l`esame psichico

Report
Elementi di neuropsichiatria infantile
per lo psicoterapeuta:
psicopatologia e clinica
Dott. Daniele Araco
Psichiatra e Psicoterapeuta
Roma, 3 settembre 2012
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO
 Raccogliere “INFORMAZIONI” per definire le CARATTERISTICHE
del DISTURBO, e leggerlo alla luce del livello di sviluppo affettivorelazionale nel suo complesso
L’Esame psichico prevede:
1) OSSERVAZIONE
2) COLLOQUIO
3) STRUMENTI SPECIFICI DI VALUTAZIONE
Fondamentale STABILIRE una BUONA RELAZIONE:
buona disponibilità dei genitori
Partecipazione del bambino
 possibilità di conoscere meglio la situazione
Come STABILIRE una buona RELAZIONE
GRANDE DISPONIBILITA’
Quando ci si trova con il bambino, essere a sua totale
disposizione, reale volontà di ascoltare e comunicare
NO PRECONCETTI
Il bambino viene per “parlarci” di lui e solo lui può permetterci di
conscerlo. MAI confondere il vissuto dei genitori con quello del bambino
ANALIZZARE i SENTIMENTI che scaturiscono dalla relazione col bambino
guardando alle proiezioni reciproche tra esaminatore e bimbo
IDENTIFICARSI col BAMBINO: empatia per identificare i suoi stati affettivi
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO: OSSERVAZIONE
L’Esame psichico prevede:
1) OSSERVAZIONE
2) COLLOQUIO
3) STRUMENTI SPECIFICI DI VALUTAZIONE
Per tutta la durata della visita, osservare;
come il bambino si muove,
come chiede,
come risponde alle richieste dei genitori,
come si rapporta con gli altri e con gli oggetti
Come si comporta di fronte ai compiti proposti
Per BAMBINI MOLTO PICCOLI e per soggetti con DISABILITA’ SOCIALI
GRAVI in cui è difficile applicare il colloquio e i reattivi mentali,
l’osservazione diventa la modalità prioritaria od esclusiva per capire.
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO: OSSERVAZIONE
Modo in cui il bambino ENTRA nella STANZA: da rifiuto a inibizione
completa a disinibizione
Modo in cui il bambino INVESTE lo SPAZIO: ricerca spazi privilegiati in cui
“resta confinato” fino all’attività motoria frenetica spazia in tutta la
stanza
Modo in cui il bambino ESPLORA gli OGGETTI PRESENTI: da completa
indifferenza, all’esplorazione sistematica, alla manipolazione caotica e
afinalistica
Modo in cui il bambino REAGISCE alla PRESENZA dell’ALTRO: da
completa indifferenza, all’eccessiva diffidenza, fino ad una buona
disponiblità
Modo in cui il bambino RISPONDE alle RICHIESTE dell’ESAMINATORE: da
sollecita disponibilità ad interagire, aderenza passiva o completo rifiut
IL GIOCO
E’ la MODALITA’ PRIVILEGIATA per:
- valutare il LIVELLO di SVILUPPO del BAMBINO
- conoscere le CARATTERISTICHE del suo PENSIERO
- accedere al suo MONDO INTERNO
IL GIOCO per capire il LIVELLO DI SVILUPPO
Il gioco per valutare il LIVELLO di SVILUPPO del BAMBINO:
Le attività di gioco rispecchiano la capacità del bambino di:
1) ORGANIZZARE i DATI PERCETTIVI
2) SCHEMI DI CONOSCENZA
3) Repertorio di COMPORTAMENTI con cui AGISCE sulla realtà esterna
7-8 mesi: GIOCO MANIPOLATIVO: (il lattante manipola il gioco e ne
estrae dati relativi allo stimolo e alle caratteristiche emotive associate)
Da 8 mesi: GIOCO PRESIMBOLICO: il lattante agisce sull’oggetto(batterlo
su un piano, farlo cadere, lansciarlo-raccoglierlo, riempire svuotare
Da 10 mesi: GIOCO FUNZIONALE: il bambino acquista la capacità di
riconoscere l’oggetto secondo l’uso: fa finta di bere da una tazza vuota
o mangia con un cucchiaio pappa inesistente
GIOCO FUNZIONALE: precocemente il destinatario del “far finta di”
diventa un’altra PERSONA o un GIOCATTOLO (bambole orsetti che
vengono vestite, fatte mangiare). L’oggetto viene cmq utilizzato
secondo il suo vero uso
IL GIOCO per capire il LIVELLO DI SVILUPPO
2 anni: compare il GIOCO RAPPRESENTATIVO per cui gli oggetti
adoperati RAPPRESENTANO cose completamente diverse (la scopa
diventa un cavallo, un cubo di legno rappresenta un gatto e l’altro un
topo)
4-5 anni: GIOCO SOCIO-DRAMMATICO: il bambino comincia ad
INTERPRETARE delle PARTI, o ad assumere dei RUOLI DEFINITI (papà,
mamma e figlio, maestra e alunni, dottore e ammalati guidatore e
passeggeri etc)  capire i ruoli sociali, le regole che caratterizzano i
rapporti interpersonali e “Pensare con la testa degli altri”
7 anni: giochi con REGOLE PRECISE: calcuio birilli etc
IL GIOCO per capire DINAMICHE del MONDO INTERNO
M. Klain: gioco per individuare i disturbi affettivi anche prima del
linguaggio verbale (è l’equivalente delle libere associazioni)
Si osserva un bambino che gioca liberamente con dei giocattoli vari
oppure con materiale prestabilito (es burattini)
Si guarda a come il bambino si muove coi giocattoli, l’analisi delle
sequenze ludiche, l’organizzazione del mondo rappresentativo  info
sull’organizzazione psichica e su nuclei conflittuali
NB: ok interpretazione psicodinamica ma i particolari del gioco non
vanno interpretati in se stessi con schemi fissi e costanti ma in modo
simbolico: uno stesso oggetto può assumere significati diversi e molteplici
e va ricondotto all’ambviente e alla relazione con l’esaminatore
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO
L’Esame psichico prevede:
1) OSSERVAZIONE
2) COLLOQUIO col BAMBINO
3) STRUMENTI SPECIFICI DI VALUTAZIONE
Rapporto diretto col bambino e il suo mondo interno
Imp che il familiare PREPARI il bambino al colloquio, e ai modi con cui
sarà accolto dall’esaminatore e dall’ambiente in cui si svolge
Chiedere al bambino:
1) Motivo della consultazione (per sapere quanto è cosciente dei
problemi)
2) Tipo di giochi che fa e interessi
3) Rapporto coi coetanei
4) Progetti per il futuro
5) Relazioni dentro la famiglia
6) Partecipazione scolastica
7) Che tipo di fantasticherie fa ed esperienze spiacevoli
8) Consapevolezza sociale
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO
L’Esame psichico prevede:
1) OSSERVAZIONE
2) COLLOQUIO coi GENITORI
3) STRUMENTI SPECIFICI DI VALUTAZIONE
Valutare l’ATTEGGIAMENTO AFFETTIVO di ciascun GENITORE rispetto al
bambino e che posto occupa il bambino nella relazione di coppia
(esaminare i genitori insieme)
Si fa un INDAGINE ANAMNESTICA per ricostruire le principali tappe di
sviluppo del bambino. Ma va lasciato spazio per valutare temi ricorrenti,
associazioni di idee, modificazioni affettive
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO
L’Esame psichico prevede:
1) OSSERVAZIONE
2) COLLOQUIO coi GENITORI
3) STRUMENTI SPECIFICI DI VALUTAZIONE
QUESTIONARI: elenchi di domande che riguardano il comportamento,
aspetti del suo funzionamento, modi di reagire etc.
INTERVISTE SEMISTRUTTURATE: domande chiave poste in modo colloquiale
REATTIVI MENTALI di LIVELLO: test standartizzati per valutare il LIVELLO di
SVILUPPO. Ci sono dei valori normali di riferimento e si valutano le
competenze del soggetto in una certa area
REATTIVI PROIETTIVI: ogni individuo struttura del materiale non
organizzato secondo i propri bisogni, i conflitti e ke motivazioni (es
Rorschach)
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO: IL DISEGNO
DISEGNO come REATTIVO di LIVELLO
Traduce funzioni di base come il controllo del tratto, l’organizzazione
spaziale e temporale, lo schema corporeo, l’organizzazione del pensiero
EVOLUZIONE del GRAFISMO
Prima attività grafica: tracciati con segni disordinati su fogli o altre
superfici come conseguenza di gesti o movimenti globali e non
direzionati. Sono il risultato di COLPI ENERGICI, senza il controllo degli
occhi sul movimento delle mani
18-20 mesi: esiste un rapporto di causa effetto tra i propri gesti e i segni
ottenuti e varia volontariamente i movimenti per ottenere tracce
diverse (linee diagonali, circolari, orizzontali ondulate, verticali)
Forma di PIACERE MOTORIO e VISIVO senza intenzione
RAPPRESENTATIVA
3 anni: attribuisce SIGNIFICATI ai segni prodotti e lo stesso scarabocchio
può rappresentare oggetti diversi
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO: IL DISEGNO
DISEGNO come REATTIVO di LIVELLO
Traduce funzioni di base come il controllo del tratto, l’organizzazione
spaziale e temporale, lo schema corporeo, l’organizzazione del pensiero
Dai 3-4 anni: FASE FIGURATIVA, gli elementi grafici sono più organizzati e
i disegni strutturati rappresentano OGGETTI CORRISPONDENTI a
specifiche IMMAGINI MENTALI
Dai 5 anni: prima dei 5 anni non c’è molta differenza tra il disegno di
maschi e femmine, dopo l’ambiente culturale determina la scelta di
soggetti diversi
Dai 5-6anni: il disegno assume una ESPLICITA FINALITA’ NARRATIVA e
RAPPRESENTATIVA e la motivazione cosciente che spinge il bambino a
disegnare è data dal DESIDERIO di COMUNICARE e RACCONTARE le
EPSERIENZE VISSUTE
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO: IL DISEGNO
DISEGNO come REATTIVO PROIETTIVO
Dopo i 5-6 anni il disegno può essere usato come reattivo proiettivo.
Gli aspetti formali hanno in se una forte carica espressiva (LINEA,
INTENSITA’ di TRATTO, USO SPAZIO GRAFICO, SCELTA dei COLORI)
Es. Aggressività si può manifestare con segni verso l’alto, punte, colori
caldi, l’insicurezza col chiaroscuro o colori tenui
Il contenuto importante nel disegno libero
DISEGNO FIGIURA UMANA
DISEGNO DELLA FAMIGLIA
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO: IL DISEGNO della FIGURA UMANA
DISEGNO FIGIURA UMANA
L’evoluzione di questo disegno è costante anche in bimbi di culture
diverse
3 anni: schematica ed essenziale: un cerchio che è la testa da cui si
dipartono tratti che sono braccia e gambe
4-5 anni: aumento progressivo dei dettagli: occhi bocca nasom tronco
vestiario e diventa completa attorno ai 10 anni.
Viene usato come test ma il punteggio finale risente di molti fattori
(motivazione, livello di ansia, turbe emotive) per cui non è molto valido
INTERPRETAZIONE:
Aspetti formali (dimensione proporzione, atteggiamento)
Aspetti Grafologici (tratto, linea, ombreggiature)
Contenuto (significato simbolico parti del corpo)
TESTA: potere intellettuale e capacità di relazioni affettive
BRACCIA, MANI, GAMBE: strumenti di esplorazione e controllo
dell’ambiente esterno
Più la figura è armoniosa, più il bambino è adattato
L’ESAME PSICHICO del BAMBINO: IL DISEGNO della FAMIGLIA
DISEGNO FAMIGLIA
Esplora come il bambino si colloca nel nucleo familiare e come vive il
rapporto con genitori e fratelli
Graficamente esprime più liberamente che con il colloquio desideri
conflitti etc,
Disposizione e composizione globale della famiglia: come vive il
rapporto tra i membri (Es, genitori molto distanti tra di loro o eliminazione
di qualche componente)
Posto in cui il soggetto si colloca: come vive il suo adattamento familiare
es. stretta vicinanza con entrambi i genitori dipendenza e bisogno di
protezione)
distanza  rapporti difficili
Autoeliminazione autosvalutazione, colpa o senso di isolamento
Personaggio valorizzato: è quello a cui è più legato affettivamente e
con cui si identifica Di solito disegnato per primoe pià grande.
Personaggio svalorizzato: per ultimo e piccolo Si può svalorizzare con
cancellature o eliminaizone totale (spt per fratelli minori)
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
DSM IV TR
Disturbi dell’INTERAZIONE SOCIALE e della COMUNICAZIONE VERBALE e
NON VERBALE
+ ATTIVITA’ e INTERESSI: BIZZARRI, RISTRETTI, STEREOTIPATI
(Con notevoli variazioni nel grado di espressività)
DISTURBO AUTISTICO
DISTURBO DISINTEGRATIVO della FANCIULLEZZA
SINDROME di RETT
SINDROME di ASPERGER
AUTISMO
Il termine fu introdotto da BLEUER nel 1911 per indicare un
comportamento rappresentato da CHIUSURA, EVITAMENTO dell’ALTRO e
ISOLAMENTO
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
TRIADE SINTOMATOLOGICA del DISTURBO AUTISTICO
Compromissione dell’INTERAZIONE SOCIALE (e comportamenti correlati)
1 anno di vita: DEFICIT CONTATTO OCCHI-OCCHI: “sguardo sfuggevole”
“difficoltà ad agganciare lo sguardo”, “ha uno sguardo assente”
ANOMALIE POSTURE CORPOREE: difficile tenere il bambino in braccio,
“come se sgusciasse da tutte le parti”  assenza del dialogo tonico =
adattamenti reciproci del corpo dell’uno su quello dell’altro dovuta
all’insofferenza per il contatto fisico e quindi ai comportamenti di
evitamento
ANOMALIE delle ESPRESSIONI FACIALI che regolano l’interazione sociale:
assenza del sorriso, mimica povera, o espressioni non aderenti al
contesto e quindi prive di funzioni di segnalazione
Il bambino SI AGGIRA TRA GLI ALTRI COME SE NON ESISTESSERO, tende
ad ISOLARSI, se chiamato NON RISPONDE.
Il contatto con gli altri è limitato al richiedere e non al condividere
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
TRIADE SINTOMATOLOGICA del DISTURBO AUTISTICO
Compromissione dell’INTERAZIONE SOCIALE (e comportamenti correlati)
Alcuni bimbi hanno COMPORTAMENTI PARADOSSI: ricercano
attivamente contatto fisico, danno baci per la prima volta ad estranei
C’è un gradiente di GRAVITA’
a) Bambini INACCESSIBILI che si tirano fuori da qualsiasi rapporto sociale
b) Bambini PASSIVI che tendono ad ISOLARSI ma possono interagire se
adeguatamente sollecitati
c) Bambini ATTIVI ma BIZZARRI, prendono l’iniziativa dell’interazione
sociale ma in modo inopportuno e inappropriato
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
TRIADE SINTOMATOLOGICA del DISTURBO AUTISTICO
Compromissione della COMUNICAZIONE e comportamenti correlati
Tipica mancanza di acquisizione delle competenze linguistiche per l’età
(motivo più frequente di consultazione)
Questo deficit non è compensato da altre forme comunicative
Sguardo mimica e gesti sono assenti o usati in modo inappropriato
“quando lo chiamo non risponde”!
“ se gli dico di fare qualcosa non mi sta proprio a sentire”
“se è impegnato a far qualcosa può cascargli il mondo addosso ma non
si smuove”  (i genitori sospettano problemi di udito)
Comportamenti che esprimono DISINTERESSE per l’AMBIENTE
Col passare degli anni alcuni acquisiscono linguaggio anche fluente
ma INADEGUATO:
Ecolalie immediate (ripetono le domande più che dare risposte)
Ripetono parole, frammenti di frasi non aderenti al contesto
Alterazioni della prosodia (eloquio cantilenante, monotono o enfatico)
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
TRIADE SINTOMATOLOGICA del DISTURBO AUTISTICO
Compromissione della COMUNICAZIONE e comportamenti correlati
Parlano di argomenti a loro favoriti senza preoccuparsi se interessa
l’interlocutore
Compromissione della componente NON VERBALE del LINGUAGGIO:
Non usano gesti e pantomime per arricchire il significato
Non riconoscono metafore, motti di spirito, doppi sensi, idiomi
Non capiscono il tono affettivo “ES. “Sai che ora è?” con aria di
rimprovero  “si sono le 5”
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
TRIADE SINTOMATOLOGICA del DISTURBO AUTISTICO
MODALITA’ di COMPORTAMENTO, ATTIVITA’ e INTERESSI RISTRETTI,
RIPETITIVI e STEREOTIPATI
Movimenti , gesti e azioni frequenti e scarsamente aderenti al contesto
 comportamenti ATIPICI e BIZZARRI
1) DEDIZIONE ASSORBENTE ad 1 o più INTERESSI RISTRETTI e STEREOTIPATI,
ANOMALI per INTENSITA’ o FOCALIZZAZIONE
2) SOTTIMISSIONE RIGIDA ad ABITUDINI e RITUALI SPECIFICI
3) MANIERISMI MOTORI
Dondolarsi
Imprimere alle mani atteggiamenti particolari
Assumere posture bizzarre
Guardarsi le mani
Guardarsi allo specchio mentre assume posture o mimiche bizzarre
Osservare acqua che scorre
Far rotolare un determinato oggetto
Osservare una lavatrice in funzione
Versare acqua da un contenitore all’altro
Seguire con un dito tutte le righe che gli capita di vedere
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
TRIADE SINTOMATOLOGICA del DISTURBO AUTISTICO
MODALITA’ di COMPORTAMENTO, ATTIVITA’ e INTERESSI RISTRETTI,
RIPETITIVI e STEREOTIPATI
Sfogliare le pagine di giornali
Strappare la carta
Osservare il particolare di un oggetto (es la ruota di una macchinina e
non tutta la macchinina)
Disegnare sempre la stessa cosa
Ripetere le stesse parole o frasi
Recitare le scene di un film (sempre le stesse)
Documentarsi su determinati argomenti (dinosauri macchine)
INTERESSE su stimoli provenienti dal proprio corpo, da oggetti o
dall’eseguire attività.
Ritualizzare alcune abituali routine quotidiane (mangiare lavarsi e uscire
devono avvenire secondo sequenze immutabili)
Sono abilissimi a cogliere anche le minime variazioni del set percettivo
(se viene spostato un soldatino) con reazioni di profondo disagio, RABBIA
e AGGRESSIVITA’ auto o etero diretta
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
ESORDIO del DISTURBO AUTISTICO
Autismo infantile: esordisce nei primi 3 anni di vita, progressivamente con
segni e sintomi spesso subdoli e mal definiti e più evidenti tra i 10 e i 20
mesi)
Inizialmente : sfuggevolezza dello sguardo, assenza del sorriso,
disinteresse per l’altro e per l’oggetto
Il bambino non cerca l’altro e non ne condivide esperienze
Dopo i 20 mesi: mancata acquisizione del linguaggio, comportamenti di
ritiro e isolamento
Prevalenza: tra 16 e il 21 per 10.000. Se si considerano tutti i disturbi
pervasivi dello sviluppo  da 35 a 71 su 10.000
Associato a:
RITARDO MENTALE nel 75% dei casi
EPILESSIA nel 30-40% dei casi
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
TERAPIA: APPROCCIO TERAPEUTICO INEGRATO
Farmaci (fluoxetina, neurolettici, buspirone per auto eteroaggressività)
Interventi RIABILITATIVI
Lavorare sulle aree deficitarie:
1) Sviluppo funzioni psicosociali globali e pensiero
2) Sviluppo di funzioni mentali e linguaggio
3) Sviluppo funzioni cognitive e psicomotorie di base
Aiutare il bambino a sviluppare:
- coscienza di sé
- coscienza dell’altro
- coscienza delle REGOLE che definiscono i rapporti interpersonali e il
gruppo sociale
- padroneggiare modi di affrontare le difficoltà
- pianificare i propri comportamenti a breve, medio e lungo termine
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
TERAPIA: APPROCCIO TERAPEUTICO INEGRATO
Interventi EDUCATIVI
favorire l’adattamento del bambino all’ambiente (imparare ad avere
comportamenti aderenti alle esigenze del contesto)
A casa: igiene personale, autonomie domestiche, aderire alle
caratteristiche del sistema familiare
A scuola: partecipare al programma didattico, collaborare coi pari,
aderire ai ritmi scolastici)
Nelle situazioni sociali: feste di compleanno, visite di amici, parenti
supermercati etc)
Questi interventi devono prevedere il coinvolgimento attivo dei genitori
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
PROGNOSI
Il quadro clinico presenta nel tempo MODIFICAZIONI nei termini di
apertura/chiusura alla relazione, Arricchimento/regressione del
linguaggio, Attenuazione/accentuazione dei disturbi comportamentali
Non ci sono dati sull’evoluzione a lungo termine
61 -73% prognosi severa incapacità di acquisire le competenze
minime
5-17% evoluzione soddisfacente con adeguata integrazione sociale
L’evoluzione dipende da:
Livello cognitivo, patologie associate, espressività della sintomatologia
autistica)
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
DISTURBO DISINTEGRATIVO della FANCIULLEZZA
Come il disturbo autistico, ma esordisce a 3-4 anni con perdita
dell’interesse per l’altro, comparsa di stereotipie, e regressioni delle
funzioni linguistiche
SINDROME di ASPERGER (autismo ad alto funzionamento)
- Compromissione dell’interazione sociale (scarso investimento emotivo
sull’altro che non viene ricercato né riconosciuto come parthner
privilegiato per la condivisione di emozioni, interessi o attività)
- Repertorio di attività o interessi ridotto, ripetitivo o stereotipato
- Linguaggio apparentemente adeguato
- Maldestrezza motoria
DISTURBI PERVASIVI dello SVILUPPO
SINDROME di RETT
- sesso femminile
-sviluppo iniziale normale
- comparsa tra i 6 e i 18 mesi
- comportamenti autistici tra 12 mesi e 4 anni (perdita interesse sociale e
regressione del linguaggio)
- crisi di apnea, irregolarità sonno veglia, irritabilità
DISTURBO da DEFICIT ATTENZIONE/IPERATTIVITA’
Sindrome comportamentale caratterizzata da:
1) IMPULSIVITA’
2) IPERATTIVITA’
3) INCAPACITA’ di FISSARE l’ATTENZIONE in maniera CONTINUATIVA
Prevalenza: 3-7% soprattutto maschi
IMPULSIVITA’
Stile temperamentale caratterizzato da:
Incapacità di riflettere, mediare e dilazionare le risposte
comportamentali in rapporto alle esigenze del contesto
Il bambino “non pensa” prima di agire, o di rispondere ad una richiesta
verbale e non
Nei giochi è incapace di attendere il proprio turno dove si intromette in
maniera invadente
Si intromette nelle discussioni di altri interrompendole
DISTURBO da DEFICIT ATTENZIONE/IPERATTIVITA’
IPERATTIVITA’
Livelli alti di attività motoria (da quando inizia a deambulare
autonomamente)
E’ incapace di stare fermo, e se è fermo agita in continuazione le mani, i
piedi eo il tronco
Si dedica prevalentemente a giochi motori (correre, saltare, rotolarsi)
Ha difficoltà a reggere in modo continuativo giochi tranquilli da tavolo
DISTURBO da DEFICIT ATTENZIONE/IPERATTIVITA’
DISATTENZIONE
Incapacità di mantenere l’attenzione in maniera stabile su un certo
compito resistendo all’azione dei distrattori.
Commette errori di distrazione nei compiti, è sbadato nelle attività
quotidiane, sembra non ascoltare quando si spiega, non porta a termine
le consegne, dimentica gli oggetti necessari
Il picco di sintomi è attorno ai 3 anni.
DISTURBO da DEFICIT ATTENZIONE/IPERATTIVITA’
DIAGNOSI
Non esistono indiagini strumentali o di laboratorio  clinica
Importante osservare COME si muove il bambino:
- entra nella stanza  IRRUENTO
- Investe lo spazio  CAOTICO
- si rapporta con l’oggetto  FRENETICO
- aderisce alle proposte dell’esaminatore  SUPERFICIALE
- si impegna nel compito  DISCONTINUO
- resiste alle distrazioni  INADEGUATO
NB: importanti che questi comportamenti siano descritti anche a casa e
a scuola (ci sono anche specifici questionari da somministrare a genitori
e insegnanti)
DISTURBO da DEFICIT ATTENZIONE/IPERATTIVITA’
IPOTESI EZIOLOGICHE
All’inizio si pensava ad una disfunzione cerebrale perché associata a
segni neurologici sfumati: ( sfumate asimmetrie di lato, vivacità dei riflessi
profondi, lievi disturbi della coordinazione) ma non ci sono dati che
confermano
Sembra coinvolto il sistema dopaminergico (farmaci dopaminostimolanti
inibitori del reuptake DA) (metilfenidato =RITALIN)
INTERVENTI RIABILITATIVI
In ambienti attrezzati con tappeti cuscini palle etc si attivano esperienze
per raggiungere questi obiettivi:
1) Prolungare i tempi di attenzione
2) Modulare le risposte impulsive
3) Aderenza alle regole definite nel setting
4) Alternanza dei turni
5) Pianificazione di azioni a complessità crescente
Supporto dei genitori che possono sentirsi inadeguati, colpevoli o
angosciati
DISTURBO da DEFICIT ATTENZIONE/IPERATTIVITA’
PROGNOSI
Alcuni bambini  progressiva riduzione dei libelli di attività
Maggioranza dei casi: disturbo immodificato per tutta l’attività scolare e
si attenua nell’adolescenza, scomparendo in età adulta
Possono persistere alcuni STILI TEMPERAMENTALI improntati
all’IMPULSIVITA’ o iperattività ma che in genere non interferiscono con il
funzionamento dell’ adulto

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