LA CRISI DEL `29 di Sala C., Maffi G. della 3D

Report
Il jazz è una forma musicale contemporanea nata nei primi anni del XX secolo nelle comunità
afroamericane del sud degli Stati Uniti. La caratteristica fondamentale è l’improvvisazione
ma le sue caratteristiche peculiari sono il ritmo swing spesso sincopato, la poliritmia ed il
tono malinconico dell'uso delle blue note.
Nel jazz ci sono due forme primarie: il blues, in 12 battute, e la canzone, in 32 battute.
L'essenza dell'improvvisazione è nella linea melodica, ciò è dovuto dal fatto che il jazz
originale è formato dal gruppo di ottoni, in cui, dato che ogni suonatore può produrre una sola
nota alla volta, gli assoli sono necessariamente melodici.
Sin dai primi tempi il jazz ha incorporato nel suo linguaggio i generi della musica popolare
americana, dal ragtime, al blues, alla musica leggera fino alla musica colta, soprattutto
statunitense. In tempi più recenti il jazz si è mescolato con tutti i generi musicali moderni
anche non statunitensi, come il samba, la musica caraibica e il rock.
Il jazz si è trasformato, nel corso di tutto il XX secolo, evolvendosi in una gran varietà di
stili e sottogeneri: dal dixieland dei primi anni, allo swing negli anni trenta e quaranta, dal
bebop della seconda metà degli anni quaranta, al cool jazz degli anni cinquanta, dal free jazz
degli anni sessanta alla fusion degli anni settanta, fino alle contaminazioni con il funk e l'hip
hop dei decenni successivi.
BENESSERE COMUNE
Per circa un decennio, dal 1918 al
1929, gli statunitensi vissero
un’epoca passata alla storia come
“anni ruggenti” o “età del jazz”
caratterizzata da benessere per la
maggior parte della popolazione. In
questi anni i consumi aumentarono
notevolmente perché i prezzi erano
molto bassi rispetto al passato e,
inoltre, ci furono nuovi sistemi
produttivi come la vendita a rate. I
valori predominanti nella società
americana divennero comprare,
consumare, divertirsi e ciò stimolò
molte persone a tentare di
procurarsi denaro con i prestiti o con
le speculazioni in borsa.
Ritorna a CRISI ECONOMICA DEL ‘29
La crisi
economica che si
verificò nel 1929
fu la
conseguenza
dello sfrenato
Liberismo degli
anni ‘20 attuato
dai governi
americani.
Jazz originated at the end of the 19°
century in New Orleans. It developed from
black work songs and was predominantly
African. The first jazz was played by
African-American musicians in New
Orleans, who were often very poor. It was
played by small bands usually made up of
trumpet, clarinet, trombone. Sometimes
there was also a piano or a tuba were used
instead a piano. Many people didn’t
understand the spontaneity of jazz and at
first it was not greatly accepted in
America. This was mainly because it was
played by poor and black people at the time
when there was segregation and racism.
Jazz became more popular when white
orchestras imitated it. It became
accepted form entertainment in the late
1930s when Benny Goodman led racially
mixed groups in concerts at Carneige Hall,
a famous theatre in manhattan.
Il jazz si è originato alla fine del
diciannovesimo secolo a New Orleans. Si
sviluppò dai canti di lavoro dei neri ed era
principalmente africano. Il jazz fu
suonato per la prima volta dai musicisti
Afro-Americani a New Orleans che erano
spesso molto poveri. Era suonato da
piccole band che solitamente usavano la
tromba, il clarinetto, il trombone. A volte
c’era anche il piano forte o la tuba usata al
posto del piano. Molte persone non
capivano la spontaneità del jazz e la prima
volta non venne accettato in America.
Questo era principalmente perché era
suonato dai poveri e dai neri al tempo della
segregazione e del razzismo. Il jazz
diventò popolare quando le orchestre di
bianchi lo imitarono. Venne un’accettata
forma di intrattenimento nel tardo 1930
quando Benny Goodman mise insieme dei
gruppi mischiando diverse razze nei
concerti al Carneige Hall, un famoso
teatro di manhattan.
La crisi del 1929 ebbe molte cause,
sia interne agli stati Uniti, dove si
realizzò il primo terremoto
finanziario della storia che ebbe uno
dei suoi fulcri nel martedì nero di
Wall Street, ma le cui cause e
conseguenze erano assai più
complesse di un crollo borsistico, sia
a livello internazionale dove furono
coinvolti molti paesi in una recessione
spaventosa che durò diversi anni.
Tuttavia la crisi iniziò ufficialmente
con il crollo della Borsa di Wall
Street che segnò la distruzione di
molti settori industriali e
imprenditoriali.
Ritorna a CRISI ECONOMICA DEL ‘29
La grande depressione, detta
anche crisi del '29, che
avvenne in America fu una
grave crisi economica e
finanziaria che sconvolse
l'economia mondiale alla fine
degli anni venti, con forti
ripercussioni durante i primi
anni del decennio successivo.
Il fulcro d’origine furono gli
Stati Uniti, ma poi venne
coinvolto tutto il continente
ed il resto del mondo.
Ritorna a JAZZ
Torna a
USCITA DALLA
CRISI DEL ‘29
CONFRONTO CRISI ATTUALECRISI ‘29
ANALOGIE
•
•
•
•
•
eccesso di liberismo
mercato sopravvalutato (ma il
1929 era ben peggio)
politica monetaria troppo
accomodante
crollo delle azioni
crollo dell’attività industriale
DIFFERENZE
•
•
•
•
sostegno al sistema bancario (nel
1929 sono fallite tantissime banche)
il protezionismo al momento non è
così evidente.
La borsa ha perso terreno molto più
rapidamente rispetto al 1929, anche
se non possiamo ancora mettere la
parola fine ai ribassi
Uscita dalla crisi degli anni ‘30 con la
Seconda guerra mondiale - visione di
uscita con risoluzioni in campo
monetario e senza scontri violenti
con forte piano di stimolo e di
sostegno all’economia, con taglio
tassi, quantitative easing ecc.(crisi
attuale)
ERMETISMO
Negli anni ‘20 del Novecento, si sviluppò l’ERMETISMO. Non può
definirsi un movimento letterario vero e proprio, ma piuttosto un
“atteggiamento” di un gruppo di artisti che condivisero alcune idee e
ne svilupparono altre in maniera autonoma ed indipendente.
La caratteristica principale è lo stile che fu oscuro, volutamente
difficile, appunto ERMETICO.
La poesia è ermetica per i molti significati che un testo porta
dentro di se', per il carattere ambiguo della sintassi e del lessico
che riesce ad essere percepito e compreso solo dal poeta e a volte
nemmeno da lui. I poeti ermetici non hanno più certezze in cui
credere, perciò cercano nuove forme che possano rispecchiare il
loro stato d'animo, e le trovano nelle parole essenziali, scabre,
secche, in un linguaggio oscuro che ben esprime la loro angoscia, la
tristezza, il necessario ripiegamento verso l'interiorità.
Ritorna a CRISI ECONOMICA DEL ‘29
Wall Street è un'importante luogo di
New York. Situata nel quartiere di
Manhattan, ospita la prima sede
permanente della Borsa di New York.
Rappresenta tuttora il centro del
distretto finanziario di New York,
tanto che con il termine Wall Street
si indica l'intero complesso
dell'industria finanziaria
statunitense.
Wall Street prende il suo nome dalle
mura della città ormai da tempo
smantellate.
Ritorna a CROLLO DELLA BORSA
MIGRAZIONE INTERNA
In seguito al crollo della borsa, moltissimi
operai persero il lavoro. Per questo, milioni di
persone, famiglie intere con le poche
masserizie, si ritrovarono sulla strada
e diedero vita ad una spaventosa migrazione
interna, dolorosissima e umiliante. In certe
zone si
formarono accampamenti improvvisati di
poveracci, privi perfino del mangiare che
dormivano in
baracche o in tende lacere e consunte.
Ovviamente dilagava l’insofferenza, la
prostituzione e il
banditismo. I gruppi di ex contadini si
spostavano da uno Stato all’altro senza
speranza, ma
comunque alla ricerca di qualcosa. In più, dal
1932 al 1936, la siccità aveva già distrutto
campi e
raccolti nel Texas, nel North e South Dakota,
nel Montana o nel Wyoming causando la crisi
anche per milioni di contadini.
Le carovane dei miserabili
si spostavano da una “tazza di polvere
all’altra” alla ricerca quotidiana di
qualcosa. Che cosa erano
le “tazze di polvere”? I territori secchi e
polverosi, ma in pianura, tra un gruppo di
colline e l’altro. Il
governo rooseveltiano cercò di correre
subito ai ripari, ma niente era semplice o
facile.
Torna a AMERICA
F. D. ROOSEVELT
Franklin Delano Roosevelt (Hyde Park, 30 gennaio
1882 – Warm Springs, 12 aprile 1945) è stato il
32º presidente degli Stati Uniti d'America.
È stato l'unico presidente degli Stati Uniti
d'America a essere eletto per più di due mandati
consecutivi, vincendo le elezioni presidenziali per
ben quattro
Larga parte della sua fama è dovuta al vasto e
radicale programma di riforme economiche e
sociali attuato fra il 1933 e il 1937 e conosciuto
con il nome di New Deal, grazie al quale gli Stati
Uniti riuscirono a superare la grande depressione
dei primi anni trenta.
Coinvolse gli Stati Uniti nella seconda guerra
mondiale a seguito dell'attacco di Pearl Harbor,
ebbe un ruolo di grande rilievo nel grandioso
sviluppo della potenza militare statunitense e
sostenne anche la costruzione delle prime bombe
atomiche della Storia dell'Umanità.
Contribuì alla formazione delle Nazioni Unite.
Torna a AMERICA
IL PARERE DEGLI ESPERTI
Intervista a Emiliano Brancaccio , docente di Fondamenti di Economia Politica ed Economia del Lavoro presso
l’Università del Sannio a Benevento; è uno tra i più autorevoli analisti e critici delle teorie economiche dominanti.
(Domande sul paragone della crisi del ‘29.)
La nostra situazione economica è paragonabile a quella degli anni ’30?
Non lo dico io: gli economisti Barry Eichengreen e Kevin O’Rourke hanno pubblicato una interessante ricerca che
ha dimostrato che, dopo la crisi esplosa nel 2008, la caduta iniziale del PIL mondiale è stata persino più
accentuata di quanto non fu dopo il 1929, all’inizio della cosiddetta Grande Depressione. Dunque le analogie con la
crisi degli anni Trenta sono supportate dai dati. Del resto, lo stesso Presidente uscente della Banca Centrale
Europea, Trichet, ha affermato di recente che questa è senza dubbio la crisi economica più grave dal
dopoguerra.
Molti economisti hanno recentemente pubblicato dati statistici che attestano come l’attuale distribuzione
dei redditi a livello di singoli paesi sia sperequata almeno quanto lo era all’epoca della Grande Crisi. C’è un
nesso tra concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi e crisi economica?
La tesi secondo cui la crisi economica può essere favorita da una forte sperequazione dei redditi è stata in
effetti sostenuta nel tempo da svariati economisti. Nel campo dei teorici “critici” ricordo Paolo Sylos Labini, che
forniva un’interpretazione della grande crisi degli anni Trenta che attribuiva notevole rilievo al problema della
divaricazione dei redditi. Ma ve ne sono anche nell’ambito del mainstream: ad esempio, il premio Nobel Joseph
Stiglitz ha recentemente aderito a questa tesi. In genere questa chiave di lettura si basa sul fatto che la
propensione al consumo dei salari è maggiore rispetto alla propensione al consumo di profitti e rendite. Ossia, se
diamo 100 Euro a un operaio, questi evidentemente spenderà una quota significativa di quella somma e tenderà a
risparmiarne una quota molto piccola; se invece trasferiamo questi 100 euro a un titolare di capitali o di rendite
finanziarie o immobiliari, questi molto probabilmente non si accorgerà nemmeno di averli e tenderà a risparmiarli.
Si tratta di un’evidenza ben documentata dai dati empirici. Da questa constatazione si giunge quindi all‘idea che
quanto più si sposta il reddito dai lavoratori ai proprietari del capitale tanto più la spesa complessiva, cioè la
domanda di merci, tende a deprimersi
Torna a CONFRONTO CRISI ATTUALE- CRISI ‘29
Il mondo rischia una grave crisi economica. Il cuore di
questa crisi è l’Europa e in Europa l’Italia è l’anello
debole. Perché l'Italia è al centro di questa crisi?
Tutto nasce da 3 grandi problemi:
1) i debiti dello Stato
2) l’economia che non cresce
3) la scarsa credibilità dei governanti, che hanno
affrontato la crisi tardi, in modo incerto e poco
coerente.
Alla base di tutto c’è il debito accumulato dallo Stato
italiano che ha raggiunto i 1.900 miliardi di euro, cioè
il 120% della ricchezza prodotta dal nostro Paese in
un anno, il cosiddetto Pil.
Torna a CONFRONTO CRISI ATTUALE- CRISI ‘29
COME SI PENSA DI USCIRE DALLA CRISI
ATTUALE
IL PARERE DI VINCENZO ATELLA (ECONOMISTA)
Come uscire dalla crisi attuale?
Non è una domanda cui è facile dare una risposta. Semplificando un po’ la realtà,
possiamo dire che esistono due scuole di pensiero a riguardo.
Da un lato, c’è chi ritiene che si potrà uscire dalla crisi agendo principalmente sulle
leve della domanda (pensando ai consumi degli italiani) con politiche keynesiane che
imporrebbero il superamento del tetto del 3% del deficit.
Dall’altro, c’è chi ritiene che politiche di questo tipo non porteranno crescita di lungo
periodo, che invece può realizzarsi solo se si affrontano i temi della competitività
delle imprese.
La mia personale opinione è che affidandosi solo alle politiche di domanda
sicuramente aumenteremo la spesa pubblica, ma non è detto che poi faccia seguito
una crescita di lungo periodo, viste le inefficienze del sistema e le posizioni di
rendita che affossano il nostro Paese.
Questo non vuol dire che non abbiamo bisogno di politiche di domanda. Certo, però,
aumentare la spesa pubblica nelle attuali condizioni non farà altro che portare a un
aumento della tassazione in futuro – sempre che si possa aumentarla ancor di più.
D’altra parte, fin tanto che i tempi e i costi di realizzazione di un’opera pubblica in
Italia sono doppi rispetto al resto dell’UE, il ruolo delle politiche di domanda come
volano sulla crescita economica rimarrà limitato.
Torna a CONFRONTO CRISI ATTUALE- CRISI ‘29
Torna a AMERICA
La drammatica crisi americana manifestatasi con
il crack di Wall Street (il cosiddetto “martedi
nero” 1929) si approfondisce e si allarga nei
quattro anni successivi, investendo con la sua onda
d’urto il sistema produttivo del paese e, a partire
dal 1930, le economie europee che cercano ancora
di risollevarsi dai nefasti effetti della guerra,
causando una forte emigrazione. Le due maniere
attraverso le quali gli Stati Uniti 'contagiano'
l’Europa sono il ritiro dei capitali americani e la
crescente concorrenza esercitata dai prodotti
USA su quelli europei in seguito ai forti ribassi
verificatisi in seguito alla crisi. Tali effetti sono
amplificati dal fatto che la Francia, l’Italia , la
Germania e soprattutto l’Inghilterra si erano
impegnati nel quinquennio precedente in una
politica di stabilizzazione/rivalutazione delle
rispettive monete (l’Inghilterra era tornata dal
1925 al gold standard, cioè a una piena
convertibilità in oro della sterlina). I principali
paesi europei reagiscono alla crisi in modo assai
diversificato e contrassegnato, soprattutto nei
primi anni ’30 da uno scarsissimo coordinamento
delle rispettive politiche economiche.
In questo racconto di Leonardo Sciascia, i protagonisti, un gruppo di siciliani, provenienti da
paesi interni, lontani dal mare, decidono di andare in America a far fortuna.
Per questo motivo vendono tutti i loro averi al fine di pagare duecentocinquantamila lire a
coloro che li avrebbero portati nel Nuovo Continente, dove abitavano anche loro parenti che
erano partiti molto poveri e tornavano di tanto in tanto in Sicilia con molti soldi.
Dopo undici giorni di viaggio su un piroscafo in condizioni molto precarie, il signor Melfa, colui
che aveva il compito di portarli in America, lascia scendere gli uomini molto provati su una
spiaggia dicendo loro che erano finalmente arrivati in America. Due di loro incominciarono a
incamminarsi per le strade alla ricerca di qualcuno che potesse aiutarli e mentre
camminavano videro dei cartelli con scritti dei nomi che non gli erano affatto nuovi. Ad un
tratto passò un’auto che si fermò alla vista dei due. I due uomini chiesero informazioni in
americano all’autista ma questo, sentendoli parlare in modo strano, se ne andò insultandoli. Gli
uomini, sentendolo parlare in italiano, non ci misero molto a capire che non erano in America
ma che erano sbarcati in Sicilia.
Torna a CRISI IN EUROPA NEL PASSATO
Albert Einstein è nato a Ulma, in Germania, il 14
marzo 1879 da una famiglia ebrea. E’ stato un
fisico e filosofo della scienza. La sua grandezza
consiste nell'aver mutato radicalmente il modello
di interpretazione del mondo fisico. Nel 1905
pubblicò tre articoli a contenuto fortemente
innovativo, riguardanti tre aree differenti della
fisica. Nel 1921 ricevette il Premio Nobel per la
fisica per i contributi alla fisica teorica e la sua
fama dilagò in tutto il mondo soprattutto per la
teoria della relatività. Nell'ottobre 1933 si
trasferì negli Stati Uniti a causa delle
persecuzioni antisemite che già imperversavano.
Quando Adolf Hitler salì al potere nel gennaio
1933 Einstein si trovava all'università di
Princeton. Nello stesso anno venne promulgata in
Germania la "Legge della Restaurazione del
servizio civile", a causa della quale tutti i
professori universitari ebrei furono licenziati.
Dopo l’assassinio della moglie e le figlie di suo
cugino nel 1944, a Rignano sull'Arno, Einstein si
trasferì in America dove ci rimase fino alla
morte. Morì a Princeton il 18 aprile 1955.
Con New Deal («nuovo corso») s'intende il piano di
riforme economiche e sociali promosse dal presidente
americano Franklin Delano Roosevelt. All’inizio del suo
mandato nel 1932, Roosevelt introdusse azioni
protezionistiche da parte dello stato nell’economia e
riforme favorevoli per i meno abbienti, quali:
• Assicurazione sulla vecchiaia che garantisce la
pensione
• Diffusione dei sindacati e conseguente aumento
degli stipendi e benessere diffuso
• Tassazione progressiva in base al reddito.
Grazie a queste riforme, gli Stati Uniti riuscirono a
riazionare l’economia e ad uscire dalla crisi.
Torna a F.D. ROOSEVELT
Da un punto di vista sociale questa crisi cambia gli atteggiamenti dei
consumatori.
Si sente palpabile la sensazione di incertezza, di insicurezza, nelle persone.
Tutti noi siamo consumatori e chi più e chi meno è toccato dalla crisi.
La conseguenza delle difficoltà delle aziende derivante dalla crisi dei
mercati è il licenziamento, la cassa integrazione, il turn over dei dipendenti.
Quindi oggi più di ieri i lavoratori vedono la loro azienda con occhio diverso.
Se prima la vedevano come cosa dei padroni ora la vedono come fonte del
loro reddito. E questa insicurezza di conservare il posto di lavoro anche per
persone che non hanno mai avuto questo tipo di problema fa si che il
rapporto lavoratore/impresa si rafforzi sul lato della cooperazione tra le
parti e si affievoliscono gli scontri.
C'è più consapevolezza nella politica, nel senso che ora le persone cercano
le notizie non solo interne ma anche provenienti dall' estero di come si
comportano i vari governi perchè sanno che queste scelte, che prima magari
venivano sottovautate, ora possono ritornare molto utili nella gestione di
uno stato.
Torna a CAUSE CRISI ATTUALE
La crisi del 1929, oltre a coinvolgere gli USA,
coinvolse molti stati europei, che reagirono in
maniera differente. In Italia, per esempio, fu
attuata l’IRI che evitò il fallimento delle banche e
delle industrie. In Germania, che subì in
particolare il contraccolpo più violento, la crisi
provocò milioni di disoccupati che andarono poi a
formare la base di consenso che portò il Partito
nazionalsocialista al potere nel 1933. Nel
complesso, nonostante un accenno di ripresa a
partire dal 1933, la crisi non fu completamente
superata fino allo scoppio della Seconda guerra
mondiale.
Torna a COME SI PENSA DI USCIRE DALLA CRISI ATTUALE
Torna a NEW
DEAL
CRISI IN ITALIA NEL
PASSATO
L’Italia era uno degli stati vincitori della Prima guerra mondiale ma, tuttavia, la
situazione economica non era affatto buona. I fenomeni che causavano maggiori
disagi per la popolazione erano l’inflazione, cioè l’aumento dei prezzi, e la
disoccupazione che toccava numerosi settori produttivi. Questi due problemi
colpivano maggiormente quella parte della popolazione che svolgeva un lavoro
dipendente come gli operai e gli impiegati. Per questo i primi anni del dopoguerra
furono caratterizzati da numerose proteste e da tensioni sociali. Per reagire alla
crisi economica, gli operai diedero vita a scioperi e manifestazioni contro la
crescita dei prezzi, per chiedere aumenti salariali e per la diminuzione dell’orario
di lavoro. Le proteste dei contadini avevano invece come principale obbiettivo la
richiesta di terra, oltre che a contratti di lavoro migliori. Nel corso della guerra,
per spingerli a combattere, i governi avevano promesso a milioni di contadini che
dopo la vittoria avrebbero avuto una terra da coltivare ma questa promessa non
fu mantenuta. Il ceto medio invece appoggiò i partiti di destra osteggiando le
proteste operaie e le organizzazioni sindacali. Anche la situazione politica non era
delle migliori. Cresceva la forza dei partiti di massa come socialisti e popolari.
Nel corso del Biennio rosso, cioè un periodo che va dal 1919 al 1920, i contadini e
gli operai occuparono le fabbriche e le terre che il capo del governo Giolitti
decise di non reprimere con la forza.
Torna a CRISI IN EUROPA NEL PASSATO
Alla fine della Prima guerra mondiale la Germania era in una situazione difficile dal
punto di vista politico, economico e sociale. La sconfitta era stata seguita da un trattato
di pace estremamente punitivo: la Germania era considerata la principale responsabile
del conflitto ed era stata costretta a cedere importanti territori e a pagare un pesante
risarcimento per i danni della guerra. Inoltre la guerra aveva provocato grandi
rivolgimenti politici. Una rivolta di soldati aveva costretto lo stato dell’esercito a
concludere la guerra. Dopo questa rivolta seguì la rinuncia al trono da parte di Guglielmo
II e il 9 novembre 1918 fu proclamata la repubblica. Nelle prime settimane, la nuova
repubblica era stata nelle mani dei soldati e degli operai. Questa situazione faceva
pensare che la Germania si stesse avviando verso una rivoluzione socialista ma le cose
non andarono così. Il Partito socialdemocratico voleva formare una repubblica
parlamentare e non fare una rivoluzione. Così si formò un governo provvisorio con a capo
i socialdemocratici. Le forze di sinistra avrebbero voluto un cambiamento più radicale
dei rapporti sociali e di potere. La scelta dei socialdemocratici determinò uno scontro
con le forze di sinistra. Ai primi di gennaio del 1919 gli spartachisti tentarono un
insurrezione. Il ministro degli Interni, Noske decise di reprimerla. Questa repressione
creò una divisione tra le forze della sinistra tedesca. Alla repressione presero parte i
“corpi franchi”, cioè gruppi armati di estrema destra, che ne approfittarono per
uccidere centinaia di spartachisti tra cui due importanti capi del movimento: Rosa
Luxemburg e Karl Liebknecht. Successivamente si instaurò il potere nazista.
Torna a CRISI IN EUROPA NEL PASSATO
Albert Einstein
Negli anni ‘30 inoltre, grandi scoperte scientifiche
influenzano tutto il mondo, come la teoria della
relatività di A. Einstein. Con essa, induce a
considerare la realtà in cui viviamo, e che i fisici
devono studiare, come uno spazio a quattro
dimensioni, dove la quarta dimensione è costituita
dal tempo ; e le quattro dimensioni non possono
essere considerate separatamente.
In generale, con il concetto di "movimento" si
intende il movimento di qualcosa rispetto ad
un’altra cosa, presa come punto di riferimento;
quest’ultima può, però, essere in movimento a sua
volta. Lo spazio e il tempo sono relativi perché
dipendono dal movimento del sistema di coordinate
utilizzato (Teoria della relatività ristretta) ;
dipendono, inoltre, dalla presenza e dai valori dei
campi gravitazionali che influenzano il sistema di
coordinate (Teoria della relatività generalizzata)
CIRCOLO VIRTUOSO
Intervento dello
Stato nell’economia
Lavori pubblici
Controllo sulle
banche e sulla borsa
Diminuzione dei
disoccupati
Ripresa delle
industrie
Aumento dei
consumi
Torna a NEW DEAL
DISOCCUPAZIONE NEL 2014
L’ILO (International Labour Organization) ha
presentato il rapporto sul mercato del lavoro
globale. In quel documento viene affermato che
la debole ripresa economica non è riuscita a
portare ad un miglioramento nelle condizioni del
mercato del lavoro.
Nel rapporto, intitolato 2014 Global Employment
Trends, l’ILO precisa che il numero di
disoccupati è cresciuto di circa 5 milioni,
raggiungendo circa i 202 milioni complessivi nel
2013.
Se i trend attuali dovessero continuare, la
disoccupazione globale è destinata a peggiorare
gradualmente, raggiungendo più di 215 milioni di
senza lavoro nel 2018.
Torna a
CONSEGUENZE
CRISI ATTUALE
l’ILO prevede che circa 40 milioni di nuovi posti di
lavoro verranno creati ogni anno, numero inferiore ai
42,6 milioni di persone che ci aspetta entrino nel
mercato del lavoro ogni anno.
Il tasso di disoccupazione globale rimarrà più o meno
costante nel corso dei prossimi 5 anni, di mezzo
punto percentuale più elevato rispetto al periodo precrisi.
L’ILO aveva avvisato negli anni scorsi che la
disoccupazione avrebbe continuato a colpire
prevalentemente i giovani nel 2013. Infatti, in paesi
come la Spagna e la Grecia, la disoccupazione
giovanile rimane al di sopra del 50% e non mostra
segnali di ripresa nonostante i miglioramenti nelle
economie di questi paesi.
Disoccupazione 2014
La seconda guerra mondiale iniziò nel settembre 1939 con
l’invasione tedesca della Polonia. Dopo questo atto Francia e Gran
Bretagna dichiararono guerra alla Germania. Hitler rispose
occupando Belgio e Olanda e attaccò la Francia che si arrese.
Intanto entrò in guerra anche l’Italia, accanto alla Germania. Dopo
la sconfitta francese, Italia, Germania e Giappone firmarono il
Patto tripartito. La battaglia d’Inghilterra iniziò nell’agosto 1940
dove la Gran Bretagna resistette a un attacco aereo dei tedeschi.
Nel 1941 Hitler invase anche la Russia ma il freddo dell’inverno e
l’Armata rossa fermarono l’avanzata tedesca. La guerra divenne
mondiale dopo l’entrata degli Usa nel 1942 dopo un attacco a
sorpresa aereo da parte del Giappone a Pearl Harbor. Con l’entrata
in guerra degli Stati Uniti si costituì l’Alleanza delle Nazioni Unite,
che associava 26 Paesi. Il 10 luglio 1943 gli anglo-americani
sbarcarono in Sicilia e la occuparono. Mussolini venne destituito. Il
re nominò capo del governo il maresciallo Badoglio che l’8 settembre
firmò l’armistizio. Mentre inglesi e americani avanzavano sul fronte
italiano e francese, Roosevelt, Churchill e Stalin si incontrarono a
Yalta nel febbraio 1945 e stabilirono come dividere l’Europa.
Intanto, in Italia, Mussolini aveva ricostruito uno Stato fascista, la
Repubblica sociale italiana. Nel Paese si formò un movimento
chiamato Resistenza contro i nazifascisti. Il 7 maggio 1945 la
Germania perse, seguita dal Giappone devastato dalle bombe
atomiche di Hiroshima e Nagasaki. I trattati di pace furono firmati
a Parigi nel febbraio 1947.
Torna a USCITA DALLA CRISI
DEL ‘29
Torna a
NAZISMO
Benito Mussolini (Dovia di Predappio, 29 luglio
1883 – Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945), è
stato un uomo politico, giornalista e dittatore
italiano.
Fondatore del fascismo, salì al potere con la
forza dopo la Marcia su Roma del 28 ottobre
1922, diventando Presidente del Consiglio del
Regno d'Italia li 31 ottobre 1922. Fu esponente di
spicco del Partito Socialista Italiano e convinto
anti-interventista negli anni della guerra, nel 1914
cambiò radicalmente opinione, dichiarandosi a
favore dell'intervento in guerra. Nel contesto di
forte instabilità politica e sociale successivo alla
Grande Guerra, puntò alla presa del potere
forzando la mano alle istituzioni. Instaurò nel
gennaio 1925 la dittatura, risolvendo con forza la
delicata situazione venutasi a creare dopo
l'assassinio di Giacomo Matteotti. Nel 1935,
Mussolini decise di occupare l'Etiopia, provocando
l'isolamento internazionale dell'Italia. Si avvicinò
alla Germania Nazista di Adolf Hitler, con il quale
stabilì un legame che culminò con il Patto
d'Acciaio nel 1939. È in questo periodo che furono
approvate in Italia le leggi razziali.
Nel 1940, ritenendo ormai prossima la vittoria
della Germania, fece entrare l'Italia nella
seconda guerra mondiale al fianco di quest'ultima.
In seguito alle disfatte subite dalle Forze Armate
,fu arrestato per ordine del Re e liberato poi da
nazisti. Fondò così nel nord Italia la Repubblica di
Salò, fu nuovamente arrestato e tentò la fuga che
si concluse con la sua fucilazione da parte degli
italiani il 28 Aprile del 1945.
Torna a CRISI IN ITALIA NEL
PASSATO
Nel 1920 venne fondato a Monaco di
Baviera il Partito nazionalsocialista dei
lavoratori tedeschi, noto come Partito
Nazista. Fin dalla sua fondazione il capo fu
Adolf Hitler, un uomo di 31 anni che aveva
combattuto la 1^ guerra mondiale. Il
Partito Nazista era di estrema destra e si
proponeva di combattere con le forze
politiche socialiste anche usando la
violenza. Ispirandosi ai fascisti italiani,
anche i nazisti crearono un’ organizzazione
di tipo militare: i “reparti d’assalto” o SA
e le “sezioni di sicurezza” o SS. Il Partito
Nazista era molto influenzato dal
fascismo italiano infatti, come Mussolini,
anche Hitler era un “leader carismatico”,
cioè riusciva a convincere chi lo ascoltava.
Questo regime può essere considerato
come la causa della Seconda guerra
mondiale.
Adolf Hitler è nato a Braunau am Inn il 20 aprile 1889 e
nel corso della sua vita è stato un politico austriaco. Fu
il capo del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori
tedeschi, noto come Partito Nazista. Fin dall’inizio
Hitler ha una politica razzista, cioè che pensava che le
razze esistessero e che c’era una precisa gerarchia in
base alla quale le razze superiori hanno il diritto di
sottomettere quelle inferiori e di dominare il mondo. La
razza superiore era quella tedesca chiamata razza
ariana mentre quella inferiore era quella ebrea che
doveva essere eliminata. Questo pensiero è chiamato
antisemitismo. Hitler pensava che la Germania dovesse
avere uno SPAZIO VITALE e pertanto ad espandersi su
altri territori. Nel 1923 Hitler tenta un colpo si stato
ma viene arrestato. In prigione scrive il “Mein Kampf”
ossia “la mia lotta” in cui venivano presentati la sua
ideologia razzista e i suoi progetti politici. Nel 1933
Hitler viene nominato cancelliere e in poco tempo
instaura una dittatura. Nel 1934 muore il presidente
tedesco e viene attribuito il titolo di Fuhrer. Lo stato
tedesco diventa il 3° Reich cioè terzo impero. Muore a
Berlino il 30 aprile 1945.
Torna a BENITO
MUSSOLINI
Torna a NAZISMO
Torna a CRISI IN GERMANIA
NEL PASSATO
Con l'espressione Martedì nero
(detto anche Big Crash) ci si
riferisce al giorno del crollo della
borsa valori avvenuto il 29 ottobre
1929 a New York, presso lo Stock
Exchange, sede del mercato
finanziario più importante per
volume degli Stati Uniti. In seguito
l'espressione è stata utilizzata in
altre occasioni di crisi di minore
entità, al fine di enfatizzarne la
gravità o a titolo di confronto per
indicare un giorno particolarmente
negativo in borsa. La settimana
precedente c'era stato il giovedì
nero, in cui ci furono i primi segnali
del crollo che sarebbe seguito di lì a
poco.
Ritorna a CROLLO DELLA BORSA

similar documents