30 giorni - Ordine degli Architetti di Pavia

Report
Aggiornamenti della disciplina
urbanistica ed edilizia.
ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI,
PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA
PROVINCIA DI PAVIA
Pavia, 4 settembre 2013
1
Attività edilizia libera
Interventi senza previa
comunicazione:
a)
Manutenzione
ordinaria;
b)
Eliminazione barriere
architettoniche
senza realizzazione
di rampe o ascensori
esterni e senza
manufatti che
alterino la sagoma
esterna dell’edificio;
c)
Opere temporanee
per la ricerca nel
sottosuolo;
d)
Movimenti terra
strettamente
pertinenti all’attività
agro-silvo-pastorale;
e)
Serre mobili
stagionali prive di
strutture in
muratura.
Interventi realizzabili previa comunicazione:
a)
Manutenzione straordinaria (compreso lo spostamento di pareti interne non
strutturali) ma senza aumento di unità immobiliari e dei parametri urbanistici;
b)
Opere volte a soddisfare esigenze meramente temporanee da rimuoversi
immediatamente e comunque non oltre 90 giorni;
c)
Pavimentazione e finitura spazi esterni, anche per sosta, nel rispetto
dell’indice di permeabilità; creazione di intercapedini interrate e non
accessibili, vasche di raccolta acque e locali tombati;
d)
Pannelli solari, fotovoltaici a servizio di edifici fuori dai centri storici;
e)
Aree ludiche senza fini di lucro ed elementi di arredo aree pertinenziali edifici;
•
e - bis) Modifiche edilizie interne sulla superficie coperta di fabbricati di impresa
o cambio di destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio di impresa.
La comunicazione di inizio lavori per gli interventi di cui alle lettere a) ed e-bis) è
accompagnata dai dati identificativi dell’impresa esecutrice nonché da una relazione
tecnica corredata da elaborati progettuali, redatta da un tecnico abilitato, che
asseveri sotto la propria responsabilità la conformità dei lavori alla disciplina
urbanistica. Inoltre, per i soli interventi di cui alla lettera e-bis), si deve presentare
l’attestazione, da parte di un’agenzia delle imprese, di sussistenza dei requisiti per
l’esercizio dell’attività di impresa.
Novità: eliminazione dell’obbligo per il tecnico abilitato di dichiarare
l’assenza di rapporti di dipendenza con l’impresa o con il committente per
gli interventi di cui alle lettere a) ed e-bis) del secondo gruppo.
2
Novità in tema di permesso di
costruire:
• Presentazione della domanda;
10
GIORNI
• Lo Sportello Unico comunica il nome del
Responsabile del Procedimento;
• L’esame delle richieste di Permesso avviene
secondo l’ordine cronologico di presentazione;
3
Novità in tema di permesso di costruire:
Dopo la presentazione della domanda di permesso di costruire:
60
30
GIORNI
GIORNI
• il Responsabile del
Procedimento cura
l’istruttoria, acquisisce i
prescritti pareri e formula
una dettagliata proposta di
provvedimento;
• Può chiedere modifiche
motivate al progetto,
assegnando un termine
all’interessato per
esprimersi in merito;
• Il Responsabile del
Procedimento chiede
integrazioni documentali
• La richiesta di integrazione
interrompe il termine di 60
giorni per formulare la
proposta di provvedimento
che decorre nuovamente
per intero dopo
l’integrazione documentale
4
Novità in tema di permesso di costruire:
• Richiesta di modifica al progetto;
ENTRO IL
TERMINE
ASSEGNATO
• L’interessato dichiara se accetta di modificare
il progetto;
15
GIORNI
• Deve produrre la necessaria documentazione
progettuale;
• Fino alle modifiche è sospeso il termine di 60
giorni per la proposta di provvedimento.
5
Novità in tema di permesso di costruire:
Dopo la formulazione della proposta di provvedimento:
40
30
GIORNI
GIORNI
• il Responsabile del
Procedimento rilascia il
titolo (Permesso di
costruire).
• Il Responsabile del
Procedimento comunica il
preavviso dei motivi del
diniego assegnando 10
giorni per osservazioni;
• Il Responsabile del
Procedimento emette in
diniego di permesso di
costruire.
Decorso inutilmente il predetto termine di 30 giorni, o, in assenza di proposta
di provvedimento, decorsi 90 giorni dalla domanda, si forma il silenzio
assenso, a condizione che non sussistano vincoli.
6
Novità in tema di permesso di costruire:
In caso di sussistenza di vincoli:
• Viene acquisito l’assenso
espresso dell’autorità preposta
al vincolo;
30
GIORNI
• il Responsabile del
Procedimento rilascia il titolo
(Permesso di costruire);
• Si forma il silenzio assenso sul
permesso di costruire.
• Viene acquisito il diniego
dell’autorità preposta al vincolo;
5
GIORNI
• Il diniego dell’autorità è
comunicato all’interessato;
30
GIORNI
• il Responsabile del Procedimento
nega il Permesso di costruire;
• Oppure si forma il silenzio
diniego.
7
Novità in tema di permesso di costruire:
Termine ordinario
• Domanda.
60
GIO
RNI
Schema dei termini:
Comuni sopra i 100.000 ab. oppure
procedimenti dichiarati complessi
• Proposta provv.
Integraz. docum.
• Richiesta di modifica al progetto;
entro il
termine
assegnato
• L’interessato accetta le modifiche;
15 giorni
• Produce documentazione;
30 giorni
• Rilascio del titolo o silenzio assenso;
• Domanda.
120
GIO
RNI
• Proposta provv.
Integraz. docum.
• Richiesta di modifica al progetto;
entro il
termine
assegnato
• L’interessato accetta le modifiche;
15 giorni
• Produce documentazione;
30 giorni
• Rilascio del titolo o silenzio assenso;
8
Novità in tema di permesso di
costruire:
• Qualora il permesso di costruire sia richiesto
in sostituzione della DIA per gli interventi
assentibili con DIA;
75
GIORNI
• È il termine complessivo per il rilascio del
titolo.
9
Novità in tema di permesso di
costruire:
• Sanzioni a carico dei professionisti per
dichiarazioni non veritiere;
• Reclusione da uno a tre anni;
• Il Responsabile del Procedimento deve
segnalare inoltre la falsità all’Ordine
Professionale di appartenenza per
l’irrogazione delle sanzioni disciplinari.
10
Novità in tema di permesso di costruire:
Efficacia temporale del permesso di costruire:
Regime transitorio per i permessi
Termini ordinari
rilasciati entro il 22 giugno 2013
• Rilascio;
1
ANNO
• Inizio dei lavori;
3
ANNI
• Ultimazione di lavori.
• Rilascio;
3
ANNI
• Inizio dei lavori;
5
ANNI
• Ultimazione di lavori.
È necessaria esplicita comunicazione
dell’interessato prima della scadenza dei
termini ordinari.
Nell’ambito di convenzioni urbanistiche i
termini sono elevati di un anno: 4 e 6 anni.
La proroga non si applica se sono stati adottati
o approvati strumenti urbanistici che
contrastano con l’intervento.
11
Proroga delle convenzioni urbanistiche:
• La validità delle convenzioni di lottizzazione (o
altre convenzioni urbanistiche previste dalla
legislazione regionale) stipulate entro il 31
dicembre 2012 è prorogata di 3 anni.
• Nel silenzio della norma, è evidente che il
termine di durata delle convenzioni di
lottizzazione predette non deve essere ancora
scaduto alla data di entrata in vigore della
legge (98/2013) di conversione del d.l.
69/2013: 21 agosto 2013.
12
Novità in tema di certificato di agibilità:
• Per singoli edifici o singole porzioni di edificio, purché
funzionalmente autonomi, a condizione che siano
state realizzate e collaudate le urbanizzazioni primarie
relative all’intero intervento e siano state completate
e collaudate le parti strutturali connesse, nonché
collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti
comuni;
• Per singole unità immobiliari, purché siano state
completate e collaudate le opere strutturali connesse,
siano certificati gli impianti e siano completate le parti
comuni e le urbanizzazioni primarie dichiarate
funzionali rispetto all’edificio oggetto di agibilità
parziale.
13
In alternativa alla richiesta del
certificato di agibilità:
Documenti da produrre sempre:
• Certificato di collaudo statico;
• Certificato regionale di conformità delle opere eseguite in zona
sismica;
• Dichiarazione di conformità alla normativa in materia di accessibilità
e superamento barriere architettoniche;
• Parere ASL, qualora obbligatorio;
In tali casi, oltre alla predetta documentazione, l’interessato può
presentare, in sostituzione della richiesta di certificato di agibilità:
• Dichiarazione del D.L. o - in mancanza - di un professionista
abilitato, che attesta la conformità dell’opera al progetto nonché la
sua agibilità;
• Richiesta di accatastamento, che lo sportello unico trasmetterà
direttamente al catasto;
• Dichiarazione dell’impresa installatrice di conformità degli impianti
alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico.
14
Proroga dei termini di approvazione PGT:
La l.r. 1/2013 della Regione Lombardia ha stabilito che:
• Nei Comuni provvisti di PGT, il documento di piano ha validità
quinquennale ed è sempre modificabile (come già previsto). Tuttavia,
nei Comuni che hanno approvato il PGT entro il 31 dicembre 2009, il
Consiglio Comunale può prorogarne l’efficacia fino al 31 dicembre
2014;
• Nei Comuni ancora sprovvisti di PGT, è possibile proseguire
nell’attuazione dei vecchi PRG (contrariamente al precedente termine
del 31.12.2012) fino al 30 giugno 2014;
• Dopo tale data, sono ammessi unicamente gli interventi di
manutenzione (ordinaria e straordinaria) e restauro e risanamento
conservativo nelle zone diverse da quelle agricole e destinate ad
attrezzature pubbliche, nelle quali sono ancora previsti gli interventi
ammessi dal PRG;
• Sempre dopo il 30 giugno 2014 è ammessa l’attuazione dei piani
attuativi vigenti alla medesima data, purché con convenzione non
scaduta.
15
Sanzioni per i comuni privi di PGT:
La l.r. 1/2013 della Regione Lombardia ha stabilito che:
• In caso di mancata adozione del PGT entro il 31 dicembre
2013 i Comuni inadempienti sono esclusi dall'accesso al
patto di stabilità territoriale per l'anno 2014;
• Il mancato rispetto del termine del 31 dicembre 2013
costituisce, fino all'approvazione del PGT, indicatore
valutabile negativamente nell'indice sintetico di virtuosità dei
Comuni lombardi;
• In caso di mancata approvazione del PGT entro il 30 giugno
2014, la Giunta regionale, previa diffida ad adempiere entro
sessanta giorni, nomina un commissario ad acta il quale
dispone degli uffici tecnici comunali e regionali di supporto,
ove necessario, nonché dei poteri idonei a completare la
procedura di approvazione del piano.
16
•
•
•
•
•
Novità in tema di definizione degli
interventi edilizi:
La principale novità riguarda i limiti dell’intervento di ristrutturazione edilizia che giunge al termine
di una lunga diatriba sviluppatasi soprattutto in Lombardia in ordine alla definizione di
ristrutturazione edilizia di cui all’art. 27 della l.r. 12/2005 (c.d. l. Moneta).
Art. 27, comma 1, lettera d), della Moneta prevede infatti che “nell'ambito degli interventi di
ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione
parziale o totale nel rispetto della volumetria preesistente fatte salve le sole innovazioni necessarie
per l'adeguamento alla normativa antisismica”.
Rispetto alla definizione prevista dal legislatore nazionale (art. 3 d.P.R. 380/2001) non era (e non è)
previsto il vincolo di fedeltà di sagoma per gli interventi di ristrutturazione mediante demolizione e
ricostruzione del fabbricato.
Sia il T.A.R. Brescia, sia il T.A.R. Milano hanno imposto l’applicazione del vincolo della fedeltà di
sagoma: “alla luce di un'interpretazione conforme a Costituzione della L. Reg. n. 12/2005, la
ristrutturazione edilizia previa demolizione in Lombardia richiede che sia rispettato non solo il
limite del volume dell'edificio, ma anche il limite della medesima sagoma preesistente, come
previsto dalla norma statale” (T.A.R. BS, 504/2008); “l'art. 27 della L. Reg. Lombardia n. 12/2005
contiene implicitamente il limite che sia rispettata la sagoma dell'edificio preesistente nel caso di
ristrutturazione edilizia preceduta da demolizione. Tale limite è desumibile in via interpretativa
dall'art. 3 del T.U. dell'edilizia, che rappresenta norma di principio generale che deve orientare
anche l'interpretazione della legislazione regionale” (T.A.R. MI, 153/2009).
Il Legislatore regionale, con legge di interpretazione autentica n. 7/2010, ha smentito tale
orientamento giurisprudenziale, statuendo che “nella disposizione di cui all’articolo 27, comma 1,
lett. d), ultimo periodo, della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del
territorio) la ricostruzione dell’edificio è da intendersi senza vincolo di sagoma”.
(…continua)
17
Novità in tema di definizione degli
interventi edilizi:
• L’interpretazione del T.A.R. è stata tuttavia confermata
dalla Corte Costituzionale che, con sentenza 309/2011,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma
per contrasto con i principi fondamentali della materia,
la cui fissazione spetta allo Stato, in quanto “La
definizione delle diverse categorie di interventi edilizi
spetta, dunque, allo Stato”.
• L’attuale modifica della disciplina statale riporta, di
fatto, al punto di partenza (estendendolo a tutto il
territorio nazionale), eliminando il vincolo della fedeltà
di sagoma anche dalla disciplina statale.
• Resta, invece, il vincolo della fedeltà di volume.
18
Novità in tema di definizione degli
interventi edilizi:
ipotesi di esclusione della nuova
disciplina che ha eliminato il vincolo
della fedeltà di sagoma
• Sono esplicitamente esclusi gli interventi su
immobili sottoposti a vincoli sulla base del
d.lgs. 42/2004 (c.d. Codice Urbani), per i quali
è mantenuto il vincolo della fedeltà di sagoma.
19
Novità in tema di definizione degli
interventi edilizi:
• Ulteriore innovazione è l’inserimento, tra gli interventi di ristrutturazione
edilizia, di “quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente
crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile
accertarne la preesistente consistenza”.
• Novità in aperto contrasto con l’orientamento giurisprudenziale
consolidato in base al quale “la ristrutturazione edilizia assume
concettualmente ad oggetto un manufatto attualmente esistente, senza
eccezioni; allorquando sussista invece soluzione di continuità tra
demolizione e ricostruzione l'attività edificatoria va qualificata come nuova
costruzione, sottoposta a permesso di costruire e non a d.i.a., a prescindere
dalle ragioni e dalle circostanze che hanno comportato il crollo o la
rimozione del manufatto preesistente” (T.A.R. Firenze, 1205/2011).
• L’innovazione introdotta dal d.l. 69/2013 consente dunque la ricostruzione
dei manufatti demoliti o crollati, a condizione che sia possibile accertarne
la preesistente consistenza.
• Anche tale ultima previsione è sottoposta al vincolo della fedeltà di
sagoma, rispetto al manufatto preesistente, solo qualora l’edificio sia
sottoposto a vincoli sulla base del Codice Urbani.
20
•
•
•
•
Novità in tema di definizione degli
interventi edilizi:
Introduzione di una specificazione di uno degli interventi considerati di “nuova
costruzione”:
In particolare, l’art. 3 d.P.R. 380/2001, al comma 1, lettera e.5), annovera tra le
nuove costruzioni, soggette a permesso di costruire, “l'installazione di manufatti
leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes,
campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti
di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a
soddisfare esigenze meramente temporanee”.
In aggiunta alla predetta previsione, il legislatore ha precisato che i manufatti di
natura non temporanea sono considerati nuove costruzioni “ancorché siano
installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all'interno di strutture ricettive
all'aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il
soggiorno di turisti”.
Pertanto, fermo restando che i manufatti transitori installati dai turisti per
permanenze meramente temporanee nell’ambito di apposite strutture ricettive
(campeggi) non si considerano nuove costruzioni, laddove tali installazioni
vengano adibite ad utilizzi non meramente transitori, esse sono da considerarsi
nuove costruzioni anche se si trovano all’interno di una struttura ricettiva
all’aperto per la sosta ed il soggiorno dei turisti.
21
Novità in materia di DIA:
• L’art. 30 del d.l. 69/2013 ha introdotto altresì la
possibilità - attraverso la presentazione di DIA di apportare varianti agli interventi edilizi
assentiti con Permesso di Costruire senza più il
vincolo della fedeltà di sagoma.
• Restano anche in questo caso esclusi gli edifici
sottoposti a vincoli sulla base del Codice
Urbani.
22
Novità in materia di SCIA e
comunicazione di inizio lavori per
interventi di edilizia libera:
• Introdotto nel TUED un nuovo articolo 23 - bis volto
a rendere effettiva la possibilità di avvalersi della
SCIA e della comunicazione di inizio lavori qualora
per gli interventi in questione siano necessari atti di
assenso, comunque denominati, della stessa o di
altre amministrazioni.
• L’interessato, prima di presentare la SCIA o la
comunicazione di inizio lavori, o contestualmente
alla presentazione delle stesse, può chiedere allo
Sportello Unico di provvedere all’acquisizione di
tutti gli atti di assenso, comunque denominati,
necessari all’intervento.
(…continua)
23
Novità in materia di SCIA e
comunicazione di inizio lavori per
interventi di edilizia libera:
• Se la richiesta di acquisizione degli atti di
assenso avviene contestualmente alla
presentazione della SCIA o della comunicazione
di inizio lavori, l’intervento non può essere
iniziato prima dell’acquisizione degli atti di
assenso necessari.
• Non appena gli atti di assenso pervengono, lo
Sportello Unico deve comunicarli
tempestivamente all’interessato. Tuttavia non è
fissato un termine specifico.
(…continua)
24
Novità in materia di SCIA e
comunicazione di inizio lavori per
interventi di edilizia libera:
• Qualora gli atti di assenso non pervengano
entro 60 giorni dalla richiesta, il Responsabile
del Procedimento indice la conferenza di servizi
tra gli Enti interessati.
• Pur in assenza di uno specifico riferimento, si
ricorda che il termine di 60 giorni è raddoppiato
nei comuni con più di 100.000 abitanti o per gli
interventi complessi.
25
Novità in materia di SCIA:
ipotesi di esclusione per i centri storici
• Art. 23 bis, c.4, TUED: entro il 30 giugno 2014 i Comuni
devono individuare le aree - comunque ricadenti nei centri
storici (zone A) - nelle quali non è possibile fare ricorso alla
SCIA per interventi di demolizione e ricostruzione (sia
autonomi, sia in variante a permessi di costruire) che
comportino la modifica della sagoma dell’edificio.
• Dopo il 30 giugno 2014, in assenza della deliberazione
comunale (non viene stabilito quale organo debba adottarla
ma, trattandosi di piani urbanistici, si ritiene rientri nella
competenza del Consiglio Comunale), qualora non intervenga
in via sostitutiva la Regione, sarà un apposito commissario
nominato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ad
adottare la delibera di esclusione della SCIA nelle porzioni di
centro storico in cui è ritenuta incompatibile con le esigenze
di salvaguardia dei fabbricati esistenti.
(…continua)
26
Novità in materia di SCIA:
ipotesi di esclusione per i centri storici
• Fino all’adozione della delibera in questione, nelle zone
A) la SCIA non può essere applicata per interventi di
demolizione e ricostruzione senza fedeltà di sagoma.
• Inoltre, successivamente all’adozione della delibera che
individua le porzioni di centro storico nelle quali è
esclusa la SCIA per tali interventi di demolizione e
ricostruzione di carattere innovativo, nelle restanti parti
del centro storico nelle quali tale SCIA sarebbe pertanto
ammessa, l’inizio dei lavori non può comunque avvenire
prima che siano decorsi 30 giorni dalla presentazione
della Segnalazione (con evidente analogia con l’istituto
della DIA).
27
Novità in tema di distanze tra edifici:
• Nuovo art. 2 bis del d.P.R. 380/2001: consente di
derogare alle distanze minime previste dal D.M. 2
aprile 1968 n. 1444.
• Tale nuovo articolo, introdotto dall’art. 30 del d.l.
69/2013, prevede quanto segue.
• Resta ferma la competenza statale in materia di
ordinamento civile e, di conseguenza, resta
inderogabile la disciplina delle distanze dettata dal
Codice Civile.
28
(…continua)
Novità in tema di distanze tra edifici.
Disciplina inderogabile delle distanze dettata dal Codice Civile
• Distanza di 3 metri tra edifici su fondi finitimi (salvo che non siano adiacenti);
• Distanza di 2 metri dal confine per pozzi, cisterne, fosse biologiche,
concimaie;
• Distanza di 1 metro dal confine per tubi d’acqua pura o lurida e gas;
• Distanza dal confine pari alla profondità del fosso scavato vicino al confine;
• Distanza di 3 metri dal confine per gli alberi di alto fusto;
• Distanza di 1,5 metri dal confine per gli alberi non di alto fusto (3 metri);
• Distanza di 0,5 metri dal confine per viti, arbusti e alberi < 2,5 metri totali;
• Distanza di 1 metro dal confine per siepi di Ontano e Castagno;
• Distanza di 2 metri dal confine per siepi di Robinie;
• Le distanze non si applicano se esiste un muro sul confine, a condizione che i
rami non si protendano oltre il confine;
• È possibile usucapire il diritto di mantenere alberi a distanza dal confine
inferiore a quella minima di legge, ma quando muoiono vanno arretrati;
• Si possono invece ripiantare a distanza inferiore gli alberi che facciano parte
di siepi o filari;
• Non è mai possibile usucapire il diritto a far protendere rami o radici sul
fondo del vicino.
29
(…continua)
Novità in tema di distanze tra edifici:
• Le Regioni possono invece apportare deroghe alla disciplina delle
distanze tra edifici dettata dal d.m. 2 aprile 1968, n. 1444.
• Le Regioni possono, altresì, dettare disposizioni inerenti gli spazi
da destinare ad insediamenti residenziali, produttivi, riservati ad
attività collettive, al verde ed ai parcheggi, nell’ambito della
definizione o revisione degli strumenti urbanistici comunque
funzionali a un assetto complessivo e unitario o di specifiche aree
territoriali.
• È necessario attendere pertanto la disciplina regionale per capire
se le deroghe introdotte al regime delle distanze avranno portata
dirompente - andando a scalfire un principio cardine quale quello
delle distanze inderogabili tra pareti finestrate di edifici antistanti oppure se si limiteranno ad interventi di portata minore.
30
Interventi realizzabili nei comuni
lombardi sprovvisti di PGT.
Fino al 30 giugno 2014:
• è possibile realizzare tutti gli interventi edilizi conformi al
vecchio PRG;
• non è possibile introdurre varianti al PRG se non in casi
molto circoscritti e delimitati. In particolare sono ammesse:
• Varianti di cui allo sportello unico per le attività produttive
(art. 5 d.P.R. 447/1998), con i parere vincolante della
Regione nelle province prive di PTCP;
• Varianti di cui all’art. 2, comma 2, l.r. 23/1997 finalizzate
alla sola realizzazione di opere di interesse pubblico;
• Varianti in attuazione di accordi di programma per
interventi di interesse regionale;
• PII per interventi di interesse regionale previo accordo di
programma con la Regione.
31
(…continua)
Interventi realizzabili nei comuni
lombardi sprovvisti di PGT.
Ipotesi eccezionali:
Resta ferma la possibilità di introdurre varianti per:
• la realizzazione di opere essenziali all’Expo 2015;
• nonché varianti - da adottarsi entro il 30 giugno
2014 - volte al recupero del patrimonio edilizio nei
Comuni colpiti dal sisma del maggio 2012 (34
comuni in provincia di Mantova individuati da DM
Economia e finanze 1.6.2012).
(…continua)
32
Interventi realizzabili nei comuni
lombardi sprovvisti di PGT.
Dal 1 luglio 2014, nei comuni sprovvisti di PGT sono
ammessi unicamente i seguenti interventi:
• manutenzione (ordinaria e straordinaria);
• restauro e risanamento conservativo;
• nelle zone agricole e destinate ad attrezzature
pubbliche: tutti gli interventi conformi al PRG;
• tutti gli interventi in attuazione dei piani attuativi
vigenti alla medesima data, purché la relativa
convenzione non sia ancora scaduta.
(…continua)
33
Interventi realizzabili nei comuni
lombardi sprovvisti di PGT.
Tale ultima previsione va raccordata con la proroga di tre anni
dei piani attuativi e delle convenzioni disposta dal legislatore
nazionale per i piani attuativi le cui convenzioni siano state
stipulate entro il 31 dicembre 2012 e non siano ancora
scadute alla data del 21 agosto 2013.
Si delineano pertanto due possibilità di esecuzione degli
interventi:
• sulla base delle convenzioni stipulate entro il 31 dicembre
2012 e prorogate di 3 anni dal legislatore nazionale;
• sulla base delle convenzioni stipulate fino al 30 giugno
2014 (e quindi certamente vigenti anche senza proroghe
alla data del 30 giugno 2014;
• si ricorda in ogni caso che i Comuni che non abbiano
adottato il PGT entro il 30 settembre 2011 non possono
34
approvare alcun piano attuativo.
Termini procedimento approvazione PGT
• Avvio del procedimento pubblicato su almeno un quotidiano
locale, con fissazione di un termine entro cui far pervenire
suggerimenti o proposte;
• Attribuzione dell’incarico per la redazione del PGT;
• Acquisizione, entro 30 giorni dalla richiesta, del parere delle parti
sociali ed economiche;
• Delibera di adozione del PGT;
• Deposito degli atti nella segreteria del Comune e pubblicazione sul
sito internet del Comune, entro 90 giorni dall’adozione, con
contestuale avviso pubblicato sul BURL e su un quotidiano locale;
• Termine per la consultazione degli atti: 30 giorni dal deposito;
• Termine per le osservazioni: 30 giorni successivi al termine per la
consultazione;
• Contestualmente al deposito, il PGT è trasmesso alla Provincia per
il parere dei compatibilità con il PTCP da esprimersi entro 120
giorni dalla ricezione degli atti, decorsi i quali si intende reso
favorevolmente;
• Qualora il Comune abbia chiesto modifiche al PTCP, la richiesta35si
intende respinta se la Provincia non si pronuncia entro 120 giorni;
Termini procedimento approvazione PGT
• Qualora la Provincia intenda invece accogliere la variante al PTCP,
ne dà atto con delibera di Giunta Provinciale con cui avvia l’iter di
variante al PTCP (secondo le normali procedure);
• Fino all’approvazione della variante di PTCP, il termine di
approvazione del PGT resta sospeso;
• Se invece il Comune prosegue con l’approvazione del PGT, restano
sospese solo le parti subordinate a variante al PTCP;
• Contestualmente al deposito, il PGT è trasmesso anche ad ASL ed
ARPA, che si esprimono entro 60 giorni;
• Entro i 90 giorni successivi al termine per la presentazione delle
osservazioni, il PGT è approvato, previo esame delle osservazioni
stesse;
• Il termine è elevato a 150 giorni qualora si tengano le elezioni per
il rinnovo del Consiglio Comunale;
• Gli atti definitivi sono depositati presso la segreteria e sul sito
internet del Comune;
• Il PGT acquista efficacia con la pubblicazione sul BURL dell’avviso di
approvazione;
36
• Fino a tale momento, si applicano le misure di salvaguardia.

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