Vertebre lombari - Nuova Scuola di Osteopatia Treviso

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Vertebre lombari
Test di sgrossamento
 Paziente:
 seduto,
 deve avere un buon appoggio sugli ischi, in modo che il sacro sia libero
tra le iliache.
 Le ginocchia devono essere vicine al bordo del lettino e se si vuole si
possono far appoggiare i piedi su di uno sgabello (non è obbligatorio).
 Il rachide deve essere in posizione neutra.
 Operatore: di fianco al paziente, sfruttando il cingolo scapolare
come leva, posiziona l’avambraccio a livello delle spalle. Con la mano
caudale ci si posiziona di lato alle spinose vertebrali.
 Azione: spingendo sulla spalla si induce una lateroflessione del
rachide lombare. La spinta deve essere ritmica e si considerano i
livelli dove si percepisce una minore flessibilità
Test specifico
latero flessione e rotazione



Paziente: seduto
Operatore: stessa posizione per il test di sgrossamento. Col pollice della mano caudale ci si
posiziona di lato alla spinosa della vertebra da testare.
Azione: si porta il tronco in lateroflessione fino ad arrivare alla vertebra in disfunzione. Il pollice
rimane in ascolto e si aumenta la lateroflessione percependo la densità della disfunzione.

Lo stesso procedimento lo si esegue per la rotazione.

Se la limitazione funzionale in rotazione è dal lato opposto alla lateroflessione saremo in presenza di
una disfunzione in prima legge, ad es. possiamo trovare una L3 che lateroflette di più a sinistra e che
ruota di più a destra, definiremo L3 in NSR destra

Se la limitazione funzionale in rotazione è dalla stesso lato della lateroflessione saremo in presenza
di una disfunzione in seconda legge, ad es possiamo trovare una L3 che lateroflette di più a destra e
che ruota di più a destra, definiremo L3 in RS destra.
Test specifico
flesso estensione
 Paziente: seduto, braccia incrociate, mani sulle spalle.
 Operatore: con il braccio cefalico passa sotto le braccia del paziente
ed ancora il tronco a livello ascellare. Con le dita della mano caudale
si posiziona tra le spinose delle vertebre da testare.
 Azione: con l’aiuto del braccio cefalico si porta il tronco in flessione
e con la mano caudale si sente se lo spazio interspinoso si apre, poi
si porta il tronco in estensione e si sente se lo spazio interspinoso si
chiude.
 Se lo spazio interspinoso si apre, ma non si chiude definiremo la
disfunzione FRS
 Se lo spazio interspinoso non si apre, ma si chiude definiremo la
disfunzione ERS.
Test della posteriorità
per disfunzione in RS
 Paziente: seduto
 Operatore: alle spalle del paziente, posiziona i pollici a lato
della spinosa a livello dei massicci articolari.
 Azione: si chiede al paziente di flettersi in avanti, con i
pollici si sente se la posteriorità aumenta o diminuisce
 Ad es RS dx posteriorità a destra (il pollice destro è
posteriore):
 Se nella flessione la posteriorità aumenta = ERS dx
 Se nella flessione la posteriorità si annulla = FRS dx
Test specifico di E o F
 Paziente: seduto, braccia incrociate, mani sulle spalle.
 Operatore: con il braccio cefalico passa sotto le braccia del
paziente ed ancora il tronco a livello ascellare. Con l’altra
mano si prende contatto con il processo spinoso della
vertebra da testare.
 Azione: con l’aiuto del braccio cefalico si porta il tronco in
estensione e si sente se la vertebra scivola in avanti
 Interpretazione del test:
 se la spinosa scivola bene in avanti :disfunzione in estensione;
 Se la spinosa non scivola in avanti: disfunzione in felssione.
L3 ERS dx
Tecnica del rotolamento lombare
 Paziente: disteso sul fianco destro;
 Operatore: si deve portare in chiave L3
 Messa in tensione della leva superiore: tirando il braccio destro del paziente si porta il
rachide in rotazione sinistra fino a L3 compresa. Mantenere la vertebra in flessione
portando il rachide leggermente in avanti (evitare che la zona lombare vada in iperlordosi).
 Messa in tensione della leva inferiore: posizionare il bacino sull’ala iliaca mediante la
trazione della gamba sottostante. È importante che il bacino non sia in appoggio sul grande
trocantere.
 Si regola la messa in tensione dei tessuti molli della leva inferiore aumentando o
diminuendo la flessione della coscia sovrastante, questo permetterà di veicolare le forze
correttive sulla vertebra in disfunzione.
 Il bacino deve rimanere perpendicolare
 Con l’avambraccio in supinazione si andrà a prendere appoggio sull’ala iliaca e tutto il peso
del corpo sarà sull’avambraccio.
 Azione: l’operatore mantiene la leva superiore in modo da fissare L3, con il peso
dell’avambraccio in appoggio sull’iliaco del paziente esegue il thrust in rotazione
destra.
L3 ERS sx
Tecnica del rotolamento lombare
 Paziente: disteso sul fianco sinistro;
 Operatore: si deve portare in chiave L3
 Messa in tensione della leva superiore: tirando il braccio sinistro del paziente si porta
il rachide in rotazione destra fino a L3 compresa. Mantenere la vertebra in flessione
portando il rachide leggermente in avanti (evitare che la zona lombare vada in
iperlordosi).
 Posizionare il bacino sull’ala iliaca mediante la trazione della gamba sottostante. È
importante che il bacino non sia in appoggio sul grande trocantere.
 Si regola la messa in tensione dei tessuti molli della leva inferiore aumentando o
diminuendo la flessione della coscia sovrastante, questo permetterà di veicolare le
forze correttive.
 Il bacino deve rimanere perpendicolare
 Con l’avambraccio in supinazione si andrà a prendere appoggio sull’ala iliaca e tutto il
peso del corpo sarà sull’avambraccio.
 Azione: l’operatore mantiene la leva superiore in modo da fissare L3, con il
peso dell’avambraccio in appoggio sull’iliaco del paziente ed esegue il thrust
in rotazione sinistra.
L3 FRS dx
Tecnica del rotolamento lombare
 Paziente: disteso sul fianco destro;
 Operatore: si deve portare in chiave L3
 Messa in tensione della leva superiore: tirando il braccio destro del paziente si porta
il rachide in rotazione sinistra fino a L3 compresa. Mantenere la vertebra in
estensione portando il rachide leggermente in dietro.
 Messa in tensione della leva inferiore: posizionare il bacino sull’ala iliaca mediante la
trazione della gamba sottostante. È importante che il bacino non sia in appoggio sul
grande trocantere.
 Si regola la messa in tensione dei tessuti molli della leva inferiore aumentando o
diminuendo la flessione della coscia sovrastante, questo permetterà di veicolare le
forze correttive.
 Il bacino deve rimanere perpendicolare
 Con l’avambraccio in supinazione si andrà a prendere appoggio sull’ala iliaca e tutto il
peso del corpo sarà sull’avambraccio.
 Azione: l’operatore mantiene la leva superiore in modo da fissare L3, con il
peso dell’avambraccio in appoggio sull’iliaco del paziente esegue il thrust in
rotazione destra.
L3 FRS sx
Tecnica del rotolamento lombare
 Paziente: disteso sul fianco sinistro;
 Operatore: si deve portare in chiave L3
 Messa in tensione della leva superiore: tirando il braccio sinistro del paziente si porta
il rachide in rotazione sinistra fino a L3 compresa. Mantenere la vertebra in
estensione portando il rachide leggermente in dietro.
 Messa in tensione della leva inferiore: posizionare il bacino sull’ala iliaca mediante la
trazione della gamba sottostante. È importante che il bacino non sia in appoggio sul
grande trocantere.
 Si regola la messa in tensione dei tessuti molli della leva inferiore aumentando o
diminuendo la flessione della coscia sovrastante, questo permetterà di veicolare le
forze correttive.
 Il bacino deve rimanere perpendicolare
 Con l’avambraccio in supinazione si andrà a prendere appoggio sull’ala iliaca e tutto il
peso del corpo sarà sull’avambraccio.
 Azione: l’operatore mantiene la leva superiore in modo da fissare L3, con il
peso dell’avambraccio in appoggio sull’iliaco del paziente esegue il thrust in
rotazione sinistra.
L3 ERS dx
Tecnica faccettaria
 Paziente: disteso sul fianco sinistro con la faccetta in disfunzione verso
l’alto.
 Operatore: portare in chiave L3
 Messa in tensione della leva superiore: tirare il braccio sinistro in modo da
ruotare il rachide fino ad esagerare la rotazione dx di L3;
 Messa in tensione della leva inferiore: posizionare il bacino sull’ala iliaca
mediante la trazione della gamba sottostante. È importante che il bacino non sia
in appoggio sul grande trocantere.
 Con il pollice della mano superiore si va a sentire se la rotazione arriva fino alla
vertebra in lesione; poi si appoggia l'avambraccio caudale sull'iliaco di dx per
indurre un'inclinazione laterale sinistra e aprire la faccetta di dx con una spinta
in direzione caudale.
 Azione: l’operatore mantiene la leva superiore in modo da fissare L3, con il
peso dell’avambraccio in appoggio sull’iliaco del paziente esegue il thrust
in inclinazione laterale sinistra.
L3 ERS sx
Tecnica faccettaria
 Paziente: disteso sul fianco destro con la faccetta in disfunzione
verso l’alto.
 Operatore: portare in chiave L3
 Messa in tensione della leva superiore: tirare il braccio destro in modo da
ruotare il rachide fino ad esagerare la rotazione sx di L3;
 Messa in tensione della leva inferiore: posizionare il bacino sull’ala iliaca
mediante la trazione della gamba sottostante. È importante che il bacino
non sia in appoggio sul grande trocantere.
 Con il pollice della mano superiore si va a sentire se la rotazione arriva
fino alla vertebra in lesione; poi si appoggia l'avambraccio caudale
sull'iliaco di sx per indurre un'inclinazione laterale destra e aprire la
faccetta di sx con una spinta in direzione caudale.
 Azione: l’operatore mantiene la leva superiore in modo da fissare L3,
con il peso dell’avambraccio in appoggio sull’iliaco del paziente
esegue il thrust esagerando l’inclinazione laterale destra.
L3 FRS dx
Tecnica faccettaria
 Paziente: disteso sul fianco destro con la faccetta in disfunzione verso l’alto.
 Operatore: portare in chiave L3
 Messa in tensione della leva superiore: tirare il braccio destro in modo da ruotare il
rachide fino a L3 compresa;
 Messa in tensione della leva inferiore: posizionare il bacino sull’ala iliaca mediante
la trazione della gamba sottostante. È importante che il bacino non sia in appoggio
sul grande trocantere.
 Con il pollice della mano superiore si va a sentire se la rotazione arriva fino alla
vertebra in lesione; poi si appoggia l'avambraccio caudale sull'iliaco di sx per
indurre un'inclinazione laterale sinistra e chiudere la faccetta di sx con una spinta
in direzione cefalica.
 Azione: l’operatore mantiene la leva superiore in modo da fissare L3, con il
peso dell’avambraccio in appoggio sull’iliaco del paziente esegue il thrust
esagerando l'inclinazione laterale sinistra.
L3 FRS dx
Tecnica faccettaria
 Paziente: disteso sul fianco sinistro con la faccetta in disfunzione verso
l’alto.
 Operatore: portare in chiave L3
 Messa in tensione della leva superiore: tirare il braccio sinsitro in modo da ruotare
il rachide fino a L3 compresa;
 Messa in tensione della leva inferiore: posizionare il bacino sull’ala iliaca mediante
la trazione della gamba sottostante. È importante che il bacino non sia in appoggio
sul grande trocantere.
 Con il pollice della mano superiore si va a sentire se la rotazione arriva fino alla
vertebra in lesione; poi si appoggia l'avambraccio caudale sull'iliaco di dx per
indurre un'inclinazione laterale destra e chiudere la faccetta di dx con una spinta
in direzione cefalica.
 Azione: l’operatore mantiene la leva superiore in modo da fissare L3, con il
peso dell’avambraccio in appoggio sull’iliaco del paziente esegue il thrust
esagerando l'inclinazione laterale destra.
Segni per distinguere una possibile
discopatia acuta da un problema
faccettario
 Il paziente fa fatica a sollevarsi dalla sedia: discopatia;
 Paziente supino, il terapeuta porta le gambe in flessione a
circa 30° e poi chiede al paziente di mantenere la posizione:
comparsa del dolore lombare=discopatia;
 Dolore lombare che compare dopo essere stato sdraiato
per un temo prolungato: discopatia (il disco vertebrale in
scarico si idrata con un conseguente aumento della
compressione radicolare);
 Paziente supino: se piegando le gambe sente meno dolore
alla zona lombare=problema faccettario.

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