depressione - Università degli Studi di Bologna

Report
Dr.ssa Laura Mandelli, Psicologa
Dr. Stefano Porcelli, Medico
Università degli Studi di Bologna,
Istituto P. Ottonello di Psichiatria
V.Le C. Pepoli 5, 40123 Bologna
Capire la depressione
Cosa è la depressione
Quali sono le cause
Come si sviluppa
Come se ne guarisce
Come riconoscere e prevenire le
ricadute
1. Non siete soli
Anche se conoscete altre persone che ne
soffrono, sappiate che:
 1/20 soffre attualmente di depressione,
sufficientemente grave da richiedere
trattamento
 1/5 svilupperà una forma depressiva
nell’arco della sua vita
1. Non siete soli
 Sintomi di tipo depressivo sono quelli
riportati con maggiore frequenza ai medici
di base
 Il 2% dei bambini ed il 5% degli adolescenti
soffre di depressione
 Le persone oltre i 65 anni hanno un rischio 4
volte maggiore di soffrire di depressione
rispetto alla popolazione generale
1. Non siete soli
 La depressione è il 2° più importante
problema di salute pubblica nei paesi
industrializzati, dopo le malattie
cardiovascolari
 La depressione è una malattia
epidemica, in aumento
2. Se ne avete bisogno, cercate
aiuto!
 Non esitate a chiamare il vostro dottore
 Se pensate alla morte e ne siete
spaventati, chiamate il 118, il vostro
medico, andate al pronto soccorso, una
linea telefonica di supporto psicologico
2. Se ne avete bisogno, cercate
aiuto!
 E bene chiedere aiuto anche quando:
Ci si sente “distaccati”
 Si ha la sensazione di perdere il controllo
 di stare per fare qualcosa di cui ci si pentirà
 si ricorre ad alcool, droghe o altre sostanze
per avere sollievo o far fronte alle difficoltà
 Si ha la sensazione di essere isolati e di non
avere nessuno a cui rivolgersi

2. Se ne avete bisogno, cercate
aiuto!
 Non è il momento di “essere
coraggiosi” e tentare di “andare
avanti da soli”
 In realtà, per chiedere aiuto ci
vuole un coraggio enorme !!
3. Non bisogna per forza
“sopportare” la sofferenza
 Più dell’80% delle persone depresse
possono essere curate con successo
 Solo raramente sono necessari trattamenti
di lunga durata e costosi
 Il trattamento della depressione oggi si
basa sull’uso combinato di farmaci e
psicoterapie brevi (10-20 sessioni)
3. Non bisogna per forza
“sopportare” la sofferenza
E qualunque sia il costo, è più che
compensato in una maggiore
produttività, efficienza, salute fisica,
migliori rapporti e gioia di vivere.
3. “Non riesco a fare anche questo!”
 E’ frequente che le persone depresse pensino
“basta”, “ne ho abbastanza”, “non ce la faccio più”
 Il trattamento sembra essere un carico ulteriore
a tutto ciò, in realtà un trattamento efficace
alleggerirà il vostro peso
3. “Non riesco a fare anche questo!”
 Le persone che rispondono al trattamento
migliorano rapidamente. Non ci si sentirà
subito bene, ma la sensazione di essere
oppressi, oberati e sopraffatti diminuisce in
breve tempo
IL TRATTAMENTO PER LA DEPRESSIONE
NON PRENDE TEMPO, FA TEMPO
3. “Perché preoccuparsi?”
“Che importa?” “A cosa serve?” “Perché farlo?”
Questi pensieri allontanano dal cercare una cura.
Circolo vizioso:
La depressione non curata si aggrava, la vita
sembra sempre più inutile, così come le cure
3. “Perché preoccuparsi?”
LA DEPRESSIONE è una MALATTIA
che ci DERUBA del SIGNIFICATO
DELLA VITA
del GUARIRE DALLA MALATTIA
STESSA!!
4. Non è colpa tua
 Tu non hai fatto nulla per diventare
depresso, nessuno vuole esserlo!
 Se hai fallito in qualcosa, non è il
fallimento a causare la depressione
 La depressione è una MALATTIA
 Che colpa si ha nell’avere l’asma, il diabete,
un problema di cuore o qualsiasi altra
malattia?
4. Non è colpa tua
 Se sei depresso, non hai ragione di
biasimare te stesso o di sentirti in colpa
 Il senso di colpa è un sintomo della
depressione
 Non sentirti in colpa neppure di sentirti in
colpa!
 La depressione ha anche delle componenti ereditarie.
In aggiunta la vita è piena di dossi e buche che non
possono essere evitate.
4. Non è colpa di nessun altro
 Talvolta ci si sente vittime delle
circostanze, e più che depressi, ci si sente
“oppressi”
 La depressione è una MALATTIA che
viene in qualche modo, come qualsiasi
altra malattia medica
 E non è colpa di nessuno!
4. Non è colpa di nessun altro
 Dei tuoi genitori
 Di tuoi marito/moglie, fidanzato/a
 Dei tuoi figli
 Del tuo capo
 Della Società
 Di Dio
 Non è colpa di nessuno!
Vi è capitato?
 Mi sento solo / diverso
 Devo farcela da solo
 Niente potrà aiutarmi
 E’ colpa mia, sono io la causa di quello che
mi accade
 E’ colpa degli altri, …
Alcune regole da mettere
subito in pratica
1.
FARE ESERCIZIO FISICO
Almeno 3 volte a settimana per
30/45 minuti
L’attività fisica aumenta la
produzione di ENDORFINE
Alcune regole da mettere
subito in pratica
2.
ESPORSI AL SOLE
L’ideale è un’ora al giorno
La luce del sole stimola la produzione di
serotonina
E’ indicato soprattutto nelle
forme autunnali-invernali
Alcune regole da mettere
subito in pratica
3.
STARE A CONTATTO CON LA
NATURA
Il contatto con la natura ha
un potente effetto
antidepressivo
Alcune regole da mettere
subito in pratica
4.
MANGIARE CIBI SANI
Evita gli alimenti industriali, zucchero
raffinato, insaccati, cibi da fast-food
Molta frutta e verdura, fresche e crude,
meglio se biologiche
Alcune regole da mettere
subito in pratica
5.
ASSUMERE OMEGA-3
Pesce azzurro, salmone, semi di lino,
integratori
Alcune regole da mettere
subito in pratica
6.
ASSUMERE VITAMINE B
Le vitamine B aiutano il sistema nervoso
in molti modi
Sono di grande aiuto per la
depressione
Alcune regole da mettere
subito in pratica
7.
COLTIVARE LE AMICIZIE
La depressione porta ad isolamento
Bisogna combattere il desiderio
di isolarsi e cercare di stare a
contatto con gli altri
Alcune regole da mettere
subito in pratica
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Esercizio fisico
Stare al sole
Stare nella natura
Mangiare sano
Omega-3
Vitamine B
Coltivare le amicizie
COSA E’ LA DEPRESSIONE
TERMINOLOGIA
 DEPRESSIONE. Parliamo di “depressione
clinica”
 Non il normale dolore che segue ad una perdita
 Non la normale tristezza che segue ad un
avvenimento negativo
 MALATTIA
COSA E’ LA DEPRESSIONE
TERMINOLOGIA
 DEPRESSIONE MAGGIORE. La depressione
arriva, dura alcuni mesi e passa. La depressione
può tornare.
COSA E’ LA DEPRESSIONE
TERMINOLOGIA
 DEPRESSIONE CRONICA. E’ una forma di
depressione più lieve ma più duratura (> 2
anni), è detta DISTIMIA
COSA E’ LA DEPRESSIONE
TERMINOLOGIA
 DEPRESSIONE BIPOLARE. La depressione si
alterna a periodi di umore elevato, grandiosità,
azioni inappropriate e talvolta pericolose
I SINTOMI della DEPRESSIONE
UMORE
PENSIERO
CORPO
I SINTOMI della DEPRESSIONE
SFERA EMOTIVA
 Umore persistentemente triste, sentimenti
di “vuoto”
 Perdita di interesse o mancanza di piacere
nelle attività, inclusa la sessualità
 Tendenza al pianto
 Facile irritabilità o ansia, preoccupazione
I SINTOMI della DEPRESSIONE
SFERA COGNITIVA
 Sentimenti di colpa, indegnità
 Perdita di speranza
 Pessimismo, pensieri di rovina
 Difficoltà di concentrazione, di memoria,
a prendere decisioni
 Idee di morte, suicidio, tentativi di
suicidio
I SINTOMI della DEPRESSIONE
SFERA SOMATICA
 Mancanza di energie, affaticabilità,
stanchezza
 Alterazioni del sonno (insonnia, risveglio
precoce, ipersonnia)
 Alterazioni dell’appetito
(diminuzione/aumento dell’appetito e del peso)
 Pesantezza agli arti, dolori resistenti al
trattamento
I SINTOMI della DEPRESSIONE
Sul lavoro può accadere:
 Diminuzione della produttività
 Difficoltà emotive di fronte ai problemi
 Scarsa cooperazione
 Problemi di sicurezza, incidenti
 Assenteismo
 Lamentele, stanchezza
 Lamentele di dolorosità
 Uso di alcool e altre sostanze
INSORGENZA
GRADUALE: i sintomi si sviluppano
gradualmente nell’arco di alcune
settimane
IMPROVVISA: tutti i sintomi si
manifestano velocemente nell’arco di
pochi giorni
SEI DEPRESSO?
Si fa diagnosi di depressione se:
 almeno 5 sintomi sono presenti
 per la maggior parte della giornata
 per un periodo di almeno 2 settimane
 I sintomi causano un disagio importante e/o
interferiscono con il normale funzionamento
lavorativo, famigliare e sociale
SEI DEPRESSO?
Una persona può sentirsi giù, triste,
deluso o arrabiato, perfino tutte queste
cose insieme
Senza essere “clinicamente depresso”
Per esempio, il dolore che si prova per
una perdita (lutto) non è depressione
clinica
DEPRESSIONE senza “SENTIRSI
DEPRESSO” ??
SI !!
Svogliatezza, apatia
 Insonnia
 Alterazioni dell’appetito
 Dolori fisici
 Difficoltà a concentrarsi,
ricordare, prendere decisioni

Mancanza di carattere?
E’ diffuso il pregiudizio che chi soffre
di depressione e si rivolge ad un medico
manchi di carattere, non abbia le forze
per “uscirne da solo”
CHIEDERE AIUTO E’ UN ATTO DI CORAGGIO
Non ha carattere chi ha un tumore e si rivolge alle
cure mediche ?!?
ALTRE FORME DI DEPRESSIONE
DEPRESSIONE STAGIONALE
(sindrome affettiva stagionale, SAD)
Gli episodi tipicamente ricorrono in concomitanza di stagioni
specifiche, comunemente Primavera e Autunno
Si pensa che le forme autunnali e invernali
siano dovute ad una diminuzione delle ore di
luce.
Queste forme rispondono bene alla
LIGHT THERAPY
ALTRE FORME DI DEPRESSIONE
DEPRESSIONE POST PARTO
Il 60-70% delle donne che partoriscono
sperimenta una “tristezza” post-parto
(post-partum blues)
1/10 di loro svilupperà una depressione clinica,
cioè il 6-7% di tutte le nuove madri.
Se il post-partum blues si aggrava o perdura
per diverse settimane, è bene consultare un
medico
ALTRE FORME DI DEPRESSIONE
DEPRESSIONE ATIPICA
 Aumento dell’appetito e del peso
 Ipersonnia
 Umore peggiore alla sera
 Agitazione, irrequietezza
 Ipersensibilità al rifiuto interpersonale
ALTRE FORME DI DEPRESSIONE
DEPRESSIONE DOPPIA
E’ presente una depressione cronica (distimia) a cui si
sovrappongono episodi di depressione maggiore
IL PROBLEMA DEL SUICIDIO
Il desiderio di morire e pensieri di morte sono
molto comuni nelle persone che soffrono di
depressione, pensare alla morte è infatti un
SINTOMO della depressione.
Quando si è depressi, i problemi non
sembrano temporanei
ma permanenti e non risolvibili
IL PROBLEMA DEL SUICIDIO
 Avere pensieri di morte non significa
necessariamente VOLER morire
 Significa che il dolore che proviamo è così
intenso che ci sentiamo sopraffatti da
esso
IL PROBLEMA DEL SUICIDIO
Pensieri e Azioni non sono la stessa cosa
METTERE TEMPO tra il pensiero e
l’azione
“Aspetterò 24 ore e non farò nulla di
drastico in questo tempo. Se nulla cambia
mi darò una settimana”
IL PROBLEMA DEL SUICIDIO
In questo tempo PARLATENE con
qualcuno
Un amico fidato, un famigliare, un prete,
il vostro dottore o terapista, …
IL PROBLEMA DEL SUICIDIO
- Parla tutti i giorni con qualcuno, preferibilmente faccia a
-
-
faccia
Passa del tempo con persone che non sono depresse
Se pensi ad una overdose, dai le tue medicine ad una persona
che te le possa dare ogni giorno
Togli oggetti pericolosi dalla tua casa (coltelli, corde, …)
Evita l’alcool e altre droghe
Rimanda le cose che non ti va di fare o che trovi spiacevoli
Tieni un diario personale, scrivici ogni giorno
Non saltare i pasti e cerca di dormire almeno 8 ore ogni notte
Stai al sole o nella natura almeno 30 minuti al giorno
Fai cose che ti rilassano, divertono, danno piacere
SINTOMI
Umore depresso
Perdita di
interesse/piacere
Pianto
Irritabilità
Preoccupazioni/ansia
Mancanza di energie/
affaticabilità
Insonnia/ipersonnia
Diminuzione/
aumento appetito
Pesantezza/dolore
Pensieri di colpa/
autosvalutazione
Perdita di speranza
Pessimismo
Diff. Concentrazione/
prendere decisioni
Idee di morte
LE CAUSE DELLA DEPRESSIONE
MALATTIA MULTIFATTORIALE
INDIVIDUALI
AMBIENTALI
BIOLOGICI
SOCIALI
FATTORI BIOLOGICI
 FATTORI GENETICI
E’ provata l’importanza di una suscettibilità
genetica nella depressione
La depressione è più frequente all’interno delle
famiglie in cui è presente un parente affetto.
Il rischio aumenta con la vicinanza di parentela
FATTORI BIOLOGICI
100%
90%
RISCHIO GENETICO
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
twins
1st degree
2nd degree
population
FATTORI BIOLOGICI
Il 50% del rischio di sviluppare
la depressione è spiegata da
fattori di tipo genetico
Il restante 50% del rischio è
spiegato da fattori
individuali e ambientali
FATTORI BIOLOGICI
Quali geni?
 30.000
geni
 Ogni gene 5-20 varianti comuni
 7.000.000 di differenze genetiche
tra 2 individui non imparentati
fra loro
FATTORI BIOLOGICI
Quali geni?
 Non
scoraggiamoci, un set di 5-8
geni critici sono stati identificati
 Nel
prossimo futuro sarà possibile
determinare con maggiore
sicurezza i geni di suscettibilità
FATTORI BIOLOGICI
IPOTIROIDISMO
 Insufficiente produzione
di ormoni tiroidei
 Tale carenza sconvolge
metabolismo corporeo,
cusando una serie di
problemi
il
FATTORI BIOLOGICI
 IPOTIROIDISMO
Astenia
 Bradicardia
 Diminuita sudurazione
 Dolori muscolari
 Pallore
 Capelli fragili, secchi
 Pelle secca
 Ritenzione idrica
 Sensazioni di freddo

FATTORI BIOLOGICI
 MORBO DI HASHIMOTO
 Malattia della
tiroide di
natura infiammatoria
 Ne diminuisce la
funzionalità fino a portare
a ipotiroidismo
FATTORI BIOLOGICI
 IPERPARATIROIDISMO
 Eccessiva
concentrazione
di paratormone nel sangue
•Può conseguire a malattie renali
croniche, o severi deficit di calcio e
vitamina D
FATTORI BIOLOGICI
 IPERPARATIROIDISMO
 Astenia
 Depressione
 Disturbi
dell’umore
 Osteoporosi
FATTORI BIOLOGICI
 MORBO DI ADDISON
 Carenza di
CORTICOSTEROIDI,
ormoni che regolano il
metabolismo idrico e
glucidico
FATTORI BIOLOGICI
 MORBO DI ADDISON
 Anoressia
 Astenia
 Depressione
 Ipoglicemia
 Ipotensione
 Nausea
 Pigmentazione della
pella
FATTORI BIOLOGICI
 MALATTIE DEGENERATIVE DEL
SISTEMA NERVOSO
 Demenza Alzheimer
 Morbo di Parkinson
 Sclerosi multipla
FATTORI INDIVIDUALI
 EVENTI INFANTILI
 Abuso
fisico, sessuale, emotivo
 Trascuratezza fisica ed emotiva
 Perdite precoci
 Allontanamenti,
separazioni
 Depressione materna,
alcolismo
FATTORI INDIVIDUALI
 EVENTI INFANTILI
 Stress
importanti interferiscono con il
normale sviluppo dei circuiti di
regolazione emotiva ed affettiva
FATTORI INDIVIDUALI
 EVENTI DI VITA
 Lutti
 Separazioni,
crisi sentimentali
 Problemi coniugali e famigliari
 Problemi lavorativi, economici, legali
 Eccessivo carico (lavorativo, famigliare, …)
 Cambiamenti importanti (lavoro, traslochi,
amicizie, …)
 Malattie fisiche, traumi fisici
FATTORI INDIVIDUALI
 EVENTI DI VITA = TRAUMI
Esperienze che compromettono il nostro senso
di stabilità e continuità fisica o psichica
FATTORI INDIVIDUALI
 ASPETTI COGNITIVI e di TEMPERAMENTO
 Tendenza a preoccuparsi eccessivamente, a vedere le
cose in negativo o anticipare conseguenze negative, a
dubitare delle proprie risorse e capacità
 Reazioni istintive di ansia e paura di fronte agli
imprevisti, ai problemi, agli eventi critici di vita
 Difficoltà a rilassarsi, a distanziarsi dalle situazioni,
ad adattarsi ai cambiamenti
FATTORI SOCIALI
 Basso livello socio-economico
 Urbanizzazione
 Emigrazione
 Spinte sociali al successo, all’autoaffermazione
professionale, al benessere materiale, …
 Isolamento (status single, povere relazioni
famigliari, isolamento sociale)
COSA ACCADE?
La depressione è associata ad uno squilibrio
biochimico a livello del nostro cervello.
Tale squilibrio è la causa di alterazioni a livello
del pensiero, dell’emotività e delle funzioni
somatiche (appetito, sonno, energia fisica)
LE CAUSE DELLA DEPRESSIONE
LE CAUSE DELLA DEPRESSIONE
 Serotonina
 Noradrenalina
 Dopamina
LE CAUSE DELLA DEPRESSIONE
Nel cervello sano, i neurotrasmettitori
vengono rilasciati in modo bilanciato e
adeguato alle situazioni.
Non si sa per quale ragione, ma
particolari condizioni di stress, congiuntamente ad una
predisposizione genetica, abbassano livello di rilascio dei
neurotrasmettitori
Tale diminuzione risulta nelle alterazioni emotive, cognitive e
somatiche della depressione
LE CAUSE DELLA DEPRESSIONE
I farmaci antidepressivi agiscono a livello delle strutture che
regolano il rilascio e la degradazione dei neurotrasmettitori
FARMACOLOGIA
Dr. Stefano Porcelli
Ipotesi patogenetiche
 Deficit o sbilanciamento in serotonina e/o





noradrenalina
Risposta allo stress
Disfunzione endocrina
Disfunzione del ritmo circadiano
Disfunzione neuroimmunitaria
Predisposizione genetica
Ipotesi monoaminergica
 Depressione deriva da deficit nella trasmissione
monoaminergica
 Deriva dall’osservazione clinica degli effetti di
farmaci creati per altri scopi
 Non è detto che tale ipotesi sia in contrasto con le
altre proposte
 A tutt’oggi la manipolazione farmacologica della
trasmissione monoaminergica rimane l’approccio
terapeutico di maggior successo
Deficit di noradrenalina







Deficit dell’attenzione
Problemi di concentrazione
Deficit della memoria operativa
Rallentamento nell’elaborazione delle informazioni
Umore depresso
Rallentamento psicomotorio
Faticabilità
Deficit di serotonina
•
•
•
•
•
•
Umore depresso
Ansia
Panico
Fobia
Fenomeni ossessivi e compulsioni
Brama di cibo, bulimia
Tono dell’umore
Definizione di risposta
 Risposta: riduzione dei segni e dei sintomi della
depressione di più del 50% rispetto al livello di
partenza
 Remissione: il paziente ritorna al funzionamento
generale precedente, è asintomatico, “sta bene”
Antidepressivi
 SSRI (es. sertralina)
 Melatoninergici (es.
 SNRI (es. venlafaxina)

 NRI (es. reboxetina)

 NaSSA (es. mirtazapina)

 SARI (es. trazodone)

agomelatina)
Triciclici (es. amitriptilina)
IMAO (es. fenelzina)
RIMA (es. moclobemide)
Erbe (es. iperico)
 DNRI (es. buproprione)
Circa 90% dei pz. mostra qualche miglioramento con la terap
Circa 50% va incontro a remissione completa
Non è possibile prevedere il farmaco più efficace per il singol
pz.
SSRIs e SNRIs









Nausea*
Xerostomia*
Sonnolenza*
Emicrania*
Tremori*
Diarrea*
Disfunzioni sessuali
Incremento ponderale
Aumento PA**
*tendono a sparire nelle terapie prolungate
**solo per SNRIs
Triciclici
S.N.C.:
 vertigini
 astenia
 insonnia / sonnolenza
 irrequietezza
 fini tremori alle mani
 stato confusionale
 eccitazione maniacale
 convulsioni
S.N.A.:
 ipotensione
 effetti anticolinergici
Cuore:
 tachicardia
 aritmie
 disturbi conduzione
Effetti idiosincrasici:
 Agranulocitosi
 ittero colostatico
 trombocitopenia
 reazioni cutanee
Controindicazioni:
 ipertrofia prostatica
 glaucoma
 cardiopatie
Altri antidepressivi
DNRI:
 ansia, agitazione
 tremori
 difficoltà di concentrazione
 Insonnia
SARI
 Sedazione
 cefalea
 vertigini
 Nausea
 secchezza delle fauci
 Stipsi
NaSSA:
 Sedazione
 Aumento ponderale
IMAO
 Ipotensione ortostatica
 Stimolazione centrale (tremori,
insonnia, stato ipomaniacale,
agitazione)
 Epatotossicità
 Crisi ipertensive
Le psicoterapie …
 Le terapie non-farmacologiche che si sono dimostrate
“scientificamente” efficaci per la depressione
 Terapia Comportamentale
 Terapia Cognitiva
 Terapia Cognitivo-comportamentale
 Terapia Interpersonale
 Tutte agiscono sulla identificazione e la modificazione dei
comportamenti, dei modi di pensare e di relazionarsi con
gli altri
che sono indotti dalla depressione, la
mantengono/complicano, la fanno ricomparire
DEPRESSIONE
Tristezza
Anedonia
Colpa
Pessimismo
Indegnità
Scarsa autostima
Umore,
Emozioni
Pensieri,
attitudini
Comportamento,
Relazioni
Calo delle attività
Affaticabilità
Ritiro sociale
DEPRESSIONE
Tristezza
Anedonia
Colpa
Pessimismo
Indegnità
Scarsa autostima
Umore,
Emozioni
Pensieri,
attitudini
Comportamento,
Relazioni
Calo delle attività
Affaticabilità
Ritiro sociale
DEPRESSIONE
Tristezza
Anedonia
Colpa
Pessimismo
Indegnità
Scarsa autostima
Umore,
Emozioni
Pensieri,
attitudini
Comportamento,
Relazioni
Calo delle attività
Affaticabilità
Ritiro sociale
DEPRESSIONE
Tristezza
Anedonia
Colpa
Pessimismo
Indegnità
Scarsa autostima
Umore,
Emozioni
Pensieri,
attitudini
Comportamento,
Relazioni
Calo delle attività
Affaticabilità
Ritiro sociale
DEPRESSIONE
Tristezza
Anedonia
Colpa
Pessimismo
Indegnità
Scarsa autostima
Umore,
Emozioni
Pensieri,
attitudini
Comportamento,
Relazioni
Calo delle attività
Affaticabilità
Ritiro sociale
DEPRESSIONE
Qualunque sia la complessa
relazione tra umore, pensiero e
comportamento …
Umore,
Emozioni
Pensieri,
attitudini
Comportamento,
Relazioni
Agendo ad uno qualsiasi di
questi livelli si modificano
anche gli altri
•Terapia comportamentale
•Terapia relazione
•Terapia cognitiva
•Terapia cognitivo-comportam.
 comportamento  pensiero  umore
 relazioni / affetti  pensiero / umore
 pensiero  umore  comportamento
 comportamento + pensiero  umore
Farmaci e Psicoterapie
E’ stato dimostrato che sia i
farmaci che le psicoterapie
producano delle modificazioni
analoghe nei tre sistemi.
Studi
di
comparazione
hanno
dimostrato che nei casi di depressione
lieve, l’efficacia dei trattamenti
farmacologici e psicoterapeutici è del
tutto analoga !!
Umore,
Emozioni
Pensieri,
attitudini
Comportamento,
Relazioni
Nelle forme di depressione grave il trattamento farmacologico è
indispensabile e propedeutico al trattamento farmacologico
In ogni caso, il trattamento integrato con farmaci
antidepressivi e psicoterapia è la soluzione di maggiore
efficacia
Behavioral Activation
 Tecniche di Psicoterapia Comportamentale
 Mira alla ripresa del funzionamento e delle attività
Miglioramento
del tono
dell’umore
Aumento
dell’auto-stima
Rafforzamento
della self-efficacy
Aumento delle attività
Ripresa del funzionamento
lavorativo e sociale
Behavioral Activation
 La ripresa funzionale è
graduale
 finire il lavoro nei tempi
 cucinare una cena per la famiglia
 Si procede facendo una
lista delle attività che non
si fanno più, che vengono
fatte meno e con sforzo
 guardare la partita con gli amici
 pagare le bollette scadute
 preparare la colazione ai figli
Andare al lavoro tutte le mattine
 Le si ordina secondo la
loro fattibilità, dalla più
difficile alla più facile,
secondo il nostro stato
attuale
Organizzare le vacanze
Cambiare lavoro
Cucinarmi qualcosa di buono
Riprendere il corso di inglese
Behavioral Activation
 finire il lavoro nei tempi
 cucinare una cena per la famiglia
 guardare la partita con gli amici
 pagare le bollette scadute
Cambiare lavoro
 finire il lavoro nei tempi
Andare al lavoro tutte le mattine
Riprendere il corso di inglese
 preparare la colazione ai figli
Organizzare le vacanze
Andare al lavoro tutte le mattine
 pagare le bollette scadute
Organizzare le vacanze
 guardare la partita con gli amici
Cambiare lavoro
 cucinare una cena per la famiglia
Cucinarmi qualcosa di buono
 preparare la colazione ai figli
Riprendere il corso di inglese
Cucinarmi qualcosa di buono
Cambiare lavoro
 finire il lavoro nei tempi
Behavioral Activation
Andare al lavoro tutte le mattine
Riprendere il corso di inglese
Organizzare le vacanze
 Il raggiungimento anche di piccoli obiettivi
ci rinforza e ci incoraggia nel
raggiungimento di nuovi obiettivi
 NON E’ SOLO UNA QUESTIONE
MENTALE!!
 pagare le bollette scadute
 guardare la partita con gli amici
 cucinare una cena per la famiglia
 preparare la colazione ai figli
Cucinarmi qualcosa di buono
Aumentando gradualmente le nostre attività, il cervello stesso,
“depresso dalla depressione” si deve attivare alla ricerca delle
risorse necessarie a portare a termine tali attività, pur semplici
che siano.
Tutto ciò innesca un circolo VIRTUOSO, lo sforzo iniziale attiva nuove
energie che allevieranno l’iniziale fatica. Maggiori energie saranno inoltre
disponibili per passare ad attività sempre più complesse.
Behavioral Activation
 A livello biologico, il cervello viene indotto a rilasciare quei
neurotrasmettitori che sono deficitari
 Ciò ha un effetto benefico sul tono di attivazione generale del
nostro SNC
 E di riflesso sul tono del nostro umore




Deficit dell’attenzione
Problemi di concentrazione
Deficit della memoria operativa
Rallentamento nell’elaborazione delle
informazioni
 Umore depresso
 Rallentamento psicomotorio
 Faticabilità
Behavioral Activation
 La behavioral activation funziona meglio se il raggiungimento degli
obiettivi viene “premiato”
Es.: “se faccio l’attività X, stasera scelgo io cosa guardare in TV”
 Il ricevere una ricompensa non solo aumenta la probabilità di fare la
tale attività per i “vantaggi” indiretti della ricompensa
 Ma stimola anche il sistema del piacere
(anedonia), che è anch’esso compromesso
nella depressione
A livello biologico: attivazione del
sistema dopaminergico
DEPRESSIONE
Tristezza
Anedonia
Colpa
Pessimismo
Indegnità
Scarsa autostima
Umore,
Emozioni
Pensieri,
attitudini
Comportamento,
Relazioni
Calo delle attività
Affaticabilità
Ritiro sociale
Terapia Cognitiva
 Mira a “correggere” le distorsioni cognitive indotte
dalla depressione
Miglioramento
del tono
dell’umore
Aumento
dell’auto-stima
Rafforzamento
della self-efficacy
Aumento delle attività
Ripresa del funzionamento
lavorativo e sociale
Distorsioni cognitive
 Modalità di pensiero pessimistico che si radicano e
diventano abituali
Quando le cose non vanno bene, automaticamente
si è portati a pensare cose tipo






Ecco, sono un buono a nulla
Anche stavolta ho fallito, sono un totale fallimento
A me le cose vanno sempre male
Non c’è modo di risolvere questa situazione
Le cose andranno sempre così
….
Distorsioni cognitive






Ecco, sono un buono a nulla
Anche stavolta ho fallito, sono
un totale fallimento
A me le cose vanno sempre
male
Non c’è modo di risolvere
questa situazione
Le cose andranno sempre così
….




Tristezza
Mancanza di speranza
Senso di vuoto
Senso di inutilità
Distorsioni cognitive
 La depressione induce tali distorsioni cognitive, che
tendono appunto a radicarsi, divenire abituali e
automatiche
 Se pensiamo a noi stessi in un certo modo
abitualmente, iniziamo a crederci
 I nostri sentimenti seguono ciò che pensiamo di
noi
 Una strategia per combattere la depressione è quella di
bloccare questi pensieri automatici e sostituirli con
pensieri più positivi ed aderenti alla realtà
Distorsioni cognitive tipiche
Il primo passo per riuscire a combattere questi
pensieri negativi e “rendersi conto” di
pensarli
Distorsioni cognitive tipiche
 TUTTO O NIENTE
Avete fatto domanda per una promozione a cui
tenevate molto, ma la promozione è stata data ad
un’altra persona.
 Non otterrò mai una promozione
 La mia carriera è un totale fallimento
Distorsioni cognitive tipiche
 TUTTO O NIENTE
Modalità assolutistica di pensare (sempre, mai, per
sempre), senza sfumature di grigio.
ELIMINARE I TERMINI ASSOLUTI E TROVARE DEI
MODI PIU’ ACCURATI DI VEDERE LE SITUAZIONI
 Volevo molto quella promozione ma è stata data ad una persona di




maggiore esperienza
Mi fa dispiacere, ma non significa che io non sia un bravo
impiegato
Ci saranno altre opportunità
Nel futuro lavorerò per migliorarmi ancora di più
Cio’ non siagnifica che la mia carriera è finita
Distorsioni cognitive tipiche
 IPER-GENERALIZZAZIONE
Vi sentite soli e passate la maggior parte del tempo a
casa.
Talvolta gli amici vi chiedono di uscire e incontrare
nuova gente
 è inutile provare a conoscere nuove persone, nessuno
potrà piacermi
 Tutta la gente è meschina e superficiale
Distorsioni cognitive tipiche
 IPER-GENERALIZZAZIONE
Casi isolati vengono presi come esempi per
tutti gli altri.
 Tutte le persone sono davvero meschine e supeficiali?
 Anche quegli amici che ti chiedono di uscire?
Sebbene alcune persone/cose possano avere delle cose
in comune, ciascuna ha delle sue peculiarità, in
positivo ed in negativo
Distorsioni cognitive tipiche
 FILTRO MENTALE
E’ una giornata no. State guidando verso casa. Prima
una persona vi concede gentilmente la precedenza ad
un passaggio. Più avanti, un’auto vi taglia la strada
 In questa città non ci sono che persone rudi e
insensibili
Distorsioni cognitive tipiche
 FILTRO MENTALE
Focus solo sugli aspetti/eventi negativi e diniego di
quelli positivi.
IMPARIAMO A BILANCIARE POSITIVO E
NEGATIVO
 La vostra giornata poteva cambiare del tutto pensando
solo alla gentilezza della persona che ci ha concesso la
precedenza
Distorsioni cognitive tipiche
 DISQUALIFICA DEL POSITIVO
Siete andati da un fotografo per fare una foto. Un
amico vi dice che siete molto belli.
 “il fotografo deve aver fatto un ritocco”
 Non sono bello/a nella vita reale
Distorsioni cognitive tipiche
 DISQUALIFICA DEL POSITIVO
Le cose positive vengono modificate in negativo, in
parte a causa di una scarsa auto-stima. In genere,
sentiamo di non “meritare”
 Sforziamoci di resistere a quella voce interiore che ci
dice che non meritiamo un complimento
 Ringraziamo e sorridiamo (più lo si fa, più diventa
facile farlo)
Distorsioni cognitive tipiche
 SALTARE ALLE CONCLUSIONI
Avete un appuntamento per una cena romantica, ma
lui/lei è in ritardo di 20 minuti
 Devo aver fatto qualcosa di sbagliato e lui/lei mi ha
dato buca
(Lui/lei nel frattempo era intrappolato/a nel traffico)
Distorsioni cognitive tipiche
 SALTARE ALLE CONCLUSIONI
Anche in questo caso siamo vittime delle nostre
insicurezze, ci aspettiamo il peggio e ci prepariamo al
dispiacere.
… per poi scoprire che le nostre considerazioni erano
infondate e abbiamo passato 20 minuti a dispiacerci
DARE IL BENEFICIO DEL DUBBIO
(se le vostre paure sono fondate sulla realtà, eliminate
quella persona dalla vostra vita !!)
Distorsioni cognitive tipiche
 ESALTAZIONE E MINIMIZZAZIONE
State giocando una partita di calcio. Fate un pasticcio
con uno schema di gioco che avete provato per
settimane. Più tardi segnate il goal della vittoria.
Tutta la squadra si complimenta con voi
 Avrei dovuto giocare meglio
 Ho sbagliato lo schema, il goal finale è stata solo
fortuna
Distorsioni cognitive tipiche
 ESALTAZIONE E MINIMIZZAZIONE
Anche in questo caso si ha un errore di
“visualizzazione”: i successi vengono rimpiccioliti, gli
errori ingranditi.
FACCIAMO UNO SFORZO DI ACCOMODAZIONE E
CERCHIAMO DI VEDERE IL QUADRO NELLA SUA
GLOBALITA’
Distorsioni cognitive tipiche
 RAGIONAMENTO EMOTIVO
Guardate la vostra casa, che è tutta da riassettare. Vi
sentiti sopraffatti all’idea di pulire
 Non c’è speranza alcuna, non ci tento neppure
Distorsioni cognitive tipiche
 RAGIONAMENTO EMOTIVO
Il ragionamento è fondato sul proprio modo di sentirsi
(sopraffatti), non su come è realmente.
 La pulizia della casa è un compito fattibile, siamo noi
che non ci sentiamo all’altezza
 Quando vi sentite sopraffatti nel fare qualcosa,
utilizzate la tecnica di suddividerla in piccoli passaggi,
dal più semplice al più facile, focalizzandosi su
ciascuno per volta
Distorsioni cognitive tipiche
 CONSIDERAZIONI SU COME LE COSE “DOVREBBERO
ESSERE”
Siete nella sala d’attesa del medico ed il medico è in
ritardo.
 Con quello che lo pago potrebbe presentarsi almeno in
orario
 Dovrebbe avere più considerazione
Sentimenti di amarezza e risentimento
Distorsioni cognitive tipiche
 CONSIDERAZIONI SU COME LE COSE “DOVREBBERO
ESSERE”
Ciascuno di noi pensa a come le cose dovrebbero
essere, ma dobbiamo accettare che non sempre lo sono
 Concentratevi su quello che voi potete cambiare
 Se non potete farci niente, accettatelo, non state a
rimuginarci!
Distorsioni cognitive tipiche
 ETICHETTATURE
Avete trasgredito la dieta che state facendo per
dimagrire
 Sono grasso/a,
 e un/a pigro/a ciccione/a
Distorsioni cognitive tipiche
 ETICHETTATURE
Nel momento in cui etichettiamo noi stessi in un certo
modo “permettiamo” noi stessi di esserlo
Molto meglio evitare di “etichettarci” negativamente di
fronte a piccoli fallimenti
Meglio concentrarci sugli sforzi fatti fin’ora per tener
fede ai nostri propositi
Distorsioni cognitive tipiche
 PERSONALIZZAZIONE
Vostro figlio non va bene a scuola
 Non sono un buon genitore
 E’ colpa mia se lui non studia
Distorsioni cognitive tipiche
 PERSONALIZZAZIONE
Vostro figlio non va bene a scuola
 Non sono un buon genitore
 E’ colpa mia se lui non studia
Distorsioni cognitive tipiche
 PERSONALIZZAZIONE
In questo caso ci si assumono interamente
responsabilità che non sono nostre.
Noi possiamo aiutare gli altri, ma sono gli altri ad avere
il controllo finale delle proprie azioni
 Vi prendereste il merito se vostro figlio andasse bene?
 Se anche vi incolpate, cambierà qualcosa nel
comportamento di vostro figlio?
Ansia
 FISIOLOGICA: reazione emotiva che
insorge di fronte ad un pericolo reale:
stato di allarme, paura,
attivazione fisica :
aumento del battito cardiaco, respiro accelerato, sangue ai
muscoli, dilatazione delle pupille, bisogno di urinare
Preparazione fisica e mentale alla lotta o alla fuga
Ansia
 Anche in situazioni di vita quotidiana
sviluppiamo stati emotivi-fisici simili
 Preparare un esame
 Decisioni importanti (lavoro, acquisti, matrimonio, …)
 Situazioni incerte
 Eventi inaspettati
 Situazioni in cui siamo esposti al giudizio degli altri
 Situazioni che non siamo certi di affrontare nel modo
giusto
Ansia
 Paura, rimuginazioni, ripensamenti
 Difficoltà di concentrazione, sensazione di non riuscire a




pensare chiaramente
Tachicardia, senso di soffocamento, peso al petto
Agitazione fisica, non riuscire a stare fermi
Incapacità ad addormentarsi, sonno agitato/disturbato
Inappetenza, nodo allo stomaco
Ansia
 PATOLOGICA: Stato emotivo a contenuto
spiacevole associato a condizione di allarme e
di paura
che insorge in assenza di un pericolo reale
oppure è sproporzionata di fronte allo
stimolo scatenante
 “Ieri ho vietato a mio figlio di andare a giocare a
pallone. Non avrei resistito sapendolo fuori
casa; già mi immaginavo una disgrazia”.
 “Quando sono interrogato a scuola non riesco
mai ad essere lucido come quando faccio un
compito scritto. Avverto un’emozione interiore
che talvolta mi confonde”
 “Deve farmi sapere se mi assumerà. Non resisto
nell’attesa e non vedo l’ora di poter iniziare
quell’attività”
 L’ansia coinvolge:
 Sensazioni soggettive (per es.,
preoccupazione e spavento),
 Risposte fisiologiche (per es.,
tachicardia and
ipercortisolemia),
 Risposte comportamentali (per
es., evitamento e fuga)
Ansia
 ANSIA SOMATICA
 Disturbi cardio-vascolari (costrizione o peso
al petto, tachicardia, svenimento)
 Disturbi respiratori (difficoltà a respirare,
respiro accellerato, tosse)
 Disturbi digestivi (spasmi, nodo alla gola,
singhiozzi, coliche addominali)
 Genito-urinari (dolori, bisogno impellente di
urinare)
 Neurologici (cefalea, vertigini, dolori
variamente localizzati)
Ansia e Depressione
 Sintomi ansiosi più frequenti in
depressione
 Irrequitezza, incapacità a stare fermi
 Preoccupazioni, paure
 Tensione, irritabilità
 Mal di testa
 Dolori muscolari
 Preoccupazioni per la salute, lamentele
fisiche
 Derealizzazione
/ Depersonalizzione
Ansia e Depressione
 Sintomi ansiosi più frequenti in depressione
 Sintomi gastrointestinali:
secchezza fauci, meteorismo,
indigestione, diarrea, crampi, eruttazione
 Sintomi cardiovascolari:
palpitazioni, cefalea
 Sintomi genito-urinari: pollachiuria
 Sudorazione
EPIDEMIOLOGIA
Disturbo
Femmine
Maschi
Totale
Ansia Generalizzata
5%
4%
5%
Attacchi di Panico
2%
1%
2%
Fobie
2%
1%
2%
Ossessioni e Compulsioni
2%
1%
2%
Stati depressivi-ansiosi
10%
5%
8%
CLINICA
Ansia Generalizzata
 Ansia e preoccupazioni eccessive,
attesa apprensiva, per diverse eventi o
attività
 Ansia persistente (quasi ogni giorno
per lunghi periodi)
 Difficoltà a controllare la
preoccupazione, a rilassarsi e calmarsi
CLINICA
Ansia Generalizzata
 Sono presenti anche altri sintomi (3 o
più)
 Irrequietezza, tensione, “nervi a fior di
pelle”
 Affaticabilità
 Difficoltà di concentrazione, vuoti di
memoria
 Irritabilità
 Tensione muscolare
 Difficoltà ad addormentarsi o mantenere il
sonno, sonno agitato o insoddisfacente
 Sudorazione, tachicardia, dolori gastrici
CLINICA
Ansia Generalizzata
1. PENSIERI
“sono in pericolo”
1. SINTOMI FISICI
aumento battito cardiaco, respiro affannato
3. PENSIERI
“mi sto sentendo male, sta accadendo qualcosa di terribile
4. SENTIMENTI DI ANSIA
CLINICA
Ansia Generalizzata
CLINICA
Attacco di panico
 Periodo di paura o disagio intensi
spesso senza alcuna ragione
scatenante
 Insorge improvvisamente e
raggiunge il picco massimo entro 10
minuti
 Si risolve in breve tempo (20-30
minuti)
CLINICA
Attacco di panico
 Sintomi Psichici
 Paura di stare per morire
 Paura di perdere il controllo o di impazzire
 Paura o sensazione di svenire
 Derealizzazione (alterazioni della realtà,
distorsioni percettive)
 Depersonalizzazione (distacco dal corpo,
dal tempo e dallo spazio)
CLINICA
Attacco di panico
 Sintomi Fisici
 Palpitazioni o tachicardia
 Sudorazione
 Tremori fini o grandi scosse
 Difficoltà a respirare, sensazione di





soffocamento
Sensazione di asfissia
Dolore e fastidio al petto
Nausea o disturbi addominali
Sensazioni di sbandamento, instabilità o
svenimento
Brividi o vampate di calore
CLINICA
Attacco di panico
 Preoccupazione di avere altri attacchi di panico
 Preoccupazioni rispetto alle implicazioni di aver avuto
un attacco di panico (impazzire, perdere il controllo,
avere un attacco cardiaco)
 Condotte di evitamento
Evitamento o sopportazione con grande disagio delle
situazioni in cui si è verificato un precedente attacco di
panico o che si pensa possano indurlo
Necessità di essere accompagnati da qualcuno in modo
da poter essere soccorsi
CLINICA
Attacco di panico e Agorafobia
 Preoccupazione di avere altri attacchi di panico e loro
implicazioni
 Condotte di evitamento
 Ansia relativa a trovarsi in luoghi o situazioni dai
quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi,
o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto
nel caso di un attacco di panico improvviso o di
sintomi tipo panico
Situazioni caratteristiche: essere fuori casa da soli, essere in
mezzo alla folla o in coda, essere su un ponte, viaggiare in
automobile, autobus o treno
CLINICA
Attacco di panico e Agorafobia
1. PENSIERI
“ho paura di avere un attacco”
spesso errata interpretazione
di lievi sintomi fisici !!
1. SINTOMI FISICI
aumento battito cardiaco, respiro affannato
3. PENSIERI
“mi sto sentendo male, sta accadendo qualcosa di terribile
4. PANICO
CLINICA
Attacco di panico e Agorafobia
1. PENSIERI
“ho paura di avere un attacco”
1. SINTOMI FISICI
aumento battito cardiaco, respiro affannato
3. PENSIERI
“mi sto sentendo male, sta accadendo qualcosa di terribile
4. PANICO
CLINICA
Disturbo Ossessivo-compulsivo
OSSESSIONI
 Pensieri, impulsi o immagini ricorrenti, persistenti e
intrusivi, vissuti come intrusivi o inappropriati, e che
causano ansia o disagio marcati
 Il contenuto di queste idee è spesso spiacevole, terrificante,
oscuro o aggressivo
 La persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri,
impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o
azioni
 La persona riconosce che i pensieri, gli impulsi, o le
immagini ossessivi sono un prodotto della propria mente
CLINICA
Disturbo Ossessivo-compulsivo
OSSESSIONI
 “Ogni volta che tocco qualcosa posso essere
contaminato da germi o batteri”
 “Devo ricontrollare di aver chiuso la manopola del
gas, altrimenti potrebbe accadere qualcosa di
brutto”
 “Se non sbatto accuratamente tappeti e tovaglie
fuori dalla finestra, la mia casa sarà invasa da
formiche, scarafaggi e ragni”
 Se non calpesto una piastrella si ed una no, a mio
figlio potrebbe accadere qualcosa di grave”
CLINICA
Disturbo Ossessivo-compulsivo
 Comportamenti ripetitivi (per es., lavarsi le mani,
riordinare, controllare), o azioni mentali (per es.,
pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che
la persona si sente obbligata a mettere in atto in
risposta ad un’ossessione, o secondo regole che
devono essere applicate rigidamente
 I comportamenti o le azioni mentali compulsivi
non sono collegati in modo realistico con il loro
scopo esplicito, oppure sono chiaramente eccessivi
CLINICA
Disturbo Ossessivo-compulsivo
COMPULSIONI
 Mi lavo le mani ogni volta che tocco le cose
 Ricontrollo di aver chiuso la manopola del gas
almeno 10 volte, tutte le sere
 Sbatto tappeti e tovaglie per mezz’ora ciascuno, ogni
giorno e più volte al giorno
 Devo camminare facendo attenzione a calpestare
una piastrella si ed una no
CLINICA
Fobia Sociale
Diagnosi
 Estrema, persistente paura delle situazioni sociali
 Paura dell’umiliazione o dell’imbarazzo
 L’esposizione provoca estrema ansia
 La paura è riconosciuta come eccessiva e
irragionevole
 Evitamento delle situazioni
 Ansia anticipatoria
CLINICA
Fobie Specifiche (isolate)
 Paura estrema, persistente e irragionevole
 Stimolata all’apparire di uno specifico oggetto o situazione
 Specifici oggetti comprendono:
 Animali (ragni, serpenti)
 Ambienti naturali (altezze, acqua, temporali)
 Sangue, iniezioni, ferite (possono provocare gravi risposte vaso-
vagali con svenimento)
 Situazioni specifiche –guidare, volare, gallerie, ponti, spazi
chiusi
 Condotte di evitamento
Benzodiazepine
 Appartengono a questo gruppo i farmaci (tranquillanti ed
ipnotici) efficaci nel trattamento dei disturbi d’ansia.
 Questi farmaci, di solito, hanno effetto nel breve termine
ma assai meno nel lungo termine
 Questi farmaci possono dare talvolta una elevata
dipendenza e alla loro sospensione si può avere un
peggioramento della sintomatologia (effetto rebound)
Valium (diazepam)
En (delorazepam)
Lexotan (bromazepam)
Prazene (prazepam) Roipnol (flunitrazepam)
Flunox (flurazepam) Rivotril (clonazepam)
Xanax (alprazolam)
Tavor(lorazepam)
Minias (lormetazepam)
Halcion (triazolam)
Depas (etizolam)
La guarigione
 E’ un processo che può essere lungo e lento se la
depressione è stata grave.
 Il paziente deve imparare a riconoscere che alcune
manifestazioni fanno parte della fase di guarigione:
 calo della fiducia in se stesso
 insicurezza, vulnerabilità e dipendenza dagli altri
 timore all’idea di riprendersi le proprie
responsabilità
Come reagire
 Riduci le aspettative per evitare sentimenti di
frustrazione.
 Riprendi gradualmente le attività e ricostruisci la
fiducia in te stesso.
 Evita programmi pieni di attività per dimostrare di
essere completamente guarito.
 Elabora una strategia di guarigione che includa
attività di volontariato, di svago e di
apprendimento.
Un decalogo per la prevenzione delle
ricadute
1) Divieni esperto della malattia e delle opzioni di
trattamento.
- Leggi più che puoi riguardo alla depressione e al suo
trattamento.
- Se non capisci qualcosa, chiedi al tuo specialista in
salute mentale.
Un decalogo per la prevenzione delle
ricadute
2) Monitorizza le modificazioni dell’umore, crea una
lista di personali campanelli d’allarme e porgi
attenzione alle attività che hanno un impatto
positivo sul tuo umore.
- Non ignorare cambiamenti come disturbi del
sonno, pensieri negativi e mancanza di speranza.
- Focalizza le attività che stabilizzano o migliorano
le tue sensazioni ed introducile nei programmi
giornalieri.
Un decalogo per la prevenzione delle
ricadute
3) Qualora ti siano stati prescritti dei farmaci, continua a
prenderli fino a che il medico non ti consiglia
diversamente.
- La ricaduta è più probabile se sospendi il farmaco
troppo presto.
- Se stai sperimentando effetti collaterali, parlane con il
medico.
Un decalogo per la prevenzione delle
ricadute
4) Uno stile di vita salutare è importante: nutrizione
adeguata, esercizio fisico e sonno regolare.
- Segui una dieta equilibrata per non peggiorare la
stanchezza.
- Pratica esercizio fisico regolarmente.
- Cerca di andare a dormire alla stessa ora ogni
notte e crea dei rituali che aiutino un buon sonno.
- Evita attività stimolanti prima di dormire.
Un decalogo per la prevenzione delle
ricadute
5) Indaga su qualche aspetto della tua personalità che possa
condurre ad un pensiero pessimistico.
- Tendenza a vedere in modo negativo le circostanze e gli
eventi.
- Eccessiva preoccupazione.
- Difficoltà ad esprimere le emozioni.
- Tendenza ad essere inflessibile o perfezionista.
Potresti avere beneficio dalla Psicoterapia
Un decalogo per la prevenzione delle
ricadute
6) Non puoi evitare lo stress, ma puoi imparare a
combatterlo, adottando nuove strategie.
- Affronta i problemi quando si manifestano: evitandoli
permetti allo stress di agire.
- Impara a riconoscere quali aspetti dei rapporti
interpersonali sono malsani.
- Evita, il più possibile, le situazioni che possono scatenare
una ricaduta.
Un decalogo per la prevenzione delle
ricadute
7) Ricordati che profondi rapporti interpersonali ed il
supporto sociale sono importanti per la tua autostima e
felicità.
- Trascorrere troppo tempo da soli contribuisce
all’insorgere della depressione e alle ricadute.
- E’ importante avere almeno una persona con la quale ci si
possa confidare.
- Oltre al supporto familiare e medico, molte persone
trovano un appoggio nei gruppi di auto-mutuo aiuto.
Un decalogo per la prevenzione delle
ricadute
8) Cerca di organizzare una vita ben bilanciata tra
lavoro, famiglia ed amici, ed attività di svago.
- Non focalizzarti solo su un aspetto della vita, come il
lavoro o la famiglia.
- Appena guarito, investi le tue energie su più fronti.
Un decalogo per la prevenzione delle
ricadute
9) Segui il programma di follow up.
- E’ importante che sia il medico di famiglia, sia lo
psichiatra ti seguano regolarmente.
- Puoi trarre aiuto anche da terapie individuali, di gruppo o
familiari.
- Se ti senti ancora depresso contatta il tuo medico: un
intervento precoce può ridurre l’intensità di un altro
episodio depressivo.
Un decalogo per la prevenzione delle
ricadute
10) Ricordati che è comune, una volta guariti dalla
depressione, essere preoccupati riguardo alle ricadute.
- Crea un piano di emergenza con la tua famiglia, il
partner od un amico nel caso tu cominci a non sentirti
bene: ciò ti renderà meno ansioso riguardo al futuro.
Identificare ed evitare i fattori scatenanti le
ricadute
 Possono essere pensieri, eventi o situazioni.
 Alcuni fattori scatenanti sono legati ad eventi
traumatici del passato, come esperienze di perdita.
 Per persone affette da disturbi dell’umore,
l’essere affamati, arrabbiati, soli e stanchi può
condurre a provare sintomi di ansia o depressione.
 Lo stress di ogni tipo è un potenziale fattore
scatenante.
Identificare ed evitare i fattori scatenanti le
ricadute
 Può essere utile evitare:
- Film violenti.
- Caldo estremo.
- Mangiare dolci quando ci si sente tristi.
- Intraprendere troppi progetti.
- Stare insieme a persone litigiose.
- Perdere il sonno.
Come riconoscere e rispondere ai fattori
scatenanti
 I Stadio
Campanelli d’allarme: sottili cambiamenti del pensiero, del
sentire e del comportamento, spesso sottovalutati.
- Utilizza giornalmente una scala (da 1 a 10) che valuti le
fluttuazioni dell’umore.
- Accertati di non aver trascurato il tuo programma
giornaliero di attività.
- Accertati che la tua dieta e il tuo sonno siano regolari.
- Prendi un appuntamento con il tuo terapeuta.
- Prenditi cura di te.
Come riconoscere e rispondere ai fattori
scatenanti
 Stadio II
L’inizio della crisi: i sintomi procedono fino ad interferire
con il normale funzionamento.
Come riconoscere e rispondere ai fattori
scatenanti
 Stadio II
- Chiama il tuo psichiatra o il tuo medico di famiglia per
aggiustare la terapia.
- Chiama il tuo terapeuta per una seduta di emergenza.
- Chiama il tuo team di supporto per avvisarlo che sei in crisi.
- Prendi tre giorni di libertà dalle responsabilità.
- Chiama un amico e fallo restare fino a quando i sintomi
diminuiscono.
- Prenditi cura del tuo corpo.
- Monitorizza i tuoi pensieri: se sono catastrofici, pensa che con
l’ aiuto giusto ce la potrai fare.
Come riconoscere e rispondere ai fattori
scatenanti
 Stadio III
Crisi maggiore: insorgenza di sintomi gravi.
- I sintomi sono diventati così disabilitanti che altri si
assumono la responsabilità della tua cura e prendono
decisioni per te.
- Individua una o più persone che pensi possano agire al
tuo posto qualora tu diventi disabile, a causa di gravi
sintomi psichiatrici.
- Chiedi a una di queste persone di valutare regolarmente il
tuo umore e i tuoi comportamenti quando starai meglio.

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