La Costituzione italiana: fonte prevalente

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La Costituzione italiana
come
fonte prevalente del diritto
Introduzione
• Cenni storici: Statuto Albertino e
Assemblea costituente
• Alcune caratteristiche:
• Lunghezza
• Apertura, principi (mitezza) e qualche
regola, pluralismo
• Fonte prevalente del diritto: terzo significato
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C. Casonato, dir. cost. 2010
Il diritto costituzionale
• Testo costituzionale
• Leggi costituzionali
• “Tradizioni” costituzionali: modelli, principi
• Interpretazione “sistematica” da parte della dottrina
• Bilanciamento degli interessi
• Giurisprudenza della Corte costituzionale
• Ruolo del giudice a quo
• Legislazione ordinaria
• Materia elettorale, referendum, regioni, ordinamento giudiziario
• Regolamenti
C. Casonato, dir. cost. 2010
Lo Statuto Albertino
“CARLO ALBERTO, per la grazia di Dio, RE DI SARDEGNA, DI CIPRO E DI GERUSALEMME,
Ecc. Ecc. Ecc.
Con lealtà di Re e con affetto di Padre Noi veniamo oggi a compiere quanto
avevamo annunziato ai Nostri amatissimi sudditi col Nostro proclama dell' 8
dell'ultimo scorso febbraio, con cui abbiamo voluto dimostrare, in mezzo agli
eventi straordinarii che circondavano il paese, come la Nostra confidenza in
loro crescesse colla gravità delle circostanze, e come prendendo unicamente
consiglio dagli impulsi del Nostro cuore fosse ferma Nostra intenzione di
conformare le loro sorti alla ragione dei tempi, agli interessi ed alla dignità della
Nazione.
Considerando Noi le larghe e forti istituzioni rappresentative contenute nel
presente Statuto Fondamentale come un mezzo il più sicuro di raddoppiare coi
vincoli d'indissolubile affetto che stringono all'Italia Nostra Corona un Popolo,
che tante prove Ci ha dato di fede, d'obbedienza e d'amore, abbiamo
determinato di sancirlo e promulgarlo, nella fiducia che Iddio benedirà le pure
Nostre intenzioni, e che la Nazione libera, forte e felice si mostrerà sempre più
degna dell'antica fama, e saprà meritarsi un glorioso avvenire. Perciò di Nostra
certa scienza, Regia autorità, avuto il parere del Nostro Consiglio, abbiamo
ordinato ed ordiniamo in forza di Statuto e Legge fondamentale, perpetua ed
irrevocabile della Monarchia, quanto segue:…”
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C. Casonato, dir. cost. 2010
L’assemblea costituente
La Costituzione repubblicana fra
mutamento e continuità
• L’Assemblea costituente
• Una nuova Costituzione
• Un contesto giuridico e
culturale di forte continuità
con il fascismo
• Codice civile, penale, TULPS,
leggi processuali, giustizia amm.
pubblico impiego,
poteri province e comuni
• L’ostruzionismo della maggioranza
• Una norma meramente programmatica?
C. Casonato, dir. cost. 2010
I ritardi
• Le ragioni politiche
• Ritardi “colposi” e ritardi “dolosi”
• Disposizioni transitorie e finali
• La Corte costituzionale (1956)
• Le Regioni (1970)
• Il referendum (1970-1974)
La Costituzione fra dimensione
programmatica e precettiva
Corte cost. sent. 1/1956: l’oggetto
REGIO DECRETO 18 giugno 1931, n. 773 – TULPS (art. 113)
1. Salvo quanto è disposto per la stampa periodica e per la materia
ecclesiastica, è vietato, senza licenza dell'autorità locale di pubblica sicurezza,
distribuire o mettere in circolazione, in luogo pubblico o aperto al pubblico,
scritti o disegni.
2. E' altresì vietato, senza la predetta licenza, in luogo pubblico, o aperto o
esposto al pubblico, affiggere scritti o disegni, o fare uso di mezzi luminosi o
acustici per comunicazione al pubblico, o comunque collocare iscrizioni anche
se lapidarie. …
5. Le affissioni non possono farsi fuori dei luoghi destinati dall'autorità
competente. …
7. Gli avvisi, i manifesti, i giornali e gli estratti o sommari di essi, affissi senza
la licenza, sono tolti a cura dell'autorità di pubblica sicurezza.
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C. Casonato, dir. cost. 2010
Segue
“fuori di discussione la competenza esclusiva della Corte costituzionale a
giudicare sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e
degli atti aventi forza di legge, come è stabilito nell'art. 134 della Costituzione.
La dichiarazione di illegittimità costituzionale di una legge non può essere fatta
che dalla Corte costituzionale in conformità dell'art. 136 della stessa
Costituzione.
L'assunto che il nuovo istituto della "illegittimità costituzionale" si riferisca
solo alle leggi posteriori alla Costituzione e non anche a quelle anteriori non
può essere accolto, sia perché, dal lato testuale, tanto l'art. 134 della
Costituzione quanto l'art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1948, n. 1,
parlano di questioni di legittimità costituzionale delle leggi, senza fare alcuna
distinzione, sia perché, dal lato logico, è innegabile che il rapporto tra leggi
ordinarie e leggi costituzionali e il grado che ad esse rispettivamente spetta
nella gerarchia delle fonti non mutano affatto, siano le leggi ordinarie anteriori,
siano posteriori a quelle costituzionali. Tanto nell'uno quanto nell'altro caso la
legge costituzionale, per la sua intrinseca natura nel sistema di Costituzione
rigida, deve prevalere sulla legge ordinaria.”
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C. Casonato, dir. cost. 2010
Segue
“Non occorre poi fermarsi ad esaminare se e in quali casi, per le leggi
anteriori, il contrasto con norme della Costituzione sopravvenuta possa
configurare un problema di abrogazione (…). I due istituti giuridici
dell'abrogazione e della illegittimità costituzionale delle leggi non sono
identici fra loro, si muovono su piani diversi, con effetti diversi e con
competenze diverse. Il campo dell'abrogazione inoltre è più ristretto, in
confronto di quello della illegittimità costituzionale, e i requisiti richiesti
perché si abbia abrogazione per incompatibilità secondo i principi
generali sono assai più limitati di quelli che possano consentire la
dichiarazione di illegittimità costituzionale di una legge.”
“la nota distinzione fra norme precettive e norme programmatiche può
essere bensì determinante per decidere della abrogazione o meno di una
legge, ma non è decisiva nei giudizi di legittimità costituzionale,
potendo la illegittimità costituzionale di una legge derivare, in
determinati casi, anche dalla sua non conciliabilità con norme che si
dicono programmatiche”
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C. Casonato, dir. cost. 2010
Segue
Art. 113 “col prescrivere l'autorizzazione, sembra far dipendere quasi da una
concessione dell'autorità di pubblica sicurezza il diritto, che l'art. 21 della
Costituzione conferisce a tutti, attribuendo alla detta autorità poteri
discrezionali illimitati, tali cioè che, indipendentemente dal fine specifico di
tutela di tranquillità e di prevenzione di reati, il concedere o il negare
l'autorizzazione può significare praticamente consentire o impedire caso per
caso la manifestazione del pensiero.”
•
•
•
•
•
Norme programmatiche e precettive
Competenza esclusiva della Corte
Criterio gerarchico: sentenza di accoglimento (parziale)
Bilanciamento interessi e limiti impliciti (no diritti ass.)
Monito e illegittimità consequenziale
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C. Casonato, dir. cost. 2010
La prevalenza della Costituzione
1. L’applicazione diretta di norme costituzionali
2. L’interpretazione conforme
3. Un atto normativo che raramente prevale
secondo le logiche dell’abrogazione (cronologia)
4. o più spesso dell’invalidità (gerarchia)
L’interpretazione come attività di
riconduzione a coerenza del sistema
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C. Casonato, dir. cost. 2010
1. L’applicazione diretta di norme
costituzionali
• I casi storici
• La delega di bilanciamento
• Lacuna: la Costituzione come fonte della
regola del caso
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C. Casonato, dir. cost. 2010
Un esempio:
il disconoscimento del figlio
Corte cost. sent. 347 del 1998
“L’individuazione di un ragionevole punto di
equilibrio tra i diversi beni costituzionali coinvolti,
nel rispetto della dignità della persona umana,
appartiene primariamente alla valutazione del
legislatore. Tuttavia, nell’attuale situazione di
carenza legislativa, spetta al giudice ricercare nel
complessivo sistema normativo l’interpretazione
idonea ad assicurare la protezione degli anzidetti
beni costituzionali.”
Il “caso Welby”
Tribunale di Roma, Sez. I civile, ord. 16-12-2006
“il divieto di accanimento terapeutico è un principio solidamente
basato sui principi costituzionali di tutela della dignità della
persona, previsto nel codice deontologico medico, dal Comitato
Nazionale per la Bioetica, dai trattati internazionali, in particolare
dalla Convenzione Europea, nonché condiviso anche in prospettiva
morale religiosa…
concetti sì di altissimo contenuto morale e di civiltà e di intensa forza
evocativa (primo fra tutti "la dignità della persona"), ma che sono
indeterminati e appartengono ad un campo non ancora regolato dal
diritto e non suscettibile di essere riempito dall'intervento del
Giudice, nemmeno utilizzando i criteri interpretativi che
consentono il ricorso all’analogia o ai principi gen. dell'ordinam”
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C. Casonato, dir. cost. 2010
Segue
“il diritto del ricorrente di richiedere la interruzione della
respirazione assistita ed distacco del respiratore artificiale,
previa somministrazione della sedazione terminale, deve
ritenersi sussistente alla stregua delle osservazioni di cui
sopra, ma trattasi di un diritto non concretamente
tutelato dall'ordinamento…
Solo la determinazione politica e legislativa, facendosi
carico di interpretare la accresciuta sensibilità sociale e
culturale verso le problematiche relative alla cura dei
malati terminali, di dare risposte alla solitudine ed alla
disperazione dei malati…, può colmare il vuoto di
disciplina”
C. Casonato, dir. cost. 2010
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Segue
• Il caso Welby (gup Roma, 2007):
• “certamente la condotta posta in essere dall’imputato
integra l’elemento materiale del reato di omicidio del
consenziente”
• del reato “sussiste anche l’elemento psicologico”
• “non luogo a procedere”: scriminante dell’adempimento
di un dovere (art. 51 c.p.)
• Un diritto costituzionale che costringe alla
commissione di un reato?
C. Casonato, Pisa, 2011
Segue: il “caso Englaro”
Corte di Cass., Sez. I civile, sent. 16.10.2007, n. 21748
“Il principio del consenso informato… ha un sicuro fondamento
nelle norme della Costituzione: nell’art. 2, che tutela e
promuove i diritti fondamentali della persona umana, della sua
identità e dignità; nell’art. 13, che proclama l’inviolabilità della
libertà personale, nella quale “è postulata la sfera di
esplicazione del potere della persona di disporre del proprio
corpo” (Corte cost., sentenza n. 471 del 1990); e nell’art. 32,
che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo…,
e prevede la possibilità di trattamenti sanitari obbligatori, ma li
assoggetta ad una riserva di legge, qualificata dal necessario
rispetto della persona umana”
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C. Casonato, dir. cost. 2010
Segue
“al giudice non può essere richiesto di ordinare il distacco…
la decisione del giudice può essere nel senso dell’autorizzazione solo
(a) quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso
apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento
medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello
internazionale, che lasci supporre che la persona abbia la benché
minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della
coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno; e
(b) sempre che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi
di prova chiari, concordanti e convincenti, della voce del
rappresentato, tratta dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai
suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima
di cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignità della pers.”
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C. Casonato, dir. cost. 2010
Segue: il consenso
Art. 32
«Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento
sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in
nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona
umana» (sent. 307/1990)
Sent. 438 del 2008
il consenso informato è «vero e proprio diritto della persona e
trova fondamento nei principi espressi nell’art. 2 della
Costituzione, che ne tutela e promuove i diritti fondamentali, e
negli artt. 13 e 32»
CEDU e Carta dei diritti fondamentali dell’UE (dignità)
MA reato “scriminato” e Cass. Pen. SU (2009)
C. Casonato, Pisa, 2011
2. L’interpretazione conforme
• Anche norme programmatiche hanno
“efficacia giuridica interpretativa” (Crisafulli, ‘52)
• La sent. 356/1996:
“le leggi non si dichiarano costituzionalmente
illegittime perché è possibile darne interpretazioni
incostituzionali (…), ma perché è impossibile darne
interpretazioni costituzionali.”
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C. Casonato, dir. cost. 2010
Segue: la sent. 3 del 1956
• Responsabilità del direttore di giornale “per ciò solo”:
personale o per fatto altrui?
• “quale sia l'efficacia delle decisioni del giudice ordinario nei
confronti delle decisioni della Corte con particolare
riferimento al potere interpretativo di questa nei confronti
della norma ordinaria”
• “Si volle dire che la responsabilità del direttore si fonda sulla
circostanza, propria di lui, di non aver osservato gli obblighi
di vigilanza e di controllo ai quali egli è tenuto per il fatto di
essere direttore…
• La conseguenza è che non esiste contrasto tra l'art. 57, n. 1
Cod. pen. e l'art. 27 della Costituzione”
Segue: la sent. 10 del 1993
• “le questioni sono non fondate nei sensi indicati in motivaz”
• “il presupposto interpretativo da cui mupovono i giudici…”
• “il giudice è sottoposto al vincolo interpretativo di conferire
alle norme, che contengono le garanzie dei diritti di difesa in
ordine alla esatta comprensione dell'accusa, un significato
espansivo, diretto a render concreto ed effettivo, nei limiti del
possibile, il sopra indicato diritto dell'imputato [alla difesa]”
• “L'interpretazione nei termini appena riferiti del diritto
all'assistenza gratuita di un interprete, basato sull'art. 143
c.p.p., fa venir meno i dubbi di legittimità costituzionale
manifestati”
Segue
• Interpretazione conforme v. intenzione del
legislatore
Trib. Cagliari, sent. 2508/2007: gli strumenti per ricostruire la
volontà del legislatore “costituiscono un valido supporto per
l'individuazione del significato dei termini utilizzati, che va
rinvenuto in quello «fatto palese dal significato delle parole
secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del
legislatore» (art. 12preleggi), ma non possono impedire che la
disposizione, quando il suo tenore letterale non sia univoco,
vada intesa in modo compatibile con i valori ed i principi
sovraordinati sanciti dalla Carta costituzionale”
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C. Casonato, dir. cost. 2010
Segue
• L’obbligo di interpretazione conforme e le
ordinanze di manifesta inammissibilità
• Il problema della pubblicità
• Le Critiche di apertura eccessiva/controllo
diffuso
3. L’abrogazione di norme precedenti
• Fenomeno raro: condizionato dalla specificità
della norma
• L’abrogazione implicita da parte delle leggi di
revisione costituzionale (l. cost. 3/2001)
• Sent. 422/2002: regioni invitate a “prendere
ciò che la Costituzione dà loro, senza necessità
di rimuovere previamente alcun impedimento
normativo”
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C. Casonato, dir. cost. 2010

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