Danni Provocati Dagli Impedimenti Alla Bigenitorialità

Report
Danni provocati dagli impedimenti
alla bigenitorialità
Giornata di studi sulla Bigenitorialità
Università Milano-Bicocca, 6 giugno 2014
Giovanni B. Camerini
Neuropsichiatra infantile e Psichiatra
Dal “DOCUMENTO SUL SUPERAMENTO DEGLI
OSTACOLI AL DIRITTO ALLA BIGENITORIALITA’”
• Capita talora che il genitore presso il quale il figlio è
prevalentemente collocato trasmetta al bambino
stesso l’astio verso l’altro genitore.
• Ciò può avvenire per via indiretta (il bambino “fa
sue” le reazioni emotive del genitore) oppure
diretta (il genitore trasmette al bambino i propri
giudizi).
• Il fenomeno del bambino “ostaggio” di un genitore
è purtroppo molto frequente nelle separazioni
caratterizzate da un’alta conflittualità.
• Le conclusioni della comunità scientifica non
consentono di considerare il bambino come
“malato” in quanto influenzato negativamente da
un genitore; attualmente si ritiene più
correttamente che si possa parlare di “Alienazione
Parentale” e non di “ Sindrome di Alienazione
Genitoriale”, ritenendo che essa coinvolga una
relazione tra almeno tre persone, ciascuna delle
quali dà il proprio personale contributo in misura
variabile da caso a caso.
• Il fatto che il maltrattamento non costituisca una
sindrome, non significa che il maltrattamento non
esista.
• Da qui, negare il fenomeno significa commettere un
grossolano errore.
Documento SINPIA – Aprile 2013
• La Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e
dell'Adolescenza ritiene opportuno esprimere il proprio parere
in merito all'eco destata dalla recente sentenza n. 7041 del
20.03.2013 della Corte di Cassazione e dalle affermazioni ivi
contenute circa la nozione di PAS (Parental Alienation
Syndrome).
• In primo luogo, al di là dell'opportunità che l'autorità
giudiziaria si sostituisca alla comunità scientifica nel rilasciare
giudizi su argomenti altamente specialistici, si ritiene che il
problema relativo all’esistenza o meno di una "sindrome"
legata all'alienazione di una figura genitoriale venga posto in
modo incongruo. Fenomeni come il mobbing, lo stalking ed il
maltrattamento esistono ed assumono valenze giuridiche a
prescindere dal riconoscimento di disturbi identificabili come
sintomatici. La comunità scientifica è concorde nel ritenere
che la alienazione di un genitore non rappresenti di per sé un
disturbo individuale a carico del figlio ma piuttosto un grave
fattore di rischio evolutivo per lo sviluppo psicoaffettivo del
minore stesso.
• La nozione di Alienazione Parentale è inoltre
riconosciuta come possibile causa di maltrattamento
psicologico dalle Linee Guida in tema di abuso sui
minori della SINPIA (2007).
• La SINPIA ribadisce come sia importante adottare le
precauzioni e le misure necessarie, come impongono
le recenti sentenze della Corte Europea dei Diritti
dell'Uomo, per garantire il diritto del minore alla
bigenitorialità e tutelarlo dagli ostacoli che lo
possono minacciare .
Il DSM-V:
•  Problemi RelazionalI (dei quali fanno parte anche
l’abuso fisico, sessuale e psicologico e la
trascuratezza), al di fuori dai disturbi individuali.
• Problema che coinvolge due o più soggetti e che si
associa a disagi clinicamente significativi in uno o in
entrambi i membri dell’unità relazionale.
• Un problema relazionale può sollecitare
un’attenzione clinica in ragione del fatto che il
soggetto cerca un’assistenza sanitaria o per un
problema che riguarda il decorso, la prognosi o il
trattamento di un disturbo mentale o di un’altra
condizione medica.
Problema relazionale genitore-bambino
Oggetto di attenzione clinica  indirizzare la qualità della
relazione genitore-bambino
Problemi comportamentali:
- inadeguato controllo genitoriale
- iperprotezione genitoriale
- eccessiva pressione genitoriale
- discussioni che possono sfociare in minacce di violenza fisica
Problemi cognitivi:
- attribuzione negativa alle intenzioni altrui
- ostilità verso gli altri
- sentimenti non giustificati di alienazione
Problemi affettivi:
- sensazioni di tristezza
- apatia o rabbia verso gli altri individui nelle relazioni
Effetti negativi del disagio relazionale tra
genitori sul bambino
Oggetto di attenzione clinica  effetti negativi della discordia
nella relazione genitoriale su un bambino in famiglia
• Alti livelli di conflitto
disagio
denigrazione.
 Effetti sul disturbo mentale del bambino.
Le inutili dispute nominalistiche…
Non si tratta di diagnosticare un
“disturbo”…
Si tratta di valutare i
comportamenti in gioco.
I diversi comportamenti in gioco
• 1) Da un lato, i casi in cui il figlio si trova coinvolto in una
immotivata campagna di denigrazione da parte di un
genitore (“mobbing genitoriale”) e si allinea passivamente
sulle sue posizioni a partire da un “conflitto di lealtà ”;
• 2) dall’altro, i casi in cui il “contributo personale” da parte
del figlio è molto più accentuato, in ragione di
comportamenti negativi (in senso commissivo od omissivo)
dei quali si è reso responsabile il genitore rifiutato.
• In mezzo, una variegata quantità di condizioni a genesi
multifattoriale, accomunate dalla presenza di un conflitto
genitoriale all’interno del quale i figli sono più o meno
direttamente coinvolti come alleati dell’uno o dell’altro
genitore ed ognuno dei soggetti si identifica in un ruolo
secondo logiche e nessi causali circolari.
 Comportamenti messi in atto e rivolti
all’allontanamento dell’altro genitore (mobbing
genitoriale):
• Indottrinamento circa i difetti e le mancanze
• Estensione delle critiche alla famiglia allargata
• Coinvolgimento di altri membri della famiglia del
genitore “alienante”
• Sollecitazione di un’alleanza
• Legame simbiotico
• Ostacolo alle visite
• Denunce infondate di molestie
Fernando Prodomo, Tribunale di Firenze:
• “Queste condotte non devono essere accertate
solamente nella consulenza tecnica psicologica…ma
devono essere provate attraverso l’utilizzo dei mezzi
di prova tipici (interrogatori, testimonianze,
documenti, precedenti decisioni) e specifici
(relazioni dei servizi territoriali) al fine di evitare
l’ingresso nella decisione di elementi spuri, quasi
convinzioni pregiudiziali (‘occorre sempre
accondiscendere alla volontà del genitore che
meglio conosce i suoi figli ed agisce per il loro bene’;
‘la madre è di per sé più adatta a crescere i figli’)”.
Le conseguenze
• Ricerche condotte su campioni di figli negli Stati
Uniti hanno consentito di individuare almeno 20
modi con i quali i genitori possono coinvolgere il
figlio nel loro conflitto: denigrando l’altro genitore,
interferendo nella comunicazione tra il figlio e
l’altro genitore, oppure evitando ogni riferimento a
quest’ultimo cercando di “cancellarlo”.
• Tali comportamenti sono in grado di determinare
nel bambino un “conflitto di lealtà”, il quale spinge
a rifiutare un genitore per compiacere l’altro.
Il “conflitto di lealtà”
• Si sviluppa allorquando un genitore viene
rappresentato più o meno esplicitamente dall’altro in
maniera negativa e dispregiativa. Il figlio può
giungere a temere di tradire la fiducia e le aspettative
del genitore con il quale prevalentemente vive qualora
mostri sentimenti di attaccamento e di affetto
percepiti come idiosincrasici. Il bambino inizia ad
ostentare i medesimi giudizi nel tentativo di garantirsi
l’affetto di almeno uno dei genitori.
• Queste dinamiche di angoscia e di colpa sono in grado
di compromettere:
• i processi d’identificazione
• l’autostima
• le capacità di adattamento
• la fiducia di base.
RISCHI EVOLUTIVO PER IL BAMBINO
 Aggressività e tendenza all’acting-out;
 Disturbi Psicosomatici ed Alimentari;
 Disturbi relazionali e dell’Identità sessuale;
 Comportamenti ossessivo-compulsivi e dipendenti;
 Disturbo nella sfera narcisistica ed organizzazione
tipo “falso sé”;
 Egocentrismo e comportamenti di manipolazione.
Esiti long term: le ricerche
• Baker e Verrocchio (2013) hanno rilevato in
un’indagine svolta su 257 studenti di Chieti alti tassi
di depressione, bassa autostima, abuso di alcol e stili
di attaccamento disturbati nel gruppo di coloro che
erano stati soggetti durante l’infanzia all’alienazione
di un genitore legata a conflitti familiari conseguenti
alla separazione e tali da coinvolgere i figli.
• In un altro lavoro di Verrocchio e Baker del 2013
compiuto su 730 studenti di Chieti si rilevavano, tra i
soggetti esposti a contrasti familiari ed a conflitti di
lealtà, importanti effetti dannosi sul loro
funzionamento a lungo termine e sul benessere in età
adulta.
• La particolare difficoltà nei casi di AP risiede
nella necessità di intervenire non solo su
tutti i membri dell’incastro relazionale ma
anche di operare tanto su un piano
correttivo della realtà (dispositivi di
collocamento e di frequentazione del
bambino) tanto sul mondo interno del figlio
e dei genitori (intervento psicosociale in una
prospettiva clinica e preventiva).
Alienazione di una figura genitoriale
Lesione dei diritti
relazionali
Fattore di
rischio evolutivo
Corte Eur. Dir. Uomo, sez. II, sentenza 29
gennaio 2013, Lombardo c/ Italia
• “Dall’art. 8 della Convenzione, derivano obblighi
positivi dove si tratti di garantire il rispetto effettivo
della vita privata o familiare. Questi obblighi
possono giustificare l’adozione di misure per il
rispetto della vita familiare nelle relazioni tra gli
individui, e, in particolare, la creazione di un
arsenale giuridico adeguato ed efficace per
garantire i diritti legittimi delle persone interessate
e il rispetto delle decisioni dei tribunali”.
 Sono da privilegiare le azioni nei confronti del
genitore che ostacola le visite
(si oppone alle prescrizioni)
 Coercizione indiretta (c.d. tutela inibitoria)
finalizzata all’adempimento dell’ordine.
:
• Agire per tempo, prima che le reazioni del figlio si
stabilizzino e si radichino.
• Sanzioni amministrative - applicazione del 709 ter c.p.c.
• Provvedimenti di sospensione o di decadenza della
potestà.
• Sanzioni penali (maltrattamento - art. 572 cp; violazione
degli obblighi familiari – art. 570 c.p.; non ottemperanza
alla disposizioni del giudice – art. 388 c.p.).
La Carta di Civitanova:
22. Ostacoli al diritto alla bigenitorialità
• Nel caso in cui un genitore ostacoli e/o osteggi
l'esercizio del diritto del minore alla bigenitorialità
tali condotte vanno tempestivamente segnalate
all'Autorità Giudiziaria, la quale potrà attuare
interventi amministrativi, civili eventualmente anche
sanzionatori, penali; tali interventi dovranno essere
tempestivi onde evitare che la situazione si radichi e
si stabilizzi. Nel caso in cui siano stati disposti incontri
in spazio neutro tra uno dei due genitori ed il figlio,
eventuali difficoltà e rifiuti dovranno essere affrontati
non attraverso provvedimenti coercitivi nei confronti
di quest’ultimo/a bensì adottando prescrizioni e/o
sanzioni anche punitive a carico del genitore che si
rifiuti di collaborare e di facilitare il passaggio del
figlio all’altro genitore.
Gli interventi sui due piani
Utilizzazione della
CTU
Disposizioni giudiziarie
Dal Protocollo di Milano:
il “criterio dell’accesso”
• Promuovere il ruolo dell’altro genitore
favorendo la sua partecipazione alla vita del
figlio, cooperando attivamente nella
genitorialità (cogenitorialità/criterio
dell’accesso) e salvaguardando i legami
generazionali anche con la famiglia allargata.
 Valutare le rispettive capacità di negoziazione
del conflitto
La CTU: strategie
• Attivazione degli incontri genitore-figlio
• Utilizzazione di un “facilitatoretraghettatore” (privato sociale)
• Prolungamento della CTU
• Monitoraggio post-CTU
• Coinvolgimento del servizio sociale
(affidamento / vigilanza)
Revisione delle tabelle
per la valutazione del danno
(Società Italiana di Medicina legale e delle
Assicurazioni, in press)
• L’art. 709-ter c.p.c. prevede che il Giudice, constatato un
ostacolo posto da parte di un genitore ai diritti di visita
dell’altro, possa disporre il risarcimento dei danni a carico
di uno dei due genitori in favore del minore.
• Tale danno potrà avere o una natura sanzionatoria ovvero
natura compensativa.
• Nel primo caso esso corrisponde ad una logica punitiva in
relazione alla gravità ed alla intenzionalità della violazione
commessa.
• Nel secondo caso la natura del risarcimento è
compensativa e va commisurata sul pregiudizio del
danneggiato a partire dall’esistenza di un danno psichico.
Grazie dell’attenzione
[email protected]
www.giovannibattistacamerini.com

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