- TFA Sostegno PG

Report
SVILUPPO COGNITIVO ED
EMOZIONALE DEL
BAMBINO SORDO
Prof. Giovanni Mazzotta
Scuola di
Specializzazione in
NEUROPSICHIATRIA
INFANTILE
Università degli Studi
Perugia
U. O. Complessa
“Neuropsichiatria
Infantile e dell’Età
Evolutiva”
USL UMBRIA 2

•
•
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•
•
•
•
•
•
L’uomo per entrare in relazione con i suoi
simili ha bisogno del normale funzionamento
dei suoi sensi:
Olfatto
Vista
Tatto
Udito
Gusto,
Propriocezione,
Stereognosia,
Linguaggio
Etc…
Il senso dell’udito è
il primo che si
attiva e varie
ricerche ne hanno
dimostrato il
funzionamento nel
feto durante la
vita in utero.
Nell’individuo sordo viene a
mancare l’anello iniziale
della catena, che
permette di relazionarsi
con gli altri esseri umani
e che nell’infanzia
permette di apprendere il
linguaggio.
Il sordo appare, secondo la
definizione di Louise
Trenque, “…come lo
spettatore di un film
permanentemente sonoro
per tutti e muto solo per
il sordo stesso…”
Le ipoacusie che hanno particolare
importanza in campo pediatrico, sono
quelle che interessano l’apparato
uditivo periferico e provocano
un+alterazione della soglia uditiva
tale da compromettere la percezione
e la decodifica a livello cerebrale
degli stimoli verbali.
Sviluppo del linguaggio
•
•


Stadio grammaticale (dopo il 3°anno):
c’è l’ampliamento del vocabolario e la
comparsa delle regole sintattiche
sempre più complesse.
Stadio della frase (2°- 3° anno): Inizia la
costruzione della frase, prima senza
regole grammaticali per poi acquisire
quelle più elementari.
Stadio della parola-frase (12°-22°
mese): all’inizio del 2° anno di vita
compare il”gergo” cioè la pronuncia di
parole simili a quelle originali.
Stadio preverbale: inizia con il vagito
neonatale.
C’è il periodo della “lallazione”
(presente anche nei bambini sordi in
quanto non condizionata dall’udito) e il
periodo “locutorio” (7°-9° mese) in cui
vengono perlopiù ripetute le parole
udite.
Perché il linguaggio venga acquisito e abbia un
suo sviluppo fisiologico sono necessarie le
seguenti funzioni specifiche
1. Integrità anatomica e
funzionale del sistema
uditivo;
2.
Integrità anatomica e
funzionale dell’apparato
fonatorio;
3.
Normosviluppo
intellettivo;
4.
Adeguata stimolazione
ambientale.
La strutturazione, la coordinazione e
l’integrazione dei processi di sviluppo del
linguaggio si completano entro i primi quattrocinque anni di vita.
Questo è il periodo in
cui la struttura
encefalica è dotata
della massima
plasticità, per il
costante aumento
delle connessioni
interneuroniche e
completamento della
mielinizzazione
nervosa.
Sordità di Trasmissione
Otiti,
Tappo di cerume
Otosclerosi
Sordità Neurosensoriale
(Lesione coclea o nervo acustico)
Sordità di Tipo misto
Considerando l’età del bambino dobbiamo
tenere conto che le alterazioni del
linguaggio hanno un significato clinico
differente.
Infatti si riconoscono in base al disturbo
acustico:
A) SORDITA’ PREVERBALE
B) SORDITA’ POST-VERBALE
Sordità pre-verbale
 Ipoacusia
insorta prima dell’inizio del
processo di acquisizione del linguaggio
(<1anno).
 Ipoacusia insorta tra il 2° e 3° anno
di età. In questo periodo il bambino
sviluppa la struttura sintatticogrammaticale minima propria del
linguaggio adulto.
Sordità post-verbale

Ipoacusie insorte, fra il 3°-7° anno.
Questo è il periodo in cui le abilità
comunicativo - linguistiche anche se
acquisite non sono ancora del tutto
consolidate. Sul piano clinico c’è regressione
delle abilità linguistiche.

Ipoacusie insorte fra il 7°-18° anno.
Questo è il periodo in cui l’acquisizione del
linguaggio è consolidato. Sul piano clinico ci
sono quadri variegati in rapporto allo
sviluppo psicointellettivo del soggetto.
… cosa accade in un bambino con
deficit della funzione uditiva ?
Il bambino si isola dal mondo che lo
circonda, perché privato del principale
canale e strumento di comunicazione, il
linguaggio.
2. La sintomatologia nei primi sei mesi di vita è
subdola: il neonato ipoacusico mantiene la
lallazione e ciò può portare all’instaurarsi di
effetti irreversibili.
1.
L’interazione madre-Bambino ipoacusico o sordo fino all’età di 6-12 mesi
non è differente da quanto avviene nei bambini normali.
C’è una interazione prevalentemente corporea nel “protolinguaggio”.
Diade
madre
bambino
Se la comunicazione ORALE
Uditiva cessa, scompare il
pattern naturale di comunicazione ed è opportuno iniziare il
linguaggio dei segni ??.
Preisler G. Int. J. Pediatr. Otorinolaringol., 1999, 49:39-43.
Non dobbiamo
dimenticare che
l’espressione del
pensiero dipende dalle
parole: è difficile
pensare compiutamente
senza parole.
Senza parole è difficile per
il bambino sordo
partecipare alle
esperienze esterne in
modo da incrementare il
suo sviluppo
intellettuale.
ISOLAMENTO DEL BAMBINO:
SORDITA’ O AUTISMO?
È fondamentale effettuare
diagnosi differenziale tra
sordità e autismo.
In questo caso sono
dirimenti i Potenziali
Evocati Acustici (AEP).
Se gli AEP sono indicativi di
sordità, si metteranno in
atto le terapie adeguate
per poter riacquisire
l’udito.
Linee guida regionali 2013
Cosa succede
ai bambini
con ipoacusia?
La mancata acquisizione del linguaggio può
determinare alterazioni nella sfera relazionale e
comportamentale del bambino, rappresentate da:
 anomalie dello sviluppo psicomotorio,
 deficit percettivi spazio- temporali,
 carenze intellettive,
 disturbi comportamentali,
 disturbi di personalità e dell’umore.
Prevalenza (%) di disturbi psichiatrici
nei bambini sordi e ipoacusici
Autori
Sordi
Rutter et al (1970)
15.4
Schelesinger et
Meadow (1972)
31.0
Fundudis et al (1979)
54
Aplin (1987)
Ipoacusici
9.7
28
18
16.7
Hindley et al (1994)
42.4
60.9
Sinkkonen (1994)
28.7
18.7
Van Eldik (1994)
22
Vostanis et al (1997)
Normoudenti
39.7
15.8
10
DISTURBO DA DEFICIT
DELL’ATTENZIONE E
IPERATTIVITA’
A seconda dell’età in cui insorge la sordità,
c’è una diversa incidenza della Sindrome
ADHD.
Se la sordità è congenita, l’incidenza del
disturbo è pari a quella dei bambini
normoudenti (5/1000).
Se la sordità è acquisita, l’incidenza è
maggiore (15/1000).
(Kelly D. et al. Am Ann Deaf, 1998)
DISTURBI AFFETTIVI
L’uso di test standardizzati ha messo in
evidenza la presenza di problemi di
depressione, ansia e soprattutto di fobia
sociale in ragazzi scolarizzati con ipoacusia
o sordità di tipo profondo.
(Hindley PA, J CHILD PSYCHOL PSYCHIATR, 1997)
(Watt JD et al., AM ANN DEAF, 2001)
Bailly D. et al , ENCEPHALE, 2003)
Prevalenza dei disturbi affettivi
mediante test standardizzati
Children’s Depression Inventory. In un
campione di 108 bambini e adolescenti
sordi (età media 13 a.).
Prevalenza del 6.5% .
1. Beck Depression Inventory. In un
campione di 102 studenti sordi di età
compresa fino ai 25 anni e in cui
l’intervento per la sordità è avvenuto prima
dei 2 anni.
La depressione in forma lieve era presente
nel 43 %, quella medio-severa nel 34 %.
1.
PROBLEMI DI PERSONALITA’
I bambini affetti da sordità e non protesizzati
oppure educati al linguaggio dei segni sviluppano una
“personalità primitiva” risultante dalla combinazione
di ridotta scolarità, estrema povertà nelle
interazioni sociali e da una prima infanzia
“psicologicamente sterile” (deprivazione cognitiva).
La conseguenza di ciò è un’alterazione
dell’integrazione e del funzionamento sociale.
Molti di questi soggetti sono sordi socialmente isolati,
immaturi e con difetti nella costruzione
dell’identità personale.
La precoce esposizione alla
comunicazione orale gioca un ruolo
cruciale nello sviluppo delle capacità,
nel cogliere gli stati psicologici
dell’altro come ad esempio la
motivazione, le emozioni, i desiderata,
etc.
“Gli
esperimenti
hanno
dimostrato
che
il
riconoscimento
delle
intenzioni
dell’altro
non
avviene
soltanto
con
il
riconoscimento motorio, ma
come riconoscimento vero e
proprio
dell’azione,
intesa
come evento cognitivo”
Skyles J.: Gesture, language
origins, and right Handedness.
Psychology: 11:24-30,2000.
NEURONI A
SPECCHIO
L’ambiente influenza notevolmente
la personalità del minore
con problemi di sordità.
In soggetti sordi è
emerso che
l’alterato
funzionamento
psicosociale è
dipendente anche
dall’assenza di
normali scambi
intrafamiliari.
Neuroni a specchio
ESPERIENZE AMBIENTALI SIA
POSITIVE CHE NEGATIVE
POSSONO MODIFICARE SIA LA
STRUTTURA CHE LE FUNZIONI
CEREBRALI
(Sapolsky 1992; Eisenberg 1995;
Hann et al., 1998; Kandel 1999),
CON INDELEBILI CONSEGUENZE A
LIVELLO MICROSTRUTTURALE,
BIOCHIMICO E
COMPORTAMENTALE.
… e i genitori ?
Le reazioni emozionali dei genitori al momento della
diagnosi di sordità del figlio sono paragonabili a
quelle osservate per la diagnosi di altri handicap.
I genitori si trovano a vivere un trauma affettivo.
Hanno una “ferita narcisistica”: improvvisamente
svaniscono i sogni e le speranze su un bambino
idealizzato durante la gravidanza e nei primi mesi
di vita.
La “rielaborazione del lutto” passa attraverso la
negazione, la rabbia, il darsi un “perché”, momenti
depressivi prima di giungere all’accettazione della
minorazione, che il figlio presenta.
Molti di essi nutrono rancore e senso di colpa,
non hanno aspettative dal futuro e sono
nell’eterna attesa che qualche altro medico
gli dica che la diagnosi è sbagliata.
Questo atteggiamento sicuramente non aiuta il
bambino sordo.
Per tale motivo è molto importante per aiutare
il paziente prendere in carico non solo il
bambino sordo, ma anche i genitori.
Alcune ricerche indicano che i figli sordi di
genitori sordi presentano problemi
emozionali e sociali in misura minore
rispetto ai figli sordi di genitori
normoudenti.
Secondo Meadow-Orlans (1990) i genitori
normoudenti tendono a essere
iperprotettivi nei confronti dei figli con
minorazione acustica.
APPARECCHI ACUSTICI
IMPIANTO COCLEARE
L’impiego di apparecchi acustici ha destato
un’aumentata attenzione dei medici ai residui
uditivi nei bambini sordi.
L’impianto cocleare è costituito da
microelettrodi che stimolano direttamente il
nervo acustico. È soprattutto utile nelle
persone alle quali l’apparecchio convenzionale
non riesce ad attivare sufficientemente il
residuo uditivo.
PREPARAZIONE ALL’ IMPIANTO
COCLEARE
Preparazione della famiglia:
 Situazione di stress per il deficit con handicap del
minore (Stigma);
 Rapporti disfunzionali (un genitore protettivo e l’altro
no, etc.);


E’ Fondamentale l’alleanza terapeutica:
Specialisti-LOGOPEDISTI-Famiglia
Occorre fornire informazioni :
- età diagnosi e 1° protesizzazione
- Deficit Neurologici comorbidi
- Metodiche usate (oralismo, segni, etc);
- Disponibilità della famiglia
- Aspettative parentali
INDAGINI PRE-IMPIANTO
•
•
•
•
•
•
Valutazione Funzioni cognitive,
Valutazioni Funzioni percettive motorie,
Valutazione Memoria a breve termine,
Valutazione Motricità,
Valutazione personalità,
Valutazione Psichiatrica (AnsiaDepressione, etc.)
IMPIANTO COCLEARE E
SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
1
Lo sviluppo del linguaggio dei bambini che
hanno adottato l’impianto cocleare prima dei
5 anni è simile o uguale a quello dei bambini
normoudenti .
I bambini impiantati precocemente presentano
un linguaggio migliore e una modalità di
comunicazione migliore rispetto a quelli che
hanno effettuato l’impianto dopo un lungo
periodo di sordità.
(Brackett D , Zara C.D, The American Journal of Otology,1998).
RUBINSTEIN J.T.
The Lancet 360 (10) : 483-485 2002
RUBINSTEIN J.T.
The Lancet 360 (10) : 483-485 2002
Explorations of the cognitive and behavioural
consequences of paediatric cochlear implantation
Edwards L., Khan S, Broxholme C., Langdon D.
Cochlear Implants Int. 2006; 7:61-76
20 soggetti
età 2-5 a.
Scala Leiter pre impianto e retest dopo 12
mesi dall’impianto
• Le performance erano migliorate
significativamente in 7 dei 13 items.
• C’era relazione psitiva fra i miglioramenti
cognitivi e quelli comportamentali.
I bambini sordi con impianto cocleare e che
usano solo linguaggio verbale hanno livelli
cognitivi e linguaggio migliore di quelli che
sono bimodali (Linguaggio verbale +
Linguaggio dei segni)
Miyamoto R.T. et al.. Acta Otolaryngol.. 1999;
119:219-224
 O’Donoghue G.et al. Lancet; 2010;356:466-468.

L I S
Gli apparecchi acustici hanno migliorato la
capacità uditiva a bambini e adolescenti
sordi, ma non sono stati eliminati tutti
gli effetti psicologici legati alla sordità.
L’apparecchio acustico o l’impianto
cocleare non sono una “bacchetta
magica” che permette di risolvere
qualsiasi problema.
2014
«..le persone con impianto cocleare riescono
ad integrare meglio queste informazioni
sensoriali, utilizzando anche la coloritura
emotiva degli eventi per un maggior
controllo dell’ambiente e sviluppando un
maggior senso di appartenenza e sicurezza
personale, ma… l’impianto consente
soltanto di sentire… e rimane importante
lavorare per raggiungere la condivisione di
un sistema di grammatica e sintassi per
comunicare contenuti in lettura e
scrittura…»
E’ Fondamentale l’alleanza terapeutica:
Specialisti - logopedisti-Famiglia
che avviene nella modalità della “presa in
carico globale”
ESSERE SORDO OGGI
There is much controversy about
paediatric cochlear implants
prelingually deaf children being
accused of etnocide and…crimes
against humanity”
These accusations are made on
behalf of the culturally “DEAF”
community, a group whose
members typically are prelingually
deaf, fluent in sign language, and
educated in residentials school for
deaf.
Rubinstein J.K, Lancet 360 (10) : 483-485 2002
ESSERE SORDO OGGI

L’impianto cocleare ha fatto insorgere le associazioni di
sordi che manifestano perplessità circa l’intervento,
non solo per le rivendicazioni culturali e linguistiche, ma
anche e soprattutto per salvaguardare lo sviluppo
psicosociale del bambino sordo impiantato.

Nonostante al giorno d’oggi l’impianto cocleare sia
considerato un successo, le perplessità circa le
conseguenze sullo sviluppo psicosociale del bambino
sono molteplici.

I sordi hanno temuto di perdere l’eccezionale
solidarietà in tutto il mondo e di perdere la loro
identità e la loro lingua dei segni.
(Associazione Nazionale Sordi Svizzera, 2008)
“Non è normale essere sordo, ma i sordi invece sono
individui perfettamente normali se noi li aiutiamo a
superare i vari problemi della loro disabilità.
E’ fondamentale la prevenzione e la diagnosi precoce
della sordità.
Tuttavia qualora ciò non fosse avvenuto lo scopo del
riabilitatore (ORL, logopedista, psicologo, NPI,
etc) deve essere quello di far crescere il bambino
ipoacusico o sordo in modo equilibrato, capace di
affrontare i limiti e i problemi del proprio
handicap, qualora ci fossero, e non una brutta
copia di un individuo normoudente” .
Gessel, 1997

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