1. Goethe-introduzione - Dipartimento di Lingue e Letterature

Report
a.a. 2014-2015
Letteratura tedesca, prima annualità (L-11, L-12, m-z)
Il „Bildungsroman“: Wilhelm Meisters Lehrjahre di Johann Wolfgang Goethe
(Il romanzo di formazione: Wilhelm Meister. Gli anni di apprendistato)
giovedì, 12-14, Palazzo Venturi, ex sala lauree
venerdì, 10-12, Palazzo Nuovo, aula 34
sabato, 10-12, Palazzo Venturi, ex sala lauree
dott.ssa Daniela Nelva
[email protected]
martedì 10-12, studio 41, terzo piano, Palazzo Nuovo
Programma del corso
• PARTE MONOGRAFICA:
- Wolfgang Goethe, Wilhelm Meister. Gli anni di apprendistato (Adelphi 2006)
• PARTE ISTITUZIONALE. Lettura di tre opere a scelta tra:
- G.E. Lessing, Minna von Barnhelm
Nathan il Saggio
- J.W. Goethe, I dolori del giovane Werther
Le affinità elettive
- F. Schiller, Maria Stuarda
- G. Büchner, Woyzeck
- J. von Eichendorff, Dalla vita di un perdigiorno
- Novalis, Heinrich von Ofterdingen
- F. Hölderlin, Iperione
- H. von Kleist, Pentesilea
- F. Grillparzer, Il povero suonatore
- E.T.A. Hoffmann, Il vaso d’oro
Per gli approfondimenti di storia letteraria relativi alle 3 opere a scelta:
- L. Mittner, Storia della letteratura tedesca, II. Dal pietismo al romanticismo (1700-1820),
tomo secondo, Torino 2002, Einaudi
- A. Reininger, Storia della Letteratura tedesca. Fra l’illuminismo e il postmoderno 17002000, Torino 2005, Rosenberg & Sellier
- V. Žmegač, Breve storia della letteratura tedesca, Torino 2000, Einaudi
Johann Wolfgang Goethe (Frankfurt am Main 1749, Weimar 1832)
Johann Wolfgang Goethe (Joseph Karl Stieler 1828)
Goethe nella campagna romana (Johann Heinrich Wilhelm Tischbein 1787)
DUE GRANDI PERIODI
nella vita di Goethe
• PERIODO DELLO STURM UND DRANG, “RIVOLUZIONARIO” (1771-1774)
GOETHE titanico e prometeico
- ciclo di Inni a verso libero (tra cui Prometheus)
- Die Leiden des jungen Werthers, romanzo epistolare (1774)
• PERIODO “OLIMPICO”, DELLA DEUTSCHE KLASSIK, “CLASSICISMO TEDESCO”
soggiorno di Goethe a Weimar
→ Wilhelm Meisters Lehrjahre (1795-1796)
Das Heilige Römische Reich Deutscher Nation
Goethehaus in Frankfurt
Johann Caspar Goethe e Katharina Elisabeth Textor
Käthchen Schönkopf
Susanna Katharina von Klettenberg
Von deutscher Baukunst [Sull’architettura tedesca, 1771]
• DUOMO di Strasburgo come ESEMPIO dell’ARTE TEDESCA DEL PASSATO come ARTE
POPOLARE, conforme allo SPIRITO TEDESCO, all’INTIMA ESSENZA DEL POPOLO
Nella sua MOLTEPLICITÀ ARCHITETTONICA l’arte gotica del duomo di Strasburgo è riconducib
a una sua UNITÀ ORGANICA → concetto dell’UNO-TUTTO
• ELOGIO alle silografie di DÜRER (Norimberga, 1451-1528)
Melancholia (1514)
Johann Gottfried Herder
Friederike Brion
Lili Schönemann
Charlotte Buff
Discorso Zum Shakespeare-Tag [Per il compleanno di Shakesperare, 1771]
scritto una celebrazione dell’autore inglese tenuta nella casa paterna a Francoforte.
Shakespeare come GENIO che ha interpretato il CARATTERE POPOLARE. Il suo teatro è
definito un Raritätenkasten, CALEIDOSCOPIO della VARIETÀ UMANA, rappresenta la
TOTALITÀ DELLA VITA, LA MOLTEPLICITÀ DEL REALE ricondotta a una sua UNITÀ.
ESPERIENZA
dello Sturm und Drang
• Caratteristiche del movimento: AZIONE, DINAMISMO, RIBELLIONE CONTRO L’AUTORITÀ PATERNA E
REGALE, CONTRO la SOCIETÀ e le SUE ISTITUZIONI (Kraftkerl, l’uomo forte, virile; Selbsthelfer,
l’uomo che “si aiuta da sé”)
• ENFATIZZAZIONE DEL «GENIO» POETICO: FORZA CREATRICE INESAUSTA
«Io! che sono tutto per me, io che conosco tutto soltanto attraverso di me!»
Ich, Der ich mir alles bin, der ich alles nur durch mich kenne!
• FIGURE PROMETEICHE, TITANICHE, DINAMICHE
→ Inno Prometheus. Prometeo: l’uomo d’azione, sentimento dionisiaco.
→ Werther
→ Götz von Berlichingen
Prometheus (Prometeo, 1773-74)
Bedecke deinen Himmel, Zeus,
Mit Wolkendunst!
Und übe, Knaben gleich,
Der Diesteln köpft,
An Eichen dich und Bergeshöhn!
Musst mir meine Erde
Doch lassen stehn,
Und meine Hütte,
Die du nicht gebaut,
Und meinen Herd,
Um dessen Glut
Du mich beneidest.
Copri il tuo cielo, Giove,
Con il vapore delle tue nubi
Ed esercita la tua forza, come il fanciullo,
Che svetta i cardi
Sulle querce e sui monti!
Devi lasciar stare
La mia terra,
E la mia capanna,
Che tu non hai costruito,
E il mio focolare
Per la cui fiamma
Tu mi invidi.
Ich kenne nichts Ärmer’s
Unter der Sonn’ als euch Götter.
Ihr nähret kümmerlich
Von Opfersteuern
Und Gebetshauch
Eure Majestät
Io non conosco nulla di più meschino
Sotto il sole di voi dei.
Voi nutrite miseramente
Di oboli
E di un alitar di preghiera
La vostra maestà
Prometheus (Prometeo, 1773-74)
Und darbtet, wären
Nicht Kinder und Bettler
Hoffnungsvolle Toren.
E a stento vivreste,
Se fanciulli e mendicanti
Non fossero folli pieni di speranza
Da ich ein Kind war,
Nicht wusste, wo aus, wo ein,
Quando ero un bambino,
Non sapevo, dove fuori, dove dentro (mi sentivo
perduto)
Volgevo il mio occhio smarrito
Al sole, come se lassù ci fosse
Un orecchio per sentire il mio lamento
Un cuore come il mio,
Che avesse compassione dell’oppresso.
Kehrte mein verirrtes Aug’
Zur Sonne, als wenn drüber wär
Ein Ohr, zu hören meine Klage,
Ein Herz wie meins,
Sich des Bedrängten zu erbarmen.
Wer half mir wider
Der Titanen Übermut?
Wer rettete vom Tode mich,
Von Sklaverei?
Chi mi aiutò contro
La tracotanza dei titani?
Chi mi salvò dalla morte,
Dalla schiavitù?
Prometheus (Prometeo, 1773-74)
Hast du’s nicht alles selbst vollendet,
Heilig glühend Herz?
Und glühtest, jung und gut,
Betrogen, Rettungsdank
Dem Schlafenden dadroben?
Non hai tu stesso tutto compiuto,
Sacro ardente cuore?
E ardevi, giovane e buono,
Ingannato, rivolgendo il tuo ringraziamento per la
salvazione
a colui che dormiva lassù?
Ich dich ehren? Wofür?
Hast du die Schmerzen gelindert
Je des Beladenen?
Hast du die Tränen gestillet
Je des Geängsteten?
Io onorarti? Per che cosa?
Hai tu mai lenito i dolori
Dell’afflitto?
Hai mai calmato le lacrime
Di colui che ha paura?
Hat nicht mich zum Manne geschmiedet
Die allmächtige Zeit
Und das ewige Schicksal
Meine Herrn und deine?
Non mi hanno forgiato a uomo
Il tempo onnipotente
E il destino eterno
Miei e tuoi signori?
Prometheus (Prometeo, 1773-74)
Wähntest du etwa,
Ich sollte das Leben hassen,
In Wüsten fliehn,
Weil nicht alle Knabenmorgen –
Blütenträume reiften?
Credevi tu forse
Che avrei odiato la vita
Che sarei fuggito nei deserti,
Perché non tutti i sogni fioriti
di fanciullo si realizzavano?
Hier sitz’ ich, forme Menschen
Nach meinem Gebilde,
Ein Geschlecht, das mir gleich sei,
Zu leiden, weinen,
Geniessen und zu freuen sich,
Und dein nicht zu achten,
Wie ich.
Qui siedo io, creo uomini
A mia immagine,
Un genere, che mi assomigli,
Per soffrire, piangere,
Godere e rallegrarsi
E non curarsi di te
Come me.
1775: il diciottenne Karl August, duca di Sassonia Weimar, invita Goethe a Weimar come
suo personale educatore. La madre, la principessa Anna Amalia, rimasta vedova a
diciotto anni, gli ha ceduto il trono.
Charlotte von Stein
Viaggio di Goethe in Italia
TRA LE OPERE DI
GOETHE DEL PERIODO WEIMARIANO
RICORDIAMO:
- liriche, in cui compare la figura del VIANDANTE (WANDERER) – l’uomo che vaga e si addentra nella natura,
ammirandola e sottoponendo se stesso ai suoi fenomeni. Si tratta di una figura già presente nei Lieder
goethiani del periodo stürmeriano
- romanzo Wilhelm Meisters Theatralische Sendung (scritto negli anni 1777-1785, mai pubblicato
dall’autore, uscito poi nel 1911). Sorta di “antecedente” del Wilhelm Meisters Lehrjahre (1795-1796).
Wilhelm Meisters Wanderjahre (1829)
- dramma Iphigenie auf Tauris, rappresentato per la prima volta nel 1779 e poi rielaborato nel 1787 in
versi (endecasillabi sciolti) durante il soggiorno italiano
- dramma Torquato Tasso (1790), dramma dell’artista italiano nel “corpo a corpo” con la sua opera
- Faust. Tragödie erster Teil (1808), Tragödie zweiter Teil (1832)
- romanzo Die Wahlverwandtschaften (1809)
Friedrich Schiller (Marbach am Neckar 1759, Weimar 1805)

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