Moderna 2014-15 parte seconda

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L’ISLAM E GLI IMPERI MUSULMANI NELL’ETA’
MODERNA
• Grande presenza dell’Islam (Africa, medio Oriente, Persia,
India). Frattura tra sciiti (fedeli alla rivelazione) e sunniti (oltre
il Corano valore della Sunna e dei commenti).
• Impero persiano (sciita). Controllo delle vie di commercio tra
Europa ed Asia. Splendore con i Safawidi (processo di
centralizzazione). Unificazione del regno con Ismail (14991524).
• Momento culmine con lo scià Abbas il Grande (1587-1629).
Vittorie contro turchi (presa di Baghdad) e contro Moghul
indiani (1622-23). Stato persiano ispirato a modelli europei
(Ispahan capitale). Sostegno agli inglesi contro i portoghesi.
• Con i successori decadenza (attacchi dei popoli vicini). Rivalità
tra nazioni europee per controllo traffici (inglesi, olandesi,
francesi).
L’IMPERO PERSIANO
L’IMPERO OTTOMANO
• Nel tardo medio evo la crisi del mondo arabo favorisce espansione
turca in Asia Minore, Grecia, Balcani).
• Conquiste di Selim I (1512-20): Armenia, Siria, Egitto.
• Solimano II il Magnifico (1520-1566). Massima espansione in
Europa, Asia, Africa. Esercito strumento fondamentale:
organizzazione moderna (artiglieria, giannizzeri). Riforma legislativa.
Casta militare e burocrazia controlla massa di contadini legata alla
terra. Governo assoluto tramite Consiglio (Diwan), Gran Visir e
Cancelleria (Sublime Porta). Il palazzo di Topkapi sede dei sultani. In
periferia governatori (bey) e pascià.
• Commercio e manifatture in mano allo stato.
• Battaglia di Lepanto (1571). Stop all’espansione . Inizia processo di
decadenza (anarchia feudale e militare).
LA GRANDE MOSCHEA DI SOLIMANO IL
MAGNIFICO.
LA CINA DEI MING (1368-1644).
• Dominazione mongola non favorisce coesione sociale (cinesi
esclusi dalle cariche più importanti e dai commerci). Politica di
conquista e non di integrazione (contadini sfruttati).
• Alleanza contadini-latifondisti contro i mongoli.
• Regno di Hong-wu fondatore dinastia Ming (luminosa).
Sconfitta dei mongoli e unificazione Cina (1387). Terre ai
latifondisti, ma più rigore nell’amministrazione. Periodo di
benessere (sviluppo agricoltura con irrigazioni e bonifiche).
Catasto e perequazione fiscale.
• Con i successori spostamento capitale da Nanchino a Pechino.
Periodo delle esplorazioni (India, Vietnam, Giava, Persia).
• Motivi di instabilità: pirati giapponesi, minaccia tribù mongole
del nord. Costruzione linea difensiva: la “Grande
Muraglia”(1405-87). Fine espansione e inizio fase difensiva.
L’IMPERO MING
LA CINA DAI MING AI MANCIU’
• L’incontro con gli europei (1514-17 portoghesi). Crisi nella prima
metà Cinquecento: pirati, attacchi mongoli, incursioni Manciù (dalla
Corea).
• I portoghesi si stabiliscono a Macao. Ruolo dei gesuiti. L’opera di
Matteo Ricci (adattamento del cristianesimo alla cultura cinese,
1600-10).
• Ripresa nel secondo Cinquecento nonostante lotte tra funzionari ed
eunuchi per il controllo del governo.
• Rivolte contadine dal 1628. Ne approfittano i Manciù che
conquistano Pechino e fondano la dinastia Quing (pura), destinata a
regnare fino al 1911.
• I Manciù sconfiggono i Mongoli. Capacità di assimilare elementi
cinesi. Stato fondato su un ceto di burocrati colti e preparati
(mandarini). Alleanza con i latifondisti. Gli olandesi prendono il
posto dei Portoghesi come mediatori commerciali con l’Europa.
IL GIAPPONE “FEUDALE”.
• Lo shogunato (dinastia Ashikaga, metà sec. XIV-1573, capitale
Kyoto). Lo shogun, capo militare, controlla l’imperatore. Forte
pressione fiscale sui contadini. Età Muromachi.
• Emerge ceto latifondisti (daymio, signori feudali, al loro servizio i
samurai). 300 famiglie nobili che combattono tra loro, con le città e
i monasteri buddisti. Anarchia feudale: 1467-1573.
• Nobunaga cerca di pacificare il Giappone. La sua opera proseguita
da Hideyoshi (fine XVI sec.). Riorganizzazione amministrativa e
fiscale. Penetrazione del cristianesimo e scontro con
confucianesimo e buddismo. Persecuzioni anticristiane.
• Crisi di successione. Vittoria dello shogun Ieyasu e inizio dinastia
Tokugawa (1603-1867). Emerge Edo (Tokyo). Creazione di un
sistema feudale centralizzato (signori della terra daymio che
controllano produzione riso). Nonostante immobilismo della
società, sviluppo artigianale e commerciale (si crea ceto di
mercanti).
L’IMPERO MOGHUL IN INDIA
• Nel XIII sec. Sultanato di Dehli controlla India del Nord. Incursione
mongola (1398) e inizio crisi.
• All’inizio XVI secolo arrivo portoghesi. Lotte tra principi nell’India centromeridionale. Emerge stato del Deccan.
• Fine sultanato di Dehli per intervento del principe afgano Babur di origine
mongole, 1526. Inizio influenza moghul.
• Consolidamento potere Moghul (Akbar, 1556-1605). Politica di
integrazione nobiltà indu con nobiltà moghul (nonostante rivolte).
Tolleranza religiosa (monoteismo di stato che fonde elementi induisti e
musulmani). Società agraria basata sulla signoria fondiaria e sul sistema
delle caste che non viene abolito. Elemento di debolezza: i musulmani
sono una minoranza.
• Nel Seicento impero moghul si espande al sud. Tuttavia la politica militare
crea tensioni economiche e religiose. Alla fine l’opera di integrazione non
riesce e il paese si chiude, dando inizio a lungo periodo di decadenza.
LE ORIGINI DELL’ OLANDA
• Abdicazione di Carlo V (1555). Paesi Bassi passano a Filippo II.
Interessi spagnoli nella regione (commercio lana).
• Sentimento antispagnolo causato da fiscalismo, centralizzazione,
repressione religiosa. Spedizione del duca d’Alba (1566). Sacco di
Anversa (1576). Resistenza calvinista capeggiata dagli Orange e
appoggiata dall’Inghilterra. Nel 1579 le sette province del Nord
dichiarano l’indipendenza (Unione di Utrecht) e si staccano dalle
dieci province meridionali (Unione di Arras).
• Guerra degli ottant’anni (fino al 1648).
• Stato delle Province Unite (confederazione repubblicana). Governo
diviso tra Stati provinciali- Stati generali- Statholder (capo militare)Gran pensionario (interni ed esteri). Emerge la supremazia
dell’Olanda.
IL SEICENTO: IL SECOLO D’ORO OLANDESE.
• Una repubblica patrizia. Società stratificata: reggenti (ceto politico
dominante), ceto medio (piccoli mercanti e piccoli proprietari),
popolo (artigiani, poveri).
• Economia: agricoltura specializzata e condotta con metodi moderni
(bonifiche). Commercio fondato su grande flotta (arsenali e
compagnie di navigazione, VOC). Espansione coloniale (guerre
navali con l’Inghilterra tra 1652 e 1667).
• Tolleranza religiosa. Accoglienza dei dissidenti (Spinoza).
• Sviluppo culturale. Università di Leida (fondata nel 1575). Filosofia
(Grozio). Scienza (Huygens e Leeuwenhoek).
• La pittura: caravaggismo e naturalismo. Natura morta, paesaggio,
pittura di genere (scene domestiche), ritratto (stili borghesi). Le
scuole pittoriche (Haarlem, Utrecht, Delf). I maestri: Rembrandt e
Vermeer.
I PAESI BASSI DOPO IL 1579
L’IMPERO COLONIALE OLANDESE
GLI ASBURGO D’AUSTRIA (IL CINQUECENTO)
• Abdicazione di Carlo V (1556). Il titolo imperiale e i domini austriaci
passano al fratello Ferdinando I (1556-1564), re di Boemia e
Ungheria dal 1527. Vienna capitale. Lotta contro i Turchi. Stato
centralizzato (Consiglio segreto). Cancelleria e Camera aulica.
• Massimiliano II (1564-1576). Educazione umanistica e interessi
artistici e musicali (Vienna centro cosmopolita). Tensioni con le
periferie (Boemia-Ungheria). Continua politica di accentramento del
potere. Tolleranza religiosa (sospetti di cripto protestantesimo).
Alleanza matrimoniale con Asburgo di Spagna.
• Rodolfo II (1576-1612). Spostamento della capitale a Praga (1583),
che diventa centro politico dell’impero e ponte culturale con l’Est
europeo. Tolleranza religiosa. Cultura manieristica (enciclopedismowunderkammer). Problema della successione.
• Mattia (1612-1619). Ritorno a Vienna. Avvio della Controriforma
nelle terre asburgiche.
GLI ASBURGO D’AUSTRIA (IL SEICENTO)
• Ferdinando II (1619-1637). L’ Austria nella Guerra dei
Trent’Anni. Evangelizzazione e repressione politico-religiosa
(ruolo di cappuccini e gesuiti). La cultura della Controriforma
(barocco artistico). Evoluzione della corte e formazione di
un’aristocrazia sovranazionale (asburgica).
• Ferdinando III (1637-57). L’Impero perde il controllo della
Germania. Mecenatismo e diffusione della cultura musicale
italiana (Claudio Monteverdi e il melodramma). Continua il
conflitto con i turchi.
• Leopoldo I (1658-1705). Sviluppo dell’Austria come grande
potenza (riforma dell’esercito e dell’amministrazione). Guerra
ai turchi (1683, assedio di Vienna. 1699, recupero
dell’Ungheria). Emulazione con la Francia di Luigi XIV.
L’ AUSTRIA DEL SETTECENTO
• Giuseppe I (1705-11) e Carlo VI (1711-1740). La monarchia
austriaca nelle Guerre di Successione spagnola (1700-13) e
polacca (1733-38). Gli Austriaci in Italia: Milano, Toscana,
Napoli (solo fino al 1734).
• Vittoria definitiva sui turchi (ruolo di Eugenio di Savoia). Pace
di Passarowitz, 1718 (si definisce egemonia austriaca sui
Balcani). Il problema della successione. La Prammatica
Sanzione (1713) cambia la legge salica.
• Una donna al potere. Maria Teresa (1748-1780) e la guerra di
Successione austriaca. La crisi fa comprendere la necessità
delle riforme. Inizia l’età teresiana. Vienna capitale
dell’impero.
L’ ASSOLUTISMO ILLUMINATO: AUSTRIA E RUSSIA
Maria Teresa (1748-80) e Giuseppe II (1780-90). Uniformità
amministrativa (riduzione autonomie locali). Creazione ministeri.
Catasto, istruzione primaria obbligatoria, riforma dei codici
(abolizione tortura). Lotta privilegi ecclesiastici. Tolleranza
religiosa.
Dopo Pietro il Grande torna influenza di Chiesa e nobiltà.
Caterina II (1762-96) programma di riforma (Nakaz del 1767).
Simpatia per illuminismo (conosce Voltaire, Diderot, D’Alembert).
Nazionalizzazione beni ecclesiastici. Accentramento burocratico
(nobiltà di servizio). Continua però asservimento dei contadini
(disagio sociale sfocia in rivolte: Pugacev, 1773-75).
LA PRUSSIA GRANDE POTENZA
• L’affermazione degli Hohenzollern. Federico Guglielmo il
Grande Elettore (1640-1688). Frammentarieta’ dei territori. L’
esercito strumento di potere. Riorganizzazione delle finanze.
Nobiltà fondiaria trasformata in casta nobiliare inserita nella
struttura assolutistica. Affermazione di un sistema gerarchico
(capacità di ubbidire, rispetto assoluto dell’autorità).
• Federico I (1712-40). Continua il processo di centralismo
militare e burocratico.
• Federico II (1740-86). Formazione umanistica. Volontà di
potenza (guerre di Successione austriaca e dei Sette Anni).
Istruzione elementare obbligatoria (1763). Berlino capitale.
Aumento peso dell’esercito. Sottomissione della nobiltà
(junkers), a spese dei contadini (sopravvivenza del servaggio).
IL GIGANTE DAI PIEDI D’ARGILLA: IL REGNO
POLACCO LITUANO
• FATTORI DI DEBOLEZZA: DIVERSITA’ ETNICO RELIGIOSE (SLAVI,
TEDESCHI, LITUANI, POLACCHI,EBREI).
ELEMENTO URBANO
SCARSO (VARSAVIA, CRACOVIA, DANZICA). FORTE PRESENZA
NOBILIARE (LATIFONDISTI-MAGNATI).
• 1572 FINE DINASTIA JAGELLONI. LA MONARCHIA DA EREDITARIA
DIVENTA ELETTIVA (POTERE DI VETO DELLA NOBILTA’).
• SUBENTRANO RE STRANIERI (SIGISMONDO III VASA, 1586-1632,
COINVOLTO IN GUERRE CON RUSSIA E SVEZIA).
• RICOSTITUZIONE SISTEMA FEUDALE E SERVAGGIO (CORVEES) NELL’
AREA AD EST DELL’ ELBA (PRUSSIA, BOEMIA, AUSTRIA ORIENTALE,
POLONIA, MOLDAVIA, BALCANI, RUSSIA).
• NEL SECONDO SEICENTO DECADENZA A FAVORE DI RUSSIA E
SVEZIA. NEL ‘700 SUBENTRANO RE TEDESCHI (DINASTIA DI
SASSONIA). POTENZE EUROPEE ARBITRE DEL DESTINO POLACCO.
CONTINUA EGEMONIA DELLA NOBILTA’ E DELLA CHIESA.
EUROPA E MONDO NEL XVIII SECOLO
• I grandi domini: spagnoli e portoghesi (centro e sud America).
Inglesi e francesi (nord America).
• Asia parzialmente toccata: insediamenti portoghesi, olandesi
(Giava e Ceylon) inglesi e francesi. Filippine spagnole. Africa
(solo porti e coste).
• Persistenza dei grandi imperi orientali: Ottomani, Persia, India,
Cina, che controllano vaste zone dei continenti asiatico e
africano.
• Portogallo e Spagna mantengono colonie nonostante
decadenza. Motivo: la lotta è per il controllo delle rotte e delle
materie prime, non dei territori.
• La scoperta del continente australe: viaggi di Bougainville
(1766-69) e Cook (1768-79).
L’ AMERICA COLONIALE
• La Spagna: America meridionale (meno Brasile e parte Uruguay
portoghesi, Messico, Caraibi). Al nord Florida. Amministrazione
basata su viceregni, audiencias, Consiglio delle Indie. Società basata
su divisioni tra ceti (aristocrazia di governo, funzionari, clero).
Economia basata sulle piantagioni e sulle miniere d’argento (in
ripresa nel Settecento). Società multietnica.
• America francese. Antille ( Martinica e Guadalupa producono
zucchero e tabacco, la cui produzione necessita di schiavi neri).
Canada (importanza soprattutto strategica come barriera contro
l’espansione inglese). Scarsa popolazione. Amministrazione
mutuata dalla Francia con scarsa autonomia.
• Colonizzazione dal XVII secolo (Quebec, Montrèal, 1608-1642).
Evangelizzazione e rapporti commerciali con le tribù pellerossa.
Guerre indiane e organizzazione del territorio con Luigi XIV.
UNA GUERRA DI PROPORZIONI MONDIALI: LA
GUERRA DEI SETTE ANNI (1756-63).
• In Europa scontro tra blocchi: Austria, Russia e Francia vs Inghilterra
e Prussia. Guerra navale per il dominio dei mari tra inglesi e
francesi.
• I riflessi coloniali del conflitto. Fronti principali: nord America,
Caraibi, India.
• Guerra nel nord America: tensione nella zona dei Grandi Laghi e
lungo il Mississippi. La Francia blocca espansione ad ovest delle
colonie inglesi. Disparità demografica 60 mila abitanti contro 2
milioni. Alleanza francesi-pellerossa (1756-58). Riscossa inglese:
caduta di Quebec e Montrèal (1759-60). Perdita del Canada.
• Rivalità nelle Antille per il commercio degli schiavi neri. Tra 1759-60
gli inglesi conquistano Guadalupa e Martinica.
• In India francesi presenti sulla costa orientale (Pondichery), gli
inglesi sulla costa occidentale (Madras) con la Compagnia delle
Indie.
ECONOMIA E SOCIETA’ IN EUROPA TRA ‘500 E
‘600.
• Il trend demografico. Dall’espansione (XVI secolo) alla stagnazione
(XVII secolo) alla ripresa (XVIII secolo).
• Diversità: Europa occidentale più popolata di quella orientale, zone
urbane e zone rurali, area mediterranea e area nord europea.
• Economia agraria diffusa: estensione delle terre coltivate (terre
marginali). Problemi alimentari. Permanenza di sistemi agrari e di
rapporti di produzione tradizionali.
• Commercio e industria si spostano progressivamente dal sud al
nord Europa. Declino del ruolo centrale del Mediterraneo favorito
dall’atlantizzazione.
• Economia commerciale e monetaria in espansione. Inflazione e
rivoluzione dei prezzi. Artigiano e industria ancora legati alle
campagne (sistema del mercante-imprenditore).
TRA CRISI E RIPRESA (‘600-’700)
• La crisi del Seicento: colpisce soprattutto area mediterranea
(Italia, Spagna). Meno pesante altrove.
• La crisi è di crescita per realtà avanzate come Olanda e
Inghilterra. Poi anche per paesi nordici (Svezia).
• Incidenza di guerre, carestie, epidemie (peste). Il «secolo di
ferro» (1550-1650).
• Il «filo rosso» delle rivolte: Spagna (Portogallo, Catalogna e
Napoli 1640-50), Francia (Fronda e rivolte contadine 1630-40),
Inghilterra (1642-49).
• Peggiorano le condizioni dei contadini: diminuzione proprietà,
contratti onerosi, servaggio (nell’est europeo).
CRESCITA NEL ‘700 E RIVOLUZIONE AGRARIA
• Forte aumento demografico a partire metà ‘700. Diminuisce
mortalità a favore natalita’. Vita media (29-35).
• Urbanizzazione (polizia, assistenza, crisi delle corporazioni e
mercato del lavoro libero).
• Rivoluzione industriale fenomeno complesso (in realtà più
rivoluzioni: agraria, demografica, tecnologica, energetica). Poche
aree interessate: Inghilterra, Paesi Bassi, parte Francia).
• Terra realtà ancora dominante in Europa (3/4 popolazione vive in
campagna). Recinzioni. Nuove tecniche permettono eliminazione
maggese (agricoltura alternata). Più rotazioni e stretto rapporto tra
agricoltura e allevamento (concime). Innovazioni tecnologiche
(seminatrice meccanica di Jetrho Tull).
• Aumento della produttività: più braccia disponibili per l’industria.
LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
• Le industrie tessili settore trainante della trasformazione
(lana, ma soprattutto cotone).
• Innovazioni tecniche: spoletta volante applicata al telaio
(1750).
• Filatrice meccanica (usa la forza vapore). Si impone il sistema
della fabbrica (concentrazione di manodopera in un solo
ambiente organizzato secondo una precisa divisione del
lavoro).
• Il processo si realizza in Inghilterra tra 1780 e inizi ‘800. Poi
passa nel continente per «contagio».
• La rivoluzione passa ad altri settori: trasporti (ferrovie,
navigazione). La teoria del saliente.

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