Etica e Tecne - The Daily Nurse

Report
Etica e Tecne
Prof. ssa Angela Basile
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La tecnica ,come uno strumento a disposizione
dell’uomo, e’ divenuta oggi il vero “soggetto” della
storia rispetto al quale l’uomo, e’ ridotto a
“funzionario” dei suoi apparati.
Al loro interno ,infatti, egli deve compiere quelle
azioni descritte e prescritte che compongono il suo
“mansionario”, mentre la sua “persona” e’ messa tra
parentesi a favore della sua funzionalita’.
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Seppur vero che la tecnica, puo’essere considerata
come “l’essenza stessa dell’uomo”
L’uomo e’ l’unico vivente privo di istinti, nella
tradizione da Platone ad Arnold Gehlen.
Difatti, la definizione tradizionale “animale
ragionevole”, e’ sostanzialmente impropria, perché
all’uomo manca, quella prima caratteristica
fondamentale dell’animalità che e’ l’istinto
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L’istinto infatti, è una risposta rigida ad uno stimolo.
Se porgo ad un erbivoro un pezzo di carne, l’erbivoro
non percepisce quella carne come cibo,se invece gli
porgo un covone di fieno , non esita a mangiarlo.
Anche Freud che nelle sue prime opere parla di
“Istinkt” successivamente abbandona questa parola,
per parlare di “pulsione”, ossia spinta generica verso
qualcosa.
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Noi possiamo capire che l’istinto sessuale , non è
tanto istinto, in quanto possiamo essere “pervertiti”
nel sesso o possiamo indirizzarci verso una meta
sessuale o meta non sessuale , quale può essere un
opera d’arte , una composizione poetica o musicale
,in base a quel processo chiamato “sublimazione della
pulsione sessuale” .
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La dimensione tecnica nasce con la nascita dell’uomo
, il quale diviene “immediatamente tecnico”(es: uomo
che alza un bastone per prendere un frutto).
La dimensione con la quale , l’uomo supplisce alla
sua carenza istantanea e come tale, essa rappresenta
anche il luogo eminente della sua libertà.
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Platone nel Protagora , dove si racconta che Zeus,
incaricò “Epimeteo” (epi-metis, colui che pensa dopo,
quindi, l’improvvido, lo sprovveduto), di assegnare a
tutti i viventi delle qualità, che erano poi le qualità
istintuali.
Giunto all’uomo, Epimeteo non ne disponeva da
distribuire perché era stato troppo prodigo con le cose
precedenti.
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Allora Zeus, impietositosi per le condizioni umane,
incaricò il Prometeo (pro- metis, colui che pensa in
anticipo), affinchè desse agli uomini la propria virtù:
l’antiveggenza, il pre-vedere).
…Etiam famis futurae famelicus (Hobbes), l’uomo è
affamato anche della fame futura , non come
l’animale , solo di quella immediata e contingente.
Virtù dell’uomo: la capacità di previsione.
NEL MONDO GRECO…
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Eschilo : Prometeo incatenato
Nel mondo greco le rappresentazioni teatrali
venivano messe in scena, non per commuovere o far
ridere.
Al contrario, quando nella città sorgevano problemi ,
venivano rappresentati in teatro, ovvero all’interno di
una dimensione sacrale.
Difatti , tutte le parole greche che cominciavano per
The, quindi,theos ,theorema ,theatron ,contengono
sempre il riferimento sacro.
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Nella tragedia di Eschilo, il Prometeo incatenato, egli
amico degli uomini, gli dona il “fuoco”,con cui
possono trasformare i metalli e produrre gli strumenti,
per il loro vivere quotidiano.
Zeus si mette timore , pensando che gli uomini,
diventino più potenti di lui( conflitto atavicoreligione/scienza).
Punisce Prometeo , lo lega ad una roccia con un
aquila che gli rode il fegato , che ogni giorno si
riforma, perche’ il supplizio sia eterno.
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Con la scienza e la tecnica, è possibile ottenere tutto
quello che prima si otteneva attraverso la preghiera
agli dei.
Nel mito, c’è scienza, sapere, non sono solo racconti.
Per esempio, nel mito descritto, che le cellule
epatiche si riformino, vi era tutto lo scibile dei medici
di Kos.
Ad un certo punto ,in Eschilo, il Coro chiede a
Prometeo, se sia più forte, la tecnica o la natura …
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La tecnica è di gran lunga più debole della necessità,
che vincola la natura , alla sua immutabilità ed alla
regolarità delle sue leggi.
“ tecne d’anankes asthenestera makroi”
Nel mondo greco, la natura era considerata
immutabile.
Anche Sofocle nell’Antigone , racconta che l’aratro
solca la terra, pero’ la terra si ricompone al suo
paesaggio.
Tempo moderno
Il primato della scienza e della tecnica sulla natura
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La tecnica non è l’applicazione della scienza , ma è
l’essenza stessa di essa.
Non nel senso che senza tecnica , non si puo’ cercare
di fare scienza, ma che nello sguardo al mondo che
quest’ultima possiede , si cela già in sé una
dimensione tecnica , perché la scienza non guarda il
mondo per “contemplarlo”, ma per “manipolarlo” e
“trasformarlo”.
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È come se , in un bosco si recassero , un poeta ed un
falegname. Guardando gli alberi , non vedrebbero la
stessa cosa … il falegname , vedrebbe già dei
mobili…
Religione/scienza-tecnica : Zeus/ Prometeo
Teologia / Scienza – tecnica: la scienza è figlia della
Teologia medioevale, anche se si professa afinalistica
e procede come se Dio non esistesse, gronda di
metafore teologiche.
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Es: Teologia : passato (male , peccato originale)
presente (riscatto con Cristo)
futuro (salvezza);
Scienza :
passato (male, ignoranza)
presente ( ricerca)
futuro ( progresso)
L’epoca moderna è il primato della scienza e della tecnica
come deriva teologica.
Bacone, nella “ Novum Organum”: “la scienza concorre alla
redenzione dell’uomo”.

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