IMOLA 2 - Alessandro Da Imola

Report
IL SISTEMA DI VALUTAZIONE NAZIONALE
SINTESI DI UNA PROSPETTIVA
IMOLA 20.01.2015
a cura di MARIA RITA SALVI
Piano di
lavoro
S.N.V.
• Le esperienze internazionali
• Il cammino sperimentale
• Il cammino normativo
L’AUTOVALUTAZIONE NEL S.N.V.
• Come funziona il S.N.V.
• La valutazione interna: il RAV
• Le azioni della scuola
• Il Nucleo Interno di Valutazione
Le esperienze internazionali: fonti
Rete Eurydice Key Data on Education 2012
Panorama dei sistemi di valutazione interna ed esterna
delle scuole
E’ impossibile pensare che un sistema complesso
come quello scolastico possa funzionare senza un
meccanismo regolatore di accountability
Le esperienze internazionali: valutazione
interna/esterna
• La maggior parte dei paesi adotta un processo di
valutazione della scuola, che può essere interno e/o
esterno, e che, in molti casi, include anche la
valutazione dei singoli insegnanti.
• In un discreto numero di paesi, le scuole vengono
valutate dall'esterno, generalmente da un ispettorato, e
internamente da personale della scuola e, talvolta, da
altri membri della comunità scolastica.
Le esperienze internazionali:
obbligatorietà della valutazione interna
• La valutazione interna è obbligatoria o fortemente
raccomandata ovunque tranne che in Belgio (Comunità
francese) e in Irlanda (fino al 2012). In Estonia, la
valutazione interna è stata resa obbligatoria nel 2006.
Italia e Croazia effettuano solo la valutazione interna
delle scuole.
Le esperienze internazionali: criteri
standardizzati
• Quasi la metà dei paesi europei utilizza criteri
standardizzati stabiliti a livello centrale per la
valutazione esterna delle scuole
• . Questo processo di standardizzazione, che nella
maggior parte dei casi è cominciato negli anni 90
(Eurydice, 2004), in alcuni paesi è ancora in atto.
Le esperienze internazionali: in assenza
di standard
• Non tutti i paesi hanno elaborato criteri standardizzati
per la valutazione delle scuole. Di conseguenza, per
determinare i criteri di valutazione, i valutatori
dipendenti dal livello centrale attingono ai testi
normativi e agli obiettivi educativi nazionali o a
elenchi di settori stabiliti a livello centrale
• (è quello che fa l’INVALSI per la rilevazione degli
apprendimenti)
Le esperienze internazionali: pubblicazione
dei risultati
• Quasi tutti i paesi mettono in atto forme di valutazione
esterna delle scuole e la regolare pubblicazione dei
risultati sotto forma di rapporti di valutazione.
• Nonostante questa pratica sia stata introdotta in
Inghilterra negli anni 80, nel resto d’Europa è decollata
alla fine degli anni 90 e ha preso sempre più campo nei
primi anni del nuovo millennio, diffondendosi in Belgio
(Comunità fiamminga), Danimarca, Irlanda, Ungheria e
Romania, e più di recente in Lettonia, Lituania e
Polonia
Le esperienze internazionali: pubblicazione dei
risultati
• In 16 paesi o regioni i risultati vengono pubblicati
normalmente sul sito dell’organo responsabile della
valutazione esterna o su quello del Ministero
dell’istruzione.
• In Danimarca (dal 2006), Ungheria, Svezia e Islanda i
risultati della valutazione condotta a livello locale
vengono anche pubblicati su Internet.
• In Polonia i valutatori che dipendono dal livello regionale
hanno l’obbligo di pubblicare i dati dal 2009
Le esperienze internazionali: pubblicazione
dei risultati
• Pubblicare i risultati aggregati per scuola ottenuti
dagli studenti nelle prove nazionali è considerato un
modo per responsabilizzare la scuola e per aumentare
la competizione tra scuole.
• In questo ambito i paesi europei hanno adottato politiche
varie e, talvolta, anche contrapposte, che vanno dalla
regolare pubblicazione al divieto ufficiale di stilare
classifiche delle scuole sulla base dei risultati delle prove
nazionali.
Le esperienze internazionali: pubblicazione
dei risultati
• In Ungheria, Romania e Regno Unito le scuole devono
includere, nei documenti distribuiti a tutti i genitori,
anche i risultati aggregati relativi alle prove nazionali,
oppure pubblicarli sul sito.
• Le autorità educative centrali possono pubblicare i
risultati delle singole scuole in diversi modi: sotto
forma di dati non elaborati, come fa la Svezia, o con
indicatori ponderati basati sulle caratteristiche della
popolazione scolastica, o sul valore aggiunto delle
scuole, come in Islanda, o persino unendo i due tipi di
informazione, come avviene in Inghilterra
Le esperienze internazionali:
pubblicazione dei risultati
• In Italia, Lussemburgo, Polonia e Liechtenstein le
scuole in genere decidono autonomamente se pubblicare
o no i risultati ottenuti nelle prove nazionali.
• In 17 sistemi educativi i risultati non vengono
pubblicati. In Belgio (Comunità̀ francese), Spagna e
Slovenia, addirittura, esistono dei documenti ufficiali
che vietano la classificazione delle scuole sulla base
dei risultati.
Le esperienze internazionali: valutazione
esterna
• LA VALUTAZIONE ESTERNA DELLE SCUOLE SI
CONCENTRA SPESSO SU DATI RELATIVI AL
RENDIMENTO DEGLI STUDENTI
• sono i risultati ottenuti dagli studenti negli esami
stabiliti a livello centrale e nelle valutazioni nazionali
standardizzate
• Altri indicatori utilizzati sono: i giudizi degli insegnanti sui
propri studenti, i dati sulla progressione della carriera
scolastica,i risultati ottenuti dagli studenti nelle indagini
internazionali, come pure, anche se meno
frequentemente, i dati sull’inserimento nel mercato del
lavoro e la soddisfazione dello studente o dei genitori.
Le esperienze internazionali: scuole in
situazione di criticità
• In Ungheria, Portogallo e Inghilterra esistono delle
soglie minime per i risultati raggiunti dagli studenti;
provvedimenti di vario genere nelle scuole sono
previsti per risultati sotto tali soglie.
• In Ungheria le scuole che, per diversi anni,
presentano risultati al di sotto dei livelli minimi nelle
valutazioni nazionali, devono preparare un proprio
piano d'azione per lo sviluppo.
Le esperienze internazionali: scuole in
situazione di criticità
• In Portogallo le scuole con risultati deludenti nei test
standardizzati, o nei tassi di transizione degli alunni,
sono tenute a definire un calendario per l'attuazione di
una serie di misure correttive, tra cui il sostegno
supplementare per gli alunni con rendimento
insoddisfacente.
Le esperienze internazionali: scuole in
situazione di criticità
• In Inghilterra esistono degli standard minimi sia per la
percentuale di alunni che raggiungono un determinato
livello. sia per gli indicatori di progressione nei test e negli
esami standardizzati. Le scuole al disotto di questi
standard possono essere selezionate per un ulteriore
sostegno e un monitoraggio aggiuntivo e, se non
riescono a migliorare, possono essere soggette a
interventi formali.
LA VALUTAZIONE DI SISTEMA IN ITALIA:
le PP.AA.
• L.241/90
• D.Lgs 286/99: riforma dei controlli
• Direttiva F.P. dicembre 2006 (Amministrazione di
Qualità)
• Direttiva F.P. febbraio 2006 (Bilancio Sociale)
• Legge 15/2009
• D. Lgs 150/09
LA VALUTAZIONE DI SISTEMA IN ITALIA: IL
SISTEMA DI ISTRUZIONE
• T.U. del 1994 art. 603: misurare i livelli qualitativi e
•
•
•
•
quantitativi del Servizio scolastico, in ossequio al principio
della qualità dei servizi pubblici (superamento della
dispersione, di evasione, di ripetenza, quindi da subito
definiti come qualità degli apprendimenti conseguiti dagli
studenti.
CEDE
Biblioteca di Documentazione Pedagogica di Firenze
(BDP)
IRSAE, Istituti regionali di ricerca e sperimentazione
educativa, ora tutti organi soppressi.
Il Centro di Frascati, CEDE, è stato poi trasformato
nell’INVALSI, (D.Lgs 258/99), al quale p
LA VALUTAZIONE DI SISTEMA IN ITALIA; IL
SISTEMA DI ISTRUZIONE
• Art. 21, L. n59ù797
• DPR 275/99
• Moratti L. n.53/03 - sistema di valutazione. Distingue
in modo chiaro le attività di rilevazione da quelle di
valutazione
• D.L.vo n° 286/2004- INVALSI e sistema
INTEROPERATIVO (singole scuole, Regioni, Province e
ai Comuni
• affida all’INVALSI il compito di effettuare “verifiche
periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli
studenti e sulla qualità complessivo dell’offerta formativa
delle scuole”.
LA VALUTAZIONE DI SISTEMA IN ITALIA: IL
SISTEMA DI ISTRUZIONE
• legge n. 176/07 introduce negli Esami di Stato conclusivi
della scuola secondaria di primo grado, una prova
nazionale scelta dal MIUR tra i testi proposti
annualmente dall’INVALSI.
• La stessa legge, al co.5 dell’art. 1, prevede che il MIUR
fissi, con Direttiva annuale, gli obiettivi della valutazione
esterna condotta dall’INVALSI, di norma, nelle classi 2 e 5
della S.P., nella 1 e 3 della S.S: 1° g, nelle classi 2 e 5
della S.S. 2° g., nonché altre rilevazioni necessarie per
calcolare il valore aggiunto delle scuole” (il famoso
Questionario studente, le tabelle comparative con scuole
analoghe dello stesso territorio)
INVALSI, Direttiva 74/2008
VALUTAZIONE DI SISTEMA (rapporto annuale)
VALUTAZIONE DELLE SCUOLE: definire, anche sulla
base delle esperienze internazionali, un modello di
valutazione delle scuole
• VALUTAZIONE (rilevazione) DEGLI APPRENDIMENTI
DEGLI STUDENTI: rilevare gli apprendimenti degli
studenti nei momenti di ingresso e di uscita dei diversi
livelli di scuole,.
• VALUTAZIONE DEL PERSONALE DELLA SCUOLA:
formulare proposte al ministro dell’istruzione,
dell’Università e della Ricerca sulla base degli esiti delle
attività svolte in merito alla definizione del sistema di
valutazione dei Dirigenti scolastici….. internazionale……”
• Priorità strategiche 2012/13- 2013/14- 2014/15 – Direttiva
n.85 del 12.10.2012: rilevazioni nazionali degli
apprendimenti anche alle classi quinte della scuola
secondaria di secondo grado
Esperienze che hanno preceduto la nascita
del S.N.V.
• P.Q.M.
• Progetto di valutazione delle scuole VALORIZZA.
(scuole e docenti)
• VALSIS (modello C.I.P.P., “Contest, Input, Process,
Product)
• VALES: leggere i risultati (che sono poi l’oggetto
principale della valutazione) strettamente connessi alle
risorse di cui una organizzazione dispone, ai processi
che riesce a mettere in campo ed al contesto nel quale
opera.
Progetto Qualità e merito (P.Q.M.)
• Riguarda le scuole secondarie di primo grado e S.S. di 2° g.
• Orientato al miglioramento misurabile dei risultati
dell’apprendimento, (matematica, poi anche italiano). Il
Progetto riguarda le metodologie didattiche e valutative.
• Gli studenti sono sottoposti ai test predisposti dall’INValSI, per
rilevare la situazione di partenza, successivamente un team di
docente, coordinato da un tutor interno e da un tutor di rete
(piccoli network di 5 scuole), predispone materiali di lavoro e
learning object per lo sviluppo della didattica in classe.
• Tutta l’attività è costantemente monitorata dall’ANSAS che
mette a disposizione anche le piattaforme di collegamento. Alla
fine dell’a.s. vengono rimisurati i risultati ed il valore aggiunto
della didattica sperimentale realizzata.
• .
•
VALORIZZA SCUOLE
• Progetto di valutazione delle scuole. Il progetto nasce
nell’ambito della sperimentazione di modelli di
applicazione del D.Lgs 150/09, anche allo scopo di
evidenziare i maggiori fattori di criticità della pratica
operativa. La sperimentazione coinvolge le province di
Pisa, Siracusa, Cagliari, si rivolge alle scuole secondarie
di primo grado, ed utilizza il testing predisposto per il
progetto P.Q.M. Ha cadenza triennale, misura la qualità
della scuola in relazione alla progressione dei risultati
degli apprendimenti degli studenti e destina alle scuole
circa settantamila euro, da destinarsi ai docenti
coinvolti e alla scuola.
VALORIZZA DOCENTI
• Il CTS ed il MIUR hanno elaborato il metodo “Valorizza”
anche tenendo conto di precedenti indagini scientifiche
sulle opinioni degli insegnanti
• INDAGINE ANP-NOMISMA 2009
• (campione di 5000 insegnanti)
• “L’opinione dei docenti sull’introduzione di un sistema di
riconoscimento del merito”
• • D’accordo 66%
• In disaccordo 17%
• • Né in accordo né in disaccordo il 15%
• • Non risponde 2%
VALORIZZA DOCENTI
• Progetto di valutazione dei docenti. Sperimentato nelle
province di Milano, Torino, Napoli (33 scuole in tutto)
Prevede un team di valutazione interno alla scuola,
formato da due docenti esperti e dal Dirigente Scolastico
(può essere presente anche il Presidente del C.d.I. ma
senza diritto di voto). I docenti si autocandidano per la
valutazione, predisponendo un C.V. sulla scorta del
profilo individuato dall’art. 27 del CCNL. Ricevono una
mensilità di stipendio aggiuntiva, non si dà luogo a
classifiche o graduatorie.
VALORIZZA DOCENTI
Caratteristiche del metodo:
• Le scuole aderiscono volontariamente (con delibera del
Collegio dei docenti)
• I docenti si autocandidano per la valutazione
• Il processo di valutazione avviene per intero dentro la
scuola e riguarda solo i soggetti direttamente coinvolti nel
processo di erogazione del sevizio.
Si tratta di un tipo di valutazione:
• reputazionale
• olistica
• contestuale
VALORIZZA DOCENTI
Risultati:
• Facilità del processo di attribuzione del merito
• Largo riconoscimento, adozione delle decisioni quasi del
tutto all’unanimità nei Nuclei (ogni comunità scolastica
riconosce, con largo accordo, i soggetti meritevoli)
• Soddisfazione dei valutati e dei valutatori, la maggior
parte del DS intervistati aderirebbe senza problemi alla
prosecuzione della sperimentazione
VALORIZZA DOCENTI
Supervisione scientifica affidata all’Associazione TRELLLE,
della Fondazione Scuola Compagnia di San Paolo
Ha sottolineato alcuni aspetti positivi del metodo:
• riconoscimento della Autonomia delle scuole
• valorizzazione della comunità scolastica e delle sue
componenti
• corretta rilevanza data al contesto
VALORIZZA DOCENTI
Valutazione dell’OCSE
• espandere gradualmente la sperimentazione
• Ampliare il riconoscimento ai meritevoli, bonus per tre
anni a patto che non lasci la scuola
• Evitare riconoscimenti economici che durano per tutta la
carriera
• riconoscere il titolo di “docenti esperti”, con rilievo per la
costituzione dello staff di lavoro interno
• individuare il profilo professionale del docente esperto
IL SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE
La struttura del sistema
MISURAZIONE
rilevare una grandezza in un oggetto/fenomeno (stabilire
una unità di misura)
VALUTAZIONE
attribuire un valore ad un oggetto/fenomeno (confrontare
aspettativa e risultato)
• la misurazione è di per sé a-valutativa
• un termometro misura “x” gradi su una scala data
• la valutazione presuppone una desiderabilità
• “x” gradi sono “caldo” o “freddo” secondo i casi
Scuola: cosa si può misurare / valutare
NEI SISTEMI SCOLASTICI:
• si possono misurare gli apprendimenti
• • se esistono standard di riferimento
• si possono valutare gli apprendimenti
• • se è definito un livello di desiderabilità
NON SI POSSONO “MISURARE” LE SCUOLE
• • perchè la loro funzione non si limita agli apprendimenti
• • non si possono “misurare” i docenti
• • non è un sistema che produce valori e non solo numeri
• quindi: non tutto nella scuola si può misurare
• • ma per valutare gli apprendimenti la misurazione è
necessaria
cosa si può valutare
SECONDO LA RICERCA INTERNAZIONALE:
• il sistema nel suo insieme
• le scuole
il personale
• gli apprendimenti
Valutare le scuole: famiglie di modelli
MODELLI DI VALUTAZIONE ESTERNA
• di natura ispettiva
• oppure basati su test di risultato
• eventualmente integrati da “customer satisfaction”
MODELLI DI AUTOVALUTAZIONE/VALUTAZIONE
INTERNA
• basati sull’analisi dei processi
• oppure sulla verifica dei risultati
• eventualmente integrati da una “validazione” esterna
modelli fondati sull’autovalutazione
TRE TIPOLOGIE PRINCIPALI:
modelli “input driven” o procedurali
• ISO 9001 e simili
• CAF, CQAF, EFQM, ...
modelli “output driven”
• • CIPP
• • schede di qualità (sistema olandese)
modelli misti
• “peer review”
• validazione da parte di un nucleo esterno territoriale
i modelli di valutazione procedurale:
sistemi centralizzati
•
•
•
•
analizzano attentamente i processi
li scompongono in passi elementari
ne definiscono i “requisiti formali di qualità”
mettono a punto il “manuale della qualità” (o simili), che
raccoglie tutti gli standard definiti a priori
• • in fase di attuazione, documentano ogni passo, secondo
protocolli definiti in anticipo
• • in fase di controllo, verificano la conformità fra processo
atteso e processo attuato, sulla sola base della
documentazione dei processi
• • un esempio: la rendicontazione dei progetti europei
• • la qualità è misurata dalla corrispondenza fra le due fasi
ma non si entra nel merito dei risultati
• che, per definizione, devono corrispondere alle attese, se il
processo di attuazione è stato scrupoloso e ben documentato
i modelli “output driven” (fondati sui
risultati) : autonomie
• definiscono attentamente gli obiettivi attesi
• individuano gli indicatori di risultato
• individuano a priori gli standard di prestazione attesi
• lasciano che le strutture locali scelgano da sole il modo
•
•
•
•
che ritengono migliore per implementare il servizio
verificano con rigore e dal centro i risultati per vedere
se corrispondono agli standard fissati
responsabilizzano gli operatori per gli esiti
sono tendenzialmente di tipo “a posta elevata”, cioè
comportano premi o sanzioni per gli attori del servizio
• utilizzano, il controllo sociale, la pubblicità̀ dei
risultati o la rendicontazione sociale
i modelli misti
• cercano di correggere i difetti degli altri due
• • partono, di solito, dall’autovalutazione, più o meno
“pilotata” e/o “assistita”
• vi affiancano una validazione esterna, condotta da un
nucleo professionale
• di solito centrata sul processo di autovalutazione
• più̀ di rado(o almeno non direttamente)sui risultati
• • oppure affidata ad un gruppo di “pari” • secondo la
modalità del “criticalfriend”
il modello concettuale del DPR 80/2013
è un modello di tipo CIPP … (cioè fondato sugli esiti)
• • Context • Input
• Process • Product
ma modificato, in quanto:
• quasi tutti gli elementi sono definiti dall’esterno
• • tramite i dati INVALSI e le elaborazioni intermedie
• il piano di miglioramento è regolamentato
• • anche questo attraverso indicatori forniti da INVALSI
• serve a valutare anche persone e non solo scuole
• • ma soltanto i dirigenti delle scuole e non i docenti
• deve sopperire alla mancanza di standard a priori
• e quindi rendere confrontabili i risultati di ottomila scuole,
in modo da poter definire dei punti di riferimento statistici
FONTI NORMATIVE
legge 26.2.2011, n. 10
• art. 2 comma 4-undevicies
• DPR 28.3.2013, n. 80
• regolamento di attuazione
• per le scuole, in particolare, l’art. 6
• DIRETTIVA 18.9.2014, n. 11
• detta gli obiettivi e la tempistica
• dà il via ufficiale al sistema
• C.M. 20.10.2014, n. 47
• accompagna e rende più analitica la Direttiva
• • ma, di fatto, è il prolungamento di VALES
• di cui eredita buona parte dell’impianto e parte dei materiali
le diverse fasi del ciclo
TUTTE LE SCUOLE
• sono previste quattro fasi su tre anni:
• auto-analisi ed ipotesi di piano di miglioramento
• validazione esterna della prima fase
• attuazione del piano di miglioramento
• rendicontazione sociale
• non ci sono sanzioni o benefici per le scuole
• peraltro, sul raggiungimento degli obiettivi di
miglioramento, saranno valutati i dirigenti scolastici
la prima fase: da gennaio
si articola in due passaggi (art. 6, comma 1, lettera a):
1) analisi e verifica del proprio servizio sulla base dei
dati resi disponibili dal sistema informativo del
Ministero, delle rilevazioni sugli apprendimenti e delle
elaborazioni sul valore aggiunto restituite dall'Invalsi,
oltre a ulteriori elementi significativi integrati dalla
stessa scuola;
2) elaborazione di un rapporto di autovalutazione in
formato elettronico, secondo un quadro di riferimento
predisposto dall'Invalsi, e formulazione di un piano di
miglioramento;
prima fase, primo passaggio:
l’autoanalisi di istituto
UTILIZZA TRE TIPOLOGIE DI INFORMAZIONI:
• “dati resi disponibili dal Ministero” (SCUOLA IN CHIARO)
• “rilevazioni sugli apprendimenti ed elaborazioni sul valore
aggiunto, restituite dall’INVALSI” (settembre, giugno?)
• • “ulteriori elementi significativi integrati dalla stessa
scuola”
• • in VaLeS, sono questionari di contesto e di input • la
cui traccia è fornita sempre dall’INVALSI
Prima fase, secondo passaggio: il
rapporto di auto-valutazione
Il R.A.V. è suddiviso in tre sezioni:
• ESITI
• successo scolastico
• Competenze di base
• equità degl iesiti
• risultati a distanza
• CONTESTO
• contesto(socio-economico-culturale)
• risorse
• PROCESSI
• praticheeducativeedidattiche
• ambienteorganizzativoperl’apprendimento
•
Come si compila
consiste in una serie di domande strutturate
che – a gruppi – si aggregano in alcuni macro-indicatori
l’elaborazione sarà svolta dall’INVALSI, che li restituirà̀
alle scuole
prima fase, secondo passaggio:
il Piano di Miglioramento
si articola in diversi punti:
• situazione attuale, descritta tramite indicatori (quantitativi)
• valori / dati di riferimento (quelli rispetto ai quali ci si
confronta ed a cui si tende)
• • risultato atteso al termine del periodo triennale
(può essere inferiore rispetto al valore di riferimento (di regola,
lo è)
• per tutti i risultati attesi indicati nel piano
• • vanno individuati un numero limitato di obiettivi
• • uno o due nell’area degli esiti
• uno o due in quella dei processi
• • il piano deve essere aggiornato in itinere (la prima volta,
a luglio 2016)
seconda fase: la valutazione esterna
art. 6, comma 1 lettera b):
1) individuazione da parte dell‘INVALSI delle situazioni
da sottoporre a verifica, sulla base di indicatori di
efficienza ed efficacia previamente definiti dall'Invalsi
medesimo;
2) visite dei nuclei di cui al comma 2, secondo il
programma e i protocolli di valutazione adottati dalla
conferenza ai sensi dell'articolo 2, comma 5;
3) ridefinizione da parte delle istituzioni scolastiche dei
piani di miglioramento in base agli esiti dell'analisi
effettuata dai nuclei
l’anello debole del sistema
NUCLEO composto da: un D.T. + due esperti esterni
• (nuova selezione)
saranno “visitate” il 10% delle scuole ogni anno
il 7% sulla base di parametri di efficienza ed efficacia /
criticità
il 3% per “campionamento casuale”
per le altre, ci si fermerà̀ al rapporto di auto-valutazione
• • con il rischio di autoreferenzialità
la Direttiva n. 11/2014
LE PRIORITÀ STRATEGICHE INDICATE
dovranno orientare le scelte delle scuole
nell’individuazione degli obiettivi di miglioramento:
• riduzione della dispersione scolastica e dell’insuccesso
• riduzione delle differenze fra scuole ed aree geografiche
• rafforzamento delle competenze di base rispetto alla
situazione di partenza
• valorizzazione degli esiti a distanza degli studenti rispetto
ad università ̀ e mondo del lavoro
Ovvero
ESITI DI APPRENDIMENTO E SUCCESSO FORMATIVÒ
RAV QUADRO DI RIFERIMENTO
• Il Quadro di riferimento presentato per la nuova versione
del RAV rappresenta un'ulteriore evoluzione, in quanto
acquisisce i risultati emersi con le sperimentazioni VALES
e Valutazione e Miglioramento negli anni 2012-2014. Il
modello è articolato (come in VALES) nelle tre
dimensioni:
• Contesto
• Esiti
• Processi (Pratiche educative e didattiche e quello delle
Pratiche gestionali e organizzative).
IL RAV visto da vicino
Materiali INVALSI (Presentazione del S.N.V.)
• QUADRO DI RIFERIMENTO E STRUTTURA
• I DATI DA INSERIRE NEL RAV
NUCLEO INTERNO DI VALUTAZIONE

similar documents