L`Epigramma - Patini Liberatore

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Lector et auditor nostros probat, Aule, libellos,
sed quidam exactos esse poeta negat.
Non nimium curo: nam cenae fercula nostrae
malim convivis quam placuisse cocis.
O Aulo, quelli che ascoltano o leggono i miei libretti li lodano; c’è però un
certo poeta che afferma che non sono perfetti. Io non gli do troppo peso:
preferirei infatti che le portate del mio pranzo piacessero ai convitati
piuttosto che ai cuochi.
E’ una forma poetica breve di argomento vario e di carattere ironico e
arguto, satirico e polemico. Talvolta, con le sue battute suscita il riso, ma il
più delle volte induce ad amare riflessioni. L’arte e l’efficacia della poesia
epigrammatica consistono nella sua brevità e nella capacita del poeta di
condensare nel giro di pochi versi un motto, un’arguzia o una battuta.
Per la sua stessa natura di testo breve essa si avvale per lo più di un
linguaggio condensato e allusivo, ricco di doppi sensi, in cui ogni parola
acquista un significato ben preciso.
Uno dei maggiori esponenti di questo genere è stato Marziale.
Marziale nasce in Spagna tra il 38 e il 42 d.C.
Venuto a Roma nel 64, conduce una vita modesta, da
cliente.
Raggiunge presto una certa notorietà: già nell’80 gli viene
commissionata una raccolta di epigrammi per celebrare
l’inaugurazione dell’Anfiteatro Flavio.
Dall’84-85 comincia a pubblicare regolarmente i propri
componimenti in libri. Sembra però che non gliene
derivassero consistenti vantaggi economici.
Nell’87 decide di lasciare Roma per tornare nel paese natale,
dove muore verso il 104.
Di Marziale ci resta una raccolta di Epigrammi
in 12 libri, composti e via via pubblicati tra l’86
e il 102.
Fu definito poeta "pittore dei costumi" e sebbene non si fosse mai posto
problemi di carattere sociale, con i suoi versi riuscì a rendere viva la società
nella quale viveva.
Marziale è dunque un "classico" nell'equilibrio della forma e del contenuto e la
sua tecnica compositiva è assai personale: assai varia a seconda della natura e
dell'ampiezza del componimento che a volte si apre con una selva di idee che
illustrano quella principale posta alla fine, altre volte dopo un giro di pensieri
"vaghi ed indistinti" che tengono il lettore sulle spine ecco che erompe
improvvisa ed arguta la battuta finale, l'aliquid luminis, il guizzo finale, che
illumina il contenuto del carme.
Poesia legata alla realtà.
Questa è una delle caratteristiche della poesia epigrammatica
che fanno pensare ad un’ispirazione antica da parte dell’autore.
Infatti la realtà era una tematica molto cara a Catullo.
Entrambi la rappresentano in modo giocoso e beffardo, mordace ed osceno.
I loro componimenti si distinguono per la vivace aggressività
e per la varietà di metri utilizzati.
Marziale nonostante la sua ispirazione, non rimane ancorato al
suo maestro, infatti non riprende l’attacco personale
sempre presente nelle opere di Catullo.
Ma com'era la vita a Roma al tempo di Marziale?
La storia non la fanno solo gli imperatori o i condottieri con le loro guerre
o i grandi uomini della politica con le manovre e le congiure: la storia
contribuiscono a farla tutti e molte volte un grande evento o una svolta
epocale hanno inizio proprio dai mutamenti della società dei quali solo
pochi protagonisti si fanno interpreti.
Quella moltitudine romana con la sua vita di ogni giorno è la fotografia
fedele di un'epoca dalle nefandezze alla grandezza ed è questa l'umanità
che Marziale fisserà nei suoi epigrammi.
La grande Roma, caput mundi, dominatrice del mondo, era in realtà una città
rumorosa, tumultuosa e contraddittoria: luogo di speculazioni indescrivibili,
centro pulsante di vizi e stranezze incredibili, luminosa e sordida, "cenciosa e
grandiosa al tempo stesso". Una città assai disordinata, cresciuta troppo in fretta
e senza un piano urbanistico razionale: un incendio poteva distruggere in poco
tempo interi quartieri, in certe zone ci si doveva inerpicare su e giù per strade
strette e tortuose e si avvertiva una situazione di degrado dovuto ad una incuria
perdurante da tempo
Ma è soprattutto la donna e la vanità femminile che è messa sotto accusa in una serie
infinita di figure femminili dalle quali traspare un certo misoginismo di Marziale:
Fabulla, donna bellissima, graziosa e ricca ma che a troppo lodarsi diventa antipatica;
“Bella es, novimus, etpuella, verum est, et dives, quis enim potest negare?
Sed cum te nimium, Fabulla, laudas, nec dives neque bella nec puella es.”
Che tu sia bella lo sappiamo, che tu sia giovane e che tu sia ricca è vero,
chi infatti potrebbe negarlo? Ma quando ti lodi troppo, Fabulla, non sei né
ricca né bella né giovane.
“Lesbia se iurat gratis numquam esse fututam.
Verum est: cum futui vult, numerare solet.”
(Lesbia giura di non aver mai fatto l’amore gratis. Vero: quando vuol
far l’amore è solita pagare.)
Denuncia la corruzione del suo tempo
Quod clamas semper, quod agentibus obstrepis, Aeli,
Non facis hoc gratis: accipis, ut taceas.
O Elio, nei tribunali non senza guadagno tu sempre
schiamazzi e dai sulla voce agli avvocati: gratis non lo
fai, ti pagano, infine, per farti tacere.
XXVIII
Hesterno fetere mero qui credit Acerram,
Fallitur: in lucem semper Acerra bibit.
Sbagli se credi che Acerra puzzi di ieri.
Fino al mattino, vino.
XXX
Chirurgus fuerat, nunc est uispillo
Diaulus.
Coepit quo poterat clinicus esse modo.
Beccaio da chirurgo, ora becchino:
Lo stesso banco con un’altra insegna,
Diaulo!
Il grande merito di Marziale è aver capito lo spirito dei tempi e le nuove
esigenze di un ambiente sociale e culturale che all'epica e alla satira,
allora di moda, preferiva un genere letterario più agile e veloce quale è
l'epigramma.
Marziale era dotato di una sorprendente facilità di versificazione,
possedeva una grande capacità di cogliere l'essenziale dei fatti, i
caratteri fondamentali delle persone che animavano il suo mondo e di
esprimerli in maniera breve, incisiva, fulminea ed elegante. Lo aiutò di
sicuro la sua condizione sociale che lo vide sempre a contatto con
ambienti di ogni genere e persone d'ogni classe sociale e risultò essere
una efficace palestra di esperienze umane.
Questo "poeta cliente" che gironzolava notte e giorno per la città
imperiale e conosceva le fastosità e i freddi splendori dei palazzi e delle
ville signorili.
La conoscenza profonda del suo tempo, il sentimento morale che pervade
diversi epigrammi, l'intuizione e la spontaneità di espressione possono
essere definite le caratteristiche originali della poesia di Marziale che
assumerà di volta in volta toni più o meno lirici a seconda dei temi
trattati.
Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Io non ho bisogno di denaro,
ALDA MERINI

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