Il gatto nero tra leggenda e legge

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Il gatto nero tra legge e leggenda
Dott.ssa Eleonora Piraino
Responsabile del Tribunale degli Animali di Roma
Praticante abilitato presso il Foro di Roma
Studiosa presso la cattedra di Diritto Penale dell’università La Sapienza di Roma
www.eleonorapiraino.it
mobile: (+39) 339.5016032 / e-mail: [email protected]
Aidaa - Associazione per la Difesa di Animali e Ambiente www.aidaa.net
Il gatto nero ed io ringraziamo…
Dott.ssa Eleonora Piraino
Responsabile del Tribunale degli Animali di Roma
Praticante abilitato presso il Foro di Roma
Studiosa presso la cattedra di Diritto Penale dell’università La Sapienza di Roma
www.eleonorapiraino.it
mobile: (+39) 339.5016032 / e-mail: [email protected]
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Il gatto nero tra legge e leggenda
Il gatto nell’Antico Egitto
1° legge a tutela degli animali: era vietato far del male ai gatti o trasferirli al di fuori del Regno
dei Faraoni. In caso di incendio o qualsiasi emergenza che richieda l'evacuazione di
un'abitazione, il gatto doveva essere salvato prima di ogni altro membro della famiglia e degli
oggetti che si trovavano nella casa. Per i trasgressori era prevista la pena di morte.
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Il gatto nero tra legge e leggenda
L’avvento del Cristianesimo
I culti pagani devono essere cancellati o, se
non si riesce ad estirparli, devono essere
in qualche modo assimilati. Tanto che
antichi dei vengono trasformati in demoni,
creature maligne da combattere. E il gatto
nero, alleato di Iside, la dea della notte, da
sacro diventa diabolico e maligno e,
quindi, pericoloso.
Dott.ssa Eleonora Piraino
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Il gatto nero tra legge e leggenda
Il MedioEvo
Rappresenta un periodo
buio di ignoranza e
malafede in cui i gatti neri
vengono considerati un
terribile nemico da
distruggere con ogni
mezzo: i gatti neri
venivano bruciati sul rogo
insieme alle streghe.
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Il gatto nero tra legge e leggenda
Papa Gregorio IX e la bolla papale Vox in Rama
Sembra proprio che lo sterminio dei gatti neri inizi, appunto, nel Medioevo.
Per colpa di quella che può essere considerata una legge per i credenti,
ovvero una bolla papale. Il 13 giugno 1233 papa Gregorio IX emanò la bolla
Vox in Rama con la quale il pontefice condannava gli eretici, tra i quali,
ovviamente, le streghe. In una parte di questa bolla il pontefice parla del
momento di difficoltà che la Chiesa viveva in quegli anni, dicendo che il
demonio insidiava il cammino degli uomini di buona volontà arrecando così
alla Chiesa sofferenze fisiche e morali. Dopodiché dice che contro questo
stesso ordine di cose bisognava insorgere e armarsi. Dopo di ciò, per far
capire il momento di difficoltà che la Chiesa stava attraversando, parla di
un’ammucchiata tra uomini e bestie che segue l’entrata in scena proprio di un
gatto nero, identificato con Satana.
A questa bolla, che di fatto identificava Satana col gatto nero, seguì uno
sterminio di gatti neri avvenuto nel nome di Dio.
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Il gatto nero tra legge e leggenda
Papa Innocenzo VIII e la bolla papale Summis
desiderantes affectibus
Nel 1484 papa Innocenzo VIII con la sua
bolla papale “Summis desiderantes
affectibus” decretò la caccia alle
streghe. Anche solo dar del cibo ad un
gatto nero era sufficiente perché una
donna venisse accusata di pratiche
diaboliche.
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Il gatto nero tra legge e leggenda
Maometto e la gatta Muezza
Muezza, la gatta di Maometto, godeva di un singolare privilegio:
poteva dormire sulla veste del Profeta. Un giorno Maometto
dovette allontanarsi proprio mentre Muezza riposava e lui, pur
di non disturbare il sonno della micia, tagliò la manica della
veste. Al suo ritorno in segno di riconoscenza Muezza si inchinò
al padrone e Maometto la accarezzò, garantendo così al gatto
un posto in Paradiso. Muezza fu protagonista anche di un
miracolo di Maometto. Un giorno mentre il profeta viaggiava in
groppa ad un cammello il gatto inavvertitamente scivolò via dal
mantello del profeta nel quale riposava. Maometto, vedendola
cadere di schiena, con la forza del pensiero, la rigirò facendola
atterrare, così, sulle zampe. Ecco perché i gatti atterrano
sempre in questo modo.
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Il gatto nero tra legge e leggenda
Maltrattamento di animali
Art. 544 ter del Codice Penale
1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona
una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a
sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori
insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è
punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con
la multa da 3.000 a 15.000 euro.
2. La stessa pena si applica a chiunque somministra
agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li
sottopone a trattamenti che procurano un danno
alla salute degli stessi.
3. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui
al primo comma deriva la morte dell'animale.
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Il gatto nero tra legge e leggenda
Uccisione di animali
Art. 544 bis del Codice Penale
1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona
la morte di un animale è punito con la reclusione da
tre mesi a diciotto mesi.
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Il gatto nero tra legge e leggenda
Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia
Bruxelles del 13 Novembre 1987
1. E' introdotto il reato di traffico illecito di animali da compagnia che punisce con la reclusione da tre
mesi a un anno e con la multa da euro 3.000 a euro 15.000 chiunque introduca sul territorio
nazionale animali da compagnia privi di sistemi per l'identificazione individuale e delle necessarie
certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale;
2. L'uccisione di animale ex art. 544 bis c.p. è punita non più con la reclusione da 3 a 18 mesi, ma con la
reclusione da 4 mesi a 2 anni;
3. Il maltrattamento di animali ex art. 544 ter c.p. è punito non più con la reclusione da 3 mesi ad 1
anno o con la multa da 3.000 a 15.000€, ma con la reclusione da 3 a 18 mesi o con la multa da 5.000 a
30.000€ e tali pene vengono raddoppiate qualora dal maltrattamento derivi la morte dell'animale;
4. Diventa maltrattamento di animale anche il taglio o l'amputazione della coda o delle orecchie, la
recisione delle corde vocali, l'asportazione delle unghie o dei denti e altri interventi chirurgici destinati
a modificarne l'aspetto o finalizzati a scopi non terapeutici, a meno che non sia eseguito da un medico
veterinario per scopi terapeutici o per impedire la riproduzione dell'animale o quando l'intervento è
considerato dallo stesso medico veterinario utile al benessere del singolo animale.
Dott.ssa Eleonora Piraino
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Il gatto nero tra legge e leggenda
Principio del favor rei
Art. 2 comma 4 del Codice penale
Se la legge del tempo in cui fu commesso il
reato e le posteriori sono diverse, si
applica quella le cui disposizioni sono
più favorevoli al reo.
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Uccisione di animali
Art. 544 bis del Codice Penale
1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona
la morte di un animale è punito con la reclusione da
tre mesi a diciotto mesi.
Uccisione di animali altrui
Art. 638 del Codice Penale
Chiunque senza necessità uccide o rende inservibili o comunque deteriora
animali che appartengono ad altri è punito, salvo che il fatto costituisca più
grave reato, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno
o con la multa fino a euro 309.
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