Petrarca (3) a cura della terza CL

Report
Parma, Inverno 1344-45
ItalIa mIa, benché ‘l
parlar sia indarno
VV. 1-30
POESIA (vv.33-64)
Ben provide, Natura al nostro stato
Quando de l’alpI schermo
Pose fra noi et la tedesca rabbia;
ma ‘l desIr cIeco, e ‘ncontra ‘l suo ben fermo,
s’è poI tanto Ingenato,
ch’al corpo sano à procurato scabbIa.
Or dentro ad una gabbia
Fare selvaggie et mansüete gregge
s’annIdan sì, che sempre Il mIglIor geme;
Et è questo del seme,
Per più dolor, del popol senza legge,
Al qual, come si legge,
marIo aperse sì ‘l fIanco,
che memorIa de l’opra ancho nn langue,
Quando assetato et stanco
Nn più breve del fiume acqua che sangue.
PARAFRASI
La natura provvide adeguatamente
alla nostra esistenza, quando mise la
protezione delle Alpi fra noi e la
ferocia tedesca; ma poi il desiderio
cieco, e tenace contro il proprio
interesse, si è a tal punto dato da fare,
che ha procurato corruzione al corpo
sano. l’avIdItà senza dIscernImento e
testarda dei potenti ha distrutto le
difese offerte dalla natura alla
penisola, corrompendola. Ora belle
selvagge e greggi mansueti abitano
dentro a una gabbia, così che il migliore
sempre è oppresso; e questo viene, per
più dolore, dalla discendenza del
popolo senza civiltà, al quale, come si
legge, Mario inflisse una tale sconfitta
che ancora non si spegne il ricordo
dell’evento Quando assetato e stanco
non bevve dal fiume più acqua che
sangue.
Cesare taccio che per ogni piaggia
fece l’erbe sanguIgne
dI lor vene, ove ‘l nostro ferro mIse.
Or par, non so per che stelle maligne,
che l’ cIelo In odIo n’aggIa:
Vostra mercé, cui tanto si commise.
Vostre voglie divise
Guastan del mondo la più bella parte.
Qual colpa, qual giudicio o qual destino
Fastidire il vicino
Povero, et le fortune afflicte et sparte
perseguIre, e ‘n dIsparte
Cercar gente et gradire,
che sparga ‘l sangue et venda l’alma a
prezzo?
Io parlo per ver dire,
nono per odIo d’altruI, né per dIsprezzo .
Non parlo di Cesare che per ogni terra
InsanguInò l’erbe del loro sangue,
ovunque portò la spada nostra. Ora
pare che il cielo ci abbia in odio non
so per che stelle malefiche: grazie a
voi, ai quali è stato affidato un così
alto compito. Le vostre avidità
discordi guastano la più bella
regione del mondo. Quale colpa,
quale punizione o quale destino vi
spinge a opprimere i vicini poveri, e
perseguitare i beni impoveriti e
dispersi, e a cercare e gradire gente
straniera, che sparga il proprio
sangue e venda l’anIma per denaro? Io
parlo per dire la verità, non per odio
né per disprezzo di qualcuno.
METAFORE: - ch’al corpo sano à procurato scabbIa (v.38)
- Or dentro ad una gabbia fiere selvagge et
mansüete gregge s’annidan sì, che sempre il
miglior geme (vv.39-41)
PROSOPOPEA: ItalIa mIa, benché ‘l parlar sIa
Indarno…(vv.1 sgg.)
PRETERIZIONE: Cesare taccio che per ogni pIaggIa…(vv.49
sgg.)
Collocazione
CXXVIII del Canzoniere
Datazione
1344-45 a Parma
Schema metrico
Canzone di 6 stanze di 16 versi secondo lo chema metrico:
AbC, BaC; cDEeDdfGfG (anche per congedo)
Tema politico e tema religioso
Degenerazione della vita politica degli
stati italiani/degenerazione dei costumi
eclesiastici
Utilizzo da parte dei signori di truppe
mercenarie straniere
“ ahI lasso, or è stagIon de doler tanto”
guIttone d’arezzo
Collegamento con Dante Alighieri
Petrarca
Valori
universalistici
per pace e
civiltà, no
particolarismo
municipalista
Bisogno di
cementare
l’IdentItà
europea
comune
Oggi
Italia e
Europa
Riconoscimento
e
rivendicazione
delle
specificità
locali
VV 65 a VV 96
La più grande canzone politica di
Petrarca
La più grande canzone politica del
Trecento
Particolarismo
Situazione di
Parma, venduta da
Azzo da Correggio
a Obizzo d‘Este
Meccanismo
delle alleanze
Bologna, Verona e
Forlì
Scopo = richiamo alla civiltà nazionale
italiana
Né v'accorgete anchor per tante prove
del bavarico inganno
ch'alzando il dito colla morte scherza?
Peggio è lo strazio, al mio parer, che 'l
danno;
ma 'l vostro sangue piove
piú largamente, ch'altr'ira vi sferza.
Da la matina a terza
di voi pensate, et vederete come
tien caro altrui che tien sé cosí vile.
Latin sangue gentile,
sgombra da te queste dannose some;
non far idolo un nome
vano senza soggetto:
ché 'l furor de lassú, gente ritrosa,
vincerne d'intellecto,
peccato è nostro, et non natural cosa.
E non vi accorgete ancora con tante
dimostrazioni dell'inganno dei soldati
germanici che alzando il dito si beffano
della morte? A parer mio è peggio lo
scherno che il danno; ma il sangue dei
vostri viene versato con più larghezza
dato che vi incita un odio ben maggiore.
Pensate a voi stessi dall'alba alle nove e
vedrete quanto consiedera degni gli altri
chi considera sè così vile. Nobile sangue
latino libarati di questi pesi dannosi; non
trasformare in un mito una fama illusoria
senza fondamento: dal momento che è
colpa nostra e non cosa naturale che la
violenza del nord popolazione arretrata ci
vinca in intelligenza.
Analisi della poesia
Schema metrico: ABCBAC CDE EDDFGFG
Nella strofa è presente un paradosso ossia la concezione dell'epoca die popoli
nordici
La strofa è ricca di metafore ( es ma 'l vostro sangue piove)
VV 81 a Vv 96
Non è questo 'l terren ch'i' toccai pria?
Non è questo il mio nido
ove nudrito fui sí dolcemente?
Non è questa la patria in ch'io mi fido,
madre benigna et pia,
che copre l'un et l'altro mio parente?
Perdio, questo la mente
talor vi mova, et con pietà guardate
le lagrime del popol doloroso,
che sol da voi riposo
dopo Dio spera; et pur che voi mostriate
segno alcun di pietate,
vertú contra furore
prenderà l'arme, et fia 'l combatter corto:
ché l'antiquo valore
ne gli italici cor' non è anchor morto.
Non è questa la terra che io toccai
per prima? Non è questo il mio nido in
cui fui nutritocosì dolcemente? Non è
questa la patria nella quale io ho
fiducia, madre benevola e pietosa,
che copre l'uno e l'altro mio genitore?
In nome di Dio, queste cose talora vi
muovano la mente e guardate con
pietà le lagrime del popolo
addolorato, che spera serenità solo
da voi dopo Dio; e solamente che voi
mostriate qualche segno di pietà e il
valore prenderà le armi contro la
brutalità e il combattimento sarà
breve : perchè l'antico valore non è
ancora morto nei cuori italiani.
Analisi
Schema metrico: ABCBAC CDE EDDFGFG
Questa strofa esordisce con tre domande retoriche
In questa strofa vi sono molti latinismi.
La strofa si apre con una anafora non perfetta ( Non)
Stile della poesia
Sostenutezza retorica
●
Uso della metrica
●
Richiami alla romanità e al latino
●
<< Latino lingue gentile,
sgombra da te queste
dannose some>>
Stile quasi
religioso
Richiamo alla civiltà e
lingua latina
•CONTENUTO
Dopo
la morte, l’anima si presenta nell’aldilà senza
protezione (il corpo) per il giudizio finale.
Credere più nella fede religiosa cristiana.
Usare le forze per compiere imprese importanti e non per
combattere.
Messaggio di pace valido solo per chi non è corrotto e
che ama contemplare la verità.
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Strofe da 16 versi.
Congedo (10 versi).
Schema rimico: AbC, BaC; cDEeDdfGfG.
Latinismi:
Et
Necesse est (vv.101)
Metafore:
Mirate come l’tempo vola (vv. 97)
Convien ch’arrive a quel dubbioso calle. Al passar questa valle (vv.
102-103).
Perifrasi:
Già dell’usanza pessima et ntica, del ver sempre nemica (vv.117118).
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Idea politica di Petrarca
Universalismo politico
Tradizione dell’impero romano
Rifiuto logica particolarismo municipalista
Anima e corpo
L’anima vive per sempre
Trasmigrazione delle anime
Corruzione
Se sei corrotto, non puoi contemplare la verità. Si tratta quindi di
una salvezza dal giudizio universale.
Contemplazione del mondo antico in piccole strofe.
PETRARCA
DANTE
Universalismo politico
Particolarismo municipalista
Intellettuale escluso dai contrasti
interni e ha una visione più ampia
Intellettuale che è privilegiato
poiché fa parte della politica
interna
Ripresa dell’antico (Roma)
Ripresa dell’antico (Roma)

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