Le aree di affari della banca

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Le aree di affari della banca
 Retail banking: la banca offre strumenti di tipo
standardizzato ed elementare, con basso valore aggiunto
unitario utilizzando processi produttivi industrializzati e
standardizzati e canali distributivi capillari e diretti con
modalità di scambio orientate alla singola transazione.
L’aumento dell’efficienza operativa è ricercato attraverso
la definizione ed implementazione di processi ripetitivi
ed il maggiore ricorso al supporto tecnologico.
 Private e corporate banking: la banca offre servizi e
strumenti complessi ed integrati, prodotti con un elevato
livello di personalizzazione e caratterizzati da un elevato
valore aggiunto. La negoziazione avviene all’interno di
relazioni durature e consolidate con profili di qualità
elevati.
L’evoluzione delle aree di attività
 Il nuovo contesto regolamentare ha portato le banche
italiane ad abbandonare progressivamente l’attività di
raccolta ed impegno di breve periodo per orientarsi
verso il corporate ed investment banking (servizi e
strumenti destinati alla gestione finanziaria
dell’impresa e della famiglia con alti tassi di
personalizzazione).
 Negli Stati Uniti contrapposizione tra investment
bank (banca che offre servizi/prodotti personalizzati
ad una clientela corporate con una struttura
centralizzata senza rete distributiva capillare in
stratta complementarietà con i mercati mobiliari) e
commercial bank (attività prevalente di
intermediazione creditizia con ampia rete al dettaglio
ed elevati volumi di attività).
…segue
 In Italia il sistema bancario si è sviluppato secondo
un modello prevalentemente concentrato
sull’intermediazione creditizia che non ha favorito
la crescita dei mercati mobiliari. Per tale ragione
anche le attività di corporate ed investment banking
hanno avuto sviluppo limitato e solo recente.
 L’attuale contesto regolamentare rende tali attività
esercitabili non solo dalle banche (autorizzate
all’intermediazione mobiliare ), ma anche alle
società di intermediazione mobiliare (SIM) e ad
altri intermediari (d.legs. 385/1993).
Le attività di corporate ed
investment banking
 Credito: organizzazione di operazioni materialmente
finanziate da altri soggetti (financial advisory) o, più
raramente finanziamento diretto delle operazioni
stesse. Attività innovative di consulenza per le
imprese.
 Corporate finance: area molto ampio avente come
tratto distintivo l’elevato contenuto di servizio, che in
molti casi è nettamente dominante rispetto al puro
finanziamento. Include:
 mercato primario: emissioni di titoli azionari e
obbligazionari. Servizi di originating (studio dei tempi e
delle modalità dell’emissione, definizione del prezzo),
underwriting (garanzia del buon fine del collocamento)
e palcement (distribuzione).
…segue
 operazioni di finanza straordinaria: consulenza nelle
operazioni di fusione ed acquisizione (ricerca partner, due
dilegence sui conti, definizione del prezzo), consulenza alle
imprese in crisi o in fase di ristrutturazione, corporate
governance.
 assunzione di partecipazioni nel capitale di rischio: sia
diretta, mediante mezzi propri, sia indiretta, mediante
veicoli di investimenti costituiti per raccogliere i capitali
necessari (venture capital).
 Capital markets: attività di intermediazione sui mercati
secondari, sul mercato dei cambi e in strumenti derivati.
 Cash management (gestione accentrata dei conti
bancari).
 Asset management: gestione finanziaria complessiva
(attivo e passivo, gestione dei patrimoni)
Il bilancio delle banche
 Le regole di contabilizzazione, i criteri di valutazione e il
formato dei bilanci sono elementi stabiliti a livello
legislativo. Ci sono settori a cui, per le loro caratteristiche
peculiari, si applicano norme speciali. Tra questi il settore
finanziario; la normativa in questo caso è redatta dalla
Banca d’Italia.
 I paesi europei sono stati interessati da un processo di
“armonizzazione” dei principi contabili che ha portato
all’entrata in vigore del sistema IAS- IFRS. L’obiettivo è
quello di rendere comparabili le informazioni prodotte
dalle imprese a favore di una maggiore trasparenza. Il
bilancio IAS-IFRS di una Banca si compone di: stato
patrimoniale, conto economico e nota integrativa. A questi
documenti di base se ne aggiungono altri quali: conto delle
variazioni del patrimonio netto, relazione degli
amministratori sulla gestione e rendiconto finanziario.
Lo Stato Patrimoniale
 Anche per le banche lo Stato Patrimoniale è redatto a
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sezioni contrapposte;
L’attivo comprende gli investimenti ed i crediti in
essere, normalmente il totale di questa voce viene
utilizzato per stimare la dimensione della banca;
Il passivo comprende i debiti e le voci del capitale netto
(patrimonio). Ci sono differenze tra le voci che
compongono il patrimonio contabile e quelle del
patrimonio ai fini di vigilanza.
Non sono ammessi fondi rettificativi quindi le poste
dell’attivo sono espresse allo loro valore netto ;
Nel passivo è ammesso il fondo per rischi bancari
generali: strumento per il rafforzamento patrimoniale
generato dell’accantonamento degli utili.
Le voci dello Stato Patrimoniale
 Attività finanziarie fruttifere di interessi:
disponibilità liquide (cassa), crediti finanziari in
essere verso la clientela e verso le altre banche e tutti i
titoli a reddito fisso ( titoli di Stato, obbligazioni
emesse da altre banche o da imprese non finanziarie);
 Attività finanziarie non fruttifere di interessi: sono
comprese sia attività che producono ricavi finanziari,
ma non sottoforma di interessi (azioni, quote di fondi
comuni), sia attività che non sono di natura
finanziaria (ratei, risconti, crediti tributari);
 Attività non finanziarie: immobilizzazioni materiali
ed immateriali (es. avviamento).
…segue
 Passività onerose di interessi: insieme delle
risorse finanziarie raccolte dalla clientela privata
e dalle altre banche (depositi, obbligazioni) che
prevedono il pagamento di interessi passivi;
 Passività non onerose di interessi: debiti che
emergono dalla normale operatività (fondi
imposte e tasse, fondi previdenziali, ratei e
risconti);
 Patrimonio: sono comprese tutte le voci contabili
che esprimono fonti di finanziamento di
competenza degli azionisti; sono la garanzia per
tutti i creditori per il rischio d’impresa.
Il Conto Economico
 Normalmente viene rappresentato in forma verticale, o
progressiva, che consente una più facile individuazione
del contributo dato dalle diverse aree di business alla
formazione del risultato netto;
 Margine di interesse: somma algebrica degli interessi
attivi e passivi di competenza dell’esercizio; sono i costi
ed i ricavi direttamente imputabili all’attività di
intermediazione creditizia;
 Margine di intermediazione = margine di interesse +
ricavi da servizi + profitti/perdite da operazioni
finanziarie(risultati realizzati e valutazioni contabili):
risultato lordo delle due principali aree di affari della
banca;
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 Risultato di gestione = margine di
intermediazione – costi operativi + rettifiche e
accantonamenti: è una misura dell’economicità
della gestione caratteristica; tiene conto dei costi
generali della struttura aziendale e delle
svalutazioni/rivalutazione sia dei valori
immobiliari che mobiliari;
 Risultato lordo = risultato di gestione + saldo
delle operazioni straordinarie;
 Risultato netto = risultato lordo – imposte sul
reddito + variazioni del fondo rischi bancari
generali.
La valutazione dei titoli
 Il riferimento è allo IAS 39 che identifica i profili di
contabilizzazione, la classificazione e la valutazione
delle attività finanziarie;
 La classificazione (cui è associato un diverso modello
di valutazione per classe) dipende dalla finalità
perseguita con l’acquisizione di tali attività
finanziarie:
 Titoli held for trading: negoziazione a breve per fine
speculativo;
 Titoli held to maturity: da detenere in portafoglio fino a
scadenza (i titoli classificati come HTM possono esse
ceduti solo in casi eccezionali);
 Titoli available for sale: generico intento di detenzione
per lungo tempo, ma che potrebbero in qualunque
momento essere ceduti sul mercato.
…segue
 I criteri di valutazione previsti dalla IAS 39 sono:
 Fair value: valutazione del titolo al suo valore di
mercato; per titoli quotati valore al giorno
precedente la chiusura di bilancio, per titoli non
quotati valore medio di titoli quotati simili o valore
attuale netto. Il valore del portafoglio titoli oscilla in
base all’andamento del mercato ed a variabili
macrofinanziarie.
 Costo ammortizzato: valutazione in base al prezzo a
cui la banca ha acquistato il titolo (comprese le
componenti accessorie). La valutazione può essere
rettificata in diminuzione se sussistono condizioni
di rischio creditizio comprovato dell’emittente.
Poche possibilità di oscillazione.
…segue
 I titoli HFT sono valutati al fair value e i risultati
della valutazione sono imputati nel CE alla voce
profitti/perdite da operazioni finanziarie;
 I titoli classificati HTM sono valutati al costo
ammortizzato e risultati, che possono solo essere
negativi, sono inseriti nella voce del CE rettifiche
di valore;
 I titoli classificati AFD sono valutati al fair value,
ma i risultati sono imputati ad una riserva di
carattere patrimoniale dedicata a tali operazioni
(riserva di fair value)
La valutazione dei crediti
 Lo IAS 39 impone che la banca valuti i suoi crediti
secondo il criterio del costo ammortizzato. E’
esplicitamente previsto un processo di svalutazione
i cui risultati vanno nel CE alla voce rettifiche di
valore;
 Devono essere svalutati i crediti con le seguenti
caratteristiche:
 Significative ed evidenti difficoltà finanziarie del
debitore;
 Mancato pagamento degli interessi o del capitale;
 Possibilità che il debitore avvii una procedura
concorsuale o di ristrutturazione finanziaria.
 In questi casi i crediti sono valutati attualizzando al
tasso di interesse originario del credito i flussi di
La nota integrativa
 E’ la componente del bilancio più ricca di
informazioni con riferimento ai fatti di gestione; è
un documento analitico e non sintetico, è un
documento qualitativo e non quantitativo.
 La nota integrativa offre dettagli e specificazioni
per voci che nel CE e SP sono aggregate e poco
intellegibili (es. classificazione per scadenza delle
attività e passività finanziarie).
 Riporta le operazioni fuori bilancio, es. impegni
irrevocabili già assunti dalla banca.
 Spiega e giustifica i criteri di valutazioni e di stima
adottati per redigere il bilancio.
Il sistema bancario italiano
 Processo di fusione/acquisizione tra banche,
iniziato negli anni ‘90 ha determinato una
riduzione del numero di operatori. Nel 2011 sono
state censite dalla Banca d’Italia 756 banche.
 Aumento della concentrazione del settore,
aumenta la quota di mercato detenuta dai
principali gruppi bancari.
 Aumento del numero di sportelli dovuto allo
sviluppo del mercato dei servizi finanziari. Nel
2011 sul territorio italiano erano presenti 33.536.
Le Società di Intermediazione Mobiliare
 Sono società costituite nella forma di società per
azioni aventi sede legale e direzione generale in
Italia che svolgono attività che comprendono la
negoziazione, il collocamento, le gestione di
portafogli di valori mobiliari;
 Negli ultimi anni il numero delle SIM si è
progressivamente ridotto per le seguenti cause:
 Processo di concentrazione del settore tramite
fusioni ed acquisizioni;
 Maggiore concorrenza esercitata dalle banche sullo
stesso business;
 Spostamento di alcune aree di attività verso le SGR.
Le aree di attività delle SIM
 Negoziazione di strumenti finanziari per conto
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proprio (dealing) o per conto terzi (brokerage);
Collocamento di strumenti finanziari con o senza
garanzia di sottoscrizione a favore dell’emittente;
Gestione individuale di portafogli di strumenti
finanziari;
Ricezione e trasmissione di ordini di
negoziazione;
Consulenza in materia di investimenti.
Alcune attività comportano l’assunzione diretta di
rischi, altre rappresentano attività di prestazione
di servizio conto terzi.

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