fondi pensione negoziali - Regolazione dell`attività e dei mercati

Report
La previdenza complementare in Italia
RAFFAELE CAPUANO
Direttore Generale
Roma 20 aprile 2013
INDICE DELLA PRESENTAZIONE
1.La previdenza complementare in Italia
2.Le forme pensionistiche complementari
3.La scelta sulla destinazione del TFR
4.L’informativa agli aderenti
2
1. La previdenza complementare in Italia
3
L’intervento normativo
1993 (d.lgs. 124/1993)
Nuova normativa della previdenza complementare
1995 (legge 335/1995)
Riforma "Dini" della previdenza obbligatoria;
Adesione collettiva ai FPA in assenza di FPC (con TFR);
Portabilità da FPC a FPA dopo 3-5 ann(senza TFR e contributo datoriale)
1996-1997
Completamento normativa secondaria prev. complementare:
Avvio operatività primi nuovi fondi pensione
2000 (d.lgs. 47/2000)
Riforma della normativa fiscale dei fondi pensione
Estensione benefici fiscali a piani individuali pensionistici (PIP) realizzati
tramite polizze di assicurazione vita
Agosto 2004 (legge 243/2004)
Legge-delega di riforma complessiva del sistema pensionistico
Dicembre 2005 (d.lgs 252/2005)
Normativa di attuazione - Riforma della previdenza complementare con
vigenza dal 1/1/2008
Legge finanziaria 2007
Anticipo entrata in vigore riforma al 1/1/2007 e istituzione del Fondo di
Tesoreria per TFR non destinato a previdenza complementare in caso di
aziende con almeno 50 addetti
Decreti ministeriali 2007/2008
Disciplina di FondINPS e Fondo di Tesoreria altra normativa secondaria
4
La riforma della previdenza complementare (il Decreto lgs. 252/2005)
 Incrementa le risorse del sistema attraverso il conferimento del TFR maturando
alle forme pensionistiche complementari
 Conferma il principio di volontarietà dell’adesione
 Incrementa la “concorrenzialità” tra le diverse forme pensionistiche
 Rivede l’assetto della vigilanza potenziando la COVIP
 Introduce un più favorevole regime fiscale
NON RIGUARDA:
 i PIP stipulati prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina, salvo possibilità di
adeguamento nei termini previsti dal nuovo Decreto
 il settore del pubblico impiego al quale continua ad applicarsi il previgente regime
normativo
5
La COVIP
Ha il compito di perseguire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti
nell’obiettivo di pervenire alla definizione di regole comuni alle diverse forme
pensionistiche complementari così da:



garantire il rispetto dei principi di trasparenza, comparabilità e portabilità
assicurare una più efficace tutela degli iscritti e dei beneficiari
favorire il buon funzionamento del sistema di previdenza complementare
Le Direttive ministeriali confermano:




il ruolo della COVIP quale autorità unica di settore
la funzione di “Sportello unico”, incaricato di ricevere le richieste dei
soggetti interessati attivandosi per l’ottenimento dell’autorizzazione
complessiva attraverso la collaborazione con le altre autorità di settore
il passaggio di competenze da altre autorità alla COVIP a partire dalla data
di entrata in vigore della nuova disciplina
il compito di emanare direttive ai soggetti vigilati per fornire indicazioni
utili al tempestivo adeguamento di statuti, regolamenti e dei relativi
documenti informativi
6
2. Le forme pensionistiche complementari
7
Le forme pensionistiche complementari
Fondi pensione negoziali: forme pensionistiche ad adesione collettiva,
istituite tipicamente nell’ambito della contrattazione collettiva nazionale a
livello di settore, ovvero nell’ambito di accordi aziendali

 Fondi pensione aperti: forme pensionistiche ad adesione individuale e
collettiva, istituite da banche, imprese di assicurazione, SGR e SIM
 Piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (PIP): forme
pensionistiche ad adesione individuale attuate mediante contratti di
assicurazione sulla vita, istituite dalle imprese di assicurazione
 Fondi pensione preesistenti (antecedenti la Legge 421/1992): forme
pensionistiche ad adesione collettiva caratterizzate da una platea di
aderenti non più estendibile
8
Chi può aderire alle forme pensionistiche complementari
DESTINATARI:
 lavoratori dipendenti del settore privato;
 lavoratori assunti con una delle tipologie di contratto di lavoro previste
dal decreto legislativo 276 del 2003 (riforma Biagi);
 lavoratori autonomi;
 lavoratori professionisti;
 soci lavoratori di società cooperative;
 soggetti che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità
familiari;
 soggetti titolari di reddito diverso da quello da lavoro;
 soggetti fiscalmente a carico.
9
Le fonti istitutive delle forme pensionistiche complementari
 Contratti e accordi collettivi
 Accordi aziendali, anche limitatamente ai soli soggetti o lavoratori firmatari
degli stessi ( accordi plurimi)
 Accordi fra lavoratori autonomi/liberi professionisti
 Regolamenti di enti o aziende, i cui rapporti di lavoro non siano disciplinati
dalla contrattazione collettiva
 Regioni
 Accordi fra soci lavoratori di cooperative
 Accordi fra soggetti che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da
responsabilità familiari (D.lgs. 565/1996)
 “Casse privatizzate” (D.lgs. 509/1994 e D.lgs. 103/1996)
 Soggetti istitutori di fondi pensione aperti (banche, SGR, SIM e imprese di
assicurazione)
 Soggetti istitutori
assicurazione)
di
polizze
individuali
pensionistiche
(imprese
di
10
Le principali caratteristiche dei fondi pensione
 l’adesione al fondo pensione è volontaria e individuale (ancorché possa avvenire
sulla base di previsioni della contrattazione collettiva);
 i contributi sono accumulati su base individuale;
 il regime ordinario è la “contribuzione definita”, essendo ammessa la
“prestazione definita” solo per i lavoratori autonomi e liberi professionisti;
 le prestazioni sono erogate secondo criteri di corrispettività e in base al principio
della capitalizzazione;
 la gestione delle risorse è affidata, di regola, a soggetti terzi specializzati
(banche, assicurazioni, intermediari finanziari), fermo restando che i fondi
pensione ne mantengono la titolarità; le risorse del fondo sono depositate
presso una banca depositaria.
Fonte: indagine Censis, 2012
11
Il regime della contribuzione definita




è prefissato il livello dei contributi da versare al fondo pensione
rischio finanziario grava sull’aderente
la parte variabile è la prestazione da erogare
l’ammontare delle prestazioni è funzione:
- del tasso di rendimento realizzato nella gestione delle risorse
- dell’importo dei conti versati
- del tempo di permanenza nel fondo pensione
Regime della contribuzione definita si applica esclusivamente a:
Lavoratori dipendenti privati e pubblici
Soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro
Soggetti destinatari del d.lgs. 565/1996 (persone che svolgono lavori di cura non
retribuiti derivanti da responsabilità familiari)
Regime della contribuzione definita si può applicare a:
Lavoratori autonomi e liberi professionisti
Aderenti ai fondi pensione preesistenti
12
I presidi di garanzia dei fondi pensione
A tutela del risparmio previdenziale, da tenere ben distinto dal puro e semplice
risparmio finanziario, il nostro ordinamento prevede una disciplina di settore, anche a
livello di normativa comunitaria, con riguardo alle regole di accesso e di
funzionamento dei fondi pensione e la creazione di un sistema di vigilanza “dedicato”,
con la previsione di una specifica Autorità di settore (COVIP).
1) Con riferimento alle regole di accesso al settore, il nostro ordinamento prevede:
- le forme pensionistiche possono essere istituite solamente dalle fonti individuate
nell’art. 3 d. lgs 252/2005;
- le forme pensionistiche possono iniziare ad operare dopo aver ricevuto la formale
autorizzazione da parte della COVIP, che provvede a iscriverle nell’Albo tenuto dalla
stessa;
- il coinvolgimento dei lavoratori e dei datori di lavoro sia nella fase istitutiva dei
fondi (attraverso le rispettive associazioni rappresentative) sia nell’attività
gestionale, attraverso la designazione di loro rappresentati negli organi di
amministrazione e controllo dei fondi (in misura paritetica nel caso di fondi a
contribuzione bilaterale).
13
Fonte: indagine Censis, 2012
I presidi di garanzia dei fondi pensione .. (segue)
2) In merito alle modalità di funzionamento dei fondi pensione, il nostro ordinamento
prevede i seguenti presidi di garanzia:
- tutte le forme pensionistiche devono dotarsi di un responsabile nominato dal consiglio di
amministrazione dello stesso fondo pensione ovvero della società promotrice della forma
pensionistica, il quale provvede a verificare che la gestione della forma sia svolta
nell’esclusivo interesse degli aderenti, nonché nel rispetto della normativa, a vigilare sul
rispetto dei limiti di investimento, sulle operazioni in conflitto di interesse e sull’adozione di
prassi operative idonee a meglio tutelare gli iscritti;
- i fondi pensione aperti che prevedano anche la possibilità di adesioni su base collettiva
devono provvedere all’istituzione di un organo di sorveglianza che rappresenti
adeguatamente gli interessi degli aderenti, verifichi che l’amministrazione e la gestione del
fondo pensione avvenga nel loro esclusivo interesse, riferisce all’organo di amministrazione
del fondo pensione ed alla COVIP in merito alle irregolarità riscontrate;
- previsione di rigorosi requisiti di professionalità ed onorabilità da parte degli esponenti
dei fondi pensione (amministratori, sindaci, dirigenti responsabili);
14
I presidi di garanzia dei fondi pensione .. (segue)
- affidamento della gestione delle risorse, in linea generale, ad intermediari
specializzati (banche, intermediari finanziari, assicurazioni), mantenendo la
titolarità delle stesse in capo a fondi pensione, cui spetta il compito di definire le
linee generali della politica di investimento e monitorare costantemente
l’andamento della gestione; risorse affidate in gestione presso una banca (“banca
depositaria”);
- previsione della separatezza ed autonomia dei valori e delle disponibilità affidate
in gestione, che costituiscono patrimonio separato e che non possono essere
distratti dalle finalità alle quali sono destinati né formare oggetto di procedure
esecutive da parte dei creditori del gestore;
- affermazione del principio per cui gli investimenti devono essere effettuati nel
rispetto del principio di sana e prudente gestione, attraverso la definizione di regole
volte all’interazione di elementi di tipo quantitativo e di tipo qualitativo. In generale
le principali regole quantitative riguardano limitazioni a particolari profili di rischio:
paese, mercato, cambio, concentrazione (Decreto Ministeriale 703/96 e D.Lgs
252/2005);
15
I presidi di garanzia dei fondi pensione .. (segue)
gli investimenti devono essere valutati secondo il criterio del the mark-to-market su base
almeno mensile. La normativa prevede che il fondo definisca un benchmark che deve
essere utilizzato nel controllo della perfomance degli investimenti del fondo e, nel caso dei
fondi pensione negoziali, dei gestori finanziari;
previsione di una linea di investimento garantita destinataria dei flussi di TFR conferiti
tacitamente; la garanzia deve essere costituita da un effettivo impegno ad assicurare con
certezza il risultato della restituzione integrale del capitale, al netto di qualsiasi onere,
entro un tempo predeterminato e/o al realizzarsi di determinati eventi (ad es. il
pensionamento); politica d’investimento deve essere idonea a realizzare con elevata
probabilità rendimenti pari o superiori al TFR;
disciplina delle regole da osservare in ipotesi di conflitto di interessi, con particolare
attenzione ai profili della trasparenza;
definizione di rigorosi criteri ai quali i fondi si devono attenere al fine di garantire una
completa ed efficace informativa sia nella fase di raccolta delle adesioni, sia con riguardo
ai lavoratori iscritti.
16
I presidi di garanzia dei fondi pensione .. (segue)
3) Compiti dell’Autorità di vigilanza
perseguire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti avendo riguardo alla
tutela degli iscritti e dei beneficiari, al buon funzionamento del sistema di previdenza
e alla sana e prudente gestione delle forme pensionistiche preesistenti, delle forme
negoziali e dei fondi aperti;
autorizzare preventivamente l’avvio di nuove iniziative di previdenza
complementare. La COVIP svolge la funzione di “Sportello unico”, incaricato di
ricevere le richieste dei soggetti interessati attivandosi per l’ottenimento
dell’autorizzazione complessiva attraverso la collaborazione con le altre autorità di
settore;
emanare direttive ai soggetti vigilati, definendo regole comuni per le diverse forme
previdenziali al fine di assicurare il rispetto del principio di trasparenza, comparabilità
e portabilità;
regolamentare e vigilare sulla documentazione che le forme pensionistiche
utilizzano per la raccolta delle adesioni e per l’informativa agli aderenti;
17
I presidi di garanzia dei fondi pensione .. (segue)
 esercitare il controllo, anche ai fini della correttezza dei comportamenti, sulla
gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile di tutte le forme
pensionistiche
 irrogare sanzioni ai soggetti vigilati nel caso di illecito sanzionabile in via
amministrativa, tale competenza era prima assegnata al Ministero del lavoro e
della Previdenza sociale (cfr. art. 19 quarter del decreto 252/2005 che ridisegna
la disciplina di settore della previdenza complementare ampliando le ipotesi di
illecito sanzionabili in via amministrativa e innalzando i limiti massimi delle
sanzioni relative; è stata inoltre introdotta la responsabilità solidale dei fondi
pensione nel pagamento della sanzione amministrativa, salvo il diritto di
regresso nei confronti del responsabile della violazione);
 curare l’Albo di tutte le forme pensionistiche.
18
La contribuzione
Le fonti di finanziamento delle forme di previdenza complementare sono:
il trattamento di fine rapporto (TFR)
il contributo del lavoratore
il contributo del datore di lavoro.
 Il lavoratore può scegliere di contribuire con il solo TFR oppure di versare ulteriori
contributi.
 Se l’aderente versa anche il suo contributo ha diritto, in base ad accordi collettivi,
anche aziendali, a un contributo del datore di lavoro, che affluirà al fondo
pensione nei limiti e alle condizioni stabilite nei predetti accordi.
 Il datore di lavoro può comunque decidere, anche in assenza di accordi collettivi,
di contribuire al fondo pensione prescelto dal dipendente.
 La misura del contributo a carico dell’aderente è fissata negli accordi istitutivi e
può essere variata dall’aderente (fatti salvi i minimi previsti dalle fonti istitutive).
 I regolamenti e gli statuti possono prevedere la possibilità di suddividere i flussi
contributivi anche su diverse linee di investimento all’interno della stessa forma
pensionistica.
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Le prestazioni pensionistiche
Il diritto alla prestazione pensionistica complementare si acquisisce al momento della
maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione obbligatoria dopo almeno 5 anni
di permanenza nel fondo pensione.
L’erogazione della prestazione può essere anticipata al massimo di 5 anni in presenza di
periodi di inoccupazione superiori ai 48 mesi e di invalidità permanente con la
riduzione della capacità di lavoro di almeno 1/3.
La prestazione viene erogata tramite rendita salvo la possibilità di liquidare il montante
finale in capitale fino a un massimo del 50%.
Qualora la conversione in rendita del 70% del montante finale sia inferiore al 50%
dell’importo annuo dell’assegno sociale, la prestazione può essere erogata
completamente in capitale.
In caso di premorienza l’intera posizione individuale è riscatta dagli eredi o altri
beneficiari espressamente indicati.
20
Le anticipazioni
Anticipazioni:

per spese sanitarie connesse a gravi motivi di salute, in ogni momento e
fino a un max del 75% della posizione individuale. Sull’importo erogato,
al netto dei redditi già assoggettati ad imposta, si applica
una
ritenuta d’imposta del 15% (che si riduce fino al 9% dopo
15 anni
di partecipazione al fondo pensione);

per acquisto o ristrutturazione prima casa di abitazione, decorsi otto
anni dall’iscrizione e fino a un max del 75% della posizione individuale.
Sull’importo erogato, al netto dei redditi già assoggettati ad imposta, si
applica una ritenuta d’imposta del 23%;

per altre esigenze dell’iscritto, decorsi otto anni dall’iscrizione e fino a un
max del 30%. Sull’importo erogato, al netto dei redditi già
assoggettati ad imposta, si applica una ritenuta d’imposta del 23%;
MASSIMALE comunque erogabile a titolo di anticipazione: 75% della
posizione individuale.
21
Il trasferimento e il riscatto
L’aderente può trasferire, per qualunque motivo, la posizione individuale ad altra
forma pensionistica dopo due anni del periodo minimo di permanenza. In ogni caso i
trasferimenti sono esenti da oneri fiscali. Divieto di clausole limitative della portabilità
della posizione individuale (ad esempio, “preconto”). La portabilità del contributo del
datore di lavoro è disciplinato negli accordi collettivi.
Quando si perdono i requisiti di partecipazione alla forma pensionistica, prima della
maturazione del diritto all’erogazione del trattamento pensionistico, si può:


trasferire la posizione individuale in ragione della nuova attività lavorativa
esercitata
riscattare la posizione individuale (in misura parziale, 50% della posizione
individuale, nel caso di inoccupazione per periodi compresi fra i 12 e i 48 mesi,
ricorso a procedure di mobilità, CIG ordinaria o straordinaria; in misura totale
della posizione individuale, nel caso di invalidità permanente e per cessazione
dell’attività lavorativa oltre 48 mesi).
22
Il regime fiscale
Nuovo regime fiscale per versamenti e prestazioni maturate dal 1.1.2007.
Deducibilità dal reddito complessivo dei contributi versati (dal lavoratore e dal datore di
lavoro) fino a un max di 5.164,57 euro (i lavoratori di prima occupazione successiva
all’entrata in vigore del d. lgs. 252 possono superare il limite dei 5.164,57 euro dei
contributi fino ad un max di ulteriori 2.582,29).
Imposta sostitutiva dell’11% sul risultato netto maturato dalla forma pensionistica
complementare.
Ritenuta a titolo di imposta del 15% sulle prestazioni comunque erogate (capitale e
rendita/anticipazioni per spese sanitarie/riscatti parziali/totali/premorienza), al netto
della parte corrispondente ai redditi già assoggettati a imposta, nei primi 15 anni;
riduzione dell’imposta sulle prestazioni di uno 0,3% per ogni anno eccedente il
quindicesimo anno di partecipazione, con un limite max del 6%.
Ritenuta a titolo di imposta del 23% nel caso di anticipazioni per acquisto prima casa e
ulteriori esigenze/riscatto per altri motivi.
23
I fondi pensione negoziali
I fondi pensione negoziali sono istituiti grazie ad accordi collettivi, stipulati fra
i lavoratori ed i datori di lavoro. Essi possono essere rivolti ai lavoratori di una
intera categoria contrattuale oppure ai lavoratori di una impresa o di un
gruppo di imprese o, infine, ai lavoratori di un determinato territorio.
I fondi pensione negoziali sono soggetti giuridici autonomi dotati di organi
propri: l’assemblea, gli organi di amministrazione e controllo, il responsabile
del fondo. Gli organi di amministrazione e controllo sono costituiti per la metà
dai rappresentanti dei lavoratori iscritti e per l’altra metà dai rappresentanti
dai datori di lavoro.
Per lo svolgimento delle proprie attività, i fondi negoziali si avvalgono di
soggetti specializzati (banche, assicurazioni, sgr, sim); le risorse sono
depositate presso una banca depositaria; le prestazioni sono generalmente
erogate da una compagnia di assicurazione.
L’attività dei fondi negoziali è regolata dalla COVIP, che approva lo statuto del
fondo.
24
Fondi pensione negoziali
Iscritti per condizione professionale e categoria di fondo.
Categoria di fondo
Fondi aziendali e di gruppo
Fondi di categoria
Fondi territoriali
Totale
Fondi
9
26
3
38
Lavoratori dipendenti
Settore
Settore
privato
pubblico
302.831
1.453.500
87.186
114.392
49.087
1.870.723
136.273
Lavoratori
autonomi
Totale
302.831
3.800 1.544.486
108
163.587
3.908 2.010.904
(dati di fine 2010)
25
Fondi pensione negoziali
Risorse in gestione e tipologia di intermediario
Tipologia di intermediario
Imprese italiane
Assicurazioni
SGR
SIM
Banche
Totale
Imprese di altri Paesi UE
Totale
Num.
intermediari
Num.
convenzioni
Risorse in gestione
2009
2010
2009
2010
2009
2010
Importo
% Importo
%
8
17
2
1
28
13
41
7
12
2
1
22
16
38
60
114
4
9
187
46
233
56
112
3
8
179
56
235
5.157 27,4 4.631 20,7
8.703 46,3 8.991 40,3
278
1,5
227 1,0
663
3,5
770 3,5
14.802 78,7 14.619 65,5
4.010 21,3 7.702 34,5
18.812 100,0 22.321 100,0
(dati di fine anno 2010; importi in milioni di euro)
26
I fondi pensione aperti
I fondi pensione aperti sono istituti da banche, compagnie di assicurazione, società
di gestione del risparmio, società di intermediazione mobiliare.
L’adesione a tali fondi avviene in forma individuale o anche in forma collettiva, a
seguito di accordi collettivi anche aziendali.
Il patrimonio deve essere separato e distinto dall’attività generale dell’organismo che
lo promuove.
La COVIP approva il Regolamento dei fondi aperti.
27
Fondi pensione aperti - Struttura del mercato
2009
Fondi/
Iscritti ANDP
Comparti
Numero
%
%
Fondi pensione aperti gestiti da:
Assicurazioni
Banche
SGR
SIM
Totale
Per memoria:
Fondi dei 5 maggiori gruppi per numero di
iscritti
Comparti per tipologia(2)
Garantito
di cui: destinatari dei flussi di TFR conferiti
tacitamente
Obbligazionario puro
Obbligazionario misto
Bilanciato
Azionario
Totale
Comparti per classi dimensionali del
patrimonio gestito
con patrimonio superiore a 100 mln di euro
con patrimonio compreso tra 10 e 100 mln di
euro
con patrimonio inferiore a 10 mln di euro
(dati di fine anno; valori percentuali)
2010
Fondi/
Iscritti ANDP
Comparti
Numero
%
%
55
1
15
5
76
48,1
4,8
34,0
13,2
100,0
45,4
2,3
36,6
15,8
100,0
51
1
12
5
69
48,2
4,5
34,9
12,4
100,0
45,7
2,1
37,6
14,6
100,0
22
62,5
60,8
22
61,5
60,1
96
22,9
17,9
89
23,7
19,2
65
15,5
11,2
58
16,3
12,4
38
40
95
76
345
6,4
11,2
30,5
28,9
100,0
6,3
12,4
32,5
30,9
100,0
33
33
86
66
307
6,5
11,1
30,3
28,4
100,0
5,9
11,6
32,2
31,1
100,0
10
24,4
28,0
12
27,1
29,4
136
64,0
62,1
148
65,8
64,1
199
11,6
10,0
147
7,1
6,4
28
I piani individuali pensionistici (PIP)
Piani individuali pensionistici (Pip) possono essere attuati mediante:
 polizze vita con prestazioni tradizionali rivalutabili collegate a gestioni interne
(ramo I)
 contratti unit linked con prestazioni legate a fondi comuni di investimento o a
fondi interni assicurativi.
L’adesione avviene solo su base individuale.
I Pip sono istituiti come patrimonio autonomo e separato da quello della società
promotrice.
La COVIP approva il Regolamento dei PIP.
29
PIP “nuovi” e “vecchi” - Principali dati
2009
Iscritti
di cui: lavoratori dipendenti
Contributi(2)
di cui: TFR
Risorse destinate alle prestazioni
Per memoria:
Iscritti contemporaneamente a PIP
“nuovi” e “vecchi”
di cui: lavoratori dipendenti
PIP
PIP
“vecchi” “nuovi”
654.376 893.547
201.918 544.832
731
1.244
228
5.569
3.397
Totale(1)
1.485.250
713.481
1.975
228
8.966
2010
PIP
“vecchi”
610.098
201.589
630
5.980
PIP
Totale(1)
“nuovi”
1.160.187 1.703.498
710.879
873.936
1.639
2.269
276
276
5.229
11.209
62.673
66.787
33.269
38.532
(dati di fine anno 2010 per gli iscritti e le risorse destinate alle prestazioni; dati di flusso per i contributi; importi in milioni di euro)
(1) Dal totale sono escluse le duplicazioni dovute agli iscritti che aderiscono contemporaneamente a PIP “nuovi” e “vecchi”.
(2) Per i PIP “vecchi” si tratta dei premi incassati.
30
PIP “nuovi” - Struttura del mercato
Linee di investimento per tipologia(2)
Ramo I (gestioni separate)
Ramo III (unit linked)
Obbligazionaria
Bilanciata
Azionaria
Totale
Linee per classi dimensionali del
patrimonio gestito(2)(3)
Linee con patrimonio superiore a 100 milioni
di euro
Linee con patrimonio compreso tra 10 e 100
milioni di euro
Linee con patrimonio inferiore a 10 milioni
di euro
Per memoria:
PIP dei 5 maggiori gruppi per numero di
iscritti
2009
% Iscritti
2010
2009
% ANDP
2010
60,2
39,8
9,1
10,1
20,6
100,0
63,4
36,6
8,4
9,6
18,6
100,0
62,2
37,8
5,2
10,2
22,4
100,0
63,5
36,5
7,0
9,3
20,2
100,0
62,6
67,8
62,1
64,3
31,2
27,7
30,1
31,2
6,2
4,5
7,9
4,5
89,1
85,8
83,1
82,5
(1) Per linea di investimento si intende la gestione separata, il fondo interno ovvero l’OICR al quale è collegata la rivalutazione della posizione individuale.
Gli iscritti che hanno suddiviso la propria posizione individuale su più linee di investimento sono stati conteggiati su ciascuna linea interessata: il numero
complessivo di iscritti che risulta dalla tavola è pertanto superiore al totale degli iscritti ai PIP.
(2) Si fa riferimento al patrimonio complessivo della gestione separata, del fondo interno ovvero dell’OICR, anche qualora la gestione separata, il fondo
interno o l’OICR siano relativi a linee di PIP diversi (istituiti dalla medesima società).
(3) Si fa riferimento al patrimonio complessivo della gestione separata, del fondo interno ovvero dell'OICR, anche qualora la gestione separata, il fondo
interno o l’OICR siano relativi a linee di PIP diversi (istituiti dalla medesima società).
31
I fondi pensione preesistenti
I fondi pensione preesistenti operavano già all’entrata in vigore della nuova disciplina
di settore (novembre 1992) e sono caratterizzati da una platea di aderenti non più
estendibile.
Essi hanno forme molto eterogenee, essendosi sviluppati in assenza di una organica
disciplina loro applicabile; i modelli gestionali e gli investimenti consentiti a tali fondi
derogano spesso da quelli previsti per le forme pensionistiche di nuova istituzione.
Essi gestiscono tuttora il 70% della massa fiduciaria amministrata dalla previdenza
complementare; si rivolgono a 667 mila lavoratori (circa il 22% degli aderenti alle
forme pensionistiche complementari).
32
I fondi pensione preesistenti.
Iscritti, pensionati, risorse destinate alle prestazioni
Iscritti(1)
Fondi
2009
Autonomi
Interni
a banche
a imprese di assicurazione
a società non finanziarie
Totale
255
136
114
7
15
391
2010
Pensionati
2009
2010
2009
2010
245 643.359
130 29.242
110 28.639
7
55
13
548
375 672.601
646.110
21.820
21.349
50
421
667.930
105.042
26.585
24.859
558
1.168
131.627
106.746
23.113
21.455
533
1.125
129.859
Risorse D.P.
2009
2010
36.532 39.138
3.281 2.924
3.149 2.802
34
33
98
89
39.813 42.062
(dati di fine periodo; importi in milioni di euro)
(1) La voce include anche gli iscritti non versanti e i differiti.
33
Il FONDINPS
Il FONDINPS è la forma pensionistica complementare (a contribuzione definita)
istituita presso l’Inps, alla quale si applicano le stesse regole di funzionamento delle
altre forme di previdenza complementare.
A FONDINPS confluiranno i versamenti di TFR di coloro che aderiranno tacitamente e
per i quali non è attiva alcuna forma pensionistica collettiva di riferimento oppure, tra
più forme collettive di riferimento, non è individuabile quella di destinazione.
La posizione individuale costituita presso la forma pensionistica può essere trasferita,
su richiesta del lavoratore, ad altra forma pensionistica dopo un anno di permanenza
nel fondo.
Iscritto all’albo della Covip.
34
La previdenza complementare in Italia. Adesioni alle forme pensionistiche
complementari.
(1)
Dic 2010
1.994.215
1.844.053
2.010.904
1.870.723
Var. %
Dic11/
Dic10
-0,8
-1,4
881.073
420.683
848.415
410.130
3,8
2,6
PIP “nuovi”
di cui: LDSP(2)
1.451.665
894.174
1.160.187
710.879
25,1
25,8
PIP “vecchi”
di cui: LDSP(2)
610.000
201.000
610.098
201.589
Fondi pensione preesistenti
di cui: LDSP
667.000
639.000
667.930
639.838
5.572.839
3.996.051
5.271.884
3.835.764
Dic 2011
Fondi pensione negoziali
di cui: LDSP
Fondi pensione aperti
di cui: LDSP(2)
Totale iscritti(3)
di cui: LDSP(3)
5,7
4,2
(dati di fine periodo; dati provvisori per il 2011)
(1) Per i PIP “vecchi” e i fondi pensione preesistenti non si dispone di rilevazioni in corso d’anno. I dati indicati sono pertanto basati su quelli della fine
dell’anno precedente.
(2) Si è ipotizzato che tutti gli aderenti lavoratori dipendenti facciano riferimento al settore privato.
(3) Nel totale i dati includono gli iscritti a FONDINPS. Sono inoltre escluse le duplicazioni dovute agli iscritti che aderiscono contemporaneamente a PIP
“vecchi” e “nuovi”, pari a fine 2010 a circa 67.000 individui, di cui 38.000 lavoratori dipendenti.
35
Forme pensionistiche complementari. Risorse destinate alle prestazioni
delle forme pensionistiche.
25.265
24.193
23.978
23.294
22.384
Var. %
Dic11/
Dic10
12,9
Fondi pensione aperti
8.333
7.761
7.943
7.780
7.533
10,6
PIP “nuovi”
6.900
6.250
6.000
5.650
5.229
32,0
PIP “vecchi”
6.000
6.000
6.000
6.000
5.980
Fondi pensione preesistenti
42.100
42.100
42.100
42.100
42.062
Totale Risorse D.P.(3)
88.639
86.343
86.060
84.861
83.222
Dic 2011
Fondi pensione negoziali
(2)
Set 2011
(2)
Giu 2011
(2)
Mar 2011
(2)
Dic 2010
6,5
(dati di fine periodo; dati provvisori per il 2011; importi in milioni di euro)
(1) Le risorse complessivamente destinate alle prestazioni comprendono: l’attivo netto destinato alle prestazioni (ANDP) per i fondi negoziali e aperti e per i
fondi preesistenti dotati di soggettività giuridica; i patrimoni di destinazione ovvero le riserve matematiche per i fondi preesistenti privi di soggettività
giuridica; le riserve matematiche costituite a favore degli iscritti presso le imprese di assicurazione per i fondi preesistenti gestiti tramite polizze
assicurative; le riserve matematiche per i PIP di tipo tradizionale e il valore delle quote in essere per i PIP di tipo unit linked.
(2) Per i PIP “vecchi” e i fondi pensione preesistenti non si dispone di rilevazioni in corso d’anno. I dati sono pertanto basati su quelli della fine dell’anno
precedente. Per i PIP “nuovi” i dati del 2011 delle gestioni separate (ramo I) sono stimati.
(3) I dati includono le risorse di FONDINPS.
36
Fondi pensione e PIP. Rendimenti pluriennali.
Fondi pensione
negoziali
Fondi
monocomparto
Fondi multicomparto
Garantito
Obbligazionario puro
Obbligazionario misto
Bilanciato
Azionario
Fondi pensione aperti
Garantito
Obbligazionario puro
Obbligazionario misto
Bilanciato
Azionario
PIP “nuovi”
Gestioni separate(1)
Unit Linked
Obbligazionario
Bilanciato
Azionario
Per memoria:
Rivalutazione del TFR(2)
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
7,5
8,3
3,8
3,7
2,1
1,4
-6,3
-
8,5
-
3,0
-
0,1
-
2,1
6,9
7,9
14,9
11,5
2,9
3,3
6,4
11,4
16,2
2,6
2,7
5,6
8,2
2,4
1,0
-0,2
1,0
2,4
3,7
2,2
2,1
2,4
1,3
-0,4
1,9
1,6
0,3
-0,3
-1,6
3,1
1,6
-3,9
-9,4
-24,5
-14,0
1,9
4,9
-2,2
-14,1
-27,6
4,6
2,9
8,1
10,4
16,1
11,3
4,8
4,0
6,7
12,5
17,7
0,2
0,4
3,6
3,6
6,2
4,2
0,7
1,0
2,6
4,7
7,2
-0,8
1,7
1,1
-0,6
-3,0
-2,4
-0,3
1,0
0,3
-2,3
-5,3
3,5
-24,9
2,7
-9,3
-36,5
3,5
16,3
4,1
8,8
23,1
3,8
5,2
0,7
2,8
7,5
….
-5,7
0,9
-4,0
-8,8
2,7
2,0
2,6
3,5
2,6
2,4
3,1
(1) Il rendimento aggregato è calcolato come media dei rendimenti delle singole gestioni ponderati per l’ammontare di risorse gestite.
(2) Tasso di rivalutazione al netto dell’imposta sostitutiva introdotta a partire dal 1° gennaio 2001.
(dati provvisori per il 2011; valori percentuali)
37
La crisi finanziaria e la previdenza complementare
il sistema dei fondi pensione ha dato dimostrazione di essere “saldo”; non si sono
registrate significative reazioni di sfiducia da parte degli iscritti
in relazione al default di società e gruppi finanziari di rilevanza internazionale
(Leheman Brothers, Madoff) le rilevazioni hanno evidenziato che l’esposizione dei
fondi pensione era contenuta e limitata a pochi casi
la COVIP ha comunque ritenuto di richiamare l’attenzione degli operatori circa
l’importanza della diversificazione del portafoglio
è stato altresì chiarito che l’iscritto ha facoltà di continuare la partecipazione al
fondo pensione anche dopo il raggiungimento dell’età pensionabile prevista nel
regime obbligatorio, anche in assenza di contribuzione
viene sempre più incentivata l’offerta di percorsi di tipo life cycle da parte dei fondi
pensione
38
3. La scelta sulla destinazione del TFR
39
Cos’e’ il TFR
Salario differito corrisposto al lavoratore al termine del rapporto
di lavoro.
L’ammontare accantonato è annuale e pari al 6,91% della
retribuzione lorda.
Il montante accumulato è rivalutato, al 31 dicembre di ogni
anno, con l’applicazione di un tasso che viene determinato
sommando un coefficiente fisso, pari all’1,5%, ed uno variabile,
pari al 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo
rilevato dall’Istat.
40
Il TFR in azienda e nei fondi pensione
TFR lasciato in azienda/Fondo di Tesoreria
TFR nella previdenza complementare
Tasso di
rendimento
Viene garantito un tasso predefinito (1,5% + 75%
del tasso d’inflazione).
Il rendimento non è predeterminato (salvo che nella linea
garantita che accoglie il TFR dei “silenti”).
Anticipazioni
Per spese sanitarie, acquisto e ristrutturazione della
prima casa, congedi parentali e formativi.
Solo dopo 8 anni di lavoro presso la stessa azienda,
una volta sola nel corso del rapporto di lavoro
(coloro che ne beneficiano non possono essere più
del 10% degli aventi diritto e, comunque, non più
del 4% del totale dei dipendenti).
Massimale erogabile non può superare il 70 % del
trattamento cui si avrebbe diritto nel caso di
cessazione del rapporto al momento della richiesta.
- per spese sanitarie connesse a gravi motivi di salute (in ogni
momento e fino a un max del 75 % della posizione
individuale);
-per acquisto o ristrutturazione prima casa di abitazione
(decorsi otto anni dall’iscrizione e fino a un max del 75 %);
-per altre esigenze dell’iscritto (decorsi otto anni
dall’iscrizione e fino a un max del 30 %).
Le anticipazione possono essere richieste più volte .
Massimale comunque erogabile a titolo di anticipazione non
può superare il 75% della posizione individuale accumulata al
momento della richiesta.
Tassazione
Tassazione separata con aliquota media relativa agli
ultimi 5 anni sulle prestazioni comunque liquidate.
Minimo 23% (aliquota minima per scaglioni di
reddito imponibile).
Prestazioni pensionistiche erogate: ritenuta a titolo di imposta
del 15-9%; Anticipazioni: ritenuta del 15 % nel caso di spese
sanitarie, 23 % negli altri casi.
Deducibilità fiscale dei contributi fino a 5.164,67 all’anno.
Decesso
Il TFR accantonato è liquidato al coniuge, ai figli e,
se erano a suo carico, ai parenti entro il terzo grado e
agli affini entro il secondo. In mancanza di tali eredi,
le indennità sono attribuite secondo le norme della
Prima del pensionamento, la posizione individuale accumulata
è versata agli eredi o a beneficiari indicati in precedenza. In
mancanza di indicazioni la posizione è acquisita al fondo.
Dopo il pensionamento è possibile la reversibilità della rendita
ai familiari o altri beneficiari designati (fondi aperti e PIP).
successione legittima.
Altro
Liquidazione del
licenziamento.
TFR
al
momento
del
Contributo del datore di lavoro (eventuale).
41
La scelta sulla destinazione del TFR
Il lavoratore può scegliere:
- di conferire il TFR maturando alle forme pensionistiche complementari (con
modalità tacite o esplicite)
scelta irreversibile
il contributo entra nel montante contributivo
Oppure
- di mantenere il TFR maturando in azienda (con modalità esplicite)
scelta reversibile
mantiene la natura di liquidazione di fine rapporto
42
I termini per la scelta
Per i lavoratori dipendenti assunti successivamente al
31.12.2006, entro sei mesi dalla data di assunzione.
La scelta deve essere effettuata in modo espresso o
avviene in modo tacito.
43
Adesione espressa
Entro 6 mesi dall’assunzione:
Lavoratori assunti dopo il 31/12/2006 che non abbiano già espresso in maniera tacita o
esplicita la propria volontà in ordine al conferimento del TFR alla previdenza
complementare, relativamente a precedenti rapporti di lavoro, devono effettuare la
scelta.
- possono conferire con modalità esplicite o tacite il TFR ad una forma pensionistica
complementare
- scelgono di mantenere il TFR, in tutto o in parte in azienda:
per aziende che occupano meno di 50 dipendenti, il TFR futuro continua ad essere
accantonato presso l’azienda
- per aziende con almeno 50 addetti vengono versate al Fondo della Tesoreria le
quote di TFR rivalutate e maturate dal 1° gennaio 2007 a decorrere dal mese
successivo alla scelta.
-
44
Adesione espressa
Il conferimento esplicito avviene secondo regole diverse a seconda della situazione
del lavoratore:
1. Lavoratori iscritti alla previdenza obbligatoria successivamente al 29 aprile 1993
-
esprimono la volontà di conferire integralmente il TFR - Per aziende con almeno 50
addetti sono dovute al Fondo di Tesoreria
le quote di TFR maturate
antecedentemente alla scelta a partire dall’ultima assunzione.
-
esprimono la volontà di mantenere il TFR, in tutto o in parte in azienda - Per aziende
che occupano meno di 50 dipendenti, il TFR futuro continua ad essere accantonato
presso l’azienda. Per aziende con almeno 50 addetti il TFR rivalutato e maturato a
decorrere dal mese successivo alla scelta è versato al Fondo della Tesoreria.
45
Adesione espressa
2. Lavoratori iscritti alla previdenza obbligatoria antecedentemente al 29 aprile
1993
-
-
esprimono la volontà di mantenere il TFR in azienda.
esprimono la volontà di versare ad una qualsiasi forma di previdenza
complementare tutto il TFR futuro.
esprimono la volontà di versare la percentuale prevista dagli accordi
collettivi applicati al rapporto di lavoro oppure mantenere il TFR in
azienda.
esprimono la volontà di versare, in mancanza di accordi collettivi che
dispongano in merito al conferimento del TFR almeno il 50% del TFR
futuro.
La quota di TFR futuro non conferita resta in azienda oppure, in caso di azienda
con almeno 50 dipendenti, viene versata al Fondo della Tesoreria dello Stato per
l’erogazione del TFR istituito presso l’Inps.
46
Il conferimento tacito del TFR alla previdenza complementare
Conferimento tacito quando:
il lavoratore, entro i termini indicati nella legge, non esprime alcuna indicazione circa la
sua volontà di aderire o meno alla previdenza complementare.
In tal caso il suo TFR confluirà presso:
− la forma prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche aziendali
ovvero
− la forma alla quale abbia aderito il maggior numero di lavoratori dell’azienda
ovvero
− la forma residuale costituita presso l’Inps (FondInps).
Nel caso di conferimento tacito del TFR, devoluzione dello stesso nella linea a
contenuto più prudenziale.
47
Caratteristiche della linea di investimento garantita
per il conferimento tacito del TFR
Impegno ad assicurare con certezza la restituzione integrale del capitale, al netto di
qualsiasi onere, entro un lasso di tempo predeterminato e/o al realizzarsi di determinati
eventi
Politica di investimento tesa a realizzare con elevata probabilità rendimenti pari o
superiori alla rivalutazione del TFR, quantomeno in un orizzonte temporale pluriennale
Nel caso di garanzia collegata al realizzarsi di eventi, devono essere previsti almeno i
seguenti casi:
•
esercizio del diritto alla prestazione pensionistica
•
riscatto per decesso
•
riscatto per invalidità permanente che comporti la riduzione della
capacità di lavoro a meno di un terzo
•
riscatto per inoccupazione per un periodo superiore a 48 mesi
48
Il Fondo di Tesoreria
Il Fondo di Tesoreria viene finanziato dal TFR maturato da ciascun lavoratore del settore
privato a decorrere dal 1 gennaio 2007 e non destinato alle forme di previdenza
complementare.
Il Fondo viene gestito dall’Inps per conto dello Stato su un apposito conto aperto presso
la Tesoreria dello Stato.
Sono obbligati al versamento di tale contributo i datori di lavoro che abbiano alle
proprie dipendenze almeno 50 addetti al 31.12.2006.
Contributo versato ha natura di contribuzione previdenziale ed equiparata a fini
dell’accertamento e della riscossione a quella obbligatoria.
Garantisce ai lavoratori dipendenti del settore privato l’erogazione del TFR per la quota
corrispondente ai versamenti effettuati al fondo ma la liquidazione delle prestazione
viene fatta integralmente dal datore di lavoro, anche per la quota di competenza del
Fondo.
49
4. L’informativa agli aderenti
50
Regolamento Covip sull’adesione ai fondi
Il regolamento sulla raccolta delle adesioni prevede una normativa specifica.
La Covip nell’esercizio dei propri poteri normativi ha disposto una serie di
adempimenti cui sono tenute tutte le forme pensionistiche.
In aggiunta a ciò, nel caso di fondi offerti da “operatori di mercato” (finanziari,
bancari o assicurativi) il regolamento Covip fa rinvio alle normative di settore circa gli
ulteriori adempimenti cui sono tenuti gli offerenti.
La scelta è dettata dalla esigenza di contenere i costi dell’offerta e dalla
consapevolezza che le normative di settore esistenti offrono sufficienti presidi in
termini di tutela dei potenziali aderenti.
51
Informativa fornita dalla forma pensionistica
Conferimento esplicito
L’adesione alla forma pensionistica prescelta deve essere preceduta dalla consegna e
presa visione di:
- Nota Informativa
- Regolamento/Statuto del Fondo
- Progetto esemplificativo standardizzato (PES)
Durante la fase di accumulo, l’aderente riceve entro il 31 marzo di ogni anno la
Comunicazione periodica e il Progetto esemplificativo personalizzato (PEP). Tale
informativa viene inviata per rendere conto all’aderente dell’andamento del suo
piano previdenziale e dell’importo atteso della sua pensione complementare. L’invio
è obbligatorio per FPN, FPA, PIP e preesistenti in regime di contribuzione definita.
52
Informativa fornita dalla forma pensionistica
Conferimento tacito
La forma pensionistica a cui è stato destinato il TFR deve provvedere ad informare il
lavoratore dell’avvenuta adesione e della possibilità di usufruire delle contribuzioni a
carico del datore di lavoro previste dagli accordi istitutivi della forma stessa,
subordinatamente al versamento del contributo a proprio carico.
La forma pensionistica dovrà inoltre fornire al lavoratore le necessarie indicazioni circa
le modalità di acquisizione della nota informativa per la raccolta delle adesioni, della
scheda sintetica e dei documenti statutari o regolamentari, nonché ogni altra
informazione ritenuta utile ad assicurare al lavoratore la piena conoscenza dei
meccanismi di funzionamento della forma pensionistica e i diritti e gli obblighi connessi
all’adesione.
Unitamente a tale comunicazione dovrà essere trasmesso al lavoratore un modulo per
l’eventuale versamento di propri contributi e per l’eventuale modifica della scelta di
allocazione delle risorse.
53
Statuto e regolamenti
Per consentire all’aderente il confronto tra le forme previdenziali ed operare una
scelta che sia la più consapevole e la più vicina al suo “profilo previdenziale” la
COVIP ha predisposto, oltre allo schema di nota informativa, anche schemi di
statuto e regolamento articolati secondo sei sezioni:
identificazione e scopo della forma (fondo o PIP)
caratteristiche della forma (fondo o PIP) e modalità di investimento
contribuzione e prestazioni
profili organizzativi
rapporti con gli aderenti
norme finali
Alcuni aspetti rilevanti:
struttura dei costi
caratteristiche della linea di investimento con garanzia, richiesta dalla
legge
per accogliere i flussi di TFR conferiti tacitamente
54
Nota informativa
Prevede una scheda sintetica redatta sulla base dello schema proposto dalla COVIP, per
fornire una sintesi delle principali caratteristiche strutturali ed economiche della singola
forma per favorire il confronto tra le diverse offerte.
Rappresenta, secondo uno standard comune a tutte le forme, la struttura dei costi e fornisce
il dettaglio degli stessi, riportando l’ “indicatore sintetico dei costi”:
calcolato secondo la metodologia prevista dalla COVIP
costruito in modo da fornire mediante ricorso ad un unico valore una
rappresentazione immediata dell’incidenza dei costi sul livello di
rendimento
conseguito
finalizzato a indicare l’onerosità della partecipazione alle diverse forme
pensionistiche e alle diverse offerte all’interno di ciascuna di esse
La Nota informativa non è soggetta al controllo preventivo della COVIP, che la verifica
nell’ambito della più generale attività di vigilanza sulla trasparenza e correttezza dei
comportamenti
55
Le opzioni di investimento
56
Composizione del portafoglio
57
I costi (nella fase di accumulo)
58
L’indicatore sintetico dei costi
L’indicatore sintetico dei costi rappresenta il costo annuo, in percentuale della
posizione individuale maturata, in termini di riduzione di rendimento. L’indicatore
è stimato facendo riferimento ad un aderente-tipo che versa un contributo annuo
di 2500 euro e ipotizzando un tasso di rendimento annuo del 4%.
59
Costi e spese effettivamente sostenute
60
I rendimenti storici della forma pensionistica
61
I rendimenti storici del comparto e del benchmark di riferimento
62
Progetto esemplificativo
La COVIP ha previsto che i fondi pensione elaborino il Progetto esemplificativo
sulla base delle indicazioni fornite dalla COVIP stessa.
Il Progetto esemplificativo è volto a illustrare all’iscritto l’evoluzione prevista della
posizione individuale nel corso del rapporto e l’importo della prestazione attesa al
momento del pensionamento.
L’aderente potrà così più consapevolmente valutare se la prestazione pensionistica
che riceverà al momento del pensionamento sarà “adeguata” rispetto alle proprie
aspettative/bisogni e valutare l’opportunità di incrementare ulteriormente i
contributi al fondo al fine di realizzare una prestazione pensionistica maggiore.
63
Politica di investimento
Con la Deliberazione del 16 marzo 2012 “Disposizioni sul processo di attuazione della
politica di investimento”, la COVIP ha fornito ai fondi pensione importanti istruzioni
operative per l’impostazione di una corretta politica di investimento, finalizzata al
raggiungimento di combinazioni rischio-rendimento efficienti.
Approvazione da parte dell’organo di amministrazione del fondo di un Documento sulla
politica di investimento.
Destinatari: forme pensionistiche complementari iscritte all’ALBO con numero di aderenti
non inferiore a 100. Sono esclusi i fondi interni.
Fasi della politica di investimento: programmazione degli obiettivi da raggiungere,
attuazione del piano finanziario, misurazione e valutazione dei risultati, revisione
periodica del piano ordinario.
La politica di investimento e la sua attuazione saranno oggetto di analisi da parte della
COVIP nell’ambito dei suoi poteri di vigilanza.
64
GRAZIE
65

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