Presentazione standard di PowerPoint

Report
The
«G r e a t r o t a t i o n»
Roma 13 Giugno 2013
Cosa sta ad indicare il
ritorno delle banche
centrali ad un ruolo pro
attivo nell’economia?
Quali conseguenze per
l’Italia e il processo di
rigenerazione del suo
sistema bancario ?
Eutimio Tiliacos
Ad inizio 2013 sono cominciati a circolare autorevoli documenti (IMF
Working
Paper,
Olivier
Blanchard
and
Daniel
Leigh
“Growth
Forecast
Errors
and
Fiscal
Multipliers
che hanno messo in risalto come i
modelli su cui erano state basate le previsioni degli effetti economici
delle manovre fiscali poste in atto fossero fallaci perché adatti a
stimare l’impatto sulla crescita secondo canoni comportamentali di
mercato validi prima della crisi non durante o dopo la stessa :
http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2013/wp1301.pdf)
mentre infatti per ogni 1 % di maggior prelievo fiscale si
pensava che l’effetto rallentante sulla crescita fosse dello
0,5%
in
realtà
esso
è
poi
stato
dell’1,65%,
il che ha contribuito al permanere della recessione in molti
paesi e ad interrogarsi se il riequilibrio sia o meno possibile in
un clima recessivo incompatibile con riforme strutturali serie.
Presi dal panico di stare in una cabina di pilotaggio dove gli strumenti
di bordo sono andati tutti e contemporaneamente fuori uso, come nel
volo Air France 447 da Rio a Parigi del 1 Giugno 2009, le Banche
Centrali stanno ora tentando una pericolosa manovra di emergenza.
Il desiderio di evitare che si commettano anche altrove gli errori
compiuti in Europa, dove si è entrati in recessione e si tarda ad
uscirne per una politica di rientro dal debito pubblico troppo rigida e
attuata in tempi troppo stretti, ha convinto gli USA ed altri paesi quali
il Giappone a proporsi come obiettivo una politica economica molto
più elastica, che non esclude una maggiore inflazione come teorico
rimedio al rallentamento e alla stagnazione economica . La manovra
comporta rischi notevoli perché:
attualmente non solo il debito di alcuni paesi europei e del Giappone
ma anche quello stesso USA sono in vertiginosa ascesa. Il debito USA
è infatti il più alto al mondo con circa 16 mila miliardi di $; di questi
5.678 miliardi $ sono in mani estere e si stima che 1.250 miliardi $ in
particolare siano in mani cinesi: è un ammontare pari al 22% di tutto
il debito americano attualmente collocato presso investitori esteri.
http://useconomy.about.com/od/fiscalpolicy/p/US_Debt.htm
Il rapporto debito / PIL USA, che era del 51% nel 1988, a fine 2012
ha superato il 100% , nonostante che la incidenza degli interessi
pagati sul debito (248 milioni $) sia risultata lo scorso anno la più
bassa degli ultimi 200 anni.
RATING VERSUS SPREAD
Tenendo a riferimento una media fra
titoli in portafoglio di paesi quali
Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e
Spagna, si è visto come una strategia
di uscita dal mercato basata su
valutazioni di rating avrebbe dato agli
investitori risultati migliori che non
quella basata su spread
Uscire da un investimento in obbligazioni di
stato di quei paesi, messa in atto al
superamento dei 500 punti di spread, avrebbe
comportato –secondo la Fitch- una perdita del
12,2% per l’investitore mentre una uscita al
verificarsi del declassamento dei titoli a
«speculative grade» avrebbe ancora, per
converso, permesso un utile del + 4,5%
Secondo le stime UE sull’Italia il PIL continua a contrarsi,
mentre si registra una impennata del rapporto debito/PIL
che quest'anno 2013 sale al 131,4% e arriverà al132,2% nel 2014.
Tuttavia……
" La portata precisa dei debiti da pagare ai fornitori
dello Stato non la conosce nessuno,
infatti le stime ballano da 60 a 130 miliardi di Euro.
Il problema è che nella contabilità finanziaria
le fatture passive non vengono registrate ,
in quanto………………
non è un evento rilevante ai meri fini contabili
la circostanza che si attivi un debito,
viene registrato solo il pagamento.
Sicuramente una quota di questi debiti
saranno "fuori bilancio" ossia
non esiste una copertura finanziaria
e questi vanno ad incrementare il debito effettivo
ma non se ne conosce il valore.“
Pertanto i dati ISTAT sul debito pubblico sono puramente indicativi
Compravendite residenziali in Italia
dal 1968 al 2012
Reddy’s Group srl - Real Estate Advisors, © Copyright - marzo 2013
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1968 421.000
1969 451.000
1970 526.000
1971 486.000
1972 536.000
1973 401.000
1974 421.000
1975 341.000
1976 466.000
1977 446.000
1978 496.000
1979 552.000
1980 617.000
1981 592.000
1982 431.000
1983 391.000
1984 366.000
1985 430.000
1986 464.000
1987 464.000
1988 494.000
1989 476.000
1990 519.000
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1991 558.000
1992 467.000
1993 503.000
1994 497.000
1995 504.000
1996 483.000
1997 525.000
1998 578.000
1999 642.000
2000 690.476
2001 681.266
2002 761.520
2003 762.086
2004 804.126
2005 833.350
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2006 845.051
2007 809.177
2008 686.587
2009 609.145
2010 611.878
2011 598.224
2012 444.017
What goes around comes around
(La fuga dalle obbligazioni)
“The “great rotation” sounds like a dance craze; sadly
it describes a more mundane movement : investors
forsaking fixed income in favour of equities”
FINANCIAL TIMES MONDAY MARCH 4 2013
Da «Lettera ANESTI» Febbraio 2013:
La nuova strategia attuata dalle banche centrali sembra
essere quella di lasciar correre l’inflazione ben al di
sopra dei tetti massimi sinora fissati. Questa ulteriore
sconcertante novità si manifesta in forma oramai
dichiarata attraverso i comunicati di alcune banche
centrali e della Banca di Inghilterra (BoE) in particolare
mentre è chiaro il mutamento di corso ispirato alla minor
lotta all’inflazione anche presso la Federal Reserve, la
Banca del Giappone e le autorità finanziarie indiane
“Inflation is likely to rise further in the near term and may remain
above the 2% target for the next two years” BoE «Inflation report press
conference»
13
february
2013,
Opening
Remarks
by
the
Governor)
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/inflationreport/2013/irspnote130213.pdf
”Nei prossimi due anni l’inflazione ha più probabilità che non
di posizionarsi al di sopra dell’obiettivo in precedenza
stabilito del 2% come tetto massimo di inflazione”
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/inflationreport/2013
/ir13feb5.pdf
CPI
Inflation projections
Probability that
inflation will be
above target
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/inflationreport/2013/ir13may.pdf
Bank of England “Inflation Report” May 2013
(Reuters) April 4, 2013 - La Banca del Giappone ha deciso di
procedere alla più forte iniezione di liquidità nell’economia mai
realizzata da un paese raddopiando la massa monetaria in yen
entro il 2014 e portandola da un equivalente attuale di 1.400
miliardi $ a 2.900 miliardi di $ in meno di 24 mesi.
Il nuovo Governatore della Banca del Giappone Haruhiko
Kuroda ha dichiarato……"We
took all available steps
we can think of. I'm confident that all necessary
measures to achieve 2 percent inflation in two
years were taken today” ovvero “abbiamo intrapreso
tutti i passi necessari per far salire l’inflazione al 2% in ragione
di anno per creare nuovi stimoli all’economia”. L’attuale tasso di
inflazione in Giappone è del -0,7% all’anno secondo le ultime
stime.
The Abenomics tsunami
Dal Dicembre 2012 lo Yen ha perso
circa il 25% del suo controvalore sul
$ USA ma, nonostante un boom
dell’export, gli investimenti sono
rimasti stazionari segno di sfiducia
degli operatori
IMPATTO DELL’INFLAZIONE SUL POTERE DI ACQUISTO
ECB Statistics Pocket Book May 2013
http://www.ecb.int/pub/pdf/stapobo/spb201305en.pdf
L’Eurozona è ripiombata in recessione
Il dato che più di altri è indicativo della propensione / non
propensione a concedere credito alle imprese da parte delle banche è
il tasso con cui vengono remunerati i depositi delle banche
commerciali presso BCE (la liquidità forzosamente a riposo per
metterla
al
riparo
dei
rischi).
Questo tasso –detto Deposit facility- è pari allo zero dalla metà del
2012 senza che abbia sortito effetti nel dirottare risorse dal conto
infruttifero presso BCE delle banche al sistema delle imprese.
James
Mackintosh
«The
short
view»
Financial
times
May
3
2013
LA POLITICA INDUSTRIALE EUROPEA VA AL PIU’ PRESTO DECLINATA NELLA POLITICA
INDUSTRIALE INDIVIDUALE DEI VARI PAESI E IN UNA DIVERSA POLITICA DI RICERCA
In molti campi, pur essendo la ricerca tecnologica e applicata
europea all’avanguardia, manca ad essa e in particolare alle
“start
up”
(nuove
iniziative
tecnologiche
a
scopo
commerciale) il sostegno finanziario del Venture Capital e
molte imprese innovative stanno pertanto “emigrando” cioè
delocalizzandosi fuori dai confini continentali verso gli USA.
“Europe lags far behind the United States when it comes to venture capitalism,
including in the GNSS sector. Indeed, there are already specific examples of European
GNSS companies relocating to the United States because of the lack of European
investors.”
(Europe's GNSS Program: Interview with European Commission Vice-President Antonio Tajani, InsideGNSS May 31, 2013
http://www.insidegnss.com/node/3595)
Dai dati presentati dalla Commissione Ue,
risulta che in Italia nel 2012
l'accesso alle reti informatiche
di prossima generazione (Next Generation Networking)
era disponibile solo per il 14% delle case
contro una media UE del 53,8%.
Maglia nera all’Italia
per l’eCommerce e l’eGovernment.
(Key4biz 13 Giugno 2013)
LE CONSEGUENZE GEOPOLITICHE DELLA CRISI ECONOMICA
LA CRISI ACCENTUERA’ I MOTIVI DI ATTRITO ECONOMICI E
GEOPOLITICI E ACCELERERA’ LA GUERRA CIBERNETICA IN ATTO
Executive Order 13636 published in the Federal Register on February 19, lays out
tasks and responsibilities for protecting the nation's critical infrastructure and
improving cybersecurity….National Infrastructure Protection Plan or NIPP will
specifically include positioning, navigation, and timing (PNT) capabilities for
which GPS is a leading — if not the leading — technology…..The 18 critical
sectors and agencies coordinating sector efforts are:
1)Chemical,
2)Commercial
Facilities,
3)Communications,
4)Critical
Manufacturing, 5)Dams, 6)Defense, 7)Industrial Base, 8)Emergency Services,
9)Energy, 10)Financial Services, 11)Food and Agriculture, 12)Government
Facilities, 13)Healthcare and Public Health, 14)Information Technology,
15)Nuclear Reactors, 16)Materials, and Waste Sector, 17)Transportation Systems,
18)Water and Wastewater Systems
http://www.insidegnss.com/node/3543
 Nei due anni trascorsi la Cina ha fornito aiuti
finanziari
al
Portogallo
in
crisi
economica.
La China Development Bank ha prestato all’ente
produttore di elettricità portoghese EDP 1,3 miliardi
$ e altrettanto la banca ha fatto nei confronti della
REN che gestisce la rete di distribuzione elettrica del
paese.
Società
cinesi
hanno
acquisito
il
21%
di
EDP
e
il
25%
di
REN.
Il Portogallo ha alcune basi aeree strategicamente
importanti al centro dell’Atlantico fra cui la base di
Lajes Field operata congiuntamente con gli USA che
però da questa base potrebbe decidere di ritirarsi per
problemi di budget dell’amministrazione militare.
“L’interesse cinese ad operare strategicamente
nell’Atlantico centrale è direttamente connesso ad un
ruolo emergente della Cina nell’Artico e alla
possibilità futura di sfruttare nuove rotte commerciali
una volta che i ghiacci di questa regione polare si
saranno parzialmente sciolti permettando il transito
di navi in alcune stagioni dell’anno fra la Cina e la
costa orientale degli Stati Uniti, permettendo viaggi
molto più brevi e rapidi degli attuali alle merci cinesi
dirette in Nord America”. Un interesse cinese si è
manife stato anche nei confronti della Groenlandia
(Danimarca).
Ref: “China's influence spreads to Atlantic” By Emanuele Scimia Asia Times Online May 20 2013
http://www.atimes.com/atimes/China_Business/CBIZ-01-200513.html#.UZogD_P9iB0.gmail
«
La crisi finanziaria che ha investito la ISLANDA dal 2008 al 2011
è stata la più grande crisi politica ed economica mai vissuta da
quel paese ed ha implicato il crollo di tutte e tre le più grandi
banche a seguito della difficoltà nel rifinanziamento del loro
debito a breve termine. Relativamente alla grandezza della loro
economia, il crollo delle banche islandesi è stato il più pesante
mai sopportato da un paese
nella storia economica.
Società di esplorazioni petrolifere cinesi come la CNOC ne
hanno approfittato per legarsi a partner islandesi e fornir
loro le necessarie risorse finanziarie per lo sfruttamento di
idrocarburi nei fondali marini attorno all’isola.
CNOC has become the first Chinese oil company to make a play for oil in the Artic
after teaming up with an Icelandic business…The state owned is working with
Eykon Energy, a fledging Icelandic group, to bid for exploration licence off the
northeastern coast of Iceland…CNOC interest comes a month after China
successfully bid to become a permanent observer at the Artic Council, the main
decision making body in the region. It’s not just oil and gas. There are minerals,
there are potential new shipping routes. It followed Iceland becoming the first
European country to sign a trade agreement with China in April 2013 including a
cooperation agreement with Arion Bank one of Iceland biggest lenders with
China
Development
Bank».
(Ref: Financial Times, June 10, 2013)
La Grecia sta perseguendo l’adeguamento ad alcuni canoni
economici impostigli dalla UE in via del tutto regressiva ossia
attraverso la recessione. Come risultato la produzione si è
contratta fra il 2008 e il 2012 del 22%, la disoccupazione è
salita al 27 % e la disoccupazione giovanile eccede il 60 %
“As a result, Greece experienced one of the deepest
peacetime recessions to afflict an advanced economy”
IMF Article IV consultation with Greece June 5, 2013 http://www.imf.org/external/np/sec/pn/2013/pn1364.htm
“La Cina si accinge ad aumentare i suoi
investimenti nell’industria portuale greca e sta
consolidando i suoi legami economici con i paesi
del Sud Europa che stanno lottando per riassorbire
il loro massiccio indebitamento.
Dopo aver gestito porzioni del porto del Pireo nel
corso degli ultimi tre anni il gigante dei trasporti
marittimi cinese China Ocean Shipping (Group) Co
COSCO ha investito, all’inizio del corrente anno, 1
miliardo di Euro nel 60 % delle azioni del Porto del
Pireo”
China Daily May 18 2013
Intando mentre nel Sud Europa continua ad
imperversare la crisi economica, la Russia ha deciso di
tornare in modo stabile, dopo oltre 20 anni, nel
Mediterraneo; per il momento con una flotta di 16 navi
da guerra e tre navi porta elicotteri affiancate da
sottomarini classe Borei in grado di trasportare testate
atomiche a lunga gittata del tipo Bulava.
“Russia plans to resume nuclear submarine patrols in the southern
seas after a hiatus of more than 20 years following the break-up of the
Soviet Union, in another example of efforts to revive Moscow's
military. The plan to send Borei-class submarines, designed to carry
16 long-range nuclear missiles, the Bulava, to the southern
hemisphere follows President Vladimir Putin's decision in March to
deploy a naval unit in the Mediterranean Sea on a permanent basis
starting this year” Intelligence Brief June 2, 2013
“In what is Russia's first permanent naval deployment in the
Mediterranean since Soviet times, it has stationed 16 warships and
three ship-based helicopters in the region”
Intelligence Brief June 9,2013
E’ politicamente e strategicamente indispensabile
rimettere in moto il sistema economico europeo
correggendo gli errori compiuti rilevati anche dal FMI
CONTINUERANNO LA CORSA SOLO I PAESI KNOWLEDGE INTENSIVE
International Monetary Fund WP/13/62 IMF Working Paper
Export Performance in Europe: The Role of Vertical Supply Links
March 2013
Valore aggiunto lordo per settore di attività economica
0
0
1
1
Incidenza spese sul PIL della Pubblica Amministrazione centrale
http://www.ecb.int/pub/pdf/stapobo/spb201305en.pdf
•
Tony Blair to Angela Merkel: «Tell me the secret of your
country resilience»
•
Angela Merkel to Tony Blair: «We still
make things»
(and export them)
GERMAN CURRENT ACCOUNT
2000
- 1.7 %
2007
+ 7.5 %
 Circa metà degli studenti tedeschi all’età di 16 anni seguono
già orientamenti professionali e universitari secondo le loro
vocazioni;
 La forza lavoro USA è ultra qualificata ma poco esperta
professionalmente. Il contrario avviene in Germania:
(15 % per cento dei conducenti taxi and 5 % dei bidelli negli
USA hanno una laurea);
 Più del 40% dei giovani tedeschi diventa apprendista. Solo lo
0.3 % di quelli USA lo diventa;
 Il costo medio orario nel settore manifatturiero USA è 32 $ in
Germania 48 $;
 Secondo una classifica dell’OCSE gli studenti USA sono ultimi
in una lista di 29 paesi per preparazione al lavoro all’atto di
lasciare le scuole medie superiori e il 46 % non completano gli
esami dei primi quattro anni di corso nei sei anni dall’iscrizione
all’università.
From: «Why the US is looking to Germany for answers» Financial Times
April 15, 2013
BANCHE FRANCESI E TEDESCHE: SENSIBILITA’ AI RISCHI
Risk Exposures and Financial Spillovers in Tranquil and Crisis Times: Bank-Level Evidence , IMF June 5, 2013
http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2013/wp13142.pdf
•
•
Alta sensibilità a shock globali
Alta sensibilità al rischio paese
• Alta sensibilità ai shock globali
• Bassa sensibilità al rischio paese
DB May 23 2013
https://www.dbresearch.com/servlet/reweb2.ReWEB?addmenu=false&document=PROD0000000000314211&rdShowArchivedDocus=true&rwnode=DBR_INTERNET_ENPROD$NAVIGATION&rwobj=ReDisplay.Start.class&rwsite=DBR_INTERNET_EN-PROD
La Cina ha investito troppo…un cane che si morde la coda
Circa metà del prodotto nazionale in Cina è costituito da
investimenti che ora costituiscono un problema dall’essere
sovradimensionati rispetto al mercato internazionale e
all’attuale mercato interno cinese.
Invertire la rotta non è facile perchè rallentare gli
investimenti significa frenare lo sviluppo e i consumi interni.
«If we take a Goldman Sachs study,China’ capital stock as a percentage of GDP it is
ranking among the developed economies. In fact, it is even greater than the United
Kingdom, a country which is much richer than China on a per capita basis, and almost
the same as the United States and Canada, which are, again, countries which are
much richer than China”
Ref:
9
December
2012
“China’s
overinvestment:
the
problem
of
having
http://www.alsosprachanalyst.com/economy/chinas-overinvestment-the-problem-of-having-too-much.html
too
much”
…..c’è in Cina troppa capacità produttiva inutilizzata e
l’eccesso di produzione sui consumi comincia ad assumere
aspetti strutturali preoccupanti…..C’è una sovraccapacità
produttiva a livello globale. La Cina che è assurta a simbolo
della crescita rapida in questi decenni ma soffre di un
modello di sviluppo oramai insostenibile. Molti settori
registrano perdite (aeroporti) o soffrono di bassi profitti
(acciaio) o ancora di crescenti stock di invenduto (settore
automobilistico) (Lettera ANESTI Maggio 2013)
The return on investments might be good before the financial crisis, yet the
collapse of external demand after the financial crisis and more recently in the
persistent Euro Crisis have cut external demand significantly and ROI is now low in
many sectors (transport infrastructures, steel, car making). IMF’s estimate put
China’s
capacity
utilization
at
just
about
60
%.
http://www.imf.org/external/pubs/ft/scr/2012/cr12195.pdf
http://www.alsosprachanalyst.com/
China inflation
Occorre guardare al futuro con occhi diversi
e sotto diverse angolazioni,
pensare a nuovi fabbisogni e nuovi prodotti.
E’ necessario pianificare un nuovo stile di vita
partendo dalla riprogettazione delle città
e da una diversa intensità d’uso
dei fattori produttivi di cui
il fattore organizzativo e l’innovazione
siano parte integrante
IL DEBITO DEL SETTORE PRIVATO
“Nel decennio che ha preceduto lo scoppio della crisi finanziaria
le dimensioni che andava assumendo il sistema finanziario, il suo
ruolo e la sua pervasività nella economia sono cresciute
drammaticamente. I soggetti operanti nel mercato non sono stati
più capaci di governare la inerente complessità di questo nuovo
intricato sistema. Il mercato dei derivati è passato da 94.000
miliardi $ nel 1998 a 700.000 miliardi $ nel Giugno 2012”.
Lecture by the Governor of the Bank of Italy Ignazio Visco “The Financial Sector After The Crisis”
Imperial Business Insights – Imperial College, London, 5 March 2013
L’ammontare globale di risorse finanziarie (ottenute mediante
emissione di azioni, obbligazioni e attraverso il credito bancario)
raccolte dal settore privato è passato in rapporto al PIL fra il
1996 e il 2011:
dal 160 % al 230 %
nell’area Euro
dal 230 % al 260 %
negli USA
dal 240 % al 320 %
nel Regno Unito
LA TUTELA DEL CONSUMATORE-RISPARMIATORE
Le
Autorità
amministrative
indipendenti,
originariamente
focalizzate
sulle
specifiche
connotazioni delle rispettive realtà nazionali, in questi
anni hanno visto la loro capacità di lettura delle
implicazioni sistemiche delle dinamiche di mercato - e
di
conseguente
coerente
regolazione
dei
comportamenti degli operatori - messa a dura prova
dalla
complessità
del
contesto
e
dalla
forte
interconnessione dei mercati a livello globale. Al
riguardo è eloquente l’ampio dibattito in corso sullo
“shadow banking system”….
Vittorio Conti, Commissario CONSOB «La tutela del consumatore-risparmiatore: I contorni di
una sfida ancora aperta», Auditorium San Fedele, 8 febbraio 2013, Milano
A livello europeo il Consiglio e la Commissione si stanno impegnando
per la progressiva definizione di un “single rule book” che aiuti a
superare le differenze ancora presenti tra gli stati membri e che
contribuisca a rafforzare il mercato europeo dei capitali e ad
accrescerne l’efficienza allocativa, anche al fine di facilitare la
canalizzazione del risparmio verso investimenti produttivi a sostegno
della crescita….è cruciale che le Autorità - al fine di attivare un sistema
di tutele che permetta di supplire alle problematiche imposte dai
tempi di condivisione, riscrittura e adattamento alle diverse realtà
nazionali del “single rule book” - moltiplichino gli sforzi per
approfondire tre macro profili:
Vittorio Conti, Commissario CONSOB «La tutela del consumatore-risparmiatore: I contorni di una sfida
ancora aperta», Auditorium San Fedele, 8 febbraio 2013, Milano
(segue)
1. lo sviluppo delle metodologie che consentono di identificare in modo rigoroso le
caratteristiche dei prodotti finanziari, in particolare di quelli innovativi (tra queste la
misurazione della rischiosità “oggettiva” aggregata e delle sue componenti,
dell’incertezza, dei rendimenti attesi, della duration ;
2. occorre poi affrontare le tematiche che afferiscono al rapporto tra la
rappresentazione del rischio e la percezione “soggettiva” dello stesso da
parte di ogni singolo investitore (finanza comportamentale);
3. infine, è necessario monitorare il “comportamento” dei prestatori di servizi di
investimento per evitare il disallineamento tra la tipologia della propria
clientela e la complessità dei prodotti collocati alla stessa
Vittorio Conti, Commissario CONSOB «La tutela del consumatore-risparmiatore: I contorni di una sfida
ancora aperta», Auditorium San Fedele, 8 febbraio 2013, Milano
La ritirata delle banche
(una Beresina finanziaria)
«RE-DOMESTICATION»
Ovvero : Le obbligazioni tornano a casa
«L’ammontare di obbligazioni estere, siano essi di emittenti
sovrani (governi) o corporate (società)
presenti nel portafoglio delle banche della Eurozona è sceso
dal 40 % nel 2006 al 22,1 % nel primo trimestre 2013,
ossia al di sotto della soglia del 22,6 % che si registrò nel
1999 quando fu introdotto l’Euro»
(Financial Times June 11, 2013 «Eurozone lenders sound retreat to comfort of home debt markets»)
LA TUTELA DEL CORRENTISTA E DEL TAX PAYER
I CONTROLLI SUL SISTEMA BANCARIO
Il vertice dei Capi di Stato e di governo dell’area dell’euro (Eurosummit),
tenutosi in contemporanea al Consiglio europeo di fine giugno 2012, ha
condiviso la linea tracciata dal rapporto Van Rompuy e ha identificato nel
sistema europeo di vigilanza bancaria uno strumento utile per eliminare la
segmentazione del sistema bancario europeo e spezzare il circolo vizioso
tra fragilità dei sistemi bancari e crisi dei debiti sovrani. L’Eurosummit ha
quindi affidato alla Commissione europea il compito di definire le modalità di
attuazione del Single Supervisory Mechanism (SSM).
In esecuzione del mandato ricevuto, lo scorso 12 settembre la Commissione
europea ha pubblicato due proposte di regolamento volte rispettivamente a
istituire il sistema di vigilanza bancaria unico per l’area dell’euro,
attribuendo specifici compiti di vigilanza bancaria alla BCE e i relativi
poteri, e a modificare il regolamento istitutivo dell’Autorità Bancaria
Europea (EBA), per renderlo compatibile con il nuovo sistema di vigilanza.
«L’Unione bancaria» Audizione del Direttore Centrale per la Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini
Senato della Repubblica 24 Ottobre 2012 http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2012/unione_bancaria_signorini.pdf
Il «Single Supervisory Mechanism» costituisce condizione necessaria
affinché lo «European Stability Mechanism (ESM)» possa ricapitalizzare
le banche direttamente invece che attraverso il finanziamento dello Stato
sovrano.
Il nuovo sistema attribuirebbe alla BCE – sulla base dell’art. 127, paragrafo 6,
del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea – la responsabilità dei
principali compiti di vigilanza su tutte le banche dell’area dell’euro,
indipendentemente dalla dimensione e dal modello di business da esse
adottato. Il trasferimento dei compiti di vigilanza avverrebbe con gradualità: dal
1° luglio 2013 sarebbero assoggettate alla vigilanza della BCE le banche
che, sulla base della dimensione e dell’attività transfrontaliera svolta,
siano ritenute sistemicamente rilevanti a livello europeo; dal 1° gennaio
2014 verrebbero poste sotto la vigilanza della BCE tutte le altre banche
dell’area dell’euro. Anche prima del gennaio 2014, tuttavia, potrà essere
trasferita, sulla base di apposite decisioni della BCE, la responsabilità di
specifiche banche, in particolare di quelle che hanno richiesto sostegno
finanziario pubblico.
«L’Unione bancaria» Audizione del Direttore Centrale per la Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini
Senato della Repubblica 24 Ottobre 2012 http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2012/unione_bancaria_signorini.pdf
Alla BCE verrebbero trasferiti in via esclusiva i compiti svolti dalle autorità di
vigilanza nazionali in materia di:
(a) rilascio e revoca dell’autorizzazione
all’attività bancaria;
(b) autorizzazione all’acquisto e alla dismissione di partecipazioni nel
capitale delle banche;
(c) verifica del rispetto dei requisiti prudenziali minimi in materia di
fondi propri, concentrazione dei rischi, liquidità, leverage;
(d) fissazione di requisiti
prudenziali più elevati rispetto a quelli minimi e dei buffers di capitale (cosiddetto primo
pilastro), ove ciò sia previsto dalle norme comunitarie;
(e) verifica dell’adeguatezza del
governo societario, dell’organizzazione e dei controlli interni delle banche;
(f) conduzione del processo di revisione e valutazione prudenziale (secondo pilastro) e
definizione del contenuto dell’informativa al pubblico (terzo pilastro);
(g) conduzione degli esercizi di stress test;
(h) vigilanza consolidata sulle società capogruppo e vigilanza supplementare sui
conglomerati finanziari;
(i) coordinamento con le autorità nazionali per la definizione delle posizioni in
seno all’Autorità Bancaria Europea su materie legate ai compiti trasferiti alla BCE;
(l) interventi tempestivi in presenza di violazioni, anche potenziali, dei requisiti
prudenziali, inclusa la predisposizione dei piani di risanamento e degli accordi di sostegno
finanziario di gruppo. La BCE avrebbe anche i necessari poteri di vigilanza
informativa e ispettiva e il potere di enforcement delle decisioni (sanzioni)
«L’Unione bancaria» Audizione del Direttore Centrale per la Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini
Senato della Repubblica 24 Ottobre 2012 http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2012/unione_bancaria_signorini.pdf
Le autorità di vigilanza nazionali svolgerebbero compiti di natura
preparatoria/istruttoria ed esecutivi delle decisioni della BCE e condurrebbero le
necessarie verifiche di vigilanza di tipo operativo (day-to-day verifications); ciò
permetterebbe di utilizzare in modo efficace i vantaggi legati alla prossimità con
gli intermediari e all’esperienza del personale delle autorità nazionali.
Queste ultime manterrebbero, inoltre, la responsabilità delle attività di
supervisione non espressamente trasferite alla BCE, ossia quelle relative a:
(a) il contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo;
(b) la trasparenza;
(c) la vigilanza su soggetti definiti come non bancari ai sensi della legislazione
comunitaria ma sottoposti a vigilanza bancaria a livello nazionale;
(d) la vigilanza sui servizi di pagamento;
(e) la vigilanza sulle attività delle banche nei mercati degli strumenti finanziari;
(f) la vigilanza sulle banche di paesi terzi che operano nella UE mediante
succursali o in libera prestazione di servizi.
«L’Unione bancaria» Audizione del Direttore Centrale per la Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini
Senato della Repubblica 24 Ottobre 2012 http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2012/unione_bancaria_signorini.pdf
CONCLUSIONI
 L’economia non è una scienza esatta
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ma una tecnica più o
meno evoluta (le variabili socio-economiche sono migliaia; non poche
come nei test delle scienze fisiche)
Occorre distinguere fra «strumenti» e «uso degli strumenti»
(principio etico)
Il vero rischio per l’uomo è credere che l’azione in sé abbia un senso
e non sapere invece che è la vita e il bene comune ad avere un senso.
Perdendo il senso della vita e del suo scopo si perde anche il senso
delle azioni che diventano incontrollabili e pertanto rischiose
L’Homo oeconomicus è:
a) produttore di reddito
b) consumatore
c) risparmiatore/investitore
oggi le tre dimensioni sono in drammatico conflitto, con un
Occidente sempre più
consumatore e meno risparmiatore e
produttore e il resto del mondo sempre più produttore e
risparmiatore; la lacerazione del tessuto economico se persistono
queste condizioni è inevitabile
La crescita nazionale andrebbe depurata della crescita del debito
totale per capire se i modelli di politica economica e industriale
adottati siano o meno adeguati e generino effettiva ricchezza
 Nonostante la crisi sia esplosa da alcuni anni il mercato
finanziario è ancora caratterizzato da instabilità e da una inerente
incapacità di controllarne la complessità
 La attuale complessità del mercato infatti sfugge al controllo di
tutti i soggetti che vi agiscono, siano essi singoli operatori,
organizzazioni o banche centrali. La percentuale di rischio
sistemico ad oggi rimane pertanto inalterata rispetto al 2007
 Lo strumento della inflazione per «smuovere» l’economia è
equivalente a trivellare un vulcano per ridurre la pressione della
lava nella camera magmatica. Si rischia di provocarne una
eruzione rovinosa
 I movimenti anormali di capitale a breve, ossia la possibilità di
fuga repentina di investitori da strumenti che hanno solo
apparentemente caratteristiche di mezzi finanziari a M/L, ma che
possono dar luogo a repentine fuoruscite di massa dal mercato, è
elevata ed è oggi il maggiore fattore di rischio incontrollato
 iniziative per il superamento dei «settori bancari ombra» e
orientamenti verso la unificazione delle regole e delle strutture
che dovrebbero contenere i rischi e circoscriverli al settore
finanziario senza ricadute sui debiti pubblici non stanno
progredendo con la prevista rapidità e stanno per contro
provocando la dissoluzione di aree di integrazione economica per
l’atteggiamento miope di alcuni paesi che vogliono sottrarre la
propria industria finanziaria a tali regole credendo così di
tutelarla
«Uno sviluppo non soltanto economico si misura e si orienta secondo
questa realtà e vocazione dell'uomo visto nella sua globalità, ossia
secondo un suo parametro interiore. Egli ha senza dubbio bisogno dei beni
creati e dei prodotti dell'industria, arricchita di continuo dal progresso
scientifico e tecnologico. E la disponibilità sempre nuova dei beni
materiali, mentre viene incontro alle necessità, apre nuovi orizzonti. Il
pericolo dell'abuso consumistico e l'apparizione delle necessità artificiali
non debbono affatto impedire la stima e l'utilizzazione dei nuovi beni e
risorse posti a nostra disposizione. Ma per conseguire il vero sviluppo è
necessario non perder mai di vista detto parametro, che è nella natura
specifica dell'uomo» (Giovanni Paolo II, SOLLICITUDO REI SOCIALIS 30 Dicembre 1987)
Without data there would be nothing for us to inquire about and nothing
to be understood. Yet what is sought by inquiry is never just another
datum but the idea or form, the intelligible unity of relatedness, that
organizes data into intelligible wholes
(Bernard Lonergan)
“Non puoi insegnare qualcosa ad un uomo.
Puoi solo aiutarlo a scoprirla dentro di sé”
(Galileo Galilei)
Grazie

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