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Archivi aperti:
questi sconosciuti.
Ilaria Fava
Editor italiana di E-LIS,
Eprints in Library and
Information Science
Un po' di contesto
L'Open Access è un movimento internazionale, nato
all'interno della comunità scientifica e accademica con
l'obiettivo di favorire la libera circolazione del sapere.
2
Perché Open Access?
Per aumentare la disseminazione dei risultati della ricerca e
diminuirne i costi, attraverso strategie complementari.
Iniziato come discussione accademica il movimento coinvolge
autori, università ed enti di ricerca, editori, bibliotecari.
Open Access = accesso aperto alla conoscenza
3
Iniziative: la BOAI
La Budapest Open Access Initiative (BOAI) del 2002, segna la
nascita del movimento OA e ne delinea le due strategie per la
realizzazione dell’accesso aperto alla letteratura scientifica: l’Open
Access Self-Archiving e l’Open Access Publishing.
BOAI <http://www.soros.org/openaccess/shtml>
4
Iniziative: la Dichiarazione di Bethesda
La Dichiarazione di Bethesda (Maryland 2003) ha affermato
una serie di principi che sanciscono l’impegno assunto dagli
aderenti, istituzioni, biblioteche, editori, società scientifiche e
studiosi, ad operare concretamente a sostegno dell’accesso
aperto della letteratura scientifica di area biomedica.
http://www.earlham.edu/~peters/fos/bethesda.htm
5
Iniziative: La Dichiarazione di Berlino
La Dichiarazione di Berlino (2003), firmata da importanti
istituzioni pubbliche e private di tutto il mondo, ha sancito il
sostegno delle istituzioni aderenti al paradigma dell’Open
Access ed alle strategie indicate da BOAI.
Incoraggia i ricercatori a pubblicare secondo i principi
dell’accesso aperto.
È il documento di riferimento per successive dichiarazioni a
sostegno dell’accesso aperto prodotte da comunità
scientifiche nazionali.
http://www.zim.mpg.de/openaccess-berlin/berlindeclaration.html
6
Iniziative: La Dichiarazione di Messina
La Dichiarazione di Messina a supporto della
disseminazione della conoscenza attraverso
l’accesso aperto viene firmata il 4 novembre
2004 da 32 atenei (sui 77 aderenti alla CRUI)
http://www.aepic.it/conf/viewpaper.php?id=49&cf=1
7
Pubblicare OA
Una pubblicazione può dirsi ad accesso aperto solo se:
1. garantisce a tutti i possibili utenti il diritto di accesso gratuito
e l'autorizzazione libera, irrevocabile, estesa e perpetua, a riprodurre,
scaricare, distribuire, stampare per uso personale l'opera dell'ingegno,
purché ne sia riconosciuta la paternità intellettuale; l'autore (o gli autori)
rimane unico detentore dei diritti materiali e immateriali sull'opera;
2. viene depositata in forma integrale, inclusi eventuali materiali
supplementari e in un formato elettronico che rispetti uno standard
internazionalmente riconosciuto, in un archivio in linea che impiega
standard tecnici adeguati.
[Dichiarazione di Bethesda sull’OA]
8
Strategie : Golden Road
(1)
Riviste open-access
I ricercatori necessitano dei mezzi per lanciare una nuova
generazione di riviste ad accesso aperto, e per sostenere le
riviste esistenti a cambiare il proprio modello di accesso.
Inoltre, esistono riviste che, accanto al tradizionale modello
di pubblicazione a stampa, propongono anche l'edizione open
access.
9
Strategie : Golden Road (2)
Accesso libero ad ogni articolo pubblicato.
Mantenimento del copyright da parte dell’autore:
•
– l’autore si impegna tuttavia a garantire sui propri
contributi il diritto a riprodurli, utilizzarli, distribuirli,
trasmetterli, con l’unica limitazione data dalla corretta
attribuzione di paternità e citazione.
Gratuità dell’accesso
•
– i costi di pubblicazione delle riviste ad accesso
aperto devono essere coperti con strumenti diversi
dai costi di abbonamento o di accesso (BOAI).
10
Golden Road = Riviste OA
Esempi:
1. DOAJ - Directory of Open Access Journals
http://www.doaj.org/
2. Bibliotime http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/
3. AIDAinformazioni
http://www.aidainformazioni.it/indici/tuttonline/
4. Repertorio delle riviste italiane Open Access
http://wiki.openarchives.it/index.php/Riviste_italiane_OA
11
Strategie : Green Road
Self-Archiving: i ricercatori necessitano di strumenti e
assistenza per depositare i loro articoli referati in
archivi aperti digitali, una pratica definita self-archiving.
Green Road = Open Archives
12
Limited Access: Limited Research Impact
Inizia il ciclo:
La ricerca è
conclusa
I ricercatori scrivono il
“pre-print” pre-referaggio
12-18 Mesi
Submission a una rivista
“Peer-Review”
Slide di Tim Brody, tratte dal
materiale di Stevan Harnad per la
promozione del self-archiving:
Revisioni dell'autore
“Post-print” referato: accettato,
certificato, pubblicato da una rivista
I ricercatori hanno accesso al
documento solo se l'istituzione di
riferimento ha un abbonamento
alla rivista
27 ottobre 2009
Tim Brody, Stevan Harnad The research impact cycle
http://www.ecs.soton.ac.uk/~harnad/Temp/self-archiving.htm
Nuovo ciclo di impatto:
Nuove ricerche a partire
dalle ricerche esistenti
13
Maximized Research Access and Impact Through Self-Archiving
Inizia il ciclo di
impatto: la ricerca
è conclusa
Il ricercatore scrive un
pre-print non ancora
referato
Il pre-print viene
autoarchiviato
nell'archivio
istituzionale
Months
Mesi
12-18
12-18
Il pre-print viene inviato ad una rivista
Il pre-print passa la revisione di
un comitato di esperti – “PeerReview”
Il pre-print viene rivisto
dall'autore
L'articolo viene accettato da una
rivista, che ne certifica la qualità
scientifica e lo pubblica
Il ricercatore ha accesso al suo
articolo solo se la sua istituzione
ha un abbonamento alla rivista
27 ottobre 2009
L'articolo viene
pubblicato su una
rivista OA o a
pagamento, e
autoarchiviato
nell'archivio istituzionale
dal ricercatore
Nuovo ciclo di impatto:
l'impatto della ricerca
autoarchiviata è
MAGGIORE (e più
RAPIDO) perchè
l'accesso è massimo (e
accelerato)
Nuovo ciclo di impatto:
Nuove ricerche costruite su
quelle esistenti
14
15
Open Archive Initiative (OAI)
Nasce allo scopo di facilitare la disseminazione di
contenuti scientifici.
Sviluppa e promuove gli standard che garantiscono
l’interoperabilità.
Obiettivo principale: rafforzare l’accesso agli archivi di
e-prints come mezzo per garantire la disponibilità dei
risultati di ricerca.
16
Cosa è un Open Archive (1)


Un Open Archive è un archivio preposto al deposito
dei documenti scientifici, in forma elettronica, alla loro
gestione e conservazione.
Gli e-prints sono copie elettroniche di documenti di
vario genere (articoli, capitoli di monografie,
monografie intere..) accessibili on-line a partire da un
repository, e si dividono in
•
•
1. pre-prints
2. post-prints
•
3. post-post-prints
17
Cosa è un Open Archive (2)
Per repository si intende un archivio aperto in linea che
renda disponibile in forma digitale la cosidetta letteratura
grigia (pre-prints, dispense, tesi, ecc…) senza effettuare
validazioni qualitative sui contenuti (peer-review);
ogni repository prevede però limitazioni al deposito
dettate da proprie policy interne (ad es.il deposito di soli
documenti che abbiano forma finita e che siano pronti ad
entrare nel workflow editoriale).
18
Distribuzione degli Open Archives nel mondo: visualizzazione
per area geografica e software utilizzato.
Fonte: http://maps.repository66.org/
19
Self-archiving


Molti sono i ricercatori che da alcuni anni archiviano i
loro lavori sui server delle loro istituzioni o in server
disciplinari, per esempio per la biomedicina,
l’economia, l'astronomia, la chimica, ...
la matematica, dopo la fisica, è il campo, dove si è
fatto l'uso più massiccio di server di pre-print
Open Archive di Fisica: http://arxiv.org/
20
I modelli di Open Archives:
tecnici e organizzativi




Numerose sono le esperienze nel mondo e anche le tipologie
tecniche
 modello accentrato (arXiv.org)
 modello distribuito (RePEc)
A livello organizzativo le scelte possono essere
 server istituzionali (institutional repositories)
 server subject-based o disciplinari (central repositories)
Esistono inoltre altre soluzioni:
gli “umbrella server” (specie di MetaOA)
individual data provider (modello Kepler)
21
Strumenti: Open Archives
“Sostanzialmente, un modo per supportare l’accesso aperto
è quello di continuare a pubblicare nelle riviste tradizionali
esistenti munite di peer-review, ma contemporaneamente
praticare l’auto-archiviazione di quanto sottomesso alle riviste
a stampa o on-line.
In questo modo si attua un doppio binario: da una parte il
deposito immediato entro un archivio di e-print pubblicamente
accessibile (istituzionale o disciplinare), dall’altra la
sottomissione alla rivista secondo il processo tradizionale”.
Antonella De Robbio, Auto-archiviazione per la ricerca
22
Archivi aperti disciplinari
Gli Archivi aperti disciplinari rappresentano un momento di
aggregazione forte all’interno delle comunità scientifiche e un
canale autonomo e parallelo per lo scambio dei risultati della
ricerca.
Contengono materiali di un settore disciplinare specifico, a
volte anche molto ristretto. Il workflow di deposito piuttosto
rigido è indispensabile per evitare l'immissione di materiali
non appropriati o non rispondenti alle policies dell'archivio.
23
Earth-prints, archivio disciplinare per le ricerche scientifiche
in Geofisica, Vulcanologia, Scienze della Terra
24
Archivi aperti istituzionali
(o Institutional Repositories – IR)
Gli Archivi aperti istituzionali, in quanto “collezioni
elettroniche” che raccolgono e custodiscono i contenuti
scientifici di un’istituzione, possono divenire parti
integranti delle istituzioni, testimoni della loro cultura e
memoria storica, ma anche strumenti di valutazione delle
attività e delle produzioni intellettuali di ogni singola
istituzione.
È previsto un accesso ristretto nel caso di documenti
relativi a ricerche non ancora pubblicate, brevetti, etc.
25
Archivi istituzionali: cosa sono




I depositi istituzionali di documenti sono collezioni digitali
che raccolgono e conservano la produzione intellettuale
delle comunità accademiche.
Possono essere considerati estensione naturale delle
responsabilità dell’istituzione in qualità di generatori di
ricerca primaria.
Sono potenzialmente la componente più importante
nell’evoluzione della struttura dei nuovi modelli di
comunicazione scientifica.
Sono la vetrina della produzione scientifica di un ente.
26
LUISS - Libera Università Internazionale degli Studi Sociali
Università degli studi di Napoli-Parthenope
Guido Carli
SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati
Università degli studi di Padova
Università Cattolica del Sacro Cuore
Università degli studi di Parma
Università degli studi della Tuscia
Università degli studi di Pisa
Università degli studi di Bergamo
Università degli studi di Roma Tor Vergata
Università degli studi di Bologna
Università degli studi di Sassari
Università degli studi di Ferrara
Università degli studi di Trento
Università degli studi di Milano
Università degli studi di Trieste
Università degli studi di Milano-Bicocca
Università degli studi Roma Tre
Università degli studi di Napoli Federico II
dell'Insubria
Atenei
firmatari della Dichiarazione di Messina che hannoUniversità
effettivamente
implementato un archivio aperto secondo le linee guida date.
•
http://wiki.openarchives.it/index.php/Applicazione_delle_linee_guida
27
Archivi aperti per la didattica
Un repository di materiale didattico si trova spesso a dover
affrontare problemi di amministrazione decentralizzata.
Un sistema che preveda l’inserimento di materiale didattico
deve risultare sufficientemente flessibile da permettere una
gestione autonoma da parte di ogni docente dei contenuti,
della loro organizzazione e modalità di accesso.
Il riutilizzo del materiale avviene frequentemente deve quindi
essere possibile associare il medesimo materiale a più corsi
28
Archivio della didattica – Università degli studi di Bologna
29
ARIEL, portale della didattica online dell'Università di
Milano
30
Archivi aperti per la ricerca
In un repository di materiale di ricerca rivestono particolare
importanza i tools di supporto al fruitore finale nell’ottica del
riutilizzo e della generazione di nuova conoscenza.
Il materiale di ricerca viene costantemente citato dai
ricercatori che quindi trarrebbero il massimo vantaggio da
tools di export in formato bibliografico e strumenti di ricerca e
navigazione contestuali. In una situazione ideale nello stesso
repository si potrebbero inoltre trovare più versioni dello
stesso articolo (pre-print, post-print, publisher version) tra cui
dovrebbe essere garantita una semplice navigazione.
31
LEAR: Archivio elettronico di ambito linguistico, Università di
Venezia
32
LEAR: dettagli di un record
Full text
disponibile
33
Esempio di archivio della ricerca “blindato”: archivio della ricerca
dell'Università degli studi di Padova
34
Strumenti: Archivi aperti
Self-archiving con impiego di tecnologia open source
Nuove forme di analisi citazionale e indicatori di
performance indipendenti
Preservazione dei contenuti originali, veicolati da
tecnologie digitali, tramite licenze innovative
35
Due le aree di intervento
Iniziative tecnologiche
•
•
•
Strumenti
Protocolli
Standard
Iniziative di Sensibilizzazione
•
Aiutare a superare i problemi al riempimento e alla
crescita di archivi aperti
•
Creare consenso
•
Aumentare la consapevolezza
•
Puntare sul peer-review
36
Strumenti: Archivi aperti
L’ Open Archives Initiative
(OAI, 1999, Santa Fe)
•
– Sviluppo di software open source per i repositories di
eprints (Data Provider)
•
– OAI-PMH: protocollo di interoperabilità
•
– creazione di harvester per servizi centralizzati (Service
Provider)
37
Interoperabilità (1)
Necessità:
•
•
•
– comunicare
all’esterno della propria istituzione
– rendere visibili al mondo i risultati della propria ricerca
– aumentare l’impatto della ricerca, il prestigio degli
autori e dell’istituzione
Possibili soluzioni
•
•
– Depositare
i propri articoli in un archivio aperto
– Esportare i metadati dei lavori depositati nel proprio
archivio attraverso il protocollo standard per aumentare
la visibilità
38
Interoperabilità (2)
Problemi di comunicazione fra sistemi con diversità di
hardware, software, struttura dati
Lo scambio di dati comporta spesso perdite di
contenuto e funzionalità
Soluzioni:
– Schemi di metadati definiti
– Protocolli di trasferimento condivisi
– Crosswalks (mappature) fra schemi di metadati
diversi
39
Il protocollo OAI-PMH (1)


I data provider contengono i documenti depositati
e che supportano il protocollo OAI esponendo i
metadati relativi ai lavori contenuti nel server. Un
data provider gestisce uno o più server, per il
deposito (Web servers repositories)
I service provider usano i metadati dei data
provider come base per la costruzione di servizi a
valore aggiunto.
40
Architettura funzionale (OAI)
Service
Providers
Data Providers
Repository
Repository
OAI-PMH
Repository
Harvester
Repository
Accesso al
materiale di
ricerca
Servizi aggiuntivi avanzati:
- ricerca simultanea
- crosswalk semantico
- etc.
41
Il protocollo OAI-PMH
(2)
I costituenti fondamentali del protocollo
sono:
a. trasporto delle richieste via HTTP
b. strutturazione dei dati in XML
c. Metadati in formato Dublin Core
Simple per garantire l'interoperabilità di
base
42
Metadati (1)
Sono sempre esistiti, anche se si
chiamavano in maniera differente…
– La
descrizione, affidata alle schede del
catalogo cartaceo
– La presentazione, affidata ai frontespizi
delle pubblicazioni monografiche a stampa
43
Metadati (2)
Comunità diverse impiegano diversi
vocabolari di metadati (ontologie): ad es. Dublin
Core, TEI, LOM, ONIX, etc.
Esempi nelle biblioteche: schemi formali per la
catalogazione bibliografica, ad es. UNIMARC:
http://www.ifla.org/VI/3/p1996-1/sec-uni.htm; o schemi
formali per la classificazione semantica, ad es.:
DDC: http://www.oclc.org/dewey/
44
Dublin Core
Dublin Core Metadata Element Set
Nasce nel 1995 durante un workshop organizzato
da OCLC (Online Computer Library Center) e
NCSA (National Center for Supercomputing
Applications) a Dublin (Ohio)
Scopo: definire un set minimo di elementi per
descrivere le pagine web
Mantenuto dalla DC Metadata Initiative
45
Dublin Core simple
“Nocciolo” di 15 elementi
Content
– Coverage
– Description
– Type
– Relation
– Source
– Subject
– Title
Intellectual
Property
– Contributor
– Creator
– Publisher
– Rights
Instantiation
– Date
– Format
– Identifier
– Language
46
Dublin Core qualified
Ogni elemento può essere dotato di qualificatori
usati per rifinirlo, per restringerne l’ambito:
– es. date.created = December 2004
Oppure può essere dotato di qualificatori che
specificano uno schema di codifica:
– es. date.ISO-8601 = 2004-10-05T11.53CET
Esempio DC in un open archive:
http://eprints.rclis.org/archive/00001168/
47
Principii di diritto d’autore
L'idea che scaturisce dal pensiero umano non può
essere oggetto di proprietà intellettuale in quanto
patrimonio dell'intera umanità: ciò che è oggetto di
diritto d'autore è la forma espressiva della
manifestazione di un concetto, di un'idea.
La proprietà intellettuale si riferisce
all'estrinsecazione di un'opera da parte del suo
autore, particolarmente originale, in quella sua
particolare manifestazione, alla sua forma non al suo
contenuto.
48
L’oggetto della tutela
L’idea non può essere tutelata
La forma sì, e si divide in due entità:
•– corpus mysticum (= il prodotto dell’ingegno)
•– corpus mechanicum (= il supporto)
Queste due entità generano il dualismo del diritto
d’autore
•– Diritti morali
•– Diritti materiali
49
L’oggetto della tutela
Per comprendere la filosofia della legge sul diritto d’autore è
necessario operare una distinzione tra le due differenti forme
di tutela giuridica che gravano sull’opera:
– diritto morale
– diritto di sfruttamento economico
50
Il copyright
Copyright significa diritto di copia
–è
il diritto che l’utente ha di effettuare una copia del
documento di un autore
– è anche l’insieme dei diritti trasferiti dall’autore ad
altro
detentore (editore, distributore, ...): si concretizzano nella
“copia” (concetto ampio del diritto di distribuzione)
Il diritto morale è molto meno marcato che nel
sistema a diritto d’autore
Prevale il diritto di accesso all’informazione
Tutto il sistema ruota attorno al concetto di Fair
Use (fondamentale per la ricerca e didattica)
51
Il nostro sistema
Il nostro è chiamato sistema a diritto d’autore: tutti i diritti sono
dell’autore.
Dualismo del diritto d’autore:
– sfera dei diritti morali
– sfera dei diritti patrimoniali (sfruttamento economico)
L’autore può cedere ad altri i diritti patrimoniali (non quelli morali).
La cessione dei diritti genera i diritti connessi (editore, produttore,
distributore, …).
Nel nostro ordinamento non esiste in concetto di fair use, tipico del
sistema a copyright.
Fair use: limited use of copyrighted material without requiring permission
from the rights holders, such as use for scholarship or review
52
Diritti morali
Basati su onore e reputazione della figura
dell’autore:
– paternità
dell’opera
– integrità dell’opera: modifica, deformazione, decurtazioni
– diritto all’inedito
– diritto di pubblicazione (congiunzione con la sfera dei
diritti patrimoniali)
I diritti morali sono:
– imprescrittibili,
irrinunciabili, inalienabili
– illimitati nel tempo (possono essere fatti valere anche
dagli eredi)
53
Diritti materiali
Forme di oggetto di diritto esclusivo
Eccezioni
– Restrizioni
ai diritti esclusivi
Altre libere utilizzazioni
54
E-LIS, E-prints in Library and
Information Science
http://eprints.rclis.org
È un Open Archive internazionale di
Biblioteconomia, Bibliografia e di tutte le
discipline legate al mondo della Scienza
dell'Informazione.
55
L’idea
E-LIS nasce nel 2003 da un’idea di un nucleo di
professionisti a livello internazionale.
È un’evoluzione di DoIS – Documents in Information
Science, servizio per la ricerca e recupero di ricerche e
lavori a testo pieno nell’area LIS.
Si basa su un lavoro completamente volontario da parte
di varie figure del settore, provenienti da vari Paesi del
mondo.
Non ha fini di lucro né scopo commerciale.
Un open archive per bibliotecari –
gestito da bibliotecari
•
Scopo è promuovere l'open access
–
•
Se i bibliotecari non applicano le regole
dell'OA come potranno convincere gli utenti
della bontà dell'OA?
Uno dei maggiori successi di E-LIS è quello
di diffondere la conoscenza dell'OA e delle
pratiche corrette di utilizzo
57
Dietro le quinte: le basi dell'archivio
•E-LIS è un archivio aperto allineato al movimento
Open Access, di cui condivide filosofia d'essere,
policies e strumenti.
Vive grazie al supporto di istituzioni come il CILEA e la
Universidad Politécnica de Valencia.
Si basa su software E-prints.
58
Persone
•
E-LIS è fatto di
•
6741 utenti
•
69 editors (uno o più per paese)
•
8 amministratori nel governance board
59
Cosa si può depositare?
•
Possono essere depositati in E-LIS
•
a. documenti rilevanti ai fini della ricerca nel campo della
Biblioteconomia e delle Scienze dell'Informazione.
•
b. documenti di forma finita, pronti per entrare in un
processo di comunicazione.
60
Multilinguismo
E-LIS supporta la codifica dei caratteri di 36 lingue
diverse.
•
Tutti i documenti in lingue diverse dall'inglese
devono avere abstract e parole chiave in inglese,
oltre che nella lingua in cui il documento è scritto.
•
C'è la possibilità di inserire fino a 3 abstract in
lingue diverse dall'inglese, specificando a lato di
che lingue si tratta.
–
61
JITA (1)
62
JITA (2)
La classificazione presenta un doppio livello gerarchico, con una
descrizione per ciascun elemento utile ai fini del deposito dei
materiali.
Deriva dalla fusione e rielaborazione di due preesistenti schemi
1. NewsAgentTopic Classification Scheme (mantenuta da Mike
Keen at Aberystwyth (UK) fino al 31 marzo 1998)
2. RIS classification scheme (cessata) Review of Information
Science, da Donald Soergel (University of Maryland)
JITA ha lo scopo molto pragmatico di presentare in visualizzazione e
recupero, attraverso la modalità di browsing, i documenti
JITA sta per Josè (Barrueco), Imma (Subirats Coll), Thomas
(Krichel), Antonella (De Robbio)
63
Papers depositati: ottobre 2008-settembre 2009
Fonte: http://celestial.eprints.org
64
E-LIS: Contributi depositati per area geografica
Dati aggiornati al 4 novembre 2009
65
Utenti: 2002-2009
66
Repositories open access in Italia: divisione per
tipologia di contenuti
Fonte: http://roar.eprints.org
67
Policies di copyright
La proprietà è dell'autore, anche dopo il deposito
Spetta all'autore assicurarsi che il documento depositato non abbia
restrizioni relative alla distribuzione elettronica
I diritti sono sempre dell'autore in caso di documenti depositati
prima del referaggio/ prima della pubblicazione
Per depositare documenti pubblicati/referati l'autore può cercare di
modificare il contratto editoriale, aggiungendo una clausola che
consenta l'auto-archiviazione
In caso ciò non sia possibile, si può fare un rimando (con un link)
alla versione pubblicata
68
Deposito
Submission on line (previa registrazione)
Deposito via e-mail (E-LIS Staff)
No restrizioni per paese o lingua (condizione
obbligatoria al deposito è l'abstract in inglese)
Bibliografia
A Subversive Proposal for Electronic Publishing http://www.arl.org/bm~doc/subversive.pdf
All you need to know about Open Access, CERN Library
http://library.web.cern.ch/library/OpenAccess/Welcome.html
Su Dublin Core: http://www.aib.it/aib/lis/std/t9503.htm
Wiki italiano sull'Open Access, con informazioni sulla tutela dei diritti negli Open Archives
http://wiki.openarchives.it/index.php/Pagina_principale
PLEIADI, Portale per la Letteratura Scientifica Elettronica Italiana su Archivi Aperti e
Depositi Istituzionali http://www.openarchives.it/pleiadi/
Firmatari della Dichiarazione di Berlino (2003) http://oa.mpg.de/openaccessberlin/signatories.html
Open Archives Initiative
http://www.openarchives.org/
70

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