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Report
TEORIA E TECNICA
DELLA COMUNICAZIONE
Sandro Baldacci
Facoltà di Lettere e Filosofia
Corso di Laurea in DAMS
Università degli Studi di Genova
Genova, 2003
E’ IMPOSSIBILE
PER L’UOMO
NON COMUNICARE
Sistema di collegamento
all’ambiente che permette di
regolare gli output in funzione
degli input
INTERFACCIA ANALOGICA IN USCITA
Modalità comportamentali
non verbali, verbali e simboliche
ADULTO
BAMBINO
AMBIENTE
Strategie
Strategie di
di
comportamento
basate
comportamento
INDIVIDUO
infantile
basate
sui
sui
processi
logicoprocessi analogici
matematici
propri del
propri
del
pensiero
pensiero digitale
magico
INTERFACCIA ANALOGICA IN ENTRATA
Inputs sensoriali e propriocettivi
ESTERNO
Entro i sette anni
Formazione della matrice del
COPIONE DI VITA
Origini del copione

Le decisioni di copione rappresentano la
migliore strategia che ha il bambino per
sopravvivere in un mondo che spesso
sembra ostile e minaccioso per la sua vita

Le decisioni di copione sono prese sulla
base delle emozioni e dell’esame di realtà
del bambino
Natura del copione

Il copione è un piano di vita

Il copione è diretto verso un tornaconto

Il copione è decisionale

Il copione è rinforzato dai genitori

Il copione è al di fuori della consapevolezza

La realtà viene ridefinita per giustificare il
copione
PSICOLOGIA
ANALOGICA
ANALISI
TRANSAZIONALE
PSICOLOGIA ANALOGICA
E’ una disciplina della psicologia
comportamentale che studia le leggi e le
regole che governano i sistemi mentali
dell’individuo e la sua emotività al fine di
prevenire, gestire, educare e curare
l’individuo
PSICOLOGIA ANALOGICA
assunti di base

Non cade foglia che l’inconscio non voglia

La parte logica afferma ciò che l’inconscio nega

Ciò che è obiettivo per la parte logica è
strumento per l’inconscio
 Chi chiede è perdente, chi sa ottenere è vincente

Chi dice non fa, chi fa non dice

La sofferenza è l’immagine ideale del piacere
Comunicazione verbale
Comunicazione non verbale
Comunicazione digitale
Comunicazione analogica
COMUNICAZIONE DIGITALE
Componente della
comunicazione verbale legata
alla codificazione simbolica
COMUNICAZIONE DIGITALE
Significato logico-matematico
legato alla parola
COMUNICAZIONE DIGITALE
Necessita della condivisione di
simboli logico - matematici
(linguaggio - scrittura)
COMUNICAZIONE
ANALOGICA
Non necessita della
condivisione di simboli logico matematici ed è quindi
universale
Canali di
Comunicazione Analogica
PARALINGUISTICA
gestione dei suoni
PROSSEMICA
gestione degli spazi
DIGITALE
gestione dei toccamenti
CINESICA
gestione dei gesti
Parametri paralinguistici
VOLUME
TONO
RITMO
RILASSAMENTO
Intensità del suono
Quantità di aria
emessa
Altezza del suono
Tensione delle
corde vocali
Velocità
dell’eloquio
Durata delle
vocali
VALORI DEI PARAMETRI
ECCITAZIONE
SPAZIO SOCIALE
oltre tre metri
SPAZIO PRIVATO
da 50 cm. a 3 mt.
RILASSAMENTO
SPAZIO INTIMO
meno di 50 cm.
TENSIONE
Parametri prossemici
Parametri prossemici
AVVICINAMENTO
RILASSAMENTO
AGGIRAMENTO
TENSIONE
ALLONTANAMENTO
Parametri prossemici
POSIZIONE SO
stessa altezza del soggetto
RILASSAMENTO
più bassa del soggetto
POSIZIONE UP
più alta del soggetto
TENSIONE
POSIZIONE DOWN
TOCCAMENTO A CERCHIO
TOCCAMENTO AD ASTA
TENSIONE
TOCCAMENTO A TRIANGOLO
RILASSAMENTO
Parametri digitali
Parametri della cinesica
Movimenti Reattivi
Movimenti Attivi
Inconsapevoli
Consapevoli
Atti Analogici di
Scarico Tensionale
Gestualità
Intenzionale
Verifica subliminale
positiva
Verifica subliminale
negativa
Mimica
facciale
Mimica
corporea
Mimica
simbolica
FEEDBACK
NELLA COMUNICAZIONE
Atti analogici di scarico tensionale
Verifiche Subliminali Positive
Verifiche Subliminali Negative
Atti analogici di scarico tensionale
Si esprimono durante il
dialogo su argomenti o
stimoli graditi o rifiutati ma
non conformi alle esigenze
analogiche dell’individuo
Atti analogici di scarico tensionale
Grr...
Grr…
Verifiche Subliminali Positive
Si esprimono durante il
dialogo su argomenti o
stimoli graditi alle esigenze
analogiche dell’individuo
nella qualità e nella quantità
Verifiche Subliminali Positive
Verifiche Subliminali Negative
Si esprimono durante il
dialogo su argomenti o
stimoli rifiutati dalle
esigenze analogiche
dell’individuo nella qualità e
nella quantità
Verifiche Subliminali Negative
Mimica facciale
Sguardo
convergente
verso l’alto
simmetriche
convergenti
divergente
laterale
verso il basso
Linee di espressione
asimmetriche
verso l’alto
verso il basso
divergenti
Mimica corporea
Postura
aperta
chiusa
simmetrica
asimmetrica
Segmenti corporei
testa
fronte
spalle
naso
mascella
torace
bacino
Mimica simbolica
conflittualità
Padre
Madre
Se stesso/a
Accusatorio
Protettivo
Indicativo-assertivo
Non indica soluzioni
Sino a sostituirsi per la
soluzione
Indica soluzioni ma non
partecipa a verifica
L’inverno sarà
lungo e rigido
Un mente elastica è
aperta a nuove idee
Il concetto espresso
è profondo e oscuro
segno
gesto
comportamento
parola
toccamento
Modello interattivo della comunicazione
OPERATORE
ATTI COMUNICATIVI
SOGGETTO
INPUT
Segnali di
PARALINGUISTICA
CARICO TENSIONALE
PROSSEMICA
Segnali di Gradimento
VERIFICA POSITIVA
DIGITALE
CINESICA
REAZIONI EMOTIVE
OUTPUT
Segnali di rifiuto
VERIFICA NEGATIVA
Modello interattivo della comunicazione
Le stimolazioni dell’operatore, ottenute
per mezzo dei suoi atti comunicativi,
fanno variare la quantità di desiderio o
di possesso esistenti nel soggetto a
seconda delle sue proiezioni ed in
relazione alla sua
TIPOLOGIA DISTONICA
LA TIPOLOGIA DISTONICA
Genesi della tipologia distonica
L’individuo nasce con l’emotività
e con esigenze primarie che,
nella vita prenatale, sono state
perfettamente appagate in una
forma naturale di equilibrio
omeostatico
Genesi della tipologia distonica
L’emotività viene percepita dal bambino
con la sensazione del piacere o della
sofferenza in rapporto all’appagamento
o alla rigenerazione dello stato di
bisogno esistente
Genesi della tipologia distonica
Il bisogno è la consapevolezza della
risultanza esistente tra
ESIGENZA e APPAGAMENTO
Genesi della tipologia distonica
Il bambino percepirà l’ambiente di volta
in volta
GRATIFICANTE o PENALIZZANTE
in funzione dell’appagamento o della
rigenerazione del suo bisogno
Genesi della tipologia distonica
Se l’appagamento sarà maggioritario
rispetto alla rigenerazione la
composizione distonica del suo
turbamento base sarà dell’AVERE e il
suo turbamento relativo dell’ESSERE,
pertanto apparterrà alla
Tipologia Distonica ESSERE
Genesi della tipologia distonica
Se l’appagamento sarà minoritario
rispetto alla rigenerazione la
composizione distonica del suo
turbamento base sarà dell’ESSERE e il
suo turbamento relativo dell’AVERE,
pertanto apparterrà alla
Tipologia Distonica AVERE
Genesi della tipologia distonica
Pensiero Analogico
esigenza
turbamento
Pensiero Logico
appagamento
Genesi della tipologia distonica
Pensiero Analogico
esigenza
turbamento
disagio
PROBLEMA
Genesi della tipologia distonica
esigenza
appagamento
esigenza
appagamento
Turbamento Base (causa)
ESSERE
Turbamento Base (causa)
AVERE
Turbamento Relativo (effetto)
AVERE
Turbamento Relativo (effetto)
ESSERE
Vincolo al Possesso
Vincolo al Desiderio
Desidera ma non possiede a
sufficienza ciò che desidera
Possiede ma non desidera a
sufficienza ciò che possiede
Schema combinativo conflittualità - distonie
Ogni individuo svilupperà dunque una conflittualità
PADRE (ASTA) , MADRE (TRIANGOLO) o SE STESSO/A
(CERCHIO) che si combinerà con una distonia AVERE o
ESSERE dando luogo a otto categorie secondo il
seguente schema
conflittualità
Padre
Madre
Se stesso
Se stessa
M
F
cerchio
cerchio
segno
asta
distonia
avere
essere
triangolo
avere
essere
avere
essere
avere
essere
Stimolazione simbolica
Individui appartenenti alle stesse categorie
simboliche non ottengono stimolazione reciproca
asta
triangolo
cerchio
+
+
+
asta
triangolo
cerchio
=
STIMOLAZIONE CONFLITTUALE
=
CARENZA DI STIMOLAZIONE
=
COMUNICAZIONE DIGITALE
MA NON
STIMOLAZIONE ANALOGICA
Stimolazione simbolica
La stimolazione analogica avviene fra individui
appartenenti a categorie simboliche differenti.
L’espressione simbolica verbale e non verbale del segno
stimola il turbamento precostituito e fa variare la quantità
di desiderio e di possesso
Definiamo le altre due categorie rispetto ad ogni simbolo:
STIMOLATORE
PENALIZZANTE
STIMOLATORE
GRATIFICANTE
=
Mastro di
chiavi
=
Guardiano di
porta
=
Stimola il
desiderio
=
Stimola il
possesso
Schema riepilogativo
conflittualità – distonie - stimolazioni
conflittualità
Padre
Madre
Se stesso
Se stessa
M
F
cerchio
cerchio
segno
asta
distonia
avere
essere
triangolo
avere
essere
avere
essere
avere
essere
M
M
F
F
Stimolatore
gratificante
alimentatore
Stimolatore
penalizzante
Come nasce un SIMBOLO
ATTO COMUNICATIVO NEUTRO
stimola
PENSIERO ANALOGICO (esigenza)
diviene
ATTO COMUNICATIVO STIMOLANTE
stimola
PENSIERO LOGICO (appagamento)
diviene
SIMBOLO
PENALIZZAZIONE
Destabilizzazione per eccesso di
stimolazione
PERMANE
PERMANESIMBOLO
SIMBOLO
DIVIENE SIMBOLO
Stimola il pensiero logico (appagamento)
Diviene atto comunicativo stimolante
Stimola il pensiero analogico (esigenza)
ATTO COMUNICATIVO NEUTRO
GRATIFICAZIONE
Come nasce un SIMBOLO
PENALIZZAZIONE
Destabilizzazione per eccesso di
stimolazione
(troppo pathos)
PERMANE SIMBOLO
Destabilizzazione per eccesso di
gratificazione
(perdita di interesse)
GRATIFICAZIONE
Come muore un SIMBOLO
Simbolo è tutto ciò che coinvolge
Simbolo è tutto ciò che coinvolge
Il valore attribuito ai simboli
dipende dai punti distonici
dell’individuo
Punti Distonici
Famiglia d’origine
Famiglia acquisita
Padre, Madre, Figure significative dell’infanzia
Marito, Moglie, Figli, Parentela acquisita
Rapporti affettivi e sessuali
Autorealizzazione
Lavoro, Hobby, Sport, Immagine di sé
Disturbi del comportamento
Fissazioni maniacali, ecc.
L’utilizzo delle distonie
nel marketing e nella
comunicazione pubblicitaria
Tipologia: AVERE
Vincolo al possesso
Distonia: Affettiva
Famiglia acquisita
Tipologia: ESSERE
Vincolo al desiderio
Distonia: Autorealizzativa
Immagine
Tipologia: AVERE
Vincolo al possesso
Distonia: Affettiva
Famiglia acquisita
Tipologia: ESSERE
Vincolo al desiderio
Distonia: Sessuale
Autorealizz. - immagine
Tipologia: AVERE
Vincolo al possesso
Distonia: Affettiva
Famiglia d’origine e acquisita
Tipologia: ESSERE
Vincolo al desiderio
Distonia: Autorealizzativa
Alimentare - Sessuale
Tipologia: AVERE
Vincolo al possesso
Distonia: Affettiva
Famiglia acquisita
Tipologia: ESSERE
Vincolo al desiderio
Distonia: Sessuale
Autorealizz. - immagine
ANALISI
TRANSAZIONALE
ANALISI TRANSAZIONALE
assunti filosofici

Io sono O.K. Tu sei O.K.
(accetto me stesso in quanto me e accetto te in quanto te)

Ognuno ha la capacità di pensare
(ognuno vivrà portandosi dietro le conseguenze di ciò che
ha deciso)

Ognuno decide il proprio destino, e queste
decisioni possono essere cambiate
(Il modello ridecisionale)
ANALISI TRANSAZIONALE
posizioni esistenziali
1.
Io sono O.K. Tu sei O.K.
(Posizione sana)
2.
Io sono O.K. Tu non sei O.K.
(Posizione paranoide)
3.
Io non sono O.K. Tu sei O.K.
(Posizione depressiva)
4.
Io non sono O.K. Tu non sei O.K.
(Posizione di inutilità)
L’O.K. Corral
Operazione:
Vado - via - da (VVD)
Posizione risultante:
Io non sono O.K. con me
Tu sei O.K. con me
(Posizione depressiva)
Operazione:
Vado - avanti - con (VAC)
Posizione risultante:
Io sono O.K. con me
Tu sei O.K. con me
(Posizione sana)
Operazione:
Niente - da - fare - con (NDF)
Posizione risultante:
Io non sono O.K. con me
Tu non sei O.K. con me
(Posizione di inutilità)
Operazione:
Mi - libero - di (MLD)
Posizione risultante:
Io sono O.K. con me
Tu non sei O.K. con me
(Posizione paranoide)
Tu non sei O.K. con me
Io sono O.K. con me
Io non sono O.K. con me
Tu sei O.K. con me
L’O.K. Corral
VVD (posizione depressiva)
VAC (posizione sana)
NDF (posizione di inutilità
MLD (posizione paranoide)
Io sono O.K. Con me
Io non sono O.K. Con me
Tu sei O.K. Con me
Tu non sei O.K. Con me
Obiettivo
VVD (posizione depressiva)
VAC (posizione sana)
NDF (posizione di inutilità)
MLD (posizione paranoide)
Io sono O.K. Con me
Io non sono O.K. Con me
Tu sei O.K. Con me
Tu non sei O.K. Con me
Obiettivo
VVD (posizione depressiva)
VAC (posizione sana)
NDF (posizione di inutilità
MLD (posizione paranoide)
Io sono O.K. Con me
Io non sono O.K. Con me
Tu sei O.K. Con me
Tu non sei O.K. Con me
Modello interpretativo

Il modello degli Stati dell’Io
(Un modello di struttura della personalità in termini di
Genitore, Adulto, Bambino)

Transazioni (Unità base del discorso sociale)

Carezze

Strutturazione del Tempo
(Unità di riconoscimento)
(Il modo in cui le persone trascorrono il proprio tempo)

Copione
(Programma di vita inconscio costruito nell’infanzia)
Entro i sette anni
Formazione della matrice del
COPIONE DI VITA
Origini del copione

Le decisioni di copione rappresentano la
migliore strategia che ha il bambino per
sopravvivere in un mondo che spesso
sembra ostile e minaccioso per la sua vita

Le decisioni di copione sono prese sulla
base delle emozioni e dell’esame di realtà
del bambino
Natura del copione

Il copione è un piano di vita

Il copione è diretto verso un tornaconto

Il copione è decisionale

Il copione è rinforzato dai genitori

Il copione è al di fuori della consapevolezza

La realtà viene ridefinita per giustificare il
copione
Struttura piramidale del
Copione
quarto anno
terzo anno
secondo anno
primo anno
nascita
EVENTI
Mantenimento del Copione

Svalutazione
(Il fatto di ignorare senza saperlo delle informazioni
pertinenti alla soluzione di problemi)

Ridefinizione
(Distorsione della percezione della realtà in modo che
collimi col copione)

Simbiosi
(Rapporto in cui due o più persone si comportano come se
formassero una singola persona)
Mantenimento del Copione

Racket
(Insieme di comportamenti di copione intesi a manipolare
l’ambiente per provare un’emozione parassita)



Emozioni Parassite
(Emozioni imparate nell’infanzia, esperite nelle situazioni
di stress e inadatte alla soluzione di problemi)
Bollini Premio
(Emozioni parassite collezionate con l’intenzione di
scambiarle con qualche tornaconto negativo)
Giochi
(Sequenze ripetitive di transazioni alla fine delle quali
entrambe le parti finiscono col provare un emozione parassita
Autonomia come
affrancamento dal Copione
Per realizzare il nostro pieno potenziale di adulti
dobbiamo aggiornare quelle strategie per affrontare la
vita che decidemmo di utilizzare da bambini.
Quando scopriamo che queste strategie non funzionano più
dobbiamo sostituirle con nuove strategie che funzionano
Dobbiamo uscire dal nostro copione e raggiungere
l’autonomia sviluppando la consapevolezza, la
spontaneità e l’intimità.
Questo implica la capacità di risolvere i problemi
utilizzando le piene risorse adulte della persona.
Il modello degli Stati dell’Io
G
Stato dell’Io Genitore
Comportamenti, pensieri ed emozioni
copiati dai genitori o dalle figure genitoriali
A
Stato dell’Io Adulto (Computer)
B
Stato dell’Io Bambino
INDIVIDUO ADULTO
Comportamenti, pensieri ed emozioni
che sono una risposta diretta al qui e ora
Comportamenti, pensieri ed emozioni
riproposti dall’infanzia
Il modello degli Stati dell’Io
Modello Strutturale
Modello Funzionale
Struttura
Funzione
Che cosa
In che modo
Contenuto
Processo
Il modello strutturale di secondo ordine
Madre Padre Fratelli Altre figure significative
Genitore
(G2)
Adulto
(A2)
G3 G3
G3 G3
A3 A3
A3
B3 B3
B3 B3
A
A3
2
Genitori e figure genitoriali introiettate,
ciascuno col proprio stato dell’io Genitore,
Adulto e Bambino. La loro identità ed il loro
numero varieranno da persona a persona.
L’Adulto non è suddiviso
Genitore nel Bambino “Elettrodo”
Bambino
(B2)
G1
A1
B1
Fonte del “pensiero magico”
Adulto nel Bambino
“Piccolo professore”
Fonte del “pensiero intuitivo”
Bambino nel Bambino “Bambino somatico”
Fonte del “pensiero emozionale”
Il modello funzionale di secondo ordine
Genitore Normativo
Controlla, dirige, critica
GN GA
A
Bambino Adattato
Si adatta alle regole e alle
esigenze sociali
BA BL
Genitore Affettivo
Dà affetto, si prende cura,
aiuta
Adulto (computer)
Raccoglie informazioni,
risolve problemi
Bambino Libero
Esprime emozioni e
desideri non censurati
POSIZIONE O.K.
Genitore Normativo
Positivo
Genitore Affettivo
Positivo
GN GN
+
Genitore Normativo
Negativo
GA
Genitore Affettivo
Negativo
GA
+
A
Bambino Adattato
Positivo
Bambino Libero
Positivo
BA
+
BL
+
BA
BL
Adulto
Bambino Adattato
Negativo
Bambino Libero
Negativo
POSIZIONE NON O.K.
Il modello funzionale di secondo ordine
Indizi comportamentali degli Stati dell’Io
PAROLE
TONI DI VOCE
GESTI
ESPRESSIONI
POSTURE
ATTEGGIAMENTI
GN
GA
A
BL
BA
cattivo
devi
dovresti
hai l’obbligo
sempre
ridicolo
buono
bello
ti amo
intelligente
splendido
tenero
corretto
come
che cosa
perché
pratico
quantità
urrah!
divertente
voglio
non voglio
accidenti
ahimè
non posso
vorrei
tento
spero
per piacere
grazie
Critico
Condiscendente
disgustato
duro
dito puntato
fronte
accigliata
arrabbiato
amorevole
confortante
preoccupata
Melliflua
uguale
precisa
monotona
libera
forte
energica
felice
piagnucolosa
insolente
conciliante
braccia
aperte
accettante
sorridente
pensoso
attento
concentrato
disinibito
sciolto
spontaneo
imbronciato
triste
innocente
spalle alzate
mani sui
fianchi
chinato in
avanti
proteso
eretto
aperto
composto
sciolto
rilassato
agile
sprofondato
chiuso
ripiegato
sentenzioso
moralistico
autoritario
comprensivo
premuroso
oblativo
interessato
osservante
valutante
curioso
spiritoso
mutevole
compiacente
vergognoso
timido
L’Egogramma
Positivo
GN
Negativo
GA
A
BL
BA
Patologie Strutturali
CONTAMINAZIONE
G
A
G
A
B
B
Contaminazione
dal Genitore
Contaminazione
dal Bambino
G
A
B
Doppia
Contaminazione
Patologie Strutturali
ESCLUSIONE
G
G
G
A
A
A
B
B
B
Genitore escluso
Adulto escluso
Bambino escluso
Patologie Strutturali
COSTANZA
G
G
G
A
A
A
B
B
B
Genitore costante
Adulto costante
Bambino costante
Le Transazioni
Si definisce TRANSAZIONE
uno STIMOLO TRANSAZIONALE
più una RISPOSTA TRANSAZIONALE
Che, insieme, costituiscono l’unità base del
discorso sociale
GN
GA
Persona
A
A
BA
BL
Transazione
Stimolo
Risposta
GN
GA
A
BA
BL
Persona
B
Le Transazioni
Se tutti gli stati dell’io sono funzionanti, esistono
cinquanta doppi canali di comunicazione
GN
GA
Persona
A
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
Diagramma di relazione
Persona
B
Le Transazioni
In caso di patologia degli stati dell’io (esclusione
o fissazione) i canali di comunicazione
diminuiscono
GN
GA
Persona
A
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
ESCLUSIONE
Persona
B
Le Transazioni
In caso di patologia degli stati dell’io (esclusione
o fissazione) i canali di comunicazione
diminuiscono
GN
GA
Persona
A
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
FISSAZIONE
Persona
B
Le Transazioni
Esistono tre tipi di transazioni usuali:
COMPLEMENTARE
o PARALLELA
Fra stessi
Stati dell’Io
INCROCIATA
Fra diversi
Stati dell’Io
ULTERIORE
O NASCOSTA
Composta da un
messaggio sociale
manifesto
e da un
messaggio
psicologico nascosto
G
A
B
A
G
A
B
A
G
A
B
A
S
R
R
S
SS
SP
R
G
A
B
B
G
A
B
B
G
A
B
B
Transazioni Parallele
DUE ANZIANE SIGNORE IN PIEDI SU
AUTOBUS AFFOLLATO:
1) (con uno sguardo di riprovazione
rivolto a due ragazzi seduti)
“I giovani d’oggi sono tutti
maleducati!”
2) (ricambiando lo sguardo)
“E’ vero, non rispettano più
nessuno!”
S
GN
GA
R
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
1
2
Transazioni Parallele
DUE COLLEGHI IN UFFICIO:
1) (serio ed impegnato)
“Dov’è la pratica del signor
Bianchi?”
2) (attento e concentrato)
“Nello schedario, alla lettera B.”
GN
GA
GN
GA
A
S
A
R
BA
BL
BA
BL
1
2
Transazioni Parallele
DUE AMICI SI INCONTRANO A TARDA
SERA IN UN LOCALE:
GN
GA
GN
GA
A
A
1) (sorridente e rilassato)
“Ho voglia di divertirmi!”
2) (con entusiasmo)
“Anch’io. Andiamo a ballare!”
BA
BL
S
BA
BL
R
1
2
Transazioni Parallele
UN GIOVANE TURISTA INCONTRA
UNA RAGAZZA DEL POSTO:
1) (con uno sguardo sperduto e
bisognoso d’aiuto, porgendo una
cartina della città)
“Mi dai una mano, per favore, a
trovare questa strada?”
2) (con simpatia e comprensione)
GN
GA
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
1
2
“Lo farò volentieri.”
Questo particolare tipo di transazione è detta anche
SIMBIOTICA o COMPLEMENTARE poiché tra i soggetti si
crea una situazione di complementarietà
Transazioni Parallele
PRIMA REGOLA DELLA COMUNICAZIONE
Fino a che le transazioni rimangono parallele,
la comunicazione può continuare
indefinitamente.
Una transazione parallela ha la caratteristica di
essere prevista.
Una conversazione può consistere in una
catena di transazioni parallele. In questo caso
l’intera conversazione avrà questa
caratteristica.
Transazioni Incrociate
DUE SIGNORI SI URTANO NELLA
FOLLA:
1) (con aria severa e minacciosa)
“Faccia più attenzione quando
cammina!”
GN
GA
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
1
2
2) (a voce alta ed imperiosa)
“Guardi piuttosto lei dove mette i
piedi!”
Transazioni Incrociate
UNA SORELLA MAGGIORE AL
FRATELLO PIU’ PICCOLO:
GN
GA
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
1
2
1) (con aria preoccupata)
“ Ti dò un golfino per uscire?”
2) (con uno sguardo cupo)
“Sei una rompiscatole”
Transazioni Incrociate
DUE SOCI IN AFFARI:
1) (con aria seria e concentrata)
“Questa settimana abbiamo
molto lavoro da fare!”
2)
(infastidito)
“Così impari ad accettarne
meno!”
GN
GA
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
1
2
Transazioni Incrociate
DUE SOCI IN AFFARI:
1) (con aria seria e concentrata)
“Questa settimana abbiamo
molto lavoro da fare!”
2)
(sorridendo)
“Mi aiuti a fare anche la mia
parte?”
GN
GA
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
1
2
Transazioni Incrociate
UNA RAGAZZA CHE HA APPENA
LITIGATO CON I SUOI GENITORI
PARLA CON IL SUO FIDANZATO:
1) (rabbiosa e in lacrime)
“Non voglio vedere nessuno,
compreso te!”!”
2)
(con un sorriso e una carezza)
“Ti sentiresti meglio se ti
portassi in quel locale che ti
piace tanto?”
GN
GA
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
1
2
Quest’ultimo esempio mostra come, a volte, una transazione
incrociata possa sbloccare una situazione con risultati
positivi.
Transazioni Incrociate
SECONDA REGOLA
DELLA COMUNICAZIONE
Quando una transazione è incrociata si ha
un’interruzione nella comunicazione e una o
entrambe le persone dovranno cambiare stato
dell’io affinchè la comunicazione possa essere
ristabilita.
Quando una transazione è incrociata ci sono
buone probabilità che la persona che riceve la
risposta passi nello stato dell’io cui è stata
invitata dall’altro.
Transazioni Ulteriori Angolari
Coinvolgono tre stati dell’io
1) (un venditore)
“Lo sa che i saldi terminano
domani!”
(Stimolo Sociale Ss)
“Compralo ora… non stare a
pensarci!”
(Stimolo Psicologico Sp)
2) (un cliente)
“Allora lo compero ora!”
(Risposta Psicologica Rp)
GN
GA
GN
GA
SS
A
A
BA
BL
BA
BL
1
2
Transazioni Ulteriori Angolari
Coinvolgono tre stati dell’io
1) (il terapeuta)
“Che cosa provi?
(Stimolo Sociale Ss)
“Esprimi quello che senti!”
(Stimolo Psicologico Sp)
2) (il paziente)
“Sono triste (piangendo)!”
(Risposta Psicologica Rp)
GN
GA
GN
GA
SS
A
A
BA
BL
BA
BL
1
2
Transazioni Ulteriori Duplici
Coinvolgono quattro stati dell’io
UOMO E DONNA:
1) (lui ammiccante)
“Vuoi vedere la mia collezione di
farfalle?”
(Stimolo Sociale Ss)
2)
(lei, conquistata)
“Si, le farfalle mi interessano!”
(Risposta Sociale Rs)
MESSAGGI NASCOSTI (sottotesto):
1) “Andiamo a…divertirci!”
(Stimolo Psicologico Sp)
2) ”Oh si…divertiamoci!”
(Risposta Psicologica Rp)
GN
GA
GN
GA
A
SS
A
RS
BA
BL
BA
BL
1
2
Transazioni Ulteriori Duplici
Coinvolgono quattro stati dell’io
A CASA:
1) (la moglie stizzita e con voce gelida)
“E’ tardi! La tua cena ormai è
fredda!”
(Stimolo Sociale Ss)
2)
(il marito con aria tesa)
“Non ho fame, bevo solo una
birra!
(Risposta Sociale Rs)
GN
GA
GN
GA
SS
A
A
RS
BA
BL
MESSAGGI NASCOSTI (sottotesto):
1) “Così impari ad arrivare in ritardo!”
1
(Stimolo Psicologico Sp)
2) ”Non ho bisogno di te e della tua cena!”
(Risposta Psicologica Rp)
BA
BL
2
Transazioni Ulteriori Duplici
MADRE E FIGLIA:
1) (la mamma, con voce lamentosa)
“Vai, vai pure a divertirti, non
pensare a me!”
(Stimolo Sociale Ss)
2)
(la figlia, con il viso disperato)
“Ma no mammina, sto volentieri
qui con te a guardare la TV!
(Risposta Sociale Rs)
MESSAGGI NASCOSTI (sottotesto):
1) “Non lasciarmi sola!”
(Stimolo Psicologico Sp)
2) ”Mi arrendo, mi sento troppo in colpa!”
(Risposta Psicologica Rp)
GN
GA
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
1
2
Transazioni Ulteriori Duplici
IN UN UFFICIO, DUE IMPIEGATE:
1) (rivolta alla collega, affannata e
rossa in viso)
“Sono le undici, ho un
appuntamento con il capo e devo
ancora finire la pratica!”
(Stimolo Sociale Ss)
2)
(altrettanto affannata, di risposta)
“Io sono del tutto in alto mare!”
(Risposta Sociale Rs)
MESSAGGI NASCOSTI (sottotesto):
1) “Non ce la faccio, aiutami!”
(Stimolo Psicologico Sp)
2) ”Non ce la faccio, aiutami!”
(Risposta Psicologica Rp)
GN
GA
GN
GA
SS
A
A
RS
BA
BL
BA
BL
1
2
Transazioni Ulteriori o Nascoste
TERZA REGOLA DELLA COMUNICAZIONE
L’esito in termini comportamentali di una
transazione ulteriore è determinato a livello
psicologico e non a quello sociale.
Ogni transazione ha un livello sociale ed uno
psicologico, ma in una transazione ulteriore le
due cose non collimano, i messaggi trasmessi
a parole sono contraddetti dai messaggi di
tipo non verbale (INCONGRUENZA)
Tipi di messaggio psicologico
Scelta delle parole
Dove hai “nascosto”
il giornale?
Detto con voce calma, volto
impassibile, guardando il destinatario
Espressione del
volto
Mi piace molto il tuo
cappello nuovo
Con un sorriso forzato
Postura
Voglio sentire la tua
versione della storia!
Sedendo con le braccia conserte, il
mento sporgente, il capo inclinato
Gesti
E’ davvero un
piacere incontrarti!
Rapida stretta di mano, un colpetto
sulla spalla, guardando qualcun’altro
Tono della voce
Ti amo, certo che ti
amo
Detto rapidamente, con un tono di
voce acuto
Tipi speciali di Transazioni
Carambole
1) (la madre rivolta al padre)
“Marco non deve usare la
macchina finchè non avrà pulito
la sua camera!”
2) (Marco rivolto alla madre)
“Pulisco subito, mamma!”
GN
GA
GN
GA
A
A
BA
BL
BA
BL
madre
padre
GN
GA
A
BA
BL
Marco
Tipi speciali di Transazioni
Centro del barsaglio
1) (la madre rivolta alla figlia
imbronciata)
“So che sei arrabbiata con me
(Sb) e pensi che non abbia il
diritto di interferire nelle tue cose
(Sg), ma vuoi almeno discutere il
problema con me (Sa)?”
2) (la figlia)
“Non mi va, ma sono disposta a
parlarne”
GN
GA
GN
GA
SA
A
A
BA
BL
BA
BL
madre
figlia
Le Carezze

Le carezze sono unità di riconoscimento
della persona
 Qualsiasi transazione è uno scambio di
carezze
 L’individuo ha necessità di dare e ricevere
carezze

Qualsiasi tipo di carezza è meglio di
nessuna carezza
Tipi di Carezze
Verbali
Parole
“Ciao Michele!”
Non Verbali
Gesti, Espressioni
Una carezza, uno schiaffo, un sorriso
Positive
Viene percepita come
piacevole
“Stai benissimo!”
Negative
Viene percepita come
spiacevole
“Non mi piace quello che hai fatto!”
Condizionate
Riferite a ciò che una
persona fa
“Bravo, hai fatto un bel lavoro!” (P)
“Non mi piace il tuo vestito” (N)
Incondizionate
Riferite a ciò che una
persona è
False
Sembrano positive ma
terminano negative
“E’ bello averti qui!” (P)
”Ti odio!” (N)
“Vedo che capisci, più o meno”
“Che bel cappotto, ma non ti è piccolo?”
Di Plastica
Apprezzamenti
esagerati e insinceri
“Che bello che tu sia qui, la stanza si è
illuminata quando sei entrato…”
Valore delle Carezze
1 carezza positiva
“Ciao!”
10 carezze positive
“Ciao Michele!”
50 carezze positive
“Ciao Michele,stai benissimo!”
100 carezze positive
“Ti voglio bene” detto con un caldo sorriso e un leggero tocco
1 carezza negativa
“Ciao!” con un tono di voce disinteressato
10 carezze negative
“Non mi piace quello che hai fatto!”
50 carezze negative
“Sei matto? Non farlo!”
100 carezze negative
“Vattene!” detto con rabbia
200 carezze negative
“Sei tale e quale a tuo padre!” accompagnato da uno schiaffo
1000 carezze negative
Una percossa data con irragionevole rabbia
Potere delle Carezze
Cure di routine
5 carezze positive
Cure affettuose
50 carezze positive
Gioco e Amore
100 carezze positive
GN
GA
G
A
A
BA
BL
B
Ira
200 carezze negative
Rabbia
1000 carezze negative
Madre
Ragazzo
Filtro delle Carezze
Quando una persona ottiene una carezza non in sintonia
con quello che è il suo quoziente preferito delle carezze è
facile che la ignori o la sminuisca, cioè svaluti o filtri la
carezza.
Quando lo fa è probabile che si osservi un incongruenza nel
modo in cui accoglie la carezza.
Carezza
Filtro
“Ammiro il modo in cui hai
scritto questo resoconto!”
“Grazie” (arricciando il naso e
storcendo la bocca oppure ridacchiando)
Carezza
Filtro
“Mi piacciono i tuoi capelli!”
“Si, beh, bisogna che mi ricordi di
lavarli di tanto in tanto!”
Profilo delle Carezze
Quanto spesso
dai carezze +?
Quanto spesso
accetti carezze +?
Quanto spesso
chiedi carezze +?
Quanto spesso ti
rifiuti di dare
carezze +?
+10
+9
+8
+7
+6
+5
+4
+3
+2
+1
0
Sempre
Molto spesso
Spesso
Talvolta
Raramente
Mai
DARE
PRENDERE
CHIEDERE
RIFIUTARSI
Quanto spesso
dai carezze – ?
Quanto spesso
accetti carezze – ?
Quanto spesso
chiedi carezze – ?
Quanto spesso ti
rifiuti di dare
carezze – ?
Mai
Raramente
Talvolta
Spesso
Molto spesso
Sempre
0
-1
-2
-3
-4
-5
-6
-7
-8
-9
-10
Strutturazione del tempo
ISOLAMENTO
RITUALE
PASSATEMPO
ATTIVITA’
RICATTI
GIOCHI
INTIMITA’
GN
GA
A
BL
BA
Autocritica
silenziosa
Silenziosa
ricerca di
benessere
Pensare a
quali città ci
sono in
Liguria
Cantare tra
sé e sé
Fantasie
terrorizzanti
Portare i
bambini in
chiesa
Rimboccare
le coperte ai
bambini la
sera
Guardare il
telegiornale
Battaglia con
i cuscini
prima di
dormire
Andare in
chiesa
Obbligatoriamente
“Non è
“Non è
terribile?”
meraviglioso!
(I giovani,
”
l’inflazione…)
Scambiare
informazioni
non
essenziali
Raccontare
barzellette
“Se non
fosse per
lei…”
Ispezionare il
lavoro degli
altri
Fare i conti
del proprio
bilancio
Giocare a
pallone
Fare le
faccende
domestiche
Fare i letti, il
bagno ai
bambini
“Sto solo
“Ti ho beccato,
figlio di…”
cercando di
Violenza carnale”
aiutarti”
“Povero me”
“Prendimi a
calci”
Condividere
amore,
gioia, piacere
La Svalutazione

Svalutare significa ignorare inavvertitamente delle
informazioni pertinenti alla soluzione di un problema

Si fa una svalutazione nel momento in cui, invece di
risolvere un problema con “l’adulto”, si entra nel copione
attuando un comportamento del “bambino” e si finisce per
provare “un’emozione parassita”
 Ogni svalutazione è accompagnata da “grandiosità”, vale a
dire da un’esagerazione di qualche aspetto della realtà

Ci sono quattro tipi di “comportamento passivo” che
indicano sempre che si sta effettuando una svalutazione:
Astensione, Iperadattamento, Agitazione, Incapacità
e Violenza
I Comportamenti Passivi
Astensione
Comportamento col quale la persona si rende
incapace di fare qualsiasi cosa riguardo alla
soluzione di un problema
Iperadattamento
Comportamento col quale la persona si adegua
a ciò che crede siano i desideri degli altri, senza
verificare e senza riferimento ai propri desideri
Agitazione
Comportamento col quale la persona dirige
l’energia in attività ripetitiva e senza scopo
invece di pensare alla risoluzione del problema
Incapacità
Comportamento col quale la persona è incapace
di forzare l’ambiente a risolvere un problema e
spera che qualcun altro lo risolva per lui
Violenza
Comportamento col quale la persona dirige
l’energia distruttiva verso il tentativo di
costringere l’ambiente a risolvere un problema
La Matrice della svalutazione
Se stesso
AREA
Gli altri
La situazione
TIPO
MODALITA’
STIMOLI
PROBLEMI
OPZIONI
T1
Esistenza
degli stimoli
T2
T2
Importanza
degli stimoli
T3
POSSIBILITA’ DI
CAMBIAMENTO
T3
Possibilità
di cambiare
T4
Risolvibilità
dei problemi
T5
CAPACITA’
PERSONALI
T4
T5
Capacità di
risolvere i
problemi
T6
ESISTENZA
IMPORTANZA
Capacità di
reagire in modo
diverso
Esistenza
dei problemi
T3
Importanza
dei problemi
T4
Esistenza
delle opzioni
Importanza
delle opzioni
Agibilità
delle opzioni
Capacità di
agire sulla base
di opzioni
Il copione
Origini del copione

Le decisioni di copione rappresentano la
migliore strategia che ha il bambino per
sopravvivere in un mondo che spesso
sembra ostile e minaccioso per la sua vita

Le decisioni di copione sono prese sulla
base delle emozioni e dell’esame di realtà
del bambino
Il copione
Natura del copione

Il copione è un piano di vita

Il copione è diretto verso un tornaconto

Il copione è decisionale

Il copione è rinforzato dai genitori

Il copione è al di fuori della consapevolezza

La realtà viene ridefinita per giustificare il
copione
Categorie di copione
Copione vincitore
Copione perdente
o amartico
Copione non vincitore
o banale
realizza l’obiettivo
dichiarato
non realizza
l’obiettivo dichiarato
nessuna grande
vincita e nessuna
grande perdita
punta su molte
opzioni ed è così che
vince
punta su un unica
opzione ed è così che
perde
talvolta vince, talvolta
perde ma sempre
senza rischi

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