Parlare in pubblico

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PRINCIPI DI PUBLIC SPEAKING
Public Speaking
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Emanuele Invernizzi, Stefania Romenti
PROGRAMMA
Analisi del pubblico
Definizione dell’obiettivo
Organizzazione del discorso
Modalità di presentazione
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Pubblico
Il pubblico è rappresentato
dallo specifico gruppo di
persone cui la presentazione
si
rivolge.
Ogni
parola
pronunciata dall’oratore sarà
filtrata dall’insieme dei valori,
del background culturale,
degli
obiettivi
e
delle
aspettative che caratterizzano
il pubblico.
Conoscere le caratteristiche
del pubblico è fondamentale
perché
la
presentazione
abbia successo.
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FASI DI PRODUZIONE DI UN DISCORSO
• Inventio: fase di individuazione degli argomenti
• Dispositio: fase in cui vengono “disposti” gli
argomenti individuati nella fase di inventio
• Elocutio: fase di scelta dello stile
• Memoria: fase di memorizzazione del
contenuto
• Actio: fase di presentazione al pubblico del
discorso
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COSTRUZIONE DELL’OBIETTIVO: DALL’OBIETTIVO
GENERALE ALL’OBIETTIVO SPECIFICO
Il primo passo nella definizione dell’obiettivo è
quello di definire quale sia la tipologia di
obiettivo in cui il discorso si colloca, cioè
quale
sia
l’obiettivo
generale
della
presentazione.
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OBIETTIVO GENERALE
• INFORMARE
• CONVINCERE
• INTRATTENERE
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INDIVIDUARE I KEY POINTS
Il
passo
successivo
alla
definizione
dell’obiettivo specifico è quello di individuare i
key points, cioè le idee principali sulle quali
costruire il discorso e alle quali affidare il
compito di sostenere le proprie tesi.
I key points dovrebbero andare da un minimo
di due a un massimo di cinque.
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STRUTTURARE LA SCALETTA
Strutturare la scaletta significa dare una
disposizione alle idee principali secondo un
ordine preciso che garantisca un legame forte
e coerente tra le varie parti del discorso.
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La messa in ordine della materia – Il modello
cronologico
Il
modello
cronologico
è
organizzato
temporalmente e ha un punto di inizio ed una fine.
La scelta dell’inizio e della fine della scansione
temporale dipende dall’idea centrale del discorso.
Le unità di misura possono essere secondi, minuti,
ore, giorni, settimane, mesi, anni, secoli, millenni…
Il modello cronologico si adatta molto bene ai
discorsi di natura informativa.
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La messa in ordine della materia – Il modello
cronologico
Il modello cronologico è organizzato temporalmente e
ha un punto di inizio ed una fine. La scelta dell’inizio e
della fine della scansione temporale dipende dall’idea
centrale del discorso. Le unità di misura possono
essere secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi,
anni, secoli, millenni…
Il modello cronologico si adatta molto bene ai discorsi
di natura informativa.
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La messa in ordine della materia – Il modello
cronologico
Obiettivo specifico: Informare il pubblico su come fu
edificato il complesso megalitico di Stonehenge situato nella
piana di Salisbury nell’Inghilterra meridionale.
Idea centrale: Il complesso megalitico di Stonehenge fu
costruito in tre fasi.
Punti principali:
• La prima fase, detta Stonehenge 1, prende l’avvio dal
3.100 a.C.
• La seconda fase, Stonehenge 2, viene fatta risalire al
2.100 a.C.
• La terza fase infine, definita Stonehenge 3, comincia
immediatamente dopo la seconda, intorno al 2.000 a.C.
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La messa in ordine della materia – Il modello
spaziale
Il modello spaziale si fonda su una collocazione
spaziale dei temi centrali del discorso.
I riferimenti spaziali portano in sé l ’ idea della
localizzazione, della posizione rispetto a..., della
direzione. Comprendono un movimento da una
parte all’altra, da sopra a sotto, da sinistra a
destra, da dentro a fuori.
Questo modello di diposizione della materia si
sposa meglio con discorsi di natura informativa.
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La messa in ordine della materia – Il modello
spaziale
Obiettivo specifico: Informare il pubblico sulle principali
civiltà precolombiane.
Idea centrale: Molti secoli prima dell’arrivo di Colombo nelle
Americhe esistevano straordinarie civiltà in aree estese
dell’America centrale e meridionale.
Punti principali:
• Nel Messico gli Aztechi avevano fatto stupefacenti
scoperte in ambito architettonico.
• In Perù gli Inca erano notevolmente avanzati nelle
scoperte scientifiche e, in particolare, in medicina e
chirurgia.
• Nell’area tra Guatemala e Messico i Maya erano attenti
osservatori e studiosi dei fenomeni
celesti
ee corporate
astrologici.
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La messa in ordine della materia – Il modello
causale
Il modello causale si fonda sul principio di causaeffetto. Risulta particolarmente efficace nella
organizzazione del discorso perché crea forti
connessioni tra una parte e l’altra. Si può muovere
o da una causa attuale che porta a prevedere certi
effetti futuri o da un effetto attuale che consente di
indicare od ipotizzare una causa generante.
Il modello causale può essere utilizzato sia con
discorsi informativi che con discorsi persuasivi.
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La messa in ordine della materia – Il modello
causale
Obiettivo specifico: Informare il pubblico circa le cause della
diminuzione, in alcune zone del globo terrestre, dello strato
di ozono stratosferico.
Idea centrale: Le cause del fenomeno conosciuto come
“buco dell’ozono” sono da imputarsi totalmente all’azione
umana.
Punti principali:
• La quantità di ozono stratosferico è rimasta invariata sino
ad epoca recente in cui ha subito in alcune parti del
globo una forte diminuzione.
• Le cause di questo fenomeno sono da imputare a
prodotti di natura sintetica usati in ambito industriale.
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La messa in ordine della materia – Il modello per
categorie o argomenti
Il modello per categorie o argomenti si struttura
per classi e sottoclassi. Il tema principale viene
scomposto nei suoi elementi più significativi. In
quanto applicabile a ogni tipologia di discorso e
obiettivo, questa scaletta viene spesso preferita ad
altre tipologie.
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La messa in ordine della materia – Il modello per
categorie o argomenti
Obiettivo specifico: Informare il pubblico sulle caratteristiche del ruolo di
responsabile della comunicazione interna.
Idea centrale: Questo ruolo è strategico per l’azienda.
Punti principali:
• Il resp. com. interna progetta e implementa il piano di comunicazione
interna.
• Il resp. com. interna crea e gestisce strumenti di comunicazione
interna: TV, intranet, newsletter…
• Il resp. com. interna idea e promuove attività che consentono la
circolazione e la condivisione delle conoscenze.
• Il resp. com. interna si occupa di tutte quelle attività che promuovono
il benessere organizzativo e migliorano la qualità della vita
professionale delle persone.
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La messa in ordine della materia – Il modello per
problema e soluzione
Il modello per problema e soluzione prevede due
parti principali, nella prima vengono analizzati i
problemi relativi a una situazione nella seconda
vengono proposte delle soluzioni ai problemi
stessi.
Questo modello di organizzazione della materia è
in particolar modo adatto quando l’obiettivo di
comunicazione è di natura persuasiva.
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La messa in ordine della materia – Il modello per
problema e soluzione
Obiettivo specifico: Persuadere il pubblico circa l’opportunità che l’esperto
in rp sappia gestire la comunicazione con i social media.
Idea centrale: Lo sviluppo massiccio di Web 2.0 richiede una preparazione
specifica in chi si occupa di relazioni pubbliche nell’uso di questi nuovi
strumenti.
Punti principali:
• I social media rappresentano un fattore altamente strategico per le
aziende e per i professionisti di relazioni pubbliche che possono
proporne l’uso, ma il numero di conoscitori e utilizzatori di social media
tra i professionisti di relazioni pubbliche è ancora estremamente basso.
• La soluzione sta nell’incremento dello studio di questi strumenti a
livello universitario e nell’incontro tra ricerca teorica e applicazione
pratica.
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Materiali – Esempi
L’esempio consiste in un caso specifico
utilizzato per illustrare idee, esperienze,
condizioni…L’esempio chiarisce, dà concretezza
al contenuto, avvicina l’argomento alla realtà del
pubblico.
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Materiali – Testimonianze
Le testimonianze sono citazioni o parafrasi
delle parole d’altri utilizzate per supportare un
argomento. Contribuiscono a dare credibilità
all’oratore e al discorso, ma a patto che siano
fatte con esattezza e che appartengano a una
fonte autorevole.
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Materiali – Statistiche
Le statistiche sono numeri che traducono fenomeni in dati
tangibili ed esprimono le relazioni esistenti tra essi.
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Figure retoriche – La Prosopopea
La Prosopopea, o personificazione, è una figura
retorica consistente nel dare parola a persone
morte o assenti o nel personificare cose
inanimate o concetti.
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Figure retoriche – L’Anafora
L’anafora è una figura capace di sviluppare una
intensa carica emotiva e consiste nell’uso
reiterato di una parola o di una locuzione.
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Figure retoriche – La Similitudine
La similitudine consiste nello stabilire un
paragone tra due entità, volendo evidenziare
proprietà somiglianti.
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Figure retoriche – Il Paradosso
Il paradosso rappresenta una sfida al senso
comune.
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Figure retoriche – Il Climax
Il climax dispone le parole in ordine di intensità
crescente.
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Figure retoriche – La Metafora
“Figura retorica che consiste nel sostituire una
parola o un’espressione con un’altra in base a un
rapporto di palese o intuitiva analogia tra i
rispettivi significati letterali.” Zingarelli (2003)
“La metafora è il trasferimento ad una cosa di un
nome proprio di un’altra o dal genere alla specie
o dalla specie al genere o dalla specie alla
specie o per analogia.”
(Aristotele, Poetica)
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Figure retoriche – L’Ironia
L’ironia è una figura retorica che si traduce nel
dire il contrario di ciò che si pensa ma in modo
che colui che ascolta lo comprenda.
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CATTURARE E MANTENERE L’ATTENZIONE:
I FATTORI DI ATTENZIONE
•
•
•
•
•
•
•
•
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Attività
Realtà
Prossimità
Familiarità
Attualità
Suspance
Conflitto
Umorismo
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IL DISCORSO INFORMATIVO
L’azione dell’informare ha lo scopo di
aumentare la conoscenza di un tema da
parte degli ascoltatori.
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METODI DI INFORMAZIONE
Definizione
La definizione costituisce il modo in cui viene chiarito il
significato di qualcosa.
Descrizione
La descrizione è il metodo attraverso il quale si fornisce
un’immagine vivida di un oggetto, un evento, una
persona, una situazione.
Dimostrazione
La dimostrazione è un metodo di informazione in cui la
spiegazione di come qualcosa è fatto o opera è espresso
mediante una prova pratica.
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IL DISCORSO PERSUASIVO
L’obiettivo di convincere un pubblico è un
obiettivo complesso e sfidante che richiede
una efficace ed accurata strategia.
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LOGOS, PATHOS, ETHOS:
LE TRE LEVE DELLA PERSUASIONE
Logos: il processo attraverso cui partendo da determinate
premesse si giunge a determinate conclusioni.
Strumenti caratterizzanti il logos retorico sono l’esempio e
l’entimema.
• L’esempio è costituito da fatti reali o inventati che
attraverso un processo induttivo ci conducono a certe
conseguenze.
• L’entimema è un tipo di deduzione o di sillogismo che si
muove a partire da premesse solo verosimili.
“Non esiste uomo che sia libero, perché è schiavo o delle
ricchezze, o della fortuna” (Aristotele, Retorica II, 22,1394 b)
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L’ARGOMENTAZIONE
“Argomentare significa disporre idee e conoscenze
in un rapporto di logica interazione e opportuna
successione in modo da produrre adesione o
confutazione rispetto a certe asserzioni. […] È
l’attività che ci permette di produrre e capire
ragionamenti per chiarire le nostre posizioni, definire
le nostre opinioni sulla realtà che ci circonda e che ci
coinvolge. (Vincenzo Lo Cascio, 1991)
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LO SGUARDO
In una presentazione in pubblico è molto
importante, laddove i numeri lo consentano,
guardare negli occhi gli interlocutori, uno per
uno.
Nel caso di pubblici numerosi è opportuno
suddividere la platea in settori e spostare lo
sguardo da un settore all’altro.
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LA POSIZIONE DI BASE
La postura di base è quella in cui l’oratore è in
piedi, il busto e la testa dritti, il peso del corpo
equamente distribuito tra i due arti inferiori, le
gambe leggermente divaricate e i piedi paralleli. È
la postura che meglio di altre contribuisce a creare
e trasferire una immagine di autorevolezza,
controllo di sé e della situazione, stabilità.
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LA PAUSA
Possiamo distinguere diversi tipi di pausa:
 La pausa fatta a conclusione di un pensiero: momento di
respiro e di riflessione che si concede al pubblico.
 Una pausa di transizione da un pensiero all’altro, da un
punto a un altro.
 Una pausa fatta all’interno della frase e che prelude
l’espressione di un concetto o di una parola particolarmente
carichi di significato. È un tipo di pausa che lascia col “fiato
in sospeso”.
 La pausa posta all’inizio del discorso per attirare
l’attenzione del pubblico.
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METODI DI PRESENTAZIONE DEL DISCORSO
Esistono vari metodi di presentazione del
discorso e in particolare ne possiamo
individuare quattro: il discorso improvvisato, il
discorso memorizzato, il discorso letto e il
discorso a braccio. La scelta della modalità
da adottare dipende dalle circostanze in cui il
discorso viene presentato e dall’obiettivo che
si vuole raggiungere.
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