L`adolescente con ADHD - centro territoriale per l`inclusione

Report
L’adolescente con ADHD
Gian Marco Marzocchi
Laura Dentella
Ilaria Rota
Centro per l’Età Evolutiva - Bergamo
Sintesi del percorso
 L’adolescente con ADHD
Le caratteristiche
 Interventi scolastici:
Strategie di gestione delle difficoltà attentive
Strategie di pianificazione e organizzazione
 La circolare MIUR e la stesura del Piano Didattico
Personalizzato
L’adolescente con ADHD
Le caratteristiche
-Difficoltà Attentive Selezionare e focalizzare l’attenzione su stimoli rilevanti
nell’ambiente.
 Gli adolescenti con ADHD che hanno difficoltà a selezionare e
focalizzarsi su stimoli rilevanti si trascinano nei compiti e nei
lavori noiosi.
 Vanno nelle loro stanze, forse con le migliori intenzioni di fare i
loro compiti quotidiani, ma invece sognano ad occhi aperti,
giocherellano con le cose che hanno sulla scrivania, guardano
fuori dalla finestra.
-Difficoltà Attentive Mantenere la concentrazione e resistere alla distrazione.
 Gli adolescenti con ADHD quando devono iniziare un compito
in classe o un compito noioso, a metà strada deviano su qualcosa
d’altro lasciando il compito iniziale incompleto o
completandolo più tardi in modo inadeguato.
 Ci vogliono 3 ore per fare un compito di 10 minuti a causa delle
frequenti sviste della concentrazione o spostamenti temporanei
su altre attività che momentaneamente catturano l’attenzione
del ragazzo.
-Difficoltà Attentive Mantenere lo sforzo attentivo in coerenza con il compito
 Gli adolescenti con ADHD non sono in grado di eseguire
compiti che richiedono uno sforzo cognitivo prolungato nel
tempo. Quando è richiesto tale sforzo cercano di sviare. Se
costretti a mantenere l’attenzione per lungo tempo, lamentano
spesso una certa fatica a livello mentale.
 Si annoiano facilmente con attività ripetitive o poco stimolanti,
specialmente compiti a casa, lavori noiosi, hobbies. Vanno alla
ricerca di esperienze nuove ed eccitanti per mantenere vivo il
loro interesse.
-Difficoltà Attentive Organizzazione, dimenticanze, recupero di quanto
appreso.
 Gli adolescenti con ADHD non gestiscono correttamente il
tempo e sono incapaci di stabilire le priorità. Hanno una
percezione distorta di quanto tempo sia passato, o di quanto
tempo necessiti l’esecuzione di un compito. Sono cronicamente
in ritardo.
 Sbagliano nell’annotare sul diario i lavori assegnati e in classe
non hanno con loro tutto il materiale necessario.
 Arrivano in classe impreparati, dimenticano ciò che hanno
studiato la notte precedente.
-Difficoltà Attentive Passaggio da un’attività all’altra
 Gli adolescenti con ADHD faticano ad abbandonare un’attività
per iniziarne un’altra, a causa dell’eccessiva focalizzazione su un
solo dettaglio della situazione escludendo tutti gli altri aspetti
rilevanti.
 Trascorrono tutto il tempo sui compiti di matematica e
ignorano quelli di italiano e storia oppure si rifiutano di
smettere di guardare la tv o di giocare con la play-station
quando è ora di andare a letto.
-Impulsività L’adolescenza è caratterizzata da alti livelli di impulsività cioè
da una bassa capacità di controllo degli impulsi e da difficoltà
ad attivare risposte inibitorie;
 Gli adolescenti con ADHD mostrano molta più impulsività
rispetto agli altri ragazzi.
-Impulsività Dal punto di vista comportamentale:
 Vogliono avere le cose immediatamente, non sanno aspettare e
possono diventare anche capricciosi;
 Fanno qualsiasi cosa gli venga in mente;
 Scelgono il piacere immediato anziché una soddisfazione futura;
 Non riflettono sulle conseguenze delle proprie azioni prima di
agire;
 Faticano ad adeguare il proprio comportamento alle regole
esterne.
-Impulsività Dal punto di vista cognitivo:
 Sono precipitosi nell’esecuzione dei compiti scolastici;
 Tralasciano dettagli importanti;
 Commettono errori di distrazione;
 Trascurano la grafia;
 Non sono in grado di pianificare le proprie azioni e di attuare
procedure di controllo efficaci durante e a conclusione del
lavoro.
-Impulsività Dal punto di vista emotivo:
 Sono frustrati, agitati, di malumore e/o sovraeccitati;
 In collera possono avere scoppi improvvisi di rabbia e violenza
accompagnati da risposte aggressive fisiche e verbali, sia verso
gli altri che verso se stessi.
-Iperattività In adolescenza l’iperattività tipica dei bambini piccoli spesso
diminuisce o si trasforma evolvendosi in percezioni soggettive di
irrequietezza e agitazione.
 Ad un’ osservazione esterna l’adolescente con ADHD non appare
necessariamente irrequieto, generalmente è una sensazione che
prova interiormente: si sente recluso quando è costretto a stare in
classe per tante ore o quando deve stare seduto ad una scrivania a
studiare per tanto tempo.
 La logorrea (soprattutto nelle ragazze ) e l’importunare con
richieste insistenti
dell’iperattività.
sono
due
manifestazioni
aggiuntive
Interventi scolastici
La gestione dell’attenzione
Introduzione
 L'attenzione può essere considerata un aspetto particolare
della percezione, tanto che è definita come il processo mediante
il quale si mette a fuoco e si coglie solo una parte del nostro
mondo percettivo, trascurando quello che, per il momento,
non ha importanza.
 L’attenzione è influenzata dalla motivazione.
 Il tipo di proposta didattica, le modalità di organizzare le
lezioni, il coinvolgimento degli alunni modifica radicalmente le
prestazioni attentive degli alunni.
Le difficoltà di attenzione più comuni
A. Difficoltà a mantenere l’attenzione per un tempo
prolungato
B. Difficoltà a porre la necessaria attenzione alle consegne
date oralmente o per iscritto
C. Tendenza ad affrontare un lavoro in modo impulsivo
senza pianificazione delle azioni
D. Procedure di controllo poco efficaci durante e a
conclusione del lavoro
A. Alcune idee per mantenere l’attenzione
nel tempo
 Evitare di richiamare in modo generico all’attenzione gli
alunni, piuttosto attivare prima dell’esecuzione di un
compito alcuni segnali convenzionali con enfasi (“ora aprite
bene le orecchie”)
 Variare il tono della voce (gridare - sussurrare)
 Creare aspettativa verso la lezione
 Usare molto spesso il contatto oculare
 Anticipare le fasi di svolgimento del lavoro in classe
 Assicurarsi che la voce sia sentita da tutti
 Controllare le fonti di rumore
 Dare istruzioni brevi e semplici
 Far ripetere le istruzioni
 Usare frequenti esemplificazioni e dimostrazioni pratiche
 Non richiedere lo stesso livello di attenzione agli alunni per tutta
la durata delle lezioni
 Predisporre la classe in modo da avere la possibilità di passare
frequentemente tra i banchi
 Dividere i compiti assegnati in unità più piccole
 Suddividere il lavoro tenendo presente per quanto tempo un
ragazzo può mantenere l’attenzione sul compito
B. Alcune idee per porre la necessaria
attenzione alle consegne
 Far rileggere la consegna prima dell’inizio del lavoro
 Far ripetere con parole proprie cosa bisogna fare
 Data una consegna complessa è utile condurre con i ragazzi
un’analisi delle istruzioni prima che comincino il lavoro
Le consegne…
“Leggi con attenzione il testo assegnato e cerca di capirlo
bene; poi rispondi alle domande riportate dopo la lettura.
Stai attento però perché nel brano ci sono delle parole scritte
in modo sbagliato: trovale e trascrivile nella tabella in fondo”
…schematiche e approfondite…
Ecco cosa devi fare:
1- leggere il testo
2- leggere le domande una alla volta cercando di rispondere e
andando a rileggere quando necessario
3- leggere il testo un’altra volta, dando poca importanza al
significato, ma facendo attenzione a come sono scritte le
parole
4- sottolinea le parole sbagliate
5- riporta le parole nella tabella
C. Alcune idee per ridurre l’impulsività
nell’affrontare i lavori scolastici
 Comprendere con chiarezza cosa è richiesto dal compito prima di
iniziare il lavoro
 Valutare alcune possibilità alternative prima di iniziare lo
svolgimento
 Mettere a punto una strategia prima di iniziare un lavoro
 Valutare il tempo richiesto dal compito e quello effettivamente a
disposizione
 Sfruttare, in caso d’insuccesso, dapprima le proprie risorse,
successivamente quelle dell’insegnante e dei compagni
D. Procedure di controllo poco efficaci
 I ragazzi con problemi di autoregolazione non controllano la correttezza
del lavoro sia durante il compito che a lavoro terminato
 Il problema principale è la gestione dello sforzo, dopo aver speso
energie attentive
 Va concordato in anticipo con l’alunno che al termine del lavoro è
obbligatorio controllare
 Bisogna trovare degli accordi con l’alunno affinchè applichi il controllo a
fine lavoro
 Può interrompere prima della fine del compito per avere le risorse
attentive necessarie per il controllo
 Se controlla ha diritto a fare un “giretto” in più fuori dall’aula
Cosa si deve evitare
 Lavori lunghi e ripetitivi anche se semplici e comprensibili
 Spiegazioni da parte dell’insegnante senza il coinvolgimento attivo
degli alunni disattenti
 Spiegare le consegne di tutti gli esercizi insieme
 Interrogazioni che richiedono formulazioni di discorsi articolati
 Dire di stare attenti senza specificare cosa devono fare esattamente
i ragazzi
Meta-attenzione con gli alunni
È utile che anche con gli alunni si propongano esercizi di consapevolezza
dell’attenzione








Cosa vuol dire, secondo te, stare attento? Che cosa fa un bambino
attento?
E che cosa fa un bambino disattento?
Quali sono i compiti in cui ci vuole più attenzione, secondo te?
Secondo te, per quanto tempo riesci a stare molto attento a scuola?
A scuola è necessario stare sempre molto attenti?
Cosa fanno gli insegnanti quando si accorgono che un bambino non
sta attento?
E cosa potrebbero fare gli insegnanti per fare stare più attenti i
bambini?
E’ faticoso per te stare attento? Ci riesci sempre?
Leggi le affermazioni e decidi se si adattano al tuo caso; scrivi:
M se si adatta molto al tuo caso
A se si adattano abbastanza
P se si adattano poco
Quando devo stare attento per molto tempo mi annoio
Riesco a stare attento anche per molto tempo
Quando sono stanco non riesco a mantenere l’attenzione
Riesco a capire se sono attento
Per stare attento cerco di evitare le cose che mi disturbano
Di fronte a compiti che non mi piacciono, cerco di trovare il loro lato divertente
Di fronte ad un compito che può sembrare noioso, penso che proverò soddisfazione
quando avrò finito
Di fronte ad un compito difficile, penso che organizzandomi non solo impiegherò meno
tempo, ma anche mi stancherò di meno
Per non affaticarmi e per portare a termine il mio lavoro a casa,mi propongo delle pause
con attività piacevoli
Esercizio
Pensando alla mia classe, quali strategie di gestione dell’attenzione ho
adottato?
•Cosa ha funzionato? Perché?
•Cosa invece non ha funzionato? Perche?
Interventi scolastici
Strategie di Pianificazione e Organizzazione
Pianificazione
 Con il termine pianificazione si intende la programmazione
temporale, spaziale
e dei materiali. La pianificazione
comprende: che cosa fare, come farlo, dove farlo, quando farlo,
in che sequenza farlo.
 Gli adolescenti con ADHD hanno difficoltà di pianificazione,
non tanto perché non conoscono le azioni da svolgere, quanto
perché non riescono a coordinarle tra loro durante
l’organizzazione del lavoro intrapreso.
Pianificazione Temporale
 Una delle cose che più ostacolano una buona organizzazione è
sbagliare le valutazioni relative ai tempi di svolgimento e/o alla
difficoltà di un compito.
 E’ possibile intervenire sulla capacità di compiere corrette stime
sul tempo.
 Per es. dopo aver dato le consegne alla classe, prima di prendere in
mano la penna per svolgere l’esercizio, avviare considerazioni sulla
difficoltà del compito e sul tempo di svolgimento.
------------------Poco
tempo
Tempo
Medio
Molto
tempo
POMERIGGIO DI STUDIO:
Guardo il mio diario, quali compiti devo svolgere?
ORGANIZZO IL MIO TEMPO PER STUDIARE!
MATERIA
QUANTO TEMPO
PENSO MI SERVIRA’?
ORA DI
INIZIO
ORA DI
FINE
TEMPO
IMPIEGATO
Come ti è sembrato il compito?
FACILE
MEDIO
DIFFICILE
Pianificazione dei Materiali
Spesso il ragazzo:
 non ha con sé tutto il materiale necessario alla lezione;
 perde parte di quello che è stato reperito per lui;
 disturba i compagni chiedendo con insistenza i materiali;
 non ha cura del proprio materiale scolastico.
L’insegnante può:
 aiutare gli alunni creando una tabella in cui sia indicato il materiale
necessario per quell’ora di lezione.
Dall’ Orario Scolastico…….
….al materiale necessario!
Organizzazione
Gli alunni con ADHD hanno difficoltà a prevedere le conseguenze del
proprio comportamento, prova ne è il fatto che spesso non sanno
valutare il pericolo di alcune situazioni.
Gli insegnanti possono intervenire aiutando in vari modi il ragazzo a
prevedere le conseguenze di determinati eventi prima di agire.
Quanto più organizzato e strutturato è il contesto in cui lavora
l’alunno, tanto più prevedibile diventa l’ambiente e quindi più regolato
sarà il comportamento del ragazzo.
 Organizzare la classe
 Organizzare la lezione
 Organizzare il lavoro a scuola e a casa
La classe
 L’alunno con ADHD deve essere vicino agli insegnanti
 In posizioni in cui non può essere disturbato da altri stimoli




distraenti
Non vicino ad altri alunni iperattivi o vivaci
Non in banchi in cui, alzandosi, può disturbare altri alunni
Non nelle ultime file in cui si distrae continuamente
In posizioni facilmente raggiungibili dagli insegnanti per
guardarlo, sollecitarlo, avvicinarlo e toccarlo per attivargli
l’attenzione.
La lezione
 All’inizio dell’ora esplicitare ciò che si farà;
 Presentare gli argomenti in modo stimolante con figure,
audiovisivi, ponendo agli alunni degli interrogativi (le
domande rendono gli alunni attivi, quindi più motivati);
 Strutturare il più possibile i compiti, rendendo esplicite le
procedure necessarie per il loro svolgimento;
 Usare tempi di lavoro corretti, non troppo lunghi;
 Alternare compiti attivi, che richiedono agli alunni di agire e
compiti passivi come per es. l’ascolto di una spiegazione.
e per l’alunno con ADHD?
 Accorciare i tempi di lavoro, spezzettando con brevi pause un
lavoro lungo;
 Ricorrere spesso a stimoli verbali, gestuali e/o visivi per
indicare all’alunno che il suo comportamento non è corretto
o al contrario che è quello che ci si aspetta da lui; che
richiamino la sua attenzione o che gli indichino la procedura
da seguire..
 Concordare tempi e modalità dei momenti di pausa;
 Attribuirgli compiti di responsabilità permettendogli così il
movimento finalizzato a scopi positivi.
Il lavoro a scuola….
 Strutturare il più possibile i compiti, rendendo esplicite le
procedure necessarie per il loro svolgimento;
 Inizialmente è indispensabile la guida dell’insegnante per:
 esplicitare le procedure;
 monitorarne la “messa in atto”;
 verificare quanto svolto.
 È molto importante inoltre chiedere continuità di strategie
anche a casa o a chi segue il ragazzo durante i compiti
pomeridiani;
Es. 1: Scrivere un TEMA
 Fare un brainstorming sull’argomento ovvero scrivere su un foglio tutte
le idee che vengono in mente;
 Analizzare tutte le informazioni che sono state scritte e decidere quali
possono essere raggruppate sotto la stessa categoria (utilizzare i colori);
 Scrivere il paragrafo iniziale, che descriverà brevemente il contenuto del
testo in modo tale che possa essere un pro-memoria per il ragazzo. Si
può aiutare lo studente attraverso una serie di domande in relazione a
ciò che ha scelto di scrivere o con una domanda generica: “Cosa vuoi che
le persone pensino dopo aver letto il tuo testo?” oppure “Perché le
persone dovrebbero leggere il tuo brano?”
 Partendo dalle categorie individuate, ampliare il discorso aggiungendo
tutti i dettagli;
 Rileggere il testo ed apportare modifiche se necessario.
Es. 2: Il problema matematico
1.
2.
3.
4.
5.
Prima di tutto devi leggere attentamente il testo per capire di cosa
si sta parlando.
Dopo la lettura del testo devi riconoscere qual è la domanda e
cosa ti viene richiesto.
Devi cercare le informazioni utili e i dati indispensabili per
arrivare alla soluzione del problema.
Devi riflettere per scegliere l’operazione aritmetica adeguata e
fare i calcoli correttamente.
Devi rileggere la domanda e formulare la risposta completa e
adatta alla situazione
Una casa viene assicurata per una somma di 40.000 € con un’assicurazione a pieno rischio.
Un incendio produce un danno stimato di 20.000 €. Ad incendio avvenuto la società stima
in 35.000 € il valore dell’alloggio. A quanto ammonterà la somma rimborsata?
1. Prima di tutto devi leggere attentamente il testo per capire di cosa si sta
parlando.
2. Dopo la lettura del testo devi riconoscere qual è la domanda e cosa ti
viene richiesto.
3. Devi cercare le informazioni utili e i dati indispensabili per arrivare
alla soluzione del problema.
 Scrivi i dati: ………………………………………………………………..
4. Devi riflettere per scegliere l’operazione aritmetica adeguata e fare i
calcoli correttamente.
 Calcola:………………………………………………………………………
5. Devi rileggere la domanda e formulare la risposta completa e adatta alla
situazione:
 .......................................................................................................
…e a casa
 Molti adolescenti con ADHD non sono nelle condizioni di
eseguire correttamente da soli i compiti per casa. È
necessario esercitare un controllo.
 Se però nelle questioni scolastiche il rapporto tra il ragazzo e i
genitori “si è inceppato” è opportuno ricorrere ad un’altra
persona che li segua durante i compiti.
 Qualcuno che gli insegni strategie di apprendimento, gli faccia
vedere come si esegue un compito mirando ad ottenere un
risultato e pianificando il lavoro. Qualcuno che gli impedisca di
mollare troppo in fretta, che incoraggi e rinforzi i segnali
positivi (tutor).
 L’esperienza insegna che soprattutto la prima fase del lavoro è
pesante. Quando si superano le resistenze e il ragazzo si
“immerge” nella materia le cose vanno meglio.
La preparazione dei compiti in classe
 La preparazione dei compiti in classe è di fatto efficace se
viene eseguita relativamente vicino alla scadenza.
 Molti alunni riescono a suddividersi il lavoro e prepararsi bene;
per un ragazzo con ADHD uno studio efficace e motivato è
possibile solo quando si sente “sotto pressione”.
 Solo così il ragazzo è maggiormente disponibile e riesce a
recepire i contenuti.
 Prima di un compito in classe e/o un’interrogazione occorre,
nei giorni precedenti, accordarsi sul tempo necessario alla
preparazione.
Le strategie di apprendimento
 VISUALIZZARE
 Ad es. per studiare geografia sul tavolo non deve esserci solo il
libro, bensì anche fogli con matite colorate, un atlante e un
dizionario in modo che i contenuti siano resi visibili.
 ANTICIPARE
 Prima di iniziare un capitolo, leggere titolo, osservare immagini
e didascalie… Cosa mi aspetto di trovare scritto nel paragrafo?
Conosco già qualcosa di quest’argomento? Se sì, cosa?

FARSI DELLE DOMANDE
 Pensare a quali domande l’insegnante potrebbe farmi per
verificare lo studio e provare a rispondere.
La circolare MIUR e la stesura del
Piano Didattico Personalizzato
Circolare MIUR su ADHD
Il Piano Didattico Personalizzato
(PDP)
Che cos’è?
Un progetto il cui scopo è il miglioramento dell’efficacia e
dell’efficienza dell’apprendimento dell’allievo, che prevede la
diversificazione delle metodologie, dei tempi, degli strumenti
nella progettazione del lavoro della classe.
Viene redatto in forma scritta dal consiglio di classe nei primi 2
mesi dell’anno e condiviso con i genitori.
Ai dirigenti scolastici spetta il compito di assicurare la
realizzazione di questi impegni.
Il Piano Didattico Personalizzato
(PDP)
E’ necessario stabilire gli obiettivi attesi e prevedere le modalità
e i tempi di verifica dell’efficacia del progetto al fine di
apportare eventuali modifiche.
Che differenza c’è rispetto al PEI?
Il PDP viene redatto per studenti le cui difficoltà sono più
moderate, non comporta la modifica degli obiettivi didattici e
nemmeno la perdita del valore legale del titolo di studio (per la
scuola secondaria).
Il Piano Didattico Personalizzato
(PDP)
Quali informazioni dovrebbe contenere?
1. Dati relativi all’alunno (dati anagrafici) e alla diagnosi
2.
3.
4.
5.
6.
specialistica;
Caratteristiche del processo di apprendimento (punti di forza e
di debolezza);
Strategie metodologiche e didattiche adottate;
Strumenti compensativi e dispensativi;
Criteri e modalità di verifica e valutazione dell’apprendimento;
Patto con la famiglia (compiti a casa, eventuali riduzioni…).
Il PDP: il caso di Andrea
1) Dati relativi all’alunno e alla diagnosi specialistica
Cognome:
Nome: Andrea
Data e luogo di nascita:
Residente a
In via
Telefono:
Email:
Frequentante l’istituto: Scuola secondaria……………………
Classe II
Sezione:
Il PDP: il caso di Andrea
Diagnosi specialistica: ADHD (Disturbo di Attenzione e Iperattività)
 Redatta da dott. Marzocchi presso Centro per l’Età Evolutiva
 in data …………….
 Specialisti di riferimento: dott. Marzocchi
Il PDP: il caso di Andrea
2) Caratteristiche del processo di apprendimento
Lettura: sufficientemente automatizzata sia in termini di velocità sia correttezza
Comprensione:Non adeguata per scarsa competenza sintattica e difficoltà nel compiere
inferenze lessicali (capire i significato di parole nuove in base alla frase in cu isono inserite)
Scrittura: Errori ortografici nella norma della classe frequentata
Capacità di organizzare le informazioni e le conoscenze: Scarsa pianificazione dei concetti da
esporre. Nella fase dello studio conosce un numero limitato di strategie e le applica in modo
poco autonomo, richiesta costante del supporto dell’adulto. Impulsività nel formulare risposte
senza valutare le conseguenze delle risposte errate date.
Area logico-matematica: Procedure del calcolo a mente e scritto, recupero di fatti numerici
adeguato. Difficoltà nella comprensione dei testi e incapacità nell’organizzare dati.
Il PDP: il caso di Andrea
3) Strategie metodologiche e didattiche adottate - 1
ORGANIZZAZIONE DELLA CLASSE
 A. è sempre seduto in prima fila, nella zona di fronte la cattedra, lontano dalla
finestra. Viene sempre scelto un compagno di banco con buone capacità di
autocontrollo e responsabilità in modo da evitare distrazioni e
contemporaneamente che possa essere per lui un supporto e sostegno nelle
attività di classe.
 A. viene richiamato con lo schiocco delle dita o con la voce in modo da essere
sollecitato senza continui rimproveri.
 In caso di intervento impertinente o non contestualizzato A. viene sollecitato a
ragionare sull’opportunità e necessità dell’intervento stesso ai fini della
lezione.
 In caso di incapacità nel risolvere una situazione (ho sbagliato, ho finito il
foglio, non ho il quaderno o il materiale) A. viene sollecitato a risolvere la
situazione ponendo delle domande affinché impari a non cercare sempre
l’appoggio e la soluzione nell’adulto.
Il PDP: il caso di Andrea
3) Strategie metodologiche e didattiche adottate - 2
FOCALIZZARE L'ATTENZIONE
 Compatibilmente con l’organizzazione didattica e la progettazione
individuale di ogni docente si prediligerà il lavoro a gruppi, a coppie,
attività di apprendimento cooperativo.
 La lezione è svolta inserendo il maggior numero possibile di
esemplificazioni e dimostrazioni pratiche riducendo le spiegazioni orali
di tipo frontale.
 Si impostano le lezioni introducendo poche regole e concetti per volta,
seguiti sempre da un'esemplificazione (esercizi alla lavagna, in
particolare per materie come matematica, geometria, lingua straniera,
grammatica...); in alcune materie si utilizza un quaderno delle regole (
geometria, aritmetica,…)
Il PDP: il caso di Andrea
3) Strategie metodologiche e didattiche adottate - 3
MANTENERE L'ATTENZIONE
 Si
programmano lezioni ben strutturate, evitando tempi vuoti, che
possono favorire la perdita di concentrazione.
 Si alternano attività impegnative ad attività che richiedono meno sforzo
attentivo, possibilmente dedicando alle prime i momenti iniziali della
lezione.
 Si forniscono indicazioni chiare ed esplicite sulle procedure da seguire.
Assegnando una scaletta con i punti essenziali da svolgere.
Il PDP: il caso di Andrea
4) Strumenti compensativi e dispensativi
Si utilizzano quando possibile supporti visivi: parole chiave sulla lavagna,
schemi semplici, mappe concettuali (magari da costruire insieme, con il
contributo attivo di ogni alunno). Possono essere particolarmente utili per
materie di studio come storia e geografia.
Si definisce una quantità inferiore dei compiti assegnati o si fissa un tempo
di lavoro per ogni disciplina (questo sottocontrollo di qualcuno che svolga
in affiancamento i compiti con A. per garantirne l’efficienza).
Il PDP: il caso di Andrea
5) Criteri e modalità di verifica e di valutazione
 Al termine della verifica sollecitarlo a rivedere il tema e svolgere





un’autovalutazione.
Si programmano le date di" verifiche e interrogazioni”, in modo tale da
permettere a A. di dilazionare lo studio e assimilare i contenuti (ad
esempi su otto pagine da studiare, suddiviso lo studio nei giorni
precedenti e ogni giorno prima di cominciare lo studio della pagina
nuova ripasso e ripeto la parte precedente.
A parità di tempo riduzione della quantità di esercizi, delle diverse
attività nelle prove scritte.
Assegnazione di esercizi personalizzati nelle verifiche ma di pari
difficoltà
Utilizzo di tabelle e schemi
Consegnare gli esercizi della verifica uno alla volta
Il PDP: il caso di Andrea
6) Patto con la famiglia
La scuola si impegna a:
 Ridurre il carico di studio individuale a casa o riduzione della quantità di
esercizi.
La famiglia si impegna a:
 Far seguire A. nello svolgimento dei compiti per tre volte la settimana da
una maestra e in altri compiti dalla mamma.
 Aiutare A. ad organizzarsi nello svolgimento dei compiti in modo più
strutturato, ad esempio definendo dei tempi per ogni disciplina ed
evitando i compiti la sera.
 Predisporre uno spazio idoneo in casa eliminando tutte le possibili
distrazioni.
La favola del Re Trentatrè di Carlo Imprudente
C’era una volta un re che si chiamava Trentatrè.
Un giorno Trentatrè pensò che un re deve essere giusto con tutti.
Chiamò Sberleffo, il buffone di corte: “Io voglio essere un re giusto
- disse Trentatrè al suo buffone - così sarò diverso dagli altri e sarò
un bravo re”.
“Ottima idea maestà” - rispose Sberleffo con uno sberleffo.
Contento dell’approvazione il re lo congedò.
“Nel mio regno - pensò il re - tutti devono essere uguali e trattati
allo stesso modo”. In quel momento Trentatrè decise di cominciare
a creare l’uguaglianza nel suo palazzo reale.
Prese il canarino dalla gabbia d’argento e gli diede il volo fuori
dalla finestra: il canarino ringraziò e sparì felice nel cielo.
Soddisfatto della decisione presa, Trentatrè afferrò il pesce
rosso nella vasca di cristallo e fece altrettanto, ma il povero
pesce cadde nel vuoto e morì.
Il re si meravigliò molto e pensò: “Peggio per lui, forse non
amava la giustizia”.
Chiamò il buffone per discutere il fatto. Sberleffo ascoltò il
racconto con molto rispetto, poi gli consigliò di cambiare
tattica.
Trentatrè, allora, prese le trote dalla fontana del suo giardino e
le gettò nel fiume: le trote guizzarono felici.
Poi prese il merlo dalla gabbia d’oro e lo tuffò nel fiume, ma
questa volta fu il merlo a rimanere stecchito.
“Stupido merlo - pensò Trentatrè - non amava l’uguaglianza”.
E chiamò di nuovo il buffone Sberleffo per chiedergli
consiglio.
“Ma insomma! - gridò stizzito il re - come farò a trattare tutti
allo stesso modo?”.
“Maestà - disse Sberleffo - per trattare tutti allo stesso modo
bisogna, prima di tutto, riconoscere che ciascuno è diverso
dagli altri. La giustizia non è dare a tutti la stessa cosa, ma
dare a ciascuno il suo”.
Bilancio finale
 Cosa mi è servito di questo corso? Perché?
 Cosa non mi è possibile applicare? Perché?
 Quali difficoltà prevedo ritornando al lavoro quotidiano?
GRAZIE DELL’ATTENZIONE E…
BUON LAVORO!

similar documents