DeSeCo

Report
Definire e selezionare le
competenze degli adulti
Un percorso di lettura delle due edizioni di
OCSE DE SE CO Defining and Selecting Key
Competencies, l2001 cura di D. S.Rychen e
L.H.Salganik (Hogrefe e Huber- Seattle
.Toronto.Bern. Göttingen)
La strategia del lifelong learning for all
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Annin novanta del novecento si manifesta la necessità di sostenere/ inventare ex
novo una strategia per il Lifelong Learning for All ( 1996, nel comunicato del
Comitato Educazione a livello dei ministri dei paesi aderenti all’OCS).
Le articolazioni che caratterizzano questa prospettiva sono:
consolidare le basi dell’apprendimento per tutta la vita ( accesso per tutti/e
all’istruzione, promozione di opportunità educative formali e non formali)
stabilire collegamenti coerenti tra formazione e lavoro ( transizione iniziale,
valorizzazione di capacità e competenze comunque acquisite)
riesaminare ruoli e compiti di tutti i “responsabili”– compresi i pubblici poteri , ma
anche l’insieme della società civile – che offrono possibilità e occasioni di
apprendimento
creare incentivi perché singoli individui, imprenditori e quanti forniscono
istruzione/ formazione investano di più nel life long learning e ne garantiscano
qualità
- Oecd –Ocde Lifelong Learning for All – Paris, 1996 – ( edizione italiana
Apprendere a tutte le età – Roma 1997)
quale scuola/formazione per il domani
quale apprendimento per il domani.
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- come stabilire i punti di partenza per definire i nuovi percorsi, le
articolazioni di questi, i possibili punti di caduta e le svolte positive,
in modo da non rendere vuoto esercizio retorico l’appello al
lifelong learning for All?
• - come evitare il rischio che la ricerca stessa, dopo una prima fase ,
che si potrebbe dire di innovativa ricognizione, si blocchi e traduca
una istanza evolutiva di riconoscimenti, producibili in successivi
esercizi di indagine, in schemi ripetitivi, poco reattivi a cogliere i
cambiamenti, che continuamente si producono?
• Se l’educazione, nei suoi aspetti antropologici e istituzionali, non
può sfuggire alla contraddizione di aspirare sempre a cercare di
produrre eguaglianza, ma nello stesso tempo di riprodurre sempre
disuguaglianza, non solo a causa delle sue manchevolezze, ma
anche in virtù della sua efficacia, ci si può accontentare di una
macchina fotografica che osserva soggetti diversi, colti sempre
sotto la stessa luce e con la stessa apertura di obiettivo?
Origine e sviluppo di DeSeCo
• Nel 1997, Ocse lancia il progetto Defining and Selecting key
Competencies; l’obiettivo è produrre un quadro complesso, ricco
di riferimenti significativi, che facciano emergere un gruppo di
competenze, fortemente strutturanti (competenze chiave) basilari
per la prospettiva del life long learning, e indicatori validi per
accertarne la presenza entro i vari contesti nazionali e
transnazionali.
• L’indagine ha il carattere delle ricerche istituzionali, ma
interloquisce utilmente con la ricerca accademica, non riflette
soltanto sul prodotto delle attività formali di apprendimento o su
quello del mondo del lavoro e neanche soltanto su quello che
appare più facilmente evidente al senso comune, ma studia
competenze che abbiano una valenza sociale in senso individuale e
collettivo e potenzialità evolutive in un mondo segnato dalla
dimensione del cambiamento
Literacy -competenza alfabetica
funzionale
• Il progetto contiene una duplice prospettiva :fondare strumenti per
operazioni complesse di assessment e indicare i contenuti
indispensabili per rendere efficaci le strategie di lifelong learning
• programma DNSC (Developing National Statistical Capacity Building
for Monitoring of Education for ALL - Unesco 2003) a sostegno del
programma EFA ( Education for ALL), per registrare la popolazione
alfabetizzata e analfabeta nel mondo, non solo secondo i parametri
dell’alfabetizzazione “strumentale”, ma interpretando la diffusione
di competenze funzionali ( literacy).
• W.S.Gray ( 1956)- The Teaching of Reading and Writing : an
International Survey – Unesco -Paris-
Le domande di DESECO (2001-2003)
Cinque domande restano uguali nei due testi:
• 1) E’ possibile identificare un insieme di competenze di primaria importanza necessarie a garantire
agire e partecipazione efficace nei diversi ambiti (economici, politici, sociali e familiari) in cui la vita
si svolge, positive relazioni interpersonali a livello pubblico e privato e un adeguato sviluppo
personale?
• 2) Se questo è possibile, qual è la natura di queste competenze e cosa le distingue in quanto
competenze chiave? Come è possibile descriverle e giustificarle dal punto di vista teorico?
• 3) Queste competenze agiscono indipendentemente o devono essere viste come una costellazione
(insieme) di aspetti interdipendenti?
• 4) Fino a che punto queste competenze restano le stesse, sempre uguali, al di là di condizioni
sociali, economiche e culturali?
• 5) In quale misura è possibile identificare competenze chiave senza correlarle all’età, al genere, alle
condizioni sociali, allo status professionale degli individui?
• Nel 2003 si aggiunge una sesta domanda : in che senso le risposte a questi quesiti sono utili allo
scopo di sviluppare e interpretare indicatori e standard?
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D.S.Rychen, L.Hersh Salganik ( 2003)– Key Competencies for a Successful Life and a WellFunctioning Society– H&H- Seattle-Toronto-Bern-Göttingen
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Identificare e valutare
• L’inserimento di questa sesta domanda chiarisce la
curvatura, che il progetto viene assumendo; pur
mantenendo il primitivo impianto, si precisano due
direzioni che non coincidono completamente: la necessità
di identificare un gruppo ben definito di competenze e
nello stesso tempo di valutarle come stabili/ immutabili al
di là di condizioni contingenti. Il legame tra definizione,
identificazione di competenze chiave e sviluppo di
politiche, volte a garantire l’esercizio dei diritti di
cittadinanza, rimane centrale, ma la necessità di dare
stabilità ( concettuale/ teorica, ma anche temporale) a
indicatori e standard misurabili è finalizzata soprattutto a
sostenere indagini longitudinali, fissazione di variabili ,
confronti con repertori statistici istituzionali.
Quali sono le competenze di individui e di gruppi sociali che siano
a tutti gli effetti attori autonomamente responsabili?
• Ambiguità insita nel concetto stesso di competenza: una generale
disposizione a conoscere e fare e, nello stesso tempo, una expertise
che si esprime solo in ambiti precisi; l’approccio da diversi punti di
vista permette di studiare set/ insiemi di competenze chiave, che,
per approssimazioni successive, chiariscono il tema.
• F.Weinert :l’inflazione del concetto di competenza pone la
necessità di andare al di là della formula generica che afferma che
“competenza è sempre qualcosa di più che il sapere soltanto o
l’esperienza soltanto”. Le competenze chiave sono costellazioni
di competenze, che costituiscono le diverse dimensioni della
intelligenza pratica e che non implicano elevati livelli di intelligenza
o di educazione formale
• F.E.Weinert, Concept of competence:a conceptual clarification in
D.S.Rychen, L.Hersh Salganik ( 2001)– Defining and Selecting Key
Competencies – H&H- Seattle-Toronto-Bern-Göttingen)
Una buona vita e una buona società
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Competenze per (coping ) fronteggiare/ convivere con la complessità sono le capacità di concepire la
casualità/contingenza e l’incertezza delle diverse situazioni che occorrono nella vita di individui e società. La cifra
del mondo si trova nella incerta realtà di mutevoli situazioni economiche e sociali; la flessibilità che oggi si
richiede al lavoratore e al cittadino è il sapersi adattare a un mondo imprevedibile, proprio perché
estremamente complesso.
Competenze percettive sono le capacità di discriminare tra ciò che è rilevante e ciò che non lo è, di aver a che fare
con la complessità che richiede di riconoscere modelli e schemi, di stabilire analogie tra situazioni globali
precedentemente sperimentate, e nuove situazioni in cui orientarsi.
Competenze normative sono le capacità di porsi problemi relativi a norme, valutazioni, beni, valori, significati,
limiti: “cosa devo fare?” “che cosa avrebbe dovuto fare un’altra persona?” Decisioni e riflessioni, giustificazioni per
quello che facciamo sono elementi profondamente interiorizzati, ma questo non impedisce che siano / debbano
essere ogni volta autonomamente accettati.
Competenze Cooperative, queste competenze non esprimono qualità morali come l’egoismo o l’altruismo, ma
sono forme di benevolenza, capacità di fidarsi ed affidarsi agli altri. Le società sono segnate da conflitti di
interesse, ma anche da identità di interessi, in questo senso le competenze cooperative sono alla base del capitale
sociale, determinando differenze nella produttività, ma anche nello star bene sociale.
Competenze narrative- saper dare un senso alle proprie esperienze, a quello che accade nella vita, saper far
emergere modelli e schemi di coerenza nella complessità di questa e far intravvedere soluzioni possibili
alternative, sensibilità per attribuire senso a quello che è accaduto, ma nello stesso senso percezione di quello
che può cambiare
M.Canto-Sperber,Jp.Dupuy, Competencies for the Good Life and the Good Society in D.S.Rychen, L.Hersh Salganik (
2001)– Defining and Selecting Key Competencies – H&H- Seattle-Toronto-Bern-Göttingen)
J.Rawls (1972) A theory of justice ,Oxford university press, New York
F.Fukuyama,(1995), Trust. The social virtues and the creation of prosperity, The free press , New York
Tre modelli di essere umano
competente
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Il puzzle solver - è basato sull’assunto che decidere razionalmente è nello stesso tempo un valore e un
obiettivo perseguibile: c’è una sola risposta che può arrivare alla conclusione di un processo logico lineare,
escludendo fattori di distorsione e distrazione secondo un processo di razionalità convergente.
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Il narratore - esprime la capacità di interpretare e decodificare suggestioni linguistiche e para linguistiche,
che enfatizza i processi di interazione sociale. E’ una dimensione ermeneutica in cui narrazione, segni,
simboli, strutture retoriche sono caratteristiche della trasmissione culturale e della costruzione di senso.
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L’utilizzatore di strumenti- questo modello sviluppa l’idea che gli individui incontrano il proprio mondo
attraverso gli strumenti, che usano, e che questi incontri configurano il modo in cui producono senso e
diventano competenti. Lo strumento non è un mediatore passivo tra il progetto individuale e il mondo
esterno, ma è una parte attiva del dialogo tra individuo e ambiente.
Gardner(1999) guida l’esplorazione alla tensione tra innovazione e continuità, permettendo di esplicitare le
valenze educative di una prospettiva che evoca la capacità di superare la tradizione, di adattarsi alle nuove
generazioni, nella consapevolezza della crisi dei modelli tradizionali)
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J.Bruner (1996),The culture of Education, Cambridge, Harward University Press.
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H.Gardner (1999), The disciplined mind: What all students should understand, S&S, New York
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D.Golemann ( 1996) Emotional intelligence, Bloomsbury, London
Continuità/ innovazione
. Agire tra innovazione e continuità è in qualche misura una meta –
competenza, ed affrontare il tema di un mondo “tecnologizzato” richiama
altri ambiti di competenza che vengo raccolti , più che elencati, secondo un
terzo punto di vista:
• la competenza tecnologica; questa evoca la dimensione del tempo
( abilità di acquisire rapidamente nuove abilità), la capacità di interagire con
mondi continuamente modificati, e di padroneggiare diversità e dissonanze in
modo creativo. Questi mondi sono reti, forme inedite di comunità, in cui l’
esperienza si arricchisce , valorizzando stati affettivi, che orientano alla
comprensione e alla saggezza e chiedono al soggetto di assumere ruoli di
responsabilità sociale, misurando i propri obiettivi in vista del contesto di
riferimento.
• H.Haste Ambiguity, Autonomy, and Agency: Psychological Challenges to
New Competence in D.S.Rychen, L.Hersh Salganik ( 2001)– Defining and
Selecting Key Competencies – H&H- Seattle-Toronto-Bern-Göttingen
Competenze per la riuscita economica
Quali sono le competenze cruciali per la riuscita economica, necessarie nel mondo globale a garantire
ritorni economici nella economia che esiste, non in una economia idealized that might exist.?
• Abilità / competenze di base di literacy e di numeracy e familiarità con le nuove tecnologie
producono effetti nel lungo periodo, perché facilitano una comunicazione efficace e una
disposizione ad adattarsi al mutamento; l’organizzazione del lavoro si trasforma verso forme nuove
di lavoro di gruppo e tutto questo richiede capacità di mobilitare la intelligenza emozionale, come
fonte per sviluppare l’abilità di relazionarsi con gli altri.
• Questo ultimo approccio suscita alcuni quesiti: è possibile trattare le singole competenze
separatamente l’una dall’altra? se ne può quantificare il possesso al fine di definire livelli soglia (
minimum requirement)? quali sono le fasi della vita in cui si determinano processi di acquisizione
e di obsolescenza?
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Nello stesso tempo resta implicita la domanda di fondo: il modo in cui queste competenze si
distribuiscono tra popolazioni, appartenenti a contesti sociali diversi, sono utili per formulare
ipotesi sui livelli di partecipazione dei cittadini alla vita democratica di un paese?
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F.Levy, R.J.Murnane, Key competencies Critical to Economic, Success in D.S.Rychen, L.Hersh Salganik
( 2001)– Defining and Selecting Key Competencies – H&H- Seattle-Toronto-Bern-Göttingen)
Il modello della demand oriented
competence
L’ipotesi è che la struttura interna della competenza agisce e si rivela entro un contesto, un ambito, in
cui si determina la necessità di utilizzarla.
• Tre contesti, il settore educativo, il settore economico, e “altri contesti”(relazionarsi con altri,
cooperare, trattare e risolvere i conflitti), sono i contenitori entro i quali gli individui e i gruppi
agiscono in società economiche caratterizzate dalla prospettiva della partecipazione e della
cittadinanza. Questi contenitori guidano quindi la selezione, la definizione, la qualità e i livelli di
competenze necessarie, valorizzano gli aspetti che consentono di produrre “misurazioni”, e
escludono programmaticamente, e non potrebbe essere altrimenti, tutto ciò che non è misurabile.
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due indagini OCSE: IALS ( International Adult Literacy Survey) e ALL ( Adult literacy and Life skills) in
quanto raccolte di set di dati, utili per orientare le decisioni politiche e nello stesso tempo per
proporre modelli di cooperazione scientifica internazionale in vista dello ampliamento degli ambiti
da esplorare. IALS ha rilevato livelli educativi raggiunti e ritorni economici, ALL ha ampliato
l’ambito della osservazione alla misurazione dello stato di benessere fisico, allo impegno sociale e
alla familiarità con le nuove tecnologie.
D.S.Rychen, L.Hersh Salganik ( 2003)– A holistic Model of competence in Key Competencies for a
Successful Life and a Well-Functioning Society– H&H- Seattle-Toronto-Bern-Göttingen
T.Scott Murray ( 2003) Reflections on International Competence assessments, in D.S.Rychen, L.Hersh
Salganik – Key Competencies for a Successful Life and a Well-Functioning Society– H&H- SeattleToronto-Bern-Göttingen
OECD-OCDE, Literacy, Economy and Society (1995) - Literacy Skills for the Knowledge Society (1997).
OECD-OCDE, Learning a living (2005)
Strumenti metodologici
• Questionario, che esplora background socio- culturali ed economici.
L’informazione viene raccolta seguendo cinque criteri:
• incidenza (eventuale uso di questa abilità),
• frequenza (quante volte in un periodo dato),
• ambito in cui l’abilità è agita,
• complessità (il livello di impegno mentale speso),
• rilevanza critica (desiderabilità sociale, culturale o economica di
agire con efficacia una specifica abilità).
Il termine che viene adoperato è skill ( abilità, talento) e non
competenza, ed i criteri utilizzati per costruire misure e scale sono solo
i primi tre di quelli indicati sopra, gli ultimi due infatti non sono
traducibili in quantità misurabili
Competenze e capabilities
• Le condizioni che A.Sen indica come capabilities ,
come libertà di scegliere fra una serie di vite possibili
perché le capacità rappresentano la libertà individuale
di acquisire lo star bene, potranno mai essere oggetto
di misurazione e standardizzazione ? Attraverso quali
strumenti sarà possibile rappresentare allora quegli
ambiti “non misurabili”, che pure la riflessione sulle
competenze evidenzia come capacità di
interpretazione, attribuzione di senso, capacità di
negoziazione, comprensione e saggezza
Amartya Sen ( 2009), The idea of justice, Harvard
University Press.

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