Istituto Gramsci e sondaggi 2013 in power point

Report
Il voto politico
2013 e i suoi
effetti
Maggio 2013
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Il voto 2013
IL VOTO DEL 2013 – TASSI DI PARTECIPAZIONE
%
PARTECIPAZIONE
AL VOTO
Più intensa è la
tonalità del colore e
maggiore è il tasso di
partecipazione
IL VOTO DEL 2013 E LE DIFFERENZE RISPETTO AL 2008
CAMERA – scarti in valori assoluti
CAMERA
RIVOLUZIONE CIVILE *
SEL
PD
SVP
CENTRO DEMOCRATICO
CON MONTI PER L'ITALIA
UDC
FLI
LEGA NORD
PDL
FRATELLI D'ITALIA
GRANDE SUD - MPA
LA DESTRA
PENSIONATI
ALTRI CENTRO DESTRA
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT
TOTALE ITALIA
scarto dal
2013
2008
765.054 -1.953.268
1.090.802
8.642.700 -3.452.606
146.804
-914
167.201
2.823.814
608.292 -1.441.937
159.454
1.390.156 -1.634.387
7.332.121 -6.297.343
666.001
148.570
-261.929
220.312
-664.649
55.050
110.890
8.688.545
FARE PER FERMARE IL DECLINO
LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'
ALTRE LISTE
TOTALE VALIDI
380.937
64.744
541.076
-599.641
34.002.523 -2.454.731
BIANCHE + NULLE
ASTENUTI
ELETTORI
1.269.017 -148.298
11.634.803 2.467.558
46.906.343 -135.471
COALIZIONI valori assoluti
2013
TOTALE INGROIA
TOTALE BERSANI
TOTALE MONTI
TOTALE BERLUSCONI
TOTALE GRILLO
TOTALE ALTRI
765.054
10.047.507
3.591.560
9.923.100
8.688.545
986.757
* Scarto dal 2008 rispetto a IDV + Sinistra Arcobaleno
scarto dal
2008
-1.953.268
-3.641.823
1.541.331
-7.141.406
8.688.545
-1.542.134
IL VOTO DEL 2013
Il primo partito per provincia
IL VOTO DEL 2013 E LE DIFFERENZE RISPETTO AL 2008
il calo di PD – PDL – Lega Nord
PD – quota di voti persi
PDL – quota di voti persi
dal 2008 al 2013
dal 2008 al 2013
Lega Nord – quota di
voti persi dal 2008 al 2013
Più intensa è la
tonalità del colore e
maggiore è il calo
dei voti
IL VOTO DEL 2013 - I NUOVI PROTAGONISTI
voti al MOVIMENTO 5 STELLE e SCELTA CIVICA CON MONTI
Più intensa è la tonalità del
colore e maggiore è la
percentuale di voti raggiunta
FLUSSI ELETTORALI
Cosa hanno votato oggi gli elettori dei principali partiti nel 2008?
FLUSSI ELETTORALI CAMERA DEI DEPUTATI:
TOTALE
STIMA DA SONDAGGI IPSOS* RIELABORATA
ELETTORI
SULLA BASE DEI RISULTATI REALI
PDL 2013
Lega Nord 2013
altre liste centro destra 2013
PD 2013
altre liste centro sinistra 2013
Scelta Civica con Monti 2013
altre liste centro 2013
Movimento 5 Stelle 2013
Rivoluzione Civile 2013
altre liste 2013
bianche, nulle, astenuti 2013
Totale
15,6%
3,0%
2,6%
18,4%
3,0%
6,0%
1,6%
18,5%
1,6%
2,2%
27,5%
100,0%
PDL 2008
Lega Nord
2008
PD 2008
IDV 2008
47%
3%
5%
3%
0%
4%
2%
16%
0%
2%
18%
100%
13%
26%
3%
1%
0%
7%
1%
24%
0%
3%
22%
100%
1%
0%
1%
57%
5%
5%
1%
14%
1%
1%
14%
100%
0%
1%
1%
20%
5%
6%
0%
32%
5%
4%
26%
100%
Sinistra
UDC 2008 Arcobaleno
2008
3%
1%
4%
8%
1%
34%
12%
12%
0%
2%
23%
100%
1%
1%
0%
16%
14%
4%
0%
31%
9%
3%
21%
100%
* Sondaggi realizzati da Ipsos Srl presso campioni casuali nazionali rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
secondo genere, età livello di scolarità, area geografica di residenza, dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate
11.000 interviste (su 107.299 contatti) mediante sistema CATI fra il 18 ed il 22 febbraio 2013.
CHI HA VOTATO E CHI NO?
CAMERA 2013 - VOTO PER GRUPPI SOCIODEMOGRAFICI
STIMA DA SONDAGGI IPSOS* RIELABORATA
SULLA BASE DEI RISULTATI REALI
votanti
72,4%
bianche/
nulle/
astensione
27,6%
uomini
81%
19%
donne
65%
18-24 anni
CAMERA 2013 - VOTO PER GRUPPI SOCIODEMOGRAFICI
STIMA DA SONDAGGI IPSOS* RIELABORATA
SULLA BASE DEI RISULTATI REALI
votanti
72,4%
bianche/
nulle/
astensione
27,6%
laureati
78%
22%
35%
diplomati
75%
25%
80%
21%
licenza media
73%
27%
25-34 anni
77%
23%
licenza elementare
66%
34%
35-44 anni
72%
28%
imprend./ liberi prof./ dirigenti
78%
22%
45-54 anni
72%
28%
lavoratori autonomi
76%
24%
55-64 anni
72%
28%
impiegati/ insegnanti
76%
24%
65 anni e oltre
68%
32%
operai ed affini
78%
22%
frequenza messa settimanale
70%
30%
disoccupati
74%
26%
frequenza messa mensile
70%
30%
studenti
77%
23%
frequenza messa occasionale
75%
25%
casalinghe
58%
42%
nessuna frequenza messa
76%
24%
pensionati
70%
30%
si informa solo con TV
65%
35%
dipendenti pubblici
76%
24%
si informa prevalentemente con TV
74%
26%
dipendenti privati
78%
23%
si informa prevalentemente con giornali
75%
25%
si informa prevalentemente con internet
80%
20%
si informa prevalentemente con radio
73%
27%
TOTALE ELETTORI
TOTALE ELETTORI
* Sondaggi realizzati da Ipsos Srl presso campioni casuali nazionali rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne secondo genere, età livello di scolarità, area
geografica di residenza, dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 11.000 interviste (su 107.299 contatti) mediante sistema CATI fra il 18 ed il 22
febbraio 2013.
COME ABBIAMO VOTATO?
% raggiunte dalle principali liste per singole categorie dell’elettorato italiano
CAMERA 2013 - VOTO PER GRUPPI SOCIODEMOGRAFICI
STIMA DA SONDAGGI IPSOS* RIELABORATA SULLA
BASE DEI RISULTATI REALI (% su validi)
TOTALE ELETTORI
uomini
donne
18-24 anni
25-34 anni
35-44 anni
45-54 anni
55-64 anni
65 anni e oltre
frequenza messa settimanale
frequenza messa mensile
frequenza messa occasionale
nessuna frequenza messa
si informa solo con TV
si informa prevalentemente con TV
si informa prevalentemente con giornali
si informa prevalentemente con internet
si informa prevalentemente con radio
MoV. 5
Stelle
25,5%
29%
22%
35%
29%
34%
32%
20%
10%
19%
26%
26%
32%
22%
24%
21%
45%
25%
PD
25,4%
25%
26%
19%
20%
20%
21%
32%
37%
25%
21%
27%
28%
25%
26%
30%
19%
19%
PDL
21,6%
20%
24%
19%
22%
19%
20%
22%
27%
23%
25%
22%
17%
25%
23%
23%
11%
18%
Scelta
Civica con
Monti
8,3%
8%
9%
8%
7%
9%
9%
8%
9%
13%
9%
7%
5%
10%
10%
7%
6%
10%
Lega Nord
4,1%
4%
5%
4%
5%
4%
4%
3%
4%
6%
4%
4%
2%
4%
4%
4%
3%
12%
* Sondaggi realizzati da Ipsos Srl presso campioni casuali nazionali rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne secondo genere, età livello di scolarità, area
geografica di residenza, dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 11.000 interviste (su 107.299 contatti) mediante sistema CATI fra il 18 ed il 22
febbraio 2013.
COME ABBIAMO VOTATO?
% raggiunte dalle principali liste per singole categorie dell’elettorato italiano
CAMERA 2013 - VOTO PER GRUPPI SOCIODEMOGRAFICI
STIMA DA SONDAGGI IPSOS* RIELABORATA SULLA
BASE DEI RISULTATI REALI (% su validi)
TOTALE ELETTORI
laureati
diplomati
licenza media
licenza elementare
imprenditori/ liberi prof./ dirigenti
lavoratori autonomi
impiegati/ insegnanti
operai ed affini
disoccupati
studenti
casalinghe
pensionati
dipendenti pubblici
dipendenti privati
MoV. 5
Stelle
25,5%
29%
31%
28%
14%
25%
39%
31%
29%
33%
37%
21%
11%
31%
30%
PD
25,4%
27%
25%
23%
29%
23%
15%
25%
20%
18%
23%
22%
37%
29%
21%
PDL
21,6%
15%
18%
23%
27%
17%
20%
15%
24%
25%
11%
29%
25%
14%
20%
Scelta
Civica con
Monti
8,3%
11%
8%
8%
8%
13%
7%
9%
7%
4%
9%
9%
9%
9%
9%
Lega Nord
4,1%
2%
2%
4%
8%
3%
3%
5%
5%
4%
1%
5%
4%
4%
5%
* Sondaggi realizzati da Ipsos Srl presso campioni casuali nazionali rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne secondo genere, età livello di scolarità, area
geografica di residenza, dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 11.000 interviste (su 107.299 contatti) mediante sistema CATI fra il 18 ed il 22
febbraio 2013.
LE QUATTRO PRINCIPALI FORZE POLITICHE
PRIMA E DOPO LA CAMPAGNA ELETTORALE
elettori in
% su
% su
valore
gli effetti della campagna
validi elettori assoluto
elettorale
PD STIMA IPSOS dicembre 2012 36,3% 24,3% 11.408.100
PD Camera 2013 25,4% 18,4% 8.642.700
-2.765.400
PDL STIMA IPSOS dicembre 2012 13,8% 9,1%
PDL camera 2013 21,6% 15,6%
4.272.200
7.332.100
+3.059.900
M5 STELLE STIMA IPSOS dicembre 2012 14,2% 9,6%
M5 STELLE camera 2013 25,4% 18,5%
4.505.200
8.688.500
+4.183.300
3.695.000
2.823.800
-871.200
SCELTA CIVICA STIMA IPSOS dicembre 2012 12,0%
SCELTA CIVICA camera 2013 8,3%
7,9%
6,0%
Stime basate su rielaborazioni da Banca Dati Sondaggi Ipsos Srl (circa 11.000 interviste telefoniche CATI
condotte nel mese di dicembre 2012 e circa 11000 interviste condotte fra il 18 e il 22 febbraio 2013).
PERDITE E GUADAGNI DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE
QUATTRO FORZE POLITICHE A CONFRONTO
% SU TOTALE ELETTORI
Delta stime IPSOS fra termine e inizio campagna
elettorale (fine febbraio 2013 - fine dicembre 2012)
PD
SCELTA
CIVICA
PDL
M5
STELLE
FRA TUTTI GLI ELETTORI
-5,9%
-1,9%
6,5%
8,9%
laureati
-10,2%
-3,1%
-6,6%
-7,8%
-1,9%
-1,9%
-2,4%
-0,9%
7,1%
5,2%
6,5%
7,5%
12,2%
11,3%
10,9%
4,4%
-5,5%
-5,9%
-7,6%
-4,8%
-2,8%
-6,2%
-3,6%
-6,9%
1,1%
-1,9%
-2,7%
-1,3%
-2,5%
-1,9%
-2,2%
-1,6%
5,9%
7,2%
5,3%
8,1%
7,6%
1,4%
8,9%
6,1%
3,7%
13,8%
11,5%
12,0%
12,2%
18,2%
3,5%
4,1%
-4,5%
-8,1%
-1,9%
-2,0%
5,6%
6,7%
10,3%
12,2%
diplomati
licenza media
licenza elementare
imprenditori/ liberi prof./ dirigenti
lavoratori autonomi
impiegati/ insegnanti
operai ed affini
disoccupati
studenti
casalinghe
pensionati
dipendenti pubblici
dipendenti privati
Stime basate su rielaborazioni da Banca Dati Sondaggi Ipsos Srl (circa 11.000 interviste telefoniche CATI
condotte nel mese di dicembre 2012 e circa 11000 interviste condotte fra il 18 e il 22 febbraio 2013).
PERDITE E GUADAGNI DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE
QUATTRO FORZE POLITICHE A CONFRONTO
% SU TOTALE ELETTORI
Delta stime IPSOS fra termine e inizio campagna
elettorale (fine febbraio 2013 - fine dicembre 2012)
PD
SCELTA
CIVICA
PDL
M5
STELLE
FRA TUTTI GLI ELETTORI
-5,9%
-1,9%
6,5%
8,9%
collocati a sinistra
-7,9%
-2,4%
-6,3%
-2,6%
-1,7%
-0,8%
-1,2%
-2,0%
1,7%
-4,6%
-1,7%
-1,0%
0,4%
0,8%
1,3%
15,1%
12,7%
4,8%
14,5%
6,9%
7,1%
8,0%
4,3%
10,4%
-6,0%
-8,4%
-4,6%
-7,5%
-2,7%
-1,8%
-2,2%
-0,7%
5,5%
6,7%
6,5%
6,6%
7,3%
7,0%
9,0%
14,6%
-1,1%
-7,2%
-5,9%
-7,0%
-10,2%
0,3%
0,2%
-3,3%
-7,2%
-2,1%
4,1%
6,4%
9,8%
2,3%
4,6%
5,9%
7,9%
9,3%
17,0%
6,8%
collocati al centro sinistra
collocati al centro
collocati al centro destra
collocati a destra
non collocati pol.
frequenza messa settimanale
frequenza messa mensile
frequenza messa occasionale
nessuna frequenza messa
si informa solo con TV
si informa prevalentemente con TV
si informa prevalentemente con giornali
si informa prevalentemente con internet
si informa prevalentemente con radio
Stime basate su rielaborazioni da Banca Dati Sondaggi Ipsos Srl (circa 11.000 interviste telefoniche CATI
condotte nel mese di dicembre 2012 e circa 11000 interviste condotte fra il 18 e il 22 febbraio 2013).
Politiche 2013:
i macrofenomeni
Politiche 2013: i macrofenomeni
A.
L’astensionismo. Fino a poche settimane dal voto si evidenziava una
elevatissima tendenza all’astensione. Ma la fuga di massa dal voto non si
è verificata. Ha preso al contrario la forma del suffragio per Grillo.
Tuttavia in alcune zone del paese la crescita dell’astensione è stata più
sensibile e in particolare al Sud. Si ripropone la storica frattura
territoriale.
B. Il superamento del bipolarismo. L’ingresso travolgente del M5s e quello meno
rilevante ma assolutamente non secondario della lista montiana, segnano il
superamento (definitivo?) dello schema bipolare che ha caratterizzato il
ventennio.
Politiche 2013: i macrofenomeni
C. Antipolitica e nuova politica. E’ difficile relegare il consenso di Grillo alla semplice
(e, in fondo, scarsamente esplicativa) nozione di antipolitica. Nell’elettorato di
Grillo convergono scelte programmatiche (ambientalismo e localismo ma non
solo), spinte ideali e voglia di liberarsi di chi è visto come responsabile del
fallimento del paese e dell’incapacità di riforma del suo sistema. Si tratterà di
vedere come riuscirà l’amalgama di queste diverse e non sempre sovrapponibili
tendenze.
D. La falsa partenza del polo centrista. Il successo limitato del tentativo montiano è stato
ampiamente sottolineato. I voti che guadagna sono pochi, meno di un milione al
Senato se consideriamo i consensi UDC 2008, poco di più alla camera. Più presente
nel Nord del Paese, ottiene un voto elitario, più consistente tra laureati, ceti elevati e
medi.
E. La “mancata vittoria” del PD. Il PD perde una parte consistente dei propri voti verso
Grillo nell’ultima parte della campagna elettorale; il PD arretra in misura più
rilevante nei propri insediamenti tradizionali, ma anche in Puglia e Basilicata, il suo
profilo è sempre più spostato verso elettori di età più elevata, pensionati. Perde
pezzi di ceto medio e di giovani verso M5S. E’ quindi un partito che deve ripensarsi
nelle sue consitutencies basilari.
Politiche 2013: i macrofenomeni
F.
La “mancata sconfitta” del PDL. Il PDL ha perso più di 6 milioni di voti rispetto
al 2008. Nonostante la vulgata mediatica, non vi è stata una rimonta di
Berlusconi. Dopo l’incremento registrato al momento della ridiscesa in campo
di Berlusconi non molto cambia. La rimonta percepita non è stata frutto di un
aumento significativo del consenso al PDL quanto piuttosto dalla riduzione del
consenso per il PD. Il PDL non ha perso perché il PD non ha vinto.
G. La “anomala sconfitta” della Lega. La Lega perde oltre un milione di voti rispetto al
2008, sostanzialmente dimezzando il proprio consenso e manifesta una pesante
emorragia nel Veneto. Rinchiusa sempre più nei piccoli comuni e nelle aree
territoriali che hanno visto la sua nascita, ottiene però una vittoria politica
straordinaria: governa le tre regioni del Nord, le principali produttrici di ricchezza
del paese.
In sostanza siamo di fronte ad uno scacchiere politico tripolare quasi equamente
distribuito, con un quarto attore meno rilevante. I due grandi partiti modificano
profondamente le loro costituencies. Non si tratta forse solo di governabilità, che pure
è il tema che assilla tutti in questo momento, quanto di rappresentanza. Il tema della
ricomposizione torna centrale.
Gli imputati:
sondaggi e
sondaggisti
SONDAGGI NAZIONALI IPSOS
CAMERA
Delta
Rivoluzione civile
Centro sinistra
Centro
Centro destra
M5S
-1,0%
-4,9%
-1,3%
0,9%
5,6%
Risultati
reali
2,3%
29,5%
10,6%
29,2%
25,6%
23-feb
22-feb
21-feb
20-feb
19-feb
14-feb
07-feb
31-gen
3,3%
34,4%
11,9%
28,3%
20,0%
3,5%
34,4%
12,5%
27,8%
20,5%
3,5%
34,5%
12,5%
28,1%
20,0%
4,0%
34,0%
13,0%
28,2%
19,4%
4,0%
34,2%
13,6%
27,9%
18,5%
4,1%
34,1%
14,4%
28,1%
17,1%
3,9%
35,0%
15,3%
28,2%
15,7%
4,6%
37,9%
16,2%
26,2%
13,6%
Gli instant poll: Piepoli
SENATO
RISULTATI REALI INSTANT POLL
Delta
Instant Reali
15:00
ora
copertura del campione
RIVOLUZIONE CIVILE
1,8%
2,5%
0,7%
SEL
3,0%
3,0%
0,0%
PD
27,4%
33,0%
5,6%
CENTRO DEMOCRATICO
PSI
ALTRI CENTRO SINISTRA
0,5%
0,2%
0,5%
1,0%
0,5%
CON MONTI PER L'ITALIA
9,1%
8,0%
-1,1%
LEGA NORD
PDL
FRATELLI D'ITALIA
GRANDE SUD - MPA
LA DESTRA
PENSIONATI
ALTRI CENTRO DESTRA
4,3%
22,3%
1,9%
0,6%
0,7%
0,4%
0,5%
4,5%
23,0%
1,0%
0,5%
1,0%
0,2%
0,7%
-0,9%
-0,1%
0,3%
MOVIMENTO 5 STELLE
BEPPEGRILLO.IT
23,8%
18,0%
-5,8%
FARE PER FERMARE IL DECLINO
0,9%
1,0%
0,1%
LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA
LIBERTA'
0,2%
ALTRE LISTE
1,8%
Gli instant poll: Tecnè
RISULTATI
REALI
SENATO
INSTANT POLL
Delta
Instant - Reali
15:00
ora
copertura del campione
RIVOLUZIONE CIVILE
1,8%
3,0%
1,2%
SEL
3,0%
3,5%
0,5%
PD
27,4%
32,0%
4,6%
CENTRO DEMOCRATICO
PSI
ALTRI CENTRO SINISTRA
0,5%
0,2%
0,5%
1,5%
1,0%
CON MONTI PER L'ITALIA
9,1%
9,0%
-0,1%
LEGA NORD
4,3%
5,5%
1,2%
PDL
FRATELLI D'ITALIA
GRANDE SUD - MPA
LA DESTRA
PENSIONATI
ALTRI CENTRO DESTRA
22,3%
1,9%
0,6%
0,7%
0,4%
0,5%
22,5%
0,2%
3,0%
2,5%
MOVIMENTO 5 STELLE
BEPPEGRILLO.IT
23,8%
16,5%
-7,3%
FARE PER FERMARE IL
DECLINO
0,9%
1,0%
0,1%
LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA
LIBERTA'
0,2%
ALTRE LISTE
1,8%
2,5%
Qualche spiegazione
La nuova offerta politica non più bipolare, consente agli elettori delusi, sia di
centrodestra che di centrosinistra che un tempo si sarebbero astenuti, di
effettuare una scelta senza sentirsi dei traditori.
Il flusso più consistente, degli ultimi giorni, è l’uscita dal PD al M5S, che dai
sondaggi non emerge. Questo è quello che non siamo riusciti ad individuare
I sondaggi individuano correttamente il quadro:
•Rischio di astensione elevata, connessa ad un forte atteggiamento di rifiuto
della politica tradizionale
•Affermazione del M5S
•Vittoria del centrosinistra alla Camera
•Senato senza maggioranza assoluta
Qualche spiegazione
Pertanto, senza in nessun modo sottovalutare il problema
dell’affidabilità delle stime riguardanti i singoli partiti,
possiamo dire che lo scenario sopra descritto si è
puntualmente verificato, sia pure con un livello di
precisione molto più limitato del solito, alla luce degli
elementi sopra evidenziati.
Rimane il fatto che sui sondaggi, come spesso succede negli
ultimi anni, si è concentrata l’attesa spasmodica dei media e
della politica, di una “predizione” che fotografasse l’esito
del voto con grande precisione. Ma la tornata elettorale,
per la prima volta non bipolare dopo un ventennio, ha reso
ancora più ardua una previsione corretta e reso meno
affidabili le stime puntuali.
La campagna
elettorale
UNA CAMPAGNA MONONOTA
Il baricentro della campagna di comunicazione
è stata ancora una volta la televisione
Nell’ultimo mese di campagna (21 gennaio- 22 febbraio) la tv
pubblica dedica ben 9978 minuti, equivalenti a più di 5 ore in
media al giorno
I TRE MOMENTI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE
Nella fase pre-elettorale la discussione politica segue un percorso formato da tre
momenti ben distinti:
1. Nelle prime due settimane il dibattito è
in buona parte gestito e focalizzato su
Silvio Berlusconi (è lui il vero agenda
setter), che irrompe sulla scena con le
sua proposta-shock (“Nel nostro primo
Consiglio dei ministri delibereremo
come risarcire agli italiani la restituzione
dell’Imu pagata dai cittadini sulla prima
casa”). Inizia così la sua personale
narrazione della rimonta, stile horserace
I TRE MOMENTI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE
2. Il secondo momento è
caratterizzato dallo
stand-by della politica
(11-16 febbraio).
3. Il terzo momento: dalla
piazza
mediale
alla
piazza reale. E’il M5S a
farla da protagonista in
tutti gli ambienti mediali
DI COSA SI E’ DISCUSSO ….
 Dal punto di vista dei temi, il frame-tasse (patrimoniale, IMU, spesa pubblica, evasione
fiscale) è quello che ha racchiuso buona parte della discussione politica, non solo in
televisione
Silvio Berlusconi declina il tema della crisi
economica in chiave antieuropea, e
antitedesca in particolare. A ciò si aggiunge la
promessa di abolire l’IMU e la decisa
contrarietà alla tassa patrimoniale
Pier Luigi Bersani, pur fornendo la propria
risposta circa la posizione del Pd e della
coalizione di centrosinistra su IMU e
patrimoniale, inserisce l’agenda economica e il
tema della fiscalità nel frame più ampio della
politica del lavoro. In diverse circostanze,
inoltre, Bersani sottolinea la relazione tra la
crisi economica e la perdita di concetti-guida
come moralità pubblica, civismo, uguaglianza e
dignità, pressoché assenti nelle politiche
economiche degli ultimi anni
Chiamato a rispondere circa la pesante
manovra fiscale varata dal “governo
tecnico”, Mario Monti ricorre al frame
della credibilità per rappresentare il
proprio operato, fornendo dati a
favore della necessità delle misure
fiscali introdotte, dovute agli errori del
governo Berlusconi. Gli argomenti
della logica discorsiva di Monti
(ammonimenti BCE, dati su fisco,
pensioni, IMU sì- IMU no)hanno
spesso finalità deresponsabilizzante
PARTITO DEMOCRATICO: IL GRANDE SONNO
Il Partito Democratico ha fatto ben poco per sfruttare dal punto di vista comunicativo
(e politico) la spinta e l’entusiasmo delle primarie (quando i sondaggi lo davano al
36%)
Per la prima volta primarie “vere” (Renzi e
contendibilità)
Si decide di puntare sulla
sobrietà e sulla franchezza,
impegnandosi a non
nascondere la difficoltà della
situazione e a non fare
Bersani ha una posizione defilata per tutta la
promesse non mantenibili.
campagna elettorale: non è mai il protagonista
Basso profilo del tono, senza
della discussione politica.
colpi di scena e facili slogan
Punto di debolezza politico e comunicativo:
costante oscillare tra la compattezza
dell’alleanza con Vendola e il ventilato accordo
con Monti
Il Pd al centro della scena: MPS
A fine gennaio, esplode il caso Monte dei Paschi, che subito si impone
nell’agenda dell’informazione, costringendo in difesa il Pd e il suo leader che
il 26 gennaio conscio del danno d’immagine reagisce duramente: “se ci
attaccano sul MPS li sbraniamo!”.
Nel periodo 22 gennaio-23 febbraio nei
telegiornali prime time delle sette reti
generaliste sono andate in onda 356 notizie
sullo scandalo del Monte dei Paschi, con il Tg5
che non ha mai avuto un giorno senza almeno
una notizia in proposito ( in tutto 72 in 33
giorni).
SILVIO BERLUSCONI E LA RIMONTA (?)
A dispetto della vulgata mediatica che parla di "rimonta" e perfino di "miracolo"
di Berlusconi, il Pdl e il Centrodestra hanno toccato il punto più basso della loro
storia elettorale (il Pdl ha subito un calo di 6.300.000 elettori e l’elettorato si è
ridotto a circa metà, rispetto al 2008).
La percezione della rimonta è
dovuta alla straordinaria
performance (comunicativa)
di Silvio Berlusconi
Massiccia presenza su tutti i media:
televisione, radio e web (lunghi
monologhi e poco spazio al
contradditorio, salvo qualche caso)
SILVIO BERLUSCONI E LA RIMONTA (?)
Messaggio semplice, compatto, essenziale e ripetuto ossessivamente fino all’ultimo
minuto della campagna elettorale  la famiglia, la casa, le tasse, l’invadenza dello
Stato, la mancanza di libertà
Nessuna novità del messaggio ha rafforzato
gli slogan che lo hanno sempre accompagnato
da quando è sceso in campo
Punto di forza: conoscenza dettagliata del
proprio elettorato potenziale e delle
caratteristiche del pubblico televisivo  ha
puntato su programmi come Unomattina
(Raiuno), Mattino 5 e Pomeriggio 5 ( Canale 5),
l’Arena (Raiuno) e la famosa intervista a
Domenica Live della Barbara D’Urso sempre su
Canale 5
MONTI: DAL FISCAL COMPACT AD EMPY
L’improvvisa salita in campo di Mario Monti, figura super partes chiamato dai
politici per uscire dalla crisi, ha colto tutti di sorpresa.
Questo lo costringe ad una brusca virata nella comunicazione: da tecnocrate
algido e irrigidito a politico pop (con evidente disagio)
MONTI: DAL FISCAL COMPACT AD EMPY
Pervasività della sua presenza televisiva: partecipa a tutti i talk show, programmi
di intrattenimento e programmi elettorali
L’immagine che cerca di trasmettere è quella di un leader che prova a coniugare
principi inderogabili e ostici con quella di un politico che si avvicina alla gente.
Un mix difficile da tenere insieme in tempi così rapidi
L’esito è di dubbia riuscita  ha neutralizzato ulteriormente l'immagine di
tecnico, su cui ha costruito il proprio consenso. Come ha osservato Carlo
Freccero, "ha smontato lo scenario montiano di ogni sacralità“ senza riuscire a
sostituirlo con quello di politico affidabile
IMU sì, IMU no  troppa ambiguità sulla questione Imu. Dopo averla difesa a
spada tratta, fa un passo indietro e l’11 febbraio, durante l’incontro alla sede di
Confindustria di Monza, annuncia che «sarà gradualmente ridotta a partire dal
2013 rendendola ancora più progressiva per eliminarla da circa la metà delle
prime case »  percepita come incoerenza
Monti: da tecnocrate a politico – radiografia di un crollo
Monti tecnico
60%
54%
50%
51%
51%
50%
39%
40%
36%
34%
33%
30%
Monti politico
24%
20%
28
5 dicembre 12 dicembre 19 dicembre 8 gennaio
novembre
2012
2013
16 gennaio 30 gennaio
8 febbraio
oggi
Fonte: banca dati Ipsos
38
BEPPE GRILLO E IL M5S: IL VERO VINCITORE
#1
Un pezzo importante della campagna di Grillo l’hanno fatta gli
altri
BEPPE GRILLO E IL M5S: IL VERO VINCITORE
#1
 Bipolarismo alla Grillo  Casta (partiti politici , sistema dei
media, giornalisti italiani, sistema finanziario/banche, lo stato
nelle sue varie forme) vs tutti gli altri
Strategia comunicativa in cui l’identità è la lotta alla casta: è
riuscito a mettere sotto lo stesso ombrello “profili” elettorali
molto eterogenei tra loro: temi-proposte trasversali->
elettorato trasversale-> comunicazione e mezzi di
comunicazione trasversali
Grillo non ha venduto un prodotto specifico. Ha venduto in
negativo ciò che non piaceva dei prodotti degli altri
BEPPE GRILLO E IL M5S: IL VERO VINCITORE
#2
Utilizzo strategico della piazza:

partecipazione: la gente si è sentita vicino al proprio leader, al
contrario, la casta si è rinchiusa nei teatri

effetto eco: Grillo è sempre al centro della scena di rimessa. La
televisione non può non parlare del M5S
Utilizzo accessorio del web:




blog utilizzato come luogo di discussione e come piattaforma per
lanciare iniziative politiche collettive
la scelta del web come strumento di comunicazione e di
partecipazione politica  effetto “democrazia partecipativa”
effetto passaparola: campagna elettorale coperta integralmente
 fruibilità di qualsiasi comizio-show
Il web è sostegno della campagna, non il suo centro
Internet (anche se presentato come key driver) ha funzioni di engagement e
amplificazione virale (ed è strumento di mobilitazione). Ma non fa
conquistare voti, semmai li stabilizza.
L’impatto
della crisi
sull’opinione
pubblica
italiana
LeLecondizioni
condizionidelle
dellefamiglie:
famiglie:redditi,
redditi,consumi
consumieerisparmi
risparmi
Nel 2012, il potere d’acquisto delle famiglie ha registrato una flessione
del 4,8% nei confronti del 2011.
Anche nel 2012, le famiglie hanno risposto all’erosione del potere
d’acquisto aumentando la quota di reddito destinata ai consumi.
La riduzione nella diffusione del risparmio prodottasi con la crisi è
senza precedenti: nel 2012 la propensione al risparmio delle famiglie
consumatrici è pari all'8,2%, con una diminuzione di 0,5 punti
percentuali rispetto al 2011
Propensione al risparmio (%), potere d’acquisto e consumi reali (2000=100) - Anni 2001- 2012
Fonte: Istat
Il crollo del 2012
Famiglie
Da qui riduzione
tasso risparmio
v
v
Fonte: Istat
44
Il crollo del 2012
Imprese non finanziarie
Fonte: Istat
45
Famiglie in condizioni di povertà e deprivazione
Povertà relativa: ≤ 1.011 € mensili per due persone
Deprivazione: almeno 3 su nove deprivazioni (es: arretrati pagamenti, non ferie, no pasto
adeguato ogni 2 gg., ecc. )
37,5
Povertà relativa
Deprivazione
Aumentano gli individui in famiglie che non possono permettersi:
spese impreviste di 800 euro (dal 33,3% al 38,4%),
una settimana di ferie all’anno (dal 39,8% al 46,5%),
un pasto con carne o pesce ogni due giorni (dal 6,7% al 12,3%),
riscaldare adeguatamente l’abitazione (dal 11,2% al 17,9%).
23,3
22,4
18,6
15,2
12,3
11,1
6,4
4,9
Nord Ovest
5,0
Nord Est
Centro
Mezzzogiorno
Italia
Fonte: Istat Cnel Bes
46
Il clima di fiducia dei consumatori: dati Isae/Istat
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Aspettative rispetto alla propria condizione economica
Aprile 2013
TREND OTTIMISTI/PESSIMISTI - ITALIA
ottimisti
pessimisti
Dopo i segnali di ottimismo del 2009, il 2010 ed il 2011 sono stati segnati dalla “perdita
dell’illusione” per una rapida uscita dalla crisi. Solo nel secondo semestre del 2012 si
assiste finalmente ad un’inversione di tendenza confermata dai primi dati del 2013.
totale Italia
22%
Mi aspetto
che peggiori
37%
35%
31%
(Non so)
25%
Mi aspetto
che resti
invariata
29%
29%
31%
53%
32%
26%
27%
23%
30%
25%
23%
22%
24%
24%
23%
21%
22%
Mi aspetto
che migliori
20%
20%
20%
21%
17%
17%
24%
primo
secondo
primo
secondo
primo
secondo
primo
secondo
primo
secondo
semestre semestre semestre semestre semestre semestre semestre semestre semestre semestre
08
08
09
09
10
10
2011
2011
2012
2012
feb-13
mar-13
apr-13
Fonte: banca dati Ipsos
48
A che punto siamo con la crisi …
% DI CHI, RIGUARDO ALLA CRISI,
PENSA CHE IL PEGGIO DEVE
ANCORA ARRIVARE - TREND
polemiche sulla riforma del
mercato del lavoro, lo spread
che ricomincia a crescere,
incremento della
disoccupazione
effetti decreto
“salva Italia”
67%
64%
65%
63%
62%
57%
57%
54%
59%
58%
57%
54%
53%
51%
46%
47%
43%
instabilità
politica postelezioni
61%
59%
54%
risalita dello
spread,
governo
Monti verso
la fine della
sua
esperienza
entusiasmo per la lotta
all’evasione ed il
miglioramento
insediamento dell’immagine italiana
governo Monti
all’estero
successi europei di
Monti e discesa
dello spread
52%
53%
50%
verso l’intesa PDPDL e la nascita del
Governo Letta
apr 11 mag 11 giu 11 lug 11 sett 11 ott 11 nov 11 dic 11 gen 12 feb 12 mar 12 apr 12 mag 12 giu 12 lug 12 set 12 ott 12 nov 12 dic 12 gen 13 feb 13 mar-13 apr-13
Fonte: banca dati Ipsos
49
I consumi
Andamento dei consumi:
continua la contrazione
I consumi delle famiglie cambiano nel tempo per diverse ragioni. Rispetto a 2,3 anni fa, lei direbbe che
la sua famiglia ha aumentato o diminuito il consumo di…?
molto diminuito
un po' diminuito
un po' aumentato
molto aumentato
Ristoranti, pizzerie, bar
rimasto piu' o meno invariato
33%
33%
4%1%
-57%
-52%
38%
3%
-56%
-46%
5% 1%
-53%
-45%
5% 1%
-51%
-36%
6%
-16%
-10%
4%1%
-31%
-25%
8% 2%
-26%
-19%
2%
-18%
-12%
3%
-9%
-9%
7% 2%
-17%
-5%
6%
+17%
+23%
36%
23%
Viaggi, vacanze
35%
24%
22%
14%
23%
Cura della persona, capelli, bellezza
14%
22%
Libri, giornali, riviste
Elettronica e elettrodomestici
Telefono e telefonia
17%
Prodotti alimentari e per la casa 5%
Medicinali e farmaci 2% 7%
Base: Totale intervistati
37%
42%
15%
59%
19%
13%
8%
35%
35%
Spese per auto, moto, spostamenti
54%
19%
54%
19%
12%
55%
21%
15%
65%
65%
 2011
29%
Cinema, teatro, concerti
Vestiario, abbigliamento, accessori
 2012
20%
Si tende ad utilizzare lo stesso bene per un periodo più lungo
rispetto a prima della crisi
Qual è l’età, anche approssimativa, di…
Fra quanti anni pensa che sostituirà o dovrà sostituire … perché si romperà/rovinerà, ne vorrà un modello migliore ecc.?
Qual era l’età dell’oggetto precedente quando è stato/a sostituito/a?
Valori in anni
FONTE: osservatorio Findomestic (ottobre 2012)
BASE: italiani attivi 18-64enni possessori del
bene
52
La rinuncia alla sostituzione di beni durevoli e semi-durevoli
Dall’inizio della crisi, ossia dal 2009 a oggi, la sua famiglia ha dovuto rinunciare - rimandandola nel
tempo – alla SOSTITUZIONE dei seguenti beni?
Valori
%
Colpiti dalla crisi *:
60%
Colpiti dalla crisi*:
61%
Colpiti dalla crisi*:
63%
Colpiti dalla crisi*:
65%
Colpiti dalla crisi*:
59%
Colpiti dalla crisi*:
59%
Colpiti dalla crisi*:
53%
Colpiti dalla crisi*:
53%
Colpiti dalla crisi*:
44%
Dati calcolati al netto
dei “non possiede”
Nel grafico sono riportati i
dati su base: “totale
intervistati”, nelle caselle
di testo invece i dati su
base: “Coloro che pagano
gli effetti della crisi sul
lavoro ”, ossia coloro che:
hanno condizioni peggiori,
hanno perso il lavoro,
sono in cassa integrazione,
non ricevono lo stipendio,
hanno dovuto cambiare
lavoro
* Sub-campione diverso e più ampio
rispetto a quello identificato dalla ricerca Acri
FONTE: Osservatorio mensile
Findomestic (marzo 2013)
Base: 18-64enni attivi (546)
53
Il calo dei consumi: focus sui non alimentari
La voglia di risparmio
non fa dormire tranquilli
In fatto di risparmio, quale di queste 3 affermazioni descrive meglio il Suo pensiero?
Faccio dei risparmi ma senza troppe rinunce
Non vivo tranquillo se non metto da parte qualche risparmio
Preferisco godermi la vita senza preoccuparmi troppo del futuro
60%
59%
Non indica
50%
50%
49%
45%
46%
34 p.ti
43%
39%
26%
12%
33%
34%
14%
13%
45%
42%
47%
40%
46%
44%
44%
47%
40%
41%
36%
29%
10%
12%
11%
9%
2%
2%
3%
3%
3%
4%
3%
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
Base: Totale intervistati
11%
10%
11%
10%
2%
3%
2%
2%
2008
2009
2010
2011
9%
4%
2012
E negli ultimi 12 mesi si è
risparmiato sempre meno
Negli ultimi 12 mesi Lei/ la sua Famiglia è riuscito/a a risparmiare parte del reddito guadagnato?
48%
47%
43%
Sì, sono riuscito a
risparm iare
48%
40%
38%
38%
38%
34%
37%
38%
39%
37%
37%
10%
2%3%
2001
11%
3%
1%
2002
13%
14%
2001
2002
3%
1%
2003
18%
16%
18%
No, ho consum ato
tutto il reddito
28%
25%
No, ho dovuto
ricorrere a risparm i
accum ulati
35%
36%
35%
22%
19%
18%
40%
No, ho dovuto
ricorrere a prestiti
13%
4%
1%
2004
18%
17%
2003
2004
Base: Totale intervistati
20%
37%
37%
34%
33%
15%
38%
6%
7%
7%
1%
1%
1%
2005
22%
2005
2006
25%
2007
27%
9%
7%
1%
2008
27%
2009
25%
7%
7%
6%
1%
1%
1%
2010
26%
2011
29%
Non indica
2012
31%
Famiglie in
saldo negativo
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Il motivo principale per risparmiare
sono le preoccupazioni per il futuro
E quale è il motivo che più la spinge a risparmiare, quando lo fa?
46
Le preoccupazioni per il suo futuro
Accumulare risorse per un progetto futuro
personale
20
14
Perché ritiene sia eticamente corretto
10
Perché il risparmio è nella sua indole
5
Ridurre i miei debiti
Per avere in futuro una sua attività
Non sa/non indica
Base: Totale intervistati
3
2
Valori %
Una prima sintesi: la famiglia che non tiene più
Le famiglie italiane sono caratterizzate da:
1.
2.
3.
4.
un’elevata propensione al risparmio
una diffusa proprietà dell’abitazione
un contenuto ricorso all’indebitamento
una diseguaglianza della ricchezza che, nel confronto europeo, è meno
marcata di quella osservata in termini reddituali.
In presenza di un sistema di welfare che ha sempre riguardato soprattutto la
componente previdenziale, la famiglia ha funzionato da ammortizzatore
sociale a difesa dei membri più deboli (minori, giovani e anziani), talora
celando le difficoltà di accesso all’indipendenza economica di giovani di ambo
i sessi e donne di ogni età (per queste ultime, soprattutto in presenza di
significativi carichi familiari).
Una prima sintesi: la famiglia che non tiene più
La crisi economica degli ultimi cinque anni sta mostrando i limiti di questo
modello, accentuando le disuguaglianze tra classi sociali, le profonde
differenze territoriali e riducendo ulteriormente la già scarsa mobilità sociale.
Il potere d’acquisto, cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali, è
diminuito del 5% tra il 2007 e il 2011, ma fino al 2009 ciò non si è tradotto in
un significativo aumento degli indicatori di povertà e di deprivazione grave
(stabili al 18,4% e al 7% rispettivamente), grazie al potenziamento degli
interventi di sostegno al reddito dei lavoratori (indennità di disoccupazione e
assegni di integrazione salariale) e al funzionamento delle reti di solidarietà
familiare.
In altri termini, le famiglie hanno tamponato la progressiva erosione del
potere d’acquisto intaccando il patrimonio, risparmiando meno e, in alcuni
casi, indebitandosi: la quota di persone in famiglie che hanno ricevuto aiuti in
denaro o in natura da parenti non coabitanti, amici, istituzioni o altri è
passata dal 15,3% del 2010 al 18,8% del 2011, mentre nei primi nove mesi del
2012 la quota delle famiglie indebitate è passata dal 2,3% al 6,5%.
Una prima sintesi: la famiglia che non tiene più
Con il perdurare della crisi, nel 2011 si segnala un deciso deterioramento della
situazione, testimoniato dall’impennata degli indicatori di deprivazione materiale:
la grave deprivazione aumenta di 4,2 punti percentuali, passando dal 6,9%
all’11,1%, mentre il rischio di povertà calcolato sul reddito 2010 cresce dal 13,6% al
15,1% nel Centro e dal 31% al 34,5% nel Mezzogiorno. Inoltre, aumenta anche la
disuguaglianza del reddito: infatti, il rapporto tra il reddito posseduto dal 20% più
ricco della popolazione e il 20% più povero sale da 5,1 del 2008 a 5,6 del 2011.
Questa sarà la vera emergenza del 2013,
anche perché la crisi delle famiglie produce
comportamenti recessivi
La disperata
tenuta dei
riferimenti
Il Presidente: il ritorno del “nocchiero”
- celebrazioni 25 Aprile
- elezioni regionali
90
87
84
82
78
79
80
78
82 84
80
86
75
81
76
Celebrazioni per il
centocinquantesimo anniversario
dell’Unità d’Italia
75
81
78
FIDUCIA
73
8485
82
83
79
77 76
85
85
77
77
73
85 85
84
84
83
82
81
75
88
86
85
79
90
81
81
8280
77
76
74
75
70
OPERATO
71
75
72 72
70
70
73
71
73
70
69
68
67
68
65
Governo Monti
60
ott- nov- mag- giu06
07
07
07
ott07
dic- mag- dic- mar- lug07
08
08 09
09
dic09
apr10
giu10
ott10
dic10
apr11
giu11
ott11
dic- gen- feb- mar- apr11
12
12
12
12
04giu12
giu12
lug12
05set12
19dic12
28- 2030 mar
gen13
15apr
La fiducia nell’Unione Europea
(% positivi su voti validi)
95
85
77
75
74
71
72
70
71
72
71
70
70
74
71
70
70
67
Unione
Europea
65
62
58
57
55
55
53
55
54
55
52
45
35
set- feb- mag- set- feb- 'ma ott07 08
08 08 09 g-09 09
dic- mar- apr09 10 10
giu- set- dic- mar- mag- set- dic- feb- apr- giu- set- nov- feb- mar10 10 10 11
11 11 11 12
12
12 12 12
13 13
Una lieve ripresa delle istituzioni politiche dopo il crollo
(% positivi su voti validi)
55
51
50
50
50
48
48
47
45 47
45
41
35
32
25
39
38
31
36
32 32
28
Camera dei
deputati
42
43
42
35
45
35
38
35
34
27
22
23
25
23
24
21
33
27
25
22
21
15
14
23
25
24
22
20
20
13
14
16
13
24
Senato della
Repubblica
21
22
19
16
15 15
5
ott- dic- mar- apr- giu- set- dic- mar- mag- set- dic- feb- apr- giu- set- nov- feb- marmag- 09 09 10 10 10 10 10 11 11 11 11 12 12 12 12 12 13 13
09
Partiti
politici
E adesso?
Ma se si tornasse a votare domani?
LISTE (% su validi)
Liste Sinistra (Ingroia, PRC, Verdi, IDV)
Elezioni politiche
2013 Camera
2,2%
STIME POLIMETRO
17-apr
23-apr
30-apr
8-mag
1,3%
1,1%
1,4%
2,1%
AZIONE CIVILE
PRC
VERDI
IDV
15-mag
0,6%
1,8%
0,2%
0,6%
Altri di centro sinistra
SEL
PD
0,9%
3,2%
25,4%
0,6%
2,3%
28,8%
0,5%
4,0%
25,2%
0,4%
3,7%
26,5%
0,4%
4,2%
26,8%
0,4%
3,9%
26,7%
CON MONTI PER L'ITALIA
UDC+ FLI
8,3%
2,3%
7,9%
1,5%
8,0%
1,0%
7,1%
1,2%
6,2%
1,3%
5,7%
1,5%
LEGA NORD
PDL
FRATELLI D'ITALIA
altri di centro destra
4,1%
21,6%
2,0%
1,5%
4,0%
25,4%
1,3%
1,2%
3,7%
27,6%
1,6%
1,0%
3,3%
30,4%
1,3%
0,9%
3,7%
30,0%
1,2%
0,9%
3,3%
28,8%
1,3%
1,3%
MOVIMENTO 5 STELLE
BEPPEGRILLO.IT
25,6%
23,8%
24,4%
23,3%
23,0%
23,3%
ALTRE LISTE
Totale
2,9%
100,0%
1,9%
100,0%
1,9%
100,0%
0,5%
100,0%
0,2%
100,0%
0,6%
100,0%
(indecisi + non voto)
27,5%
28,0%
27,8%
28,4%
28,6%
29,0%
Ma se si tornasse a votare domani? riepilogo coalizioni
40%
35,9%
33,9%
35%
31,7%
30%
29,5%
31,3%
31,6%
31,3%
31,7%
29,7%
25,6%
25,0%
30,6%
23,3%
24,9%
24,4%
23,8%
Centro destra
34,7%
31,9%
29,2%
25%
35,8%
31,4%
23,0%
31,0%
Centro sinistra
23,3%
Movimento 5
Stelle
20%
Monti
15%
10,6%
10%
5%
0%
2,9%
2,2%
Elezioni
politiche
2013
Camera
1,9%
1,5%
3-apr
9,4%
9,1%
8,6%
2,1%
1,0%
10-apr
9,0%
1,9%
1,9%
1,3%
17-apr
1,1%
23-apr
8,3%
1,4%
0,5%
30-apr
7,5%
2,1%
0,2%
8-mag
7,2%
Liste Sinistra
(Ingroia, PRC,
Verdi, IDV)
3,2%
altri
0,6%
15-mag
Il livello di gradimento del Governo Letta
trend
22-mg
15-mag
08-mag
30-apr
(non sa, non indica)
62%
61%
62%
63%
voto negativo (voti 1-5)
34%
35%
34%
33%
© 2013 Ipsos
voto positivo (voti 6-10)
68
Base: totale casi
Il livello di gradimento del Governo Letta
analisi per orientamento di voto
(non sa, non indica)
62%
Totale elettori
elettori PDL
17%
22%
75%
42%
56%
84%
elettori liste di centro
elettori altre liste,
astenuti
34%
82%
elettori PD
elettori M5S
voto negativo (voti 1-5)
50%
13%
43%
© 2013 Ipsos
voto positivo (voti 6-10)
69
Base: totale casi
Quale tra queste tre descrizioni corrisponde meglio
all’immagine che lei si è fatta del Governo Letta?
è finalmente un governo fuori dalle ideologie, con un approccio concreto ai problemi
è il governo dell'inciucio fra PD e PDL
è un governo di fatto guidato da Berlusconi, che può farlo cadere quando vuole
(nessuna di queste, non sa, non indica)
34%
elettori PD
elettori PDL
44%
27%
elettori altre liste, astenuti
26%
non voto
24%
9%
12%
26%
31%
25%
33%
5%
31%
37%
31%
12%
23%
25%
38%
elettori M 5 Stelle
26%
28%
35%
elettori coalizione centro
indecisi
28%
26%
38%
39%
5%
23%
6%
13%
4%
9%
© 2011 Ipsos
TOTALE
ELETTORI
70
La fiducia nel Presidente del Consiglio Letta
e nei principali leader politici
72
69,6
69
71,4
68,7
66
68,2
70,5
69,0
65,8
63
67,3
66,6
65,5
65,6
64,5
E. Letta
Renzi
60
57
54
Epifani*
51
48
Alfano
45
42
39
40,4
39,3
36
Berlusconi
37,3
39,0
36,0
35,5
33
34,2
33,3
31,5
31,3
30
27
24
26,2
25,8
22,5
25,4
21
26,3
24,1 24,2
23,5
26,4
23,0
22,3
27,1
25,1
24,5
27,6
31,8
29,1
25,8
23,8
29,9
25,9
26,3
24,1
22,9
28,6
24,7
22,0
18
15
12
9
13,5
12,6
12,3
31,9
33,0
30,8
31,1
14,7
31,1
27,2
26,9
25,8
22,9
15,5
25,3
25,8
21,6
Grillo
Monti
14,7
Maroni
11,6
11,9
Vendola
11,0
6
Casini
3
0
20-mar
27-mar
3-apr
10-apr
17-apr
23-apr
30-apr
8-mag
15-mag
Fiducia nei leaders – i primi 10 leader per fiducia
indice di fiducia (0-100) [base casi: chi conosce ciascun leader]
81
+8
Giorgio Napolitano
53
+3
66
Pietro Grasso
51
+12
Enrico Letta
Emma Bonino
65
-4
Matteo Renzi
43
-2
56
+6
Mario Draghi
40
+2
54
-3
Nicola Zingaretti
Susanna Camusso
38
=
Laura Boldrini
Giuliano Pisapia
72
In attesa di un leader che risolva (come sempre)
Qualcuno ce l’ha fatta …
Qualcuno si sta scaldando…
In sintesi …
La crisi: morde sempre di più e
produce comportamenti recessivi
Il governo Letta: una scelta
necessitata (come avvenne per il
governo Monti)
Il voto: la tripartizione si
mantiene sostanzialmente
invariata
La rappresentanza: i riferimenti
tradizionali sono definitivamente
saltati
74
Qualche concetto …
L’io patchwork
La disintermediazione
La fine dei blocchi sociali
75

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