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"L’uomo è ciò che mangia.“
L. Feuerbach
(Landshut, 1804 – Rechenberg, 1872)
Solo una questione di calorie?
The Dutch Hunger…
Olanda, inverno 1944-45  pane e patate  circa 500 calorie al giorno
Nei 60 anni successivi, nei figli di madri esposte a quella denutrizione si verificò
un significativo aumento di obesità, malattie cardiovascolari e mentali.
Correlazione tra esposizione precoce e gravità della malattia
(Kyle et al, Current Opinion in Clinical Nutrition & Metabolic Care 2006)
Jing Wei e il sogno americano…
In occidente:
In oriente:
300 casi di neoplasia ogni 100.000 abitanti
100 casi di neoplasia ogni 100.000 abitanti
(Shu XO et al, JAMA 2009)
Ann e la speranza giapponese…
La somministrazione di 8g/die di curcumina in aggiunta alla gemcitabina
migliora la sopravvivenza (161 gg vs 10 settimane, 19% a 1 anno)
(Kanai et al , Cancer Chemotherapy and Pharmacology 2011)
Solo una questione di calorie?
Evidenze sempre più crescenti sul ruolo dell’alimentazione nel mantenimento
dello stato di salute e nel trattamento di alcune situazioni morbose
Azione nel tempo e transgenerazionale  EPIGENETICA
Nutraceutico
 presente nei vegetali
pluralità di proprietà biologiche
molteplicità di azioni preventive e curative
Prevenzione e trattamento di patologie cronico degenerative:
•Patologie cardiovascolari e cerebrovascolari
•Obesità
•Diabete
•Ipertensione arteriosa
•Neoplasie
Due elementi:
1. Ruolo centrale dell’INFIAMMAZIONE e del SISTEMA IMMUNITARIO
2. Meccanismi EPIGENETICI
Nutraceutica ed infiammazione: ruolo della dieta
E’ “anche” una questione di calorie: l’obesità si correla ad alti valori di PCR e la
perdita di peso la riduce (Dietrich et al, Nutr Rev 2005)
Macrofagi infiltrano il tessuto adiposo e gli adipociti producono “adipocitochine”
(Sbabrbai et al, Pediatrics 2006)
Iperglicemia : alimenti ad alto indice glicemico e un elevato carico glicemico
 INFIAMMAZIONE
Lipidi
Dieta ricca di ac. grassi saturi = proinfiammatoria
Dieta mediterranea ( monoinsaturi, ac. grassi essenziali) = riduce l’infiammazione
(Giugliano et al,Opin Lipidol 2008)
Se aumenta il colesterolo aumenta la PCR e viceversa
(Pirro et al, Eur J Cardiovasc Prev Rehabil 2004)
..il consumo di 1-1+½ spicchio di AGLIO al giorno abbassa il livello di colesterolo
del 9%…. (JAMA, 1994)
Nutraceutica : AGLIO
I composti organosolforici di Aglio:
•inibiscono la HMGCoA reduttasi e riducono la sintesi del colesterolo
(Liu et al et al, J Nutr. 2002)
•Inibiscono l’aggregazione piastrinica (Changk et al, Thromb Res. 2002)
•Inibiscono la ciclo e la lipossigenasi
(Ali et al, Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2000)
•Inibiscono iNOS (Kim et al, Free Radic Biol Med. 2001)
•Inibiscono la proliferazione delle cellule muscolari lisce arteriose
(Golovhcenko et al, Metabolism. 2003)
•Hanno attività antiossidante ( sintesi glutatione)
(Banerjiee et al, Phytother Res. 2003)
•Hanno attività antimicrobica (Helicobacter) (Martin,J Antimicrob Chemother. 2003)
In campo oncologico:
•Inibiscono citocromo P450 (Fase1)
•Inducono enzimi Fase 2 (Andorfer et al, Carcinogenesis. 2004)
•Inducono arresto proliferazione cellulare in linee tumorali
(Arunkunar et al, Mol Cell Biochem. 2006)
•Inducono apoptosi (Wu et al, Mutat Res. 2005)
Nutraceutica : AGLIO
In campo cardiovascolare:
Diverse metanalisi su RCT attestano l’effetto ipolipemizzante.
Mediamente la riduzione del colesterolo è del 7-11%
 anche i Trigliceridi, dati controversi su LDL e HDL
(Stevinson et al, Ann Intern Med 2000) (Reinhart et al, Nutr Res Rev 2009)
L’assunzione di aglio riduce in maniera significativa l’aggregazione piastrinica
nell’uomo (Steiner et al, J Nutr. 2001)
L’effetto, nei ratti, ha una potenza di poco inferiore all’ac.acetilsalicilico
(El-Sabban F, Thromb Res 1997)
Su piastrine di giovani volontari sani: inibizione della aggregazione ADP indotta
con potenza comparabile al clopidogrel (Hjasat et al, Pharmacology. 2009)
•RCT su 152 pazienti, 900 mg aglio per 48 mesi.
Nel placebo crescita delle placche aterosclerotiche (carotidi e femorali) superiore
al verum (dal 5% al 18%) (Koscielny J et al Atherosclerosis 1999 )
•Associazione con statine: dopo 1 anno riduzione della progressione delle
placche coronariche (Budoff et al, Prev Med. 2004)
Nutraceutica : AGLIO
In campo oncologico:
Metanalisi (Università del North Carolina): individuati 22 studi che correlano
l’assunzione di aglio e la comparsa di vari tipi di neoplasie (stomaco, colon,
cervello, polmoni, mammella e prostata) (Fleischauer et al, Am J Clin Nutr 2000):
•i consumatori abituali di aglio (sei o più spicchi per settimana) presentano
una diminuzione dell’incidenza di cancro del colon retto pari al 30% rispetto a
coloro che assumono 1 spicchio o meno per settimana
•Nello stesso gruppo è presente una riduzione del 50% delle neoplasie dello
stomaco rispetto ai consumatori moderati
•In 4 studi sono stati evidenziati anche effetti protettivi nei confronti dei
tumori della mammella, della laringe e della prostata
•I dati hanno stupito i ricercatori:
*Altre abitudini alimentari “sane” nei “mangiatori di aglio?
Inibizione Helicobacter Pylori
(Canizares et al, Biotechnol Prog. 2004)
Isotiocianati delle CRUCIFERAE
Studi in vivo
Ampia dimostrazione sugli animali di un’azione positiva su varie neoplasie:
polmoni, fegato, esofago, stomaco, intestino, mammella
(Conaway et al, Curr Drug Metab. 2002)
Evidenze epidemiologiche: il 67% di 87 studi caso controllo riportano una
associazione inversa tra assunzione di Cruciferae e vari tipi di neoplasie
(>>polmoni e tratto digestivo) (Verhoeven et al, Epidemiol Biomarkers Prev.)
Studi prospettici offrono evidenze minori
Isotiocianati (IST) e Glutatione S-Transferasi (GST):
GST entra nel processo di degradazione degli IST
In persone geneticamente predisposte a sintetizzare meno GST  metabolismo
degli IST ridotto e prolungamento azione  maggiore protezione contro i
tumori (specie polmone e intestino) (Turner et al, Int J Cancer. 2004)
Deficit di GST  diminuzione efficienze dei sistemi di detossificazione 
possibile incremento di neoplasie  controbilanciato dagli stessi isotiocianati
(Perera et al, Carcinogenesis. 2002)
Attività Polifenoli di tè verde
EPGC e altri polifenoli:
•Attività antinfiammatoria, inibizione 5 lipossigenasi, COX1
(J Surg Res 2004) (Ann Nutr Metab 2004)
 lipoperossidazione (Eur J Pharmacol 2002)
Effetti cardiovascolari di EPGC e altri Polifenoli
Azione antiossidante diretta e indiretta
Azione sui lipidi: LDL, colesterolo tot., trigliceridi, HDL
Azione positiva sulla vasculopatia diabetica
Azione positiva sulla nefropatia diabetica
(J. Nutr 2004)
Azione antiaggregante per inibizione liberazione ac. arachidonico dalle
piastrine (Prostaglandins Leukot Med 1987)
4-5 tazze/die (900-1250 ml)di tè per 4 settimane migliorano
significativamente la vasodilatazione endotelio mediata in pazienti con
malattia coronarica e ipercolesterolemia (Duffy, Circulation 2001)
Azione antitumorale di EPGC e altri polifenoli Te’
•Azione antiossidante: la capacità antiossidante totale nel sangue dopo
l’assunzione di 300 ml di tè verde cresce del 7% dopo 1 ora e rimane più alta
del 6,2% dopo 2 ore (rispettivamente 12% e 12,7% dopo 450 ml)
(Int. J. Mol. Sci. 2008)
•Sembra + importante l’azione di modulazione sulle anomalie del complesso
Cell Signaling che può portare una cellula normale a trasformarsi in una
neoplastica.
lnfatti le concentrazioni di polifenoli necessarie per modulare il cell signaling
sono più basse di quelle necessarie per un’ azione antiossidante
(Khan et al, Cancer Res. 2006):
Tra gli effetti importanti:
Inibizione angiogenesi
Arresto ciclo mitotico in linee cellulari tumorali
Induzione apoptosi
Azioni che si sommano all’azione antinfiammatoria ed antiossidante
Azione antitumorale di EPGC e altri polifenoli Te’
Effetti legati a meccanismi epigenetici:
Protezione del DNA dalla metilazione (inibizione della metiltransferasi)
EPGC inibisce HDAC
Quercetina ed altri flavonoidi hanno stesse azioni, ma EPGC è più potente
I polifenoli di Tè verde sono stati usati in combinazione con Vorinostat nel
trattamento del melanoma migliorandone l’effetto
Sinergia tra azione demetilante e inibente HDAC nel riattivare i geni
soppressori tumorali silenziati
Anche caffeina sembra avere proprietà antitumorali in sistemi sperimentali
(Carter et al, Nutr Cancer. 2007)
Proprietà farmacologiche di Te’ verde
Protezione cardiovascolare: clinica
• Studi osservazionali e clinici interessanti:
Metanalisi
• 9 studi clinici, 195.000 soggetti, 5000 ictus
•3 tazze green o black tea die 21% di rischio in meno di stroke
(Stroke. 2009)
Studio prospettico su 40530 giapponesi.
5 o più tazze di tè verde al giorno comportano una riduzione del rischio
globale di morte del 16% rispetto a chi beve meno di una tazza/die.
In campo cardiovascolare tale numero sale al 26%
(Kurjama et al, JAMA. 2006)
Proprietà farmacologiche di Tè verde
Prevenzione delle neoplasie: considerazioni generali
• Parecchi studi preclinici in vivo e in vitro dimostrano attività preventiva per
tumori del tratto digerente, pancreas, prostata e vescica (Lambert et al, J Nutr.
2003)
• Una gran quantità di studi retrospettivi, pochi studi clinici prospettici, dati
contrastanti nell’uomo
• Revisione di letteratura recente: non ci sono dati convincenti per poter
stabilire con certezza un’azione antitumorale di Tè.
(Cochrane Database Syst Rev. 2009)
Discrepanze tra studi animali e sull’uomo: non sufficiente concentrazione di
polifenoli in circolo?
Ruolo delle COMT nella degradazione dei flavonoidi
In donne con attività di COMT bassa (geneticamente determinata)
l’assunzione di tè verde si correla meglio con la diminuzione di K mammario
(Wu et al, Cancer Res. 2003)
Polifenoli di Curcuma: Curcuminoidi
Attività antiossidante in vitro
In vivo probabilmente si aggiungono concentrazioni efficaci solo nel tratto
gastrointestinale (Garcea et al, Br J Cancer. 2004)
Aumento sintesi glutatione (Zheng et al, Free Radic Biol Med. 2007)
Attività antinfiammatoria
Inibizione fosfolipasi, COX 2, 5 lipossigenasi (Hong, Carcinogenesis. 2004)
Inibizione NF-kappaB inibizione espressione COX2 e iNOS
(Nanij et al, Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol. 2003) (Carcinogenesis 2004)
Modulazione enzimi drug metabolism (Iqbal et al, Pharmacol Toxicol. 2003)
Polifenoli di Curcuma: Curcuminoidi
Arresto ciclo cellulare e >> induzione apoptosi
Inibizione angiogenesi
Inibizione della diffusione metastatica mediante inibizione delle
metalloproteasi (Sharma et al, Eur J Cancer. 2005)
Inibisce DNMT
Inibisce HDAC
Ci sono forti evidenze di una potente azione ipometilante
(Meeran et al 2010)
Polifenoli di Curcuma: Curcuminoidi
Prevenzione neoplasie
La somministrazione orale di curcumina è in grado di prevenire la comparsa
di tumori del tratto gastrointestinale chimicamente indotti nei topi
(Li et al, Carcinogenesis. 2002)
Pochi dati a disposizione sull’uomo
Terapia neoplasie
Alcuni studi preliminari (Fase1/2) suggeriscono la potenzialità di curcumina di
essere efficace nel trattamento di alcune neoplasie., in particolare quelle
gastrointestinali
Molti trials sono in corso
La maggior parte utilizza un dosaggio di 3,6 g di curcumina/die
•Utilizzo anche in svariate condizioni caratterizzate da infiammazione
•Artrite reumatoide: 1,2 g di curcumina per 2 settimane ha efficacia simile
a 300 mg/die di fenilbutazone (Dehodar et al, Indian J Med Res. 1980)
Isoflavoni
FITOESTROGENI
somiglianza strutturale con alcuni
estrogeni naturali
capacità di interagire con il recettore estrogenico
*attivazione del recettore
*blocco del recettore
(somiglianza stretta)
(poca somiglianza)
Ipotesi debole:
…non spiega come una stessa molecola possa avere azioni diverse
……estrogenosimili o antagoniste..
Recettori alfa e beta!!!
Similitudine tra isoflavoni e SERMs
Modificazioni strutturali indotte sul recettore estrogenico dall’interazione di diversi ligandi:
(Pike et al, 2000)
Estradiolo
Genisteina
Raloxifene
Genisteina assomiglia molto di più a raloxifene che a estradiolo
Come i SERM genisteina agisce anche con meccanismi indipendenti
dall’interazione con il recettore estrogenico
Isoflavoni e neoplasie
(Meeran et al, 2010)
Genisteina
Proprietà anti cancro, anche a dosi non elevate, in K: prostata, cervice uterina,
cervello, mammella, colon con diversi meccanismi:
induzione apoptosi
inibizione crescita cellulare
inibizione angiogenesi
Inibizione attività DNMT e modificazioni istone
K prostata: induzione di geni soppressori riducendo la metilazione delle
sequenze promoter
Induzione HAT con aumento istoni acetilati
Promuove ipometilazione
genisteina
Promuove iperacetilazione
Genisteina utilizzata vantaggiosamente in associazione
con DNMT e HDAC inibitori
Vegetali e prevenzione del cancro
Pomodoro
•Evidenze precliniche
•Sono molto forti e riguardano sia l’uso del licopene che del pomodoro i n
toto: vari tipi di tumori vengono inibiti nei modelli sperimentali
(mammella, colon, polmone, prostata)
•Meccanismi:
•Modulazione enzimi fase 1 e 2
•Inibizione della mutagenesi
•Aumento comunicazione intercellulare
•Modulazione del sistema insulin growth factor-I (IGF-I)/insulin growth
factor binding protein-3 (IGFBP-3).
•Attività antiossidante (diretta ed indiretta)
•Inibizione crescita cellulare (coinvolti almeno tre meccanismi: l’induzione
del differenziamento cellulare, il blocco del ciclo cellulare e l’induzione
apoptosi).
•Inibizione dell’attivazione e del signaling degli androgeni
(diminuzione locale dell’espressione della 5-α-reduttasi)
•Attività antinfiammatoria
•Attività immunomodulante ( Tcells e CD4+)
Vegetali e prevenzione del cancro
Pomodoro
Assunzione di pomodoro e cancro alla prostata
Vari studi epidemiologici suggeriscono un effetto protettivo del licopene, pomodoro e
derivati verso il K prostatico.
Le uniche due meta-analisi delle letteratura epidemiologica pertinente supporterebbero
tali tesi, sebbene l’evidenza più forte sarebbe riconducibile solo al consumo di elevate
quantità di licopene, pomodoro e prodotti a base di tale frutto
(Giovannucci, 1999;) (Etminan e altri, 2004).
Forte è anche l’effetto benefico messo in luce per il cancro ai polmoni e allo stomaco, più
modeste sono le evidenze per il tumore al pancreas, al colon-retto, all’esofago, alla
cavità orale, alla mammella e alla cervice
(Giovannucci, 1999).
Fino al 2008 almeno 7 trials clinici di buona qualità hanno testato
l’utilizzo di pomodoro e derivati nella prevenzione e nel trattamento del
K prostatico.
Ad es.: RCT, 30 mg/giorno di licopene (capsule) per tre settimane prima dell’intervento
di prostatectomia ha determinato un aumento dell’espressione della connessina 43 nel
tessuto prostatico ed una diminuzione della crescita tumorale, dei livelli di IGF-I e
PSA plasmatici statisticamente significativi. (Kucuk et al,2001).
Epigenetica
micro RNA:
1. Oncogeni
2. Tumor suppressors
1.
2.
Oncogeni (“oncomirs”)
• Iperespressi nei tumori
 Inibiscono i geni soppressori dei tumori
 Inibiscono apoptosi
 Inibiscono la differenziazione cellulare
Soppressori tumorali
• Poco espressi in presenza di tumori
1) miR-10-17-24-34-92-107-199-223-372-333
2) miR-16-22-15-31-48-181
Epigenetica
Alcuni nutraceutici possono agire sul micro RNA:
Genisteina
miR-16
Curcumina
miR-16
miR-22
↓miR-199
miR-15
Acido retinoico
↓miR-10
miR-34
Inibizione linfoma
Aumento apoptosi
in K mammella
Blocco metastasi in
K pancreas
Soppressione
neuroblastoma
Epigenetica, nutraceutica e “gut health”
(Canani et al et al, 2012)
Flora intestinale
Fermentazione fibre
Produzione di acidi grassi a catena corta (SCFAs)
(acetato, propionato, butirrato, valerato)
Butirrato  documentata azione inibitoria HDAC
Terapia e prevenzione dei tumori  Butirrato:
•riattiva geni soppressori silenti in linee cellulari tumorali
•Aumenta apoptosi
•Inibisce angiogenesi
•Inibisce la proliferazione metastatica
Correlazione tra diete ricche di fibre e minore incidenza di ca colorettale
Epigenetica, nutraceutica e “gut health”
(Canani et al et al, 2012)
Effetti antinfiammatori Butirrato:
l’azione di inibizione HDAC porta a :
•Soppressione dl NFkB
•Inibizione della produzione di interferone
•Aumento dei Peroxisome Proliferator Activated Receptor (PPAR)
Uno dei meccanismi che spiegano l’azione positiva delle fibre nelle malattie
infiammatorie intestinali e nella colite ulcerosa
Effetti sulla Sindrome Metabolica Butirrato:
sempre sulla base di meccanismi epigenetici, azione positiva della
supplementazione di fibre e di butirrato in caso di obesità e insulino resistenza, di
ipercolesterolemia e dimostrazioni di azioni protettive in campo cardiovascolare
Effetti immunostimolanti Butirrato:
più evidenti sul complesso di azioni proprie del sistema “innato” (cellule NK)
L’inibizione di HDAC induce la produzione di fattori immunopotenzianti ed
anti batterici
Epigenetica, nutraceutica e “gut health”
(Canani et al et al, 2012)
Effetti su malattie ereditarie Butirrato:
Favorisce la produzione di emoglobina in beta talassemici
Migliora il quadro della fibrosi cistica
Effetti neuroprotettivi Butirrato:
post ictus migliora la neurogenesi (proliferazione e differenziazione cellulare)
Miglioramento della memoria (>> a lungo termine: facilità a memorizzare)
Gut Health (intestino sano) BENESSERE
2 fattori mantengono la salute intestinale:
1. La flora
2. La barriera intestinale
Ruolo fondamentale della dieta e di uno stile di vita adeguato
PROBIOTICI?
Prebiotici
(Siok-Koon Yeo et al., International Journal of Molecular Sciences, 2009)
•Prebiotici: ingredienti presenti nei cibi che raggiungono il grosso intestino senza subire
processi digestivi  substrato per la flora batterica intestinale
•Prebiotici: spesso sono derivati vegetali:
Fruttoligosaccaridi (da 2 a 10 unità di fruttosio unite da legami glicosidici)
Inulina (polimero fruttosio)
Fibre
Solubili: pectine, gomme,mucillagini
Insolubili: cellulosa, lignina e alcune emicellulose
•In generale (eccezione psillio) :
fibre insolubili scarso effetto sul colesterolo, ottimi lassativi
fibre solubili  buon effetto su colesterolo, cattivi lassativi
Sia i FOS che l’inulina sono presenti in molti alimenti vegetali
quali carciofi, cicoria, asparagi, cipolla, ecc.
Le fibre sono presenti ubiquitariamente nel mondo vegetale
Prebiotici
a) Riduzione del colesterolo e della lipemia
 Microflora intestinale (lattobacilli e bifidus)  fermentazione >>acetato,
>propionato, >>lattato  Acidi Grassi a Corta Catena (SCFA)
• SCFA  circolo portale  fegato
• Propionato ostacola la sintesi del colesterolo, il lattato quella dei trigliceridi
 Gelificazione delle fibre solubili:
• aumento della viscosità,  rallentamento svuotamento gastrico, distensione
gastrica, >>CCK  sazietà
• rallentamento assorbimento  << ass. colesterolo  << picchi
iperglicemici
 Fibre insolubili
• Complessano i lipidi e ne aumentano l’eliminazione con le feci
• Si legano agli acidi biliari e  la solubilità del colesterolo
 colesterolo =  recettori LDL sull’epatocita  aumento rimozione dal circolo
Abbassando il colesterolo si combattono molti fenomeni legati all’ipertensione
arteriosa: aterosclerosi, stress ossidativo, infiammazione, ecc
Prebiotici
b) Riduzione del BMI (associazione tra obesità ed ipertensione)
 Ruolo delle fibre
 Inulina e fruttani stimolano la produzione di Glucagone like peptide-1 (GLP-1)
dalle cellule enteroendocrine L  sazietà
c) Diminuzione della resistenza insulinica
 La sindrome da resistenza insulinica, tra l’altro, comporta alterazione dei
meccanismi di vasodilatazione endotelio mediati ipertensione
 Cellulosa e crusca e fibre in generale riducono l’indice glicemico, la glicemia
postprandiale e la risposta insulinemica: aumentano quindi i recettori per
insulina e l’efficienza della clearance del glucosio
 SCFA hanno un’azione diretta sugli epatociti:  la sensibilità all’insulina
d) Aumento dell’assorbimento del calcio nel tratto gastrointestinale
 E’ noto il rapporto diretto tra assunzione di calcio e diminuzione della PA
 Inulina migliora l’assorbimento intestinale del Calcio
Prebiotici
•Esistono prove di un’azione diretta dei prebiotici sull’ipertensione
•Le evidenze più sostanziali però riguardano un’azione mediata dalla riduzione della
colesterolemia e del diabete
•Molti studi su animali e sull’uomo: testati FOS, inulina , lattulosio
•Buoni risultati nei modelli animali
•Risultati più controversi sull’uomo
•Risultati più consistenti utilizzando le fibre
Vegetali e prevenzione del cancro
Programmi alimentari
NCIObiettivo:consumare quotidianamente la più ampia varietà possibile di frutta e
verdura (da 5 fino a 9 porzioni di vegetali al giorno) facendo riferimento ai cinque
gruppi di colori - giallo/arancio, rosso, verde, blu/viola, bianco - in cui frutta e
verdura sono solitamente suddivisi,
“5 a day the color way”
Eat a rainbow for better health
mix vario e bilanciato di
differenti antiossidanti utile a
ridurre i processi di
invecchiamento e ossidativi
alla base delle patologie
degenerative
Vegetali e prevenzione del cancro
Programmi alimentari
Corredo cromaticocorrispondenza nutrizionale
• blu/viola: uva, frutti di bosco, prugne, melanzane, radicchio,
ecc..sono particolarmente ricchi di antocianine, polifenoli noti per effetti protettivi sui
capillari. Sono presenti anche vitamina C, fibre e potassio;
• verde: questo gruppo comprende ortaggi come broccoli, cavoli,
spinaci, lattuga, uva, kiwi che sono particolarmente ricchi di clorofille,
polifenoli, isotiocianati, indoli, vitamina C e β-carotene;
• bianco: aglio, cipolla, scalogno, porri, finocchi, pere, mele,
ecc…contengono in grandi quantità composti contenenti zolfo,selenio, polifenoli, iodio,
vitamine, ecc…;
• giallo/arancione: ortaggi come arance, papaia, pesche ananas,
zucca, ecc.. sono particolarmente ricchi di β-carotene, vitamina B, C, E
e flavonoidi;
• rosso: quando si aggiungono cibi di questo colore alla dieta come pomodori,
peperoni, ciliegie, fragole, ecc… si stanno assumendo importanti antiossidanti come
licopene, antocianine, vitamina A, ecc…
"L’uomo è (e sarà) ciò che mangia.“
L. Feuerbach (…se fosse vissuto ai nostri tempi…)
(Landshut, 1804 – Rechenberg, 1872)
Vegetali e prevenzione del cancro
Vitis vinifera
•Già nel 1997 (Jang et al) fu evidenziato come il resveratrolo contenuto in uva era in
grado di interferire positivamente con tutti i tre stadi della carcinogenesi
(Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione – INRAN).
Vegetali e prevenzione del cancro
Vitis vinifera
POLIFENOLI
Principali classi di polifenoli (soprattutto flavonoidi e
stilbeni) sono presenti principalmente nella buccia e nei semi dell’uva.
>>nel frutto immaturo per poi progressivamente <<.
Uva nera è molto più ricca di polifenoli (antocianine) rispetto a quella di colore
bianco>> potere antiossidante (Borbalán e altri, 2003).
Presenti anche catechine e proantocianidine (polpa buccia, >>>semi)
ACIDI FENOLICI
caffeoiltartarico,l’acido caffeico, p-cumarico, ferulico, sinapico, cutarico e fertarico.
Acido gallico
•I SEMI sono molto ricchi di composti polifenolici
•Importanti il RESVERATROLO e le PROANTOCIANIDINE
Vegetali e prevenzione del cancro
Vitis vinifera
•resveratrolo
(trans-3,5,4'-triidrossi-trans-stilbene)
Sintetizzato esclusivamente nell’epidermide fogliare e nell’esocarpo,
ma non nella polpa (Creasy e Coffee, 1988).
Di conseguenza, poiché durante il processo di produzione del vino
bianco gli epicarpi non vengono fatti fermentare, solo il vino (ma anche l’uva) di colore
rosso contiene quantità considerevoli di questo composto e dei suoi derivati
•Considerando la scarsa biodisponibilità e la breve emivita del resveratrolo,
si ritiene che gli effetti biologici siano attribuibili a suoi metaboliti
Vegetali e prevenzione del cancro
Vitis vinifera
Effetti chemopreventivi dimostyrati sperimentalmente sia per il RESVERATROLO che per le
PROANTOCIANIDINE
Meccanismi
•Modulazione degli enzimi del drug metabolism di fase I e II
•Inibizione della mutagenesi (>>acido clorogenico e caffeico)
•Attività antiossidante (resveratrolo agisce da scavenger dei radicali liberi in vitro)
•Inibizione della crescita cellulare (blocco del ciclo cellulare, induzione apoptosi e
differenziamento cellulare)
•Inibizione della sintesi di DNA
•Inibizione angiogenesi e della diffusione metastatica
•Attività antinfiammatoria
•Attività immunomodulante (potenziamento risposta immunitaria nei ratti e
prevenzione immunosoppressione etanolo indotta)
•Aumento della comunicazione intercellulare.
Il resveratrolo si è mostrato capace di aumentare la comunicazione intercellulare in
cellule epiteliali epatiche di ratto e di prevenire la down-regulation delle gap
junctions indotta da promotori tumorali
•Attività antiestrogene ed antiandrogena
Vegetali e prevenzione del cancro
Vitis vinifera
Studi epidemiologici (pochi per uva, molti per vino)
I numerosissimi studi sul vino mettono tutti in luce come il rischio relativo di
sviluppare effetti nocivi (cancro, patologie cardio-vascolari, ecc…) nei
consumatori di vino segua un andamento a “U” o “J” rispetto agli astemi (de Lorimier,
2000).
Un moderato consumo di vino, infatti, è risultato associato ad una minor incidenza di
cancro e patologie cardio-vascolari (Grønbaek e altri, 2000)
In numerosi studi epidemiologici il controllato consumo della bevanda
(in particolar modo di vino rosso) è apparso inversamente associato al
cancro allo stomaco (Barstad e al, 2005), all’intestino colon-retto (Pedersen, 2003), alla pelle
(Fung, 2002), all’esofago (Gledovic e altri, 2007), ai reni (Greving e altri, 2007), alla prostata
(Schoonen e altri, 2005) e alle ovaie (Webb e altri, 2004).
L’assunzione di vino, inoltre, sembrerebbe aumentare la
sopravvivenza di pazienti affetti dalla forma familiare di cancro al
colon retto (Zell e altri, 2007) e proteggerebbe dal linfoma non
Hodgkin (Briggs e altri, 2002) e dal tumore polmonare (Chao e altri, 2008).
•Trials clinici  pochi terminati, parecchi in corso
Olio d’Oliva
L’acido oleico (il lipide + rappresentato):
•protegge la mucosa gastrica dall’acidità ,
•favorisce la funzione biliare e pancreatica
•favorisce l’assorbimento delle vitamine A,D,E,K
Esercita modesta azione lassativa
Azione complessiva sul metabolismo lipidico:
 del colesterolo totale, delle LDL e dei trigliceridi, senza abbassamento delle HDL
Importante azione antiossidante: squalene, polifenoli (oleuropeina), carotenoidi, vit. A e E
Migliora la disponibilità di NO e riduce la disfunzione endoteliale
Marcata azione antinfiammatoria sia “acuta” che “cronica”:
Omega3 e Omega6
 derivati dell’oleuropeina sono dotati di proprietà simili all’ibuprofene
Olio d’Oliva
In campo cardiovascolare :
del colesterolo e della probabilità di avere un
infarto
 Modesta della PA
In campo reumatologico :
dei sintomi nelle malattie osteodegenerative
 Dei sintomi nell’emicrania
•Resistenza all’ossidazione
durante la cottura
•Durante la cottura
aumenta l’estrazione di
principi attivi importanti dal
pomodoro
•Preserva dai danni
ossidativi gli alimenti
conservati (tonno)
In campo oncologico :
dell’incidenza di tumori mammari, del colon
retto, meno sicuramente di polmoni, esofago,
prostata
Olio di oliva favorisce l’evacuazione intestinale
4 cucchiaini/die di olio d’oliva (40 g ca)
Vegetali e prevenzione del cancro
Prunus persica
•Attività chemiopreventiva legata ai POLIFENOLI
Benché la buccia del frutto contenga il quantitativo di composti fenolici più elevato, è
dalla polpa che deriva il maggior contributo fenolico durante il consumo di una pesca:
il consumo di una pesca di 150 g consente l’assunzione teorica di circa 20 mg di
composti fenolici totali, 8 mg provenienti dalla buccia e 12 mg dalla polpa.
•Meccanismi:
•Modulazione enzimi fase 1 e 2
•Inibizione della mutagenesi
•Aumento comunicazione intercellulare
•Attività antiossidante
•Inibizione crescita cellulare
•Inibizione angiogenesi
•Attività antinfiammatoria
•Attività immunomodulante
•Inibizione fattori di crescita tumorali
•Inibizione 5 alfa reduttasi
•Chemiosensibilizzazione (possibile  attività cisplatino con diminuzione
della epatotossicità) (Lee e altri, 2009).
Vegetali e prevenzione del cancro
Prunus persica
•Pochi studi epidemiologici e clinici su Pesca, ma è possibile fare riferimento
ai numerosi studi favorevoli sui polifenoli:
Attualmente la ricerca clinica è in pieno svolgimento
LATTUGA (Lactuca sativa)
aumenta in vivo nell’uomo la concentrazione plasmatica di phytochemicals
come quercetina, acido cumarico e caffeico, β-carotene, vitamina C e la
capacità antiossidante totale del plasma in seguito all’ingestione dell’ortaggio
fresco (Serafini e altri, 2002).
Lo stesso risultato è stato ottenuto, sempre in vivo, anche nel ratto (Nicolle e
altri, 2004).
Nello stesso modello animale un estratto di semi di lattuga ha mostrato
anche capacità antinfiammatorie (Sayyah e altri, 2004).
Infine, il succo ed un estratto di tale ortaggio si sono dimostrati antimutageni in vitro (Edenharder e altri, 1994) ed in vivo (Pèrez e Gago, 1991)
Oncologia e fitoterapia: approccio dietetico
azione antinfiammatoria: ruolo del NF-kb
NF-kb Complesso inattivo
•Radicali liberi
•Infiammazione
•Radiazioni
•Endotossine
•Agenti carcinogenetici
Complesso attivato
Espressione di >200 geni
 proliferazione
 metastasi
• infiammazione
apoptosi

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