La Sardegna al femminile è stata protagonista al Circolo Nuova

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La Sardegna al femminile è stata protagonista al Circolo Nuova Sardegna di
Peschiera Borromeo.
Domenica 21 febbraio, nella Sala Mazzola, si è parlato della figura della donna
nella nostra Isola vista sotto una prospettiva che ha spaziato dal culto della
Dea Madre al ruolo del periodico La Donna Sarda, passando per i riti a Diana
Luna, dei quali sopravvivono ancora oggi detti e consuetudini, alle figure della
mitologia sarda come “Surbiles” e “Deinas”, senza dimenticare l’usanza del
“cantare il morto” ad opera de “Is attitadoras e la sempre affascinante figura
dell’accabadora (dal sardo e spagnolo “Acabar” che significa finire, colei che
finisce, figura femminile che veniva chiamata al capezzale del moribondo per
aiutarlo al trapasso: agli occhi della comunità il suo è il gesto amorevole e
pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. E’ lei, l'ultima madre.
La Conferenza è stata tenuta dalla bravissima giornalista Mariella Cortes, che ci ha portato nella Sardegna preistorica
come in quella di 100, 200, 500 anni fa, e ha coinvolto anche figure storiche come la strega Julia Carta, le banditesse
Donna Lucia Delitala Tedde, Maria Antonia Serra Sanna, nota come “Sa Reina” (La Regina) e l fragile Paska Devaddis,
ancora il primo sindaco donna, la grande biologa Eva Mameli Calvino (la mamma di Italo Calvino) e il primo medico
condotto, Adelasia Cocco, alla quale dedicò i suoi versi anche il grande Salvatore Satta.
La figura della donna è stata analizzata anche da un punto di vista
letterario e legislativo, rileggendo i passi della Carta de Logu dedicati al
gentil sesso, le considerazioni di Giuseppe Dessì che definì le donne sarde
come <Penelopi senza Ulisse> e l’immancabile Grazia Deledda trattata
attraverso la rilettura di alcuni classici.
Particolarmente apprezzato è stato l’esperimento che ha coinvolto la
lettura dei passi letterari, dalla soade voce di Mariella Cortes
accompagnati dalle launeddas del Maestro Bruno Loi, di San Gavino
Monreale, trapiantato in Abruzzo, allievo del grande maestro Dionigi
Burranca. Bruno Loi ha accompagnato le letture incantando i presenti
con la melodia delle launeddas, strumento musicale antichissimo, noto già
in età nuragica e di grande complessità, seppur apparentemente
semplice.
Di particolare interesse è stata la spiegazione del funzionamento delle
launeddas, della loro realizzazione e cura e di come il loro suono accompagni vari momenti della tradizione, dalla messa
solenne al ballo in piazza.
La serata, organizzata dal Presidente Gabriele Soddu e dal vice Presidente Ignazio Mura e dai membri del Direttivo,
ha coinvolto tutti i presenti e si è conclusa all’insegna del gusto con un brindisi
accompagnato dalle migliori eccellenze sarde.

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