Biografia FEDRO.. - Liceo Classico D`Annunzio

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Fedro (20 a.C.–50 d.C.) è stato uno scrittore romano, autore di
celebri favole, attivo nel I secolo. Fedro rappresenta una voce
isolata della letteratura: riveste un ruolo poetico subalterno in
quanto la favola non era considerata (analogamente a oggi) un
alto genere letterario anche se possedeva un carattere
pedagogico e un fine morale. Fedro nacque intorno al 20 a.C. e
giunse giovanissimo a Roma come schiavo, forse a seguito della
violenta repressione, operata dal console Lucio Calpurnio
Pisone, della rivolta avvenuta in Tracia nel 13 a.C. La sua venuta
a Roma ancora bambino è stata dedotta dalla sua affermazione
di aver letto da bambino il Telephus, una tragedia ora perduta
di Ennio; ma non si può escludere, per quanto poco probabile,
che egli abbia potuto già studiare latino in Macedonia, e
pertanto la questione della data della sua venuta a Roma resta
insoluta. Che egli sia stato uno schiavo familiaris, appartenente
cioè alla familia di Augusto, e poi emancipato da questo
imperatore è attestato nella titolazione manoscritta della sua
opera, Phaedri Augusti liberti Fabulae Aesopiae; si deduce che
il suo nome, dopo la liberazione, deve essere stato Caius Iulius
Phaedrus, dal momento che i liberti assumevano il praenomen e
il nomen del loro patrono.
Se Fedro fu effettivamente portato giovanissimo a Roma,
potrebbe aver studiato alla scuola dell'erudito Verrio Flacco,
tenuta nel tempio di Apollo che sorgeva sul Palatino dove
studiavano anche i nipoti di Augusto, Gaio e Lucio, e di
quest'ultimo, secondo un'ipotesi, potrebbe esser poi divenuto
pedagogo, acquisendo quei meriti che, insieme con l'ascesa
sociale, lo avrebbero portato alla libertà.
Come Fedro stesso ci informa,il ministro di Tiberio, Seiano, lo fece
processare, sospettandolo di allusioni sgradite ai potenti. Ne uscì
tuttavia indenne, forse anche per la caduta in disgrazia e la morte
del prefetto, e poté continuare a scrivere indisturbato fino
all'impero di Claudio (41-54), grazie a un liberto, Fileto, al quale è
dedicato uno dei suoi ultimi componimenti, o forse anche fino
all'impero di Nerone(54-68).
… Fine Biografia FEDRO
Lupus et agnus (latino)…
Ad rivum eundem Lupus et Agnus
venerant siti compulsi: superior
stabat Lupus, longeque inferior
Agnus: tunc fauce improba latro
incitatus jurgii causam intulit.
Cur, Inquit, turbulentam fecisti
mihi
istam bibenti? Laniger contra
timens, qui possum, quaeso,
facere quod quereris, Lupe? A te
decurrit ad meos haustus liquor.
Repulsus ille veritatis viribus,
ante hos sex menses male, ait,
dixisti mihi. Respondit Agnus:
equidem natus non eram. Pater
hercle tuus, inquit, maledixit
mihi. Atque ita correptum
lacerat injusta nece.
Haec popter illos scripta est
homines fabula, qui ficti caussi
innocentes opprimunt.
… Il lupo e L’agnello (italiano)
Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si
ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il
lupo era più a monte,mentre l'agnello beveva a
una certa distanza, verso valle. La fame però
spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse:
"Perché osi Intorbidarmi l'acqua?“ L'agnello
tremando rispose: "Come posso fare questo
se l'acqua scorre da te a me?“ “E' vero, ma tu
sei mesi fa mi hai insultato con brutte
parole". "Impossibile, sei mesi fa non ero
ancora nato". "Allora" riprese il
lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi
tutte quelle villanie". Quindi saltò
addosso all'agnello e se lo
mangiò. Questo racconto è rivolto a
tutti coloro che opprimono i
giusti nascondendosi dietro falsi
pretesti.
Agnello = protagonista
Lupo = antagonista
Vuole solo bere l’acqua al
ruscello
Cerca dei pretesti per
mangiare l’agnello, non
riuscendoci lo mangia
comunque
Rappresenta = l’ingenuità, la
sincerità, il bene della
società
È vittima dell’ingiustizia
Rappresenta = la crudeltà,
la prepotenza, il male della
società
È la causa dell’ingiustizia
Il lupo cattivo:
-Forza
-Prepotenza
PERSONAGGI
Finale Tragico :
Morte
dell’agnello
Tematiche affrontate:
-Avidità
-Il più forte vuole avere
tutto, anche la ragione.
L’agnello buono:
-Innocenza
-Ingenuità
Statici
Unidimensionali
Semplici
Morale:La favola ci
insegna che i
prepotenti, guidati
dall’ignoranza,
sottomettono i deboli.
Vulpes et ciconia (latino) …
Nulli nocendum: si quis vero laeserit,
multandum simili iure fabella admonet.
Vulpes ad cenam dicitur ciconiam
prior invitasse et illi in patina liquidam
posuisse sorbitionem, quam nullo modo
gustare esuriens potuerit ciconia.
Quae vulpem cum revocasset, intrito
cibo plenam lagonam posuit: huic
rostrum inserens satiatur ipsa et
torquet
convivam fame. Quae cum lagonae
collum frustra lambert,peregrinam sic
locutam volucrem accepimus:
«Sua quisque exempla debet aequo
animo pali».
… La volpe e La cicogna (italiano)
Non si deve fare del male a nessuno: ma
se qualcuno avrà recato danno, la
favola insegna che deve essere
ripagato con la stessa moneta. Si racconta
che la volpe per prima avesse invitato a
pranzo la cicogna e le avesse imbandito,
in un piatto largo, una vivanda 1iquida,
che la cicogna in nessun modo poté
assaggiare, benché affamata. Ma questa,
avendo a sua volta invitato la volpe, le
pose davanti una bottiglia piena di cibo
tritato: inserendovi il becco, essa stessa si
sazia e tormenta con la fame l’invitata. E
mentre quella leccava invano il collo della
bottiglia, sappiamo che l’uccello migratore
così parlò: «Ciascuno deve sopportare
con rassegnazione gli esempi dati (agli altri)».
Created By….
<Marco Frattasi>
<Giorgio Galanzi>
<Andrea Di Pierdomenico>
<Lorenzo Di Berardino>
Grazie per averci seguito XD…...

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