ECOBIKE, ecosostenibilità ecologia e sviluppo

Report
Istituto Superiore Guglielmo Marconi
Classe V A indirizzo Elettrotecnica
Civitavecchia - A.S. 2012/2013
S
Descrizione progetto
Gare con la
bici
Film
Vantaggi
Canzoni
Parte
Prima
Citazioni
Bici nella Storia
Bici oggi
Bici Elettrica
Campioni
Problematiche della viabilità a Civitavecchia
Descrizione della situazione nel centro città
Possibili piste ciclabili
Convenzioni sull’acquisto
Soluzioni
Parte
Seconda
Zone di Bike Sharing/Parking
Iniziative di sensibilizzazione dei cittadini
Film
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Ladri di biciclette
La vita è bella
Chiedimi se sono felice
ET
Il postino
Pane, amore e fantasia
Bellezze in bicicletta
Nuovo cinema Paradiso
Fantozzi contro tutti
Io non ho paura
Totò al Giro d’Italia
Le biciclette di Pechino
Appuntamento a Belleville
Il seme della follia
Il ragazzo con la bicicletta
Film
Esiste il Bicycle Film Festival, il
Festival più itinerante al mondo, che
della mobilità ha fatto la sua bandiera.
il Bff è nato sette anni fa all’Anthology
Film Archive, fucina dell’avanguardia
cinematografica newyorchese, ed è
diretto da Brendt Barbur, che da anni
raccoglie e produce film a tema bici.
Film
LADRI DI BICICLETTE
Anno 1948
Interpreti
Elena Altieri (Signora Benefattrice)
Vittorio Antonucci (Il ladro)
Ida Bracci Dorati (La santona)
Lianella Carell (Maria)
Lamberto Maggiorani (Antonio Ricci)
Enzo Staiola (Bruno)
SCENE con la BICI:
La bicicletta in questo film è l'oggetto principale della storia poiché, dal momento che
ancora le macchine non c'erano, la bicicletta era l'unico mezzo con cui il protagonista
poteva svolgere il suo lavoro.
Nella trama possiamo vedere la rarità e l'immenso valore che la bici aveva a quel
tempo, tanto che la moglie del protagonista impegna i suoi oggetti di valore per poterla
acquistare. Possedere una bicicletta era estremamente importante, lo si capisce anche
dai furti a cui è soggetta questa “preziosa” bici.
Film
LA VITA è BELLA
Anno 1997
Vincitore di TRE Premi Oscar come miglior film straniero,
migliore colonna sonora e miglior attore protagonista.
Interpreti
Roberto Benigni
Nicoletta Braschi
Pietro De Silva
Giorgio Cantarini
SCENE con la BICI:
In questo film il protagonista gira per tutta la città in bici.
Questa è una tra le scene più belle e famose del film, in cui
il protagonista porta tutta la famiglia, moglie e figlio, sulla
bici.
Film
CHIEDIMI SE SONO FELICE
ANNO 2000
INTERPRETI
Aldo
Giovanni
Giacomo
Paola Coltellesi
Max Pisu
SCENE con la BICI:
La scena dove è maggiormente presente la bici è quando
Giovanni con Giacomo escono a fare un giro all'aperto nelle
campagne. Giacomo vorrebbe sfruttare l'occasione per parlare
dei suoi problemi d'amore con Giovanni, ma non è cosi perché
Giovanni è talmente attratto dalla natura e dagli animali
intorno a loro che invece di ascoltarlo lo interrompe facendo i
versi degli animali.
Film
E.T. L'EXTRATERRESTRE
ANNO 1982
Vincitore di 4 Premi Oscar: Miglio sonoro, miglior montaggio
sonoro, migliori effetti speciali, migliore colonna sonora
INTERPRETI
Henry Thomas
Peter Coyote
Dee Wallace-Stone
Thomas Howell
Drew Barrymore
SCENE con la BICI:
In questo film la bici è l'unico mezzo di trasporto per
salvare il piccolo alieno E.T. I 2 salgono sulla bici ed il
ragazzo comincia a pedalare con tutte le sue forze per
raggiungere la navicella prima che arrivino i soldati della
N.A.S.A.Il ragazzo stremato ad un certo punto scivola e
cade in un burrone, ma con i super poteri dell'alieno
riesce a pedalare anche nell'aria e quindi a salvare l'alieno
e raggiungere la sua navicella
Film
Totò al GIRO D’ITALIA
ANNO 1948
INTERPRETI
Totò: il prof.Ugo Casamandrei
Giuditta Rissone: la madre
Isa Barzizza: Doriana, la giurata
Walter Chiari: Bruno, il giornalista
SCENA con la BICI
Totò al Giro d'Italia: Scena in cui Totò (Prof. Casamandrei), si ferma
a mangiare e a pescare durante la corsa, tanto con “quattro pedalate”,
riprenderà gli altri ciclisti.
Film
IL POSTINO
ANNO 1994
INTERPRETI
Massimo Troisi: Mario Ruoppolo (il suo ultimo film)
Philippe Noiret: Pablo Neruda
Maria Grazia Cucinotta: Beatrice Russo
Linda Moretti: donna Rosa
Renato Scarpa: Giorgio Serafini
Mariano Rigillo: Di Cosimo
Anna Bonaiuto: Matilde
SCENA con la BICI
La bicicletta è sempre con il postino, grazie alla quale, Massimo
Troisi consegna le lettere e vari documenti.
Film
Film famoso è Bellezze in bicicletta (1951), in cui due
ballerine, Silvana Pampanini e Delia Scala partono in
pullman per Milano, per raggiungere la compagnia di
Totò, ma dopo numerose disavventure sono costrette a
proseguire il viaggio in bicicletta. Anche chi non l’ha visto
avrà memoria della famosa scena dove viene cantata la
canzone “Ma dove vai bellezza in bicicletta/così di fretta
pedalando con ardor?”
Anche se non protagonista, indimenticabile la bici di
Anthony Quinn in una scena La Strada (1954) di Federico
Fellini.
La Bianchi di colore rosso ne Il prete bello (1989) di
Mazzacurati (tratto dall'omonimo romanzo di Goffredo
Parise).
Canzoni
Una bici non si ama
si lubrifica, si modifica
si declama
come una poesia
per volare via
(Silenziosa Velocità, Paolo Conte)
Canzoni
Sul versante italiano, impossibile non citare le molte canzoni dedicate a nomi famosi
del ciclismo, dai due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta/ con un’unica passione per la
bicicletta de Il bandito e il campione di Francesco De Gregori,
a Bartali di Paolo Conte,
a Coppi di Gino Paoli,
Gimondi e il campione di Ruggeri fino
a Cocciante che passeggiava in bicicletta accanto a te e pedalava senza fretta la domenica
mattina.
Poi il capolavoro, sempre di Conte, Diavolo Rosso (dedicata a Gerbi)
e Le biciclette bianche di Caterina Caselli 1967, su testo di Francesco Guccini,
ispirata al movimento olandese dei “provos”, una variante europea degli hippy
californiani, che coltivavano un’utopia di mondo nuovo, nel quale la tecnologia
sarebbe stata azzerata e i mezzi di comunicazione sostituiti da biciclette bianche, date
gratuitamente a tutti.
Canzoni
Infine, Bicycle Race dei Queen (“I want
to ride my bycicle/I want to ride my bike”),
Bike dei Pink Floyd, nell’album d'esordio
The piper at the gates of dawn, 1967,
Broken bicycles di Tom Waits
e Bicycle song dei Red Hot Chili
Peppers.
Citazioni
“La bicicletta insegna cos'è la fatica, cosa significa salire e scendere - non solo dalle montagne, ma anche
nelle fortune e nei dispiaceri - insegna a vivere. Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di se stessi”.
Ivan Basso
“La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti”.
Albert Einstein
“Il principio filosofico fondamentale è: ogni corpo su una bicicletta assiste a uno spostamento del proprio
sguardo sul mondo. All'esterno ci si sposta in bicicletta, ma all'interno è la bicicletta che ci sposta”.
Didier Tronchet
“Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve
farle un monumento. Nel cuore c’è già”.
Candido Cannavò
Citazioni
“Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale.
Tristezza, attacchi di malinconia… inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime
pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci”. Didier Tronchet
“Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia
ancora speranza”. Herbert George Wells
“Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da
campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già”. Candido Cannavò
Campioni
Marco Pantani
Grande ciclista su strada, con caratteristiche di scalatore puro.
Professionista dal 1992 al 2003, vinse un Giro d'Italia e un Tour de France, entrambi nel 1998.
Fu anche medaglia di bronzo ai mondiali in linea del 1995. Soprannominato 'il pirata', ottenne i suoi
migliori risultati nelle corse a tappe: è tutt'oggi l'ultimo italiano ad aver vinto il Tour (33 anni dopo
Gimondi). Escluso dal Giro del 1999 a seguito di un valore ematocrito al di sopra del consentito, Pantani
risentì del clamore mediatico suscitato dalla vicenda e, pur tornato alle gare non molto tempo dopo,
raggiunse solo sporadicamente i livelli cui era abituato. Considerato, assieme a Gino Bartali, Charly Gaul e
Federico Bahamontes, uno dei più grandi scalatori di ogni epoca.
Campioni
Francesco Moser
Professionista dal 1973 al 1988, con 273 vittorie su strada da professionista
precede Beppe Saronni (193) e Mario Cipollini (189) e risulta a tutt'oggi il
ciclista italiano con il maggior numero di successi.
È terzo assoluto a livello mondiale, alle spalle di Eddy Merckx (426) e Rik
Van Looy (379).
Nella sua carriera vinse un Giro d'Italia (1984), sempre nello stesso anno la
MilanoSanremo, 3 vittorie consecutive nella ParigiRoubaix (dal 1978 al
1980),
2 Giri di Lombardia (nel 1975 e 1978). Vinse anche due Campionati
Mondiali, uno su pista nell'inseguimento nel 1976 e uno su strada in linea
nel 1977, oltre a due Campionati italiani nel 1979 e 1981. Famosa fu anche
la rivalità con Giuseppe Saronni, in maniera simile a quanto era successo
quasi trenta anni prima con Fausto Coppi e Gino Bartali.
Campioni
Felice Gimondi
Professionista dal 1965 al 1979, è uno dei cinque
corridori ad aver vinto la tripla corona: Tour de France
(1965), Giro d'Italia (1967, 1969 e 1976) e Vuelta a
España (1968).
Fu in grado di ottenere numerosi importanti successi
nonostante la sua carriera sia coincisa in gran parte con
quella del "cannibale" Merckx.
Rispetto al fiammingo ebbe comunque una maggiore
longevità ad alti livelli, avendo iniziato a vincere al Tour
de France nel 1965 e terminato nel 1976, la sua ultima
grande stagione da protagonista, con la vittoria al Giro
d'Italia e alla ParigiBruxelles
Campioni
Fausto Coppi
Soprannominato il Campionissimo o l'Airone, fu il corridore
più vincente e famoso dell'epoca d'oro del ciclismo, ed è
considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i
tempi.
Nella sua carriera vinse: 5 volte il Giro d'Italia (1940, 1947,
1949, 1952 e 1953), 2 volte il Tour de France (1949 e 1952), 5
volte (record assoluto) il Giro di Lombardia (1946, '47, '48, '49
e 1954), 3 volte la MilanoSanremo (1946, 1948 e 1949) e i
successi alla ParigiRoubaix e alla Freccia Vallone nel 1950. Fu
anche Campione del Mondo nel 1953.
Leggendaria la sua rivalità con Gino Bartali. Memorabile è la
foto che ritrae i due campioni mentre si passano una
bottiglietta durante una salita al Tour del '52.
A più di 50 anni dalla sua morte, la sua popolarità e fama
appaiono immutate
Campioni
Gino Bartali
Professionista dal 1934 al 1954, vinse 3 Giri d'Italia (1936. 1937, 1946) e due Tour de France
(1938 e 1948). La sua carriera, più vecchio di Coppi di 5 anni, fu notevolmente condizionata
dalla seconda guerra mondiale, sopraggiunta proprio nei suoi anni migliori.
Soprannominato Ginetaccio, fu grande avversario di Coppi. Leggendaria la loro rivalità.
Costante Girardengo
Vinse due volte il Giro d'Italia, tre volte il Giro di Lombardia, sei volte la MilanoSanremo e
detiene ancora oggi il record di vittorie nel Campionato italiano su strada con 9 vittorie.
In carriera vinse 94 corse su strada e 165 su pista. Decise di ritirarsi dalla sua attività
professionistica a 35 anni, perché non riusciva più a competere con i giovani emergenti del
ciclismo mondiale.
Gare con la bici
Ciclismo su strada
Ciclismo su pista
Ciclocross
Moutain biking
Ultraciclismo
Gare con la bici
La prima corsa ciclistica documentata si tenne il 31 maggio 1868 su un tratto di 1200 metri all'interno del Parco di
Saint-Cloud vicino Parigi fu vinta da James Moore, un inglese residente in Francia. La prima corsa a coprire la
distanza fra due città fu la Parigi-Rouen nel 1869.
In Italia la prima corsa ciclistica su strada ad essere disputata fu la Firenze-Pistoia disputata il 2 febbraio 1870,
organizzata dal neo costituito veloce club. Parteciparono 19 dei 23 concorrenti iscritti che si sfidarono sul percorso
fra le due città, 33 chilometri in sella a primordiali biciclette. Vi è chi la definisce la prima gara su strada in assoluto,
di certo fu la prima di quel tipo, internazionale.
Gare con la bici
Ciclismo su strada
Tra le corse di un giorno più famose ci sono la Milano-Sanremo, il Giro delle
Fiandre, la Parigi-Roubaix, la Liegi-Bastogne-Liegi, il Giro di Lombardia e i
Giochi Olimpici estivi che si svolgono ogni 4 anni.
Le corse a tappe sono il Tour de France, il Giro d’Italia e la Vuelta a España:
queste corse durano ciascuna tre settimane e si articolano su 20-22 tappe, in linea
o a cronometro.
Altre importanti corse a tappe, anche se più brevi, sono il Giro di Svizzera, la
Volta Ciclistica a Catalunya e la Tirreno-Adriatica.
Gare con la bici
Il ciclismo su pista consiste in una serie di competizioni che si svolgono
in un velodromo, cioè una pista (all'aperto o al chiuso) formata da due
rettilinei e da due curve particolarmente inclinate per vincere la forza
centrifuga.
Gli obiettivi primari dei ciclisti su pista sono i Giochi Olimpici aperti ai
dilettanti e ai professionisti, che si svolgono ogni quattro anni, ma anche i
campionati del mondo (con cadenza annuale), le prove di Coppa del mondo
e le Sei giorni, che si disputano nel corso dell'anno nelle più prestigiose piste
di tutto il mondo.
Tra le specialità si possono distinguere la velocità e l’inseguimento, sia
individuali che a squadre, la cronometro, la corsa a punti, l’americana, il
keirin, l’eliminazione e lo scratch. Diffuse un tempo anche le prove di
velocità in tandem e il mezzofondo. Specialità più moderna è invece
l’omnium, comprendente sei prove di diverso tipo.
Gare con la bici
Il ciclocross è una particolare disciplina, non olimpica, praticata soprattutto
in autunno e nei mesi invernali. Viene talvolta praticata anche da ciclisti
specialisti su strada durante l'interruzione della loro attività agonistica.
I percorsi presentano pendenze variabili, salite e discese brevi e molto ripide,
molte curve angolate e tratti su sentiero strettissimo che li costringe ad una fila
indiana. Vengono allestiti solitamente su tratti sterrati o sabbiosi, in prati e
boschi, e raramente presentano tratti in asfalto (abitualmente solo il rettilineo
d'arrivo).
Le gare più importanti sono i campionati del mondo, le prove di Coppa del
mondo e delle competizioni multiprova come il Superprestige e il Trophée
Gazet van Antwerpen.
Gare con la bici
Negli ultimi anni si è diffusa la specialità del mountain biking, disputata su
particolari biciclette.
Esistono diverse specialità, ognuna caratterizzata dalle diverse caratteristiche dei
percorsi e dei mezzi utilizzati per affrontarli. Le principali sono:
- Cross Country(XC o XCO), gare brevi e intense su percorsi relativamente poco
tecnici affrontate con biciclette leggere e scattanti;
- Marathon (XCM) simile al cross country ma con distanze maggiori (di solito tra i
1000 km e i 5000 km);
- Downhill (DH), gare di sola discesa su percorsi molto tecnici affrontate con biciclette
rinforzate e dotate di sospensioni con lunga escursione;
- Dual slalom (DS), competizioni tra due biker, in brevi tracciati paralleli con salti,
curve e ostacoli, è stato sostituito dal four-cross;
- Four-cross (4X), competizioni ad eliminazione tra quattro biker, in brevi tracciati
con salti e ostacoli, simile allo skicross;
- Cross country eliminator(XCE), gare di cross country a eliminazione, con formato
simile al Four-cross;
- Free-ride si sviluppa su percorsi prevalentemente pianeggianti o con discese tecniche.
Gare con la bici
L'ultima nata tra le specialità del ciclismo, l'ultraciclismo, presenta
competizioni che consistono nel gareggiare su lunghe distanze, su di
una bicicletta da strada o una mountain bike o una handbike. Le
distanze possono variare da un minimo di 700 km ad un massimo di
5200 km oppure possono essere predeterminate da una durata
"codificata" in: 6, 12, 24 o più raramente 48 ore. Solitamente le gare
vengono affrontate in solitaria, ma esistono anche gare che vengono
disputate con la partecipazione di squadre formate da ciclisti dello
stesso sesso o squadre miste.
L'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) non ha ancora riconosciuto
l'ultraciclismo come sport ufficiale.
S Questo semplice mezzo a
due ruote è senza dubbio
il ''mezzo'' di trasporto
individuale più versatile e
soprattutto meno costoso.
La bicicletta è un mezzo molto versatile perchè può essere parcheggiata con
molta facilità riducendo così i costi e il pensiero di andare a cambiare il ticket
del parcheggio.
La bicicletta non va a benzina quindi non si può andare in contro a
eventuali scioperi o aumenti ( ormai sproporzionati ) di carburanti;
la manutenzione è semplice ed economica.
Non ci sarebbe la difficoltà di incappare in lunghissime e noiosissime file del traffico
che fanno perdere tempo e pazienza. Un altra cosa molto importante, anzi la cosa
principale, è che ci sarebbero molti meno incidenti che provocano poi diverse vittime
della strada.
Poi un altro lato molto positivo dell'andare in bici sarebbe l'attività che si svolge
per utilizzarla; studi scientifici dimostrano che l’uso della bicicletta fa molto bene
al sistema cardio-vascolare, al sistema respiratorio e al sistema scheletricomuscolare.
La bicicletta è un mezzo che viene usato già in modo notevole in altri Paesi del Mondo
come mezzo di trasporto alternativo, grazie alla costruzione di piste ciclabili. Così
facendo in Italia si ridurrebbero di gran lunga importanti problemi che angosciano le
nostre città, come il traffico, lo stress e soprattutto l'inquinamento.
Bici nella Storia
Le biciclette moderne si sono evolute a partire dai modelli di veicoli del XVII secolo.
Nel 1790 il francese De Sivrac aveva realizzato il "celerifero", privo di manubrio, consistente in
una trave di legno a cui erano fissate le ruote; il conducente sedeva su un cuscino posto sulla
trave e muoveva il mezzo spingendolo con i piedi sul suolo.
Al 1818 risale invece il progetto del tedesco K.F. Drais von Sauerbronn della "draisina" (dal
nome del suo inventore), il primo veicolo a due ruote, una di maggior dimensioni rispetto
all’altra, dotato di un manubrio imperniato sul telaio, che permetteva di sterzare variando la
direzione di marcia.
Bici nella Storia
Bici nella Storia
I perfezionamenti che seguirono portarono alla nascita della bicicletta attuale: nel 1870 vennero introdotte ruote di
uguali dimensioni, nel 1874 la trasmissione posteriore con catena, nel 1889 i primi pneumatici anteriori e posteriori,
nel 1890 i cuscinetti a sfere, che riducevano notevolmente lo sforzo muscolare per la propulsione e, infine, all'inizio
del XX secolo, i freni.
Bicicletta dei Bersaglieri Ciclisti,
usata durante la Prima guerra mondiale
Bici nella Storia
Sin dalle sue origini la bicicletta fu ampiamente usata dagli strati popolari, non soltanto per motivi di
lavoro, ma anche in funzione politica e, nel corso della lotta di Liberazione, per compiere azioni di vario
tipo, contro i nazifascisti.
In Italia la paura della bicicletta da parte dei reazionari ha una data certa e molto antica e una firma tanto
famosa quanto odiata dalle forze popolari: quella del generale Fiorenzo Bava Beccaris, nelle vesti di Regio
Commissario Straordinario, durante i moti del maggio del 1898 a Milano.
Oltre ad ordinare una sanguinosa repressione, il generale fece affiggere un manifesto che decretava il
divieto nell'intera provincia di Milano della «circolazione delle Biciclette, Tricicli e Tandem e simili mezzi
di locomozione».
Bici nella Storia
Più o meno con gli stessi termini, oltre alla minaccia della
fucilazione, le forze dell’ Asse proibirono durante la loro
occupazione del territorio italiano, in funzione anti-partigiana,
l'uso della bicicletta. Quel divieto, però, avrebbe significato in
città come Milano o Torino, il blocco della produzione, giacché
la maggior parte degli operai la usava per recarsi al lavoro e così il
provvedimento fu ritirato.
Nell'immediato dopoguerra, la bicicletta fu molto diffusa,
specialmente nelle campagne. Per i braccianti era l'unico mezzo
di locomozione, usato, oltre che per il lavoro, in occasione di
grandi manifestazioni o degli scioperi indetti dalla Lega dei
braccianti.
Bici nella Storia
In quelle giornate di lotta, masse imponenti si radunavano
per impedire ai crumiri di i recarsi nei posti di lavoro.
Contro le biciclette, appoggiate nelle sponde dei fiumi, si
accanivano con particolare durezza, schiacciandole e
rendendole inutilizzabili, le camionette della «Celere» di
Mario Scelba, una polizia di pronto intervento, utilizzata
soprattutto in occasione degli scioperi operai. Questa furia
devastatrice non arrestò però lo svilupparsi di grandi
battaglie per ottenere migliori condizioni di vita.
La Bici oggi
Oggi esistono biciclette di dimensioni e caratteristiche variabili, che si adattano alla taglia e alle esigenze di diverse
persone : si va dalle biciclette da città, a quelle da corsa, alle più recenti mountain bike, particolarmente adatte ai
percorsi fuori strada
La Bici oggi
Ai giorni d’oggi, quasi definitamente
scomparsa, come mezzo di trasporto,
soprattutto nelle grandi città e nel Sud
Italia, la bicicletta è ora per gli italiani un
oggetto di divertimento per il tempo libero o
un attrezzo sportivo per il semplice
benessere fisico.
Se dal trasporto passiamo al passatempo
e alla forma fisica le cose cambiano
radicalmente. La bicicletta torna ad
essere l'oggetto del desiderio, il giocattolo
da tirar fuori la domenica mattina per
uscire con la famiglia o per imitare i
campioni del pedale.
Statistiche
Il 49% dei proprietari usa la bicicletta esclusivamente nel tempo libero.
Di questi il 21% solo nel week end, il 20% solo durante le vacanze.
L'utilizzo della bici nel tempo libero risulta nettamente più alto tra i giovani.
Dopo un periodo di declino dovuto alla massiccia motorizzazione, la bicicletta conosce oggi un
ritorno di popolarità come mezzo di trasporto da città, agile economico più adatto all’ambiente, e
come strumento sportivo.
Ferrara è la città con il maggior numero di biciclette per abitante (all'entrata della città spesso si
trova un cartello recante la scritta "Città delle Biciclette").
Statistiche
Statistiche in Europa
In alcune città d'Europa l'uso urbano della bicicletta viene incoraggiato con la creazione di piste
ciclabili che riducono i rischi della circolazione nel traffico.
Nei Paesi Bassi più di una bicicletta per abitante e ogni olandese percorre in media 1019 km
all'anno.
In Italia ci sono 0,44 biciclette per abitante.
Nella città di Münster, in Germania, ci sono più biciclette che abitanti. Anche nella capitale
tedesca, Berlino, le biciclette sono molto diffuse, tanto dall'avere le piste ciclabili affiancate alla
maggior parte dei marciapiedi.
Statistiche in Europa
Berlino
Münster
Statistiche in Europa
Biciclette e reti ciclabili a confronto
Percorrenza media per Rete ciclabile prevista
abitante (km)
(km)
Paese
Numero bici
Bici per 1000 abitanti
di cui realizzata
Paesi Bassi
16 milioni
1010
1019
6000
30%
Germania
72 milioni
900
300
35000
n.d.
Italia
25 milioni
440
168
12000
10%
La struttura
La struttura
L'elemento portante è costituito dal telaio. Su questo trovano alloggiamento le numerose componenti che
consentono il funzionamento del mezzo.
Lo sterzo, costituito dalla forcella che regge la ruota anteriore collegata mediante un canotto (o pipa)
inclinato in avanti al manubrio, consente di variare la direzione della ruota anteriore rispetto all'asse longitudinale
del mezzo consentendo di eseguire le curve.
Il carro posteriore del telaio regge la ruota posteriore alla quale il conducente impartisce il movimento
mediante la trasmissione formata dai pedali, le pedivelle, la corona (la ruota dentata della guarnitura), la
catena e il pignone (la ruota dentata sul mozzo posteriore), che in molte tipologie di bicicletta è associata ad un
cambio di velocità, costituito da ingranaggi multipli sulla ruota posteriore ed eventualmente sulla corona.
La struttura
Sulla ruota posteriore è normalmente montato un meccanismo di ruota libera, che permette alla ruota posteriore
di girare (nel solo senso di marcia) indipendentemente dal movimento dei pedali, consentendo alla bicicletta di
avanzare per inerzia.
Alcune biciclette montano invece il cosiddetto scatto fisso, inizialmente caratteristico delle bici da pista usate nei
velodromi senza freni e senza cambio, divenute popolari in diverse grandi città per l'efficienza meccanica, per
l'affidabilità e poiché richiede pochissima manutenzione.
Per ridurre l'attrito delle parti in movimento, vengono utilizzati cuscinetti a sfere. Sul mozzo delle ruote sono
realizzati avvitando sui perni supporti a forma di cono con la superficie concava, su cui scorrono le sfere, trattenute
in apposite cavità realizzate nel mozzo. I cuscinetti sono presenti anche sul movimento centrale, sui pedali, sullo
sterzo, sul meccanismo di ruota libera.
La struttura
La maggior parte delle biciclette è inoltre dotata di un impianto frenante che può agire sul mozzo della ruota (a
disco o a tamburo) o sui cerchioni ( a bacchetta, cantilever, v-brake, …).
I comandi dei freni sono normalmente sul manubrio
Esiste anche un comando di freno a contropedale, poco diffuso in Italia, ma diffuso nel Nord Europa,
soprattutto in Olanda, che attiva un freno generalmente a tamburo se i pedali vengono ruotati in direzione opposta
al movimento.
La struttura
Il conducente viaggia normalmente in posizione seduta su
una sella o sellino di forma approssimativamente
triangolare, posta leggermente arretrata rispetto alla
verticale del movimento centrale e collegata al telaio
mediante un tubo detto reggisella o canotto della sella che
scorrendo all'interno del piantone consente la regolazione
dell'altezza della sella.
Da questa posizione, gode di una ottima visuale
sull'ambiente circostante e sull'eventuale traffico.
Le categorie di bici
Queste sono le principali categorie della bicicletta:
S
Bicicletta da uomo: telaio "a diamante", seduta verticale;
S
Bicicletta da donna: telaio a U, aperto, seduta verticale;
S
Bicicletta pieghevole: sia per uomo che per donna, ma con il telaio pieghevole in una o più parti per un trasporto
più agevole, soprattutto su automobili.
S
Biciclette da passeggio (robuste, dotate di parafanghi e paracatena, spesso monomarcia)
Bici da turismo, City bike, Tandem, Biciletta reclinata: utilizzo di un sedile al posto del sellino,
postura più o meno distesa a seconda dell'uso (generalmente dai 20 ai 50 gradi).
S
Biciclette sportive (robuste e adibite ad ambizioni sportive)
Bicicletta da corsa su strada
Bicicletta da corsa su pista
BMX : per esibizioni acrobatiche
Mountain bike
Le categorie di bici
Bici elettriche
S
La bicicletta elettrica è un mezzo motorizzato. Un motore elettrico ad
alto rendimento alimentato da una batteria a litio di ultima generazione o
quella tradizionale a piombo viene azionato dalla pedalata, di
conseguenza contribuisce a diminuire la fatica necessaria per avanzare.
S
Nella media il voltaggio delle batterie è
compreso fra i 24 - 37 V ( 5 - 12 Ah) .
S
Il tempo medio di ricarica è compreso fra
le 6-7 ore. La potenza nominale della
batteria per quanto prevede la legge, non
può superare 250 w , anche la velocita
massima della bici viene limitata a 25
km-h .
S
il motore si limita ad assistere la
pedalata. Certi modelli più avanzati
possiedono anche il cruise-control , e il
recupero dell’energia in frenata che è
presente soltanto sui veicoli di
ultimissima generazione.
Anche l’autonomia è variabile che in genere
va dai 25-100 km dipende dalla statura della
batteria che si sceglie di solito all’acquisto
della bici ( small, medium, large). La
maggior parte dei modelli ha le gomme
dotate di autoriparazione in quanto le
camere d’aria sono di norma riempite di gel
antiforatura , quindi anche se si buca il
copertone il danno viene riparato
immediatamente e automaticamente dal gel.
La cosa sorprendete sono i consumi ,
praticamente sono irrisori perché in media si
spendono 20 centesimi di energia per
percorrere 100 km.
S Parte seconda:
S
Problematiche della viabilità a Civitavecchia
Descrizione della viabilità al centro città
S
Soluzioni
Possibili piste ciclabili
S
Zone di bike sharing/parking
Iniziative di sensibilizzazione dei cittadini
S
Convenzioni sull’acquisto
Presentazione Progetto
Il Progetto Eco bike
è stato presentato
al Comune di Civitavecchia.
alla presenza del Sindaco
Avv. Pietro Tidei
La S.V. è invitata
Mercoledì 19 dicembre alle ore 11.30
a Palazzo del Pincio
per la presentazione del progetto
gli alunni della VA Elettrotecnica
Istituto Guglielmo Marconi—Civitavecchia
Articoli di stampa
Civonline – Giornale Telematico - Amministrazione, Civitavecchia
Ecobike: ecosostenibilità, ecologia e sviluppo
CIVITAVECCHIA - Sensibilizzare i civitavecchiesi (partendo dai più piccoli) al rispetto dell’ambiente e a una
vita più sostenibile. A cominciare proprio dall’uso della bici al posto dell’auto. È questo l’obiettivo che vogliono
raggiungere i ragazzi della quinta A dell’istituto Marconi che, per il secondo anno consecutivo, hanno preso
parte al progetto ‘‘Educarsi al futuro’’ promosso dall’Enea. Si tratta di un progetto suddiviso in due parti: la
prima si sofferma sulla bici nella storia, sulle nuove bici, sui film che parlano di bici. La seconda è propositiva: i
ragazzi propongono l’installazione in varie zone della città di parking per le bici così da invogliare i
civitavecchiesi a posare l’auto e prendere la bici. Un plauso all’iniziativa è arrivato anche dal sindaco Pietro
Tidei che ha annunciato uno stanziamento, nel bilancio 2013, di circa 100 mila euro per incentivi per l’acquisto
di bici a pedalata assistita o di motorini elettrici da parte dei civitavecchiesi. Soddisfatto anche l’assessore alla
Viabilità Sergio Serpente che ha ringraziato i ragazzi per l’attenzione dimostrata al tema: “l’amministrazione –
ha spiegato – deve prendere spunto da quanto state facendo. Il vostro progetto è talmente utile per la nostra città
che deve sbancare subito”.
(19 Dic 2012 - Ore 15:43)
http://www.civonline.it/articolo/ecobikeecosostenibilita-ecologia-e-sviluppo
Amministrazione, Civitavecchia
Ecobike: ecosostenibilità, ecologia e sviluppo
CIVITAVECCHIA - Sensibilizzare i civitavecchiesi (partendo dai più piccoli) al rispetto dell’ambiente e a una vita più
sostenibile. A cominciare proprio dall’uso della bici al posto dell’auto. È questo l’obiettivo che vogliono raggiungere i ragazzi
della quinta A dell’istituto Marconi che, per il secondo anno consecutivo, hanno preso parte al progetto ‘‘Educarsi al futuro’’
promosso dall’Enea. Si tratta di un progetto suddiviso in due parti: la prima si sofferma sulla bici nella storia, sulle nuove bici,
sui film che parlano di bici. La seconda è propositiva: i ragazzi propongono l’installazione in varie zone della città di parking
per le bici così da invogliare i civitavecchiesi a posare l’auto e prendere la bici. Un plauso all’iniziativa è arrivato anche dal
sindaco Pietro Tidei che ha annunciato uno stanziamento, nel bilancio 2013, di circa 100 mila euro per incentivi per l’acquisto
di bici a pedalata assistita o di motorini elettrici da parte dei civitavecchiesi. Soddisfatto anche l’assessore alla Viabilità Sergio
Serpente che ha ringraziato i ragazzi per l’attenzione dimostrata al tema: “l’amministrazione – ha spiegato – deve prendere
spunto da quanto state facendo. Il vostro progetto è talmente utile per la nostra città che deve sbancare subito”.
(19 Dic 2012 - Ore 15:43)
Gruppo su facebook
S Nel nostro ultimo anno di scuola qui all’Istituto Marconi di
Civitavecchia, vogliamo dare il nostro contributo alla città in
cui viviamo.
S Vogliamo lanciare un’idea in cui crediamo, per migliorare la
viabilità, la vivibilità, la salute e l’ambiente del luogo in cui
viviamo.
S Civitavecchia polo energetico tra i più importanti in Europa:
S MA in uno rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità La mortalità
per tumore maligno della pleura nei comuni italiani (1988-1997) si
legge che «a Civitavecchia (Roma) uno studio di coorte ha
mostrato un significativo incremento di mortalità per tumore
maligno della pleura fra i marittimi (50). Casi di mesotelioma
(neoplasia del mesotelio per esposizione alle fibre aereodisperse
dell’amianto) sono inoltre stati segnalati tra gli addetti alla
centrale termoelettrica (51, 52).
S
Dunque, Civitavecchia una città inquinata:
dove la salvaguardia della salute dei cittadini va ripensata e riorganizzata.
S
Il nostro lavoro vuole essere un piccolo esempio, una semplice iniziativa per:
Promuovere una maggiore sensibilità verso l’ambiente da parte dei cittadini
Una maggiore consapevolezza verso i DIRITTI ambientali del cittadino
Ripensare e riorganizzare la città a misura della salute dei cittadini
S Civitavecchia si presenta come una città che si sviluppa
verticalmente: dal livello del mare sale fino alle colline di
San Liborio e dell’Argento.
S Difficile pensare uno sviluppo di piste ciclabili vista la
morfologia del territorio e lo sviluppo urbanistico della città.
S Ma questa vuole essere la nostra sfida!
S
Civitavecchia presenta tutte le caratteristiche di una città dei nostri tempi:
S
Abitudine a muoversi in città ESCLUSIVAMENTE CON L’AUTO
S
Scarso uso dei mezzi pubblici
S
Traffico in tilt nelle ore di punta: al mattino e tra le 17/18 nel pomeriggio
S
Elevato numero di autovetture rispetto al numero di abitanti
S
Occorre pensare a Civitavecchia come una città a cerchi concentrici o a terrazze:
S
Livello 1 la marina
S
Livello 2 zona del mercato
S
Livello 3 la mediana
S
Livello 4 San Liborio
S
Zone a sé stanti, periferiche, sono: Aurelia e San Gordiano
S Noi promuoviamo:
S Livello 2 – Zona mercato
S 1) nelle ore mattutine (l’ora della spesa), chiudere il traffico alle
auto nella zona intorno a mercato, fatta esclusione dei mezzi di
carico e scarico merci, in modo tale che le persone possano
muoversi liberamente, a piedi o utilizzando UNA BICI
S Per questo indichiamo:
S Parcheggi auto: Zona Porta Tarquinia, Caserma Stegher, Tribunale,
Ex cementificio (da predisporre), trincea ferroviaria,
S Gli stessi parcheggi dotati di bike parking / sharing (controllati da
vigili urbani) in modo tale che il cittadino possa arrivare con la
macchina, prendere la bici e girare per la città a fare shopping.
S Livello 1 – La marina
S Bike sharing/parking all’interno del porto, in modo tale che i turisti,
quelli che NON vogliono andare a Roma, possano girare la città in
bici, o semplicemente muoversi un po’, liberi di andare dove
vogliono. Per i mesi estivi si potrebbero mettere dei bike parking
davanti agli stabilimenti balneari all’interno della città: Grottaurelia,
Pirgo, in modo tale che i turisti possano, non solo fare un giro in bici,
ma anche andare al mare, prima di ripartire nuovamente.
S Livello 3 : la mediana
S Zona ad alto traffico, anche veloce; innanzitutto la velocità
su questa strada deve essere regolamentata e controllata;
S Segnalare a terra una pista ciclabile
S Livello 4: san Liborio
S La costituzione di percorsi ciclabili all’interno del quartiere,
in modo che gli abitanti possano usufruire dei benefici
dell’andare in bicicletta senza entrare nel caotico ed
inquinato traffico del centro città.
Aree periferiche
S Aree San Gordiano e Aurelia: quartieri felici perché immersi nel
verde. Già allo stadio del nuoto è presente un bike sharing, questo
consente di prendere la bici e inoltrarsi per le strade e parchi di san
Gordiano.
S Lo stesso si può fare ad Aurelia, con piste segnalate e posti per il
parcheggio e condivisione di bicilette.
Criticità
S
Occorre maturità da parte di tutti i cittadini, nel preservare nel tempo i punti di
condivisione delle biciclette. Si potrebbe pensare ad un badge prepagato da «strisciare»
per usufruire della bici; oppure ad un dispensatore di ticket per il noleggio a monete.
S
Si potrebbe pensare alla presenza di un vigile urbano o di un ausiliario per far rispettare
le norme e la salvaguardia delle postazioni.
S
Oppure predisporre un sistema telematico di sorveglianza, che trasmette i dati
direttamente alle autorità competenti
Promuovere la bici
S Istituzione di una o più giornate al mese dedicate alla biciletta
(negli anni ‘70 c’erano le domeniche di austerity, non si circolava
con le auto, ma sono in bici o a piedi) si potrebbero riproporre in
modo tale che i cittadini vivere liberamente la viabilità a
Civitavecchia
S Durante la «Notte bianca» limitare il traffico nelle zone centrali
della città, e creare anche in quell’occasione un’opportunità per
andare in bici
Bici nel tempo libero
S
Vista la difficoltà nel creare e mantenere piste ciclabili a Civitavecchia, dal nostro incontro con
i rappresentanti dell’associazione ciclistica B-MAD di Civitavecchia abbiamo evidenziato dei
tratti extraurbani che potrebbero essere adattati ad una pista ciclabile:
S
Tratto da Civitavecchia alla Bianca
S
Tratto da Civitavecchia-Barbarano (vita la sua morfologia che presenta una lieve pendenza può
essere adatto ad un pubblico di professionisti ed amatori, comprese famiglie e bambini)
S
Creare un percorso ciclabile lungo il parco della FRASCA
Associazioni ciclistiche a Civitavecchia
S Durante la preparazione del progetto abbiamo incontrato sia
l’Associazione Ciclistica Civitavecchiese che l’Associazione BMAD.
S Entrambe portano avanti progetti di notevole importanza a livello
locale per la promozione della bicicletta
S Sarebbe auspicabile che l’Amministrazione comunale sponsorizzi
e patrocini le loro iniziative.
Prossimi impegni
S Il nostro progetto non finisce qui.
S Attraverso incontri promossi all’interno delle scuole di
Civitavecchia, intendiamo sensibilizzare i più piccoli,
studenti delle scuole primarie, all’uso della bicicletta e
informarli delle sue qualità
Promozioni economiche
S Per ultimo, ma non meno importante, visto il rapporto di
crescita tra auto e bici, visto anche il periodo di ristrettezze
economiche in cui viviamo, sarebbe interessante che i
venditori di bici a Civitavecchia applicassero ai residenti,
intenzionati a promuovere l’uso della bici offerte
economiche vantaggiose
La bici a «bonifica» del territorio
S Come dicevamo all’inizio, osservando i dati negativi
sull’inquinamento presente a Civitavecchia, un ciclista ora
pedalando per le vie della città respira aria inquinata.
S Ma se i cittadini prendessero a cuore i problemi ambientali che li
circondano, agendo in prima persona per migliorarli, si darebbe
inizio ad un processo di miglioramento e «bonifica» del territorio;
S e quindi è impensabile che in un luogo, che percorre sistemi
alternativi all’uso di energie non rinnovabili, promuove una
green-economy, la cittadinanza debba continuare a pagare
un alto prezzo per essere utilizzata come uno dei più grandi
poli energetici d’Europa.

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