Cinghiali: ok all`abbattimento diretto

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Corriere di Novara
LUNEDÌ 31 OTTOBRE 2016
CRONACA
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INCONTRO IN PROVINCIA CON I RAPPRESENTANTI DI TUTTE LE ASSOCIAZIONI ITTICO - VENATORIE
Cinghiali: ok all’abbattimento diretto
Presentata bozza di regolamento con l’obiettivo di attualizzare la materia
nTorna l’emergenza cinghiali e
l’Amministrazione provinciale
prova a correre ai ripari, alla luce (soprattutto) delle reiterate
lamentele di molti agricoltori, i
cui terreni sarebbero stati nuovamente danneggiati dal “passaggio” di questi animali. Una
situazione che interesserebbe
l’intero territorio novarese e
non solo quindi le tradizionali
zone dove la presenza di branchi di ungulati è periodicamente segnalata. Scorribande nel
vero senso del termine, con tanto di avvistamenti avvenuti addirittura nel capoluogo. E non
certo nelle sue aree suburbane…
Nella mattinata di giovedì scorso, durante un incontro tenutisi
a Palazzo Natta con i rappresentanti di tutte le associazioni ittico - venatorie, come ha spiegato
il presidente dell’Ente Matteo
Besozzi, «abbiamo proposto la
modifica a un paio di regolamenti. Il primo riguardante
quello delle guardie giurate volontarie: un testo ormai datato,
che necessitava di essere rivisto.
Nell’occasione abbiamo raccolto alcuni spunti avanzati dalle
associazioni e, sulla base delle
loro proposte, abbiamo cercato
di attualizzarlo». Partendo da
un “percorso di ascolto” (in primo luogo i sindaci), ha proseguito Besozzi, «abbiamo recepito le istanze di tanti primi cittadini a nome di tanti agricolto-
Giuseppe Cremona, consigliere provinciale delegato Caccia e pesca e il presidente della provincia Matteo Besozzi, accanto un momento dell’incontro
tenutosi a Palazzo Natta
ri, alle prese con la presenze sui
loro terreni e stabilito una linea
di azione. La stesura in primo
luogo di un documento da condividere sia con i cacciatori che
con gli agricoltori, primi a lamentarsi per i danni subiti». Il
testo, ha specificato ancora,
«immaginiamo possa servire a
modificare le disposizioni attuative della legge regionale».
Nella sostanza, un provvedimento teso a colmare un parziale “vuoto normativo”: la Regione Piemonte, è stato ricordato,
con un provvedimento collegato alla sua “Finanziaria”, ha
abrogato la normativa regionale sulla caccia, approvando nel
contempo tutta una serie di “regole” che non la sostituiscono
completamente, ma che comunque dovrebbero dare delle
precise indicazioni su come deve essere svolta l’attività, unitamente alla Legge nazionale 157.
Una bozza, ha detto ancora il
presidente della Provincia,
«preparata dai nostri uffici, sulla quale è per il momento emersa un piena condivisione sul
metodo del percorso. Una volta
avuto l’ok tanto dalle associazioni quanto dagli agricoltori,
UNGULATI AVVISTATI ANCHE IN CITTÀ
«Sono un pericolo per tutti»
n Ora i cinghiali arrivano anche in città. Era successo nelle
scorse settimane a Torino, è accaduto sabato scorso a Novara,
quando un gruppo di ungulati
si è spinto fino in viale piazza
d’Armi, a ridosso di una delle
più trafficate arterie cittadine,
viale Giulio Cesare.
“Purtroppo, la collettività si
trova a toccare con mano un
problema più volte sollevato
ma non risolto, come l’evidenza dimostra: i cinghiali sono un
problema e un pericolo per tutti, e non solo per l’agricoltura.
Tra le prime cause di incidenti
stradali sulle strade extraurbane, ora raggiungono persino la
città, a poco più di un chilometro dal centro storico”. Lo evidenzia in una nota il presidente
di Coldiretti di Novara-Vco Federico Boieri.
“Siamo con i cittadini che chiedono tutela della propria incolumità, gli stessi cittadini che,
percorrendo soprattutto di
notte le strade delle due province, rischiano di fare ‘brutti incontri’ trovandosi la carreggiata invasa da ungulati di oltre
100 chili di peso o altri selvatici,
con conseguenze facilmente
immaginabili nel caso di un incidente stradale. Ed è già successo più volte, purtroppo. Occorre fare attenzione e, - precisa
nello scritto - nel caso di incidente con un animale selvatico,
chiedere sempre l’intervento
delle forze dell’ordine, onde
verbalizzare correntemente
l’accaduto: ciò anche per chiedere il risarcimento dei danni,
quando possibile”.
Nel giro di dieci anni in Italia i
cinghiali sono raddoppiati, superando il livello record di un
Nelle foto inviataci da un nostro lettore i cinghiale in
piazza d’Armi
milione di esemplari, mettendo a rischio non solo le produzioni made in Italy e l’assetto
idrogeologico del territorio.
Nel 2015 in Italia ci sono stati 18
morti e 145 feriti per incidenti
stradali causati dagli animali.
I danni, ogni stagione, ammontano nelle nostre province
a decine di migliaia di euro e i
pagamenti della Regione accumulano ritardi di anni.
La situazione è chiaramente insostenibile, in quanto alle invasioni degli ungulati fa seguito la
necessità di ripetute risemine
o, addirittura, l’impossibilità di
effettuare i raccolti. Nel caso di
imprese zootecniche, poi, il
problema si ripercuote a catena, aggiungendo danno al dan-
no quando gli allevatori si trovano costretti ad acquistare
esternamente – e a maggior
prezzo –il mais o il fieno per l’alimentazione del bestiame.
La Coldiretti interprovinciale
sottolinea nella nota come l’equilibrio naturale “non possa
prescindere dal ruolo, importante e strategico, delle colture
agricole e nemmeno può permettere che una specie, peraltro non autoctona, diventi insostenibilmente invasiva. Le
imprese agricole sono fortemente preoccupate e, con loro,
gli stessi cittadini, anche per i
problemi di sicurezza legati alla
presenza della fauna selvatica”.
cl.br.
immaginiamo che la fase successiva preveda l’approvazione
da parte dei Consigli comunali
delle località interessate da questo problema. Un passaggio utile a dare forza a questo documento prima di un suo successivo approdo qui da noi in aula
e, in un secondo momento, magari in Regione». Che tempi vi
siete dati? «In tutti i Comuni si
dovrà svolgere una seduta di
Consiglio nel mese di novembre, ma non sarà facile che si
possa discutere su questo argomento nell’immediato. Più fattibile che si vada ai primi mesi
del prossimo anno», tenendo in
considerazione che «in prima
battuta ci aspettiamo le osservazioni da parte delle associazioni, verso le quali ci siamo dati
due settimane di tempo. Non
sarà un percorso facilissimo,
ma mi sembra che sia l’impegno
che la Provincia debba mettere
in atto». Non è facile quantificare il numero di capi presenti sul
territorio provinciale. Gli uffici
di Palazzo Natta hanno spiegato
infatti che questa specie di animale ha una capacità riproduttiva elevata. Altri fatturi sono riconducibili dal cibo trovato, vi-
sto che sono in grado di spostarsi e coprire lunghi tragitti con
molta facilità, alle condizioni
climatiche del territorio. E per
tenere sotto controllo la situazione ecco che la Provincia ha
dato il suo ok alla possibilità di
un “abbattimento diretto” di
questi animali, visto che questo
tipo di intervento, anche da parte della Polizia provinciale, nonostante le poche risorse a disposizione, ha avuto un sostanziale incremento ed è ritenuto
uno degli ambiti d’intervento
ritenuto fra i più prioritari.
Luca Mattioli

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