Dinamo, una passeggiata

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Il Serradimigni festeggia la terza vittoria di una squadra con molte facce
Dinamo, una passeggiata
Schiaccia Pesaro con un distacco di 27 punti
Un acrobatico intervento sotto canestro di Carter, ieri tra i migliori in campo [FOTOGLORIA CALVI]
Non una, nia tante
Dinamo: Pesaro cade così
a Sassari (86-59) in un
match senza storia da leggere con molta attenzione
perché coach Pasquini non
sta creando una squadra
con una sola faccia. Giocatori intercambiabili, capaci
di spaziare ovunque, organizzando il gioco degli altri
oppure
concludendolo.
Tante "doppie cifre", mai
un momento di distrazione, bene contro uomo e zona.
Certo, Pesaro non ha offerto una resistenza molto
agguerrita ma per lunghi
tratti (diciamo per 40') è
apparsi come il generale
Guster al Little Big Horn,
accerchiato da avversari
che un'azione la giocavano
da guardia e la successiva
da ala-forte. In questo contesto tattico il Banco ha
vinto in scioltezza festeggiando la partita numero
200 in A del suo presidenSASSARI.
te Sardara. Com'era giusto
che fosse per onorare un
uomo vincente.
La Dinamo si presenta
senza un'ala-forte di ruolo:
Savanovic e il suo vice naturale Sacchetti cominciano seduti, tocca a Devecchi far coppia con Carter
su perimetro, ed è proprio
Carter, finora fiacco al tiro,
s sparare quattro triple nei
primi cinque tentativi scavando il primo solco di metà frazione (20-8).
Le rotazioni di Pasquini
cambiano non solo esteticamente il match: Stipveciv per Lacey comporta lo
spostamento di JohnsonOdom in guardia e quando
entra Monaldi (per Johnson-Odom) il coach vuole intensificare la pressione difensiva. Carter in doppia cifra già al primo intervallo (24-18) è la notizia
più bella: l'ex Siena è
l'equivalente di un bomber
SERIE A
calcistico, se non fa gol a
che cosa serve?
Sassari saluta ben presto
e se ne va (38-20 a metà
del secondo quarto) perché la difesa è stata più bella dell'attacco, soprattutto
in un dato, questo: la Dinamo che in altre occasioni
aveva concesso secondi tiri con leggerezza estrema,
stavolta non solo ha spazzolato i tabelloni ma è stata anche brava a imiescare
il contropiede, arma tattica
storicamente irrinunciabile. Pasquini non smette
mai di stupire: quintetti
sempre diversi, talvolta originali ma mai stravaganti.
Il 45-27 di metà gara non è
esagerato ma neanche casuale: figlio di un atteggiamento mentale giusto nelle due metà campo.
Le continue rotazioni di
Pasquini hanno creato problemi non alla Dinamo ma
a Pesaro, incapace di op-
porre resistenza al modo di
non dare punti di riferimento fissi. Non è stato un
caso che sia stata una tripla di Devecchi, apertosi
sul perimetro come una
volta faceva Vanuzzo, a siglare il +24 a metà del terzo quarto. Triple, ancora
triple: Sassari non ha mai
smesso di cercare ma soprattutto di realizzarle, anche contro la zona, chiamata da Pesaro forse più
per disperazione che per
scelta tecnica.
Il finale è stato anche un
cercar gloria per la gioia di
un pubblico ancora una
volta arma vincente per
una Dinamo che però ha
l'assoluta necessità di togliere lo zero dalla "media
inglese": Sassari deve cominciare a vincere anche
dove non ha mai vinto, in
Italia. Ma con il bel carico
di fiducia accumulato ieri,
forse già da Pistoia può essere la volta buona.
Nando Mura
Le pagelle
Johnson-Odom 6,5 Multivalente,
se la cava tutto sommato bene in
almeno tre ruoli, dall'uno al tre.
Preferisce essere affrancato dalla,
responsabilità di regia ma è uno
che sa anche cercare i compagni (8
assist sono tanti). Esplosivo e devastante quando attacca il ferro.
Lacey 7 Un altro giocatore che dove lo metti gioca: può portar palla
e sul perimetro da ala-piccola a
prendere gli scarichi dei compagni.
Bene anche in difesa ma con quelle
gambe può fare ciò che vuole, e di
più. Chiude con 5/7.
Devecchi 7 Gioca anche da alaforte nelle due metà campo: molto
bene, la disponibilità al gioco di
squadra è molto più di un esempio.
D'Ercole sv Non entrato, stavolta
è toccato a lui essere battezzato.
Sacchetti sv Non entrato perché
infortunato.
Lydeka 7 Giocatore importante nel
sistema di gioco che sta imponendo Pasquini: Sassari, per la prima
volta, ha un lungo apparentemente
statico sul quale appoggiarsi. Lui
sa come farsi trovare, per chiudere
l'azione ma anche per riaprirla sul
perimetro creando spazi ai tiratori
"piedi per terra". Si merita il bel
voto anche con i sei falli subiti.
Savanovic 7 Uno dei giocatori di
maggior classe mai visti a Sassari:
la sua bravura è non fare mai la
cosa sbagliata, la sua scelta è sempre quella esatta.
Carter 7 Si presenta con un 4/5 da
tre: è la prima volta che ha un impatto così devastante con questa
maglia. Poi, messo sotto pressione,
cambia tipologia di attacco: finta,
palla per terra e dritto fino al ferro.
Stipcevic 7,5 La mano è calda e la
sfrutta bene: grande prova al tiro
(4/7 da tre) ma anche in difesa e
nell'organizzare il gioco altrui. Tatticamente parlando è lui il vero
SERIE A
leader di questa squadra.
Olaseni 5,5 Disordinato e pasticcione, non gioca una buona partita: eppure Pasquini gli chiede poche cose ma fatte bene.
Ebeling 6 Benvenuto in Serie A:
Pasquini gli concede gli ultimi due
minuti, i primi di una carriera che
può essere interessante. Dipenderà
soprattutto da lui.
Monaldi 7 Non è una sorpresa
perché altre volte se l'era cavata
alla grande: anche stavolta piace la
sua sfacciataggine (non ha paura
di sbagliare) ma anche l'umiltà per
non uscire mai dai ranghi.
Pasquini 7 Non presenta una sola
Dinamo, ma tante: giocatori intercambiabili, mai un punto di riferimento agli avversari. Pesaro non è
tra le favorite ma è pur sempre
una squadra che può darti noia e il
coach ha preparato bene la squadra che ha vinto la partita, nella testa, ancor prima di cominciarla.
N.M.

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