanda), fu definito il Terzo uomo
della doppia elica. Lavorò anche nel
Manhattan Project per costruire la
prima bomba atomica della storia.
Ottenne la prima immagine ai r.X del
DNA dove dimostrò che aveva una
forma cristallina regolare. Quando la
Franklin si unì al suo gruppo pensò
che fosse assegnato a lei l’intero
progetto, mentre lui la considerava
solo un’assistente. Da qui nacque
l’equivoco che compromise in modo
irreparabile I loro rapporti.
Rosalind Franklin’s photo 51
48
Struttura a diffrazione o
diffrattogramma ai raggi X del DNA.
Al centro-periodo minore 0,34 nm
In periferia-periodo maggiore 3,4 nm
La molecola del DNA è una fibra
cilindrica d= 2 nm con le basi
impaccate come una pila di monete e
i piani centrali distanziati di 0.34 nm
(periodo minore). Un giro dell’elica
misura 3.4 nm (periodo maggiore),
un multiplo di 10 della distanza tra
basi contigue.
Si ipotizzò dunque che il DNA fosse formato da 2 -3 catene
Dati di cristallografia del DNA ai raggi X
Dati di Franklin
Distanza tra 2
eliche
49
Dati di Pauling
2 nm
In caso di legame
purina-purina
> 2 nm
In caso di legame
pirimidinapirimidina
< 2 nm
appaiamento
deduzione
Dati di Chargaff
A-T (30%)
G-C (20%)
*1
*2
*3
*1: La distanza di 2 nm è la media tra i valori, quindi si dedusse che a legarsi
sono sempre una purina con una pirimidina.
*2: i filamenti sono antiparalleli, direzione 5’3’, le basi sono complementari e
sono unite da 2 legami a idrogeno (A-T) e da 3 legami a idrogeno (G-C).
*3: i filamenti formano una spirale, come avviene per le proteine
La doppia elica del DNA, aprile 1953
50
Da sinistra: Francis Crick e James Watson
nel 1953 davanti al modello di doppia elica
Doppia elica
51
Watson e Crick senza fare esperimenti ma con modelli in cartone e
fil di ferro combinarono i dati disponibili in un modello di struttura
del DNA compatibile con tutti i fatti noti, comprendente tutte le
proprietà attese per il materiale genetico.
Ipotizzarono che si trattasse di una doppia elica stabilizzata da
legami a idrogeno. Crick lesse gli appunti che aveva preso al pub in
una conversazione con Chargaff: %A = %T, %C = %G in tutti i
DNA. Di quella conversazione Chargaff ricordava un proprio
commento “two pitchmen in search of a helix…”: i due giovanotti
gli erano sembrati troppo ambiziosi e troppo ignoranti e
confondevano le purine con le pirimidine.
La viscosità del DNA diminuisce drasticamente a temperature tra
70° e 80°C, indicando che legami chimici termosensibili, quali i
legami-idrogeno, sono importanti per la struttura
Doppia elica
52
I legami a idrogeno dovevano perciò legare A con T e G con C, le
basi complementari. La larghezza dell’elica risultava perciò
costante e le basi erano planari e perpendicolari all’asse della D.E.
Le catene pentoso-fosfato fortemente anioniche si devono trovare
all’esterno della molecola a contatto con l’acqua, mentre le coppie
di basi, idrofobiche, si impaccano le une sulle altre al centro della
molecola, escludendo l’acqua.
Ciascuna catena ha una estremità 3’ e una estremità 5’. Esse sono
disposte in modo antiparallelo in quanto i legami fosfodiesterici che
uniscono i pentosi contigui hanno polarità opposte. Quindi il 5’ di
una catena si trova di fronte all’estremità 3’ di quella opposta.
Le due eliche differiscono per polarità, sequenza e composizione in
basi, ma sono perfettamente complementari, cioè la sequenza di
una catena è completamente determinata da quella della catena
opposta
53
basi complanari;
3 legami a idrogeno (G-C) e 2
legami (A-T)
Modello di replicazione
semiconservativa
L’alfa elica delle proteine
Legame idrogeno
L’appaiamento corretto è PURINA-PIRIMIDINA: larghezza
costante, maggiore stabilità, minori torsioni della D.E.
Distanza tra le eliche
< 2 nm
> 2 nm
2 nm
misura giusta
55
doppia elica e basi complementari
Linus Pauling, USA, 1901-1994
57
Chimico, pacifista e scrittore USA, vincitore del
Nobel 1954 per la chimica delle proteine e del
1962 Nobel per la pace. Scoprì la natura del
legame chimico e compilò la scala
dell’elettronegatività. Dimostrò come cambia la
struttura dell’emoglobina quando si lega all’O2 e
come un’emoglobina mutata producesse
l’anemia falciforme. Studiò anche l’attività degli
enzimi e la natura planare del legame peptidico.
Nei ’60 denunciò pubblicamente il rischio di contaminazione da
fallout radioattivo in seguito agli esperimenti atomici dell’epoca nel
Pacifico.
James Watson, USA, 1928 - vivente
58
Watson era un biologo USA che seguì il lavoro di
Luria, Nobel 1969 e capo del Phage group. Il DNA era
allora considerato uno "stupido tetranucleotide" di
supporto strutturale per le proteine, ma Watson
conosceva il lavoro di Avery sul DNA come
"contenitore" dei geni.
Il suo progetto di ricerca prevedeva l'utilizzo di raggi
X per inattivare l'attività infettiva dei fagi.
Nel ’51 conobbe Wilkins a Napoli (Stazione Zoologica) proprio quando stava
presentando i dati sulla cristallografia del DNA ai r.X. A Cambridge conobbe
Crick e insieme lavorarono alla struttura anche utilizzando i dati di Linus Pauling
sulle proteine. Giunsero così a definire la doppia elica nell’aprile 1953.
Fu il primo responsabile del Progetto Genoma Umano, 1990, seguito poi da Collins
Francis Crick, UK, 1916-2004
59
Scienziato britannico, scoprì insieme a Watson
e Wilkins la D.E. DNA . Lavorò agli studi di
diffrazione cristallografica ai r.X e insieme
costruirono il modello sulla base di un bozzetto
eseguito dalla moglie pittrice di Crick.
Successivamente con Brenner cercò di
determinare come la sequenza di basi
specificasse la sequenza proteica, fino al
quando nel ’61 dimostrarono che la traduzione
implica un codice di 3 nucleotidi.
Una curiosità: l’ordine dei nomi sulla rivista Nature, dove fu
pubblicato l’articolo della doppia elica nel ‘53, fu deciso col
lancio di una monetina.
Le funzioni del DNA dipendono dalla sua struttura
60
I legami dei nucleotidi
61
NUCLEOTIDE
Base azotata-zucchero: C1’
Zucchero-fosfato: C5’
LEGAME CON ALTRI
NUCLEOTIDI
Zucchero-fosfato:
C5’ col nucleotide
precedente
C3’ col nucleotide
successivo
Ogni filamento decorre in
direzione 5’3’
Caratteristiche della doppia elica
Caratteristiche della DE:
•diametro uniforme
•destrorsa
•antiparallela
•basi azotate situate nei solchi
minori e maggiori
62
Caratteristiche della doppia elica
Le bp (basi appaiate) si
trovano su piani
perpendicolari al l’asse
della DE.
Questa è stabilizzata
anche dalle interazioni
idrofobiche tra le basi
azotate
63
Appaiamento delle basi del DNA
Hydrogen bonds
3’
5’
A=T
G  C hybridized
http://www.youtube.com/watch?v=el81jTUdl7s
strands
Phosphate-sugar
T
=
A
backbone
CG
A=T
T A
A
T
G
C
C denatured G
C 5’
3’G strands
Youtube: Corso citologia-DNA e cromosomi
A=
G T
C
T=
A C
G
A=
T =T
A
C
G C
G
3
’
5
’
G
C
5
’
3
’
Codice genetico
UUU
UUC
Fenilalanina
PHE
UCU
UCC
UAU
Serina
SER
UAC
UUA
UCA
UUG
UCG
UAG
CCU
CAU
CUU
CUC
Leucina
LEU
CCC
Prolina
PRO
UAA
CAC
CUA
CCA
CUG
CCG
CAG
AUU
ACU
AAU
AUC
Isoleucina
ILE
AUA
AUG
ACA
Codone
inizio
GUU
GUC
GUA
GUG
ACC
Valina
VAL
Treonina
THR
CAA
AAC
AAA
ACG
AAG
GCU
GAU
GCC
GCA
GCG
Alanina
ALA
GAC
GAA
GAG
Tiroxina
TYR
STOP
UGU
UGC
Cisteina
CYS
UGA
STOP
UGG
Triptofano TRP
Istidina
HIS
CGU
Glutammina
GLN
CGA
Asparagina
ASN
Lisina
LYS
CGC
Arginina
ARG
CGG
AGU
AGC
AGA
AGG
Ac.Aspartico
ASP
GGU
Ac.glutammico
GLU
GGA
GGC
GGG
Serina
SER
Arginina
ARG
Glicina
GLY
Dalla doppia elica al cromosoma
Quadrupla elica?
Il Dna nelle cellule umane può assumere anche una forma 'a
quadrupla elica', e non solo quella a doppia scoperta proprio 60
anni fa da Watson e Crick con il contributo fondamentale di
Rosalind Franklin. Lo ha scoperto Giulia Biffi, una ricercatrice
italiana che lavora all'università di Cambridge con uno studio
pubblicato dalla rivista Nature Chemistry, che per la prima volta
ha isolato questa struttura nelle cellule umane.
Le strutture a quadrupla elica erano già state isolate in provetta,
ma nessuno era mai riuscito a vederle nelle cellule umane.

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