Motta ISEE - ANCI Piemonte

Report
NON SI PUO’ EVITARE DI ACCENNARE A DUE PROBLEMI GENERALI,
NON INTERNI ALLO “STRUMENTO ISEE” MA RELATIVI AL QUADRO
DELLE SCELTE POLITICHE NAZIONALI:
1) MENTRE DA TEMPO CITTADINI ED ENTI GESTORI ATTENDONO LA
DEFINIZIONE DI “LIVELLI ESSENZIALI” DELLE PRESTAZIONI (ex.
Art. 117 della Costituzione) E’ UN PECCATO CHE IL PRIMO LIVELLO
ESSENZIALE DEL SOCIALE SIA UNO STRUMENTO DI MISURA
(ANCORCHE’ IMPORTANTE) E NON UN CONTENUTO DI
PRESTAZIONI DA GARANTIRE COME DIRITTI
2) ED E’ ANCHE UN PECCATO CHE L’OBIETTIVO DI FAR ACCEDERE
ALLE PRESTAZIONI SOCIALI VALUTANDO L’INTERO NUCLEO
FAMILIARE , ED I SUOI REDDITI E PATRIMONI, NON SIA ESTESO
ANCHE ALLE EROGAZIONI ASSISTENZIALI INPS (assegni sociali,
integrazioni al minimo, maggiorazioni sociali) CHE SONO OGGI LA
SPESA PUBBLICA ASSISTENZIALE PIU’ CONSISTENTE E LA PIU’
INIQUA (CHE VA ANCHE A BENESTANTI)
LA SFIDA PRINCIPALE DEL NUOVO ISEE PARE QUESTA: AIUTERÀ
A FAR CRESCERE L’EQUITÀ DISTRIBUTIVA, SENZA APRIRE
PROBLEMI DI SPESA? ANCHE SE L’ISEE NON SI IDENTIFICA CON
“LE POLITICHE” (CHE COSA EROGARE E COME A CHI) MA È UNO
STRUMENTO
TUTTAVIA
“ENTRO
INCORPORA
LE
POLITICHE”.
PROPRI
DISTRIBUTIVO, NON E’ NEUTRO.
STRUMENTO
MECCANISMI
DI
CHE
IMPATTO
QUESTA SFIDA IMPONE (ANCHE AI COMUNI) ALMENO 3 DOMANDE:
1) CHE COSA PRODURRÀ SULLA SPESA? NON SOLO DI SINGOLE
PRESTAZIONI E AMMINISTRAZIONI, MA ANCHE “COMPLESSIVA”
DEL
WELFARE
(AD
ESEMPIO
INCLUSIVA
DELLE
REMUNERAZIONI DEI CAF)
2) COME INCIDERÀ SUGLI UTENTI? ALMENO SOTTO DUE PROFILI:
a) I LORO PERCORSI DI ACCESSO ALLE PRESTAZIONI (TEMPI,
CHE CAMBIANO, E LUOGHI)
b) GLI
ESITI
SU
EROGAZIONI
E
CONTRIBUZIONI:
INCLUSI/ESCLUSI, CHI PAGA O PRENDE DI PIÙ O DI MENO,
RISPETTO AD OGGI.
3) L’ADOZIONE DEL NUOVO ISEE VIENE USATA ANCHE PER
ARMONIZZARE O INTEGRARE PRESTAZIONI DIVERSE, ANCHE
ALL’INTERNO DELLO STESSO ENTE?
QUALI SCELTE DEVONO FARE I COMUNI (E IN GENERE GLI ENTI
EROGATORI)?
MA PER POTER DECIDERE OCCORRE PRIMA DISPORRE DI ALCUNI
PRESUPPOSTI:
1) AVER RISOLTO FORMALMENTE I DUBBI INTERPRETATIVI SUL
DECRETO, NON SOLO PER CAPIRE “COME FUNZIONA IL NUOVO
ISEE”, MA ANCHE PER EVITARE RICORSI E CONTENZIOSI
2) DEFINIRE I TEMPI DI AVVIO DEL NUOVO ISEE
3) ESSERE CONSAPEVOLI DELLE POSSIBILI CRITICITÀ CHE SONO
GENERATE DAL NUOVO ISEE (CHE RISOLVE ALCUNI NODI MA NE
APRE ALTRI)
4) AVER BEN COMPRESO I MARGINI DI DISCREZIONALITA’ LOCALE,
E IN PARTICOLARE:
A) QUALI CRITERI ULTERIORI SI POSSONO AGGIUNGERE
ALL’ISEE
B) QUALI “MODI DI USO” DELL’ISEE SONO LEGITTIMAMENTE
ADOTTABILI
5) POTER NON SOLO “RAGIONARE” SUGLI EFFETTI DEL NUOVO ISEE
MA SIMULARLI SUI PROPRI UTENTI REALI
QUALI SCELTE DEVONO COMPIERE ADESSO GLI ENTI EROGATORI:
A. INTERAGIRE PER DEFINIRE QUALE REGOLAZIONE VERRA’
INTRODOTTA DALLA REGIONE, E SU QUALI PRESTAZIONI
B. VALUTARE SE AGGIUNGERE “CRITERI ULTERIORI ACCANTO
ALL’ISEE”: QUALI, E SU QUALI UTENTI E PRESTAZIONI
C. COME “USARE” L’ISEE, OSSIA QUALE MODALITÀ PER ARRIVARE
DALL’ISEE ALL’IMPORTO DELL’EROGAZIONE O CONTRIBUZIONE.
CON RIFERIMENTO ALLE DIVERSE PRESTAZIONI
D. COME RIDURRE LE CRITICITÀ ATTUATIVE CHE SI STIMANO
RILEVANTI, USANDO I MECCANISMI “B” E “C”
E. COME APPROFITTARE DEL NUOVO ISEE ANCHE PER
UNIFORMARE
CRITERI
DI
PRESTAZIONI
DIVERSE,
DA
ARMONIZZARE MEGLIO
F. SE OCCORRE, RIVEDERE LA GESTIONE DEI CONTROLLI PER
INCLUDERE QUELLI CHE COMPETONO AGLI ENTI EROGATORI
G. EVENTUALE REVISIONE DEI RACCORDI CON I CAF
H. COME MONITORARE SUCCESSIVAMENTE GLI EFFETTI , CON
VERIFICHE EMPIRICHE (VERIFICARE SE
LE CRITICITÀ DI
IMPATTO IPOTIZZATE SI VERIFICANO DAVVERO)
ALCUNI DUBBI INTERPRETATIVI NELLA LETTURA DEL DECRETO.
CE NE SONO MOLTI, MA NE CITO SOLO 3:
1) TUTTE LE DSU SCADONO IL 15 GENNAIO. E’ POSSIBILE
PROSEGUIRE NELLE PRESTAZIONI SINO ALLA SCADENZA
DEGLI INTERVENTI ANCHE SE LA DSU È GIURIDICAMENTE NON
PIÙ VALIDA (PER FAR RIFARE L’ISEE SOLO A QUELLA DATA)?
ALTRIMENTI SI INTASANO CAF E COMUNI IN GENNAIO
2) VANNO CONSIDERATI TRA I BENI IMMOBILIARI ANCHE QUELLI
IN NUDA PROPRIETA’, SOGGETTI AD IPOTECA, INABITABILI?
3) TRA I REDDITI VANNO CONSIDERATE LE SOMME RICEVUTE DAL
SISTEMA
SANITARIO
NAZIONALE,
AD
ESEMPIO
LA
COMPONENTE SANITARIA DI UN ASSEGNO DI CURA. E LE
EROGAZIONI RICEVUTE DAL VOLONTARIATO E DA PARENTI?
ALCUNE POSSIBILI CRITICITA’ NELL’IMPATTO DELL’ISEE. CE NE
SONO MOLTE, MA NE CITO SOLO 5 :
1) NON C’È COINCIDENZA TEMPORALE TRA LA SITUAZIONE
ECONOMICA AL MOMENTO DELLA DSU (SITUAZIONE DA VALUTARE
PER L’ACCESSO ALLA PRESTAZIONE) E QUELLA DICHIARATA (CHE
È COMPOSTA DAI REDDITI DEL SECONDO ANNO SOLARE
PRECEDENTE, E PATRIMONI SINO A 11 MESI PRIMA).
PER LIMITARE LE DEFORMAZIONI DERIVANTI DA QUESTA DISTANZA
IL DECRETO INTRODUCE L’’ISEE “CORRENTE” (CON REDDITI DEGLI
ULTIMI 12 MESI) , MA E’ UTILIZZABILE SOLO SE SONO COMPRESENTI
TRE SPECIFICHE CONDIZIONI:
a) NEI 18 MESI PRECEDENTI LA DSU ALMENO UN COMPONENTE
DEL NUCLEO DEVE AVER AVUTO VARIAZIONI LAVORATIVE
NEGATIVE, PERDENDO OCCUPAZIONE
b) DEVE ESSERE VIGENTE UN PRECEDENTE ISEE ORDINARIO
c) L’INDICATORE REDDITUALE ISEE DEVE ESSERE VARIATO
ALMENO DEL 25% RISPETTO ALL’ISEE ORDINARIO
RIASSUMENDO I TEMPI DI REDDITI, SPESE DETRATTE E
PATRIMONI:
ISEE
CORRENTE
ANNO
ISEE
ORDINARIO
ALCUNI
REDDITI
E SPESE
2012
TUTTI I
REDDITI
E
ALCUNE
SPESE
BENI
ALCUNI
REDDITI
ALCUNE
SPESE
2013
2014
ALCUNE
SPESE
MOMENTO
DELLA
DSU
BENI
8
ALCUNA TRA I PROBLEMI CONSEGUENTI:
A. SE IL NUCLEO, TRA IL SECONDO ANNO PRIMA DELLA DSU E IL
MOMENTO DELLA RICHIESTA DI PRESTAZIONE:
 SI È IMPOVERITO: NON SE NE TIENE CONTO, E CI PERDE IL
NUCLEO
 SI È ARRICCHITO (AD ESEMPIO QUALCUNO HA TROVATO
LAVORO O RICEVUTO NUOVE ENTRATE, COME ASSEGNI
SOCIALI O PENSIONI): NON SE NE TIENE CONTO, E CI PERDE
L’ENTE EROGATORE
B. SE SI VUOL CORREGGERE QUESTA DISTANZA TEMPORALE CON
L’ISEE CORRENTE:
 SI PUO’ UTILIZZARE SOLO SE QUALCUNO HA PERSO IL
LAVORO (RIDUZIONE DEL REDDITO) E NON SE LO HA
TROVATO (AUMENTO DEL REDDITO)
 NON SI PUO’ UTILIZZARE SE LE RAGIONI DI IMPOVERIMENTO
O DI AUMENTO DEI REDDITI SONO DIVERSE DA PERDITA DEL
LAVORO
2) EVITARE TRANSIZIONI INGESTIBILI AL NUOVO ISEE
L’ART. 14, COMMA 5 PREVEDE CHE “ le prestazioni in corso di
erogazione … continuano ad essere erogate …. fino alla emanazione
degli atti anche normativi che disciplinano l'erogazione in conformità
con le disposizioni del DPCM”.
MA CIÒ IMPLICA UN RINNOVO NELLO STESSO MOMENTO DI TUTTE
LE PRESTAZIONI IN CORSO. SAREBBE INVECE NECESSARIO
PREVEDERE CHE SIANO RINNOVATE UTILIZZANDO IL NUOVO ISEE
NON FINO ALLA DATA DI EMANAZIONE DEGLI ATTI ATTUATIVI
RELATIVI, BENSÌ FINO ALLA LORO PRIMA SCADENZA SUCCESSIVA
A TALE EMANAZIONE.
COSI’ CHI OGGI PERCEPISCE LE PRESTAZIONI DOVREBBE
UTILIZZARE IL NUOVO ISEE SOLO QUANDO LA PRESTAZIONE HA
UN TERMINE NATURALE, E LE RIVALUTAZIONI AVVERREBBERO
SCAGLIONATE E NON CONCENTRATE IN UN UNICO MOMENTO
3) AUTOCERTIFICAZIONI….TROPPO ESTESE?
SECONDO IL DECRETO SONO AUTOCERTIFICABILI DAL CITTADINO:
a) LE CONDIZIONI DI DISABILITÀ E NON AUTOSUFFICIENZA: MA SI
INTRODUCE AUTODICHIARAZIONE IN UN AMBITO CHE LA
VIGENTE NORMATIVA ESCLUDE DALLA AUTOCERTIFICAZIONE,
OSSIA LO STATO DI SALUTE, E SI APRE IL RISCHIO A
DICHIARAZIONI NON CONTROLLABILI
b) IL CANONE DI LOCAZIONE E LE SPESE PER L’ASSISTENZA
PERSONALE, ANCHE QUI CON ESTENSIONE DELLA NORMATIVA
SULL’AUTOCERTIFICAZIONE, CHE LA PREVEDE SOLO PER STATI
E FATTI CHE IN POSSESSO DI UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE,
COL
RISCHIO
DI
INCENTIVARE
DICHIARAZIONI
NON
CONTROLLABILI
ED ANCHE I CAF ACCETTERANNO AUTODICHIARAZIONI SU QUESTI
NUOVI AMBITI? IN CASO CONTRARIO SI AMPLIA UN GIÀ ESISTENTE
PARADOSSO: GLI ENTI EROGATORI DEVONO ACCETTARE
AUTODICHIARAZIONI, I CAF INVECE DA SEMPRE ESIGONO LA
PRESENTAZIONE DI DOCUMENTAZIONE SU QUANTO SI DICHIARA.
4) INIQUITA’ NELLE DETRAZIONI POSSIBILI?
LE SPESE SOSTENUTE PER ASSISTENTI FAMILIARI SONO
DETRAIBILI SOLO NEL LIMITE DEI TRATTAMENTI ASSISTENZIALI
RICEVUTI DALLA STESSA PERSONA (ES. INDENNITÀ DI
ACCOMPAGNAMENTO). DUNQUE CHI HA SOSTENUTO TALI SPESE
MA NON RICEVE ALCUN TRATTAMENTO ASSISTENZIALE NON PUÒ
DETRARRE ALCUNA SPESA.
E, AL CONTRARIO, CHI HA SPESO PER LA SUA ASSISTENZA
DOMICILIARE USANDO UN ASSEGNO DI CURA PUBBLICO PUÒ
DETRARRE LA SPESA, CON L’EFFETTO CHE HA UNA DOPPIA E
IMPROPRIA DETRAZIONE: UNA DAL REDDITO “BASE” (COME SPESA,
ANCHE SE ERA DENARO PUBBLICO) E UNA AL RINNOVO DELLA
PRESTAZIONE
5) E SE I REDDITI MIGLIORANO?
NON È PREVISTO ALCUN OBBLIGO PER I NUCLEI DI PRESENTARE
UNA NUOVA DSU SE LA LORO CONDIZIONE ECONOMICA È VARIATA
IN MEGLIO, NÉ LA FACOLTÀ PER GLI ENTI EROGATORI DI IMPORLO,
COL RISCHIO CHE LE PRESTAZIONI VENGANO EROGATE SENZA
POTER TENER CONTO DI TALI VARIAZIONI.
PER RISOLVERE / ATTENUARE ALCUNE CRITICITA’, OLTRE A
CHIARIMENTI NAZIONALI, CI SONO 2 STRUMENTI LOCALI:
a) INTRODURRE “CRITERI ULTERIORI” ACCANTO ALL’ISEE
b) ADOTTARE MODI IDONEI DI USO DELL’ISEE
A QUEST’ULTIMO RIGUARDO
LA NORMATIVA NAZIONALE NULLA DICE SUL MODO CON IL
QUALE:
 PASSARE DAL VALORE ISEE DEL SINGOLO NUCLEO
 ALLA DEFINIZIONE DEL VOLUME DI PRESTAZIONI DA
EROGARE, OPPURE DELLA CONTRIBUZIONE DA FAR PAGARE
PERCIÒ GLI ENTI EROGATORI (SALVO NORME NAZIONALI E
REGIONALI CHE REGOLINO LA PRESTAZIONE) POSSONO
SCEGLIERE CON QUALE CALCOLO SI USA IL VALORE ISEE PER
OTTENERE GLI EFFETTI SULL’UTENZA.
IL PROBLEMA CONSISTE NEL:

PARTIRE DA UNA CONDIZIONE ECONOMICA DEL NUCLEO
DESCRITTA CON L’ISEE, IL QUALE È UN MIX DI REDDITI E
PATRIMONI (CON SCALA DI EQUIVALENZA);

PER ARRIVARE AD IDENTIFICARE UN IMPORTO DA
EROGARE O UNA COMPARTECIPAZIONE/TARIFFA
CHE IL
NUCLEO DEVE VERSARE (OSSIA SOLO REDDITO).
TENENDO ALTRESÌ CONTO CHE NELLE EROGAZIONI
ECONOMICHE CONTRO LA POVERTÀ UNA LOGICA RILEVANTE È
DI EROGARE UN IMPORTO CALCOLATO PER CONSENTIRE AL
NUCLEO DI RAGGIUNGERE UNA SOGLIA MINIMA DI REDDITO
DISPONIBILE.
VEDIAMO SOLO ALCUNE DELLE MOLTE DIVERSE MODALITA’
POSSIBILI, CIASCUNA DELLE QUALI HA PRO E CONTRO:
MODALITA’ 1: FASCE DI ISEE
L’EROGATO SI CALCOLA PREDEFINENDO FASCE DI ISEE
COLLEGATE AD IMPORTI EROGABILI, DECRESCENTI AL
CRESCERE DELL’ISEE.
OSSIA SE L’ISEE DEL NUCLEO È TRA UN VALORE X ED UN
VALORE Y SI EROGA UN IMPORTO Z, SE L’ISEE È IN UNA FASCIA
DI VALORI PIÙ ELEVATI SI EROGA UN IMPORTO MINORE. SOPRA
UN VALORE SOGLIA DI ISEE NON SI EROGA NULLA.
LA STESSA LOGICA PUÒ CONDURRE A PREDEFINIRE
CONTRIBUZIONI/TARIFFE DOVUTE DAL NUCLEO: PIÙ ALTE PER
ISEE INCLUSI ENTRO FASCE PIÙ ELEVATE, SINO AD AZZERARSI
(OSSIA CON ESENZIONE DAL PAGAMENTO) PER NUCLEI CON
ISEE INFERIORI A UNA SOGLIA DEFINITA.
PRO E CONTRO DI QUESTA MODALITA’ (MOLTI “CONTRO”) :
1) E’ LA MODALITA’ CHE ESPONE A MAGGIORI RISCHI DI INIQUITA’
SE LE FASCE SONO POCHE, PERCHE’ UN NUCLEO CON 1 EURO
DI REDDITO IN PIU’ PUO’ PAGARE TARIFFE PIU’ ALTE DI UNO
CHE HA 1 SOLO EURO IN MENO
2) NON È POSSIBILE INDIVIDUARE UN IMPORTO DA EROGARE
CHE RAGGIUNGA L’OBIETTIVO DI “INNALZARE IL REDDITO DI
OGNI NUCLEO SINO AL MINIMO DA GARANTIRE”, PERCHE’ SI
EROGANO VALORI “PER FASCE”;
3) L’EROGATO È CALCOLATO PER DIFFERENZA TRA UN VALORE
CHE LA SINTESI DI UN MIX DEI REDDITI E DEI PATRIMONI
(COM’È L’ISEE) ED UN IMPORTO “MINIMO DA GARANTIRE”. SI
ASSUME COME EFFICACE IL PRINCIPIO CHE IL CONTRIBUTO
EROGATO NON DEBBA SERVIRE AD “INNALZARE IL REDDITO”,
MA AD “INNALZARE L’ISEE”; OVVERO CHE L’INTERO VALORE
ISEE SIA SEMPRE ASSIMILABILE A UN REDDITO, E ANCHE
GESTIBILE COME TALE DA PARTE DEL NUCLEO (IL CHE PUÒ
NON ACCADERE). E SI ASSUME CHE L’ISEE SIA INTERAMENTE
REDDITO DISPONIBILE PER PAGARE CONTRIBUZIONI.
MODALITA’ 2: ISEE ASSIMILATO A REDDITO
A) SI CONSIDERA L’ISEE INTERO DEL NUCLEO
B) SI INDIVIDUA L’IMPORTO EROGABILE COME DIFFERENZA TRA
UN “MINIMO DA GARANTIRE” AL NUCLEO E IL VALORE DELL’ISEE
INTERO. AD ESEMPIO PER UN NUCLEO CHE HA UN ISEE DI 6000
EURO SI ESEGUE QUESTO CALCOLO:
 6000 DIVISO 12 = 500 = ASSIMILATO A REDDITO MENSILE DEL
NUCLEO; OSSIA VIENE “REDDITUALIZZATO” L’INTERO ISEE NEL
SUO VALORE FINALE
 SOMMA MENSILE DA EROGARE = SOGLIA ASSUNTA COME “IL
MINIMO DA GARANTIRE” (MINIMO VITALE, O POVERTÀ ASSOLUTA
ISTAT) MENO 500
SE INVECE SI DEVE DEFINIRE UNA CONTRIBUZIONE SI POSSONO
ESENTARE DAL PAGAMENTO I NUCLEI CON ISEE SOTTO UNA
CERTA SOGLIA, E PER CHI HA ISEE SUPERIORI OPERARE COSÌ:
SE
LA CONTRIBUZIONE/TARIFFA MASSIMA È 600, E SE SI
CONSIDERANO ESENTI DAL PAGAMENTO I NUCLEI CON ISEE /12
INFERIORE A 300:
•UN NUCLEO CON UN ISEE / 12 = 400 PAGA 200
•UN NUCLEO CON UN ISEE / 12 = 700 PAGA 600
PRO E CONTRO DI QUESTA MODALITA’:
1) SVANTAGGI : ANCHE QUI SI ASSUME COME EFFICACE IL
PRINCIPIO CHE IL CONTRIBUTO EROGATO NON DEBBA
SERVIRE AD “INNALZARE IL REDDITO”, MA AD “INNALZARE
L’ISEE”; OVVERO CHE L’INTERO VALORE ISEE SIA SEMPRE
ASSIMILABILE A UN REDDITO, E ANCHE GESTIBILE COME
TALE DA PARTE DEL NUCLEO (IL CHE PUÒ NON
ACCADERE). E SI ASSUME CHE L’ISEE SIA INTERAMENTE
REDDITO DISPONIBILE PER PAGARE CONTRIBUZIONI.
2) VANTAGGI: QUESTA MODALITA’ CONSENTE DI CALCOLARE
UNA EROGAZIONE O CONTRIBUZIONE PUNTUALE E
DIVERSA PER OGNI SINGOLO NUCLEO
MODALITA’ 5: ISEE SOLO PER INDIVIDUARE GLI ELEGGIBILI, POI
REDDITO
SI ESEGUE UNA DOPPIA VALUTAZIONE:
1) SI UTILIZZA L’ISEE SOLO COME CRITERIO PER ESSERE
AMMESSI AD UNA PLATEA DI “POSSIBILI BENEFICIARI”: SE IL
NUCLEO HA UN ISEE DI VALORE SOPRA UNA SOGLIA DEFINITA
NON PUÒ ESSERE ELEGGIBILE PER LA PRESTAZIONE, SE
INVECE È SOTTO TALE SOGLIA SI PROCEDE CON UN CALCOLO
SUCCESSIVO.
2) CON UN SECONDO CALCOLO, APPLICATO SOLO AI NUCLEI
CHE HANNO SUPERATO IL PRIMO FILTRO, L’IMPORTO DA
EROGARE È DETERMINATO PER DIFFERENZA TRA “MINIMO DA
GARANTIRE A QUEL NUCLEO” E “SOMMA DEI REDDITI REALI
POSSEDUTI”. OSSIA PER CALCOLARE L’EROGABILE NON SI
UTILIZZA L’INTERO ISEE, MA SOLO O LA SUA COMPONENTE
REDDITUALE, OPPURE LA SOMMA DEI VALORI NETTI DEI
REDDITI DEL NUCLEO AL MOMENTO DELLA PRESTAZIONE
PRO E CONTRO DI QUESTA MODALITA’:
1) SVANTAGGI:
POICHÉ L’ISEE DI NORMA INCLUDE I REDDITI DI DUE ANNI
PRECEDENTI LA RICHIESTA DI PRESTAZIONE, CON LA PRIMA
SELEZIONE SI RISCHIA DI ESCLUDERE/AMMETTERE TRA I
POSSIBILI BENEFICIARI NUCLEI IL CUI REDDITO È MOLTO
CAMBIATO DA ALLORA. PERALTRO QUESTA È UNA CRITICITÀ
STRUTTURALE DEL NUOVO ISEE
2) VANTAGGI:
a) SE PER DETERMINARE LA PRESTAZIONE (CON IL SECONDO
CALCOLO) SI CONSIDERANO I REDDITI DELLA SITUAZIONE
REDDITUALE DELL’ISEE, MA QUELLI POSSEDUTI AL MOMENTO
DELLA RICHIESTA DI INTERVENTO, SI COSTRUISCE
L’INTERVENTO IN BASE AI REDDITI REALI ATTUALI AL
MOMENTO NEL QUALE LO SI AVVIA, E NON A QUELLI DI 2 ANNI
PRIMA
b) SI PERVIENE A DEFINIRE UN VALORE DA EROGARE AL
NUCLEO, O DA FAR PAGARE, CHE È CALCOLATO IN MODO
PUNTUALE E SPECIFICO PER OGNI NUCLEO, IN RAGIONE
DELLA DIFFERENZA TRA IL SUO REDDITO ED UN VALORE
SOGLIA (TARIFFA O REDDITO MINIMO DA GARANTIRE)
QUESTA MODALITA’ HA MOLTI VANTAGGI (E PER QUESTO AD
ESEMPIO E’ INCLUSA IN PROPOSTE
TECNICHE PER
INTRODURRE UN “REDDITO MINIMO NAZIONALE”).
VA VERIFICATO SE SIA LEGITTIMA RISPETTO AL DECRETO SUL
NUOVO ISEE
MODALITA’ 6: ISEE COMBINATO CON ALTRA VALUTAZIONE
UNA MODALITÀ CHE PUNTA A INCROCIARE L’ISEE CON UN’ALTRA
VALUTAZIONE (ANCHE SU ASPETTI NON CONNESSI ALLA
SITUAZIONE ECONOMICA) PUÒ ESSERE COSTRUITA ISPIRANDOSI
A QUELLA ADOTTATA DALL’INPS NEL PROGRAMMA DI INTERVENTI
PER LA NON AUTOSUFFICIENZA HOME CARE PREMIUM (EX
INPDAP) CHE PREVEDE QUESTA MATRICE:
PUNTI
ALLA
SCALA 0-4 4-8
VALORI DI ISEE
8-12
12-16 16-20 20-24 24-28 28-32 32-36
96 - 120 1,3 1,2
1,1
1,0
0,9
0,8
0,7
73 - 95
1,0 0,9
0,8
0,7
0,6
0,5
0,425 0,35
59 - 72
0,7 0,6
0,55
0,5
0,45
0,4
0,3
36 - 58
0,4 0,3
0,25
0,2
0,15
0,1
0,6
3640
40-44 44-48 >
4
8
0,5
0,4
0,3
0,275
0,2
0,2
0,2
22
DOVE LA PRIMA COLONNA INDICA I PUNTEGGI DEL NUCLEO IN
SCALE DI UNA CONDIZIONE SOCIALE O SOCIOSANITARIA, E LE
CELLE INDICANO GLI IMPORTI DA EROGARE (IN MIGLIAIA DI EURO)
ANALOGAMENTE PUÒ ESSERE COSTRUITA UNA GRIGLIA CHE
IDENTIFICHI NELLE SINGOLE CELLE GLI IMPORTI DA EROGARE, O
LE CONTRIBUZIONI DA PAGARE, INCROCIANDO I VALORI ISEE DEL
NUCLEO (LE COLONNE) CON QUALCHE ALTRO VALORE (SULLE
RIGHE) CHE SINTETIZZI UNA CONDIZIONE IMPORTANTE, ALLA
CRESCITA DELLA QUALE DEVE CRESCERE L’INTERVENTO
PUBBLICO. OSSIA DUE NUCLEI CON LO STESSO ISEE RICEVONO
PIÙ INTERVENTO (O PAGANO MENO CONTRIBUZIONE) AL
CRESCERE DEL LORO PUNTEGGIO NELLA CONDIZIONE CHE SI
DESIDERA INCROCIARE CON L’ISEE.
E AL DECRESCERE DEL PUNTEGGIO ALLA SCALA SI PUÒ EROGARE
SOLO A ISEE SEMPRE PIÙ RIDOTTI (AD ESEMPIO A PERSONE CON
LIMITATA NON AUTOSUFFICIENZA SI EROGA SOLO SE L’ISEE È
BASSO).
SVANTAGGI E LIMITI DI QUESTA MODALITA’:
NON È POSSIBILE INDIVIDUARE UN IMPORTO DA EROGARE CHE
RAGGIUNGA L’OBIETTIVO DI “INNALZARE IL REDDITO DEL NUCLEO
SINO AL MINIMO DA GARANTIRE”;
INFATTI L’EROGATO SI CALCOLA ABBINANDO UN VALORE CHE
NON È IL REDDITO MA LA SINTESI DI UN MIX DEI REDDITI E DEI
PATRIMONI (COME APPUNTO È L’ISEE) AD UNA GAMMA DI IMPORTI
DA EROGARE. CON QUESTO METODO SI ASSUME IL PRINCIPIO
CHE IL CONTRIBUTO EROGATO NON DEBBA SERVIRE AD
“INNALZARE IL REDDITO”, MA AD “INNALZARE L’ISEE”.
MA QUESTA MODALITA’ PUO ESSERE USATA QUANDO NON SI DEVE
CALCOLARE UN IMPORTO DA EROGARE PER INNALZARE IL
REDDITO,
BENSI’
QUALCOS’ALTRO.
AD
ESEMPIO
UNA
PRESTAZIONI SOCIOSANITARIA.
E PER CALCOLARE CONTRIBUZIONI (INVERTENDO I VALORI NELLE
CELLE)
UNA ATTENZIONE: IL “CASELLARIO DELL’ ASSISTENZA” / BANCA
DATI DELLE PRESTAZIONI AGEVOLATE
IL “DECRETO SEMPLIFICAZIONI” DEL GOVERNO MONTI (LEGGE DI
CONVERSIONE 4 APRILE 2012, N° 35) PREVEDE CHE I DATI RELATIVI
ALLE CONDIZIONI ECONOMICHE ED AI BENEFICIARI DI SOSTEGNO
DEL REDDITO A CURA DI ENTI PUBBLICI CONFLUISCANO NEL
“CASELLARIO DELL’ASSISTENZA” PRESSO L’INPS, PER FACILITARE
IL COORDINAMENTO E LA VALUTAZIONE DELLE INTERAZIONI TRA
PRESTAZIONI.
E’ UNA PROSPETTIVA MOLTO INTERESSANTE, SIA PER CONOSCERE
TUTTO CIÒ CHE RICEVE UN NUCLEO, SIA PER EVITARE IMPROPRIE
EROGAZIONI, PURCHÉ CONSENTA UTILIZZI EFFICACI ANCHE DA
PARTE DEGLI ENTI LOCALI.
SARÀ PERCIÒ UTILE POTER COMPRENDERE MEGLIO COME QUESTA
BANCA DATI POTRÀ FORNIRE SUPPORTI A QUESTO FINE. AD
ESEMPIO:
25
1) INPS AVRÀ LA “BANCA DATI” DEGLI ISEE E DELLE RICHIESTE
CHE LO USANO, MA NON LE EROGAZIONI POI ATTIVATE DAI
DIVERSI ENTI EROGATORI. COME GLI ENTI LE INVIERANNO
ALL’INPS?
2) SARA’ FORNITA AI SERVIZI LOCALI LA POSSIBILITA’ DI
LEGGERE LE COMPRESENZE DI DIVERSE EROGAZIONI
SULLO STESSO NUCLEO? ALTRIMENTI QUESTA BASE DATI
NON SERVE NEL GESTIRE I RAPPORTI CON GLI UTENTI
ANCI PUO’ INTERLOQUIRE PER:
 EVITARE CHE 1) GENERI COMPITI IRREALISTICI PER I
COMUNI?
 PREVEDERE CHE 2) SIA POSSIBILE CON FACILITA’?

similar documents