Valutazione nelle scuole di Anna Maria Campo

Report
a cura di Anna Maria Campo
Le presenti slide riguardano la valutazione interna
ed esterna delle scuole; vengono citati i supporti
normativi vigenti e in fieri e presentate
esemplificazioni su modelli di autovalutazione e
certificazioni esterne di qualità.
Il lavoro si conclude con una descrizione del
progetto di sperimentazione VALeS e un invito alla
riflessione su un’aporia che sembra caratterizzare la
scuola italiana del III millennio: il contrasto tra
accountability e inclusività.
Autonomia e valutazione delle scuole
<<La valutazione è l’altra faccia dell’autonomia. Infatti in un sistema
scolastico autonomo non vengono date prescrizioni minute da seguire, di cui
si controlla il rispetto formale, ma si definiscono obiettivi e standard di cui si
verifica il conseguimento, lasciando alle scuole ed ai docenti ampi margini di
decisione per quanto riguarda l’organizzazione didattica.>> (1)
Si è passati, infatti, da quello che veniva definito “controllo amministrativo”
al “controllo di gestione”, cioè non è più sufficiente che le azioni siano
formalmente corrette ma è necessario che siano efficaci (in grado di
perseguire gli obiettivi prefissati) ed efficienti (che assicurino il miglior
rapporto tra costi e benefici). Nel sistema dell’autonomia la responsabilità
della qualità della scuola è anche e soprattutto dei suoi “attori” (docenti,
dirigenti, ATA, alunni, genitori, …), in questo senso si può dire che <<La
valutazione, quindi, non riguarda solo gli alunni ma tutto il sistema.>> (2)
(1) (2)P. CALIDONI, Progettazione, organizzazione didattica, valutazione nella scuola dell’autonomia, Editrice La Scuola, Brescia 1999, pag. 87.
Valutazione delle scuole
Riferimenti normativi
DPR 275\99 art. 4 Autonomia didattica
comma 4: Nell’esercizio dell'autonomia didattica le
istituzioni scolastiche assicurano comunque la
realizzazione di iniziative di recupero e sostegno, di
continuità e di orientamento scolastico e professionale,
coordinandosi con le iniziative eventualmente assunte
dagli Enti locali in materia di interventi integrati a norma
dell'articolo 139, comma 2, lett. b) del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112. Individuano, inoltre, le modalità e
i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della
normativa nazionale ed i criteri per la valutazione
periodica dei risultati conseguiti dalle istituzioni
scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati.
Valutazione delle scuole
Riferimenti normativi
dalla Legge 28 marzo 2003, n. 53 (Delega la Governo per
la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei
livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e
formazione professionale),art. 3, c. 1, let.b:
ai
fini
del
progressivo
miglioramento
e
dell'armonizzazione della qualità del sistema di istruzione
e di formazione, l'Istituto nazionale per la valutazione
del sistema di istruzione effettua verifiche periodiche e
sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e
sulla qualità complessiva dell'offerta formativa delle
istituzioni scolastiche e formative; in funzione dei
predetti compiti vengono rideterminate le funzioni e la
struttura del predetto Istituto;
Valutazione delle scuole
Riferimenti normativi
DECRETO LEGISLATIVO 19 novembre 2004, n.286 Istituzione del
Servizio nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e
di formazione, nonché riordino dell'omonimo istituto, a norma degli
articoli 1 e 3 della legge 28 marzo 2003, n. 53.
Art. 1.Istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema
educativo di istruzione e di formazione:
1. Ai fini del progressivo miglioramento e dell'armonizzazione della
qualità del sistema educativo definito a norma della legge 28 marzo
2003, n. 53, é istituito il Servizio nazionale di valutazione del sistema
educativo di istruzione e di formazione con l'obiettivo di valutarne
l'efficienza e l'efficacia, inquadrando la valutazione nel contesto
internazionale. Per l'istruzione e la formazione professionale tale
valutazione concerne esclusivamente i livelli essenziali di prestazione
ed è effettuata tenuto conto degli altri soggetti istituzionali che già
operano a livello nazionale nel settore della valutazione delle politiche
nazionali finalizzate allo sviluppo delle risorse umane.
Valutazione delle scuole
Normativa in fieri
Il 10 agosto 2012 è andato in prima lettura al Consiglio dei Ministri lo “Schema di regolamento sul sistema
nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione”; prima che diventi pienamente vigente, dovrà
comunque passare, come da prassi, il vaglio di importanti organi quali il CNPI, la Conferenza Stato-Regioni e il
Consiglio di Stato.
Questo Regolamento va a sostenere la diffusione della cultura dell' efficacia e dell' efficienza nella pubblica
amministrazione che stanno a cuore a questo Governo.
In breve i punti essenziali dello schema di Regolamento e quindi delle procedure di valutazione delle scuole e
dei loro dirigenti sono:
1.Affidamento al SNV (Sistema nazionale di valutazione) dell'Invalsi della scelta degli indicatori di efficienza e
di efficacia sulla base dei quali l'SNV individua le istituzioni scolastiche e formative che hanno necessità di
supporto (art 3 c.1 lett. c);
2.E' sempre l'Invalsi che definisce gli indicatori per la valutazione dei Dirigenti scolastici (lett. e) e supporta le
Direzioni regionali nella valutazione dei Dirigenti scolastici (art. 2, c.2); cura la selezione e la progettazione del
lavoro dei nuclei di esperti esterni (art.2 c. 5), che verranno inviati nelle scuole in situazione “critica”; coordina i
“procedimenti di valutazione” …che vedono anche la presenza di un corpo ispettivo (art. 5) specificatamente
dedicato.
3.Alla scuole viene chiesto di attivare processi di autovalutazione, anche a partire dai dati sviluppati dalle
rilevazioni Invalsi, nonché da altri dati di sistema.
4.Al supporto didattico e scientifico nei confronti delle scuole in situazione di criticità partecipa anche l'Indire,
(Art.4).
È da segnalare che il procedimento di valutazione delle scuole sfocia non solo in un progetto di
miglioramento, ma in una attività di rendicontazione sociale affidata direttamente all'istituzione scolastica.
Autovalutazione delle scuole
L’autovalutazione d’istituto si propone di
analizzare la “scuola reale” allo scopo di
identificare eventuali scarti rispetto agli
standard definiti;gli scarti possono essere sia sul
piano pedagogico-didattico sia su quello
organizzativo o su entrambi.
L’autovalutazione configura la scuola come
learning organization.
Scuola come learning organization
Senge (Senge, P, The fifth Di- scipline, NY, 1990) definisce la “learning organization”
come “un’organizzazione in cui non è possibile non imparare poiché in tale contesto
imparare è un processo intrinseco della vita professionale. La learning organization è
una comunità di persone che si scambiano costantemente le loro capacità e
competenze al fine di creare e concepire nuove idee”.
Secondo Malhotra (Malhotra, Y.’Organizational Learning and Learning Organizations:
An Overview’ http://www.brint.com/papers/orglrng.htm 1996) la learning
organization è “un’organizzazione con un sistema filosofico in grado di anticipare, e
reagire ai cambiamenti, alla complessità e all’incertezza”.
Secondo Shein (Shein E, Organizational Culture and Leadership 2004)possono essere
identificati 4 fattori dai quali dipende la capacità di un’organizzazione di imparare:
1)un senso diffuso di identità, scopo o missione; 2) la potenzialità del sistema
(organizzazione) di adattarsi ed aggiornarsi in funzione dei cambiamenti interni ed
esterni all’organizzazione; 3) la capacità del sistema di percepire e misurare la realtà
esterna; 4) un certo livello di integrazione dei sottosistemi (e delle loro culture) che
costituiscono il sistema nella sua globalità.
Cosa avviene nella scuola militante?
La maggior parte delle scuole
effettuano attività di autovalutazione;
alcune in maniera «artigianale», vale a
dire utilizzando strumenti elaborati
all’interno della scuola stessa, altre
volte applicando specifici modelli.
Esperienze di autovalutazione
più diffuse in Italia:
•
E.F.Q.M. (European Foundation for quality
management);
•
MONIPOF (monitoraggio POF) proposto
dall’IRRE Lombardia e realizzato, anche, in Sicilia
con il patrocinio dell’IRRE Sicilia;
•
A.I.R. (autoanalisi d’istituto in rete).
Esperienze di autovalutazione più diffuse in
Italia:
• CAF (Common Assessment Framework)
E’ un modello europeo per il miglioramento delle pubbliche
Amministrazioni che si propone quattro scopi principali:
 cogliere le specifiche caratteristiche delle organizzazioni del settore
pubblico;
 servire da strumento per gli amministratori pubblici che desiderino
migliorare le performance della propria organizzazione;
 fungere da "ponte" di collegamento tra i vari modelli e le
metodologie utilizzate nel Quality Management;
 consentire l'introduzione di studi di benchmarking ( attraverso
"parametri oggettivi di riferimento" )tra le organizzazioni del settore
pubblico.
Esperienze di autovalutazione più
diffuse in Italia:
• MODELLO CIPP (Context, Input, Process and
Product Evaluation) di Stufflebeam (1971),
ripreso nei successivi modelli di Hopkins
(1994) e Scheerens (1994)
È costituito da 4 aree di osservazione articolate
in sotto-aree.
Un esempio di progetto di
autovalutazione:
F.A.R.O., progetto di autovalutazione
realizzato in rete
SIGNIFICATO
DELL’ACRONIMO
F=
FORMAZIONE
A = AUTOANALISI
R=
RICERCA
O = OUTPUT
Il progetto FARO integra due fondamentali modelli di valutazione del servizio: CAF e CIPP
Finalità e obiettivi del progetto FARO
Finalità
•
ESERCIZIO DELL’AUTONOMIA SCOLASTICA COME OCCASIONE DI
CONFRONTO EMULATIVO e NON COMPETITIVO per crescere all’insegna della
collaborazione e non dell’isolamento autarchico.
•
ADOZIONE DI PROCEDURE DI CONTROLLO INTERNO PER INDIVIDUARE
PUNTI DI FORZA E AREE DI DEBOLEZZA E PROBLEMATICITÀ IN UN’OTTICA DI
MIGLIORAMENTO PROGRESSIVO CONFRONTANDOSI CON ALTRE REALTÀ
PROFESSIONALI.
OBIETTIVI
Produrre cambiamenti concreti e finalizzati alla Qualità attraverso rapporti
annuali di autoanalisi.
Evitare l’autoreferenzialità mediante la disponibilità di termini di confronto
diacronico e sincronico
Individuare aree di osservazione e indicatori di processi da declinare in
descrittori
Disporre, per ogni descrittore, di parametri di accettabilità (standard).
Raccordarsi con gli standard di riferimento che saranno forniti dal S.N.V.
GLI STRUMENTI TEORICI
• IL METODO P.C.D.A. che rispecchia la RUOTA di
Deming
IL DIAGRAMMA: CAUSA-EFFETTO di
ISHIKAWA
È finalizzato alla ricerca collegiale delle cause di un problema, il loro raggruppamento in
categorie e l’individuazione della causa più facile da rimuovere per iniziare un cammino di
miglioramento.
UN SISTEMA A NETWORK “INTEGRATIVO” Interscambio dinamico (sistema aperto)
La rete FARO è uno strumento di contenimento dell’autoreferenzialità di elevato valore per:
la numerosità delle scuole aderenti (130)
l’appartenenza delle scuola a diversi ordini e gradi e a diversi contesti territoriali
il processo di ampliamento in atto a livello nazionale e internazionale.
GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE
(Sono tutti raccolto in un quaderno operativo)
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Questionario per i genitori
Questionario per i docenti
Questionario per gli alunni (IV classi)
Questionario per i collaboratori scolastici
Questionario per il personale amministrativo
Scheda rilevazione risorse professionali
Scheda rilevazione risorse materiali e strutturali
Scheda rilevazione risorse livello partecipazione genitori
Schema interviste semistrutturate sull’immagine esterna
della scuola da somministrare a testimoni privilegiati.
INDICATORI di QUALITA’ del progetto
DISPONIBILITA’ DI INDICATORI E DESCRITTORI per ognuna delle aree di intervento (contesti, processi, input e output)
Ad esempio
•
Contesto
•
Sottoarea: immagine della scuola
•
Indicatore C1: Qualità immagine esterna
•
Descrittori
C/1/a
Valutazione percettiva dei genitori sulla scuola
C/1/b
Valutazione percettiva degli alunni sulla scuola
C/1/c
Parere dei docenti e degli ATA sulla scuola
C/1/d
Valutazione percettiva sulla scuola espressa da testimoni privilegiatiIntervista semistrutturata
C/1/e
Coesione del bacino d’utenza (rapporto tra il numero totale alunni del
bacino di utenza e il numero degli iscritti in prima classe – solo scuola
primaria e secondaria di primo grado)
INDICATORI di QUALITA’ del progetto
• Possibilità di raccogliere dati di natura
OGGETTIVA
Es.:
PERCETTIVA
Es.:

titolo di studio dei genitori
- opinione di genitori, alunni, personale

anni di permanenza nella scuola
non docente
dei docenti

ampiezza degli spazi
INDICATORI di QUALITA’ del progetto
Disponibilità di un software all’interno del quale
inserire i dati raccolti che provvederà a
elaborare il rapporto di scuola e il rapporto di
rete, con indicazione di punti forti, deboli esoglie
di accettabilità
INDICATORI di QUALITA’ del progetto:
DISPONIBILITA’ DI STANDARD DI ACCETTABILITA’
Ad esempio, nel caso della valutazione percettiva da parte dei genitori alla domanda “Perché ha iscritto
suo figlio in questa scuola?” almeno il 65% dei genitori intervistati deve scegliere una delle seguenti
risposte:
•
Per aver avuto esperienze positive in passato
•
Per averne sentito parlare bene
•
Per le attività integrative e le iniziative culturali
e non una di queste altre
•
Perché è l’unica scuola della zona
•
Perché è vicina al mio posto di lavoro.
IL PROCESSO DI PONDERAZIONE DEI DATI messo in atto CONSENTE DI INDIVIDUARE:
• UN PUNTO FORTE
• UN PUNTO DEBOLE
• UN PUNTO DI ACCETTABILITA’
Nell’esempio sopra citato:
• - il punto forte è > 65%
• - il punto accettabilità è tra 50% e 65%
• - il punto debole è < del 50%.
IL PROGETTO FARO VISUALIZZATO ATTRAVERSO IL
DIAGRAMMA DI GANTT
(1)
Luglio
Giugno
Maggio
Aprile
X
Febbraio
X
Gennaio
Dicembre
X
Novembre
Riflettere sull’obbligo giuridico e sul valore del
processo di autoanalisi di istituto
Presentare il progetto F.A.R.O. ai docenti funzioni
strumentali e allo staff di direzione
Presentare il progetto F.A.R.O. al collegio dei
docenti
Presentare il progetto F.A.R.O. all’assemblea del
personale A.T.A.
Acquisire la delibera del collegio dei docenti
Acquisire la delibera del consiglio di circolo
Autoaggiornamento sul tema dell’autovalutazione
e autoanalisi
Scaricare dall’apposito sito il quaderno operativo
contenente gli strumenti
Duplicare gli strumenti
Distribuire degli strumenti
Partecipare all’assemblea aderenti rete F.A.R.O.
Raccogliere gli strumenti
Inserire i dati raccolti sull’apposito software
Scaricare il rapporto di scuola con l’automatica
indicazione di punti forti, deboli e da migliorare
Scaricare il rapporto di rete
Elaborare progetti di miglioramento per il
successivo anno scolastico
Ottobre
AZIONI
Settembre
PERIODI DI REALIZZAZIONE
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
(1)Il diagramma di GANTT è una tecnica di project management inventata, all’inizio del secolo scorso, dal consulente industriale Henry Gantt
Certificazione di qualità
Le scuole, pagando, possono, volontariamente, rivolgersi a enti certificatori
per ottenere una CERTIFICAZIONE di qualità o dimostrazione di conformità a
specifiche norme ad opera di una terza parte indipendente.
LA CERTIFICAZIONE ISO 9000 NELLA SCUOLA
In Italia secondo i dati di SINCERT (ente nazionale preposto all'accreditamento
degli organismi di certificazione) sono in crescita, per il settore istruzione, gli
istituti scolastici “certificati” di cui alcuni statali: liceo scientifico "A. Volta" di
Milano, I.P.S.I.A. "Cesare Presenti» di Bergamo, I.T.C. "L. Pacioli" di Crema,
I.P.S.I.A. "M. Malpinghi" di Crevalcore (BO), I.T.C. "A. Gramsci" di Milano, I.T.C.
"C. Rosselli" di Genova, Liceo Scientifico "I. Nievo" di Padova, Scuola Media
Statale "N. Costa" di Ciriè (TO).
Spesso si legge o si sente parlare di conformità alla norma ENI EN ISO 9001
(9002 ecc).
Significato di termini e numeri
UNI
EN
Ente italiano
Il termine EN
di
indica che la
I
S
O
9000
indica una famiglia di norme
unificazione.
norma è stata
Il termine
approvata dal
INTERNATIONAL
che
STANDARDIZATION
regolano i sistemi qualità e il
ORGANIZATION
quality management.
Esse costituiscono un modello
UNI nel titolo
CEN (Comtè
di
di una norma
Européen de
riferimento valido per tutte le
significa che
Normalization)
Federazione a livello
si tratta della
che ha il
mondiale degli enti
in più
versione
compito di
nazionali di
classi di norme tra cui
ufficiale in
promuovere
standardizzazione di
lingua italiana
nell'Unione
circa 100 paesi tra cui
europea
l'Italia.
organizzazioni che si articola
l'impiego delle
9001/94
9002/94
norme
contiene criteri
contiene criteri
internazionali
per
per
ISO
l'assicurazione
l'assicurazione
della qualità di
della qualità di
- progettazione
- sviluppo
- sviluppo
- fabbricazione
- fabbricazione
- assistenza
- assistenza
Oltre alla famiglia delle norme "9000" esistono altre norme
(es. 10013, 8402, ecc)
IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
Una volta assunta la decisione di avviare un progetto di certificazione il primo
passo operativo è quello di scegliere la norma ISO di riferimento.
E' opportuno, inoltre, perimetrare il certificato richiesto (certificare tutta
l'attività scolastica?) Una parte dell'attività scolastica (es. la scuola
dell’infanzia).
A questo punto va costruito IL SISTEMA QUALITA' che può richiedere da uno a
più anni, a seconda della complessità della scuola, della disponibilità del
personale, della presenza di consulenza esterna. E' in questa fase che vanno
analizzati e razionalizzati i processi, redatte le procedure, gli strumenti di
monitoraggio e valutazione e, infine, richiesto l'AUDIT esterno.
L'AUDIT ESTERNO VA RICHIESTO A UN ORGANISMO DI CERTIFICAZIONE E HA
UN CERTO COSTO.
E' OPPORTUNO RIVOLGERSI AD ORGANISMI UFFICIALMENTE RICONOSCIUTI
CHE IN ITALIA DEVONO ESSERE ACCREDITATI DAL SINCERT (Sistema Nazionale
di Accreditamento degli organismi di Certificazione).
ELEMENTI PORTANTI DEL SISTEMA QUALITA'
• Gli elementi portanti del sistema qualità sono i
seguenti:
•
•
•
•
•
- ruolo del management
- struttura organizzativa
- gestione per processi
- misura dei risultati e gestione del miglioramento
- soddisfazione del cliente
Informazioni e riflessioni
Entro il 12 marzo 2012 alle scuole è stata offerta la possibilità di candidarsi
per partecipare al progetto sperimentale “VALeS” – Valutazione e Sviluppo
Scuola”, il cui obiettivo è definire un modello adeguato di valutazione delle
scuole e dei dirigenti scolastici.
L’iniziativa si colloca sulla scia del progetto “VSQ – Valutazione per lo
Sviluppo della Qualità delle scuole”, ormai in dirittura d’arrivo.
È un progetto triennale per cui, nell’arco di tre-quattro anni, potremmo,
forse, vedere i primi bagliori di un modello di valutazione di sistema.
Non si vede, invece, ancora alcuna luce in fondo all’interminabile e
claustrofobico tunnel della valutazione dei docenti.
Il progetto “Valorizza”, nato per definire un modello di valutazione degli
insegnanti, giunto nel 2011 al capolinea del suo percorso, non vedrà infatti
una prosecuzione sperimentale (il previsto “Valorizza 2”) né, pertanto, una
implementazione diretta in futuro. Forti resistenze sindacali hanno, infatti,
indotto il ministro Profumo a decretarne la sospensione.
Schema sintesi progetto
Dati strutturali forniti da MIUR e istituti
scolastici
Misurazione degli apprendimenti e calcolo del
valore aggiunto
INVALSI in collaborazione con le scuole
Visite nelle scuole da parte di nuclei di
valutazione esterni
Osservazioni, interviste, questionari condotti da
nuclei di esterni formati dall’INVALSI
Rapporto di valutazione iniziale
Individuazione di punti di forza, criticità e di
obiettivi di miglioramento.
MIGLIORAMENTO
Piano di miglioramento della scuola e della
dirigenza scolastica
Declinazione degli obiettivi in un piano di
miglioramento complessivo che coinvolge Ds,
comunità professionale e vari portatori di
interesse
Azioni di sostegno
Sviluppo piano di miglioramento con sostegno di
INDIRE, Università e risorse professionali del
territorio
VALUTAZIONE
Risultati
Individuazione dei risultati con riferimento a
indicatori e obiettivi di miglioramento
precedentemente definiti
Azioni di valutazione finali
Presentazione del rapporto finale alla comunità
scolastica e all’USR
Valutazione della dirigenza scolastica
Valutazione della dirigenza da parte del direttore
dell’USR
Pubblicazione dei risultati sul servizio scuola in
chiaro
Trasparenza e rendicontazione da parte delle
scuole.
ANALISI
Carta di identità
Scuola e bilancio sociale
Non poche scuole del nostro Paese hanno posto all’ordine del giorno il tema della rendicontazione
sociale. Alcune di esse hanno iniziato a redigere il bilancio sociale che conferisce visibilità e
concretezza
al
processo
di
rendicontazione.
Tale documento si propone, infatti, di dare conto degli impegni assunti, dell’uso delle risorse, dei
risultati conseguiti, degli effetti sociali prodotti nell’ambito di un dialogo tra la scuola e i propri
stakeholder (studenti, famiglie, comunità locale, ecc.) finalizzato al miglioramento delle
performance.
L’avvio di un percorso verso la rendicontazione sociale costituisce, un’occasione per:
- riflettere sistematicamente su se stessa, sui propri valori, obiettivi, missione;
- sentirsi stimolata a promuovere innovazione e miglioramento delle proprie prestazioni;
- identificare i propri stakeholder e attivare con essi momenti di dialogo, confronto, partecipazione,
collaborazione.
Il bilancio sociale è uno strumento al servizio dell’autonomia scolastica e dei processi di
valutazione, nei cui confronti la scuola non può essere un soggetto passivo.
Esso
è
momento
fondante
di
un
disegno
più
ampio
che
comprende:
- l’esplicitazione della visione etico-culturale della scuola. Su quali valori scommettere? Quale patto
stipulare
con
gli
stakeholder?
- la formazione alla cultura della responsabilità e dell’accountability di tutto il personale scolastico;
- la predisposizione di un sistema organizzativo coerente con le esigenze della valutazione, del
monitoraggio,
della
rendicontazione,
della
comunicazione.
In sintesi, il bilancio sociale misura, ricorrendo ad opportuni indicatori, le performance della scuola in
termini di efficienza (miglior utilizzo delle risorse disponibili), di efficacia (raggiungimento degli
obiettivi), di equità (la scuola come costruttore del bene comune per le giovani generazioni).
Aporia
Parola di grande spessore, individua quel momento di una discussione
o di un'argomentazione in cui ci si arena senza poter dare ulteriori
risposte precise, impastoiati in un paradosso logico.
L'universo è infinito o finito? Nel cercare di rispondere a questa
domanda ci si trova di fronte ad un'aporia - come accade
puntualmente davanti ai paradossi filosofici (celebri i koan orientali, i
paradossi zen). Ci si trova davanti ad un'aporia alla fine dei dialoghi
platonici in cui uno stringente Socrate pone domande incalzanti circa
alcune certezze - finché queste vengono smontate e ci si ritrova a
dover prendere atto dell'impossibilità di dire o sapere qualcosa.
Qualcuno dice che rendersi conto di questi limiti e rispettare le aporie
è segno di grande saggezza - come lo è evitare di sbattere la testa
contro il monte se il passaggio non c'è.
È vietato entrare e sostare in
questa vettura .
È consentito solo
l’attraversamento
Inclusività
Competizione
Il discorso si allarga
Tutti i bravi genitori vogliono il meglio per i loro figli. Il
problema però, è come ottenerlo. Se un tempo il metodo
era uno, ovvero l'uso della disciplina, oggi, in un'epoca di
pedagogia figliocentrica e permissiva, anche il genitore
meglio intenzionato finisce per cedere al compromesso.
Non è così per Amy Chua: docente a Yale, cresciuta
secondo i rigidi principi educativi cinesi, ha un'idea chiara
di come allevare le sue bambine. Sono banditi TV,
computer, pigiama party e uscite con le amiche, a
vantaggio di compiti, studio assiduo della musica e...
obbedienza, obbedienza, obbedienza. I risultati non
tardano ad arrivare, ma a prezzo di sacrifici che mettono
in discussione i nostri parametri di genitori "occidentali".

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