Storie in scatola - Fucina delle idee

Report
CIDI Firenze, 11 maggio 2014
Scuola dell’Infanzia «La barca a vela»
Istituto comprensivo di Vinci
Storie in scatola
da Cornell… alla costruzione di storie
Simonetta Baldacci
Rosetta Gariboli
La piccola scatola
La piccola scatola mette i primi dentini
e cresce un poco in lunghezza
e pure in larghezza e in profondità
e in tutto quello che ha
…l’armadio in cui stava dentro
sta ora dentro di lei
lei cresce e diventa più grande
Adesso la stanza sta dentro di lei
non solo, ci stanno la casa il borgo
la terra e il mondo in cui prima abitava…
VASKO POPA
JOSEPH CORNELL
Il cacciatore di immagini
La poesia ‘‘La piccola scatola’’ del poeta serbo Vasko Popa ci aiuta a entrare nel
mondo di J. Cornell, un artista che Charles Simic definisce “Il cacciatore di
immagini”.
Immagini che, come afferma lo stesso Simic…
“Partecipano sia della realtà, sia del sogno e di qualche altra cosa che non ha nome.
Tentano lo spettatore in due direzioni opposte. La prima porta a guardare e ad
ammirare l’eleganza e le altre caratteristiche visive della composizione. la seconda, a
creare storie intorno a quanto si vede. Nell’arte di Cornell, l’occhio e la lingua sono
in contrasto tra loro. Né l’una né l’altra bastano, da soli. Solo mescolandosi danno
vita alla terza immagine.”
Charles Simic, Il cacciatore di immagini, Adelphi Editore, Milano, 2005, p.99-100
Sono questi i motivi per cui, imitare Cornell
nella realizzazione delle “scatole”, ci è sembrato
un terreno fertile da esplorare nell’ambito dei
percorsi di educazione linguistica proposti
dalla Prof. Maria Piscitelli.
I percorsi di educazione linguistica
per la Scuola dell’Infanzia
Hanno come obiettivo lo sviluppo delle
competenze necessarie alla narrazione
attraverso la costruzione di storie
Contribuiscono alla formazione della
consapevolezza fonologica, pragmatica e
testuale
Agiscono in un ottica di curricolarità
verticale
Costruire una storia
Nel costruire una storia un bambino si
trova costretto a confrontarsi con le
numerose componenti che entrano in
gioco…
Il mondo interiore
Il vissuto
Le emozioni
…
Emergono in maniera elencativa e disordinata
si scontrano con…
La necessità di dare una struttura logica al
discorso
Quindi è necessario…
Ascoltare
Raccogliere
Ordinare
Restituire
Le parole del bambino
Per favorire la costruzione delle
conoscenze necessarie alla narrazione
IMMAGINARIO
un aiuto fondamentale nella costruzione
di storie perché consente di…
Passare dal possibile all’impossibile in
maniera consapevole e rassicurante
Formulare ipotesi
Trovare soluzioni
Sviluppare capacità simboliche
LA COSTRUZIONE DELLE SCATOLE
Partendo dalle tematiche che fanno da sfondo
ai percorsi di educazione linguistica, abbiamo
proposto la realizzazione di scatole nelle quali
inserire le ‘‘immagini’’ emerse nell’ambito dei
percorsi stessi.
I bambini hanno portato a scuola le scatole di
cartone che sono state ricoperte usando la
tecnica della cartapesta e colorate
La ricerca e l’assemblaggio di materiali vari hanno
dato la possibilità di allestire micromondi abitati da
personaggi e luoghi nati dall’immaginario
La costruzione della storia
L’operazione finale che abbiamo chiesto ai bambini di
effettuare è stata quella di avvicinare e unire le scatole
costruite.
Sono nati così “Il castello delle bolle” e “L’onda”.
Due grandi installazioni simbolo di micromondi che si
incontrano, dialogano e permettono la costruzione di una
storia appartenente a tutto il gruppo.
IL CASTELLO DELLE BOLLE
Nell’ambito del percorso “Noi come bolle di sapone”,
proposto alla sezione dei tre anni, i bambini hanno
immaginato di formare grandi bolle di sapone che
innalzandosi nell’aria hanno dato forma ai
personaggi che abitano un Castello: la bolla Gatto,
la bolla Stella, la bolla Rana, la bolla Sole…
Ogni personaggio abita una stanza del Castello e ogni scatola
rappresenta una stanza, all’interno della quale si sviluppa la
microstoria raccontata dal bambino.
Storie in scatola…
Durante la costruzione della scatola o immediatamente dopo,
l’insegnante invita il bambino a raccontare e, attraverso il
dialogo, lo aiuta a definire luoghi, personaggi, azioni e a
intuire primi semplici nessi causali.
Ins. “E’ bella la tua stanza…chi ci abita?”
- Ci sta la bolla Farfalla…è tutta nera!
Ins “…nera?”
- Si è una farfalla tutta nera…però la stanza è marrone…
Ins.”…ci sono tante cose in questa stanza…”
- C’è il pollo e la ciccia…
Ins.”Va a mangiare nella sua stanza…
- Sempre…e poi gli piace il pollo e la ciccia e li mangia sempre…
Ins.” …mangia tanto…e poi?
- Poi gioca con questo…è un bastoncino di legno…poi dorme…
Ins.”Mi fai vedere dove dorme?”
- Di notte dorme qui, sotto le conchiglie…c’è anche la sabbia…
Ins.”…e quando si sveglia?”
- Si lava le ali con il sapone e poi si sciacqua…anche a me mi da noia la sabbia e mamma mi lava…
Ins.”Sono molto interessanti le cose che mi hai detto. Le posso scrivere?”
- Si…poi leggi?
Ins. “La bolla Farfalla tutta nera abita in una stanza marrone.
Le piace giocare con un bastoncino di legno e mangiare la ciccia e il pollo.
La notte va a dormire sotto le conchiglie, ma c’è un po’ di sabbia e quando si sveglia si lava le ali con il
sapone e poi si sciacqua !”
Va bene?
- Si, però dorme anche se è stanca…
ASCOLTARE E RACCOGLIERE
LE PAROLE DEL BAMBINO…
…consente di capire l’idea di lingua che ha quel
bambino e di partire da quel bagaglio
linguistico per avviarlo ad averne sempre più
consapevolezza e padronanza d’uso.
ORDINARE E RESTITUIRE
LE PAROLE DEL BAMBINO…
…affinchè il bambino possa fare esperienza di un
linguaggio logico-strutturato, avviarsi alla
costruzione di un testo narrativo e intuire che il
parlato può essere scritto (…è interessante…lo posso
scrivere?) e che se è scritto può essere letto,
verificato e modificato (…però dorme anche se è
stanca…).
NEL CASTELLO
“Nella stanza gialla ci sta la Bolla Farfalla Linda.
C’ha la copertina nera per dormire.
Poi c’ha un fiore che si mette sulla passata e la bicicletta per andare
al parco.
E’ una bolla bella e c’ha la collana”
la descrizione della scatola è quella indicata dal bambino, quindi non ancora ordinata e restituita dall'insegnante
“La Bolla Gatto sta nella stanza celeste.
C’è il cuscino tondo e il letto, poi ci sono le cose da mangiare…e
la tavola.
Quello bianco è il cuscino per saltare.
Ha un cavallo…lo prende e va alla COOP”
”La mia Bolla Sole sta nel castello delle Bolle…nella stanza
bella viola.
Dorme e si sveglia e va alla COOP con il cavallo della Bolla
Gatto.
Però alla stanza ci manca la porta e la luce!”
“La Bolla Mago va nella sua stanza.
C'è il cuscino e i gioielli.
Quando esce cammina nel castello e va a chiamare il bambino e il
lupo.
Il Mago è bravo e il bambino e il lupo sono birboni…le bolle sono
brave”.
“La Bolla Stella vola quando c’è buio.
Di giorno va a letto nella stanza rosa dove ci sono le fotografie
con la mamma della Stella. Nella stanza rosa gioca e balla con
la musica”
La costruzione del castello
Davanti al Castello i bambini
continuano il loro racconto.
Smontano le microstorie
negoziando e combinando
tra loro luoghi, personaggi e azioni, determinando così
l’emergere di un evento frutto della scoperta di relazioni causali.
Le storie di ognuno si ricompongono in un nuovo contesto appartenente
a tutto il gruppo:…la bolla Vespa esce dalla sua scatola-stanza per
andare a scoppiare le altre bolle…la bolla Mago insegnerà a tutti la
formula magica per scacciarla via per sempre.
L’ONDA
La costruzione di questa seconda installazione è
espressione del percorso Bruitage, nel corso del
quale l’ascolto di suoni e rumori evocativi di un
ambiente marino ha dato al bambino gli elementi
necessari alla costruzione di una storia.
I bambini ricordano Il Castello delle Bolle, per cui
affrontano questa seconda esperienza con
maggior consapevolezza.
Mettono nella scatola il loro mare e raccontano,
intuendo che avvicinando le scatole potranno
costruire un nuovo mare e nuove storie…
- La mia scatola è un pezzettino di mare!
- …mettiamole insieme e facciamo un mare gigante..
- Come il Castello delle Bolle!
- Un Castello d’acqua..
- …un castello a onda…
- Facciamo un’onda alta che vuol dire che c’è il mare
mosso
- Un mare mosso di scatole
Mi racconti il tuo mare?
“In mezzo al mare c’è una donna che nuota. E’ una Sirena.
Vede tanti pesci, si spaventa e scappa. Arriva un elicottero rosso.
La Sirena monta sull’elicottero e ritorna nella sua casa”
“Una balena aveva ingoiato tutte queste cose…anche la
Sirena…
Non aveva masticato niente e tutti riescono a scappare. Vanno
sulla spiaggia e si addormentano. Non sono tanto contenti,
ma poi arriva un Principe che dà un bacino alla Sirena e alla
Sirena spuntano le gambe. Poi vanno al ballo e si sposano.”
“I pinguini vanno alla festa di compleanno della balena.
La mamma ha preparato una torta con il cioccolato e si è messa gli orecchini
e il vestito bello con le scarpe con i tacchi.
Alla festa c’è il tappeto elastico. Tutti ci saltano sopra e poi mangiano la
torta.
Mentre salta sul tappeto la balena si fa male a una pinna. La portano
all’ospedale e ci mettono un cerotto…allora i pinguini la salutano e
ritornano a casa.”
“Il mare è calmo. La tartaruga era sulla spiaggia vicino al
faro…poi va in mezzo alle alghe e si impaurisce perché non vede
niente. Vuole tornare a casa, ma non trova la strada. Un polpo
la aiuta….la prende per una zampa e nuotano insieme.
Incontrano uno squalo e riescono a scappare. Arrivano a casa e
la tartaruga fa da mangiare per tutti.”
La costruzione dell’onda
UNA SCATOLA CHE NON HA CONFINI
Ancora una volta le microstorie si incontrano
raccontando una nuova storia, frutto del dialogo
di luoghi e personaggi nati dall’immaginario.
Un immaginario che rappresenta anche il mondo
del bambino che ha costruito la scatola. Pertanto,
l’assemblaggio dei materiali non è mai casuale,
ma è ricerca di significati, contenuti, armonie.
E’ memoria di esperienze, racconti, incontri
vissuti dal bambino.
Una scatola che grazie ai suoi confini permette la
libertà di non averne…

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