Processo penale e metodo scientifico: il terreno comune del

Report
Le nuove prove scientifiche
1. La Bloodstain Pattern Analysis
2. La Bloodstain Pattern Analysis: nuova prova atipica
3.
Rapporti tra nuove prove scientifiche e prove atipiche
4. L’idoneità probatoria
5. Nuove prove scientifiche e neuroscienze
6. Prova scientifica e coercizione
La Bloodstain Pattern Analysis
La giurisprudenza ammette la Bloodstain Pattern Analysis (BPA) in
quanto ritiene che sussista un diffuso consenso nella comunità
scientifica internazionale.
E’ una tecnica di indagine e di ricostruzione del fatto basata
sull’analisi delle macchie ematiche. Essa infatti consente di
ricavare , in via induttiva , informazioni circa le modalità di
svolgimento di un’azione criminosa violenta (posizione
dell’aggressore e della vittima al momento del fatto , numero e
caratteristiche dei colpi inferti , natura dell’arma utilizzata ,
successivi movimenti dell’aggressore, ecc. ) dall’analisi delle
macchie di sangue presenti sulla scena del crimine, in ragione
della loro quantità , morfologia , posizione , distribuzione , ecc .
La Bloodstain Pattern Analysis
• la Corte ha ritenuto che la BPA non si fondi su leggi
scientifiche nuove bensì sull’applicazione di quelle ,
ampiamente collaudate , della matematica –e , in
particolare , della geometria- , della fisica , della biologia
e della chimica.
• Peraltro, il metodo, essenzialmente combinatorio , in
base ad esse costruito , risulta relativamente innovativo
soltanto per il nostro paese poiché esso costituisce
oggetto di sperimentata ed abituale prassi giudiziaria nei
paesi anglosassoni ed in Germania.
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La Bloodstain Pattern Analysis : il caso
Cogne
• Il caso analizzato dalla Corte di cassazione
noto
all’opinione pubblica come omicidio di Cogne, concerne
l’omicidio di un bimbo avvenuto nella camera da letto
dell’abitazione e di cui era imputata la madre
• il perito , all’esito dell’analisi condotta con metodo BPA ,
aveva concluso per il sicuro indossamento dei soli
pantaloni del pigiama da parte di aggressore
inginocchiato sul letto, alquanto a sinistra della vittima ,
mentre i consulenti della difesa ritenevano che il pigiama
fosse adagiato sul letto o sul pavimento e che
l’aggressore avesse agito stando in piedi.
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La Bloodstain Pattern Analysis : il caso
Cogne
• La dimostrazione che l’aggressore indossasse i pantaloni
del pigiama della madre era focale nell’ottica dell’impianto
accusatorio nei confronti di quest’ultima , non essendo
plausibile che un estraneo fosse entrato in casa e avesse
, prima di commettere l’omicidio , dismesso i propri
pantaloni e indossato i pantaloni del pigiama della donna,
togliendoseli subito dopo l’omicidio , vestendo di nuovo i
propri abiti e allontanandosi dalla casa , senza lasciare
traccia . Il tutto in un lasso di tempo di appena otto
minuti , in cui il bambino era rimasto solo in casa poiché
la madre era andata ad accompagnare l’altro figlio alla
fermata del bus (Cass, sez. I , 21 maggio 2008 n. 31456
, Cass. pen 2009 , 1840).
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La Bloodstain Pattern Analysis : prova
atipica?
• la Corte ha ritenuto che la BPA non si fondi su leggi
scientifiche
ma utilizzi un metodo essenzialmente
combinatorio
di
tecniche
esistenti
che
risulta
relativamente innovativo soltanto per il nostro paese
poiché esso costituisce oggetto di sperimentata ed
abituale prassi giudiziaria nei paesi anglosassoni ed in
Germania.
• la Corte ha escluso che la BPA possa essere ascritta al
novero delle prove atipiche, essendo riconducibile al
genus della perizia (art. 220 c.p.p.)
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La Bloodstain Pattern Analysis : nuova
prova ex art. 189 c.p.p.?
• Si è fatto presente tuttavia che nella BPA non è possibile
circoscrivere l’oggetto della perizia, né esso è
predeterminato o tipizzato dalla legge; quindi l’indagine
con la tecnica del BPA riguardare i più diversi campi e le
più svariate discipline.
• Può ritenersi che sia un nuova prova?
• La Cassazione nel caso Cogne ha affermato che la
natura peculiare e inconsueta degli accertamenti
non vale a determinare la traslazione al novero delle
prove atipiche , quali , ad esempio , devono considerarsi ,
secondo la giurisprudenza , le riprese visive o
videoregistrazioni .
• Non è pertanto applicabile il disposto dell’art 189 cpp ,
secondo cui l’ammissione delle prove non disciplinate
dalla legge deve essere preceduto dall’audizione delle
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parti sulle modalità della loro
prove atipiche o perizia?
• In tema di prova scientifica e di evoluzione scientifica, si
deve richiamare il disposto dell’art 189 cpp , secondo cui
l’ammissione delle prove non disciplinate dalla legge deve
essere preceduto dall’audizione delle parti sulle modalità
della loro assunzione.
• Deve applicarsi l’art. 189 c.p.p. ogni qual volta entri nel
processo una nuova prova scientifica avvero una prova
che si avvale di metodologie scientifiche nuove fino ad
allora sconosciute ?
• o si applica l’art. 220 c.p.p. ovvero lo strumento classico
della perizia?
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Le prove atipiche
• L’art. 189 c.p.p. prevede la richiesta di assunzione di una
prova non disciplinata dalla legge (atipica) a due
condizioni:
• A) la idoneità della prova ad assicurare l’accertamento dei
fatti ( idoneità probatoria);
• B) la prova non deve pregiudicare la libertà morale della
persona ( art.188 c.p.p.).
Nelle prove tipiche il giudizio di idoneità probatoria è già
compiuto da monte dal legislatore, nelle prove atipiche viene
effettuato di volta in volta dal giudice, il quale esercita un
controllo sulla idoneità alla luce del dibattito e
accreditamento dalla comunità scientifica.
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Rapporti tra nuova prova scientifica e
prova tipica
• Occorre distinguere la prova scientifica nuova dalle prove
atipiche. La prova scientifica nuova entra nel processo
attraverso lo strumento della perizia o della consulenza.
La prova atipica richiede l’applicazione dell’art. 189 c.p.p.
• La peculiarità dell’oggetto degli accertamenti non deve
essere confuso con l’atipicità del mezzo di prova , poiché
si tratta comunque di attività rientrante a tutti gli effetti
nell’ambito dell’art 220 cpp , a norma del quale il giudice
dispone perizia quando occorre svolgere indagini o
acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche
competenze tecniche , scientifiche o artistiche
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Rapporti tra nuove prove scientifiche e
prova atipica
• D’altra parte si obietta che le conoscenze di natura
scientifica o tecnologica vengono introdotte nel processo
con gli strumenti della perizia e della consulenza tecnica.
• Di regola le nuove tecniche di accertamento ,come , ad
esempio , la stilometria o la simulazione del fatto al
computer, non sono prove in sé atipiche bensì modalità di
espletamento di prove tipiche ( perizia , esperimento
giudiziale ecc).
• Né sarebbe auspicabile una loro regolamentazione
normativa , essendo lo strumento della legge troppo
rigido per incorporare protocolli operativi che
richiederebbero continui aggiornamenti
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Le obiezioni
• in dottrina si osserva che la valutazione giudiziale ex art.
189 c.p.p. sull’idoneità probatoria attribuisce al giudice il
potere di prescrivere all’esperto quale metodo scientifico
adottare, ciò che varrebbe a trasferire dalla legge al
giudice un potere di normazione dell’epistemologia
scientifico-tecnica.
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L’idoneità probatoria
• La valutazione della idoneità probatoria ex art. 189 c.pp.
richiede:
• A) la validità teorica del principio , della metodologia ,
della tecnica
e delle eventuali apparecchiature e
strumentazioni che ci si propone di impiegare
nell’accertamento probatorio;
• B) l’adeguatezza dello strumento scientifico-tecnico alla
ricostruzione del fatto che è specifico oggetto di prova.
Deve cioè trattarsi non soltanto di una validità in sé ma
anche di un’attitudine probatoria nel caso concreto ,
apprezzabile in virtù della correlazione gnoseologica dello
strumento scientifico-tecnico con le questioni che si
pongono nella ricostruzione del singolo fatto .
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L’idoneità probatoria
• C) La controllabilità del corretto uso pratico. La verifica
della correttezza d’uso dovrà essere effettuata nel corso
dell’assunzione della prova e, conclusivamente , nel
momento della valutazione. Ma già nella fase
dell’ammissione deve risultare l’esistenza di criteri capaci
di adempiere a tale compito . Non è dunque ammissibile
uno strumento scientifico-tecnico di prova che già a priori
si presenti come insuscettibile di verifica nella sua
correttezza d’uso.
• D) La qualificazione dell’esperto , alla stregua dei suoi
titoli scientifici e professionali e della sua esperienza
nell’applicazione della metodica in disamina.
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L’idoneità probatoria
• E) La comprensibilità dello strumento probatorio scientificotecnico. Si è infatti ritenuto che una risorsa scientificotecnica che si presenti con una esasperata sofisticazione , sì
da sfuggire alla comprensione delle parti e del giudice , pur
nel più attento e scrupoloso uso del “sapere comune “ , si
sottragga al controllo che in sede giudiziale deve essere
effettuato:
• nella fase dell’ammissione , per verificare la sussistenza dei
requisiti appena menzionati ;
• nella fase dell’assunzione , per assicurarsi che il sapere
dell’esperto venga acquisito correttamente e compiutamente
, secondo le regole che presiedono al formarsi della
conoscenza giudiziaria ;
• nella fase della valutazione per inferire razionalmente dalle
risultanze dell’operazione probatoria scientifico-tecnica il
dato storico che sarà assunto nel substrato fattuale della
decisione.
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L’idoneità probatoria: in sintesi la
valutazione ex art. 189 c.p.p.
• Dunque strumenti probatori scientifico-tecnici che già
nella fase dell’ammissione non promettono la loro
comprensione ad opera del giudice e delle parti nel
momento della valutazione non soddisfano il requisito
dell’idoneità probatoria e sono conseguentemente
inammissibili.
• L’inosservanza dell’art 189 cpp integra comunque una
nullità a regime intermedio onde è necessaria una
tempestiva deduzione
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Neuroscienze forensi e prova scientifica
• Le neuroscienze forensi
rappresentano i dati
neuroscientifici rilevanti ai fini della valutazione giudiziaria
dell'idoneità delle teorie e delle metodologie della
neuroscienza a costituire valida prova scientifica
all'interno del processo.
• Dette discipline, in quanto recentissime e in continua
evoluzione,
rientrano nella categoria della prova
scientifica nuova (art. 189 c.p.p.), ovvero tali discipline
assai innovative vengono acquisite nel processo
attraverso gli strumenti probatori tipici della perizia?
• Ci si chiede quindi se sia applicabile l’art. 189 c.p.p. con
la conseguenza che il giudice deve disporre in ordine alla
loro ammissione o l’art.220 c.p.p.
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La perizia neuroscientifica
• L’ingresso delle neuroscienze forensi nel processo ai fini
della prova della non imputabilità, avviene attraverso la
consulenza tecnica o la perizia ex art. 220 c.p.p. dal
momento che la loro applicazione richiede particolari
cognizioni tecniche
• Quindi è tipico il cpntenitore della perizia o della
consulenza anche se a tali discipline sembrerebbero
entrare nella categoria della “nuova prova scientifica”, iin
quanto discipline innovative anche se acquisite con
strumenti probatori tipici
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La perizia neuroscientifica
• Parte della dottrina propende per una applicazione
analogica dell’art. 189 c.p.p. anche al caso della nuova
prova scientifica, in modo da attribuire al giudice il
compito di arginare ed espellere dal processo la “cattiva
scienza”, di creare una barriera al suo ingresso. Tuttavia
si contesta l’applicazione dell’art. 189 c.p.p. che non
distingue tra strumenti scientifici nuovi e strumenti
scientifici controversi
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conclusioni
• Concludendo le neuroscienze forensi ( e la genetica
comportamentale) impiegate dal consulente di parte o dal
perito per valutare la capacità di intendere e di volere di
un individuo, in quanto nuova scienza – dovranno essere
sottoposte al duplice vaglio di cui all’art. 189 c.p.p.:
idoneità probatoria e rispetto della libertà morale
dell’individuo; in caso di esito positivo, verranno
ammesse nel contraddittorio delle parti.
• il giudizio di idoneità probatoria ex art. 189 c.p.p. dovrà
essere condotto alla stregua dei criteri indicati.
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conclusioni
• la giurisprudenza ha aperto le porte a questa nuova
scienza, ma a condizione che ciò avvenga in modo
controllato, corretto e per fini probatori ben precisi. Le
neuroscienze possono essere utilizzate per rendere più
completa una perizia o una consulenza psichiatrica, ma
non per ulteriori finalità, quali ad esempio il nesso di
causalità –dipendenza tra modificazione cerebrale o
genetica e tendenza al crimine o pericolosità sociale, al
fine di limitare la libertà personale degli individui
• L’apporto delle neuroscienze nel processo penale avviene
in aggiunta ai tradizionali strumenti, oltre all’esame cinico
quello biologico della malattia psichica.
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