Elementi di spiritualità per la vita consacrata (Sua Ecc. F. Piazza)

Report
Tracce per la condivisione in gruppo
Ore 9,15
(In gruppi di 10 membri: 20 minuti)
•Si osservano le immagini(ogni gruppo ne ha una copia)
•Se ne scelgono 2 perché, a partire della propria esperienza,
si trovano più rappresentative della tipologia di leadership
maggiormente diffusa.
•Si cerca di dare un nome ad ogni tipologia.
•Si presentano in Assemblea le due immagini scelte e la
denominazione che si è data
Il tema del Convegno: ‘Formarsi per formare’
riguarda l’essere della VC
La consacrazione ha la sua radice nell’esperienza vocazionale, nella chiamata
del Padre a stabilire un’Alleanza di Amore profetica che richiede di essere
costantemente curata e accompagnata, ‘formata’ per tutta la vita, fino alla
totale configurazione a Cristo Gesù.
E’ dentro da questa esperienza vocazionale che ogni consacrata elabora la
propria identità di donna chiamata alla sequela di Cristo per annunciarlo
con la vita nello stile del Carisma dei Fondatori.
Come
dimensione
vita e alla
processo
È una
esigenzadella
intrinseca
È ampiamente
condivisa
nuova
sempre
in atto,
si rivolge
persone
consacrazione
religiosa
cheadalla
impegna
sensibilità
culturale,
adulte responsabili
escaturisce
impegnate
la persona
in un
processo
continuodalla
di
natura
stessa della
nell’autoformazione,
potenzialmente
rielaborazione
di sepersona,
stessa esempre
di
aperta
a successive
maturazioni.
capaci
di formare
persone,
in tutte
conformazione
aaltre
Cristo
(cf VC 69).
le stagioni della vita.
Oggi si fa strada sempre più l’esigenza del passaggio :
dall’idea di formazione
come preparazione alla
vita, ad un compito
specifico
all’idea di formazione intesa come
dimensione della vita, intrinseca alla
missione che viene affidata
Questa convinzione guiderà la nostra riflessione
Guarderemo alla consacrata, chiamata a svolgere un servizio di
animazione e di governo nella comunità
Come a una persona sempre in cammino
Aperta e disponibile a collaborare con lo Spirito Santo
per diventare, giorno dopo giorno, ciò a cui è chiamata
ad essere, prima che a fare.
Non si aspetta solo di essere aiutata e formata al
compito, ma è disponibile a formarsi costantemente
‘dentro’ il compito e grazie al compito che le viene
affidato.
Maria Domenica Mazzarello, la Fondatrice del mio Istituto ci
orienta a considerare tutta l’esistenza come un progredire, tenace
e perseverante, sulla strada dell’amore per Dio e per i giovani.
Per divenire sante e sapienti occorre ricominciare
ogni giorno, vincere noi stesse,
«fondarci sulla virtù vera e soda» (L 49,6),
vigilare attentamente sul nostro cuore perché sia
«tutto intero per Gesù» (L 65,3).
1. Costruire il proprio essere, la chiamata a servire
la comunità, sulla virtù vera e soda
La Superiora è costantemente sollecitata a
sciluppare un modo di essere che la rende
• COMPAGNA DI CAMMINO e
punto di riferimento significativo
nella comunità.
• DONNA, ANIMATRICE RADICATA
IN DIO , docile al suo progetto,
GUIDA che cerca di vivere con
serenità profetica la propria
vocazione e l’appartenenza
all’Istituto, di cui approfondisce
vitalmente la storia e la
spiritualità.
1. Costruire il proprio essere, la chiamata a servire
la comunità, sulla virtù vera e soda
Sa porsi accanto e a servizio degli
altri in modo flessibile,
propositivo, rispettoso,
consapevole di essere lei stessa in
cammino di continua formazione.
Conosce la fatica delle lunghe maturazioni per questo si impegna
a vivere le relazioni con fiducia e realismo, credendo
profondamente nella forza dello Spirito.
L’essenza e il segreto dell’autorevolezza richiesta
dal compito di Superiora è il
CARATTERE
che possiamo modificare, modellare e rinforzare,
e nel farlo acquistiamo coerenza, costanza ed
equilibrio.
Non è legata al TEMPERAMENTO che riceviamo
dalla natura.
• Il contenuto del carattere sono LE VIRTÙ, l’insieme delle virtù umane.
• Se un’animatrice di comunità non si sforza di CRESCERE IN VIRTÙ allo
stesso modo in cui respira, sarà una superiora solo di nome.
• La VIRTÙ è più che un semplice valore: è una FORZA DINAMICA che
aumenta la nostra capacità di essere e di agire, così necessarie a chi è
chiamata a guidare una comunità.
• La VIRTÙ a sua volta produce fiducia e credibilità, senza le quali è quasi
impossibile svolgere il proprio servizio di animazione e di guida.
Alla superiora locale sono richieste in modo particolare:
Magnanimità:
rispondere alla propria
vocazione, realizzare la
missione a cui si è
chiamate, avere
obiettivi elevati, per se
stesse e per gli altri.
Umiltà:
oltrepassare il
proprio io e
servire gli altri
abitualmente e
incondizionata
mente.
Prudenza:
prendere
decisioni
buone e
rette.
Alla superiora locale sono richieste in modo particolare:
Fortezza: mantenere la
rotta e resistere a
qualsiasi tipo di
pressione. La fortezza
è il sacrificio di se
stessi per la
realizzazione di
obiettivi giusti e
prudenti.
Dominio di sé:
sottomettere
le passioni
allo Spirito e
dirigerle verso
la
realizzazione
della
missione.
Giustizia e
carità: dare a
ciascuno il
suo ed
entrare nel
cuore degli
altri.
MAGNANIMITÀ
rispondere alla propria vocazione, realizzare la missione a cui si è chiamate,
avere obiettivi elevati, per se stesse e per gli altri.
Le Superiore sono chiamate ad essere magnanime
 Nei loro sogni che attuano nella perseveranza e nell’impegno al proprio
lavoro
 Nel senso della loro missione: scoprire giorno dopo giorno cosa Dio
spera da me…
 Nell’entusiasmo, alimentato dalla consapevolezza che si vive e si
lavora per collaborare alla costruzione del Regno di Dio.
 Nel darsi obiettivi elevati per se e per gli altri, anche se sempre
adeguati alla realtà della persona e della comunità.
MAGNANIMITÀ
.
•Animo grande, capiente che fa posto agli altri
•Forza che fa uscire da se stesse, permettendo di intraprendere opere grandi
•Dono senza riserve
•Offerta incondizionata di se stesse
UMILTÀ
oltrepassare il proprio io e servire gli altri abitualmente e incondizionatamente.
Virtù religiosa
Atteggiamento dell’uomo faccia a faccia con Dio.
Abitudine a vivere nella verità
-della propria condizione di creatura
-delle proprie qualità e difetti
Atteggiamento dell’uomo verso l’uomo:
-rispetto di ciò che viene da Dio in ogni creatura
-servire Dio presente negli altri
In contrapposizione all’umiltà, la superbia
-non genera verità, ma bugie
-non desiderio di servire, ma egoismo.
PRUDENZA
prendere decisioni buone e rette
Cogliere con grande facilità e immediatezza
- Il cuore della realtà, delle questioni che si pongono, dei ‘cuori’ delle persone
Giudicare, deliberare, decidere a tempo e luogo in modo serio e responsabile
- Cosa fare, come agire, quali relazioni instaurare -
E’ anche prudenza il cercare di prevenire, per quanto è
possibile, le conseguenze delle proprie parole e azioni
FORTEZZA
mantenere la rotta e resistere a qualsiasi tipo di pressione
La fortezza è il sacrificio di se stessi per la
realizzazione di obiettivi giusti e prudenti.
Resistere:
•Restare fedele alla propria coscienza
•‘Stare’
Nella vita quotidiana chi ha una responsabilità di governo è interpellata a
•Essere coerente e chiara nei comportamenti
•Non abbattersi quando la comunità non incoraggia
•Coltivare il sorriso
La capacità di resistere produce la pace
del cuore, dello spirito e dell’anima
DOMINIO DI SÉ
sottomettere le passioni allo Spirito e dirigerle verso la realizzazione della missione.
Prima di dirigere altre persone occorre imparare a
dirigere se tesse
Il controllo di sé
•è inseparabile dall’umiltà
•crea nella superiora uno spazio per gli altri, in cui si concretizza l’ideale
del servizio
•Influisce sul ‘come’ la superiora assume la missione che le è affidata
Gestione del tempo
Discernimento di ciò che è essenziale
GIUSTIZIA E CARITÀ
dare a ciascuno il suo ed entrare nel cuore degli altri.
Rispetto della dignità della persona, del diritto a:
•sapere la verità
•Essere trattate con fiducia e giustizia
•Vedersi riconosciute per ciò che sono e anche per ciò che fanno
Si è giusti nei confronti degli altri
AMANDOLI
La giustizia esige che tratti il mio prossimo non come uno
“straniero”, ma come “un altro”.
L’amore esige che lo tratti come “un altro me stesso”.
Per agire così sono necessarie importanti qualità di animazione:
Capacità di mettersi
al posto dell’altro,
di percepire
i desideri e
i sentimenti
dell’altro
L’empatia
Capacità di
interessarsi alle
persone, di
coinvolgersi nella
relazione, mosse
dal desiderio di
servire
L’amicizia e il
buon umore
Capacità di perdonare
facilmente e
generosamente...di
non giustificare il
male, ma cercare di
portare ad una
conversione vera e
profonda
La misericordia
«La giustizia e la misericordia sono unite tra loro - afferma Tommaso
d’Aquino - al punto che l’una non può funzionare senza l’altra:
la giustizia senza la misericordia è crudeltà,
la misericordia senza giustizia è la madre della dissoluzione»
Sono virtù di comunione.
Portano alla comunicazione
perché agevolano l’entrata
nel cuore degli altri.
2. Assumere con responsabilità la propria missione,
mettendosi in cammino con ogni sorella e con la comunità
2. Assumere con responsabilità la propria missione,
mettendosi in cammino con ogni sorella e con la comunità
Richiede alcuni passaggi che non avvengono spontaneamente, ma che
debbono essere supportati e resi possibili dalla consapevolezza che non
si è persone arrivate, nominate superiore
• perché perfette o in possesso di tutto quanto viene richieste da questo
compito,
• ma per approfondire l’esperienza vocazionale e tradurla in un esercizio
di maternità più profondo, più coinvolgente ed esigente.
A) Dalla DOCILITAS alla DOCIBILITAS
Un passaggio nevralgico che favorisce la disponibilità a continuare il
proprio cammino formativo, anche e soprattutto quando si è
chiamate ad essere animatrici di comunità
La DOCILITAS, infatti, quale semplice ossequio obbedienziale, è
atteggiamento un po’ passivo. La DOCIBILITAS, invece, sarebbe il
pieno compimento e superamento della semplice docilitas.
La persona DOCIBILIS è colei che ha imparato un’altra libertà: quella di
lasciarsi toccare e provocare dalla vita e dagli altri, da ogni situazione
esistenziale, bella o brutta. Non trascura né butta via nulla della vita. Anzi, è
libera di imparare o di lasciarsi educare e formare da essa e dall’esperienza
d’ogni giorno, dal rapporto con gli altri, dai suoi stessi fallimenti e peccati…
A) Dalla docilitas alla docibilitas
La docibilitas, come intelligenza dello spirito e dei sensi, della sensibilità e
della coscienza, implica alcuni fattori precisi.
Pieno
COINVOLGIMENTO
attivo e
responsabile
della persona,
prima protagonista
del processo
formativo
Atteggiamento
POSITIVO
nei confronti
della realtà: di
riconciliazione e
gratitudine
verso la propria
storia e di
fiducia verso il
futuro
LIBERTÀ
INTERIORE
e desiderio di
lasciarsi istruire
da qualsiasi
frammento di
verità e bellezza
attorno a sé,
godendo di ciò
che è vero e
bello
Capacità di
RELAZIONE CON
L’ALTERITÀ,
di interazione
feconda, attiva
e passiva, con la
realtà oggettiva,
altra e diversa
rispetto all’io,
fino a
lasciarsene
formare.
Questi atteggiamenti mettono la persona in condizione di “imparare a
imparare”, ovvero di vivere in perenne stato di formazione
per tutta l’esistenza.
Questo stato interiore costante di libertà d’apprendere nella vita e dalla vita
è la meta del proprio cammino formativo.
B) Dalla perseveranza alla fedeltà
Anche questa è una distinzione che si gioca tutta su un filo sottile che va al
di là del puro e semplice fatto di rimanere nella struttura, nella comunità,
di continuare a svolgere un determinato compito: semplice e materiale
perseveranza.
Molte volte, ahimè, ci si ferma alla perseveranza, ritenendola già virtuosa
(la “santa perseveranza”), senz’accorgersi che potrebbe esser solo o
soprattutto esteriore, fatto puramente materiale di permanenza fisica.
PERSEVERANTE è colei che resta al proprio posto, resistendo in modo più o
meno virtuoso alla tentazione di cambiare e ribadendo la scelta già fatta,
senza necessariamente approfondirla.
FEDELE è chi decide di restare perché in quella scelta di dire si all’assunzione
di un compito percepisce un nuovo appello, un impegno più esigente, una
maniera più ricca di vivere la propria vocazione: resta, ma non sta ferma.
Chi persevera solamente è passivo, al contrario di chi sceglie d’esser fedele.
3. Mezzi per un vero progresso nell’esercizio delle virtù
‘Strumenti’ che possono rendere più efficace il
La base dell’autorevolezza
nel servizio
di autorità,
abbiamo detto, è il
nostro impegno
di crescere
nella virtù.
carattere che si forma con l’esercizio delle virtù. Nella lotta per vivere le
virtù, facciamo ciò che Dio si aspetta da noi. La nostra strada può essere
piena di ostacoli ma la vittoria è certa: Dio non ci ha creati per il fallimento.
L’esame di coscienza, che ci
permette di valutare il nostro
comportamento quotidiano
e di conoscere i nostri valori
e le nostre priorità in ordine
alla crescita personale e al
sevizio che ci viene affidato.
La direzione
spirituale, che ci
aiuta a fissare
obiettivi personali a
breve e a lungo
termine.
Il “piano di vita”, che va
delineato e
responsabilmente
seguito.
Gli ostacoli
Il conformismo
Il perfezionismo
L’impazienza
L’assenza di realismo
L’autocompiacimento
Siamo chiamate a
considerare le persone
con le quali non
andiamo
particolarmente
d’accordo come se
fossero un dono e non
un peso da sopportare.
Senza rendercene
conto ci forniscono
occasioni di
miglioramento
personale.
Dobbiamo esercitare la prudenza per decidere il modo migliore di trattare
con le sorelle, il dominio di noi stessi per non adirarci, la fortezza per
essere pazienti, la giustizia per dare, nonostante tutto, quanto dobbiamo
a ciascuna. In molti casi praticare la giustizia significherà aiutarci a renderci
conto dei nostri difetti e migliorare il nostro carattere.
Conclusione
In questo anno della VC siamo chiamate a ‘Rallegraci’,
‘Scrutare’, a operare un profondo cambiamento nella
qualità e nello stile della nostra VC. Il Papa ci sollecita
ad essere sì radicali, ma soprattutto ‘profeti’ perché la
profezia è lo specifico della VC.
Un decalogo di caratteristiche del servizio di autorità in
quest’ottica di autoformazione continua,
di rinnovamento.....
Un SERVIZIO centrato sull’essenziale
che ha la sua autorevolezza nell’autenticità
che si esprime con profonda umanità
che sa esprimersi in modo semplice e diretto
che è un “camminare con le sorelle e i fratelli”.
che cerca la volontà di Dio insieme alle sorelle e ai fratelli
“profetico”
che ha il coraggio di “uscire e far uscire”
che esprime e diffonde la cultura dell’incontro
gioioso, portatore di speranza
«un amore senza misura, senza le nostre misure. Solo la
preghiera ci fa perdere le nostre misure e ci dà la misura
di Dio» (Madeleine Delbrêl)
Testi di riferimento
•
•
•
•
•
•
HAVARD Alexandre, Leadership virtuosa, EDUSC 2014.
ALDEGANI Mario csj, Punti forza per l’esercizio della leadership nel contesto dei
gesti e dell’insegnamento di papa francesco.
CENCINI Amedeo, Il respiro della vita. La grazia della formazione permanente,
Cinisello B. 2003.
CENCINI Amedeo, L’Ora di Dio. La Crisi nella Vita Credente, Bologna, EDB 2010.
CENCINI Amedeo, Formazione permanente: ci crediamo davvero?, EDB 2011.
Altri appunti personali….
Ore
16,00
( Si possono formare gli stessi gruppi del primo momento
o altri con un massimo di 14 membri - 45 minuti)
1. Condividere risonanze
2. Individuare una tipologia di leadership che può rendere fattivo
il’ formarsi per formare‘, il lasciarsi formare formando
3. Su quali aspetti del carattere lavorare per fondarci sulla virtù vera e soda.
(2 o 3)
4. Formulare un interrogativo o una risonanza da condividere in Assemblea
5. Altro…
In Assemblea si porta la riflessione del gruppo sui num. 2–3-4-5.

similar documents