Corso Strumenti Finanziari A.A 2013-2014 - Economia

Report
Università degli studi di Pavia
Facoltà di Economia
a.a. 2013-2014
Strumenti finanziari d’impresa
Bruno Verona
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Strumenti finanziari d’impresa
Programma




Introduzione agli strumenti finanziari d’impresa
Mercato degli strumenti finanziari
Introduzione agli strumenti finanziari derivati
Iscrizione, valutazione e presentazione degli
strumenti finanziari in bilancio secondo i principi
contabili internazionali (“IAS/IFRS”)
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Strumenti finanziari d’impresa
1. Introduzione agli strumenti finanziari
d’impresa

Definizione degli strumenti finanziari e dei mercati
finanziari

Descrizione delle forme tradizionali degli strumenti
finanziari
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Strumenti finanziari d’impresa
Definizione degli strumenti finanziari e
dei mercati finanziari
Il fabbisogno finanziario e la sua copertura
Azienda
Crescita/
investimenti/
sviluppo
dimensionale
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Fabbisogno
finanziario/
di capitali
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Strumenti finanziari d’impresa
Definizione degli strumenti finanziari e
dei mercati finanziari
Il fabbisogno finanziario e la sua copertura

La crescita dell’azienda genera due tipologie di investimenti:
◦ Investimenti in capitale fisso (impianti, immobili,
attrezzature ecc.)
◦ Investimenti in capitale circolante operativo (scorte di
magazzino e crediti alla clientela)
Fabbisogno finanziario: complesso di risorse monetarie e finanziare
indispensabili per assicurare il corretto esercizio dell’attività d’impresa.
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Strumenti finanziari d’impresa
Definizione degli strumenti finanziari e
dei mercati finanziari
Il fabbisogno finanziario e la sua copertura





Il fabbisogno finanziario dipende inoltre da:
dilazioni di pagamento concesse ai clienti
dilazioni ottenute dai fornitori
diversa distribuzione temporale del flusso dei costi e dei
ricavi
……….
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Strumenti finanziari d’impresa
Definizione degli strumenti finanziari e
dei mercati finanziari
Il fabbisogno finanziario e la sua copertura
Le fonti di finanziamento vengono classificate in:
 fonti di finanziamento interno
◦ autofinanziamento: rappresentato dagli utili conseguiti nel
corso dell’attività aziendale, non distribuiti agli azionisti ma reinvestiti
nel ciclo produttivo.

fonti di finanziamento esterno
◦ capitale proprio: rappresenta l’apporto finanziario conferito dai
soci dell’impresa, ossia da quei soggetti legati alla stessa da rapporti di
proprietà e/o controllo
◦ capitale di terzi: costituisce una fonte di finanziamento concessa
all’impresa da soggetti esterni alla compagine sociale.
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Strumenti finanziari d’impresa
Definizione degli strumenti finanziari e
dei mercati finanziari
L’azienda ottiene capitale di terzi/finanziamenti mediante:

l’intermediazione creditizia: all’interno di tale categoria
rientrano le banche e le società finanziarie iscritti all’albo unico previsto
dall’art. 106 del Testo Unico Bancario, specializzate nella concessione di
strumenti di finanziamento diretti a soddisfare sia il fabbisogno finanziario
di breve termine che di medio-lungo termine)

l’intermediazione finanziaria: all’interno della quale rientrano
le imprese specializzate nell’acquisto e nella vendita di attività finanziarie
sui diversi segmenti di mercato (mobiliare, creditizio, monetario, valutario).
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Strumenti finanziari d’impresa
Definizione degli strumenti finanziari e
dei mercati finanziari

Forme di finanziamento per finanziare il fabbisogno
finanziario di breve termine:
◦ Operazioni di smobilizzo (sconto cambiario, anticipi sbf su
ricevute bancarie e fatture)
◦ Operazioni di prestito (finanziamenti a scadenza fissa o in conto
corrente)
◦ Factoring
◦ ………….

Forme di finanziamento per finanziare il fabbisogno
finanziario di medio-lungo termine:
◦ Mutui
◦ Leasing
◦ ………..
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Strumenti finanziari d’impresa
1. Introduzione agli strumenti finanziari
d’impresa

Definizione degli strumenti finanziari e dei mercati
finanziari

Descrizione delle forme tradizionali degli strumenti
finanziari
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Strumenti finanziari d’impresa
Descrizione delle forme tradizionali di
finanziamento
•
Forme di finanziamento a breve termine
◦ Apertura di credito in conto corrente
◦ Sconto cambiario
◦ Anticipi salvo buon fine
◦ Factoring

Forme di finanziamento a medio lungo termine
◦ Mutuo
◦ Finanziamenti in pool
◦ Leasing
◦ Crediti di firma

Altre forme di finanziamento
◦ Cartolarizzazione dei crediti
◦ Strumenti di finanziamento basati su valori mobiliari
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Strumenti finanziari d’impresa
Apertura di credito
Definizione:
 L’apertura di credito bancario è il contratto con il quale la
banca si obbliga a tenere a disposizione dell’altra parte una
somma di denaro per un dato periodo di tempo o a tempo
indeterminato (art. 1842 c.c.).
 L’impresa potrà utilizzare a sua discrezione l’ammontare dei
fondi concesso dalla banca anche in più soluzioni e, con
versamenti successivi, ricostituire l’ammontare della somma a
sua disposizione (artt. 1843 e 1852 c.c.). L’impresa potrà
utilizzare tali somme solo dopo il preventivo affidamento
della banca deciso sulla base di un’analisi delle caratteristiche
economiche, patrimoniali e finanziarie dell’impresa condotta
per valutarne la capacità di rimborso futura.
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Strumenti finanziari d’impresa
Apertura di credito
Caratteristiche:
 a tempo determinato o indeterminato;
 forma di finanziamento flessibile;
 costituisce una forma di finanziamento onerosa nei limiti del
solo utilizzo effettivo delle somme messe a disposizione da
parte della banca;
 costituisce una forma contrattuale in genere non assistita da
garanzia (anche se negli ultimi anni, in considerazione della
rischiosità dell’operazione, alcuni istituti bancari tendono a
richiedere garanzie di tipo personale o reali).
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Strumenti finanziari d’impresa
Apertura di credito
Aspetti tecnici:
 La registrazione delle operazioni:
◦ operazioni a debito: comporta una riduzione di disponibilità
monetarie dell’impresa presso la banca o l’aumento della sua
esposizione verso la banca stessa;
(Esempi: i prelevamenti del correntista; i pagamenti tramite bonifico o
giroconto; pagamento di effetti, ecc.).
◦ operazioni a credito: comporta un aumento di disponibilità
monetarie dell’impresa presso la banca o una riduzione
dell’esposizione nei confronti della banca stessa.
(Esempi: i versamenti del correntista – contante o assegni; i versamenti
disposti da terzi a favore del correntista tramite bonifico o giroconto;
incasso di effetti o di ricevute bancarie, ecc.).
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Strumenti finanziari d’impresa
Apertura di credito

- segue -
Estratto conto e staffa (o scalare):
◦ estratto conto: riepiloga con varia periodicità (mensile o
trimestrale) le operazioni contabilizzate dalla banca in ordine
cronologico. Contiene, per ciascuna operazione, la data di
esecuzione, una breve descrizione dell’operazione, il segno
dell’operazione (addebito o accredito) e la valuta dell’operazione
stessa;
◦ staffa (o scalare): è il prospetto nel quale le operazioni registrate
cronologicamente nell’estratto conto vengono riclassificate in
ordine di valuta. Tale operazione si rende necessaria al fine del
calcolo degli interessi.
Il TUB riformato dal D.L. 342/99 prevede che nelle operazioni di conto
corrente sia assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicità
nel conteggio degli interessi sia debitori che creditori.
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Strumenti finanziari d’impresa
Apertura di credito

- segue -
Data contabile e data valuta:
◦ ogni operazione ordinata dall’impresa viene registrata
cronologicamente dalla banca sul conto corrente. Ogni
operazione è quindi contrassegnata dalla data di effettiva
esecuzione (data contabile) e dalla data valuta, data che
segna l’inizio della maturazione degli interessi attivi o
passivi.
◦ Data contabile e data valuta possono non coincidere.
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Strumenti finanziari d’impresa
Apertura di credito
- segue -
I costi sull’apertura di credito:
◦ interessi;
◦ commissione di massimo scoperto e commissione
sull’accordato;
◦ rimborsi spese.
 Il legislatore italiano nell’anno 2009 ha rivisitato le regole
della commissione di massimo scoperto per l'ipotesi di
utilizzi inferiori ai 30 giorni continuativi di tempo o in assenza
di fido, lasciandola, a certe condizioni e nella misura massima
dello 0,5% per trimestre, come remunerazione della messa a
disposizione del fido (commissione sull’accordato).

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Strumenti finanziari d’impresa
Lo sconto cambiario
Definizione:
 Lo sconto cambiario è un contratto col quale la banca, previa
deduzione dell’interesse, anticipa al cliente l’importo di un credito
verso terzi non ancora scaduto, mediante la cessione, salvo buon
fine, del credito stesso (art. 1858 c.c.).
 Tale cessione rappresenta un mezzo a disposizione dei fornitori,
purché concordino con la propria clientela il regolamento tramite
cambiali, per rientrare in possesso di somme liquide prima della
loro naturale scadenza.
 Gli effetti utilizzati nell’ambito dei regolamenti commerciali due:
- il pagherò
- la tratta.
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Strumenti finanziari d’impresa
Lo sconto cambiario - segue Il pagherò rappresenta una promessa incondizionata da parte
dell’emittente di pagare a una scadenza futura al beneficiario
indicato sull’effetto una specifica somma di denaro.
 La tratta è l’ordine emesso da un soggetto detto traente, a
un secondo soggetto detto trattario, di pagare una data
somma a una certa scadenza ad un terzo soggetto detto
beneficiario. Molte tratte in circolazione sono emesse dal
traente all’ordine proprio, nel caso in cui la figura del traente
e la figura del beneficiario coincidono.

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Strumenti finanziari d’impresa
Lo sconto cambiario - segue Sia la tratta che il pagherò possono essere garantiti da una
terza persona che ne assicura il regolamento. Tali effetti
possono essere trasferiti mediante il meccanismo della girata,
apposta sul retro dell’effetto. La girata può essere in pieno
con l’indicazione del nome del giratario o in bianco con la
semplice firma del girante.
 La cessione degli effetti allo sconto presso le banche avviene
tramite la girata con la clausola pro solvendo, cioè salvo buon
fine. Nel caso in cui l’obbligato cambiario non onori
l’impegno a scadenza, la banca ha quindi diritto di
riaddebitare al cliente l’importo anticipato, più le spese di
protesto dell’effetto.

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Strumenti finanziari d’impresa
Lo sconto cambiario
Aspetti tecnici:
 Tipologie di sconto: può avere per oggetto singole cambiali o
essere un rapporto continuativo in cui l’impresa cede
sistematicamente alla banca gli effetti entro il limite massimo
di fido concesso sotto forma di sconto cambiario
(“castelletto commerciale o di sconto”). Il castelletto
presenta carattere di rotatività, prevede cioè il reintegro del
fido utilizzabile ogni volta che un effetto in precedenza
scontato e giunto a scadenza sia andato a buon fine.
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Strumenti finanziari d’impresa
Lo sconto cambiario - segue I costi dell’operazione di sconto:
 una commissione di incasso per ogni singolo effetto;
 le competenze di sconto (nella forma di interessi);
 la commissione di disponibilità fondi.

Nel caso di ritorno di un effetto insoluto, protestato o
richiamato, la banca provvede a recuperare in capo al cliente,
oltre all’importo dell’effetto, le commissioni e le spese
reclamate dalla banca, ed una commissione di insoluto.
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Strumenti finanziari d’impresa
Anticipi salvo buon fine
Definizione
 L’anticipo di effetti salvo buon fine consente al cedente di
incassare i propri effetti commerciali, emessi a carico dei
propri debitori, cedendoli ad una banca che provvede ad
anticipare l’intero importo, o solo una quota parte, del
credito vantato verso terzi e non ancora scaduto, a
condizione che venga rispettata la clausola di salvo buon fine
dell’operazione
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Strumenti finanziari d’impresa
Anticipi salvo buon fine - segue Le banche offrono forme di anticipo salvo buon fine del
credito di fornitura sia su ricevute sia su fatture accanto a
quella più tradizionale su cambiali (normalmente cambiali
all’incasso perché a scadenza molto prossima, ovvero
cambiali non accettate allo sconto per la mancanza di uno o
più requisiti di bancabilità).
 Nell’anticipo s.b.f., il cliente che richiede il servizio presenta,
presso la banca, gli effetti in scadenza, la quale può procedere
all’operazione attraverso due modalità:
 accredito Salvo Buon Fine su conto ordinario;
 accredito Salvo Buon Fine su conto anticipi.

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Strumenti finanziari d’impresa
Anticipi salvo buon fine
Aspetti tecnici:
 Accredito Salvo Buon Fine su conto ordinario: la banca
provvede ad anticipare sul conto corrente del richiedente l’intero importo,
o anche solo una quota parte, degli effetti/titoli presentati (cambiali, tratte,
Ri-Ba, Rid ), creando un corrispondente fido salvo buon fine sul conto
corrente stesso, al tasso concordato con l’impresa.

Accredito Salvo Buon Fine su conto anticipi: la banca
provvede ad anticipare in conto corrente l’intero importo, o anche solo
una quota parte, degli effetti/titoli presentati creando un corrispondente
fido salvo buon fine su un conto corrente transitorio, detto conto anticipi,
al tasso appositamente concordato con il cedente.
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Strumenti finanziari d’impresa
Anticipi salvo buon fine - segue Il conto transitorio fruttifero salvo buon fine:
◦ è una concessione di credito all’impresa cedente e prevede la
tenuta di un conto aggiuntivo (conto anticipo fruttifero). Tale
conto supplementare richiede che ogni operazione subisca un
particolare trattamento così sintetizzabile:
◦ accredito del conto anticipo con valuta successiva alla data di
presentazione degli effetti;
◦ storno dal conto anticipi e contestuale accredito nel conto
corrente di corrispondenza (entrambe le operazioni vengono
contabilizzate con valuta in giornata).
 Dalla dinamica degli addebiti e accrediti del conto anticipo è facile
osservare che la valuta dei primi anticipa quella dei secondi e che,
dunque, nel conto anticipo fruttifero si formano scoperti.
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Strumenti finanziari d’impresa
Anticipi salvo buon fine - segue Differenze:
 mentre nella prima forma tecnica gli scoperti si formano solo
in caso di effettivo utilizzo delle somme accreditate, nella
seconda gli scoperti sono predeterminati e non
commisurano il costo all’effettivo utilizzo da parte
dell’impresa cedente. Pertanto, a parità di tasso praticato,
l’apertura di credito in conto corrente con accredito salvo
buon fine su conto corrente ordinario è meno onerosa per
l’impresa rispetto alla tenuta di un apposito conto transitorio
fruttifero.
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Strumenti finanziari d’impresa
Factoring
Definizione:
 Il factoring è un contratto con il quale una parte, definita
cedente, s’impegna a cedere in tutto o in parte i crediti di cui
è o sarà titolare in futuro, vantati nei confronti di terzi, ad
un’altra parte, denominata cessionario o factor, a fronte di un
corrispettivo predeterminato.
 Si tratta di una tecnica finanziaria in base al quale un’impresa
effettua la cessione di una parte significativa dei propri crediti
commerciali a una banca o a un operatore specializzato, la
società di factoring (factor), la quale finanzia l’impresa,
attraverso il pagamento dei crediti stessi prima della relativa
scadenza.
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Strumenti finanziari d’impresa
Factoring
- segue -
Il Factoring è anche un servizio gestionale, poiché con la
cessione dei crediti l’impresa delega all’esterno la gestione
dei crediti e dei debiti di fornitura.
 La riduzione del rischio consegue dalle modalità di gestione
del credito: nel factoring pro soluto il factor assume
completamente il rischio connesso all’insolvenza del
debitore, mentre nel factoring pro solvendo il cedente risulta
coinvolto nella sorte dell’operazione potendo il factor
rivalersi sul medesimo in caso di insolvenza del debitore.

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Strumenti finanziari d’impresa
Factoring
Tipologie:
 Maturity factoring: rappresenta una tipologia contrattuale, strutturabile
sia nella forma del pro soluto che del pro solvendo, con cui la società di
factoring garantisce all’impresa cedente il versamento del corrispettivo
derivante dall’operazione di cessione ad una data convenzionalmente
pattuita e, generalmente coincidente con la scadenza del credito ceduto
maggiorata di alcuni giorni, offrendo contestualmente al debitore ceduto la
possibilità di ottenere un’ulteriore dilazione sui termini di pagamento
contrattualmente previsti e senza alcun onere finanziario aggiuntivo.
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Strumenti finanziari d’impresa
Factoring

- segue -
International factoring: contratti nei quali creditore cedente e
debitore ceduto appartengono a paesi diversi. Tale forma tecnica ha trovato
un notevole impulso grazie all'utilizzo del two factor system: si tratta di un
meccanismo in base al quale il factor (Export factor), che stipula l’operazione
di cessione del credito con l’impresa esportatrice, utilizza i servizi offerti
dalle società di factoring (Import factor) operanti nel paese del debitore
ceduto/importatore, con cui ha in essere un accordo di collaborazione, ai
fini dell'incasso dei crediti ceduti.

Reverse factoring: si configura come una particolare tipologia
contrattuale, in quanto è il debitore a proporre ai propri creditori il
ricorso all’utilizzo dei servizi offerti dal factoring. Tale prodotto è, infatti,
indirizzato alle grandi realtà aziendali, con un portafoglio fornitori
particolarmente frazionato, che intendono delegare ad una società di
factoring il regolamento di tutti i propri debiti di fornitura, attraverso la
stipula di una convenzione.
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Strumenti finanziari d’impresa
Factoring
Struttura tecnica di un’operazione di factoring:
◦ valutazione iniziale del cedente;
◦ valutazione portafoglio crediti;
◦ erogazione dell’anticipo e prestazione dei servizi;
◦ monitoraggio costante dell’esposizione creditoria;
◦ incasso dei crediti;
◦ tempestivo intervento in caso di insoluti ed eventuale
espletamento dell’attività di recupero del credito.
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Strumenti finanziari d’impresa
Factoring

I costi di un’operazione di factoring:
◦ interessi passivi, che costituiscono il corrispettivo finanziario
corrisposto al factor a titolo di remunerazione del capitale anticipato;
◦ commissione di factoring, che rappresentano la remunerazione
corrisposta al factor per il servizio fornito;
◦ oneri gestionali, ossia le spese di vario tipo addebitate dal factor
all’impresa cedente a fronte dei servizi accessori forniti nell’ambito del
rapporto di factoring.
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Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo
Definizione
 Art. 1813 c.c.: il mutuo è “un contratto col quale una parte
consegna all’altra una determinata quantità di denaro o di altre
cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della
stessa specie e qualità”.
 Il mutuo può essere definito come una forma di prestito a
medio-lungo termine, erogato dalla banca in un’unica
soluzione, a fronte del quale il mutuatario è obbligato a
corrispondere in successione una serie di versamenti
periodici. Le somme periodiche, definite rate, versate dal
mutuatario sono destinate al pagamento degli interessi ed al
rimborso del capitale prestato dalla banca secondo un piano
di ammortamento definito al momento della stipulazione del
contratto.
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Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo
Tipologie

Tale forma di finanziamento può articolarsi in due diverse
tipologie, a seconda che sia gravata o meno da un’ipoteca a
favore della banca (mutuo ipotecario) oppure da garanzie
personali, quali fideiussioni, cambiali e/o cessione di crediti
(mutuo chirografario).
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Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo

Struttura tecnica di un’operazione di mutuo:
◦ importo della somma corrisposta dalla banca al cliente;
◦ costo dell’operazione (tasso al quale vengono calcolati gli
interessi dovuti);
◦ estensione temporale del finanziamento (durata del
prestito);
◦ configurazione del piano di rimborso.
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Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo

- segue -
In base alla tipologia del piano di rimborso, il versamento
effettuato dal mutuatario ad ogni scadenza periodica stabilita
dal contratto (t) si articolerà nella forma di una rata
posticipata o anticipata (Rt) composta da una quota
capitale(Ct) e da una quota interessi (It).
Rt = Ct + It
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37
Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo
- segue -
La quota capitale è rappresentata dal singolo versamento
effettuato in ogni periodo dal debitore. La sommatoria delle
singole quote capitale corrisponde all’importo della somma
erogata a titolo di prestito.
 La quota interessi rappresenta l’interesse maturato
secondo il tasso i convenuto nel piano di rimborso
nell’intervallo di tempo che intercorre fra il pagamento di
due rate successive.
 Il rimborso del capitale mutuato può avvenire sulla base di un
piano di ammortamento a rata costante
(ammortamento “francese”) o di un piano di
rimborso a capitale costante (ammortamento
“italiano”). E’, inoltre, possibile anche il ricorso ad un
periodo di preammortamento.

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Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo
- segue -
Ammortamento francese
 Rappresenta la forma di piano di rimborso maggiormente
utilizzata dalle banche nella concessione di prestiti a mediolungo termine. E’ costituito dal versamento da parte del
debitore di rate posticipate periodiche, costanti per tutta la
durata del finanziamento. E’ caratterizzato da quote capitali
crescenti e quote di interessi decrescenti. Le rate iniziali
vedono il prevalere della quota interessi, che poi si riduce
progressivamente nel corso del piano di ammortamento a
vantaggio della quota capitale.
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Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo
- segue -
Ammortamento francese
(1)
dove:

C = ammontare del prestito erogato

t = periodo

n = numero delle rate

R = ammontare della rata costante

i = tasso di interesse
La rata è data dalla seguente formula:
(2)
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40
Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo
- segue -
Esempio ammortamento francese:
Si consideri un mutuo decennale di €100.000, rate annue e tasso d’interesse
annuo fisso del 7%, con piano d’ammortamento alla francese:
Periodo
t
Rata periodica
R(t)
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
14.238
14.238
14.238
14.238
14.238
14.238
14.238
14.238
14.238
14.238
Quota capitale
C(t)
Quota interessi
Debito estinto
I(t)
7.238
7.744
8.287
8.867
9.487
10.151
10.862
11.622
12.436
13.306
7.000
6.493
5.951
5.371
4.751
4.086
3.376
2.616
1.802
931
7.238
14.982
23.269
32.135
41.622
51.774
62.636
74.258
86.694
100.000
Debito residuo
100.000
92.762
85.018
76.731
67.865
58.378
48.226
37.364
25.742
13.306
0
La rata periodica costante (Rt) è stata calcolata ponendo C=100.000, n=10 e
i=7%. La quota capitale è stata calcolata ponendo Rt uguale alla rata
periodica costante calcolata applicando nella formula n=10 e i=7%.
La quota interessi è data dalla differenza tra la rata periodica (Rt) e la quota
capitale (Ct) mentre il debito residuo calcolato in ciascun periodo t è ottenuto
sottraendo al debito residuo in t-1 l’importo della rata periodica Rt (in t=0 il
debito residuo è posto pari all’ammontare iniziale del prestito).
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Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo
- segue -
Ammortamento italiano
 E’ caratterizzato da quote capitale (Ct) costanti per tutta la
durata del prestito. Le quote interessi (It ) e la rata periodica
(Rt) decrescono.
Le quote capitali C(n) rappresentano dunque un n-esimo del
prestito erogato C.
 Il debito estinto DE(t) cresce e il debito residuo DR(t)
diminuisce dello stesso importo in ogni periodo:

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Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo
- segue -
Ammortamento italiano
 La quota interessi I(t) e la rata periodica R(t) presentano un
andamento decrescente:
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43
Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo
- segue -
Esempio ammortamento italiano:

Si consideri ora il caso di un mutuo decennale di €100.000, rate annue e
tasso di interesse annuo fisso del 7%, con piano di ammortamento italiano:
Periodo
t
Rata periodica
R(t)
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10

17.000
16.300
15.600
14.900
14.200
13.500
12.800
12.100
11.400
10.700
Quota capitale
C(t)
Quota interessi
Debito estinto
I(t)
10.000
10.000
10.000
10.000
10.000
10.000
10.000
10.000
10.000
10.000
7.000
6.300
5.600
4.900
4.200
3.500
2.800
2.100
1.400
700
10.000
20.000
30.000
40.000
50.000
60.000
70.000
80.000
90.000
100.000
Debito residuo
100.000
90.000
80.000
70.000
60.000
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
0
La quota capitale C(t) è stata calcolata è stata ricavata ponendo C=100.000
e n=10. Il debito estinto e il debito residuo in ciascun periodo DE(t) e DR(t)
sono stati calcolati utilizzando le relative formule.Il valore degli interessi in
ciascun periodo I(t) è stato ottenuto applicando il tasso di interesse annuo
i al debito residuo in t-1.
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Strumenti finanziari d’impresa
Mutuo
- segue -
Preammortamento
 E’ costituito dall’intervallo di tempo iniziale in cui il
mutuatario non effettua rimborsi di capitale e non intacca il
debito residuo ma corrisponde la quota interessi.
 Nella prassi corrisponde all’arco di tempo compreso fra il
giorno di erogazione del prestito e l’ultimo giorno del
semestre solare in corso.
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45
Strumenti finanziari d’impresa
Finanziamenti in pool
Definizione
 E’ una forma di finanziamento accordata congiuntamente da
due o più banche a un debitore, nell’ambito di un unico
contratto.
 Si tratta di un prestito che viene accordato a soggetti
economici appartenenti generalmente al settore industriale e
commerciale, che intendono indebitarsi più di quanto un
singolo intermediario creditizio sia disposto a concedere su
un singolo debitore. In tal caso, più banche riunite in un
"sindacato" (detto anche pool bancario) si accordano per
mettere a disposizione pro-quota il capitale richiesto, in
modo che ogni partecipante si assuma una porzione del
rischio complessivo insito nell’operazione.
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46
Strumenti finanziari d’impresa
Finanziamenti in pool
Tipologie
 L’operazione di prestito in pool, in relazione alla tipologia del
piano di utilizzo e di rimborso del finanziamento erogato,
può essere classificata all’interno di due macrocategorie:
 term loans (assimilabili al mutuo, in quanto l’impresa
ottiene l’erogazione dell’intero ammontare del finanziamento
concesso in un’unica soluzione);
 revolving credits (assimilabili all’apertura di credito).
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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing
È un contratto atipico, in quanto non espressamente
disciplinato dal c.c..
 Definizione economica generale:
 Si tratta di un accordo, contrattualmente vincolante, in base
al quale la parte locatrice s’impegna ad acquistare e cedere in
locazione alla parte locataria un bene, mobile o immobile,
acquisito o appositamente realizzato su richiesta di
quest’ultima presso un fornitore, a fronte del pagamento di
un canone periodico e per un periodo di tempo prefissato, al
termine del quale può essere prevista la facoltà di riscattarlo
ad un prezzo prestabilito.

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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing

- segue -
Sul piano finanziario si caratterizza per una serie di flussi
finanziari periodici (mensili, trimestrali, semestrali) in uscita
per il locatario connessi al pagamento dei canoni. Al termine
del contratto, infine, si ha un ulteriore possibile flusso
finanziario in uscita, connesso all’eventuale esercizio del
diritto di opzione/riscatto.
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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing

Tipologie :
◦ Leasing operativo
◦ Leasing finanziario
◦ Lease back
◦ Leasing pubblico
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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing
- segue -
Leasing operativo:
 Un soggetto (locatore) concede ad un altro (utilizzatore) il
diritto di utilizzare un determinato bene a fronte del
pagamento di un canone periodico. Alla scadenza del
contratto è prevista la facoltà di acquistare il bene stesso,
previo l'esercizio dell'opzione di acquisto (riscatto) dietro
pagamento di un prezzo.
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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing

- segue -
Caratteristiche:
◦ l’oggetto della locazione è un bene standardizzato;
◦ la durata contrattuale dell’operazione è inferiore alla vita
economica del bene;
◦ il contratto può essere bilaterale (il locatore può essere
controllato o collegato al fornitore) oppure coincidere con
il fornitore;
◦ la titolarità giuridica del bene, i costi d’installazione e
manutenzione e gli altri rischi e oneri rimangono a carico
della società locatrice;
◦ il prezzo di riscatto è in linea con quello di mercato del
bene al momento dell’opzione concessa al locatario.
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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing
- segue -
Leasing finanziario

E’ un contratto strutturato in una forma molto simile a
quella di un’operazione di finanziamento, in quanto,
contrariamente a quanto accade nella fattispecie del leasing
operativo, consente al soggetto a cui il bene è fornito in
locazione di acquisirne, alla scadenza del rapporto, la
proprietà a fronte di un corrispettivo stabilito
contrattualmente.
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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing

- segue -
Caratteristiche:
◦ il bene è strumentale all’attività del locatario (spesso dotato di
◦
◦
◦
◦
elevato contenuto tecnologico e spesso viene costruito su
specifico progetto del locatario);
la durata contrattuale si estende nel medio-lungo termine, e può
coincide con la vita economica del bene;
al termine del contratto il locatario può riscattare il bene
pagando una somma ampiamente inferiore al suo valore di
mercato;
tutti gli oneri e gli altri rischi vengono assunti dal locatario;
l’operazione ha struttura tipicamente trilaterale, in quanto
coinvolge tre soggetti distinti: il fornitore, il locatore e il
locatario.
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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing
- segue -
Lease back

Trattasi della vendita di un bene da parte del proprietario alla
società di leasing. Questa si impegna a concederlo in leasing
al proprietario originario. Rispetto al leasing finanziario, non
si è in presenza della trilateralità del rapporto, essendovi alla
base del contratto solo due soggetti: il proprietario del bene
e il locatore. Il bene, inoltre, rimane sempre nella disponibilità
del locatario. Al termine del contratto, viene comunque
concessa la facoltà di riacquistare il bene.
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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing
- segue -
Leasing pubblico
 Ci si riferisce ad una particolare fattispecie contrattuale, il cui
elemento caratterizzante è identificabile nella natura pubblica
del soggetto locatario: possono beneficiare, infatti, di questa
tipologia di leasing tutti gli enti della Pubblica
Amministrazione, inclusi gli Enti Locali (Regioni, Province,
Comuni), le società municipalizzate e quelle controllate da
enti pubblici.

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56
Strumenti finanziari d’impresa
Leasing
- segue -
Ulteriori tipologie di leasing
 Leasing immobiliare
 Leasing strumentale
 Leasing targato
 Energy leasing
 Leasing aeronavale
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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing
Canoni di leasing
 Il canone di leasing che il locatore riceve dal locatario quale
compenso incorpora quattro variabili:
 l’ammortamento del bene;
 i costi di gestione del locatore;
 il costo della raccolta finanziaria da parte del locatore;
 il profitto che il locatore intende realizzare.
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Strumenti finanziari d’impresa
Leasing
Maxicanone
 E’ prassi che il locatore faccia pagare al locatario un
maxicanone iniziale al momento della stipula del contratto.
Tale maxicanone è tipicamente imposto al locatario al fine di
ridurre la differenza tra il valore del bene locato e il debito
residuo complessivo che il locatario ha verso il locatore per
il pagamento dei canoni. Mediante il maxicanone il locatore
può diminuire il rischio complessivo di insolvenza derivante
dall’operazione. Infatti, in caso di inadempimento del
locatario, la società di leasing rientra in possesso del bene, il
cui valore sul mercato dovrebbe risultare superiore a quanto
non ancora corrisposto da parte del locatario.

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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma
Definizione:
 Il credito di firma è un’operazione tramite la quale
l’intermediario bancario pone a disposizione della clientela la
propria firma, assumendosi personalmente un’obbligazione
verso terzi
 I prestiti di firma, operativamente, si sostanziano nell’impegno
da parte della banca a garantire, per conto di un soggetto
richiedente, l’adempimento di un’obbligazione vantata verso
terzi, senza che vi sia un contestuale trasferimento
monetario, che può, tuttavia, verificarsi nel caso in cui il
cliente garantito risulti inadempiente.

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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma

Criteri per la classificazione dei crediti di firma:
◦ tipologia dell’obbligazione sottostante;
◦ finalità dell’impiego della banca;
◦ ambito di riferimento;
◦ caratteristiche contrattuali.
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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma
- segue -
Tipologia dell’obbligazione sottostante:
 Fa riferimento alle caratteristiche economiche e giuridiche
dell’obbligazione del cliente

Monetaria
Non monetaria
obbligazioni di fare o di
non fare qualcosa in
relazione a uno specifico
impegno contrattuale
impegno contrattuale a
versare somme di
denaro da parte del
cliente
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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma
- segue -
Finalità dell’impegno della banca:
 Sono le ragioni che giustificano la richiesta di credito di firma
da parte dell’impresa. È possibile identificare 3 finalità
principali:
◦ agevolare lo sviluppo di transazioni commerciali sotto il
profilo degli incassi e dei pagamenti;
◦ facilitare l’accesso a particolari segmenti del mercato dei
capitali;
◦ garanzia per la partecipazione a gare, ad appalti e ad aste,
nonché durante la realizzazione di impianti e infrastrutture
aggiudicati di norma attraverso un appalto.

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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma
- segue -
L’ambito di riferimento:
 Tale aspetto consente di distinguere i crediti di firma in:
DOMESTICI ed INTERNAZIONALI.
 La diversità territoriale implica l’assunzione di rischi
fortemente differenziati per l’impresa finanziatrice:
◦ la complessità della transazione commerciale sottostante;
◦ l’eventuale instabilità dell’ambiente economico e politico
del paese straniero (rischio paese);
◦ la difficoltà di conoscere le caratteristiche della
controparte commerciale;
◦ rischi di cambio.
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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma
- segue -
Le caratteristiche contrattuali:
 Si distinguono 3 forme contrattuali definite dalla legge:
◦ Credito di accettazione;
◦ Credito di avallo;
◦ Credito di fidejussione.

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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma

- segue -
a. Credito di accettazione:
◦ Consiste nell’emissione di accettazioni bancarie da parte
dell’impresa affidata.
◦ L’accettazione bancaria è una cambiale tratta con la quale
un’impresa (traente), ordina a una banca (accettante), di
pagare una somma definita a una scadenza prestabilita. La
banca, apponendo sul titolo, in forza della concessione di
fido, la propria firma di accettazione, viene ad assumere il
ruolo di obbligato principale. Il traente si impegna a fornire
alla banca i fondi con valuta utile per l’estinzione
dell’accettazione.
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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma

- segue -
b. Credito di avallo:
◦ È una forma di credito poco utilizzata e in genere riguarda:
◦ operazioni di importi elevati;
◦ imprese di grandi dimensioni e di diffuso prestigio;
◦ transazioni commerciali soprattutto internazionali.
◦ L’avallo della banca svolge la funzione di garantire il buon
fine dell’obbligazione contratta dall’acquirente accettante, il
quale costituisce di conseguenza il beneficiario del prestito
di firma.
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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma

- segue -
c. Credito di fidejussione:
◦ La fideiussione è un contratto attraverso il quale la banca
concedente il credito di firma costituisce, a favore del
cliente affidato, la propria garanzia in merito alla
tempestiva e regolare esecuzione delle obbligazioni da
questo contratte. Nel caso di mancato adempimento
dell’obbligazione da parte dell’obbligato, il creditore può
rivolgersi indifferentemente o al fideiussore o all’obbligato
stesso secondo un principio di solidarietà degli obbligati
(art. 1944 c.c.).
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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma

Crediti di firma a supporto di operazioni finanziarie

La polizza di credito commerciale
è un documento che contiene una dichiarazione di
riconoscimento di un debito a breve termine da parte di
un’impresa nei confronti di un’altra impresa. Non è un titolo
di credito, ma un semplice documento che accerta l’esistenza
del debito di un soggetto. Infatti, la banca rilascia una
fideiussione con la quale si impegna per il buon fine del
credito a favore del creditore originario.
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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma

- segue -
La cambiale finanziaria
è il primo strumento introdotto nel nostro ordinamento
giuridico dedicato all’impresa per la raccolta diretta di
risorse finanziarie a breve termine.
Le sue caratteristiche sono:
◦ è un titolo di credito all’ordine, emesso in serie con una
scadenza compresa fra i 3 e i 12 mesi;
◦ è equiparata alla cambiale ordinaria;
◦ non può essere di importo inferiore ai 50.000 euro;
◦ nel caso di emissione da parte di società non quotate alla Borsa
Valori, la cambiale finanziaria deve indicare il nome della banca
garante e l’importo garantito;
◦ la girata della cambiale avviene senza garanzia.
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Strumenti finanziari d’impresa
Crediti di firma

- segue -
Il certificato di investimento
assume larga parte delle caratteristiche della cambiale
finanziaria.
Gli elementi che lo differenziano dalla cambiale finanziaria
sono:
◦ ha durata superiore a un anno;
◦ non ha natura cambiaria, è un valore mobiliare ed è un
titolo di credito che si trasferisce con girata;
◦ può essere emesso «non in serie».
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Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari
Le operazioni di finanziamento in valori mobiliari (securities
lending) hanno come finalità:
◦ ottenere un prestito titoli
◦ o utilizzare i titoli in portafoglio per ottenere un prestito
 Si tratta di operazioni di
◦ Pronti contro termine
◦ Prestito titoli
◦ Riporto

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Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari
Pronti contro termine
 I pronti contro termine sono contratti nei quali un venditore
(generalmente una banca) cede un certo numero di titoli a
un acquirente e si impegna, nello stesso momento, a
riacquistarli dallo stesso acquirente a un prezzo (in genere
più alto) e ad una data (termine) predeterminati.
 L'operazione consiste, quindi, in un prestito di denaro da
parte dell'acquirente e un prestito di titoli da parte del
venditore.
 Sono strumenti finanziari a breve termine e non è raro nella
pratica ritrovare dei contratti a scadenza giornaliera, utilizzati
per condurre operazioni speculative e di copertura.

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Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari

Finalità economiche:
◦ L’investimento di risorse finanziarie nel breve periodo:
l’intermediario finanziario realizza un’operazione di
investimento di breve durata.
◦ L’acquisizione della disponibilità temporanea di titoli, che
può derivare da:
 concludere un’operazione sul mercato dei valori
mobiliari (es: vendita allo scoperto);
 esercitare i diritti connessi al titolo;
 ottenere i titoli necessari a far fronte a un impegno di
liquidazione assunto.
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Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari
Prestito titoli
 è un contratto attraverso il quale il prestatore (lender)
consegna al prestatario (borrower) titoli di credito fungibili
dietro corrispettivo; alla scadenza saranno restituiti al
prestatore, titoli della stessa quantità e specie di quelli
ricevuti.
 Il borrower, per l’intera durata del prestito, diventa
proprietario a tutti gli effetti dei titoli ricevuti e può disporne
in base a quanto stabiliscono i diritti relativi al titolo stesso. I
frutti (dividendi, interessi) maturati sui titoli oggetto del
prestito spettano però al prestatore e devono quindi essere
restituiti dal borrower al lender.

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Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari
Finalità economiche:
 Per i borrowers (brokers, dealers, market makers, trader,
gestori di hedge funds) l’operazione di prestito titoli è
finalizzata a ottenere la disponibilità temporanea di specifici
titoli.
 Per i lenders (investitori istituzionali, aziende) l’operazione di
prestito titoli costituisce un modo per ottenere una
remunerazione aggiuntiva sul proprio portafoglio titoli.

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Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari
Riporto
 Il riporto è il contratto, disciplinato dagli artt. 1548 e
seguenti del c. c., mediante il quale un soggetto (riportato)
trasferisce in proprietà a un altro soggetto (riportatore) titoli
di credito di una data specie a un prezzo determinato, a
fronte dell’impegno assunto dal riportatore di trasferire al
riportato, a una scadenza prefissata, la proprietà di altrettanti
titoli della stessa specie, dietro rimborso del prezzo,
aumentato o diminuito rispetto al prezzo a pronti di una
misura convenuta.

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Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari

Il prezzo a termine può essere superiore o inferiore al
prezzo a pronti. Si parla di:
◦ riporto con riporto quando il prezzo a termine è
superiore al prezzo a pronti e l’onere dell’operazione è
quindi a carico del riportato; la finalità è quella di
consentire al riportato di ottenere la disponibilità
temporanea di denaro;
◦ riporto con deporto quando il prezzo a termine è
inferiore al prezzo a pronti e l’onere dell’operazione è
quindi a carico del riportatore; la finalità è quella di
consentire al riportatore di ottenere la disponibilità
temporanea di titoli;
◦ riporto alla pari quando il prezzo a termine e il prezzo a
pronti coincidono.
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78
Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari

Finalità economiche:
◦ L’operazione di riporto con deporto equivale di fatto a un
prestito di titoli: il riportatore ottiene la disponibilità
temporanea di titoli a un costo dato dalla differenza,
positiva, tra prezzo a pronti e prezzo a termine.
◦ L’operazione di riporto con riporto è un prestito di
denaro: il riportato ottiene la disponibilità temporanea di
risorse finanziarie, a fronte della quale corrisponde a
termine al riportatore l’importo del prestito maggiorato
degli interessi e degli altri oneri previsti dal contratto.
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79
Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari
La finalità dell’operazione è poi diversa a seconda che si
faccia riferimento al riporto finanziario o di banca oppure al
riporto di borsa.
 Nel riporto finanziario, il riportatore è tipicamente un ente
creditizio, e il contratto è stipulato per consentire al
riportatore di ottenere la disponibilità temporanea di risorse
finanziarie. Poiché il contratto è stipulato nell’interesse del
riportato, il prezzo a pronti è inferiore al prezzo a termine.

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80
Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari
Il riporto di borsa, svolto da banche e intermediari mobiliari
nei confronti di operatori di Borsa, è caratterizzato dal fatto
di essere strettamente legato a un’operazione di Borsa.
 Il riporto è stato uno strumento ampiamente utilizzato dagli
operatori per prolungare le posizioni ribassiste o rialziste nel
sistema della liquidazione a termine dei contratti.
 Possono formare oggetto del riporto di borsa
esclusivamente le azioni, le obbligazioni convertibili e i
warrant quotati in Borsa o negoziati in mercati
regolamentati.

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81
Strumenti finanziari d’impresa
Gli strumenti di finanziamento
imperniati su valori mobiliari

Confronto tra le diverse forme tecniche
FORMA
TECNICA
PcT
FINALITA’
- Prestito di denaro Prevede la
garantito da titoli
contemporanea
- Prestito titoli
firma di due
contratti
RIPORTO
PRESTITO
TITOLI
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PERFEZIONAM
ENTO
CONTRATTO
- Prestito titoli
DURATA
Da 30 giorni a 6
mesi
Si perfezionano
con un solo
contratto valido sia
per la transazione a
Alla scadenza,
pronti sia per
anche
quella a termine
indeterminata
82
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione - segue Definizione:
 La cartolarizzazione (o securitisation) si configura come una
cessione in pool di crediti o di altre attività finanziarie iscritte
nel bilancio del cedente, che producono flussi di cassa
pluriennali e presentano caratteristiche d’illiquidità, ad una
società appositamente costituita e che prende il nome di
società veicolo (“Special Purpose Vehicle” o SPV). L’acquisizione
di tali asset da parte del veicolo appositamente costituito
viene finanziata mediante l’emissione di titoli di debito,
destinati al collocamento e alla circolazione sul mercato
finanziario.

La cartolarizzazione è regolamentata con la
legge n.130 del 1999.
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Cartolarizzazione -schema - segue -
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84
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Cartolarizzazione - segue Lo schema base di un’operazione di cartolarizzazione si
articola in tre fasi:
 la selezione di un portafoglio di attività idonee a produrre
flussi di cassa periodici, individuate sulla base di requisiti di
omogeneità tali da renderne possibile l’aggregazione;
 la cessione del portafoglio di attività da parte del titolare
originario (originator) a una società appositamente costituita
(lo Special Purpose Vehicle, o SPV);
 l’emissione da parte dello SPV e il collocamento di titoli
(Asset Backed Securities ABS) a fronte delle attività
acquistate.

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85
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione - segue 
Finalità per l’originator:
◦ eliminazione dallo stato patrimoniale delle attività cedute
al fine di ottenere liquidità e di ricomporre la struttura di
bilancio;
◦ nel caso di originator di natura non finanziaria, si rivela
particolarmente utile quando l’accesso ai finanziatori è
difficoltoso, come accade per le imprese cosiddette
«marginali» (sprovviste di rating, in situazione di difficoltà
nota agli investitori, fortemente indebitate, ecc.).
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86
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione - segue 
La liquidità liberata mediante la securitisation può essere
destinata a:
◦ finanziare nuovi investimenti contraddistinti da un profilo
di redditività maggiore o rischio minore rispetto a quanto
dismesso;
◦ ridurre le passività;
◦ ristrutturare l’attivo e il passivo;
◦ riposizionarsi sul mercato cedendo attività non
strategiche per concentrarsi sul core business.
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87
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione - segue 
Esempi di costi fissi per una operazione di cartolarizzazione:
◦ commissioni pagate all’investment bank, alla società di
rating e ai soggetti garanti;
◦ spese legali e contabili;
◦ costo di eventuali garanzie interne;
◦ costi amministrativi legati al processo di selezione e di
vendita delle attività.

L’operazione non è conveniente per portafogli di piccolo
importo.
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88
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione - segue Le attività sottostanti
 Le operazioni più frequenti sono quelle costruite intorno alla
cessione di portafogli di:
◦ mutui, soprattutto ipotecari;
◦ crediti al consumo (derivanti dall’utilizzo di carte di
credito, concessi per l’acquisto di automobili ecc.);
◦ crediti originati da contratti di leasing;
◦ crediti commerciali;
◦ crediti fiscali, previdenziali, governativi.

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89
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione
- segue -
La fase di selezione delle attività da cartolarizzare è
particolarmente delicata, poiché da essa dipende buona parte
del successo dell’operazione.
La scelta delle attività da cartolarizzare dovrebbe ricadere tra
operazioni:
 omogenee e standardizzate dal punto di vista giuridico
(forma tecnica) e finanziario (ammortamento, durata,
rendimento), in modo da generare flussi di cassa regolari e
predeterminabili;
 diversificate dal punto di vista economico-tecnico (settori di
attività economica, collocazione geografica e tipologia dei
debitori ecc.), in modo da determinare un grado di rischio
stabile e quantificabile.

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90
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione

- segue -
Tipologie di rischi del portafoglio cartolarizzato
TIPOLOGIA DI RISCHIO
MODALITA’ DI
MANIFESTAZIONE
Rischio di credito
Insolvenza del debitore principale
Rischio di liquidità
Mancata coincidenza tra flussi in
entrata (relativi al portafoglio
sottostante) e flussi in uscita
Rischio di reinvestimento
Rimborso anticipato da parte dei
debitori ceduti
Rischio di interesse/di cambio
Mismatching tra flussi riscossi dai
debitori e flussi pagati agli investitori in
termini di tasso di interesse (per
esempio fisso anziché variabile) o di
valuta di denominazione
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91
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazioni - Titoli ABS
-segue I titoli emessi nell’ambito di un’operazione di securitisation
sono noti con la denominazione di Asset Backed
Securities (di seguito “ABS”).
 Gli ABS sono strumenti finanziari emessi a fronte di
un’operazione di cartolarizzazione, la cui struttura è molto
simile a quella di un titolo obbligazionario, in quanto
attribuiscono al loro possessore il diritto a ricevere un flusso
cedolare periodico, il cui ammontare viene determinato sulla
base di un tasso di interesse fisso o variabile, e al rimborso a
scadenza del capitale sottoscritto.

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92
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione
- segue -
Al fine di:
 ridurre i rischi per l’investitore,
 di aumentare il rating dell’emissione,
 e di ridurre il tasso di rendimento richiesto dal mercato
GARANZIE INTERNE
GARANZIE ESTERNE
(prestate dal creditore originario)
(prestate da terzi)
Tale tecnica viene definita Credit Enhancement
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Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione

- segue -
Garanzie interne:
◦ (l’originator non trasferisce interamente il rischio di
credito al cessionario, ma se ne accolla una parte)
◦ overcollateralisation;
◦ costituzione di un deposito in garanzia;
◦ excess spread;
◦ pay out events;
◦ emissione di tranche caratterizzate da un diverso livello di
subordinazione (credit tranching).
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Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione

- segue -
Credit tranching:
in genere, prevede il ricorso a tre diverse classi di seniority
overcollateralisation:
◦ la tranche senior, caratterizzata dal massimo livello di rating
e indirizzata agli investitori che presentano un profilo di
rischio contenuto;
◦ la tranche mezzanine;
◦ la tranche junior, generalmente sprovvista di un rating, in
quanto totalmente esposta al rischio d’insolvenza. Questa
tranche è di norma interamente sottoscritta dalla società
originator, al fine di inviare al mercato un segnale di bontà
del merito creditizio delle altre classi di titoli oggetto di
emissione.
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95
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione

Garanzie esterne:
◦ (verso banche o compagnie di assicurazione)
◦ Assunzione da parte dell’intermediario di un rischio di
insolvenza pari a una percentuale multipla rispetto a quella
degli attivi ceduti. Per coprirsi dal rischio di interesse o di
cambio, è invece possibile effettuare un contratto di swap
stipulato con una controparte di elevata reputazione (in
genere una banca), in modo da poter ricomporre eventuali
disallineamenti tra i flussi finanziari delle attività sottostanti
e i flussi delle ABS. Contro il rischio di reinvestimento
(ipotesi di rimborso anticipato) è possibile acquistare
un’opzione call su titoli che assicurino interessi sufficienti a
pagare il servizio del debito sulle ABS.
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96
Strumenti finanziari d’impresa
Programma




Introduzione agli strumenti finanziari d’impresa
Mercato degli strumenti finanziari
Introduzione agli strumenti finanziari derivati
Iscrizione, valutazione e presentazione degli
strumenti finanziari in bilancio secondo i principi
contabili internazionali (“IAS/IFRS”)
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97
Strumenti finanziari d’impresa
2. Mercato degli strumenti finanziari

Definizione degli strumenti finanziari: titoli azionari,
titoli di stato, titoli obbligazionari, titoli
obbligazionari struttuturati, covered warrant

Mercati finanziari:
◦ definizioni, tipologie e caratteristiche
◦ sistemi di sottoscrizione-collocamento
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98
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli azionari - segue Definizione
 Le azioni sono strumenti finanziari che rappresentano una
quota parte del capitale sociale di imprese costituite in forma
di società per azioni, di società in accomandita per azioni o di
società cooperativa per azioni.
 L’emissione di azioni ha lo scopo di raccogliere disponibilità
finanziarie sotto forma di capitale di rischio. I fondi così
ottenuti sono (di norma) rimborsati ai soggetti che li hanno
conferiti solo allo scioglimento della società.

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99
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli azionari - segue 
I diritti dei soci sono stabiliti in parte dalla legge e in parte
dallo statuto dell’emittente:
◦ diritti amministrativi: consentono al socio di tutelare la
propria posizione, perché lo mettono in grado di
partecipare alle vicende della società;
◦ diritti patrimoniali: consistono nel diritto al rimborso del
capitale conferito all’atto dello scioglimento della società e
nel diritto al dividendo;
◦ diritti di natura mista: comprendono una componente
amministrativa e una economico/patrimoniale.
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100
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli azionari - segue Diritti misti
 I diritti misti spettanti agli azionisti ordinari sono due:
◦ diritto di recesso consiste nella possibilità per il socio di
vedersi rimborsato anticipatamente il capitale conferito.
◦ diritto di opzione consiste nella possibilità di
sottoscrivere le azioni di nuova emissione in occasione di
aumenti di capitale a pagamento. Poiché le azioni di nuova
emissione offerte in opzione al socio sono proporzionali al
numero di azioni «vecchie» da lui possedute, l’esercizio del
diritto consente di mantenere una quota costante di
partecipazione al capitale.

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101
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli azionari - segue Azioni ordinarie
 Rappresentano la tipologia tradizionale di titolo societario, in
quanto incorporano al loro interno tutti i diritti di natura
amministrativa e patrimoniale previsti dalla legge.
 I possessori di azioni ordinarie godono, in particolare, di un
pieno diritto di voto sia nelle assemblee ordinarie che
straordinarie.
 A fronte di ciò, si riscontra, tuttavia, un maggior rischio di
natura patrimoniale, in quanto il diritto al dividendo è
condizionato dalle politiche distributive, così come il diritto
al rimborso del capitale in caso di scioglimento della società,
risulta subordinato al soddisfacimento degli azionisti speciali.
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102
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli azionari - segue Azioni privilegiate
 Il codice civile, all’art. 2348, consente alle società per azioni di
emettere categorie speciali di titoli azionari, privilegiate nella
ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale all’atto
dello scioglimento della società. Tali titoli sono perciò detti
azioni privilegiate.
 Il privilegio patrimoniale consiste nel diritto a una
determinata quota dell’utile, assegnata prima che abbia luogo
la remunerazione delle azioni ordinarie.
 In contropartita del privilegio patrimoniale, la legge prevede
una limitazione dei diritti amministrativi spettanti ai
possessori di tali azioni (per esempio l’esercizio del diritto di
voto).
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103
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli azionari

- segue -
Il privilegio può riguardare anche il rimborso del capitale
all’atto dello scioglimento della società. In questo caso, esso
può essere costituito dal:
◦ diritto all’attribuzione di una somma pari al valore
nominale delle azioni, da rimborsarsi in via prioritaria
rispetto al rimborso delle altre categorie di azioni emesse
(e segnatamente rispetto al rimborso delle azioni
ordinarie);
◦ diritto al rimborso di una somma maggiorata rispetto a
quella spettante alle azioni ordinarie.
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104
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli azionari - segue Azioni di risparmio
 Sono state istituite con la legge n. 216/74 e sono azioni
privilegiate emesse da società le cui azioni sono quotate in
mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell’Unione
Europea.
 La valorizzazione della componente patrimoniale implica una
limitazione nell’esercizio dei diritti amministrativi: gli azionisti
di risparmio, infatti, non possono mai intervenire e votare
nelle assemblee della società, sia ordinarie sia straordinarie.
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105
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli azionari - segue L’emissione di azioni privilegiate e di risparmio è giustificata
dalla volontà di rendere appetibile la partecipazione al
capitale della società anche ai piccoli risparmiatori, poco
interessati all’utilizzo dei diritti amministrativi, ma attratti
dalla prospettiva di ottenere un soddisfacente rendimento.
 Pur restando condizionata alla presenza di utile residuo dopo
il soddisfacimento dei vincoli legali di destinazione del
risultato conseguito dalla società, la remunerazione delle
azioni privilegiate e di risparmio è meno aleatoria di quella
delle azioni ordinarie, perché non è legata alle decisioni
dell’assemblea dei soci.

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106
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli azionari
Rendimento di un titolo azionario:
 I titoli azionari possono generare flussi di cassa sotto forma
sia di dividendo periodico sia di guadagno o perdita in conto
capitale (se vi è una differenza fra il prezzo di vendita e il
prezzo di acquisto del titolo). Il rendimento dell’investimento
in un titolo azionario, ipotizzando un periodo di detenzione
annuale, può essere espresso come:
r = (Div1 + P1 – P0)/P0
r= tasso di rendimento dell’investimento su base annua
Div1= dividendo ricevuto nel periodo di detenzione del titolo
P1= prezzo di vendita
P0= prezzo di acquisto.
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107
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli di stato - segue Definizione
 I titoli di Stato sono obbligazioni che vengono emesse
direttamente dai governi, al fine di reperire le risorse
finanziarie necessarie per la copertura del fabbisogno fisso e
di liquidità, generato dall’esercizio dell’attività pubblica.
 I diritti di credito incorporati nel titolo possono essere
corrisposti al sottoscrittore del prestito sia mediante lo
scarto di emissione (differenza tra il valore nominale e il
prezzo di emissione o di acquisto), sia mediante il pagamento
di cedole (fisse o variabili) durante la vita del titolo. Alla
scadenza dell'obbligazione lo Stato rimborsa il capitale.

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108
Strumenti finanziari d’impresa
- segue -
Titoli di Stato
Titoli a rendimento
prefissato
(a tasso fisso)
Titoli indicizzati
(a tasso variabile)
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Sono titoli per i quali sia il livello delle cedole
sia il prezzo di rimborso alla scadenza sono
predeterminati e non mutano al variare delle
condizioni di mercato.
Prevedono che il livello delle cedole e/o
l’ammontare del capitale rimborsato a
scadenza siano calcolati in corrispondenza
della loro data di maturazione in funzione
dell’andamento di parametri esterni.
109
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli di Stato - segue Titoli di stato a rendimento prefissato:
 Zero coupon («senza cedola»): in assenza di un pagamento
periodico di interessi, il rendimento ottenuto dall’investitore
è riconducibile alla differenza fra il prezzo di sottoscrizione o
di acquisto (che è stabilito «sotto la pari») e il prezzo di
rimborso alla scadenza.

Esempi: i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e i CTZ
(Certificati del Tesoro Zero coupon).
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110
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli di Stato

- segue -
Titoli con cedola: l’investitore riceve una cedola periodica
fissa e predeterminata nel suo importo, indipendente
dall’andamento dei tassi di interesse sul mercato o di altre
variabili di scenario.
Esempi: BTP (Buoni del Tesoro Poliennali)
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111
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli di Stato - segue Titoli di stato indicizzati:
 La creazione di titoli indicizzati risponde all’esigenza di offrire
agli investitori opportunità di investimento con un
rendimento costantemente allineato alle condizioni di
mercato, attraverso uno strumento che mantiene le
caratteristiche proprie di un titolo obbligazionario, e in
particolare la natura creditizia del rapporto tra emittente e
investitore.

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112
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli di Stato - segue Oggetto dell’indicizzazione:
 E’ possibile ancorare a un parametro di riferimento sia il
flusso di rimborso del capitale sia gli interessi (cedole)
prodotti dal titolo, oppure una soltanto delle due
componenti. La prassi più diffusa è quella dell’ indicizzazione
degli interessi. E’ rara l’indicizzazione del capitale rimborsato
a scadenza.

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113
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli di Stato - segue Parametro dell’indicizzazione:
 indicizzazione finanziaria: il rendimento del titolo è legato a
un parametro di natura finanziaria (es: il tasso dei BOT, il
tasso interbancario Euribor);
 indicizzazione valutaria: il parametro è rappresentato da un
tasso di cambio fra la valuta nazionale e una valuta estera
adottata come riferimento;
 indicizzazione reale: i flussi del titolo sono ancorati a un
indicatore del livello dei prezzi (es: indice Istat).

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114
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli di Stato - segue Certificati di Credito del Tesoro (CCT): sono la tipologia più
rilevante di titoli di Stato a tasso variabile.
 Sono titoli a indicizzazione finanziaria dei soli interessi: le
loro cedole sono infatti determinate periodicamente sulla
base del rendimento dei BOT semestrali. I CCT offrono agli
investitori una cedola semestrale pari al tasso di rendimento
semplice dei BOT semestrali, maggiorato di una componente
fissa (spread), uguale per tutte le cedole e nota sin
dall’emissione.

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115
Strumenti finanziari d’impresa
Titoli di Stato
SCADENZA
CEDOLA
PERIODICIT
A’ CEDOLA
RIMBORSO
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BOT
CTZ
BTP
CCT
3,6,12 mesi
18, 24 mesi
3,5,10,30 anni
5,7 anni
Assente (zero
coupon)
Assente
(zero
coupon)
Fissa
Indicizzata al tasso
dei BOT semestrali
maggiorato di uno
spread prefissato
N/A
N/A
Semestrale
Semestrale
Valore nominale (alla pari) in un’unica soluzione alla scadenza
116
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni (corporate bond) –segueDefinizione
 I Corporate Bond sono titolo, di norma a medio lungo
termine, emessi da società che attribuiscono al possessore il
diritto al rimborso del capitale prestato, alla scadenza
naturale del contratto, più un interesse periodico, a titolo di
remunerazione del capitale prestato.
 Lo scopo dell’emissione obbligazionaria (o prestito
obbligazionario) è il reperimento di liquidità.

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Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni (corporate bond) –segueModalità di rimborso
 Rimborso anticipato: l’emittente si può riservare il diritto di
rimborsare in ogni momento il titolo in circolazione, con
preavviso, al valore nominale o più raramente ad un prezzo
superiore e predefinito.
 Rimborso progressivo: il valore nominale del titolo è
rimborsato in tranche, in genere annualmente. La riduzione
nel valore della duration implica minori oscillazioni del
prezzo del titolo durante la sua vita utile, rendendo il titolo
meno «speculativo» rispetto all’andamento dei tassi di
mercato.
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Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni (corporate bond) –segue
Rischio di insolvenza dell’emittente: rischio che il debitore
non sia in grado di adempiere ai propri obblighi contrattuali,
pagando in ritardo (o addirittura non pagando) gli interessi
dovuti sul capitale investito e/o lo stesso capitale.

Gli investitori, per avere sintetiche informazioni in materia di
rischi di insolvenza degli emittenti di titoli a reddito fisso,
possono avvalersi del processo di analisi e valutazione detto
rating.
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Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni (corporate bond) –segue
L’attività di rating viene svolta da apposite entità, definite
agenzie di rating. A livello internazionale, le più note sono:
◦ Standard&Poors
◦ Moody’s
◦ Fitch
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Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni (corporate bond) –segue
Il rating ha come obiettivo di assistere l’investitore nella
scelta dell’emissione più confacente al suo profilo di rischio e
ai suoi obiettivi di rendimento: a parità di condizioni, infatti, la
remunerazione spettante all’obbligazionista risulta
proporzionale al rating espresso.

Rating alto
rischio di insolvenza basso

Rating basso
rischio di insolvenza alto
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121
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni (corporate bond) –segueObbligazioni convertibili
 Sono obbligazioni il cui rimborso può avvenire attraverso la
consegna di titoli di altra specie e di uguale valore.
 Il sottoscrittore ha l’opportunità di trasformare, secondo
tempi e modi predefiniti, la natura dell’investimento, i relativi
diritti e il proprio status grazie alla presenza di un’opzione di
conversione del titolo obbligazionario in titolo azionario. Se
l’opzione non è esercitata, l’obbligazione convertibile giunge a
scadenza come un’obbligazione tradizionale.
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122
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni (corporate bond) –segueValore del rapporto di conversione: indica il numero di
obbligazioni necessario per ottenere, se convertite, un’azione
di compendio.
 Durata del periodo di conversione: determina quando, nel
corso della vita utile dell’obbligazione, può essere esercitata
l’opzione di conversione.

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123
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni (corporate bond) –segueObbligazioni con warrant
 hanno uno schema contrattuale molto simile a quello delle
obbligazioni convertibili, differenziandosi da queste per il
fatto che l'investitore sottoscrive due strumenti:
l'obbligazione tradizionale (il titolo principale) e il warrant.
 Il warrant incorpora un diritto di opzione, in quanto offre
all’obbligazionista la possibilità di effettuare un investimento
aggiuntivo, sottoscrivendo titoli azionari con tempi, modi,
quantità e prezzi predefiniti.
 In Italia i warrant hanno durate medie intorno ai 4-5 anni e
danno diritto all'acquisto di azioni ordinarie della società
emittente le obbligazioni.
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124
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni (corporate bond) –segueL’obbligazione convertibile, se spogliata dell’opzione, presenta
un valore intrinseco (bond value) misurato dal valore dei
flussi futuri pagati dal titolo, attualizzati a un tasso espressivo
del rischio dell’investimento.
 In ogni momento, tale tasso è pari al rendimento corrente di
investimenti alternativi giudicati omologhi per grado di
rischio.


L’obbligazione convertibile risulta appetibile per l’investitore
se il suo prezzo di mercato è inferiore al bond value.
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125
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni subordinate –segueObbligazioni subordinate
 Sono titoli obbligazionari che presentano un profilo di rischio
più alto rispetto alle tradizionali obbligazioni, dato che, in
caso di liquidazione o insolvenza della società emittente, i
loro possessori vedranno il loro capitale rimborsato solo
successivamente agli obbligazionisti ordinari.
 In considerazione, del maggior rischio sostenuto, l’investitore
che sottoscrive un’obbligazione subordinata gode di un
maggior rendimento in termini di cedole percepite.
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126
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni subordinate –segueObbligazioni subordinate
 La subordinazione può essere totale o parziale e diretta a
tutelare la posizione di altri creditori, sia di natura finanziaria
(quali ad esempio le banche finanziatrici) o natura
commerciale (come ad esempio specifici fornitori).
 Le obbligazioni subordinate rappresentano una fattispecie
particolarmente utilizzata nel settore bancario e finanziario.
Le principali tipologie sono:
◦ obbligazioni Tier I
◦ obbligazioni Upper Tier II
◦ obbligazioni Lower Tier II
◦ obbligazioni Tier III
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127
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni indicizzate –segueObbligazioni indicizzate
 Le obbligazioni indicizzate costituiscono una particolare
tipologia di strumento sancita con la riforma del 2003. L’art.
2411, comma 2, riconosce, infatti, la validità dei contratti
obbligazionari in cui i tempi e l'entità del pagamento degli
interessi possono variare in dipendenza di parametri oggettivi
anche relativi all'andamento economico della società.
 La scelta del parametro di riferimento può basarsi su variabili
che riflettono l’andamento economico della società
emittente (si pensi agli indici di redditività, d’indebitamento o
all’ utile netto di bilancio), o rintracciabili (a titolo di esempio
azioni, valute e merci).
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128
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni strutturate –segueObbligazioni strutturate
 Si tratta di strumenti di finanziamento il cui rimborso e/o la
cui remunerazione viene indicizzata all’andamento di
un’attività sottostante
 Sono titoli costituiti da un normale titolo obbligazionario, a
tasso fisso o variabile, e uno o più strumenti derivati.
 Categorie:
◦ titoli strutturati equity linked;
◦ titoli strutturati su tassi di interesse;
◦ titoli strutturati forex (o currency) linked;
◦ titoli strutturati commodity linked;
◦ titoli strutturati credit linked.
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129
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni strutturate - segue 
Equity linked: sono titoli strutturati in cui lo strumento
derivato incorporato nel titolo è legato all’andamento del
mercato azionario; il valore di tali titoli risente, oltre che
dell’andamento dei tassi di interesse, anche dell’andamento
del mercato azionario.
equity linked
a capitale garantito
reverse convertible
combinando un titolo
obbligazionario con l’acquisto di
un’opzione call
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combinando un titolo
obbligazionario con la vendita di
un’opzione put
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Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni strutturate - segue Titoli strutturati su tassi di interesse: sono titoli strutturati
ottenuti combinando con un normale titolo uno strumento
derivato sensibile ai tassi di interesse.
 Currency e commodity linked: sono titoli in cui il derivato
incorporato nel titolo è legato all’andamento di uno o più
tassi di cambio e di uno o più prezzi di materie prime.
 Titoli credit linked: sono titoli il cui rendimento è influenzato
anche dell’affidabilità creditizia di un soggetto diverso
dall’emittente. Hanno cedole più alte dei titoli obbligazionari
normali ma prevedono la facoltà di interrompere il
pagamento delle cedole se si verifica un determinato credit
event (es.insolvenza) di un ben definito soggetto diverso
dall’emittente.

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131
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni strutturate –segue
Reverse floater: è un titolo a tasso variabile (floater) che
però presenta un meccanismo di indicizzazione inverso
rispetto al solito. Mentre per i comuni titoli a tasso variabile
la cedola pagata dal titolo è direttamente proporzionale al
livello dei tassi di interesse, nei reverse floater la cedola
pagata è tanto più alta quanto più basso è il livello dei tassi.

La cedola di un reverse floater è pari alla differenza fra un tasso fisso e un
tasso variabile, con il risultato che la cedola aumenta al diminuire del tasso
variabile.

In genere, all’investitore dell’obbligazione viene venduta anche una opzione
di tipo cap che consente – a fronte del pagamento di un premio – di
ricevere la differenza fra il tasso variabile e un tasso fisso ogni volta che il
primo supera il secondo. In questo modo l’investitore elimina il rischio di
trovarsi di fronte a cedole negative.
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Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni strutturate –segueTitoli equity linked a capitale garantito: sono titoli indicizzati
all’andamento del mercato azionario e che in ogni caso
consentono al sottoscrittore di ricevere a scadenza un
importo almeno pari al valore nominale del titolo. Si
distinguono:
 Index linked: il rendimento del titolo dipende da uno o più
indici azionari;
 Basket linked: il rendimento del titolo è agganciato
all’andamento di un paniere di singoli titoli azionari;
 Fund linked: il parametro di riferimento che incide sul
rendimento del titolo è invece il rendimento di un fondo
comune.

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Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni strutturate –segueReverse convertible: è una obbligazione convertibile, ed è
pertanto possibile che a certe condizioni il reverse
convertible sia convertito in titoli azionari.
 A differenza però delle normali obbligazioni convertibili, in
cui la facoltà di conversione in azioni spetta al sottoscrittore
ed è quindi esercitata solo quando è conveniente per
quest’ultimo, nelle reverse convertible la facoltà di emissione
spetta all’emittente, e quindi sarà esercitata quando sarà
sfavorevole per il sottoscrittore.

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134
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni strutturate - segue 
Esempio di titolo reverse convertible
DENOMINAZIONE
REVERSE CONVERTIBLE ALFA
Durata
3 MESI
Taglio del titolo
5.000 euro
Valore nominale
100
Cedola periodica
Non prevista
Cedola unica a scadenza
15% su base annua
Valore di rimborso alla scadenza
• Se alla scadenza del titolo l’azione Alfa ha
una quotazione pari o superiore a 5
euro, il titolo rimborsa alla pari (5.000
euro per ogni titolo)
• Se alla scadenza del titolo l’azione Alfa ha
una quotazione inferiore a 5 euro, il
titolo viene rimborsato con la consegna
di 1.000 azioni Alfa
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135
Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni strutturate - segue Le peculiarità del titolo sono:
◦ ha una cedola più alta rispetto ai tassi di mercato;
◦ può prevedere il rimborso mediante azioni della società
emittente proprio quando ciò non è favorevole per
l’investitore.
 Il titolo (che ha di norma una durata di 3 o 6 mesi) può
essere scomposto come la somma di un titolo zero coupon
e un’opzione. Mentre però il titolo index linked poteva
essere scomposto nella somma di un titolo zero coupon e di
un’opzione call comprata dal sottoscrittore, il reverse
convertible può essere scomposto come un titolo zero
coupon e un’opzione di tipo put che in questo caso è
venduta dal sottoscrittore all’emittente.

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Strumenti finanziari d’impresa
Obbligazioni strutturate - segue Nell’esempio precedente il sottoscrittore vende di fatto
all’emittente un’opzione put sul titolo Alfa con prezzo di
esercizio pari a 5 euro e per un lotto di 1.000 azioni. Vendere
questa put significa infatti accollarsi tutti i ribassi del titolo
Alfa al di sotto del prezzo di esercizio pattuito.
 A fronte della vendita della put il sottoscrittore riceve però
un premio; nel titolo reverse convertible, ciò si concretizza
nella cedola, ampiamente maggiorata rispetto ai tassi di
mercato, che l’investitore riceve.

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Strumenti finanziari d’impresa
Covered warrant –segueDefinizione
 I covered warrants (CW) sono gli strumenti finanziari che
conferiscono all’investitore la facoltà di acquistare (CW call)
o di vendere (CW put) un’attività sottostante a un prezzo
prestabilito a una data prefissata (CW di tipo europeo) o
entro una data prefissata (CW di tipo americano).
 Il CW ricalca la struttura di una opzione: il CW nasce come
un sostituto delle opzioni tradizionali creato da investitori
istituzionali operanti in paesi in cui il mercato degli strumenti
derivati tradizionali risultava inesistente o fortemente
limitato.

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Strumenti finanziari d’impresa
Covered warrant –segue
Differenze rispetto alle opzioni:
1. Controparti coinvolte nell’operazione: nelle opzioni
tradizionali ogni specifico contratto call o put viene
quotato su iniziativa del mercato il quale, aprendo le
contrattazioni, si dichiara disponibile a ricevere ordini di
acquisto o vendita sullo specifico strumento. Invece, nei
CW lo specifico contratto viene quotato su iniziativa di
una istituzione finanziaria che si rivolge al mercato
regolamentato chiedendone l’ammissione alla quotazione.
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139
Strumenti finanziari d’impresa
Covered warrant - segue 2. Natura giuridica dello strumento: l’opzione tradizionale
nasce quando un soggetto incontra un altro soggetto che
dietro il pagamento di un premio è disposto a fungere da
controparte in questa operazione. I due soggetti, dopo
essersi accordati sul prezzo, stipulano un contratto in cui
riportano tutte le obbligazioni derivanti dall’accordo
preso. Un CW nasce invece per volontà di una
istituzione finanziaria che emette un determinato
ammontare di titoli. Ogni titolo conferisce all’acquirente
la facoltà di esercitare un diritto di acquisto o di vendita
relativamente a un certo strumento sottostante. il diritto
di opzione non nasce da un contratto stipulato tra due
parti ma è incorporato in un titolo negoziabile.
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140
Strumenti finanziari d’impresa
Covered warrant
- segue -
3. Le specifiche contrattuali:
◦ Attività sottostante: il regolamento di Borsa italiana
prevede che siano ammissibili alla quotazione CW su:
azioni di emittenti diversi dall’emittente covered warrant,
quotate in Italia o in un altro Stato, che presentino requisiti
di elevata liquidità; titoli di Stato negoziati su mercati
regolamentati con requisiti di elevata liquidità; tassi di
interesse ufficiali o generalmente utilizzati sul mercato dei
capitali; valute la cui parità di cambio sia rilevata con
continuità dalle autorità o dagli organismi competenti, e
che comunque siano convertibili; indici o panieri di indici
relativi alle attività precedenti a condizione che siano
notori e caratterizzati da trasparenza nei metodi di calcolo
e diffusione.
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141
Strumenti finanziari d’impresa
Covered warrant - segue ◦ Scadenza e modalità di esercizio: i CW hanno una durata
compresa tra 1 anno e 5 anni. La modalità di esercizio può
avvenire alternativamente mediante consegna fisica
dell’attività sottostante o tramite liquidazione monetaria
se l’attività sottostante è costituita da azioni o titoli di
Stato negoziati sui mercati italiani, mentre per tutte le altre
categorie di attività sottostanti è consentita
esclusivamente la modalità di liquidazione monetaria.
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142
Strumenti finanziari d’impresa
Covered warrant - segue ◦ Il multiplo: a ogni CW è associato un multiplo, cioè una
quantità di sottostante su cui il portatore di CW vanta il
diritto. Il regolamento di Borsa Italiana ha stabilito che il
multiplo debba essere pari a 0,1 qualora l’attività
sottostante sia costituita da azioni italiane quotate in
borsa, e pari a 0,0001 qualora il sottostante sia costituito
da indici gestiti da Borsa Italiana.
Un multiplo pari a 0,1 significa che il titolare di un CW call
ha il diritto di acquistare un decimo di azione della società
sottostante a un prezzo di esercizio prefissato.
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143
Strumenti finanziari d’impresa
Covered warrant
4.
- segue -
Meccanismo di contrattazione: i CW sono quotati, in Italia, su
un apposito mercato telematico denominato Mercato dei
Covered Warrant (MCW). Come per le opzioni tradizionali,
è inoltre obbligatoria per ogni serie di covered warrant
quotata la presenza di operatori market maker, la cui
funzione è quella di fornire liquidità al mercato; tuttavia nel
caso dei CW il ruolo di market maker è solitamente svolto
dagli stessi intermediari emittenti o da soggetti da essi
incaricati.
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144
Strumenti finanziari d’impresa
Covered warrant –segue
Caratteristiche degli emittenti:
◦ sono ammessi a quotazione solo i CW emessi da società o
enti nazionali ed esteri sottoposti a vigilanza prudenziale
(banche, assicurazioni e altre istituzioni finanziarie),oppure
da Stati o enti sovranazionali;
◦ gli emittenti devono avere un patrimonio di vigilanza
minimo di 25 milioni di euro;
◦ obblighi informativi: l’ente emittente deve aver pubblicato
e depositato i bilanci degli ultimi tre esercizi annuali, di cui
almeno l’ultimo sottoposto a revisione contabile.
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145
Strumenti finanziari d’impresa
Covered warrant
Una possibile fonte di profitto per l’emittente dei CW
consiste nell’effetto che l’avvicinarsi della scadenza esercita
sul valore del titolo.
 Come per le opzioni, anche il valore di un CW può essere
idealmente scomposto in due componenti: il valore
intrinseco (profitto che si otterrebbe esercitando subito il
diritto d’opzione) e il valore temporale (ulteriore profitto
derivante dai possibili movimenti futuri del sottostante).

Quando la scadenza è
relativamente lontana nel
tempo
profitto potenziale elevato
All’approssimarsi della
scadenza
il valore temporale si
azzera
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146
Strumenti finanziari d’impresa
2. Mercato degli strumenti finanziari

Definizione degli strumenti finanziari: titoli azionari,
titoli di stato, titoli obbligazionari, titoli
obbligazionari struttuturati, covered warrant

Mercati finanziari:
◦ definizioni, tipologie e caratteristiche
◦ sistemi di sottoscrizione-collocamento
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147
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: definizione
Il mercato finanziario può essere inteso come un luogo
ideale, formato da diverse strutture (giuridiche, operative,
fisiche, tecniche) all’interno del quale avvengono gli scambi di
prodotti e attività finanziarie.
 Esso rappresenta il punto di incontro:
◦ tra chi offre un bene e chi domanda un bene (o un loro
intermediario);
◦ in cui si formano i prezzi dei beni;
◦ si concludono contratti di scambio;
◦ si definiscono le condizioni per la consegna ed il
pagamento dei beni.

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148
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: funzioni
Le attività svolte all’interno di un mercato finanziario, sono:
 l’esercizio dell’attività di intermediazione nell’ambito degli scambi di
risorse finanziarie tra unità in avanzo e unità in disavanzo;
 la possibilità di convertire gli strumenti finanziari sottoscritti in
risorse liquide, smobilizzando l’investimento prima della scadenza
contrattuale;
 la gestione dei rischi finanziari, attraverso il ricorso agli strumenti
offerti dal mercato dei derivati (che saranno trattati nei capitoli
seguenti).
 l’attività di price discovery. Sui mercati finanziari, infatti, l’incontro fra
domanda e offerta comporta la formazione di un prezzo per le
attività finanziarie scambiate.
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149
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: classificazione -segue


Nazionali o internazionali : A seconda dell’ampiezza territoriale
delle contrattazioni si distingue tra mercati domestici (o nazionali),
quando esiste una stretta correlazione tra il mercato ed il contesto
del paese di riferimento (il sistema normativo e regolamentare è
quello nazionale), e mercati internazionali, quando le transazioni
sono effettuate tra soggetti residenti e non (un tipico esempio è
rappresentato dagli euromercati e dal Mercato interbancario
internazionale dei cambi).
Primari o secondari : In base al momento di emissione degli
strumenti finanziari si parla di mercato primario, relativo allo
scambio di titoli di nuova emissione, e mercato secondario, in cui si
scambiano titoli già emessi precedentemente.
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150
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: classificazione


Diretti o organizzati: In base alla tipologia di operatori che possono
accedere al mercato si individuano i mercati al dettaglio, in cui
operano le persone fisiche, e i mercati all’ingrosso (ad esempio,
l’MTS per i Titoli di Stato) in cui sono presenti operatori
specializzati.
Regolamentati o non regolamentati : si definisce regolamentato quel
mercato basato su una specifica regolamentazione relativa
all’organizzazione e al funzionamento del mercato stesso. I mercati
regolamentati si contrappongono ai mercati over the counter, per i
quali non esiste una specifica regolamentazione.
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151
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: tipologie
Mercato monetario.
 Mercato valutario.
 Mercato mobiliare.
 Mercato dei prodotti derivati.

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152
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: mercato monetario
In esso vengono negoziati strumenti di finanziamento a breve
termine, ossia con una scadenza convenzionalmente non
superiore ai diciotto mesi.
 Gli strumenti tipici del mercato monetario sono:

◦
◦
◦
◦
◦
◦
i titoli di stato a breve termine (BOT);
i depositi interbancari;
i pronto contro termine;
i certificati di deposito;
le commercial paper;
le cambiali finanziarie.
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153
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: mercato valutario
E’ il luogo in cui avvengono le negoziazioni di titoli finanziari
rappresentativi delle diverse valute estere.
 Su tale segmento vengono, prevalentemente, negoziati
strumenti finanziari derivati in valuta, quali forward, futures,
swap, opzioni.
 Altri strumenti tipici del mercato valutario sono:
◦ Biglietti di banca
◦ Titoli di credito in valuta (commercial paper, P/T in valuta,
ecc.)
◦ Obbligazioni estere con scadenza < 6 mesi
◦ Depositi in valuta

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154
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: mercato mobiliare
E’ il luogo in cui avvengono le negoziazioni di mezzi finanziari
a medio e lungo termine, sia a titolo di capitale proprio, sia a
titolo di capitale di terzi.
 Gli strumenti tipici del mercato mobiliare sono:
◦ Obbligazioni
◦ Azioni
◦ Titoli di Stato
◦ Fondi comuni (gestione collettiva del risparmio)

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155
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: mercato dei prodotti
derivati

Mercato in cui l’oggetto dello scambio non sono prodotti
finanziari, ma contratti riguardanti lo scambio di prodotti
finanziari o di flussi finanziari ad essi correlati:
◦ Options;
◦ Futures;
◦ Swaps;
◦ Forwards;
◦ ...
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156
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati regolamentati
Si caratterizzano per la presenza di regole che stabiliscono
chi è autorizzato a operarvi, chi ne esercita il controllo, quali
beni si scambiano, la struttura dei contratti, le modalità di
formazione dei prezzi, di scambio dei beni e di pagamento.
 L’organizzazione si fonda su una Clearing House che ha
funzione di:
◦ 1 interfaccia di tutte le contrattazioni;
◦ 2 compensazione in sede di regolamento;
◦ 3 garanzia, con l’imposizione di margini iniziali;
◦ 4 regolamento su base giornaliera dei margini di
variazione dei prezzi di mercato (mark to market).

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Strumenti finanziari d’impresa
Caratteristiche dei mercati
regolamentati
Liquidità: certezza di poter acquistare e vendere ciò che si
vuole trattare.
Trasparenza: il prezzo corrisponda alle reali condizioni del
mercato (domanda e offerta).
Garanzia: qualità, quantità e tempestività delle consegne e
dei relativi pagamenti.
Efficienza: rapidità, precisione e costi di transazione
contenuti.
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Strumenti finanziari d’impresa
Mercati regolamentati
Principali indici di borsa - segue

Dal 1 giugno 2009 Borsa Italiana (ora appartennete al
London Stock Exchange Group) ha sostituito i vecchi indici
Mibtel, S&P/MIB, All Stars, … con i nuovi indici FTSE
(Financial Time Stock Exchange) Italia:

FTSE Mib ha sostituito S&P/MIB e si riferisce alle quotazioni di 40
azioni di società ad elevata capitalizzazione (Large Cap/Blue Chip);
FTSE Italia Mid Cap comprende 60 azioni di società a media
capitalizzazione;
FTSE Italia Small Cap comprende 150 azioni di società a bassa
capitalizzazione;


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159
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati regolamentati
Principali indici di borsa

FTSE Italia All-Share comprende tutte le azioni quotate e
sostituisce il Mibtel;
FTSE Italia Star ha sostituito l’indice All Stars.

Indici relativi ai mercati esteri:

Dow Jones e Nasdaq relativi rispettivamente ai titoli industriali e ai
titoli tecnologici trattati presso la Borsa di New York;
Dax principale indicatore della Borsa di Francoforte;





Cac indicatore della Borsa di Parigi;
FT-Se 100 indicatore della Borsa di Londra;
Nikkei 225 indicatore della Borsa di Tokyo.
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160
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati regolamentati
I mercati italiani sugli strumenti derivati


IDEM: Italian Derivatives Market
E’ il mercato regolamentato gestito dalla Borsa Italiana S.p.A., in cui
si negoziano contratti futures e contratti d’ opzione aventi come
attività sottostante l’indice FTSE Mib
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161
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati over the counter (O.T.C.) -segue
Mercato finanziario su cui avvengono transazioni "fuori
Borsa”, ossia fuori dai mercati ufficialmente riconosciuti.
 I mercati “over the counter” sono caratterizzati dall’assenza
di un luogo fisico di svolgimento e accentramento delle
negoziazioni, dalla mancanza di una specifica
regolamentazione, dall’assenza di quotazioni ufficiali, dalla
presenza di contrattazioni non standardizzate relativamente
agli importi unitari ed alle scadenze, dalla mancanza di
organismi centrali di compensazione.
 I contratti negoziati vengono perfezionati su base bilaterale e
personalizzati in relazione alle esigenze dei contraenti che ne
concordano liberamente tutte le caratteristiche

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162
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati regolamentati e O.T.C.

Le due tipologie di mercato presentano pertanto aspetti
contrapposti relativamente a:
Caratteristiche
Mercati regolamentati
Mercati OTC
Luogo di contrattazione
Mercato organizzato
over the counter
Regolamentazione
Intervento diretto delle autorità preposte
Autoregolamentazione
Termini del contratto
Standardizzati
Personalizzati in base alle esigenze delle controparti
Chiusura del contratto
A scadenza o tramite operazioni di segno opposto
Solo a scadenza o tramite cancellazioni (unw inding)
Informativa sul mercato
Disponibile attraverso quotazioni
Generalmente non ufficiale
Rischio di liquidità
Basso, presenza di market maker e di mercati secondari Alto, assenza di market maker e di mercati secondari
Rischio di credito
Basso, presenza di clearing house
Correlato al merito creditizio della controparte
Costi di transazione
Bassi
Alti
Standardizzazione dei contratti
Alta
Bassa
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163
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: operatori -segue




I soggetti operanti sui mercati finanziari si possono distinguere in
due categorie: gli emittenti (prenditori di fondi) ed i sottoscrittori
(datori di fondi).
I primi sono tipicamente: le imprese, le banche e lo Stato.
I sottoscrittori sono: le famiglie, le imprese, gli investitori
istituzionali, gli intermediari finanziari, la Banca Centrale.
Gli operatori si distinguono a seconda che possano assumere
posizioni in proprio (dealers) o solo per conto terzi (brokers);
alcuni dealers si impegnano a quotare comunque un determinato
numero di prodotti (market makers).
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164
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: operatori -segue


A differenza del broker, che opera solo per conto terzi, ricevendo
in cambio una commissione (in genere proporzionale agli ordini
eseguiti), il dealer puro si assume il rischio delle operazioni
effettuate sul mercato e percepisce per queste una remunerazione
pari alla differenza (spread) tra prezzo di acquisto (prezzo denaro)
e prezzo di vendita (prezzo lettera). In effetti, il dealer acquista
strumenti finanziari per rivenderli con l’obiettivo di realizzare un
profitto.
Si definisce primary dealer il dealer principale in relazione allo
spessore delle negoziazioni effettuate sul mercato. Tale
intermediario si impegna ad immettere, continuativamente sul
mercato, proposte di acquisto e vendita per un fissato quantitativo
di titoli.
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165
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: operatori
Organismi d’investimento Collettivo
Ministero del Tesoro
Primary dealers
Banche e società di intermediazione mobiliare
Offerta
Intermediari
Secondary dealers
Utilizzatori finali
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Banche e società di intermediazione mobiliare
Investitori istituzionali, imprese, operatori pubblici, istituzioni Domanda
sopranazionali, persone fisiche
166
Strumenti finanziari d’impresa
Mercati finanziari: modalità di quotazione


BID (denaro) = prezzo di vendita o tasso di impiego.
ASK (lettera) = prezzo di acquisto o tasso di finanziamento.
Esempio:
 Un operatore vuole impiegare una certa somma sul mercato
interbancario per una settimana. In quel momento le quotazioni
sono (tassi del 29/03/20XX):
 bid = 4,7700%
 ask = 4,7900%
 L’operatore potrà concordare l’impiego al tasso bid (4,7700%).
 Viceversa, se volesse finanziarsi l’operatore dovrebbe pagare il
tasso ask (4,7900%).
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Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione-collocamento
–segueCollocamenti in forma pubblica :
 Si tratta dell’offerta pubblica di vendita, rivolta al pubblico
indistinto degli investitori, retail e professionali, mediante la
quale l’emittente colloca sul mercato i propri titoli, al fine di
assicurarsi un sufficiente flottante, ossia un ammontare di
azioni in circolazione, tali da permettere un’agevole scambio
delle stesse tra gli investitori ed un adeguato grado di
liquidità sul mercato. L’offerta consente all’emittente di
raggiungere un numero maggiore di investitori e migliora la
liquidità del titolo sul mercato secondario.
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168
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segueCollocamenti in forma privata (Private Placement):
 L’offerta è indirizzata ad una ristretta e selezionata cerchia di
investitori professionali, configurandosi come una forma di
collocamento privato particolarmente snella e poco costosa.

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169
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segue
Le Offerte Pubbliche di Vendita (OPV) di azioni sono
finalizzate a consentire la quotazione di una società in un
mercato regolamentato. Possono, infatti, essere quotate solo
le società le cui azioni sono a proprietà diffusa, cioè
possedute da un numero elevato di risparmiatori,
singolarmente non in grado di esercitare un’influenza
rilevante sul governo dell’impresa.
Per l’ammissione al listino principale della Borsa Italiana, questo
requisito è soddisfatto se almeno il 25% delle azioni di una
società è diffuso presso il pubblico, ossia presso soggetti che
non partecipino al controllo della società, che non siano
vincolati da patti parasociali nel disporre delle proprie azioni e
la cui quota azionaria non superi il 2%.
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Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segueL’Offerta Pubblica di Sottoscrizione (OPS) è un particolare
tipo di offerta pubblica iniziale caratterizzata dal fatto che le
azioni emesse vengono create ex novo e fatte sottoscrivere a
nuovi azionisti.
 L’Offerta Pubblica di Vendita e Sottoscrizione (OPVS) è
caratterizzata da collocamenti che hanno per oggetto in
parte azioni di nuova emissione e in parte azioni già emesse.
 Un’Offerta Pubblica Iniziale (Initial Public Offering - IPO) è
un'offerta al pubblico dei titoli di una società che intende
quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato.
 I collocamenti di azioni di società già quotate sono, invece,
seasoned offerings (sotto forma di OPS).

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171
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segueLa scelta di come finanziarsi comporta per l’impresa
l’assunzione di decisioni riguardanti:
 la natura dei finanziatori (banche, investitori istituzionali,
risparmiatori privati);
 il tipo di finanziamento (capitale di debito, azionario o forme
ibride);
 la valuta di denominazione del finanziamento;
 il piano di servizio del debito (struttura temporale del
pagamento degli interessi e del rimborso del capitale).
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172
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segueProgettazione dell’emissione
 Prima di procedere agli adempimenti richiesti dalla
procedura, è fondamentale svolgere un’analisi approfondita
della convenienza economica, finanziaria e strategica
dell’operazione, identificando gli impatti che l’operazione avrà
sulla struttura finanziaria e organizzativa della società e
definendo gli interventi di adeguamento che dovranno essere
preventivamente posti in essere, in particolare attraverso
l’ausilio di consulenti finanziari.
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173
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segue
Organizzazione e gestione del collocamento:
1. Predisposizione dei documenti informativi: nei private
placement non vi sono vincoli normativi per la struttura e
per il contenuto di questo documento. Nelle offerte
pubbliche, invece, norme primarie (leggi) e secondarie
(regolamenti dell’autorità di vigilanza) dettano il
contenuto minimale del documento, la cui preventiva
approvazione da parte dall’autorità è necessaria per dar
corso all’emissione. L’approvazione è subordinata a una
verifica formale, ma non sostanziale, del documento
(prospetto informativo).
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174
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segue2. Organizzazione del sindacato di collocamento: si
procede alla costituzione di un sindacato (consorzio) di
collocamento al quale sono invitati a partecipare altre
banche o broker-dealer, in numero crescente
all’aumentare della dimensione e della complessità
dell’operazione. L’invito si sostanzia nella spedizione di
una lettera che descrive le caratteristiche essenziali
dell’operazione, propone la quota approssimativa di titoli
della cui vendita la banca invitata sarà responsabile,
specifica il compenso previsto per la partecipazione e le
eventuali clausole da rispettare nel proporre i titoli agli
investitori.
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175
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segue
La soluzione consortile è preferita in quanto:
◦ amplia il mercato dei potenziali acquirenti permettendo un
prezzo di collocamento più elevato;
◦ abbrevia i tempi dell’operazione minimizzando il rischio
che mutamenti repentini nelle condizioni di mercato ne
compromettano il successo;
◦ promuove (nel caso di azioni) una più ampia coverage del
titolo da emettere, poiché le banche che partecipano al
sindacato di collocamento in posizione di responsabilità
sono tenute a produrre e diffondere analisi e ricerche in
merito;
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176
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segue◦ aumenta, presso le istituzioni finanziarie e il pubblico, la
visibilità del mutuatario che vedrà così agevolate eventuali
ulteriori operazioni di reperimento di capitali sui mercati
mobiliari o creditizi;
◦ rende meno competitivo, e quindi più redditizio per gli
intermediari, il mercato dei servizi di collocamento, data la
prassi di reciprocarsi gli inviti a partecipare alle operazioni
gestite ora dagli uni, ora dagli altri;
◦ offre agli intermediari la possibilità di diversificare i rischi
finanziari e commerciali dei collocamenti grazie al
frazionamento dei rischi che la prassi di reciprocare gli
inviti comporta.
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177
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segue3.
Il Pricing: la fissazione del prezzo di offerta al pubblico
determina il rendimento atteso dall’investimento per i
sottoscrittori e il costo complessivo della raccolta per
l’emittente. Sia la fissazione di un prezzo troppo basso, sia
quella di uno troppo elevato sono causa di insuccesso.
◦ Prezzo basso: è danneggiato l’emittente, costretto a
pagare un costo della raccolta inutilmente troppo
elevato.
◦ Prezzo alto: una quantità domandata insufficiente a
coprire l’offerta danneggia i collocatori e, in alcuni casi,
anche l’emittente. Gli intermediari sono costretti o a
sottoscrivere l’invenduto, con conseguente impegno
inatteso di liquidità.
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178
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segueFase successiva al collocamento:
 Con la conclusione dell’emissione, il sindacato trasferisce
all’offerente le risorse raccolte dagli investitori. Ciò avviene
tramite il deposito delle somme raccolte, al netto delle
commissioni per i servizi di intermediazione resi, sul conto
corrente detenuto dall’offerente presso la banca agente.
 Esaurito il suo compito, il consorzio di collocamento si
scioglie. Ma, poiché è interesse dell’emittente che i suoi titoli
siano facilmente negoziabili sul mercato secondario, alle
banche che dirigono il collocamento è richiesto di
intervenire anche nei mesi immediatamente successivi
all’operazione (attività di stabilizzazione dei corsi).

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179
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segueLa negoziabilità di un titolo può essere assicurata
 in 2 modi:

Over the counter
(OTC)
Mercato
regolamentato
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Le banche che dirigevano il consorzio si
propongono come market makers sul titolo,
quotando con continuità prezzi bid e ask.
Le banche che dirigevano il consorzio
assistono l’emittente nell’espletamento
della procedura di quotazione del titolo sul
mercato regolamentato prescelto,
rendendosi, se necessario, controparte
acquirente di eventuali ordini di vendita per
limitare una caduta repentina di prezzo
subito dopo l’emissione.
180
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segue
Tipologie di consorzio:
1. Collocamento
2. Collocamento e garanzia
3. Assunzione a fermo
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181
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segueI consorzi di solo collocamento si impegnano nei confronti
dell’emittente a promuovere e curare la vendita dei titoli
offerti agli investitori con la massima diligenza (clausola del
best effort), senza assumere, però, alcun impegno sulla piena
riuscita dell’operazione. Solo una volta chiuso il periodo
d’offerta l’emittente conosce l’ammontare dei fondi raccolti
col collocamento.
 Il compenso complessivo pagato dall’emittente viene
ripartito in due componenti: la management fee, che
remunera l’attività di origination dell’operazione e di
organizzazione del sindacato, e la selling concession, che
remunera la vendita dei titoli agli investitori.

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182
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segue
Il consorzio di collocamento e garanzia assicura all’offerente, oltre
al servizio di distribuzione, anche quello di garanzia della vendita di
tutti i titoli offerti: l’offerente può così essere certo dei proventi sin
dal lancio dell’offerta. La garanzia di accollo dell’invenduto può
essere prestata in due modi:
Responsabilità
individuale
Responsabilità solidale
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ciascun membro del consorzio è
tenuto ad acquistare i titoli ricevuti
in assegnazione per la distribuzione
e rimasti invenduti
si cumula l’invenduto e si ripartisce
l’obbligo di accollo del totale in base
alle quote di cui ciascun membro
del consorzio si era impegnato a
garantire l’acquisto in via residuale
183
Strumenti finanziari d’impresa
Sistemi di sottoscrizione collocamento –
segueAnche il consorzio con assunzione a fermo (firm
commitment) consente all’emittente di ottenere sia un
servizio distributivo, sia uno di garanzia di collocamento
integrale dei titoli offerti. In particolare, l’underwriting group,
o purchase group, compra l’intero ammontare dei titoli
offerti prima che la fase distributiva inizi. L’offerente è certo
dei proventi netti dell’emissione ed entra subito in possesso
delle relative risorse finanziarie.
 La sottoscrizione dei titoli avviene in via preventiva e
riguarda l’intera emissione. Da un punto di vista giuridico,
l’offerta al pubblico è sempre di vendita. Anche se i titoli
sono di nuova emissione, al momento dell’acquisto, essi
risultano già sottoscritti dai componenti il purchase group.

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184
Strumenti finanziari d’impresa
Programma




Introduzione agli strumenti finanziari d’impresa
Mercato degli strumenti finanziari
Introduzione agli strumenti finanziari derivati
Iscrizione, valutazione e presentazione degli
strumenti finanziari in bilancio secondo i principi
contabili internazionali (“IAS/IFRS”)
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185
Strumenti finanziari d’impresa
3. Introduzione agli strumenti finanziari
derivati
Definizione delle caratteristiche degli strumenti finanziari
derivati
 Il ruolo dei derivati nel sistema finanziario e nell’economia
reale
 Introduzione ai mercati futures, IRS, options, warrants e
covered warrants
 Introduzione alla gestione del rischio finanziario

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186
Strumenti finanziari d’impresa
Definizione delle caratteristiche degli
strumenti finanziari derivati
I derivati sono strumenti finanziari il cui valore deriva dai
prezzi di attività scambiate sui mercati, quali attività
finanziarie (ad esempio, azioni, indici finanziari, valute, tassi
d'interesse) ovvero attività reali (ad esempio, merci, materie
prime); queste variabili sono chiamate "sottostante" del
derivato.
In particolare, gli elementi principali che compongono un
contratto derivato sono:
 l’attività sottostante (underlying asset);
 il prezzo della transazione, detto delivery price o strike price;
 la scadenza entro cui esercitare l’obbligo o il diritto,
denominata delivery date o exercise date.

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187
Strumenti finanziari d’impresa
Definizione delle caratteristiche degli
strumenti finanziari derivati

Un derivato è quindi uno strumento finanziario, o un
contratto fra due controparti, che stabilisce termini e
condizioni di una transazione in un’attività sottostante che
avverrà o, nel caso di un’opzione, potrà avvenire in futuro.
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188
Strumenti finanziari d’impresa
Classificazione degli strumenti derivati
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189
Strumenti finanziari d’impresa
Definizione delle caratteristiche degli
strumenti finanziari derivati

Un contratto derivato è generalmente caratterizzato da:
◦ un prezzo per la transazione (delivery price/strike price);
◦ una scadenza (delivery date/exercise date);
◦ una attività sottostante (underlying asset);
◦ quantità e qualità del sottostante definite a priori;
◦ due controparti partecipanti ad un gioco a somma zero.
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190
Strumenti finanziari d’impresa
Tiopologie di strumenti derivati:
Derivati
Derivati
creditizi
Derivati
finanziari
i derivati creditizi nei quali la prestazione principale
dipende da un credit event, quale il default del debitore,
la variazione della qualità di un credito o del rischio
economico di un determinato asset.
i derivati finanziari il cui valore dipende dal prezzo di
un’attività finanziaria sottostante, ovvero dal valore di
un parametro finanziario di riferimento quali indici di
borsa, tassi di interesse e di cambio
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191
Strumenti finanziari d’impresa
Strumenti finanziari derivati:
principali esempi
Derivati
finanziari
Forward
– Cambi a termine.
– Forward su commodities.
– .......
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Futures
–
–
–
–
–
Interest rate futures.
Currency futures.
Stock index futures.
Futures su commodities.
.......
Swap
–
–
–
–
Cross currency swap.
Interest rate swap.
Equity swap.
.......
192
Opzioni
–
–
–
–
–
–
Interest rate options.
Currency options.
Opzioni su financial futures.
Opzioni su titoli di stato.
Opzioni su titoli azionari.
.......
Strumenti finanziari d’impresa
Strumenti finanziari derivati:
principali esempi
Derivati
Creditizi
Total Rate
of return Swap
(TROR)
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Credit Default
Swap (CDS)
Altri derivati
Creditizi
•Credit Spread Swap;
•Basket Linked Credit Default
Swap;
•Credit Linked Structure Note.
193
Strumenti finanziari d’impresa
Forward (rinvio)

Contratto forward: accordo tra due controparti di
acquisto/vendita di una attività:
◦ ad una specifica data futura;
◦ ad un prezzo stabilito oggi

Caratteristiche:
◦ contratti ‘ad hoc’, trattati su mercati non regolamentati;
◦ nessuna rivalutazione e/o liquidazione prima della
scadenza;
◦ chiusura del contratto con la consegna dell’attività
negoziata e liquidazione per contanti alla scadenza;
◦ rischio di credito e di liquidità.
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194
Strumenti finanziari d’impresa
Futures (rinvio)


Contratto futures: accordo tra due controparti di acquisto/vendita
di una attività:
◦ ad una specifica data futura;
◦ ad un prezzo stabilito oggi.
Caratteristiche:
◦ contratti standardizzati, trattati su mercati regolamentati;
◦ margini di garanzia rivalutati e liquidati giornalmente sulla base
del mark to market del future;
◦ chiusura del contratto generalmente con operazioni di segno
opposto (off setting), a data antecendente alla scadenza;
◦ la Clearing House agisce come controparte legale del contratto
per entrambe le controparti finali.
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195
Strumenti finanziari d’impresa
Swap (rinvio)
Interest rate swap
◦ accordo tra due controparti per lo scambio periodico dei
flussi di pagamenti (interessi), riferiti ad un dato capitale
(notional amount), per un dato periodo di tempo.
 Currency swap
◦ contratto dove lo scambio di flussi di pagamento avviene
sulla base di due differenti divise. In particolare il contratto
si articola attraverso uno scambio iniziale di capitali
espressi in due divise, lo scambio di un flusso di pagamento
periodico ancorato ad un tasso fisso o variabile e la
restituzione alla scadenza, dei capitali scambiati.

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196
Strumenti finanziari d’impresa
Option (rinvio)
Contratto che attribuisce ad una delle parti (buyer), dietro
pagamento di un corrispettivo (premium), la facoltà di
acquistare o vendere una certa attività finanziaria all’altra
controparte (seller) ad un prezzo predeterminato (strike
price).
 Caratteristiche:
◦ la facoltà di esercitare l’opzione può essere esercitata
lungo tutto il periodo di tempo antecedente la data di
scadenza (american option) oppure essere esercitata nella
sola data di scadenza (european option);
◦ le opzioni possono essere di tipo call (danno all’acquirente
la facoltà di acquisto) o di tipo put (danno all’acquirente la
facoltà di vendita).

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197
Strumenti finanziari d’impresa
3. Introduzione agli strumenti finanziari
derivati
Definizione delle caratteristiche degli strumenti finanziari
derivati
 Il ruolo dei derivati nel sistema finanziario e nell’economia
reale
 Introduzione ai mercati futures, IRS, options, warrants e
covered warrants
 Introduzione alla gestione del rischio finanziario

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198
Strumenti finanziari d’impresa
Il ruolo dei derivati nel sistema
finanziario e nell’economia reale

La funzione dei derivati nel sistema finanziario:
◦ completezza dei possibili profili di rischio e di rendimento;
◦ leverage;
◦ trasferimento e ripartizione dei rischi finanziari all’interno
del sistema economico.
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199
Strumenti finanziari d’impresa
Il ruolo dei derivati nel sistema
finanziario e nell’economia reale

Il ruolo e le finalità di utilizzo dei prodotti derivati:
◦ copertura (hedging): per trasferire il rischio legato alla
possibilità di eventi sfavorevoli per l’azienda;
◦ arbitraggio (arbitrage) ed intermediazione: per sfruttare
anomalie di mercato ed asimmetrie informative favorevoli
per l’istituzione finanziaria;
◦ speculazione (trading): per aumentare l’esposizione al
rischio al fine di aumentare il rendimento atteso dal
capitale investito.
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200
Strumenti finanziari d’impresa
3. Introduzione agli strumenti finanziari
derivati
Definizione delle caratteristiche degli strumenti finanziari
derivati
 Il ruolo dei derivati nel sistema finanziario e nell’economia
reale
 Introduzione ai mercati futures, IRS, options, warrants e
covered warrants
 Introduzione alla gestione del rischio finanziario

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201
Strumenti finanziari d’impresa
Futures: definizione

Un future viene definito come un contratto a termine in cui
la controparte assume l’obbligo di comprare (posizione
lunga) o vendere (posizione corta) un dato quantitativo di una
specifica attività sottostante (underlying) ad una certa data
futura e ad un prezzo prestabilito (prezzo a termine o prezzo
future).
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202
Strumenti finanziari d’impresa
Futures: elementi caratteristici
Si elencano di seguito i principali elementi che caratterizzano
un contratto future:
 l’attività sottostante ossia il bene di riferimento che
rappresenta l’oggetto del contratto;
 l’unità di contrattazione, o meglio l’importo nominale del lotto
minimo negoziabile;
 le date di scadenze del contratto, in relazione alla quale
solitamente si osserva un calendario prefissato con un
numero limitato di scadenze, in genere quattro volte per
anno;
 il giorno di consegna;
 l’ultimo giorno di contrattazione;
 gli orari di contrattazione;
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203
Strumenti finanziari d’impresa
Futures: elementi caratteristici
il movimento minimo di prezzo ossia l’unità minima di
variazione della quotazione (tick);
 il margine iniziale di garanzia, il deposito da versare a garanzia
dell’operazione;
 il prezzo di regolamento alla consegna, che rappresenta il
valore di regolamento delle posizioni ancora aperte alla
chiusura delle contrattazioni.

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204
Strumenti finanziari d’impresa
Futures: descrizione del funzionamento
Ogni attività di negoziazione in contratti future transita
tramite una particolare Cassa di compensazione (Clearing
House).
 Sia il compratore sia il venditore di questo strumento
finanziario sono pertanto vincolati a regolare la propria
posizione con la Cassa di compensazione (sistema di margini
e di depositi di garanzia).

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205
Strumenti finanziari d’impresa
Futures: la stanza di compensazione
Stanza o Cassa
di compensazione
Venditore del
future o seller o
‘short’
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Compratore del
future o buyer o
‘long’
206
Strumenti finanziari d’impresa
Esempio Futures:
Si consideri un contratto future avente:

sottostante un indice di borsa;

scadenza il terzo venerdì del mese di settembre, cioè venerdì 20 settembre
2013;

moltiplicatore pari a 5;

il prezzo dato dalla quotazione di mercato il giorno dell’acquisto è pari
17.410 punti indice;

il valore del contratto (cioè il suo valore nominale), costituito dal prezzo
del future per il moltiplicatore è pari a 17.410 x €5 = €87.050;

il margine iniziale è pari al 11,25% del valore nominale del contratto;

il prezzo del future alla scadenza è pari a 17.500 punti indice.
Nel momento in cui avviene la compravendita dello strumento, le due parti,
acquirente e venditore, devono versare alla Cassa di Compensazione e
Garanzia i margini iniziali, pari a 87.050 x 11,25% = €9.793,125 che verranno
restituiti alla scadenza.
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207
Strumenti finanziari d’impresa
Esempio Futures:
Durante la vita del contratto, la CC&G calcola la differenza fra il valore del
contratto nel giorno in essere e di quello precedente richiedendo il
versamento di questa differenza, chiamata margine di variazione, alla parte che
rispetto al giorno precedente ha maturato la perdita. Detto margine verrà
accreditato alla parte che ha invece conseguito il profitto. Se, ad esempio, il
giorno successivo all’acquisto il future quota 17.440 punti indice e di
conseguenza il valore del contratto è pari a 17.440 x €5 = €87.200, verranno
addebitati €87.200 - €87.050 = €150 al venditore e accreditati al compratore.
Questo meccanismo si sussegue giornalmente fino alla scadenza, in occasione
della quale verrà liquidato l’ultimo margine di variazione e restituito il margine
iniziale versato dalle parti.
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208
Strumenti finanziari d’impresa
Futures: diverse tipologie di prodotto







Future su titoli obbligazionari.
Future su indici azionari.
Future su euro depositi.
Future su cambi.
Future su metalli preziosi.
Future su commodities.
Il London International Financial Futures and Options
Exchange (LIFFE) è diventato il principale mercato europeo
di futures finanziari ed opzioni, ed il terzo nel mondo.
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209
Strumenti finanziari d’impresa
Interest Rate Swap (IRS)

Contratto mediante il quale due controparti si scambiano
periodicamente dei flussi di pagamenti (interessi) riferiti ad
un dato capitale (nozionale), per un dato periodo di tempo:
◦ non è previsto scambio di capitale;
◦ gli interessi sono liquidati in via posticipata.
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210
Strumenti finanziari d’impresa
Interest Rate Swap: componenti
fondamentali
Si elencano di seguito i principali elementi che caratterizzano un
contratto IRS:
 notional amount: capitale nozionale di riferimento per il calcolo dei
flussi di interessi a tasso fisso e a tasso variabile;
 trade date: data di stipula del contratto;
 effective date: data di decorrenza effettiva del contratto;
 maturity date: data di scadenza del contratto;
 payment date: date intermedie in cui vengono liquidati i flussi di
interessi maturati;
 calculation period: periodo di riferimento per il calcolo dei flussi di
interesse che intercorre tra due payment date;
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211
Strumenti finanziari d’impresa
Interest Rate Swap: componenti
fondamentali (segue)





fixing date: data in cui viene rilevato il tasso da utilizzare per il
calcolo del flusso di interesse a tasso variabile. Solitamente coincide
con il secondo giorno lavorativo antecedente l’inizio o la fine del
calculation period;
frequency: frequenza con cui viene rilevato il tasso variabile;
fixed rate: tasso fisso stabilito all’accensione del contratto;
floating rate: tasso variabile agganciato a un parametro di mercato;
cash flow: importo liquidato a ogni payment date.
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212
Strumenti finanziari d’impresa
Interest Rate Swap (IRS)

Impresa acquirente di un Interest Rate Swap

Impresa venditrice di un Interest Rate Swap
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213
Strumenti finanziari d’impresa
Interest Rate Swap (IRS)


Il flusso dei pagamenti a tasso fisso è detto “gamba fissa”; il
controvalore di ciascun pagamento è dato dal prodotto del capitale
nozionale per il tasso fisso contrattualmente stabilito e riferito alla
frazione d’anno di pertinenza.
Il flusso dei pagamenti a tasso variabile è detto “gamba variabile”; il
relativo controvalore unitario è il risultato del prodotto del capitale
nozionale per il tasso variabile fissato alla data di rilevazione
indicata nel contratto (fixing date) e riferito alla frazione d’anno di
pertinenza.
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214
Strumenti finanziari d’impresa
Interest Rate Swap (IRS)

Il calcolo di ciascun pagamento periodico avviene con le seguenti
formule:
GAMBA VARIABILE: S * TV% *(ACT/360)
GAMBA FISSA: S * TF% *(ACT/360)
dove:
S=Capitale nozionale sottostante
TF=tasso fisso percentuale
TV=tasso variabile percentuale
Act/360=indica il numero effettivo di giorni nel periodo di calcolo
considerato diviso per 360
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215
Strumenti finanziari d’impresa
Cross Currency Swap: descrizione del
prodotto

Contratto nel quale due parti si accordano per scambiarsi flussi di
pagamenti futuri sulla base di due capitali in divisa che vengono
anch’essi scambiati ad un cambio prefissato.
L’accordo si articola, nella forma più classica, in tre fasi distinte:
 lo scambio iniziale dei capitali espressi in due diverse divise, da
effettuarsi a pronti;
 lo scambio intermedio di un flusso periodico di pagamenti sulla
base di tassi di interesse sui due capitali di riferimento calcolati in
base ai tassi stabiliti nel contratto;
 lo scambio finale dei due capitali originari in senso inverso a
scadenza.
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216
Strumenti finanziari d’impresa
Cross Currency Swap: componenti
fondamentali
Sotto il profilo tecnico, il currency swap è in pratica composto da:
 un pronti contro termine in cambi, che consiste nella contestuale
compravendita in valuta a pronti e riacquisto a termine;
 un interest rate swap in quanto nel corso della vita dello strumento
è altresì prevista la liquidazione dei flussi d’interessi maturati sui
due capitali di riferimento.
 Nella prassi un soggetto viene definito acquirente di un currency
swap quando incassa il flusso di interessi a tasso fisso e paga il
flusso di interessi a tasso variabile; viceversa viene definito
venditore dello strumento quando paga il flusso di interessi a tasso
fisso e incassa il flusso di interessi a tasso variabile.
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217
Strumenti finanziari d’impresa
Cross Currency Swap: componenti
fondamentali

Il calcolo di ciascun pagamento periodico dei flussi di interesse
espressi nelle due diverse divise avviene sulla base delle seguenti
formule:
GAMBA VARIABILE: Sval1 * TV% *(ACT/360)
GAMBA FISSA: Sval1 * TF% *(ACT/360)
dove:
Sval1=Capitale nozionale sottostante espresso nella valuta 1
Sval2=Capitale nozionale sottostante espresso nella valuta 2
TF=tasso fisso percentuale
TV=tasso variabile percentuale
Act/360=indica il numero effettivo di giorni nel periodo di calcolo
considerato diviso per 360
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218
Strumenti finanziari d’impresa
Cross Currency Swap: impieghi operativi

Gli elementi del contratto di currency swap sono gli stessi
che caratterizzano gli Interest Rate Swap.

Lo scopo principale perseguito con un contratto di currency
swap è quello di trasformare le attività e passività finanziarie
da tasso fisso a tasso variabile (o viceversa) convogliando le
stesse verso i tassi di mercato più favorevoli. Rispetto a un
contratto di interest rate swap, il currency swap risulta infatti
più flessibile in quanto permette di scegliere la valuta e il
mercato in cui indebitarsi.
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Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni
Definizione:
 Le opzioni sono contratti finanziari che danno al compratore,
dietro il pagamento di un importo iniziale chiamato premio, il
diritto ma non l’obbligo di acquistare (call) o vendere (put)
una data quantità di un’attività finanziaria sottostante ad un
determinato prezzo d’esercizio (strike price) ad una data
specifica o entro tale data.
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220
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: principali finalità
L’offerta di opzioni si è sviluppata in risposta alle condizioni
di forte volatilità e di incertezza dei mercati finanziari
internazionali.
 Nel contratto di opzione l’acquirente si garantisce una
perdita limitata all’importo del premio e un guadagno
illimitato; il venditore, specularmente, si vincola a un
guadagno limitato all’importo del premio e a una perdita
illimitata.

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221
221
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: principali finalità





Gestione del rischio di portafoglio.
Creazione di titoli sintetici.
Copertura di entrate/uscite future incerte.
Copertura di posizioni.
Trading.
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222
222
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: mercati regolamentati e non
regolamentati

Le opzioni possono essere negoziate sia nei mercati
regolamentati che sui mercati over the counter.

Le opzioni negoziate sui mercati regolamentati si
caratterizzano per la standardizzazione del sottostante, dello
stile, dello strike e della scadenza.

Le opzioni sono trattate sul mercato dei derivati IDEM della
Borsa Italiana e hanno come sottostante l’indice FTSE Mib
(dal 1 giugno 2009)
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Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: elementi caratteristici









Tipologie: Call o Put.
Sottostante: titolo, tasso di cambio, tasso di interesse, azione,
indice, future.
Nozionale: valore nominale o contratti.
Stile: europeo, americano.
Prezzo di esercizio: strike price.
Premio o margine iniziale.
Data stipulazione contratto.
Data esercizio.
Data scadenza.
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Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: opzioni call e opzioni put

In base alla facoltà che l’opzione attribuisce al sottoscrittore,
si definiscono:
◦ Opzioni call: sono contratti che conferiscono all’acquirente
la facoltà di acquistare una determinata quantità di una
attività finanziaria ad un prezzo prefissato (strike price).
◦ Opzioni put: sono contratti che conferiscono
all’acquirente la facoltà di vendere una determinata
quantità di un’attività finanziaria ad un prezzo prefissato
(strike price).
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225
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: facoltà di esercizio del diritto

In relazione alla possibile data di esercizio o di rinuncia del
diritto, le opzioni si dividono in:
◦ opzioni europee, se l’esercizio del diritto è previsto alla
sola
data di scadenza;
◦ opzioni americane, se l’esercizio è consentito in qualsiasi
momento compreso tra la stipulazione del contratto e la
data di scadenza dello stesso;
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226
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: possibili ‘status’

In base al valore del sottostante rispetto allo strike price ad
un certo istante, le opzioni possono essere:
◦ ‘Out of the money’: se prezzo spot < prezzo strike per
opzioni call (viceversa per opzioni put).
◦ ‘At the money’: se prezzo spot ~ prezzo strike.
◦ ‘In the money’: se prezzo spot > prezzo strike per opzioni
call (viceversa per opzioni put).
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Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: valore intrinseco e valore
temporale
Premio = valore intrinseco+valore temporale.
 Il valore intrinseco indica quanto un’opzione è in the money.
Solo un’opzione in the money ha valore intrinseco positivo.
Viceversa, le opzioni at the money e out of the money hanno
valore intrinseco pari a zero.
◦ valore intrinseco call: S-X;
◦ valore intrinseco put: X-S.
 Il valore temporale rappresenta quanto un investitore è
disposto a pagare, oltre al valore intrinseco, nella speranza
che l’opzione aumenti il suo valore.

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228
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: fattori determinanti il valore di
un’opzione

In ogni istante prima della scadenza, il valore di un’opzione
sarà funzione di almeno sei variabili fondamentali:
◦ (S) Il prezzo dell’attività sottostante (es. stock/bond price).
◦ (K) Il prezzo di esercizio (strike price).
◦ (T) La durata residua dell’opzione (time to maturity).
◦ () La volatilità dell’attività (ad es. stock/bond volatility).
◦ (r) Il livello dei tassi di interesse (interest rates).
◦ (q) Il costo opportunità (holding cost).
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Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: fattori determinanti il valore di
un’opzione
◦ (S)
◦ (K)
Il prezzo dell’attività sottostante
Il prezzo di esercizio
Se aumenta il prezzo del titolo sottostante, aumenterà il
valore di una opzione call (al contrario diminuirà il valore
della put).
 Allo stesso modo, più è elevato il prezzo di esercizio rispetto
al prezzo del titolo sottostante, più basso risulterà il valore
della call (viceversa per la put), in quanto l’opzione potrà più
facilmente essere sempre out of money al momento
dell’esercizio.

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230
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: fattori determinanti il valore di
un’opzione
◦ (T) La durata residua dell’opzione

Maggiore è la durata di un’opzione, maggiore sarà la
probabilità di accadimento di eventi che possono provocare
un incremento della volatilità od uno scostamento del
prezzo. Quindi, il valore di un’opzione aumenta con
l’aumentare della durata.
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231
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: fattori determinanti il valore di
un’opzione
◦ ()

La volatilità dell’attività sottostante
La volatilità del titolo sottostante misura la probabile
distribuzione dei prezzi del titolo sottostante nel futuro. Più
è elevata la volatilità, maggiori saranno le probabilità che il
titolo si apprezzi o deprezzi in modo significativo. Quindi, per
il possessore dell’opzione, maggiore è la volatilità, maggiore
sarà la probabilità di guadagno, mentre le perdite rimarranno
sempre circoscritte al premio pagato.
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232
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: fattori determinanti il valore di
un’opzione
◦ (r)
Il livello dei tassi di interesse
 Il livello dei tassi di interesse determina il prezzo a termine
del titolo sottostante. All’aumentare dei tassi esso sarà
sempre più alto, il che si traduce in un aumento di valore
della call e in una diminuzione del valore della put.
◦ (q)
Il livello del costo opportunità
 Anche il livello costo opportunità determina il prezzo a
termine del titolo sottostante. All’aumentare di esso avremo
dei prezzi a termine sempre più bassi, il che si traduce in un
aumento di valore della pur e in una diminuzione del valore
della call.
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Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: profilo di redditività di un
contratto di opzione
Pay off: profilo di redditività relativo ad un contratto di
opzione. Il grafico dei pay off evidenzia i cambiamenti di
valore della posizione relativa dell’investitore al variare del
prezzo del titolo.
◦ Opzione call: max (ST - K, 0).
◦ Opzione put: max (K - ST, 0).
 ST = prezzo di mercato dell’attività sottostante alla data di
esercizio.
 K = strike price.

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Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: profilo di redditività di un
contratto di opzione

Le due parti del contratto di opzione sono chiamate compratore e
venditore. L’acquirente (long position), dietro pagamento di una
somma di denaro, detta premio, acquista il diritto di vendere (long
put) o comprare (long call) l’attività sottostante. Il venditore
(short position) percepisce il premio e, in cambio, è obbligato alla
vendita (short put) o all’acquisto (short call) del bene sottostante
su richiesta del compratore.
Possiamo evidenziare le seguenti quattro strategie di base:
 acquisto di una call (long call);
 acquisto di una put (long put);
 vendita di una call (short call);
 vendita di una put (short put).
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235
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: strategie operative di base
Long call payoff
Long call payoff
profitto/perdita
strike price
A
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B
236
prezzo del sottostante
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: strategie operative di base
Long call payoff




A seconda del livello dei prezzi sul mercato al momento
dell’esercizio, si possono riconoscere tre differenti scenari:
per prezzi del sottostante inferiori a A, l’opzione verrà abbandonata
poiché il compratore potrà acquistare il sottostante direttamente
sul mercato a condizioni migliori rispetto all’esercizio dell’opzione
(opzione out of the money);
per prezzi compresi tra A e B si realizzerà un recupero parziale del
prezzo della call. In quel caso al compratore converrà esercitare
l’opzione ma il vantaggio economico dell’esercizio sarà negativo a
causa del costo iniziale di acquisto dell’opzione (opzione at the
money);
per prezzi superiori a B il compratore eserciterà l’opzione e
registrerà un utile pari alla differenza tra il prezzo di mercato e lo
strike price meno il costo della call cioè il premio pagato (opzione
in the money).
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237
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: strategie operative di base
Short call payoff
Short call payoff
profitto/perdita
A
B
strike price
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238
prezzo del sottostante
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: strategie operative di base
Short call payoff
A seconda del livello dei prezzi sul mercato al momento
dell’esercizio:
 se il prezzo di mercato dell’attività sottostante è inferiore
allo strike price, il venditore realizzerà un utile pari
all’ammontare del premio incassato in quanto l’acquirente
non eserciterà il proprio diritto all’acquisto (opzione out of
the money);
 se il prezzo dell’attività sottostante è maggiore di A, il
venditore subirà una perdita direttamente correlata
all’evoluzione del prezzo di mercato dell’attività sottostante,
poiché, in questo caso, l’acquirente del contratto tenderà a
esercitare il proprio diritto (opzione in the money).

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239
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: strategie operative di base
Long put payoff
Long put payoff
profitto/perdita
strike price
A
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prezzo del sottostante
B
240
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: strategie operative di base
Long put payoff




A seconda del livello dei prezzi sul mercato al momento
dell’esercizio:
per prezzi del sottostante superiori a B l’opzione verrà
abbandonata poiché il compratore potrà vendere il sottostante
direttamente sul mercato a condizioni migliori rispetto all’esercizio
dell’opzione (opzione out of the money);
per prezzi compresi tra A e B si realizzerà un recupero parziale del
prezzo della put; in quel caso al compratore converrà esercitare
l’opzione ma il vantaggio economico dell’esercizio sarà negativo a
causa del costo iniziale di acquisizione dell’opzione (opzione at the
money);
per prezzi inferiori a A il compratore eserciterà la facoltà e
registrerà un utile pari alla differenza tra lo strike price e il prezzo
di mercato, meno il costo della put (opzione in the money).
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241
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: strategie operative di base
Short put payoff
Short put payoff
profitto/perdita
A
B
strike price
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242
prezzo del sottostante
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: strategie operative di base
Short put payoff
A seconda del livello dei prezzi sul mercato al momento
dell’esercizio:
 se il prezzo di mercato dell’attività sottostante è superiore al
prezzo d’esercizio, l’operatore conseguirà un utile pari
all’ammontare del premio incassato in quanto, in tal caso,
l’acquirente dell’opzione non avrà convenienza ad esercitarla
(opzione out of the money);
 se il prezzo di mercato del sottostante è inferiore al prezzo
d’esercizio, il venditore subirà una perdita negativamente
correlata all’evoluzione del prezzo di mercato dell’attività
sottostante (opzione in the money).

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243
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: principali tipologie
In funzione dell’attività sottostante si distinguono le seguenti
tipologie di contratti d’opzione:






opzioni su valute (currency option);
opzioni su tassi d’interesse (cap, floor, collar);
opzioni su titoli (bond option, equity option);
opzioni su swap (swaption);
opzioni su indici (stock index option);
opzioni su merci (commodity option).
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244
Strumenti finanziari d’impresa
Opzioni: pricing








Per quanto attiene al pricing delle opzioni, esistono numerosi
modelli variamente complessi, che tengono in considerazione
i principali fattori che influenzano il prezzo di un’opzione, tra
i quali in particolare:
il prezzo corrente dell’attività sottostante o underlying (S);
il prezzo di esercizio o strike price (K);
la vita residua (T-t);
la volatilità del prezzo dell’attività sottostante (σ);
il tasso d’interesse privo di rischio (r);
i dividendi attesi durante la vita dell’opzione (d).
Il modello fondamentale di option pricing è il modello di
Black e Scholes.
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245
Strumenti finanziari d’impresa
Forward Rate Agreement (FRA)


Il Forward Rate Agreement (di seguito “FRA”) è un contratto
derivato su tassi di interesse, in base al quale due controparti si
impegnano a pagare o incassare, alla data prevista dal contratto, un
ammontare calcolato applicando a un capitale di riferimento il
differenziale attualizzato tra il tasso fisso stabilito dal contratto e il
tasso di mercato rilevato alla data definita, rapportato alla durata
dello stesso.
L’accordo prevede che, in fase di definizione dello stesso, le
controparti concordino sia il tasso di interesse fisso, sia i parametri
per rilevare, alla data di liquidazione, il tasso di interesse variabile. Il
differenziale tra i due tassi costituisce la base che, applicata al
capitale di riferimento per il periodo concordato, determina
l’ammontare del flusso monetario del contratto.
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246
Strumenti finanziari d’impresa
Definizione dei tassi forward

I forward rate sono utilizzati per calcolare il valore di un
flusso di cassa che inizia e scade in date future.
Oggi
3 mesi
6 mesi
Attualizzato
al tasso forward

I tassi forward sono impliciti nella curva dei tassi a termine e
sono definiti univocamente.
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247
Strumenti finanziari d’impresa
Forward rate agreement: componenti
fondamentali
Si elencano di seguito i principali elementi che caratterizzano un
contratto forward:
 notional amount: capitale nozionale di riferimento;
 trade date: data di stipula del contratto;
 settlement date: data a partire dalla quale iniziano a maturare gli
interessi sul capitale nozionale e data di regolamento del differenziale;
 maturity date: data di scadenza del contratto;
 calculation period: periodo di riferimento per il calcolo degli interessi
(da settlement date a maturity date);
 fixed rate: tasso fisso stabilito alla data di stipula del contratto;
 floating rate: tasso variabile rilevato sul mercato alla fixing date;
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248
Strumenti finanziari d’impresa
Forward rate agreement: componenti
fondamentali


fixing date: data in cui viene rilevato il floating rate. Solitamente
coincide con il secondo giorno lavorativo antecedente la
settlement date;
settlement amount: importo di liquidazione scambiato tra le parti alla
settlement date derivante dall’applicazione del differenziale dei tassi
al capitale nozionale per il periodo del contratto, generalmente
scontato al tasso variabile di mercato.
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249
Strumenti finanziari d’impresa
Forward Rate Agreement: impieghi
operativi
Intermediazione

Nella sua forma più elementare l’intermediario può fornire un servizio
di brokeraggio alla propria clientela, vendendo i contratti e quindi
coprendo le posizioni sul mercato interbancario. In questo caso
l’intermediario ha solo un rischio di credito rispetto al cliente e alla
controparte, fino alla settlement date.
Esempio

Un cliente si rivolge alla banca accettando di acquistare un FRA 3 * 6
del 4,5% su $ 10.000 sul tasso EURIBOR. Un altro cliente o
controparte è invece disposto a vendere lo stesso contratto al tasso
del 4%. La Banca, ponendosi come venditore del primo contratto ed
acquirente del secondo, si avvantaggia della differenza tra i tassi fissi,
pari allo 0,5%, per tutto il periodo di durata del deposito nozionale.
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250
Strumenti finanziari d’impresa
Forward Rate Agreement: impieghi operativi




Lo scopo principale perseguito con il contratto di forward rate
agreement è quello di fissare con un certo anticipo il tasso di
interesse che caratterizzerà un’operazione di investimento o di
finanziamento a tasso variabile, ovvero di collegare un’operazione a
tasso fisso all’effettivo andamento dei tassi di mercato.
L’importo di liquidazione oggetto di scambio tra le parti si
determina sulla base della seguente formula:
Dove:
D: Differenziale
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Strumenti finanziari d’impresa
Forward Rate Agreement: impieghi operativi




S: Capitale nozionale sottostante
TF: tasso fisso percentuale
TV: tasso variabile percentuale
Act/360: indica il numero effettivo di giorni nel periodo di calcolo
considerato diviso per 360
Se:
 differenziale > 0 sarà pagato dal venditore all’acquirente del
forward rate agreement, ovvero colui che paga il tasso fisso e
incassa il tasso variabile;
 differenziale < 0 sarà pagato dall’acquirente al venditore dello
strumento, ovvero colui che paga il tasso variabile e incassa il tasso
fisso.
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252
Strumenti finanziari d’impresa
Forward Rate Agreement: esempio
L’impresa Gamma ha in essere un finanziamento di €500.000 sul quale
paga interessi passivi semestrali al tasso Euribor a 6 mesi.
In data 31.03.2013, temendo un rialzo dei tassi, decide di coprire il
rischio tasso sul proprio finanziamento negoziando con una banca un
contratto forward rate agreement avente:
 decorrenza a 3 mesi e durata per i successivi 6 mesi;
 nozionale pari a €500.000;
 settlement date il 30.06.2013 con conseguente liquidazione del
differenziale in via anticipata;
 maturity date il 31 dicembre 2013;
 fixing date il 28.06.2013;
 tasso fisso corrisposto dall’impresa Gamma pari al 2,50%;
 tasso variabile corrisposto dalla banca pari all’Euribor a 6 mesi.
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253
Strumenti finanziari d’impresa
Forward Rate Agreement: esempio
Con la stipula del contratto di forward rate agreement, l’impresa
Gamma trasforma le proprie passività a tasso variabile (Euribor a 6
mesi) in passività a tasso fisso (2,50%) limitatamente al periodo
30.06.2013 – 31.12.2013.
Se in data 28.06.2013 (fixing date), il tasso Euribor a 6 mesi sarà
maggiore di 2,50%, ad esempio pari a 2,80%, l’impresa Gamma
incasserà dalla banca un differenziale positivo pari a:

In questa ipotesi, l’impresa Gamma vede premiata la propria
strategia di copertura del rischio, in quanto è riuscita a ridurre di
€755,85 gli oneri finanziari che deve sostenere sul proprio
indebitamento.
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254
Strumenti finanziari d’impresa
Forward Rate Agreement: differenze con gli
Interest Rate Future
Differenze
FRA
Future
Luogo contrattazione
OTC
Mercato organizzato
Tasso di riferimento
EURIBOR 3-6-9-12 mesi
(30/360)
EURIBOR 3 mesi
30/360 giorni
Liquidazione differenziale
Alla settlement date
Giornaliera
Scadenze
Concordate ad hoc
4 per anno
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255
Strumenti finanziari d’impresa
I derivati creditizi

Noti con il termine anglosassone di credit derivatives,
vengono impiegati sia ai fini di hedging che di trading, per
mitigare o assumere specifiche posizioni sul rischio di credito
di determinate controparti.

Si tratta di prodotti che consentono di limitare il rischio
connesso ad una specifica esposizione, senza
necessariamente trasferire il credito e senza ricorrere ad una
garanzia di tipo personale o reale.

Tecnicamente, un derivato creditizio si struttura come un
contratto derivato di tipo tradizionale, il cui regolamento è
condizionato al verificarsi di un certo evento creditizio (credit
event).
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256
Strumenti finanziari d’impresa
I derivati creditizi
Nella definizione di un contratto derivato del credito
s’identificano, dunque, tre diverse controparti
 il soggetto che trasferisce il rischio di credito e che si assicura
dallo stesso, definito protection buyer;
 il soggetto che si assume il rischio di credito, denominato
protection seller
 il debitore finanziato, definito reference entity.


Il protection buyer è il soggetto che a fronte di un pagamento
up-front o tramite flussi periodici, riceve una somma
prestabilita nel caso si verifichi un determinato credit event.
Il protection seller è, viceversa, il soggetto che riceve un
pagamento up-front o tramite flussi periodici e paga una
somma prestabilita nel caso si verifichi un determinato credit
event.
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257
Strumenti finanziari d’impresa
I derivati creditizi: elementi rilevanti
Gli elementi rilevanti ai fini della definizione del contratto
risultano essere:
• il credito sottostante: si riferisce al rapporto di credito a cui è
correlato l’evento creditizio che condiziona l’eventuale esborso
da parte del protection seller;
• l’evento creditizio: si intende l’evento in relazione al quale è
correlato il potenziale pay off del titolo derivato. Gli eventi
creditizi possono includere, oltre al fallimento della controparte
debitrice, anche casistiche di mancato pagamento su specifiche
obbligazioni o deterioramento del rating creditizio al di sotto di un
livello ben preciso;
• il regolamento della posizione in caso di default: si tratta del
pagamento che deve essere effettuato qualora l’evento creditizio
si manifesti.
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Total Rate of Return Swap (TROR)
Un contratto di Total Rate of Return Swap prevede, che il
venditore della protezione (detto total return receiver) riceva i
pagamenti generati da un’attività di riferimento (reference obligation),
solitamente titoli obbligazionari o prestiti bancari, senza procedere
all’acquisto di tali attività sottostanti, versando alla controparte,
acquirente della protezione (definita total return payer), un cash flow
determinato, applicando ad un valore nozionale di riferimento, un
indice di mercato, quali i tassi Euribor o Libor, maggiorati o diminuiti di
un determinato spread (reference rate).
Funzionamento di un contratto TROR
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259
Strumenti finanziari d’impresa
Total Rate of Return Swap (TROR)
Alla scadenza del contratto avviene il cosiddetto re-pricing dell’attività
sottostante: qualora si sia verificato un deprezzamento dell’underlying,
l’investitore è tenuto a versare alla controparte un importo pari alla
differenza tra il valore iniziale dell’asset e quello di mercato a scadenza;
in caso contrario, se alla conclusione del contratto l’attività sottostante
si è apprezzata, il venditore della protezione ha il diritto a ricevere
dall’acquirente un importo pari all’apprezzamento verificatosi.
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260
Strumenti finanziari d’impresa
Credit Default Swap (CDS)
Il Credit Default Swap rappresenta la forma tradizionale di
derivato creditizio ed anche quella più diffusa sul mercato, in
quanto consente agli operatori economici di tutelarsi contro un
evento dannoso, quale l’insolvenza di una controparte in
relazione ad una qualsiasi transazione economica.
Si configura come un contratto bilaterale in base al quale una
parte, il protection seller, riceve un premio che può essere
corrisposto periodicamente o versato totalmente alla data di
inizio del contratto (up-front) dalla parte acquirente, il protection
buyer, in cambio del quale s’impegna a garantire a quest’ultima
un determinato pagamento contingente al verificarsi di un
determinato evento di credito (credit event) che interessa il
sottostante di riferimento, per un periodo di tempo prestabilito.
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261
Strumenti finanziari d’impresa
Credit Default Swap (CDS)
Funzionamento di un Credit Default Swap
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262
Strumenti finanziari d’impresa
Credit Default Swap (CDS): elementi
essenziali
Gli elementi essenziali del contratto di Credit Default Swap
riguardano:
• il sottostante, che può essere rappresentato da un’obbligazione,
un finanziamento a medio lungo termine o un paniere di crediti;
• il pagamento periodico, da versare al venditore della
protezione, che viene determinato in misura percentuale su uno
specifico nozionale ed erogato fino alla scadenza del contratto o al
verificarsi dell’evento creditizio su base trimestrale o semestrale;
• l’evento creditizio, coincidente con l’insolvenza, la bancarotta o
ogni altra circostanza analoga che interessa il debitore terzo;
• la liquidazione del contratto, che solitamente avviene per
contanti oppure, in casi più rari, mediante la consegna del
sottostante;
• le modalità di determinazione del pagamento al verificarsi
dell’evento creditizio, che possono prevedere.
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263
Strumenti finanziari d’impresa
Ulteriori tipologie di derivati creditizi
Credit Spread Swap: sono derivati di credito basati sullo spread,
ossia il differenziale tra il rendimento di un’attività finanziaria soggetta
a rischio di credito (obbligazione o prestito) e un’altra priva di tale
rischio, che serve a tutelare un investitore dall’eventualità che la
propria controparte non sia in grado di adempiere alle obbligazioni
contratte, e quindi al potenziale rischio di default relativo all’attività
sottostante.
Basket Linked Credit Default Swap: sono basati su un paniere
diversificato di attività finanziarie sottostanti, ciascuna delle quali
emessa da società diverse. Tali strumenti possono essere, quindi,
concepiti come un portafoglio di Credit Default Swap, che permette di
aumentare in modo considerevole la qualità complessiva del
portafoglio creditizio detenuto.
Credit Linked Structure Note: si configurano come strumenti
composti che derivano dalla combinazione di un’obbligazione e un
derivato creditizio, tipicamente un credit default swap o un basket
linked credit default swap.
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264
Strumenti finanziari d’impresa
3. Introduzione agli strumenti finanziari
derivati
Definizione delle caratteristiche degli strumenti
finanziari derivati
 Il ruolo dei derivati nel sistema finanziario e
nell’economia reale
 Introduzione ai mercati futures, IRS, options,
warrants e covered warrants
 Introduzione alla gestione del rischio finanziario
(cenni)

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265
Strumenti finanziari d’impresa
Definizione di rischio

In generale, per un’azienda esistono 3 tipologie di rischio
Rischio:Volatilità di una perdita inattesa
Rischio di Business
Rischio che un’azienda si assume al fine di creare un vantaggio competitivo e
valore aggiunto per gli azionisti
Rischio Strategico
Si tratta di rischi risultanti da modificazioni sostanziali nell’ambiente economico e
politico
Rischio Finanziario
Rischio derivante da modificazione di variabili finanziare e/o creditizie

Accanto a queste tipologie di rischio una fattispecie che coinvolge
tutte le aree dell’azienda sono i rischi operativi
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266
Strumenti finanziari d’impresa
Il rischio finanziario
Tipologie

Nell’ambito del rischio finanziario, è possibile individuare tre
fonti di rischio: mercato, credito e liquidità
Rischio di
Mercato
Il rischio di mercato deriva dalle variazioni del valore delle
posizioni detenute in portafoglio, causate da movimenti avversi
delle variabili di mercato (tassi d’interesse, prezzi, volatilità, ecc)
Rischio di
Credito
Il rischio di credito deriva dalle variazioni del valore di mercato
delle posizioni detenute in portafoglio, causate da movimenti
avversi delle variabili creditizie rappresentate tipicamente dai
default delle controparti e dal cambiamento della classe di
rating.
Rischio di
Liquidità
Rischio derivante dall’impossibilità di effettuare una transazione
ai prezzi di mercato a causa dell’inefficienza dello stesso
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267
Strumenti finanziari d’impresa
Il rischio finanziario - Risk Management

Il Risk Management è il processo continuo di identificazione,
monitoraggio e misurazione delle fonti di rischio finanziario
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268
Strumenti finanziari d’impresa
Fattori determinanti per lo sviluppo del Risk
Management - Motivazioni interne





Straordinario sviluppo del trading su strumenti derivati con
elevato leverage e valutazioni complesse.
Incentivi all’assunzione di maggiori rischi di mercato creati
dalla caduta delle tradizionali fonti di profitto.
Necessità di monitoraggio integrato delle esposizioni ai rischi
del portafoglio della Banca.
Valutazione delle performance aggiustate per il rischio per
ogni singolo centro di profitto.
Protezione dell’istituto da disastri finanziari (Extreme Value
Theory).
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269
Strumenti finanziari d’impresa
Fattori determinanti per lo sviluppo del Risk
Management - Motivazioni esterne
Maggior competitività richiesta all’azienda sul mercato dei
capitali.
 Allocazione ottimale del capitale e massimizzazione del
rendimento.
 Crescente pressione esercitata dagli organi di vigilanza.
 Richieste provenienti dalla comunità finanziaria (Es. agenzie di
rating).

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270
Strumenti finanziari d’impresa
Come misurare il rischio
Il Value at Risk





L’acronimo VaR sta per Valore a Rischio. Esso è un indicatore
che consente di misurare i rischi a cui un soggetto è esposto
Il VAR è la stima della massima perdita potenziale attesa in un
dato periodo (holding period), con un certo grado di
probabilità (livello di confidenza), sotto condizioni normali di
mercato.
Il VaR esprime un importo (facile ed intuitivo da capire).
E’ una stima non è la perdita effettiva.
Il VaR risulta essere un dato di benchmark da utilizzare per
analisi comparative.
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271
Strumenti finanziari d’impresa
Programma
Introduzione agli strumenti finanziari d’impresa
 Mercato degli strumenti finanziari
 Introduzione agli strumenti finanziari derivati
 Iscrizione, valutazione e presentazione degli
strumenti finanziari in bilancio secondo i
principi contabili internazionali (“IAS/IFRS”)

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272
Strumenti finanziari d’impresa
4. Iscrizione, valutazione e presentazione degli
strumenti finanziari in bilancio secondo i principi
contabili internazionali (“IAS/IFRS”)






IAS 39
IAS 32
IFRS 7
IFRS 13
Cenni IAS 17 (leasing)
Cenni su factoring
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273
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 39, IAS 32,IFRS 7 e IFRS 13









Strumenti finanziari
Iscrizione iniziale e successiva
Fair Value measurement (IFRS 13)
Impairment
Derecognition
Hedge accounting
Temi particolari
Presentazione (IAS 32)
Disclosure (IFRS 7 e IFRS 13)
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274
Strumenti finanziari d’impresa
Definizione di strumento finanziario
Uno strumento finanziario è un contratto in grado di originare:
- un’attività finanziaria per una delle parti
- una passività finanziaria o uno strumento di capitale per l’altra
Attività finanziaria
Passività finanziaria
•
•
•
•
•
Disponibilità liquide
Strumento rappresentativo del
capitale di un’altra entità
Diritto contrattuale a ricevere
disponibilità liquide o un’altra
attività finanziaria o a scambiare
attività o passività finanziarie con
un’altra entità a condizioni
potenzialmente favorevoli
Alcuni contratti regolati con
strumenti di capitale dell’entità
stessa
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•
Obbligazione contrattuale a
consegnare disponibilità
liquide o altre attività
finanziarie a un’altra entità
o a scambiare attività o
passività finanziarie con
un’altra entità a condizioni
potenzialmente sfavorevoli
all’entità
Alcuni contratti regolati con
strumenti di capitale
dell’entità stessa
275
Strumento di
capitale
Contratto che
rappresenta una quota
ideale di
partecipazione residua
nell’attività dell’entità,
dopo aver estinto tutte
le passività.
Strumenti finanziari d’impresa
Definizione di derivato
I derivati presentano tre caratteristiche:
 Non richiedono un investimento netto iniziale o
richiedono un investimento netto iniziale che sia
minore di quanto sarebbe richiesto per altri tipi di
contratto da cui ci si aspetterebbe una risposta
simile a cambiamenti di fattori di mercato.
 Il valore cambia in relazione al cambiamento di un
tasso di interesse, prezzo di uno strumento
finanziario, prezzo di una merce, tasso di cambio in
valuta estera, indice di prezzi o di tassi, merito di
credito (rating) o indici di credito o altra variabile
 Sono regolati a data futura.
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276
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 39, IAS 32,IFRS 7 e IFRS 13









Strumenti finanziari
Iscrizione iniziale e successiva
Fair Value measurement (IFRS 13)
Impairment
Derecognition
Hedge accounting
Temi particolari
Presentazione (IAS 32)
Disclosure (IFRS 7 e IFRS 13)
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277
Strumenti finanziari d’impresa
Rilevazione iniziale degli strumenti
finanziari
Tutte le attività e le passività finanziarie, inclusi i derivati, devono
essere rilevate nello stato patrimoniale quando l’entità diventa parte
nelle clausole contrattuali dello strumento.
Passività finanziarie
@
“fair value del
corrispettivo
ricevuto”
Attività finanziarie
@
“fair value del
corrispettivo pagato”
I costi di transazione sono costi marginali che
sono direttamente attribuiti all’acquisizione,
all’emissione o alla dismissione di un’attività o
di una passività finanziaria.
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278
Strumenti finanziari d’impresa
Classificazione iniziale
degli strumenti finanziari (1)
Definizione
Categoria
Attività finanziarie al
fair value con
contropartita Conto
Economico
• Attività finanziarie acquisite a scopo di trading
• Derivati
• Attività finanziarie iscritte inizialmente in questa
categoria
Finanziamenti e crediti
Attività finanziarie (diverse da strumenti derivati)
caratterizzate da pagamenti fissi o determinabili che
non siano quotate in mercati attivi
Investimenti posseduti
sino a scadenza
Attività finanziarie con scadenza fissa e con pagamenti
fissi o determinabili che un’entità ha intenzione e la
capacità di mantenere sino alla scadenza
Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
Tutte le attività finanziarie che non sono state
classificate in un’altra categoria
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279
Strumenti finanziari d’impresa
Classificazione iniziale
degli strumenti finanziari (2)
Definizione
Categoria
Passività finanziarie al
fair value con
contropartita Conto
Economico
Altre passività
finanziarie – al costo
ammortizzato
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• Passività finanziarie per trading
• Derivati
• Passività finanziarie classificate al fair value con
imputazione al Conto Economico
Tutte le passività finanziarie che non sono
classificate al fair value con imputazione al Conto
Economico
280
Strumenti finanziari d’impresa
Contabilizzazione iniziale
Misurazione iniziale al fair value
- Nel caso di attività o passività finanziarie non al fair value rilevato a conto
economico, la rilevazione iniziale include i costi di transazione che sono
direttamente attribuibili all'acquisizione o all'emissione.
- Il prezzo di transazione si presume essere la miglior evidenza del fair value
per la rilevazione iniziale, a meno che il valore sia determinato con riferimento
a transazioni avvenute sul mercato attivo o usando tecniche di valutazione
che impiegano dati di mercato osservabili.
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281
Strumenti finanziari d’impresa
Valutazione degli strumenti finanziari
Strumenti
Valutazione
Cambiamenti di
valore
Attività finanziarie al fair value con
contropartita al Conto Economico
Fair value
P&L
Investimenti detenuti fino a
scadenza
Costo ammortizzato
(tasso di interesse effettivo)
Non rilevante
(eccetto impairment)
Finanziamenti e crediti
Amortised cost
(effective interest rate)
Non rilevante
(eccetto impairment)
Attività disponibili per la vendita
Fair value
Patrimonio netto
(eccetto impairment)
Passività finanziarie al fair value
con contropartita al Conto
Economico
Fair value
P&L
Altre passività
Costo ammortizzato
Non rilevante
Derivati
Fair value
P&L
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282
Strumenti finanziari d’impresa
Definizione di fair value

IFRS13
◦ Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di
un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di
una passività in una regolare operazione tra operatori di
mercato alla data di valutazione.
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283
Strumenti finanziari d’impresa
Guida al fair value
Mercato attivo: se c’è un mercato attivo per lo strumento
finanziario il prezzo di mercato rappresenta la “best evidence”
del suo fair value
Mercato non attivo: tecniche di valutazione utilizzando al massimo
fattori di mercato e si affidandosi il meno possibile a
fattori specifici dell’entità
Fair value degli strumenti di capitale: in assenza di una
quotazione di mercato le valutazioni sono basate su stime o
sul costo al netto delle perdite di valore (come ultima
possibilità e solo se non è possibile fare una stima attendibile)
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284
Strumenti finanziari d’impresa
Costo ammortizzato e metodo dell’
interesse effettivo
Costo
ammortizzato
=
Ammontare
iscritto
all’origine -
Rimborsi di
capitale
Interessi
accumulati
-/+
-
Perdite
durevoli di
valore
Il costo ammortizzato è calcolato usando il metodo del tasso di
interesse effettivo
Ad ogni “reporting date” si applica il tasso di interesse effettivo al
valore di carico al fine di determinare gli interessi attivi e passivi.
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285
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 39, IAS 32,IFRS 7 e IFRS 13









Strumenti finanziari
Iscrizione iniziale e successiva
Fair Value measurement (IFRS 13)
Impairment
Derecognition
Hedge accounting
Temi particolari
Presentazione (IAS 32)
Disclosure (IFRS 7 e IFRS 13)
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286
Strumenti finanziari d’impresa
Fair Value measurement (IFRS 13)
•
Con il Regolamento n. 1255 del 29 dicembre 2012 la
Commissione Europea ha omologato l’IFRS 13: Misurazione del
Fair Value (Fair Value Measurement).
•
Il nuovo standard non estende l’ambito di applicazione della
misurazione al fair value, ma fornisce indicazioni su come deve
essere misurato il fair value degli strumenti finanziari e di attività e
passività non finanziarie quando già previsto o consentito dagli altri
principi contabili.
•
La data di prima applicazione dell’IFRS 13 è il 1° gennaio 2013,
con adozione prospettica dall’inizio dell’esercizio in cui è applicato
per la prima volta.
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287
Strumenti finanziari d’impresa
Fair Value measurement (IFRS 13):
valutazione dei derivati
•
Il principio riunisce la definizione di fair value stabilendo che è il
prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che
si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare
operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione.
•L’IFRS 13 stabilisce la necessità di considerare nel fair value dei
contratti derivati il rischio di non performance (rischio che una
delle due parti del contratto non adempia alle proprie obbligazioni),
sia all’atto della rilevazione iniziale che nelle valutazioni
successive.
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288
Strumenti finanziari d’impresa
Fair Value measurement (IFRS 13):
valutazione dei derivati
Il Fair Value di uno strumento derivato è scomponibile in tre
componenti:
•
la componente collateralizzata del fair value è calcolata come
se il contratto fosse oggetto di un accordo di marginazione perfetto,
tale da ridurre il rischio di controparte ad un livello trascurabile. Tale
componente del fair value include il rischio di mercato ed il rischio
di finanziamento implicito nei flussi che dovranno essere regolati a
seguito dell’accordo di marginazione;
•
la componente Funding Value Adjustment (FVA) considera,
per le operazioni non oggetto di accordi di marginazione, i
costi/benefici di finanziamento ulteriori rispetto a quelli già inclusi
nella componente collateralizzata;
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289
Strumenti finanziari d’impresa
Fair Value measurement (IFRS 13):
valutazione dei derivati
•
La componente, detta bilateral Credit Value Adjustment (bCVA),
tiene in considerazione la possibilità di fallimento delle controparti
(Controparte e Investitore) ed è a sua volta data da due addendi,
detti Credit Value Adjustment (CVA) e Debt Value Adjustment
(DVA), che rappresentano i seguenti scenari:
- il CVA (negativo) tiene in considerazione gli scenari in cui la
Controparte fallisce prima dell’Investitore, e quest’ultimo presenta
un’esposizione positiva nei confronti della Controparte. In tali scenari
l’Investitore subisce una perdita di ammontare pari al costo di
sostituzione del derivato stesso;
- il DVA (positivo) tiene in considerazione gli scenari in cui
l’Investitore fallisce prima della Controparte e il primo presenta
un’esposizione negativa nei confronti della Controparte. In tali
scenari l’Investitore beneficia di un guadagno di ammontare pari al
costo di sostituzione del derivato stesso.
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290
Strumenti finanziari d’impresa
Fair Value measurement (IFRS 13):
valutazione dei derivati
•
La componente, detta bilateral Credit Value Adjustment (bCVA),
tiene in considerazione la possibilità di fallimento delle controparti
(Controparte e Investitore) ed è a sua volta data da due addendi,
detti Credit Value Adjustment (CVA) e Debt Value Adjustment
(DVA), che rappresentano i seguenti scenari:
- il CVA (negativo) tiene in considerazione gli scenari in cui la
Controparte fallisce prima dell’Investitore, e quest’ultimo presenta
un’esposizione positiva nei confronti della Controparte. In tali scenari
l’Investitore subisce una perdita di ammontare pari al costo di
sostituzione del derivato stesso;
- il DVA (positivo) tiene in considerazione gli scenari in cui
l’Investitore fallisce prima della Controparte e il primo presenta
un’esposizione negativa nei confronti della Controparte. In tali
scenari l’Investitore beneficia di un guadagno di ammontare pari al
costo di sostituzione del derivato stesso.
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291
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 39, IAS 32,IFRS 7 e IFRS 13









Strumenti finanziari
Iscrizione iniziale e successiva
Fair Value measurement (IFRS 13)
Impairment
Derecognition
Hedge accounting
Temi particolari
Presentazione (IAS 32)
Disclosure (IFRS 7 e IFRS 13)
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292
Strumenti finanziari d’impresa
Impairment – requisiti per l’impairment
Un’attività o un gruppo di attività finanziarie ha subito
una perdita di valore se, e solo se, vi è l’obiettiva evidenza
di una riduzione di valore in seguito ad uno o più eventi che
si sono verificati dopo la rilevazione iniziale, e tale evento di
perdita ha un impatto sui futuri flussi finanziari stimati
Una perdita di valore è misurata come differenza tra: il valore
contabile dell’attività e il valore attuale dei futuri flussi di cassa
stimati – per L&R o attività HTM, e i costi di acquisto (al netto dei
rimborsi e dell’ammortamento) e il valore corrente, al netto delle
perdite di valore precedentemente rilevate - per le attività AFS
Università degli Studi di Pavia
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293
Strumenti finanziari d’impresa
Evidenze oggettive di impairment per gli
strumenti finanziari misurati all’amortized
cost
Ad ogni data di bilancio l’entità deve valutare se esiste una
evidenza obiettiva che un’attività o un gruppo di attività possa
aver subito una perdita durevole di valore

Significative difficoltà finanziarie dell’emittente/debitore

Violazione del contratto, quale un inadempimento o un
mancato pagamento degli interessi o del capitale

Concessione di un agevolazione al creditore (dilazioni,
ristrutturazioni del debito)

Fallimento o procedure di ristrutturazione finanziaria del
debitore

Scomparsa del mercato attivo di quell’attività finanziaria
dovuta a difficoltà finanziarie

Diminuzione sensibile nei futuri flussi di cassa stimati
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294
Strumenti finanziari d’impresa
Valutazione dell’ impairment per gli strumenti
finanziari misurati all’amortized cost
Solamente sulla base di
Incurred Loss e non
anche di Expected Loss
Attività finanziaria
Mancanza di una
obiettiva evidenza di
impairment (no loss
event)
Obiettiva evidenza di
impairment (loss
event)
Attività singolarmente
significativa
Attività non
singolarmente
significativa
Valutazione analitica
Valutazione analitica
Sia attività singolarmente
significative che non
singolarmente significative
Valutazione per classi
omogenee di rischio
oppure
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295
Strumenti finanziari d’impresa
Finanziamenti e crediti: valutazione
dell’impairment su base collettiva

Flussi di cassa futuri

◦ Stima dei flussi di cassa
Tasso di sconto
◦ Tasso di interesse originario
effettivo
◦ Esperienza di perdite storiche
◦ Cambiamenti nei dati osservabili ad essi
collegati

Perdite effettive ma non riportate
◦ Ad ogni fine anno il valore attuale dei
flussi di cassa stimati è ricalcolato e la
perdita di valore è riconosciuta per la
differenza tra questo ammontare e il
valore di carico del portafoglio
◦ I cash flows stimati prendono in
considerazione le perdite “incurred”, non
le perdite future attese
◦ Quando i crediti sono identificati come
individualmente “impaired”, vengono
esclusi dalla valutazione collettiva
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296
Strumenti finanziari d’impresa
Finanziamenti e crediti: valutazione delle
perdite effettive su base “portfolio”
Perdita
effettiva
=
Tasso di
perdita X
storico
Periodo
di conferma X
della perdita
Valore di
carico del
portafoglio
di crediti

La Perdita effettiva definisce la perdita durevole di valore

Il Tasso di perdita storico è determinato usando dati storici modificati in relazione alle
condizioni economiche esistenti alla data del bilancio

Il Periodo di conferma della perdita è il periodo medio intercorrente tra l’insorgere della
perdita e la data di conferma della stessa

La data in cui insorge la perdita è la data nella quale si verifica una obiettiva evidenza di
perdita su una singola attività (anche se non è ancora nota alla società)

La data di conferma della perdita è la data nella quale viene identificata dalla società una
obiettiva evidenza di perdita su base individuale
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297
Strumenti finanziari d’impresa
Impairment di investimenti azionari
disponibili per la vendita

Indicatori di impairment aggiuntivi per gli investimenti azionari
◦ Cambiamenti (con effetto avverso) che si sono verificati nell’ambiente
tecnologico, di mercato, economico o legale in cui l’emittente opera
◦ Riduzione significativa o prolungata di fair value di un investimento in
uno strumento rappresentativo di capitale.
Strumenti di
capitale
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Nel caso in cui vengano meno i motivi
dell’impairment, la perdita durevole di
valore contabilizzata non può essere
riversata a Conto Economico finchè
l’attività continua ad essere iscritta in
bilancio
298
Strumenti finanziari d’impresa
Impairment di strumenti di debito
disponibili per la vendita

Indicatori di impairment per strumenti di debito (simili a quelli
per i finanziamenti e crediti)
◦
◦
◦
◦
Significative difficoltà finanziarie dell’emittente o debitore
Fallimento o procedure di ristrutturazione finanziaria del debitore
Scomparsa di un mercato attivo
Diminuzione misurabile nei flussi di cassa futuri stimati
Strumenti di
debito
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Nel caso in cui vengano meno i motivi dell’impairment,
la perdita durevole di valore può essere riversata a
Conto Economico se l’incremento può essere
oggettivamente correlato a un evento che si verifica
dopo che la perdita è stata rilevata
299
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 39, IAS 32,IFRS 7 e IFRS 13









Strumenti finanziari
Iscrizione iniziale e successiva
Fair Value measurement (IFRS 13)
Impairment
Derecognition
Hedge accounting
Temi particolari
Presentazione (IAS 32)
Disclosure (IFRS 7 e IFRS 13)
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300
Strumenti finanziari d’impresa
Derecognition di attività finanziarie

Prima, consolidare tutte le controllate (incluse tutte le SPE)
◦ Le norme per la Derecognition sono applicate a livello consolidato

Quindi, identificare gli strumenti finanziari oggetto delle norme
sulla derecognition:
◦ attività finanziarie, gruppi di attività simili o parti di strumenti finanziari
o gruppi di strumenti finanziari simili

Infine, applicare le regole di derecognition :
◦ Cancellare l’attività quando i diritti contrattuali ai cash flow cessano
oppure
◦ C’è un trasferimento di attività finanziarie e quel trasferimento si
qualifica per la derecognition
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301
Strumenti finanziari d’impresa
Derecognition di attività finanziarie

Il “Trasferimento di attività finanziarie” richiede:
◦ Il trasferimento dei diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari
◦ Il mantenimento dei diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari con
l’assunzione di un’obbligazione a pagare tali flussi finanziari a uno o più
beneficiari (IAS 39.19)

Quando un’entità trasferisce un’attività finanziaria, deve determinare se
il trasferimento si qualifica per la cancellazione
◦ Se nella sostanza trasferisce tutti i rischi e i benefici: occorre eliminare
l’attività finanziaria e rilevare separatamente diritti e obbligazioni originati o
mantenuti con il trasferimento
◦ Se nella sostanza mantiene tutti i rischi e i benefici: occorre continuare a
rilevare l’attività finanziaria
◦ Se alcuni ma non tutti i rischi e benefici sono stati trasferiti: occorre
determinare se l’entità ha mantenuto il controllo dell’attività finanziaria
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302
Strumenti finanziari d’impresa
Derecognition di attività finanziarie
I diritti a ricevere i
flussi finanziari
derivanti dall’attività
sono scaduti?
Sì
Eliminare
l’attività
L’entità ha
mantenuto
sostanzialmente
tutti i rischi e i
benefici?
No
La società ha trasferito
i propri diritti a
ricevere i flussi
finanziari derivanti
dall’attività?
Sì
La società ha
mantenuto il
controllodell’attiv
ità? / L’acquirente
può vendere
l’asset?
No
Continuare a
rilevare l’attività
No
Eliminare
l’attività
Sì
Continuare a rilevare l’attività
nella misura del coinvolgimento
residuo della società
Sì
L’entità ha trasferito
sostanzialmente tutti
i rischi e i benefici?
Continuare a
rilevare l’attività
No
No
La società ha assunto
un’obbligazione a pagare i
flussi finanziari derivanti
dall’attività che soddisfa le
condizioni del paragrafo
19?
Sì
Sì
Eliminare
l’attività
No
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303
Strumenti finanziari d’impresa
Derecognition di una passività finanziaria

Una passività finanziaria (o parte di essa) viene eliminata
dallo stato patrimoniale quando viene estinta, ovvero quando
l’obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o
cancellata oppure scaduta.
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304
Strumenti finanziari d’impresa
La derecognition può avere grande impatto
su…
Cartolarizzazioni
 Prestito titoli
 Pronti contro termine
 Parziale trasferimento di attività/passività
 Trasferimento a special purpose entities
 Derecognition abbinata a nuove attività o passività

Le regole della derecognition sono molto rigide!
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305
Strumenti finanziari d’impresa
Cartolarizzazione (“securitisation”)

La cartolarizzazione è una transazione che trasforma
un’attività finanziaria in titoli

L’intento è spesso quello di realizzare la derecognition
dell’attività finanziaria cartolarizzata

Le attività cartolarizzate sono spesso trasferite a “special
purpose entity” (SPE)
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306
Strumenti finanziari d’impresa
Pronti contro termine
PCT
di raccolta
PCT
di impiego
Titoli
Caratteristiche tipiche
◦ Traferimento di titoli
◦ Simultaneo accordo di
riacquisto
◦ Prezzo e data fissati per
il riacquisto
Titoli
“Venditore”
(cedente)

“Acquirente”
(cessionario)
◦ L’acquirente è libero di
vendere o impegnare i
titoli
◦ Sostituzione di attività
similari di solito
concessa
Liquidità
Liquidità +
Interessi
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307
Strumenti finanziari d’impresa
Prestito titoli

Titoli presi
a prestito
Titoli prestati
“Creditore”
(cedente)
◦ Trasferimento di titoli
◦ Obbligo alla
restituzione
◦ Commissione
prefissata pagata al
creditore
Titoli
Titoli + commissioni
Caratteristiche tipiche
“Debitore”
(cessionario)
◦ Il debitore di solito è
libero di vendere o
impegnare i titoli
◦ Sostituzione di attività
similari di solito
concessa
Garanzia
Garanzia
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308
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 39, IAS 32,IFRS 7 e IFRS 13









Strumenti finanziari
Iscrizione iniziale e successiva
Fair Value measurement (IFRS 13)
Impairment
Derecognition
Hedge accounting
Temi particolari
Presentazione (IAS 32)
Disclosure (IFRS 7 e IFRS 13)
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309
Strumenti finanziari d’impresa
La necessità di copertura

Rischi delle attività/passività
finanziarie che possono essere
coperti:

Rischi delle attività/passività non
finanziarie che possono essere
coperti:
◦ Rischio di tasso di interesse
◦ L’insieme dei rischi
◦ Rischio di tasso di cambio
◦ Rischio di tasso di cambio
◦ Rischio di credito
◦ Rischio di prezzo di mercato
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310
Strumenti finanziari d’impresa
La necessità dell’ “hedge accounting”
1
elementi coperti
strumenti di copertura
0
A
2
-20
20
B
0
20
-20
0
20
A
B
Cum
-20
Anticipazione dell’imputazione degli utili o perdite sui elementi coperti
Differimento dell’imputazione degli utili o perdite sugli strumenti di
copertura
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311
Strumenti finanziari d’impresa
Nozioni di base: Economic Hedge Vs Hedge
Accounting



Hedge Accounting
Economic hedges
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312
La questione non è: “esiste o
non esiste la copertura?”
Il problema è: “quando si può
applicare l’hedge accounting?”
Ad esempio:
◦ copertura di posizioni
nette;
◦ copertura di titoli
immobilizzati;
◦ copertura senza derivati;
◦ derivato coperto;
◦ copertura non
documentata.
Strumenti finanziari d’impresa
Tipi di copertura
Copertura di Fair Value

Copertura dell’esposizione alle variazioni di “fair value” di:
◦ Una attività o passività rilevata in bilancio; un impegno irrevocabile non iscritto; una
parte identificata di tale attività, passività o impegno irrevocabile
◦ che è attribuibile a uno specifico rischio
◦ con impatto a Conto Economico
Copertura di flussi finanziari
• Copertura all’esposizione di variazioni di “cash flow” che:
1. è attribuibile ad uno specifico rischio associato a una attività o passività
rilevata, o a una operazione futura altamente probabile (anche infragruppo);
2. e con impatto a Conto Economico.
Copertura di un investimento netto
• Copertura di un investimento netto in una gestione estera (inclusa la copertura
di un elemento monetario che è contabilizzato come parte dell’investimento
netto), come definito nello IAS 21.
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313
Strumenti finanziari d’impresa
Modello contabile
Copertura di Fair Value
Valutazione degli strumenti
di copertura
Variazioni nel
fair value
Fair value
Valutazione degli elementi coperti
Conto
economico
Fair value con
riferimento al rischio
oggetto di copertura
(*)
(*) questo si applica anche se un elemento coperto è valutato al costo
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314
Strumenti finanziari d’impresa
Modello contabile - copertura di Cash Flow
Valutazione degli
strumenti di
copertura
Fair value
Variazioni
nel fair value
efficace
Patrimonio
netto
(*)
Conto
economico
(*) basato sul momento in cui si verifica l’impatto a Conto Economico degli elementi coperti (es. costi
di vendita, ammortamento, interessi)
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315
Strumenti finanziari d’impresa
Strumenti di copertura e elementi coperti

I seguenti possono essere classificati
come strumenti di copertura:
◦ Tutti i derivati con terze parti
◦ Contratti non derivati (solo per
copertura di rischio di cambio)
◦ Combinazione di due o più derivati o
non derivati ad eccezione delle
“opzioni vendute nette”

Possono essere usate anche porzioni di
strumenti di copertura (ad esempio 50%
del nozionale)

Lo strumento di copertura non può
essere designato solo per una porzione
della sua durata



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316
Per qualificarsi come oggetto di copertura, un
elemento coperto deve creare un’esposizione
al rischio che incide in ultima analisi il conto
economico
Possono essere classificati come elementi
coperti:
◦ Attività/passività singole o in gruppo
◦ Impegni irrevocabili o operazioni future
altamente probabili
◦ Attività/passività non finanziarie per la
copertura del rischio di cambio o del
rischio nel suo complesso
◦ Parte del portafoglio di attività o passività
finanziarie che condividono il rischio
coperto
◦ Investimento netto in gestioni estere
Posizioni nette non possono essere
considerate come elementi coperti
Strumenti finanziari d’impresa
Contabilizzazione delle operazioni di
copertura
◦ L’esposizione deve derivare da uno specifico rischio che in ultima istanza
influenza il conto economico
◦ Inizialmente, la copertura deve essere altamente efficace e l’efficacia deve poter
essere valutata in modo attendibile
◦ La copertura deve rimanere altamente efficace durante l’intero periodo di
copertura
◦ La relazione di copertura deve essere designata formalmente
◦ La documentazione formale è richiesta all’inizio del periodo di copertura e deve
includere :
L’identificazione degli strumenti di copertura e degli elementi o delle
transazioni coperti
La natura del rischio coperto
L’obiettivo del risk management e la strategia per intraprendere la copertura
Come l’efficacia sarà valutata
◦
◦
◦
◦
• Le norme sono severe, per cui devono essere presi in considerazione i costi e i
benefici derivanti dalla qualificazione delle operazioni come “di copertura”
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317
Strumenti finanziari d’impresa
Valutazione dell’efficacia della copertura

Valutazione prospettica

◦ All’inizio e durante tutto il
periodo di copertura
◦ Ad ogni data di reporting lungo la
durata della copertura
◦ Elevata efficacia nel realizzare una
compensazione nelle variazioni di
fair value
◦ Metodi di test (es. monetary unit
offset, regression analysis, etc.)
◦ I risultati della copertura entro il
range 80-125%
◦ Metodi di test (es. regression
analysis, risk-reduction test, etc.)
Copertura inefficace; hedge
125%
100%
Valutazione retrospettiva
accounting non permesso
Copertura
parzialmente
efficace;to
l’inefficacia
va imputata a Conto Economico
Hedge accounting;
ineffectiveness
profit or loss
Copertura parzialmente efficace; l’inefficacia va imputata a Conto Economico
80%
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Copertura inefficace; hedge
318
accounting non permesso
Strumenti finanziari d’impresa
Cessazione dell’hedge accounting
Coperture di Fair Value
Cambiamenti futuri nel fair value
degli strumenti di copertura
Continuano ad essere rilevati nel
conto economico
Cambiamenti nel fair value degli
elementi coperti
Vengono trattati come non
coperti
Per la copertura delle attività
generatrici di interessi, gli
aggiustamenti di FV già iscritti
vengono ammortizzati al conto
economico lungo la durata fino
alla scadenza.
Importi rilevati nel Patrimonio
Netto:
a)
L’elemento coperto esiste
ancora o ci si aspetta
ancora che accada
b)
L’elemento coperto è
venduto o non ci si
aspetta più che avvenga
la transazione
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Coperture di Cash Flow
Imputati immediatamente nel
conto economico
N/A
a)
N/A
b)
319
Sono trasferiti al conto
economico
contestualmente
all’iscrizione delle
variazioni dei cash flows
coperti nel conto
economico.
Sono trasferiti
immediatamente al Conto
Ecoomico
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 39, IAS 32,IFRS 7 e IFRS 13









Strumenti finanziari
Iscrizione iniziale e successiva
Fair Value measurement (IFRS 13)
Impairment
Derecognition
Hedge accounting
Temi particolari
Presentazione (IAS 32)
Disclosure (IFRS 7 e IFRS 13)
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320
Strumenti finanziari d’impresa
Embedded derivatives - derivati incorporati

Come identificarli?

◦ un elemento implicito o esplicito
in un contratto ne rende il
comportamento simile a quello
di un derivato
Strumenti
con
caratteristich
e di
conversione
◦ Le caratteristiche economiche e i
rischi del derivato incorporato non
sono strettamente correlati alle
caratteristiche economiche e ai rischi
del contratto ospite
◦ Uno strumento separato con le stesse
caratteristiche del derivato
incorporato soddisferebbe la
definizione di derivato
Strumenti con
l’opzione per
estendere il
termine del
debito
Transazione
in “terza
valuta”
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Quando separarli?
◦ Lo strumento ospite non è valutato al
fair value con le variazioni nel fair value
rilevate nel Conto Economico
Pagamenti
Index linked
321
Strumenti finanziari d’impresa
Embedded derivatives

Contabilizzazione nel caso di separazione:
◦ IAS 32/39 per il contratto ospite (o altro IAS applicabili se il contratto ospite
non è uno strumento finanziario)
◦ Il derivato separato è valutato al fair value con imputazione al Conto Economico

Contabilizzazione quando è difficile identificare precisamente le
caratteristiche del contratto incorporato:
◦ Se è difficile separare il derivato incorporato, si può scegliere di valutare l’intero
contratto combinato al fair value con imputazione al Conto Economico

Contabilizzazione quando è impossibile la separazione:
◦ Se il derivato incorporato non può essere identificato e valutato in maniera
affidabile, l’intero strumento combinato è contabilizzato come uno strumento
finanziario al fair value
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322
Strumenti finanziari d’impresa
Strumenti finanziari
vs. Contratti assicurativi

Un contratto di garanzia finanziaria prevede che l’emittente effettui
dei pagamenti prestabiliti per risarcire l’assicurato di una perdita
subita per inadempienza di un debitore al pagamento dovuto, sulla
base dei termini originali o modificati di uno strumento di debito

Tuttavia, un contratto che richiede un pagamento al verificarsi di un
DETERMINATO EVENTO non è un contratto di garanzia
finanziaria, ma un derivato che rientra nel campo di applicazione
dello IAS 39 (ad esempio nel caso in cui si verifichi una variazione
del rating di credito)
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323
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 39, IAS 32,IFRS 7 e IFRS 13









Strumenti finanziari
Iscrizione iniziale e successiva
Fair Value measurement (IFRS 13)
Impairment
Derecognition
Hedge accounting
Temi particolari
Presentazione (IAS 32)
Disclosure (IFRS 7 e IFRS 13)
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324
Strumenti finanziari d’impresa
Passività o capitale?
Esiste un’obbligazione contrattuale che l’emittente non può evitare?
Si
No
In
parte
Passività
Capitale
Strumento composto

Valutazione iniziale

La classificazione prosegue fino alla
cessione
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
Determinare le componenti della passività:
◦ fair value
◦ includere i derivati impliciti

Il capitale è residuale

Nessun guadagno o perdita deve essere
registrato al momento dell’iscrizione iniziale
325
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 39, IAS 32,IFRS 7 e IFRS 13









Strumenti finanziari
Iscrizione iniziale e successiva
Fair Value measurement (IFRS 13)
Impairment
Derecognition
Hedge accounting
Temi particolari
Presentazione (IAS 32)
Disclosure (IFRS 7 e IFRS 13)
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327
Strumenti finanziari d’impresa
Quadro generale
IFRS 7
Classi di strumenti
finanziari
Rilevanza degli strumenti
finanziari per la situazione
patrimoniale-finanziaria e il
risultato economico
Stato
patrimoniale
Natura e portata dei
rischi derivanti dagli
strumenti finanziari
Altro
Guida
operativa
Informazioni
qualitative
Informazioni
quantitative
Conto economico e
patrimonio netto
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Appendici
328
Definizioni
Modifiche apportate ad altri
IFRS (e all'IFRS 7 quando
l'opzione del fair value
dello IAS 39 non è
applicata)
Strumenti finanziari d’impresa
Quadro generale (segue)




Deve essere applicato dal 1° gennaio 2007, ma è incoraggiata una
applicazione anticipata.
Sostituisce lo IAS 30 e le disposizioni sull'informativa da fornire dello
IAS 32 (i requisiti di classificazione sono invariati)
Deve essere applicato da tutte le entità a tutti i rischi derivanti da tutti
i tipi di strumenti finanziari (fatte salve alcune eccezioni)
Si applica a tutti gli strumenti finanziari rilevati e non rilevati che
rientrano nell'ambito di applicazione dello IFRS 7, anche quando sono
al di fuori dell'ambito dello IAS 39 (come alcuni impegni all'erogazione
di finanziamenti).
L’informativa relativa alla gerarchia del FV è stata spostata
dall’IFRS 7 all’IFRS 13
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329
Strumenti finanziari d’impresa
Ambito di applicazione
L’informativa prevista deve essere applicato da tutte le entità a tutti i
tipi di strumenti finanziari fatta eccezione per:
◦ le partecipazioni in controllate, collegate e joint venture
contabilizzate in conformità alle disposizioni dello IAS 27, IAS 28 o
IAS 31.
◦ i diritti e le obbligazioni dei datori di lavoro derivanti dai programmi
relativi ai benefici per i dipendenti, ai quali si applica lo IAS 19.
◦ i contratti assicurativi secondo la definizione dell'IFRS 4.
◦ le “contingent consideration” (IFRS 3.32).
◦ gli strumenti finanziari, i contratti e le obbligazioni a cui si applica
l'IFRS 2.
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330
Strumenti finanziari d’impresa
Classi di strumenti finanziari e livello
delle informazioni integrative




L'entità deve raggruppare gli strumenti finanziari in classi.
Le classi devono essere pertinenti alla natura delle informazioni
integrative fornite.
Le classi devono tenere in considerazione le caratteristiche degli
strumenti finanziari.
Deve essere possibile la riconciliazione delle disclosures con le voci
esposte nello stato patrimoniale.
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331
Strumenti finanziari d’impresa
Gerarchia del FV – segueLivello 1
•Prezzi quotati in mercati attivi per attività e passività identiche a
cui l’impresa può accedere alla data di valutazione.
•Un mercato è attivo se le transazioni hanno luogo con
sufficiente frequenza ed in volumi sufficienti per fornire
informazioni continue ed aggiornate sui prezzi.
•Se esiste un prezzo di Livello 1, quel prezzo deve essere
utilizzato senza rettifiche nella valutazione.
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332
Strumenti finanziari d’impresa
Gerarchia del FV – segueLivello 2
•
Include: prezzi quotati per attività o passività similari in mercati
attivi prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in
mercati non attivi inputs diversi dai prezzi quotati osservabili per
attività o passività (ad es: tassi di interesse e curve di
rendimento, volatilità, spread creditizi e probabilità di default
inputs corroborati dal mercato attraverso elaborazione di
correlazioni o altri mezzi
Una rettifica di input di Livello 2 che si basa su inputs non
osservabili e che risulta significativa per l’intera valutazione fa
risultare la valutazione del FV nel Livello 3 della gerarchia del
FV.
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333
Strumenti finanziari d’impresa
Gerarchia del FV – segueLivello 3
•L’obiettivo della valutazione al FV non cambia quando il FV è
valutato usando input non osservabili.
•Gli input non osservabili devono riflettere le assunzioni che un
partecipante al mercato farebbe nel cercare di attribuire un
prezzo ad una attività o passività, ivi incluse le assunzioni circa il
rischio.
•Un’impresa è tenuta ad elaborare gli input non osservabili
utilizzando le migliori informazioni disponibili nelle circostanze
specifiche, che potrebbero anche includere i dati propri
dell’impresa stessa, ma deve rettificarli se informazioni
ragionevolmente disponibili indicano che altri operatori di
mercato utilizzerebbero dati diversi o se sono presenti elementi
specifici dell’impresa non disponibili ad altri operatori di mercato
(ad es: delle sinergie).
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334
Strumenti finanziari d’impresa
Rilevanza degli strumenti finanziari per la
situazione patrimoniale-finanziaria e il
risultato economico
Stato patrimoniale
◦ Il valore contabile delle quattro categorie di attività e passività
finanziarie (definite dallo IAS 39).
◦ Finanziamenti o crediti designati al fair value rilevato a conto
economico, indicando la massima esposizione al rischio di
credito e l'ammontare della variazione del fair value attribuibile
al rischio di credito.
◦ Passività finanziaria designata al fair value rilevato a conto
economico, indicando il fair value della passività finanziaria
attribuibile al rischio di credito e la differenza tra il valore
contabile della passività finanziaria e l'importo da pagare alla
scadenza.
◦ L'ammontare riclassificato dal fair value al costo ammortizzato o
viceversa.
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335
Strumenti finanziari d’impresa
Rilevanza degli strumenti finanziari per la
situazione patrimoniale-finanziaria e il
risultato economico
◦ Stato patrimoniale (segue) Informazioni sul trasferimento di
attività finanziarie che non possono essere qualificate per
l’eliminazione contabile.
◦ I dettagli relativi a garanzie date e ricevute.
◦ La riconciliazione delle variazioni rilevate nella voce perdite su
crediti per ogni classe di attività finanziaria.
◦ Le caratteristiche degli strumenti finanziari composti che
presentano derivati incorporati multipli.
◦ I dettagli di qualsiasi inadempienza e violazioni contrattuali di
finanziamenti passivi.
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336
Strumenti finanziari d’impresa
Rilevanza degli strumenti finanziari per
la situazione patrimoniale-finanziaria e il
risultato
economico

Conto economico e patrimonio netto
◦ Utili o perdite netti generati dalle quattro categorie di attività o
passività finanziarie.
◦ Gli interessi attivi e passivi complessivi per le attività e passività
finanziarie che non sono designate al fair value rilevato a conto
economico.
◦ Commissioni attive e passive derivanti da attività o passività
finanziarie non designate al fair value rilevato a conto economico e
derivanti da gestione fiduciaria (trust) o altre attività fiduciarie.
◦ Gli interessi attivi su attività finanziarie che hanno subito una
riduzione di valore.
◦ L'importo delle perdite per riduzione di valore per ciascuna classe
di attività finanziaria.
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337
Strumenti finanziari d’impresa
Rilevanza degli strumenti finanziari per la
situazione patrimoniale-finanziaria e il
risultato economico

Altre informazioni integrative:
Principi contabili
 Requisiti di presentazione dei principi contabili previsti dallo
IAS 1 Presentazione del bilancio.
 L'entità deve indicare:
- i criteri di base di valutazione utilizzati nella preparazione del
bilancio;
- gli altri principi contabili utilizzati.
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338
Strumenti finanziari d’impresa
Rilevanza degli strumenti finanziari per la
situazione patrimoniale-finanziaria e il
risultato economico
Altre informazioni integrative (segue)
◦ Contabilizzazione delle operazioni di copertura
 Descrizione di ogni tipo di copertura, degli strumenti finanziari designati come strumenti di copertura e
la natura dei rischi coperti.
 Per le coperture di flussi finanziari, l'entità deve indicare:
 i periodi in cui si prevede che i flussi finanziari si debbano verificare;
 la descrizione di operazioni previste (forecasted transactions) che si presume non si verificheranno
più in futuro;
 l'importo che è stato rilevato nel patrimonio netto;
 l'importo che è stato girato dal patrimonio netto; e
 l'importo che è stato girato dal patrimonio netto e incluso nel costo iniziale di un'attività non
finanziaria.
 Nelle coperture di fair value, l'entità deve indicare:
 gli utili o le perdite sullo strumento di copertura; e
 gli utili o le perdite sull'elemento coperto.
 L'inefficacia rilevata a conto economico derivante da coperture di flussi finanziari e di investimenti netti
in gestioni estere.
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339
Strumenti finanziari d’impresa
Rilevanza degli strumenti finanziari per la
situazione patrimoniale-finanziaria e il
risultato economico

Altre informazioni integrative (segue)
◦ Fair value
 Per ogni classe di attività e passività finanziaria, l'entità deve
indicare il fair value in modo che sia possibile confrontarlo con
il suo valore contabile.
 I metodi e le tecniche di valutazione adottati nella
determinazione del fair value di ciascuna classe.
 Il principio contabile utilizzato per rilevare il “day-one profit” e
l’ammortare del “day-one profit” non ancora rilevato nel conto
economico.
 L'esenzione è limitata per alcuni titoli non quotati e contratti
che contengono un elemento di partecipazione discrezionale.
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340
Strumenti finanziari d’impresa
Natura e portata dei rischi derivanti
dagli strumenti finanziari

Informazioni qualitative
◦ Per ogni tipo di rischio (come, ad esempio, rischio di credito, di liquidità
e di mercato) derivante da strumenti finanziari:
 Le esposizioni al rischio e in che modo sono generate.
 Gli obiettivi, le procedure e i processi di gestione dei rischi e i metodi
utilizzati per valutarli.
 Qualsiasi variazione di quanto sopra rispetto all'esercizio precedente.
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341
Strumenti finanziari d’impresa
Natura e portata dei rischi derivanti
dagli strumenti finanziari

Informazioni quantitative
◦ Per ogni tipo di rischio derivante dagli strumenti finanziari, l'entità deve
indicare:
 Dati quantitativi sull'esposizione al rischio così come sono fornite ai
dirigenti con responsabilità strategiche.
 Informazioni dettagliate se non già fornite in conformità al punto
sopra.
 Concentrazione dei rischi se non evidenti dalle informazioni fornite
nei punti precedenti.
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342
Strumenti finanziari d’impresa
Natura e portata dei rischi derivanti
dagli strumenti finanziari

Informazioni quantitative (segue)
◦ Rischio di credito per classe di strumenti finanziari:
 Massima esposizione al rischio di credito (senza considerare eventuali
garanzie detenute o altri strumenti di attenuazione del rischio di credito).
 Con riferimento al punto sopra, descrizione delle garanzie detenute e degli
altri strumenti di attenuazione del rischio di credito.
 Informazioni sulla qualità creditizia (per le attività finanziarie non scadute o
che non hanno subito una riduzione di valore).
 Il valore contabile delle attività finanziarie le cui condizioni sono state
rinegoziate.
 Analisi delle attività finanziarie scadute e che hanno subito una riduzione di
valore.
 Descrizione delle garanzie detenute dall'entità e degli altri strumenti di
attenuazione del rischio di credito.
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343
Strumenti finanziari d’impresa
Natura e portata dei rischi derivanti
dagli strumenti finanziari

Informazioni quantitative (segue)
◦ Rischio di liquidità
 Analisi delle scadenze per le passività finanziarie, che mostri le
rimanenti scadenze contrattuali.
 Descrizione di come l'entità gestisce il rischio di liquidità.
 E' possibile includere le scadenze previste anche quando sono
diverse dalle scadenze contrattuali (come i depositi a vista).
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344
Strumenti finanziari d’impresa
Natura e portata dei rischi derivanti
dagli strumenti finanziari

Informazioni quantitative (segue)
◦ Rischio di mercato (compreso il rischio sui tassi di interesse, sui tassi di
cambio e altri rischi sui prezzi)
 Analisi di sensitività per ogni tipo di rischio di mercato.
 Effetto sul conto economico e sul patrimonio netto.
 Spiegazione dei metodi e delle ipotesi utilizzati per la preparazione
dell'analisi.
 Modifiche ai metodi e alle ipotesi utilizzati rispetto agli esercizi
precedenti.
◦ Analisi di sensitività che riflette le interdipendenze (come il value at risk)
che può sostituire l'analisi prevista sopra.
 Spiegazione del metodo e delle ipotesi utilizzate per la preparazione
dell'analisi.
 Obiettivi del metodo e limitazioni nella determinazione del fair value.
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345
Strumenti finanziari d’impresa
4. Iscrizione, valutazione e presentazione degli
strumenti finanziari in bilancio secondo i principi
contabili internazionali (“IAS/IFRS”)






IAS 39
IAS 32
IFRS 7
IFRS 13
Cenni IAS 17 (leasing)
Cenni su factoring
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346
Strumenti finanziari d’impresa
Normativa civilistica
Il Codice Civile non disciplina il contratto di locazione
finanziaria (“leasing finanziario”) come contratto tipico
 Non è prevista, quindi, alcuna distinzione normativa tra il
leasing finanziario e il leasing operativo
 Unica norma di riferimento è l’art. 1571 c.c. che disciplina il
contratto di locazione
 Provvedimento della Banca d’Italia n. 103 del 31 luglio 1992,
relativo agli enti finanziari, in applicazione del D.Lgs. 87/92

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347
Strumenti finanziari d’impresa
Normativa civilistica

Modifiche introdotte dal D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6
◦ art. 2423-bis: introduce il concetto di “funzione economica” riferibile al
postulato della “prevalenza della sostanza sulla forma”
◦ art. 2424: prevede per le società locatrici (diverse dagli enti finanziari
che redigono in bilancio secondo D.lgs.87/92) che redigono il bilancio
secondo il Codice Civile, la specifica evidenza in stato patrimoniale,
delle immobilizzazioni concesse in locazione finanziaria
◦ art. 2427, n. 22: richiede per le società locatarie l’integrazione di
informativa da fornire nella nota integrativa sulla rappresentazione dei
contratti di leasing secondo il metodo finanziario

Le nuove norme confermano l’applicazione della teoria del diritto
patrimoniale che prevede l’iscrizione in bilancio solo dei beni di cui la
società è proprietaria
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Strumenti finanziari d’impresa
Principi contabili italiani
OIC 1 “Gli effetti della riforma del diritto societario sulla
redazione del bilancio d’esercizio”
 PC 11 OIC “Bilancio d’esercizio finalità e postulati”
◦ prevalenza degli aspetti sostanziali su quelli formali
 PC 17 OIC “Il bilancio consolidato”
◦ trattamento contabile nel bilancio consolidato dei beni in
locazione finanziaria

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349
Strumenti finanziari d’impresa
Principi contabili italiani - PC OIC 17
par. 9.6


Definizione di locazione finanziaria (leasing)
◦ per locazione finanziaria si intende un contratto con cui un
concedente mette a disposizione di un utilizzatore un bene a
quest’ultimo strumentale, per un tempo determinato e contro
un corrispettivo periodico. Tutti i rischi e i benefici connessi alla
proprietà del bene vengono trasferiti in capo all’utilizzatore ed è
prevista la possibilità che al termine del periodo di locazione la
proprietà del bene stesso venga trasferita in capo all’utilizzatore
Dal punto di vista sostanziale il leasing finanziario realizza una
forma di finanziamento garantito del mantenimento in capo al
concedente della proprietà del bene sino al momento del suo
eventuale riscatto da parte del locatario
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350
Strumenti finanziari d’impresa
Principi contabili italiani - PC OIC 17
L’utilizzatore dei beni in leasing finanziario, per i quali esista la
ragionevole certezza che al termine del contratto verrà
esercitata la facoltà di riscatto, deve rilevare nel bilancio
consolidato tali operazioni nel modo disciplinato del
principio contabile internazionale IAS 17
 Per stabilire la corretta rilevazione nel bilancio consolidato
delle operazioni derivanti dal contratto di locazione
finanziaria occorre distinguere la generica nozione di leasing
nelle fattispecie del leasing operativo e del leasing finanziario
(rinvio allo IAS 17 “Leases”)

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351
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 17 - Leases
Definizione:
 Il leasing è un contratto per mezzo del quale il locatore
trasferisce al locatario, in cambio di un pagamento o di una
serie di pagamenti, il diritto all’utilizzo di un bene per un
periodo di tempo stabilito.
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352
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 17 - Leases
Principio cardine
Prevalenza della sostanza economica dell’operazione di
leasing sulla forma
 Si distinguono quindi:
◦ leasing finanziario: tutti i rischi e benefici relativi alla
proprietà del bene sono trasferiti al locatario (utilizzatore)
e pertanto l’operazione deve essere equiparata all’acquisto
di una immobilizzazione finanziaria del locatore
◦ leasing operativo: i rischi e i benefici relativi alla proprietà
del bene non sono trasferiti al locatario (utilizzatore) e
pertanto l’operazione deve essere equiparata ad una
locazione

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353
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 17 - Leases

1.
2.
3.
Lo IAS 17 identifica le cinque situazioni che, individualmente o
congiuntamente, possono condurre a classificare un leasing come
finanziario:
al termine del contratto di leasing la proprietà del bene è
trasferita al locatario;
il locatario ha l’opzione di acquisto del bene a un prezzo che ci si
attende sia sufficientemente inferiore rispetto al fair value alla data
alla quale si può esercitare l’opzione ed è pertanto
ragionevolmente certo, all’inizio del leasing, che l’opzione verrà
esercitata;
la durata del leasing copre la maggior parte della vita economica
del bene anche se la proprietà non è trasferita;
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354
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 17 - Leases
4.
5.
all’inizio del leasing il valore attuale dei pagamenti minimi dovuti
equivale almeno al fair value del bene locato, ove per pagamenti
minimi s’intendono i versamenti corrisposti o che possono essere
richiesti al locatario nel corso della durata del contratto, esclusi i
canoni di locazione potenziali, i costi per servizi e le imposte
pagate dal locatore e che gli devono essere rimborsate;
i beni locati presentano una natura talmente personalizzata e
peculiare che solo il locatario può utilizzarli senza dover
apportare loro importanti modifiche. Il valore di mercato di
questi beni al termine del leasing è modesto, ad esempio nel caso
in cui essi siano stati prodotti dietro specifiche esigenze del
locatario.
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355
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 17 - Leases
Indicatori di un leasing finanziario
Trasferimento della proprietà del bene alla fine del contratto di leasing
No
L’esistenza di un’opzione d’acquisto alla scadenza del contratto per la quale
si prevede ragionevolmente certa la probabilità d’esercizio
Sì
No
Sì
La durata del contratto si estende per la maggior parte della vita
economica del bene
No
Alla stipula del contratto il valore attuale dei pagamenti minimi previsti dal
contratto è pari o superiore al valore di mercato (“fair value”) del bene locato
Sì
No
La natura del bene in leasing è tale da ritenere che solo il locatario lo
possa utilizzare senza sostanziali modifiche
No
Leasing
finanziario
Ulteriori
domande
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Sì
356
Strumenti finanziari d’impresa
IAS 17 – Leases
Indicatori di un leasing finanziario
Sì
I costi legati ad eventuali interruzioni del contratto sono a carico del
locatario
No
Utili o perdite derivanti da variazioni nel “fair value” del bene sono di
competenza del locatario
Sì
No
Il locatario ha la possibilità di prolungare il contratto a prezzi sostanzialmente
inferiori a quelli di mercato
Leasing
operativo
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No
Sì
Leasing
finanziario
357
Strumenti finanziari d’impresa
Trattamento contabile
Leasing finanziario

PPCC 11 e 17 - OIC 1

IAS 17

Al momento della stipula del contratto,
il locatario non deve iscrivere nell’attivo
il valore del bene locato, ma tenere
memoria nei conti d’ordine
dell’impegno verso il locatore per i
canoni a scadere


Il locatario deve iscrivere i canoni
previsti contrattualmente per
competenza economica

Nel caso in cui sia previsto un
maxicanone iniziale, esso deve essere
ripartito in base al periodo di
godimento della locazione. La quota di
maxicanone rinviata agli esercizi
successivi è iscritta tra i risconti attivi
Alla stipula del contratto, il locatario
deve registrare il bene nell’attivo
immobilizzato e nel passivo il relativo
debito. Il valore di iscrizione è pari al
fair value del bene alla stipula del
contratto, o al valore attuale dei
pagamenti minimi previsti dal contratto,
se inferiore. Se è prevista l’opzione di
riscatto, il valore di riscatto deve essere
incluso nel calcolo del valore attuale

Il tasso di attualizzazione è il tasso di
interesse implicito nel contratto o, ove
non determinabile, il tasso di interesse
marginale di indebitamento

Il lasso temporale di attualizzazione è
quello previsto dal contratto
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358
Strumenti finanziari d’impresa
Trattamento contabile
Leasing finanziario

PPCC 11 e 17

Al termine della locazione, se il
locatario acquisisce la proprietà del
bene, iscriverà tale bene tra le
immobilizzazioni materiali per il valore
di riscatto. L’ammortamento deve
essere basato sulla vita utile residua

NB: Le considerazioni precedenti fanno
riferimento al bilancio civilistico. Per
quanto riguarda il bilancio consolidato, il
PC 17 suggerisce di adottare le modalità
di contabilizzazione previste dallo IAS
17
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359
Strumenti finanziari d’impresa
Trattamento contabile
Leasing finanziario

Art. 2427, n. 22 / OIC 1

IAS 17

La nota integrativa deve indicare:

Il locatario per ogni categoria di bene locato
deve fornire le seguenti informazioni:
◦
◦
Le operazioni di locazione finanziaria che
comportano il trasferimento al locatario
della parte prevalente dei rischi e dei
benefici inerenti ai beni che ne
costituiscono l’oggetto.
Le operazioni devono essere indicate in
un apposito prospetto dal quale risulti: il
valore attuale delle rate di canone non
scadute, l’onere finanziario effettivo
attribuibile ad essi e riferibile all’esercizio,
l’ammontare complessivo al quale i beni
oggetto di locazione sarebbero stati
iscritti alla chiusura dell’esercizio qualora
fossero stati considerati immobilizzazioni,
con separata indicazione di
ammortamenti, rettifiche e riprese di
valore che sarebbero stati inerenti
all’esercizio.
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360
◦
Il valore netto contabile alla data di
bilancio.
◦
Un prospetto di riconciliazione tra il
totale dei canoni previsti
contrattualmente alla data di chiusura di
bilancio e il relativo valore attuale per un
lasso temporale inferiore all’anno,
compreso tra uno e cinque anni e oltre
cinque anni.
◦
Il totale dei pagamenti minimi futuri attesi
dalla sublocazione.
Strumenti finanziari d’impresa
Trattamento contabile
Leasing finanziario

IAS 17
◦ I canoni variabili iscritti a conto
economico.
◦ Una descrizione dei contratti in
essere che comprenda le basi di
calcolo dei canoni variabili.
◦ L’esistenza e le condizioni delle
clausole di rinnovo, opzione di
acquisto e indicizzazione.
◦ Le limitazioni contrattuali ad un
ulteriore indebitamento e nuovi
leasing e la distribuzione dei
dividendi.
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Strumenti finanziari d’impresa
Trattamento contabile
Leasing finanziario
Stato Patrimoniale
Conto economico
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Locatario
Locatore
Rilevazione delle operazioni di
leasing come attività e passività
Riduzione delle passività per la
quota di capitale dei pagamenti
minimi dovuti per il leasing
Rilevazione dei beni oggetto del
leasing come credito finanziario
pari all’investimento netto del
leasing
Riduzione del credito finanziario
per la quota di capitale dei canoni
di leasing
Iscrizione della quota di interessi
dei pagamenti minimi dovuti per il
leasing
Ammortamenti
Rilevanza della quota di interessi
dei canoni di leasing
Rilevazione dell’utile o della
perdita derivante dalla cessione
del bene
362
Strumenti finanziari d’impresa
Trattamento contabile
Leasing operativo

PPCC 11 e 17 OIC

IAS 17

L’utilizzatore deve registrare, per
competenza economica, i canoni di
locazione (leasing) come costi nel conto
economico sulla base di un criterio
sistematico rappresentativo del periodo
di utilizzo

L’utilizzatore deve registrare per
competenza economica, i canoni di
locazione (leasing) come costi nel conto
economico sulla base di un criterio
sistematico rappresentativo del periodo
di utilizzo

L’utilizzatore dovrà indicare l’importo
dei canoni residui da pagare alla data di
chiusura di bilancio, oltre a quello
costituito dal prezzo di riscatto del
bene, nei conti d’ordine

Il SIC 15 integra il principio sopra
esposto prevedendo, nel caso in cui
l’utilizzatore usufruisca di incentivi (es:
sconti, prezzo ridotto), l’obbligo di
considerarli al fine della determinazione
del costo totale da ripartire per quote
costanti sulla durata del contratto

L’utilizzatore non deve registrare alcun
bene nell’attivo
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363
Strumenti finanziari d’impresa
Trattamento contabile
Leasing operativo
Locatario
Locatore
Nessuna registrazione del bene
Iscrizione dei beni oggetto di
leasing secondo la loro natura
Imputazione
dei
pagamenti
(canoni di locazione) come costi
Rilevazione dei costi, tra cui
l’ammortamento, sostenuti per
realizzare i proventi
Rilevazione dei proventi finanziari
del leasing
Stato Patrimoniale
Conto economico
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364
Strumenti finanziari d’impresa
Normativa fiscale


Il regime di deducibilità dei canoni leasing finanziario viene
mantenuto solo per le imprese utilizzatrici non IAS
A partire dai contratti di locazione finanziaria stipulati dal 1.1.2008
la deducibilità dei canoni leasing sarà subordinata alle seguenti
durate minime:
◦ beni mobili, dalla metà ai 2/3 del periodo di normale
ammortamento fiscale
◦ beni immobili, dalla metà ai 2/3 del periodo di normale
ammortamento fiscale con un minimo di 11 anni (anziché 8)
ovvero pari ad almeno 18 anni (anziché 15) in relazione
all’attività esercitata dall’impresa utilizzatrice
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365
Strumenti finanziari d’impresa
Normativa fiscale


Il legislatore fiscale non ha previsto una disciplina specifica per i
contratti di leasing.
La normativa fiscale definisce però:
◦ art. 88 del TUIR “Sopravvenienze attive”: in caso di cessione del
contratto di locazione finanziaria il valore normale del bene
costituisce sopravvenienza attiva
◦ l’art. 109 del TUIR “Norme generali sui componenti del reddito
d’impresa”: si limita a regolamentare le modalità e i limiti per la
deducibilità dei canoni e indica espressamente che i corrispettivi
delle prestazioni di servizi si considerano conseguiti, e le spese di
acquisizione dei servizi si considerano sostenute, alla data in cui
le prestazioni sono ultimate, ovvero, per quelle dipendenti da
contratti di locazione, mutuo, assicurazione e altri contratti da
cui derivano corrispettivi periodici, alla data di maturazione dei
corrispettivi
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366
Strumenti finanziari d’impresa
Normativa fiscale


I soggetti che redigono il bilancio IAS perdono il beneficio della
deduzione extracontabile della parte dei canoni non imputati a
conto economico; di conseguenza saranno deducibili solo gli
ammortamenti e gli interessi passivi imputati a CE; pertanto, per i
contratti stipulati a decorrere dal 1.1.2008, non rileverà più la
durata minima
La diretta e piena rilevanza fiscale della imputazione di bilancio fa si
che i beni condotti in locazione finanziaria siano considerati, ai fini
fiscali, beni dell’impresa utilizzatrice (pertanto a tale soggetto spetta
calcolare, ad esempio, le spese di manutenzione)
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367
Strumenti finanziari d’impresa
4. Iscrizione, valutazione e presentazione degli
strumenti finanziari in bilancio secondo i principi
contabili internazionali (“IAS/IFRS”)





IAS 39
IAS 32
IFRS 7
Cenni IAS 17 (leasing)
Cenni su factoring
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368
Strumenti finanziari d’impresa
Factoring




Il Factoring è un contratto mediante il quale un’impresa, definita
cedente, trasferisce i propri crediti, attuali e futuri, derivanti
dall’esercizio di un’attività commerciale, ad un intermediario
specializzato, ossia il factor.
La cessione dei credito può avvenire attraverso due modalità, pro
soluto o pro solvendo, in funzione del soggetto su cui ricade il
rischio d’insolvenza del debitore ceduto.
Nella fattispecie del factoring pro soluto è il factor che assume la
titolarità del credito e il rischio connesso, anticipando al cedente un
importo pari al valore del credito sotto sconto.
Nel factoring pro solvendo, invece, l’attività del factor è limitata alla
gestione del credito ceduto e all’effettuazione di anticipazioni in
misura contrattualmente concordata, senza assumersi alcun rischio
d’insolvenza.
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369
Strumenti finanziari d’impresa
Factoring: principi contabili nazionali

I principi contabili nazionali prevedono che i crediti ceduti in modo
pro soluto, e per i quali il rischio d'insolvenza è trasferito al factor
debbano essere rimossi dal bilancio del cedente e che l'utile o la
perdita, derivante dalla cessione, debbano essere riconosciuti come
differenza tra il valore ricevuto ed il valore cui erano iscritti in
bilancio.

I crediti ceduti pro solvendo vanno normalmente rimossi dallo
stato patrimoniale e sostituiti con l'ammontare dell'anticipazione
ricevuta e col credito nei confronti del factor, mettendo in evidenza
l'ammontare del rischio di regresso nei conti d'ordine e fornendo
ove necessario, ulteriori informazioni nella nota integrativa. Le
commissioni passive che il cedente riconosce al factor andranno
imputate a conto economico.
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370
Strumenti finanziari d’impresa
Factoring: principi contabili nazionali
Dal lato del cessionario e, quindi, della società di factoring, la
contabilizzazione di un’operazione di cessione del credito,
indipendentemente dal carattere pro soluto o pro solvendo della
cessione, prevede specularmente:

l’iscrizione nell’attivo di Stato Patrimoniale dei crediti vantati nei
confronti del debitore ceduto, che rappresentano il “monte crediti
o outstanding”, ossia gli importi ancora da incassare;

l’iscrizione nel passivo di Stato Patrimoniale dei debiti verso il
cedente, al netto delle anticipazioni concesse, evidenziando in tal
modo l’ammontare nominale delle fatture oggetto di cessione e in
attesa di regolamento, che non risultano ancora anticipate e che
configurano l’impegno ad erogare dal parte del factor.
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371
Strumenti finanziari d’impresa
Factoring: principi contabili internazionali

In un’operazione di factoring pro soluto, in cui avviene il
trasferimento di tutti i rischi e i benefici, i crediti ceduti saranno
soggetti al processo di recognition/derecognition previsto dallo IAS 39
e, di conseguenza verranno cancellati dal bilancio del cedente e
contemporaneamente iscritti in quello del factor.
Tale fattispecie risulta, dunque, analoga a quella contemplata dai
principi contabili nazionali, basandosi sulla medesima prassi
contabile che stabilisce che:
 nell’attivo di Stato Patrimoniale vengano iscritti i crediti verso i
debitori ceduti ancora da incassare (monte crediti);
 nel passivo di Stato Patrimoniale vengano iscritti i debiti verso il
cedente, al netto degli anticipi erogati, con evidenza degli impegni
ad erogare (le fatture cedute in attesa di regolamento e non ancora
oggetto di anticipazione).
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372
Strumenti finanziari d’impresa
Factoring: principi contabili internazionali

I crediti ceduti, invece, in modalità pro solvendo, per i quali il factor
non si assume il rischio di insolvenza da parte del debitore ceduto,
non potranno essere oggetto di recognition/derecognition secondo
quanto previsto dallo IAS 39 e, conseguentemente, resteranno
iscritti nel bilancio del cedente. Il factor provvederà ad imputare in
bilancio solo l’importo erogato al cedente a titolo di anticipo del
corrispettivo concesso.
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373
Strumenti finanziari d’impresa
Factoring: principi contabili internazionali
La cessione pro solvendo dei crediti è soggetta, sulla base dei principi
contabili internazionali, alla seguente prassi contabile:


nell’attivo di Stato Patrimoniale vengono iscritti i crediti verso il
cedente, che rappresentano l’anticipazione concessa a fronte dei
crediti oggetto dell’operazione di cessione, da cui però non deriva
un trasferimento dei rischi e dei benefici;
nel passivo di Stato Patrimoniale verrà rilevata esclusivamente
l’uscita finanziaria a favore del cedente.
Sostanzialmente, dunque, la cessione pro solvendo può configurarsi
come un mero finanziamento effettuato dal factor a favore della
società cedente.
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374
Strumenti finanziari d’impresa
Factoring
Al fine, quindi, di individuare i casi di derecognition/recognition del
credito è stato implementato un approccio metodologico basato su
due tipologie di analisi:


qualitativa, che si focalizza sulla lettura della contrattualistica di
riferimento e sull’individuazione di clausole ritenute critiche ai fini
del sostanziale trasferimento dei rischi e dei benefici inerenti
l’attività ceduta;
quantitativa, che si sostanzia nella quantificazione degli effetti che le
clausole di mitigazione previste dal contratto generano sui flussi
finanziari prodotti dai crediti oggetto delle operazioni.
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375
Strumenti finanziari d’impresa
Factoring

Si ritiene utile menzionare i principali rischi dell’operatività
nel factoring:
◦ Rischio di credito: è il rischio connesso al mancato
pagamento da parte del debitore finale;
◦ Rischio di ritardato pagamento (o rischio di liquidità): è il
rischio connesso al fatto che il debitore effettui il
pagamento del proprio debito in un momento successivo
rispetto alla scadenza contrattuale;
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376
Strumenti finanziari d’impresa
Factoring
◦ Rischio di tasso: è il rischio connesso all’andamento
avverso dei tassi di interesse;
◦ Altri rischi: si tratta di rischi connessi alle caratteristiche
peculiari del credito (ad esempio, rischio di cambio in caso
di crediti espressi in valuta estera o garanzie prestate non
legate all’esistenza del credito alla data di cessione).
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377
Strumenti finanziari d’impresa
Contatti
Bruno Verona
KPMG S.p.A.
Via Vittor Pisani, 25
20124 Milano
Telefono 02 6763 2249
[email protected]
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378
Strumenti finanziari d’impresa
Appendice
Principali modifiche introdotte dall’IFRS 9
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379
Strumenti finanziari d’impresa
Strumenti interessati dall’IFRS 9
Tutti gli strumenti finanziari, ad eccezione di:
 Interessi in collegate, controllate o joint ventures (IAS 27, 28
o 31);
 Diritti certi e obbligazioni legate a contratti di leasing (IAS
17):
 Diritti e obblighi di assicurazione certi (IFRS 4)
 Diritti e obblighi certi legati a piani di benefit per i dipendenti
(IAS 19);
 Strumenti finanziari che rispondono alla definizione di Equity
o che sono classificati come Equity;
 Crediti certi legati a impegni (IAS 37);
 Strumenti finanziari, contratti e obbligazioni legati a
transazioni SBP (IFRS 2).
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380
Strumenti finanziari d’impresa
Classificazione degli strumenti finanziari
IFRS 9
IAS 39
FV
through
P&L
FV con contropartita
al Conto Economico
AFS
FV con contropartita
al Patrimonio Netto
HTM
Costo ammortizzato
L&R
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Costo ammortizzato
381
FV con
contropartita
al Conto
Economico
FV con
contropartita
al Patrimonio
Netto
Costo
ammortizzato
Strumenti finanziari d’impresa
Classificazione basata sul tipo di
strumento
Debito
Derivato
Il modello di business prevede che No
lo strumento sia trattenuto, e
produce flussi di cassa contrattuali?
Sì Lo strumento incontra la
definizione di “detenuti per la
negoziazione”?
Sì
I flussi di cassa sono in arrivo in
No
date specifiche e rappresentano
unicamente il capitale e gli interessi
sul capitale?
No
Si è fatto uso della fair value
option con contropartita a
Patrimonio Netto?
Sì
Si è fatto uso della fair value
option?
Equity
No
Sì
Sì
No
Costo
ammortizzato
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FV con contropartita
Conto Economico
382
FV con contropartita
Patrimonio Netto
Strumenti finanziari d’impresa
Classificazione degli strumenti finanziari
FV con
contropartita
al Conto
Economico
FV con
contropartita
al Patrimonio
Netto
Costo
ammortizzato
Esistono due metodi per identificare in quale delle tre categorie
classificare gli strumenti finanziari:
 L’analisi del modello di business impiegato dall’entità per
gestire gli strumenti finanziari;
 L’analisi dei flussi di cassa contrattuali determinati dagli
strumenti finanziari.
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383
Strumenti finanziari d’impresa
Analisi del Modello di business
Valutazione del modello di business:
 Gli obiettivi del modello di business sono determinati dal
“key management personnel” (IFRS 9 B4.1.1). Si tratta delle
persone che hanno l’autorità e la responsabilità per le attività
di pianificazione, direzione e controllo dell’entità,
direttamente o indirettamente, compresi tutti i direttori
(esecutivi e non esecutivi) dell’entità (IAS 24.9);
 Il modello non è basato sugli intenti del management per uno
specifico strumento, e quindi non adotta un approccio titolo
per titolo (IFRS 9 B4.1.2);
 Un’entità potrebbe avere più di un modello di business,
pertanto la classificazione non deve necessariamente essere
determinata a livello di reporting entity (IFRS 9 B4.1.2).
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384
Strumenti finanziari d’impresa
Analisi dei flussi di cassa contrattuali
Valutazione dei flussi di cassa contrattuali:
 Al fine di identificare le caratteristiche degli strumenti
finanziari che devono essere valutati al costo ammortizzato, i
flussi di cassa contrattuali devono originarsi in date specifiche
e devono rappresentare unicamente pagamenti di:
 Capitale
 Interessi sull’ammontare di capitale “outstanding”;
 E’ interessante considerare il valore tempo del denaro e il
rischio di credito associati all’ammontare di capitale
“outstanding” durante un particolare periodo di tempo
(IFRS 9 paragrafo 4.3).
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385
Strumenti finanziari d’impresa
Cash Flow Characteristics: sintesi delle
caratteristiche
Si considerano ai fini della determinazione dei flussi di cassa le
seguenti casistiche, coerenti con una valutazione al costo
ammortiazzato.
• Il rimborso anticipato delle opzioni e opzioni put.
Finchè esse non siano subordinate a eventi futuri diversi per
proteggere :
• Il detentore contro il deterioramento del merito
creditizio dell’emittente; oppure
• Il detentore o l’emittente contro i cambiamenti nella
tassazione o nella legislazione; e
Purché l’ammontare del rimborso anticipato comprenda la
quota non pagata del capitale e degli interessi sul capitale,
e un compenso aggiuntivo ragionevole per la conclusione
anticipata. (IFRS 9 B4.1.10)
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386
Strumenti finanziari d’impresa
Cash Flow Characteristics: sintesi delle
caratteristiche -segue•
Le opzioni “extension”.
Finchè esse non siano subordinate a eventi futuri
diversi per proteggere :
• Il detentore contro il deterioramento del merito
creditizio dell’emittente; oppure
• Il detentore o l’emittente contro i cambiamenti nella
tassazione o nella legislazione;
Purchè i termini della proroga che risulta nei flussi di cassa
durante il periodo esteso siano SPPI (IFRS 9 B4.1.11).
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387
Strumenti finanziari d’impresa
Cash Flow Characteristics: sintesi delle
caratteristiche -segueIl tasso di interesse fisso/variabile.
Finché il tasso di interesse prenda in considerazione il valore
tempo del denaro e il rischio di credito (IFRS 9 B4.1.12).
• Le opzioni Cap (opzioni su livelli massimi di tassi di
interesse), Floor (opzioni su livelli minimi di tassi di interesse)
e i Collar (compravendite simultanee di un’opzione su livelli
massimi e minimi di tassi di interesse) (IFRS 9 B41.13 A).
• I prodotti legati all’indice di inflazione della leva finanziaria
(IFRS 9 B41.13 A).
•
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388
Strumenti finanziari d’impresa
Cash Flow Characteristics: sintesi delle
caratteristiche -segueLe casistiche che sono invece incoerenti con la valutazione al
costo ammortizzato sono le seguenti:
• Leve finanziarie (ad es. opzioni, forwards, swaps);
• Opzioni convertibili (ad es. obbligazioni convertibili);
• Prodotti che pagano un tasso fisso meno il LIBOR;
• Prodotti a tasso variabile che si azzerano periodicamente ma
che riflettono una maturità costante;
• Conversioni che hanno come risultato una riduzione
significativa del capitale, degli interessi o di entrambi;
• Crediti pro-soluto (IFRS 9 B4.1.16). Non è necessariamente
preclusa la possibilità che lo strumento incontri le Cash Flow
Characteristics.
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389
Strumenti finanziari d’impresa
Strumenti contrattually-linked
E’ possibile esaminare gli strumenti che compongono il sottostante? (IFRS 9 B4.1.26)
No
Sì
1. La tranche ha dei flussi di cassa che sono unicamente pagamenti del capitale e
pagamenti di interessi? (IFRS 9 B4.1.21(a)).
No
Sì
2. Il sottostante è composto da strumenti con flussi di cassa che sono unicamente
pagamenti del capitale e di interessi, diversi da quelli strumenti che riducono la variabilità
dei flussi di cassa o che allineano tali flussi di cassa delle tranche ai flussi di cassa del
sottostante? (IFRS 9 B4.1.21(b)).
No
Sì
Gli strumenti che costituiscono il sottostante possono cambiare dopo l’iniziale recognition
in modo tale che il sottostante non rispettino più la condizione n.2? (IFRS 9 B4.1.26)
Sì
No
3. Il rischio di credito della tranche è minore o uguale al rischio di credito del sottostante?
(IFRS 9 B4.1.21( c ))
No
Sì
Costo
ammortizzato
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FV con contropartita
Conto Economico
390
Strumenti finanziari d’impresa
Strumenti finanziari ibridi
Se il titolo primario è uno strumento compreso tra quelli
oggetto dell’IFRS 9, non si ha più la separazione tra i derivati
incorporati e il loro titolo primario.
 L’intero strumento ibrido dovrà quindi essere valutato al
costo ammortizzato o al fair value, a seconda della sua
classificazione:
 Se l’intero strumneto ibrido possiede i requisiti del
“modello di business” e le “cash flow charateristics”, allora
è valutato al costo ammortizzato;
 In caso contrario, l’intero strumento è valutato al fair
value con contropartita il Conto Economico.
 Si noti che, se il titoli primario non è uno strumento
compreso tra quelli oggetto dell’IFRS 9 OPPURE è una
passività finanziaria, si continuerà ad applicare il metodo
di valutazione esistente.

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391
Strumenti finanziari d’impresa
Fair Value Option
L’IFRS 9 conserva la Fair Value Option sia per le attività sia per
le passività.
• Per quanto riguarda le attività, secondo l’IFRS 9, le entità
possono decidere di valutare gli strumenti finanziari che
potrebbero essere valutati al costo ammortizzato, al fair value,
a patto che il fair value elimini o riduca significativamente una
incoerenza di valutazione (ad esempio un “accounting
mismatch”).
• L’IFRS 9 elimina quindi due delle situazioni nelle quali la Fair
Value Option è permessa per le attività finanziare contenute
nello IAS 39.
• Coerentemente con quanto previsto dalla IAS 39, la decisione
deve essere presa all’origine, è irrevocabile, e potrebbe essere
adatta ad un approccio titolo per titolo.
•
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392
Strumenti finanziari d’impresa
Investimenti in strumenti di capitale
•
Tutti gli strumenti di capitale devono essere iscritti al
fair value.
• Tutti i cambiamenti nel fair value degli strumenti di
trading devono avere come corrispettivo il Conto
Economico.
• La valutazione al FV con contropartita il Patrimonio
Netto è una particolarità. In sede di iscrizione
iniziale, potrebbe optare per una valutazione
irrevocabile, al fine di presentare all’interno del
Patrimonio Netto successivi cambiamenti nel fair
value degli strumenti di capitale.
• Di conseguenza, grazie alle categorie di fair value,
l’impairment per gli strumenti di capitale non sarà
più un problema.
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393
Strumenti finanziari d’impresa
Passività finanziarie
Non si hanno disparità con quanto previsto dallo
IAS 39. Infatti tutte le passività finanziarie saranno
misurate al costo ammortizzato, usando il metodo
dell’effective interest, ad eccezione di:
•
Held for trading;
•
Fair value option;
•
Altri.
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394
Strumenti finanziari d’impresa
Misurazione delle passività finanziarie
No
Si è fatto uso della Fair Value Option?
Sì
Un cambiamento nel fair value è
dovuto a modifiche del rischio di
credito?
Costo
ammortizzato o
Trading
No
FV con
contropartita
Conto Economico
Sì
Se il cambiamento nel fair value
causato da modifiche del rischio di
credito fosse iscritto con contropartita
al Patrimonio Netto, emergerebbe un
accounting mismatch,?
Sì
No
FV con
contropartita
Patrimonio Netto
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395
Strumenti finanziari d’impresa
Recognition iniziale e successiva
Tutte le attività e le passività finanziarie sono inizialmente
misurate al fair value.
• Per le attività e le passività non al fair value con contropartita
al Conto Economico, i costi di transazione (come definiti dallo
IAS 39) sono aggiunti alla misurazione iniziale.
•
La successiva contabilizzazione, secondo sia la classificazione al
costo ammortizzato sia al fair value, è coerente con le attuali
linee guida dello IAS 39 nell’ambito di tali metodologie.
• Eccezione: le linee giuda dello IAS 39 non si applicano più agli
strumenti di capitale sotto l’opzione di fair value con
contropartita al Patrimonio Netto.
•
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396
Strumenti finanziari d’impresa
Riclassificazione degli strumenti
finanziari
•
•
Un’entità può riclassificare
un’attività finanziaria purchè si
abbi anche un cambiamento nel
modello di business (IFRS
9.4.4.1).
Si dovrebbe invece evitare di
riclassificare le passività
finanziarie (IFRS 9.4.4.2).
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FV con
contropartita
al Conto
Economico
FV con
contropartita
al Patrimonio
Netto
Costo
ammortizzato
397
Strumenti finanziari d’impresa
Cambiamenti nel modello di business
Sono cambiamenti nel modello di business (IFRS 9 B4.4.1):
• L'acquisizione di una società con un modello di business basato
sul "riuscire a raccogliere i flussi di cassa contrattuali", e il
conseguente inizio della gestione di un portafoglio esistente in
forza di tale modello di business;
• L’arresto di un business di mutui retail e il rifuto di accettare
nuovi business.
Non rappresentano cambiamenti nel modello di business (IFRS 9
B4.4.3):
• Un cambiamento di volontà relativo a una specifica attività;
• Una scomparsa temporanea di un particolare mercato per le
attività finanziarie;
• Un trasferimento di attività finanziarie tra i modelli di business
esistenti all’interno di un’entità.
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398
Strumenti finanziari d’impresa
Regole generali di transizione
•
•
•
L’efficacia è previsto per gli esercizi che iniziano il 01.01.2013 o dopo, ma
è stato proposto di cambiare la data obbligatoria al 01.01.2015.
L’applicazione anticipata è ammessa.
Ma l’UE non ha ancora adottato l’IFRS 9.
L’applicazione retroattiva è richiesta in conformità allo IAS 8:
• La determinazione della classificazione dovrebbe essere basata su
fatti e circostanze in essere alla data di prima applicazione;
• La classificazione risultante viene poi applicato retroattivamente;
• L’elezione o la revoca della fair value option è determinata a partire
dalla data di prima applicazione;
• L’elezione di strumenti rappresentativi di capitale che si terrà al fair
value con contropartita il Patrimonio Netto è determinato a partire
dalla data di prima applicazione.
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399
Strumenti finanziari d’impresa
Quale IFRS 9 appicare?
•
•
•
•
L’IFRS 9 è stato rilasciato la prima volta nel novembre 2009, e il
campo di applicazione è limitato alle attività finanziarie. Questo
perché il Board doveva ancora deliberare sul trattamento del
proprio rischio di credito nell’ambito della valutazione al fair value
delle passività finanziarie.
Le modifiche all'IFRS 9 sono stati emesse a ottobre 2010,
segnando il termine della Fase I dell’IFRS 9 riguardo alla
classificazione e valutazione degli strumenti finanziari.
Si pone la questione se un entità può applicare le linee guida
dell’IFRS 9 sulle passività finanziarie senza implementare le linee
guida per le attività finanziarie?
La risposta è NO. Il Board ha deciso che se un'impresa vuole
adottare qualsiasi parte del principio IFRS 9, si deve prima
adottare tutte le parti del principio IFRS 9 che sono state emesse
fino a quel momento. Tuttavia, se l'entità ha già adottato una
prima fase (o una parte di una fase), questa non è tenuta ad
adottare tutte le fasi successive rilasciate.
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400
Strumenti finanziari d’impresa
Applicazione retroattiva
•
•
•
Come incentivo ad adottare l’IFRS, il Board ha deciso che se
un'impresa ha adottato la norma prima degli esercizi con inizio dal
01.01.2012, poi non ci sarebbe alcuna necessità di riaffermare
periodi precedenti.
La determinazione della classificazione viene effettuata alla data
di prima applicazione, sulla base dei fatti e delle circostanze in
quel momento. Una volta che la classificazione è stata
determinata, la si applica retroattivamente.
Le elezioni della fair value option sono fatte alla data di prima
applicazione, basate su fatti e circostanze a quel punto nel tempo.
Non vi è alcuna necessità di mantenere la Fair Value Option,
infatti l'entità può revocare le elezioni che aveva precedentemente
fatto anche se l'attività si qualifica ancora per l'elezione. Anche in
questo caso, una volta che l'elezione sia stata fatta, la sua
classificazione è applicato retroattivamente ai periodi precedenti.
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401
Strumenti finanziari d’impresa
Applicazione retroattiva -segueFair value degli strumenti ibridi
• Per le attività finanziarie ibride aventi uno strumento primario e
che rientrano nel campo di applicazione dell’IFRS 9, non sarà
più necessaria una valutazione per vedere se il derivato
incorporato debba essere separato.
• Al contrario, l'intero strumento dovrebbe essere misurato o al
FV o al costo ammortizzato. In pratica, gli strumenti ibridi che
sono stati separati in passato andrebbero ora misurati al FV.
• Il FV dello strumento nel suo complesso dovrebbe essere
determinato per periodi precedenti al fine di applicare
retroattivamente IFRS 9. Questo potrebbe essere difficile, e
quindi l'entità può ritenere il fair value come la somma del FV
dello strumento primario più il FV del derivato incorporato.
(IFRS 9.7.2.5-6)
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402
Strumenti finanziari d’impresa
Applicazione retroattiva -segueInteresse effettivo e/o impairment (IAS 39)
• Se applicare in modo retrospettivo il metodo del tasso di
interesse effettivo o di impairment risulta irrealizzabile,
allora il Fair Value alla fine di ciascun periodo di confronto,
fino alla data di prima applicazione, si determina
considerando il costo ammortizzato.
Strumenti precedentemente valutata al costo (IFRS 9.7.2.11)
• Per i titoli di capitale quotati e relativi
derivati ​precedentemente valutati al costo, i requisiti di
misurazione al fair value saranno applicati in modo
prospettico.
• L'eventuale differenza tra il precedente valore contabile e il
fair value alla data di prima applicazione sarà riconosciuto in
apertura di utili portati a nuovo nell’esercizio di applicazione
iniziale.
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403
Strumenti finanziari d’impresa
Cosa si intende per “irrealizzabile”?
L’IFRS 9 fa riferimento allo IAS 8 per la definizione di
irrealizzabile. Casistiche seguenti:
• Gli effetti non sono determinabili;
• Sono necessarie ipotesi sulle quali sarebbero state le
intenzioni del management in quel periodo;
• Richiede stime significative degli importi ed è impossibile
distinguere obiettivamente le informazioni riguardo a tali
stime che
• Forniscano evidenza delle circostanze che dell’epoca; e
• Sarebbero state disponibili quando i dati finanziari
relativi a tale periodo sono stati autorizzati alla
pubblicazione.
•
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404
Strumenti finanziari d’impresa
Fase II
•
Novembre 2009: emissione del ED 2009/12 "costo
ammortizzato e impairment“.
•
Emessione del Documento Integrativo (Joint) con
modello di impairment rivisto nel gennaio 2011.
•
Il modello di impairment rivisto è stato scartato dai
Board nel maggio 2011, ed è attualmente in fase di
nuova deliberazione.
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405
Strumenti finanziari d’impresa
Orientamento precedente: Modello
IASB dell’Impairment delle attività
finanziarie
•
Lo IASB definisce le perdite di valore come
aspettative su perdite su crediti senza una soglia di
probabilità durante la vita dello strumento.
• Le iniziali perdite su crediti attese sono incluse nel
calcolo dell’interesse effettivo, con conseguenti
perdite che sono riconosciute come una riduzione
del margine di interesse.
• Le modifiche successive sono riconosciute quando si
verificano.
• Critiche: Troppo poco, troppo tardi e rischia di essere
difficile distinguere tra le stime iniziali e le successive
modifiche di stima per i portafogli aperti.
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406
Strumenti finanziari d’impresa
Orientamento precedente: Modello
FASB dell’Impairment delle attività
finanziarie
•
Il FASB definisce le perdite di valore rilevati quando
l'entità non si aspetta di raccogliere tutti i flussi di
cassa contrattuali senza una soglia di probabilità.
• La perdita di valore si basa su informazioni relative
agli eventi del passato e le condizioni esistenti (cioè
NON previsioni future condizioni economiche)
• Critiche: troppo, troppo presto e non è una vera e
propria "perdita attesa" modello le previsioni future
non sono ammessi.
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407
Strumenti finanziari d’impresa
Orientamento precedente: Documento
supplementare
Campo di applicazione:
• Se le attività finanziarieono gestite nell’ambito di
portafogli aperti, devono essere misurate al costo
ammortizzato, ad eccezione dei crediti a breve
termine, per i quali l’attualizzazione è irrilevante.
• L’impairment delle altre attività (portafogli chiusi, titoli
di debito, attività valutate per riduzione di valore
individuale) è ancora in fase di nuova deliberazione.
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408
Strumenti finanziari d’impresa
Nuovo orientamento
•
I Board hanno deciso di procedere verso un modello
di perdita attesa: le attività finanziarie saranno divise
in tre “bucket".
• Bucket 1: comprenderà inizialmente tutti i prestiti
ceduti e acquistati. Poi ci si aspetta di perdita, ma la
maggior parte dei flussi di cassa dovrebbero essere
raccolti. (I crediti acquistati con uno sconto non
rientrano nell'ambito di questa discussione).
• Bucket 2: comprenderà i beni interessati dalla
verificarsi di eventi che indicano una relazione diretta
con possibili future inadempienze, non attribuibili a
specifiche attività.
• Bucket 3: comprenderà i crediti problematici o
individualmente identificati come crediti deteriorati.
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409
Strumenti finanziari d’impresa
Nuovo orientamento -segue•
I Board hanno convenuto che il "principio guida" è
quello di riflettere il modello generale di
deterioramento della qualità creditizia delle attività
finanziarie.
• Tutte le attività partiranno dal Bucket 1 e si
muoveranno in quelli successivi quando la qualità
del credito si deteriora.
• I Board hanno inoltre convenuto di elaborare una
strategia per muoversi tra i Bucket, che sarà basato
sull'utilizzo del Credit Risk Management (CRM) di
processo.
• Poiché il calcolo della riduzione di valore sarà
diverso per ogni Bucket, il problema chiave è la
determinazione di quando trasferire le attività da un
Bucketad un altro.
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410
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Ultimi sviluppi sulla Recognition
dell’Impairment
Bucket 1 perdite di valore:
• Semplificare;
• Perdite attese per 12 o 24 mesi (non perdite di vita);
• Perdite annuali.
Bucket 2 e 3:
• Deve ancora essere ri-deliberato.
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411
Strumenti finanziari d’impresa
Fase III
•
L’Hedge Accounting ED è stato rilasciato dicembre
2010.
•
Campo di applicazione: non affronta la copertura
generica (“macro hedging”) di portafogli aperti.
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412
Strumenti finanziari d’impresa
Rischi copribili
Modifiche operate dall’IFRS 9:
• Il rischio coperto deve poter colpire profitti o perdite
oppure strumenti di capitale con contropartita il Patrimonio
Netto.
• L’insieme dei prodotti che possono beneficiare di
coperture è stato esteso agli strumenti non finanziari.
Questo può avere l'impatto maggiore quando si tratta di
copertura di elementi non finanziari.
Inoltre, se il componente è separatamente identificabili e
misurabili, può essere oggetto di copertura per gli
elementi finanziari e non finanziari.
Il Board ha deciso di autorizzare provvisoriamente l'hedge
accounting per le partecipazioni valutate al FV con
contropartita il Patrimonio Netto.
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413
Strumenti finanziari d’impresa
Interruzione dell’hedge accounting
Due casistiche:
• Possibile solo quando gli obiettivi del Risk
Management cambiano, e quindi non su base
volontaria. Ciò dovrebbe essere relativamente raro.
• Se la relazione di copertura non è più efficace, gli
enti sono tenuti a "riequilibrare" la copertura
regolando il derivato o lo strumento di copertura per
produrre una migliore compensazione.
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414
Strumenti finanziari d’impresa

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