la shoah - Raffaele Paolillo IC

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… perché tanto odio
 La shoah è una ricorrenza che cade il 27
gennaio per non dimenticare lo sterminio degli
ebrei ( considerati dai tedeschi responsabili della
sconfitta della Germania durante la prima
guerra mondiale e ritenuti razza impura )
compiuto a causa di un dittatore pazzo, Adolf
Hitler che li uccise dolorosamente nei campi di
sterminio, nelle camere a gas e nei forni
crematori, dove venivano bruciati.
 Shoah in lingua ebraica significa “distruzione”,
“desolazione” o “calamità” nel senso di una sciagura
improvvisa, inaspettata; è una parola utilizzata a
spiegare quando un governo manda a prendere delle
persone per segregarle e sterminarle. Olocausto dalla
seconda metà del XX secolo è divenuto il termine con
il quale ci si riferisce al genocidio compiuto dai nazisti
a danno degli ebrei rinchiusi nei vari campi di
concentramento.
 Siamo a conoscenza della Shoah non solo attraverso
documenti scritti, ma anche testimonianze orali di
persone che hanno vissuto quanto accaduto come la
scrittrice ebrea Anne Frank, sopravvissuta alla follia
tedesca.
 Lei nel suo diario, racconta quanto vissuto: la cattiveria
dei tedeschi allora non aveva limiti, non avevano pietà
per nessuno, neanche per i bambini…
 Questo già ci lascia immaginare quanto dovettero
subire quei poveri ebrei…
 Gli ebrei erano tenuti in condizioni
pietose: erano scheletri viventi,
non potevano mangiare niente,
tranne pane e acqua.
 Venivano tenuti schiavi nei campi
di lavoro e poi uccisi in quelli di
sterminio. Non avevano alcuna
libertà…
 Figlio di un padre autoritario e repressivo, Adolf Hitler
nasce nella piccola cittadina austriaca di Braunau am
Inn nel 1889. La precoce morte della madre (a cui era
estremamente legato), inoltre, lascia profonde ferite
nel suo animo. Iscrittosi alla scuola Reale di Linz, è un
allievo problematico e dal rendimento non certo
brillante. Fatica ad integrarsi, a studiare e ad avere un
rapporto armonico con studenti e professori. Per
campare, deve rassegnarsi a fare l'impiegato, mentre
nel tempo libero discute di politica con amici e
conoscenti.
 Nel 1912 si trasferì a Monaco di Baviera, dove lo colse
l'avvenimento decisivo che lo spinse all'impegno politico: la
prima guerra mondiale. Poi, da quando, il 30 gennaio 1933, il
feldmaresciallo Hindenburg lo incaricò di reggere la cancelleria
del Reich, la sua biografia si confuse con la storia stessa della
Germania nazista. Unitamente al consolidamento della dittatura,
Hitler lavorò anche per rafforzare il proprio potere personale.
Capo dello Stato alla morte di Hindenburg, il 2 agosto 1934, dopo
essersi sbarazzato anche del suo antico amico e ora pericoloso
rivale, il capo delle SA Ernst Röhm, alla vigilia della guerra
mondiale da lui scatenata, nel febbraio del 1938, assunse anche il
comando diretto della Wehrmacht. La guerra, con l'ulteriore
esaltazione dell'unità della nazione intorno al Führer e al regime,
accrebbe la concentrazione dei poteri nelle sue mani, specie
dopo che i rovesci sul fronte orientale alimentarono le sue
diffidenze verso i comandanti militari.
Immagini
di Hitler
Nella sua definizione più semplice,
per razzismo si intende la convinzione
preconcetta e scientificamente errata (come
dimostrato dalla genetica delle popolazioni e da
molti altri approcci metodologici), che la specie
umana sia suddivisa in
"razze" biologicamente distinte, caratterizzate da
diverse capacità intellettive, con la conseguente
idea che sia possibile determinare una gerarchia
di valore secondo cui una particolare e ipotetica
"razza" possa essere definita superiore o inferiore
a un'altra .
RAFFAELE PAOLILLO 1° C

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